{"id":1607,"date":"2008-03-07T17:04:23","date_gmt":"2008-03-07T16:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1607"},"modified":"2023-11-05T13:04:08","modified_gmt":"2023-11-05T12:04:08","slug":"il-bambino-nascosto-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1607","title":{"rendered":"Il Bambino nascosto \/6"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso clinico che viene presentato in queste pagine \u00e8 stato trattato interdisciplinarmente sia dal punto di vista ginecologico che psicologico alcuni anni fa.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Il Bambino nascosto \/6<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Alba Marcoli<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sommario<\/em>:&nbsp;&nbsp;<a href=\"#p1\">La storia delle radici di Simona \/ Dalla morte alla rinascita<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p2\">La storia delle radici di Cristina \/ La difficolt\u00e0 a nascere<\/a><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Capitolo sesto. Due casi clinici<\/h4>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p1\"><\/a>La storia delle radici di Simona \/ Dalla morte alla rinascita&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"1\"><\/a>Il caso clinico che viene presentato in queste pagine \u00e8 stato trattato interdisciplinarmente sia dal punto di vista ginecologico che psicologico alcuni anni fa. [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una coppia di trentacinquenni, Ester e Giuseppe, che si presentano per una consultazione psicologica su indicazione della ginecologa per un problema di sterilit\u00e0 apparentemente non spiegabile dal punto di vista organico per nessuno dei due.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte le indagini e le analisi fatte su entrambi hanno infatti dimostrato che la coppia sembrerebbe essere potenzialmente in grado di procreare, ma nonostante ci\u00f2, da pi\u00f9 di cinque anni i molteplici tentativi fatti sono stati sempre infruttuosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"2\"><\/a>Durante la prima consultazione entrambi vengono sottoposti al test del disegno di una coppia immaginaria. [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne emerge che, mentre la coppia disegnata da Giuseppe \u00e8 quella di uomo-donna in et\u00e0 fertile, la coppia disegnata da Ester \u00e8 quella di madre-bambino, evidentemente non fertile per et\u00e0 e ruolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda seduta di consultazione, sempre fatta con la coppia, si lavora quindi sull&#8217;immaginario che nella mente dei due partner accompagna un eventuale figlio, ed \u00e8 emerso che Ester proietta su questo evento un&#8217;aspettativa altissima di un proprio valore che ogni nuova mestruazione contribuisce a negarle. Questo, a sua volta, la fa precipitare in una percezione di s\u00e9 altamente negativa e svalutante, con tutte le caratteristiche di una reazione depressiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel punto, sulla base di altre esperienze analoghe, pensiamo di proporre a Ester una terapia psicologica con un contratto ben preciso, i cui punti fondamentali sono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. La terapia (che prevede una seduta quindicinale) non \u00e8 finalizzata al prendere in carico la sterilit\u00e0, ma la sua reazione depressiva. &nbsp; La sterilit\u00e0 potrebbe solo essere presa in esame come uno dei tanti altri possibili sintomi, insieme al materiale del suo mondo interno (sensazioni, emozioni, pensieri coscienti, sogni).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2.. Nei limiti del possibile Ester avrebbe tentato di ridimensionare per il momento l&#8217;aspettativa di un figlio, cercando altri interessi che la coinvolgessero sul piano emotivo. La proposta \u00e8 cio\u00e8 di attenuare questa ossessiva concentrazione sull&#8217;idea di un figlio, voluto probabilmente anche in funzione antidepressiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. Nel caso, \u201cimprobabile\u201d che Ester fosse rimasta incinta durante la terapia, questa sarebbe dovuta continuare \u201calmeno\u201d per i primi due anni di vita del bambino, per evitare che il gioco di aspettative troppo alte si riflettesse poi sul benessere psicofisico del bambino stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa proposta ha agli inizi disorientato la giovane donna che aveva un&#8217;enorme paura di una psicoterapia, vissuta per qualche motivo nel suo mondo interno come un fantasma minaccioso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa io sono sempre stata abituata a gestirmi i problemi da sola, senza parlarne a nessun altro fuorch\u00e9 a mio marito!\u00bb ha detto Ester che aveva un ottimo rapporto di affetto, fiducia e stima con Giuseppe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha allora chiesto di fare una seduta da sola prima di decidere e si \u00e8 concordato un primo incontro, durante il quale \u00e8 emersa la figura di una nonna amatissima morta da alcuni anni per la quale non ha fatto altro che piangere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Praticamente quasi tutto lo spazio di questa prima seduta \u00e8 stato occupato da un pianto struggente, silenzioso e disperato per il dolore di questa morte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seduta \u00e8 terminata con la riproposta del contratto da parte mia, mentre Ester diceva che ci avrebbe pensato, perch\u00e9 in quel momento non si sentiva di affrontare tanto dolore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io le ho risposto che era importante che lei tenesse conto di questo e rispettasse ci\u00f2 che si sentiva dentro in quel momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti la terapia non sarebbe stata indirizzata alla sterilit\u00e0, per cui si trattava solo di uno dei tanti possibili aiuti a cui lei sarebbe potuta ricorrere.&nbsp;<a id=\"3\"><\/a>In ogni caso, inoltre, come trovo corretto specificare, una terapia psicologica \u00e8 sempre \u00abun lavoro incerto, difficilmente prevedibile. [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devo dire che, nonostante avessi sentito un buon contatto empatico con Ester, ho concluso questa prima seduta con l&#8217;impressione che difficilmente avrebbe iniziato una terapia vera e propria e l&#8217;ho invitata a telefonarmi di nuovo solo se avesse preso una decisione in tal senso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte, proprio in quel periodo, avevo avuto esperienza di una storia simile in cui la persona aveva rinunciato alla terapia perch\u00e9 evidentemente questa disturbava troppo il modo di funzionamento mentale sia suo che della coppia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ester non ha pi\u00f9 telefonato per diverse settimane e io ho pensato che questa fosse la sua legittima decisione finale, parzialmente confermata dal fatto che lei aveva espresso la sua difficolt\u00e0 alla ginecologa con cui lavoravo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, a distanza di tempo, una sera ricevo con mia sorpresa una telefonata nella quale mi si chiede un primo appuntamento per iniziare la terapia. Ho saputo in seguito che quelle settimane, lungi dall&#8217;essere inutili, sono state per lei di grande lavoro psichico perch\u00e9 ha continuato a pensare alla seduta e a ci\u00f2 che era emerso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo cos\u00ec di comune accordo iniziato la terapia con una seduta ogni quindici giorni, secondo il contratto proposto inizialmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devo dire che il lavoro \u00e8 stato molto facilitato da Ester che praticamente aveva gi\u00e0 pronti dentro di s\u00e9 tutti i temi che sono poi emersi, come se questa giovane donna non avesse fatto altro per anni che aspettare il luogo e il momento in cui portare il proprio disagio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era una persona veramente pronta per una psicoterapia di cui giustamente sentiva allo stesso momento un gran bisogno e una gran paura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I personaggi che nel corso del tempo si sono seduti e susseguiti sulla poltrona davanti a me, portati dal mondo interno di Ester, settimane dopo settimane, sono stati di volta in volta un padre autoritario e repressivo, affettivamente distante, vissuto con un amore-odio infantile cieco, una madre sottomessa e sacrificale, vissuta come un&#8217;identit\u00e0 femminile da rifiutare visceralmente e una nonna affettiva e dolce la cui morte non era stata ancora elaborata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era come se la sua accettazione volesse dire per Ester anche la morte dentro di lei dell&#8217;unico rapporto d&#8217;amore che le sembrava d&#8217;aver sperimentato da bambina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo mondo interno si alternavano, in un carosello di sentimenti, un padre da cui avrebbe voluto sentirsi amata e da cui invece si era sentita negata e svalorizzata, verso cui provava dei grossi impulsi di amore-odio; una madre il cui modello femminile lei rifiutava visceralmente (e forse, chiss\u00e0, anche genitalmente) e una nonna che rappresentava un materno buono che era per\u00f2 presente nella sua mente come indissolubilmente legato a una persona morta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che lei non ne avesse ancora accettata la scomparsa faceva in modo che questa dimensione di materno buono, l&#8217;unica in cui lei si potesse identificare per essere madre, fosse perci\u00f2 nel suo mondo interno strettamente legata all&#8217;idea della morte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono voluti diversi mesi di sedute passate in un continuo pianto, sempre silenzioso, disperato e struggente, prima che Ester accettasse finalmente l&#8217;idea della morte di questa nonna cos\u00ec idealizzata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente, per\u00f2, la sua accettazione ne ha permesso l&#8217;elaborazione, il che ha voluto dire per lei il passare dall&#8217;essere vischiosamente attaccata all&#8217;idea di questa nonna morta (e quindi alla morte) all&#8217;accettare invece di staccarsene, mantenendone dentro di s\u00e9 un ricordo altrettanto buono, ma vivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;accettare la morte della nonna, cio\u00e8, nella storia di Ester ha voluto dire lo scegliere di vivere davvero e non di essere \u00abuna morta vivente\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel punto anche le figure genitoriali dentro di lei hanno cominciato a essere pi\u00f9 accettabili ed \u00e8 iniziato un lento processo di trasformazione del rapporto verso di loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hanno infatti poco a poco cominciato a essere viste all&#8217;interno delle difficolt\u00e0 della loro storia, pur restando delle figure conflittuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 un giorno Ester \u00e8 arrivata in seduta dicendo: \u00abSa, mi sono accorta che non ce l&#8217;ho pi\u00f9 con mio padre come prima!\u00bb. Il che ha rappresentato per lei la possibilit\u00e0 di vedere questo rapporto anche in un&#8217;altra luce e non solo in quella precedente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche i sogni di Ester hanno cominciato lentamente a cambiare cos\u00ec come l&#8217;immaginario che accompagnava un eventuale figlio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato a poco pi\u00f9 di un anno dall&#8217;inizio della terapia che la giovane donna \u00e8 arrivata in seduta stravolta, in preda a violente emozioni di sorpresa e di paura. Si era avverato ci\u00f2 che lei aveva tanto sperato e, evidentemente, temuto: era rimasta incinta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordando sempre lo stupore con cui avevo assistito alla reazione di grande paura e di pianto di un&#8217;altra persona che avevo seguito anni prima per sterilit\u00e0, nel momento in cui era rimasta incinta, non sono rimasta impressionata da questa reazione di Ester.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come mi \u00e8 capitato spesso di osservare, \u00e8 frequente in questi casi una grande paura, in genere inconscia, del cambiamento e una notevole difficolt\u00e0 ad adattarvisi e non si pu\u00f2 certo dire che una gravidanza sia un cambiamento da poco in una donna, per quanto essa possa essere desiderata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante quindi una parte dentro di lei fosse felicissima della cosa, Ester nel complesso ha continuato a essere sorpresa, stupita e anche spaventata come una bambina piccola davanti a una cosa pi\u00f9 grande di lei, per tutti i primi quattro mesi di gravidanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per evitare complicazioni, poich\u00e9 la gravidanza si presentava a rischio, la ginecologa con cui la seguivo l&#8217;ha tenuta a riposo con tocolitici fin dai primi tempi, per cui le sue uniche uscite erano per le visite ginecologiche e le sedute psicologiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono voluti quattro mesi prima che Ester accettasse l&#8217;idea di questo suo cambiamento e si rendesse conto di essere veramente incinta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino ad allora la sua sensazione era che la cosa riguardasse un&#8217;altra persona, non lei. Sono stati questi i mesi pi\u00f9 delicati e importanti di tutta la terapia e anche quelli che hanno stretto una buona alleanza terapeutica fra di noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ester sentiva di avere uno spazio suo dove poter essere capita e confrontarsi con i suoi fantasmi senza esserne travolta, e per me questa terapia ha rappresentato un ulteriore momento di grande conoscenza cui la sensibilit\u00e0 psicologica e l&#8217;intelligenza della giovane donna mi hanno permesso di accedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 rinforzato in me il convincimento, peraltro gi\u00e0 esistente (e che mi aveva portato a formulare la terza clausola del contratto iniziale), che dietro a ogni sintomo c&#8217;\u00e8 una situazione complessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso della sterilit\u00e0 sono giunta infatti a pensare che il puro fatto di restare incinta sia solo uno, e non il pi\u00f9 importante, dei molteplici aspetti del problema.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esperienza interdisciplinare mi ha portato infatti a ipotizzare che la gravidanza dopo un episodio di sterilit\u00e0 possa essere facilmente a rischio non solo organicamente, ma anche psicologicamente, non fosse altro che per tutta la pressione esercitata dalle aspettative precedenti che entrano poi nella relazione col figlio e che possono trasformarsi in difficolt\u00e0 psicologiche del bambino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe molto importante a questo proposito che i medici che si occupano di sterilit\u00e0 avessero una particolare attenzione anche per il versante psicoterapico del problema, formulando un progetto multidisciplinare in tal senso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se da una parte \u00e8 infatti vero che una psicoterapia \u00e8 un lavoro incerto, d&#8217;altra parte un buon appoggio psicologico alla madre in gravidanza e nei primi due, tre anni di vita del bambino potrebbe essere un serio tentativo di evitargli o alleggerirgli molti futuri disagi, proprio perch\u00e9 gli permetterebbe di sperimentare un rapporto con una mamma meno angosciata, che probabilmente immetter\u00e0 meno fantasmi nella relazione madre-bambino, pilastro cardine su cui si basa tutta la futura vita psichica del figlio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando al caso di Ester, la sua gravidanza ha avuto un decorso difficile ma non drammatico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giovane donna \u00e8 stata tenuta quasi sempre a riposo e spesso a letto, ma non ci sono state delle minacce d&#8217;aborto particolarmente gravi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"4\"><\/a>Dal punto di vista psicologico i due momenti pi\u00f9 difficili sono stati, oltre all&#8217;inizio, il settimo e il nono mese; il primo perch\u00e9 ha visto l&#8217;inizio del ribaltamento del bambino verso il canale vaginale, percepito dalla madre come un nuovo grande cambiamento, e il secondo perch\u00e9 la difficile incognita che si presentava a Ester era il parto, vissuto nella sua fantasia in modo minaccioso e distruttivo. [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La particolare sensibilit\u00e0 psicologica della giovane donna l&#8217;ha portata a mettere a fuoco che la sua difficolt\u00e0 finale era quella di separarsi fisicamente dal bambino e di accettare questo nuovo cambiamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono stati questi i temi principali delle sedute negli ultimi due mesi di gravidanza; Ester continuava a portare il suo dolore e la sua incapacit\u00e0 di sopportare di separarsi da questo bambino che le aveva fatto compagnia per tanti mesi dentro di lei, come non le era mai successo di sperimentare nella vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato nella penultima seduta prima del parto che, riportando un sogno fatto, ha finalmente detto che questo l&#8217;aveva aiutata a sentirsi pronta per la nascita del suo bambino, cosicch\u00e9 aveva una gran voglia di vederlo da fuori e di sapere come era fatto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questo \u00e8 stato un momento importante e delicato della terapia perch\u00e9 ha cominciato a preparare la \u00abnascita psicologica\u00bb del bambino, lo spazio mentale separato da s\u00e9 che la madre destina al figlio e che gli permette di crescere come una persona autonoma e con una propria identit\u00e0, non come una sua appendice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si presenta il momento del parto, a termine e per via vaginale, Ester \u00e8 molto sostenuta dalla presenza del marito, una persona affettiva e sensibile che ha avuto una notevole funzione di aiuto e di supporto nei suoi confronti per tutta la gravidanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha infatti collaborato pienamente al programma terapeutico che si era stabilito insieme fin dalla prima consulenza, accompagnando sempre la moglie per le sedute, ad alcune delle quali ha anche parzialmente partecipato, per evitare che si sentisse escluso dalla coppia madre-bambino, come spesso pu\u00f2 succedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 infatti osservato in campo clinico che la presenza del padre \u00e8 molto importante e come supporto per la madre e proprio per evitare la chiusura della coppia mamma-bambino, soprattutto a partire dall&#8217;anno di vita del piccolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il fatto che il padre si inserisca come terzo in questa diade che permette di evitare gli sbocchi simbiotici e l&#8217;eccessiva dipendenza della madre dal bambino e viceversa, che spesso intralcia la strada verso l&#8217;autonomia psichica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La piccola della nostra coppia nasce quindi a termine e in ottime condizioni: \u00e8 una bambina cui viene dato il nome di Simona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u201cpost partum\u201d, come prevedibile, vede un altro momento difficile per Ester.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da una parte c&#8217;\u00e8 il dolore della separazione fisica dalla bambina e la perdita di questa compagnia costante, che si dimostrano tendenzialmente depressivi anche se sono stati preparati psicologicamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 la sensazione di estraneit\u00e0 che la giovane donna prova per la bambina, la stessa che aveva provato durante i primi quattro mesi di gravidanza, quando le sembrava che l&#8217;esperienza riguardasse un&#8217;altra, non lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ester \u00e8 in piena tempesta emotiva; come agli inizi della gravidanza ha lo sguardo e le emozioni di una bambina a cui sia successa una cosa troppo grossa,, e prova una sensazione di estraneit\u00e0 nei confronti di questa bambina che pure ha desiderato moltissimo e che tutti le dicono che \u00e8 \u00absua figlia\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel sottofondo gioca anche il dolore di vedere che tutti fanno festa alla bambina, quasi dimenticandosi di lei, il che le risveglia l&#8217;antica ferita, ancora aperta, del sentirsi una bambina rifiutata e non amata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne scaturisce una ridda di sentimenti nei confronti della figlia che la spaventa: l&#8217;amore, il sentirla estranea, il sentirsi tradita perch\u00e9 ha abbandonato il suo corpo, l&#8217;invidia e la gelosia per le feste che tutti le fanno, ma anche lo stupore e la grande tenerezza, il vederla indifesa come un uccellino, il riconoscerla bisognosa di protezione proprio come lei in questo momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caos di sentimenti contrastanti Ester fa fatica a orientarsi, anche per i condizionamenti culturali sulla maternit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando le viene da chiedersi: \u00abMa chi \u00e8 questa qui? Che cosa vuole da me?\u00bb quasi fosse spaventata dalle richieste della piccola nei suoi confronti, si sente una cattiva mamma e cade in una depressione che le tinge di nero anche i momenti di tenerezza e di gioia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa dov&#8217;\u00e8 il senso materno?\u00bb si chiede allora spaventata. \u00abPerch\u00e9 io non ce l&#8217;ho?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la ripresa della terapia psicologica a un mese di distanza dalla nascita della piccola che aiuta la mamma a mettere un po&#8217; d&#8217;ordine in questo caos e ad accettare che si possano provare contemporaneamente emozioni e sentimenti del tutto opposti senza per questo sentirsi una cattiva madre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ripresa della terapia l&#8217;ha cio\u00e8 aiutata a sentirsi una mamma \u00absufficientemente buona\u00bb, come dice Winnicott, cosa peraltro provata dal fatto che la bambina cresce bene e senza nessun particolare problema.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La difficolt\u00e0 di Ester per\u00f2 continua, anche se in termini molto pi\u00f9 tollerabili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che la presenza della bambina scardina quotidianamente dentro di lei sono il suo rapporto con il bisogno di controllare e prevedere le cose e i suoi tempi per l&#8217;accettazione dei cambiamenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCon un bambino piccolo non si pu\u00f2 mai prevedere il giorno dopo, tutto pu\u00f2 cambiare da un giorno all&#8217;altro, \u00e8 una scoperta continua\u00bb dice contenta e preoccupata allo stesso momento; contenta per le evidenti conquiste che la bambina fa giorno dopo giorno e preoccupata per la fatica che \u00abil nuovo\u00bb rappresenta ogni volta per lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fatica si aggiungono anche dei problemi fisici per Ester, che ha sempre sofferto di scoliosi e mal di schiena, per cui si sente a pezzi alla fine di una giornata di accudimento della piccola, tanto che a un certo punto \u00e8 anche costretta dall&#8217;ortopedico a usare un busto di sostegno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma le emozioni e le sensazioni che nel corso del tempo la bambina le fa provare la ripagano anche di questa difficolt\u00e0. \u00abQuando io pensavo a un figlio\u00bb dice \u00abavevo in mente delle cose completamente diverse, non pensavo che fosse una fatica cos\u00ec grande e che costasse tanto, ma non avrei neanche mai immaginato tutte le emozioni di gioia che un bambino pu\u00f2 dare. E&#8217; sicuramente l&#8217;esperienza pi\u00f9 importante della mia vita! Non ho mai provato tanta gioia!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, poco a poco, anche questo nuovo cambiamento viene integrato nel mondo interno di Ester, con un accorciamento dei tempi necessari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u00e0 dove prima le erano serviti quattro mesi per rendersi conto di essere veramente incinta, adesso le bastano due mesi per superare questa sensazione di estraneit\u00e0 e scoprire il suo senso materno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSa,\u00bb dice verso i tre mesi di vita della bambina \u00abmi rendo conto solo adesso che certe cose del bambino le pu\u00f2 capire solo la madre che sta con lui tutto il giorno. Io adesso capisco subito il significato dei suoi pianti, mentre mi accorgo che mio marito che la vede solo la sera ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 a orientarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi io le parlo tutto il giorno, anche quando faccio le faccende di casa, come le parlavo quando l&#8217;avevo nella pancia. E vedo che lei riconosce subito la mia voce e che si volta verso di me anche se in quel momento sono da un&#8217;altra parte della stanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando mi vede in faccia le si illumina proprio il viso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sente che la mamma \u00e8 davvero una persona speciale per il bambino; chiss\u00e0, forse \u00e8 questo l&#8217;istinto materno.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"5\"><\/a>In effetti, come sottolinea Fornari, [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>] la regressione quasi infantile dopo la nascita della bambina \u00e8 stata anche quella che le ha permesso di avvertire meglio i suoi bisogni e di trovare le risposte giuste per lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E l&#8217;impressione che un osservatore ne ricava \u00e8 quella che la bambina sia accudita in modo perfettamente adeguato e molto affettivo da parte della mamma, nonostante le sue difficolt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo anche i rapporti familiari di Ester si trasformano lentamente, sia con la madre che col padre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla prima si sente molto sostenuta e aiutata quotidianamente in questa sua esperienza come nei lunghi mesi passati a riposo in gravidanza; dal secondo si sente pi\u00f9 appoggiata di quanto non le sia mai successo prima e, soprattutto, si sente sorpresa per il grande affetto che questi dimostra per la nipotina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon avrei mai pensato che mio padre potesse essere cos\u00ec attaccato a un bambino\u00bb dice un giorno; \u00ab\u00e8 proprio una sorpresa per me. Per\u00f2 una volta, quando ero incinta, lui me l&#8217;aveva gi\u00e0 detto che non dovevo credere che non mi volesse bene, ma solo che lui era fatto cos\u00ec e non era capace di manifestarlo. D&#8217;altra parte, con una storia cos\u00ec triste e dolorosa alle spalle come la sua, posso anche capire che nessuno gli abbia mai insegnato come si fa a dimostrare l&#8217;affetto a un figlio.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questa scoperta dell&#8217;affettivit\u00e0 paterna e materna contribuisce a portare un po&#8217; pi\u00f9 di serenit\u00e0 nel mondo interno di Ester e a riappacificarla con un ruolo genitoriale, mentre nelle scoperte quotidiane che fa sulla figlia le viene in aiuto anche la sua esperienza personale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl pediatra insiste perch\u00e9 mangi la &nbsp; prima pappa col cucchiaino,\u00bb dice a cinque mesi d&#8217;et\u00e0 della bambina \u00abma, per quanto abbia provato per una settimana intera, lei proprio non ne vuole sapere. Non si adatta ancora all&#8217;idea del cucchiaino. Allora ho seguito il parere che mi hanno dato in consultorio di continuare con l&#8217;allattamento al seno e con il biberon. D&#8217;altra parte, se ci metto tanto tempo io che sono grande ad accettare i cambiamenti, figuriamoci lei che \u00e8 cos\u00ec piccola!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due mesi pi\u00f9 tardi dice: \u00abE poi in questo momento siamo appena tornati dalle ferie, e sa che mi sono accorta che lei faceva fatica a riconoscere la casa e le cose familiari? Pensi, mentre scaricavamo i bagagli e sistemavamo tutto, le ho visto proprio un&#8217;espressione di paura, come se si trovasse in un luogo estraneo; allora io ho lasciato perdere tutto, me la sono presa in braccio e l&#8217;ho portata in giro per tutta la casa e gliel&#8217;ho mostrata. Le ho detto: \u201cEcco, Simona, questa \u00e8 la tua casa, questo \u00e8 il tuo lettino con le tue copertine, questa \u00e8 la tua stanza con tutti i tuoi giochi, queste sono le tendine della finestra, questa \u00e8 la stanza della mamma e del pap\u00e0, e questa \u00e8 la cucina dove la mamma ti prepara il biberon&#8230;\u201d. Beh, lo sa che poco a poco lei si \u00e8 tranquillizzata, le \u00e8 sparita quell&#8217;espressione cos\u00ec smarrita e ha ripreso a sorridere? E&#8217; proprio incredibile come i bambini capiscono proprio tutto dal momento in cui nascono. Se io non l&#8217;avessi sperimentato con mia figlia non me lo sarei mai immaginato neanche lontanamente. Per noi grandi \u00e8 difficile capirlo. Sono loro che ce lo insegnano\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco, d&#8217;ora in poi Ester comincia a sentirsi \u00abgrande\u00bb e questo \u00e8 un passo molto importante per lei e per sua figlia che invece \u00e8 la \u00abpiccola\u00bb di casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ester e Giuseppe partecipano in seguito a un gruppo di formazione per genitori, imparando a prendersi cura delle loro parti bambine senza invertire i ruoli, proiettandole inconsapevolmente sulla piccola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La loro vita prosegue ora, fra le soddisfazioni e le difficolt\u00e0 quotidiane, come per tutte le cose del vivere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sappiamo come Simona sar\u00e0 da grande: sappiamo solo ci\u00f2 che \u00e8 successo e succede in questo momento, non quello che sar\u00e0 o sarebbe potuto essere. Quello che di lei sappiamo \u00e8 che ha sperimentato nei primi mesi della sua vita, i pi\u00f9 importanti in assoluto per il suo futuro, il rapporto con una mamma molto affettuosa e disponibile che ha potuto prendersi cura di lei come della cosa pi\u00f9 importante della sua vita, nonostante i suoi momenti di angoscia e di grandi difficolt\u00e0 psicologiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p2\"><\/a>La storia delle radici di Cristina \/ La difficolt\u00e0 a nascere&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"6\"><\/a>Come per la storia di Simona, anche questa \u00e8 una situazione che \u00e8 stata seguita contemporaneamente sia dal punto di vista ginecologico che psicologico. [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta infatti di un caso di infertilit\u00e0 [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>] che forse pu\u00f2 esemplificare abbastanza chiaramente l&#8217;importanza di quello che i francesi chiamano \u201cl&#8217;enfant merveilleux\u201d nel gioco dell&#8217;immaginario materno e familiare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si intende con questa definizione il bambino \u00abimmaginario\u00bb ideale, quello che \u00e8 spesso presente nella mente e che diventa l&#8217;inevitabile termine di confronto rispetto al bambino reale, il quale ne esce di solito inevitabilmente sconfitto perch\u00e9 \u00e8 difficile competere con un&#8217;immagine cos\u00ec idealizzata e perfetta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dice Brazelton a proposito:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIn tutti i futuri genitori al momento della nascita sono tre i neonati che vengono alla luce. Il bambino immaginario dei loro sogni e delle loro fantasie e il feto invisibile ma reale \u2013 che da parecchi mesi ha manifestato con vigore sempre maggiore i suoi ritmi peculiari e la sua personalit\u00e0 \u2013 si confondono con il neonato vero e proprio che pu\u00f2 essere visto, udito e infine tenuto stretto.&nbsp;&nbsp;<a id=\"8\"><\/a>L&#8217;attaccamento verso un neonato&#8230; si fonda sulla precedente relazione con un bambino immaginario e con il feto in via di sviluppo che ha fatto parte del mondo dei genitori per nove mesi.\u201d [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;\u201cenfant merveilleux\u201d possono andare a confluire delle aspettative altissime, sia consapevoli che inconsapevoli, non solo da parte dei genitori, ma spesso anche dell&#8217;intero gruppo familiare, vista la pressione affettiva da cui sono circondati i pochi bambini di un nucleo ridotto quale \u00e8 la famiglia che si presenta oggi nel nostro mondo occidentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un bambino che nasce in queste condizioni \u00e8 gi\u00e0 gravato di un compito un po&#8217; pesante, quello di rispondere a delle aspettative altrui che possono essere diverse dalle sue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un genitore che non ha potuto o voluto studiare potr\u00e0 quindi correre il rischio di aspettarsi che il figlio studi anche per lui, quasi a \u00absanare\u00bb un suo sbaglio o una sua frustrazione giovanile, e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi vengono in mente casi di genitori intelligenti e disponibili a qualsiasi sacrificio per i loro figli, a cui davano \u00abtutto quello che io non ho potuto avere, compresa la possibilit\u00e0 di studiare che a me sarebbe piaciuta moltissimo e che ho rimpianto per tutta la vita\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato era frequentemente una difficolt\u00e0 a imparare, spesso non dovuta a povert\u00e0 di strumenti intellettivi del bambino o del ragazzo, ma al blocco dell&#8217;apprendimento che un&#8217;aspettativa cos\u00ec massiccia pu\u00f2 a volte causare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 come se il figlio in certi casi calasse una saracinesca che non lascia passare niente e che lo fa sembrare apparentemente stupido.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La funzione di questa difesa \u00e8 quella di preservare la sua individualit\u00e0 che sente invasa da queste aspettative massicce del genitore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e9 il salvare la propria individualit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che gli garantisce il non cadere nell&#8217;indifferenziato, che produce un&#8217;angoscia confusiva, ecco quindi che il figlio fa un&#8217;operazione che lo difende sul piano mentale, ma a svantaggio delle sue stesse risorse intellettive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"9\"><\/a>Sarebbe molto importante, come sottolinea Senise, che in questo caso il genitore riuscisse a spostare le sue aspettative \u201csulla competenza e non sul successo\u201d. [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il figlio reale, infatti, come osserva Racamier, \u201cnon \u00e8 mai cos\u00ec meraviglioso\u201d come quello che pu\u00f2 comparire nella mente dei genitori per sanare le loro ferite infantili, \u201cma non \u00e8 mai nemmeno cos\u00ec fallito\u201d come invece si presenta quando scatta l&#8217;ansia determinata da questo gioco di aspettative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella che si considera clinicamente la \u00abnascita psicologica\u00bb di un bambino avviene infatti innanzitutto nello spazio mentale dei genitori, e della madre in particolare, quando si preparano ad accogliere il bambino come diverso da loro stessi e da ci\u00f2 che si aspettano da lui (Racamier lo chiama \u00abil bambino anticipato\u00bb).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u00e0 dove la madre resta invece inconsciamente ancora attaccata, come sua difesa psicologica, all&#8217;\u201denfant merveilleux\u201d concepito fondamentalmente come parte propria in quanto destinata a riparare qualche suo bisogno infantile rimasto insoddisfatto, spesso il bambino trova pi\u00f9 difficolt\u00e0 nel suo processo evolutivo di separazione-individuazione e lo manifesta attraverso sintomi di vario genere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, il lavorare con il caso di Cristina e vari altri casi analoghi, mi ha condotto a ipotizzare che quando l&#8217;\u201denfant merveilleux\u201d \u00e8 dominante in modo assoluto e totale nella mente materna ,esso possa diventare in certi casi uno dei tanti fattori che potrebbero intervenire dal punto di vista psicologico in un processo di sterilit\u00e0 o di infertilit\u00e0, oltre a essere un fattore a rischio psicologico per il bambino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualsiasi possa essere quindi la dinamica di un processo ancora tutt&#8217;altro che chiaro, vediamo la storia di Donatella, che mi ha portato, insieme ad altri, a questi interrogativi e ipotesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di una giovane donna che si presenta per una consultazione psicologica dopo un secondo aborto spontaneo, avvenuto entro il terzo mese di gravidanza e apparentemente non spiegato sul piano clinico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giovane \u00e8 in piena crisi depressiva e, nonostante permanga un fortissimo desiderio di maternit\u00e0 (con una componente abbastanza evidente di aspettativa antidepressiva), non riesce pi\u00f9 a restare incinta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente alla consultazione psicologica, Donatella affianca tutta una serie di interventi specialistici fatti nell&#8217;ottica un po&#8217; magica che \u00abpi\u00f9 si paga\u00bb pi\u00f9 si ottiene una prestazione qualificata da parte di molte figure diverse (quattro ginecologi, un neurologo, uno psichiatra, un omeopata, eccetera).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appare presto evidente che in realt\u00e0 esiste una componente di aspettative magiche di soluzione immediata dei problemi nei confronti di tutte queste figure, che non possono che dimostrarsi inadeguate a simili richieste, rinforzando nella giovane donna la convinzione che \u00abnessuno\u00bb pu\u00f2 veramente aiutarla e che \u00abnessuno\u00bb \u00e8 abbastanza comprensivo nei suoi confronti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo modo di porsi nel rapporto \u00e8 una dipendenza di tipo filiale, ma svalutativa, destinata a confermare nel suo mondo interno che l&#8217;adulto a cui si rivolge, chiunque esso sia, \u00e8 in ogni caso inadeguato a darle la risposta di cui lei ha bisogno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ginecologo che le consiglia la maternit\u00e0 dicendole che risolver\u00e0 cos\u00ec la sua depressione e l&#8217;omeopata che per il momento gliela sconsiglia, dicendole che, in ogni caso, i suoi due aborti sono stati \u00abdi testa\u00bb, rinforzano il suo convincimento profondo che nella realt\u00e0 lei non si pu\u00f2 fidare di loro, come di nessun&#8217;altra figura di autorit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emerge cos\u00ec un&#8217;implicita svalorizzazione del ruolo parentale, quello stesso cui lei, a livello cosciente, sembrerebbe aspirare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la consultazione psicologica, la sua richiesta di consigli su un&#8217;eventuale maternit\u00e0 o meno non viene accolta per non rinforzare questa sua modalit\u00e0; le viene semplicemente detto che il decidere se mettere al mondo un figlio o meno fa parte della sua sfera di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 e non \u00e8 in ogni caso sufficiente a garantire una nascita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giovane donna cade allora in crisi e riconosce che \u00e8 difficile accettare delle responsabilit\u00e0, mentre sarebbe stato pi\u00f9 comodo darle a qualcun altro (ginecologo, omeopata, qualsiasi altra figura d&#8217;autorit\u00e0).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia \u00e8 proprio questa prima crisi che, in qualche modo, comincia a produrre dei movimenti nel suo mondo interno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donatella ha attualmente ventinove anni e da circa tre soffre di periodiche crisi depressive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp; Il suo star male si manifesta con apatia, incapacit\u00e0 di concentrarsi e di fare le cose, crisi frequenti di pianto e sensazione di catastrofe imminente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;organo bersaglio \u00e8 in genere la testa che le fa male \u00abda impazzire\u00bb o che le gira improvvisamente e la fantasia sottostante \u00e8 quella del tumore, che lei nega persino come parola, chiamandolo un \u00abbrutto male\u00bb, con l&#8217;apparente impossibilit\u00e0 di chiamarlo con il suo vero nome.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda seduta di consultazione, dove \u00e8 stato anche chiesto l&#8217;intervento della ginecologa per raccogliere meglio l&#8217;anamnesi medica, si decide di lavorare sull&#8217;immaginario che, nella mente della giovane donna, accompagna la fantasia di un figlio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne emerge il seguente quadro: \u00abSe ho un figlio vuol dire che:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1 &#8211; io non sono troppo vecchia per avere dei figli;&nbsp;<br>2 &#8211; anch&#8217;io sono completa se ho un figlio;&nbsp;<br>3 &#8211; anch&#8217;io sono in grado di fare dei figli. \u00c8 una risposta per il mio corpo;&nbsp;<br>4 &#8211; cos\u00ec io non mi sento dire dagli altri: \u201cQuella l\u00ec non ha neanche un figlio\u201d;&nbsp;<br>5 &#8211; cos\u00ec anch&#8217;io ho una vera famiglia, non una coppia senza un figlio;&nbsp;<br>6 &#8211; cos\u00ec anch&#8217;io posso provare la sensazione di sentirmelo dentro;&nbsp;<br>7 &#8211; cos\u00ec anch&#8217;io posso andare a testa alta davanti a mia suocera;&nbsp;<br>8 &#8211; cos\u00ec anch&#8217;io potr\u00f2 andare a passeggio con una carrozzina, io, mio marito, mio figlio;&nbsp;<br>9 &#8211; cos\u00ec lui potr\u00e0 crescere altruista e affettuoso verso gli altri perch\u00e9 io cercher\u00f2 di crescerlo ed educarlo bene\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto il quadro \u00e8 fortemente caratterizzato da quello che sembra essere pi\u00f9 un desiderio di maternit\u00e0 (rivolto a s\u00e9) che di figlio (rivolto all&#8217;altro).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dominanza del bambino \u00abmeraviglioso\u00bb, destinato a curare magicamente le ferite materne e familiari (perch\u00e9 Donatella, come emerger\u00e0 in seguito, ha avuto un&#8217;infanzia \u00abnormale\u00bb ma segnata da dolorose difficolt\u00e0 relazionali che l&#8217;hanno fatta sentire una bambina molto sola e incompresa), pare essere incontrastata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;unica fantasia in cui sembra infatti comparire parzialmente il bambino (cos\u00ec \u201clui\u201d potr\u00e0 crescere altruista e affettuoso) interviene subito la rettifica (perch\u00e9 io cercher\u00f2 di crescerlo ed educarlo bene).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 interessante inoltre vedere come in questo immaginario sia quasi del tutto esclusa la figura paterna, fornendo le premesse per una possibile coppia chiusa madre-bambino che col tempo potr\u00e0 risentire inevitabilmente dell&#8217;esclusione del terzo, il padre, ostacolando, come si \u00e8 detto, lo sviluppo psicologico del bambino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando, a fine seduta, le vengono semplicemente rilette tutte insieme queste fantasie, Donatella, che \u00e8 una persona intelligente e di grande sensibilit\u00e0, per la prima volta sorride fra il triste e l&#8217;ironico ed esclama: \u00abMah&#8230; mi pare che ci siano un po&#8217; troppi io!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp; In qualche modo sembra che la dimensione ironica suscitatale in quel momento dalla semplice rilettura senza commento alcuno, riesca a suggerirle una seppur momentanea distanza da un immaginario cos\u00ec fortemente centrato su di s\u00e9 e palesemente destinato a riparare una scarsissima autostima di base.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine della consultazione psicologica-ginecologica si decide con Donatella per un intervento psicoterapico d&#8217;appoggio con una seduta quindicinale che l&#8217;aiuti a contenere la sua depressione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Interviene gradualmente un progressivo miglioramento che le permette di riprendere il lavoro (nel momento di crisi acuta era infatti dovuta ricorrere a un congedo), anche se accusa sempre una sintomatologia di carattere depressivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema della maternit\u00e0 ricorre agli inizi come modalit\u00e0 ossessiva nella sua progettualit\u00e0 ed \u00e8 l&#8217;unica motivazione che la spinge al rapporto sessuale verso il quale ha in questo momento un calo di desiderio, come succede frequentemente nei momenti depressivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo i precedenti aborti il ciclo mestruale presenta delle irregolarit\u00e0 con saltuari periodi di amenorrea, che lei si spiega dicendo di essere convinta di bloccarlo al cinquanta per cento proprio col suo forte desiderio di maternit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"10\"><\/a>A circa nove mesi di distanza dall&#8217;inizio della terapia d&#8217;appoggio, Donatella viene anche inserita in un gruppo sperimentale di psicomotricit\u00e0 per pazienti depresse, e questa partecipazione comincia a provarle che \u00e8 possibile qualche esperienza di apprendimento nuovo e di cambiamento anche per quanto riguarda il suo corpo. [<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella discussione interdisciplinare del caso ci aveva stimolato a proporle anche questo tipo di intervento, il riflettere sul fatto che il momento depressivo viene spesso vissuto non solo con una dimensione atemporale ma anche aspaziale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il corpo \u00e8 allora sentito come portatore di malattia e di un&#8217;angoscia che blocca spesso la scioltezza dei movimenti nello spazio, attraverso un&#8217;inibizione al cambiamento e all&#8217;\u00abandare avanti\u00bb, sia fisicamente che simbolicamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente, anche il materiale portato nelle sedute quindicinali di appoggio comincia a cambiare; compaiono sogni propositivi di partenza e di cambiamento (sogna ad esempio di chiedere al marito la macchina perch\u00e9 le serve per un viaggio, mentre al suocero che le chiede se arrivano dei bambini lei risponde che ci penser\u00e0 dopo le vacanze).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima delle ferie, nella seduta conclusiva in cui si \u00e8 nuovamente lavorato sulle sue aspettative nei confronti di una possibile maternit\u00e0, Donatella sembra aver preso una certa distanza da un immaginario cos\u00ec fortemente centrato su di s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre in quest&#8217;ultima seduta emerge che la sua difficolt\u00e0 sembra essere sul piano psicologico quella di un eventuale passaggio dal ruolo di figlia a quello di madre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il continuare a fare la figlia \u00e8 sempre stato il suo modo di approccio, sia nella dipendenza che nella controdipendenza, con tutte le varie figure di autorit\u00e0 precedenti (psichiatra, ginecologi, omeopata, eccetera) che sono per\u00f2 state svalutate nella sua mente dal vissuto che \u00abtanto, nessuno pu\u00f2 far niente per me\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In qualche modo la terapia d&#8217;appoggio con la consulenza ginecologica e l&#8217;intervento psicomotorio le provano che ci possono essere degli adulti che vogliono fare delle cose per lei e la prendono in carico, pur non entrando nel suo gioco seduttivo-manipolativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono cio\u00e8 degli adulti che possono assumersi un ruolo parentale senza essere poi distrutti dalle sue fantasie svalutative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"11\"><\/a>Ma se loro non si lasciano distruggere, questo significa anche che lei stessa non si sente pi\u00f9 cos\u00ec distruttrice, per cui assumere il ruolo di genitore non significa automaticamente essere distrutto dalle fantasie svalutative e distruttive del figlio. [<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fine luglio la giovane donna parte per le ferie, accompagnata dal ricordo dei suoi ultimi sogni. Agli inizi di ottobre resta incinta, proprio prima di essere ricoverata in ospedale per il monitoraggio ormonale. La gravidanza si presenta problematica e difficile, come le due precedenti. Donatella \u00e8 costretta a letto e all&#8217;immobilit\u00e0 assoluta (cosa che aveva per altro gi\u00e0 fatto accuratamente anche le due volte precedenti), tranne che per i controlli clinici e alcune rare sedute psicologiche di supporto (a volte anche per telefono).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"12\"><\/a>Durante queste ultime si cerca di lavorare sulla situazione mettendo bene a fuoco ci\u00f2 che nel mondo interno della giovane donna differenzia questa nuova gravidanza dalle altre, su cui poter quindi contare dal punto di vista psicologico per cercare di evitare le condizioni che potrebbero facilitare un nuovo aborto. [<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emerge in effetti un leggero spostamento nel mondo interno, legato in particolare al vissuto del tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco le sue parole:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 vero che io desideravo moltissimo diventar mamma, ma questo da qualche parte dentro di me ha sempre significato anche invecchiare, e diventar vecchi vuol dire andare incontro alla morte. Allora era come se io volessi fermare il tempo, mi faceva paura andare incontro alla vecchiaia. Quello che \u00e8 cambiato adesso \u00e8 che gli anni passano lo stesso e che \u00e8 inutile vivere in una cosa che \u00e8 irreale. Purtroppo il tempo passa e allora tanto vale vivere i momenti come devono essere vissuti naturalmente. Quando dentro di me funziona questa parte \u00e8 tutto pi\u00f9 facile, ma quando entra in azione l&#8217;altra \u00e8 una lotta all&#8217;ultimo sangue. \u00c8 strano, ma \u00e8 solo adesso che mi rendo conto che in tutto questo desiderio di maternit\u00e0 c&#8217;era una gran confusione, un gran conflitto. Adesso \u00e8 come se mi dicessi: \u201cQuello che \u00e8 stato \u00e8 stato. \u00c8 inutile star l\u00ec a recriminare!\u201d. \u00c8 come se mi fossi rassegnata al fatto che la vita, che tu voglia o non voglia, ha il suo ciclo. C&#8217;\u00e8 pi\u00f9 accettazione della realt\u00e0. Io nella depressione non vivevo, mi lasciavo vivere\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pare quindi che ci\u00f2 che comincia a differenziare questa gravidanza rispetto alle precedenti sia una maggiore integrazione tra mondo interno e realt\u00e0 esterna, anche per quanto riguarda la maternit\u00e0, a proposito della quale Donatella dice:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNel mio desiderio di essere mamma c&#8217;era un po&#8217; anche un gioco, come quando da bambina giocavo a farmi il pancione e a mettermi i vestiti larghi. Da una parte c&#8217;era dentro di me il desiderio di diventar mamma, e dall&#8217;altra la paura che il mio corpo si sfigurasse, che non fosse pi\u00f9 in forma, la paura del parto, eccetera. Questa parte era quella che mi diceva: \u201cNo, no, queste cose tu non le puoi fare, le fanno le altre\u201d. Perch\u00e9 per le altre era naturale, una cosa che accettavano naturalmente. A me sembrava che al mio corpo non potesse succedere una cosa del genere, mi sembrava una cosa pi\u00f9 grande di me\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donatella resta cos\u00ec a riposo e in terapia con tocolitici come per le altre volte, con l&#8217;angoscia che anche questa gravidanza possa interrompersi, ma questa volta non \u00e8 cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sedute d&#8217;appoggio sono diluite nel tempo, perch\u00e9 buona parte della gravidanza viene passata a letto, ma continuano per preparare la giovane donna al parto che avviene regolarmente a termine per via naturale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donatella mette al mondo una bella bambina cui viene dato il nome di Cristina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il \u201cpost partum\u201d inizia una fase depressiva in cui lei si sente vuota, inattiva, priva di energie, non presente nella realt\u00e0, per\u00f2 non pi\u00f9 ai livelli della depressione precedente la gravidanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente, infatti, Donatella riesce a occuparsi con cura della bambina e ad allattarla al seno, cosa che la piccola fa spontaneamente fin dai primi tempi e con piacere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;unico fatto che preoccupa la giovane madre \u00e8 che lei non \u00absi sazi mai abbastanza\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche qui riesce per\u00f2 a mettere a fuoco del materiale del suo mondo interno:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 una paura che ho per lei, ma in realt\u00e0 ce l&#8217;ho per me stessa. Ad esempio, se vado a fare la spesa, compro delle cose che magari ho gi\u00e0 in casa, per la sola paura di restare senza. \u00c8 come se avessi sempre la paura che mi mancasse qualcosa. Io le capisco queste cose, ma \u00e8 come se non ci fosse rimedio\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo momento il lavoro d&#8217;appoggio con Donatella include anche la relazione madre-bambina, per evitare che quest&#8217;ultima diventi portatrice delle ansie materne attraverso una sintomatologia psicosomatica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giovane donna prende anche parte a un gruppo di formazione per genitori e la bambina, seppur presentando saltuariamente dei momenti di crisi (disturbi del sonno, eccetera), complessivamente cresce bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donatella \u00e8 ormai entrata nel suo nuovo ruolo di mamma e lo fa in modo affettuoso e attento, \u00absufficientemente buono\u00bb nonostante i suoi momenti difficili, che non sono spariti ma che lei riesce, sia pure con fatica, a tollerare un po&#8217; meglio quando si presentano, mentre in precedenza se ne sentiva completamente travolta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quattro anni di distanza, un giorno la bambina le corre incontro e le dice: \u00abMamma, la sai una cosa? Io volevo&nbsp;<strong><em>proprio&nbsp;<\/em><\/strong><strong><em>nascere<\/em><\/strong>, perch\u00e9 volevo proprio una mamma&nbsp;<strong><em>come te<\/em><\/strong>!\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAnche la mamma, sai, ti ha aspettato tanto, Cristina!\u00bb \u00e8 stata la risposta di Donatella con un moto di commozione.&nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">__________&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Note&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\"><\/a>1. La parte ginecologica di questo caso \u00e8 stata curata dalla dottoressa Anna Bonvini. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\"><\/a>2. Si tratta di uno dei test studiati e usati dalla dottoressa De Parronchi presso la Clinica della Sterilit\u00e0 dell&#8217;Universit\u00e0 di Buenos Aires e da lei illustrati in un seminario sugli aspetti psicosomatici della sterilit\u00e0 tenutosi a Milano diversi anni fa. Vedi anche: \u201cIl sogno in funzione di supporto diagnostico in un caso di sterilit\u00e0\u201d di Bonvini-Marcoli presentato al Dodicesimo Congresso della S.I.M.P. nel giugno 1989. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn3\"><\/a>3. S. Taccani-J. C. Racamier, \u201cIl lavoro incerto\u201d, Edizioni del Cerro, Milano-Trento 1988. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn4\"><\/a>4. R. Soifer, \u201cPsicodinamica della gravidanza, parto e puerperio\u201d, Borla, Roma 1985. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn5\"><\/a>5. F. Fornari, \u201cLa vita affettiva originaria del bambino\u201d, Feltrinelli, Milano 1970. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn6\"><\/a>6. La consulenza ginecologica \u00e8 stata curata dalla dottoressa Anna Bonvini. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn7\"><\/a>7. Indichiamo qui con infertilit\u00e0 non la difficolt\u00e0 a restare gravida, quanto quella di proseguire una gravidanza gi\u00e0 in atto (cio\u00e8 un aborto spontaneo). (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn8\"><\/a>8. B. Brazelton Cramer, \u201cIl primo legame\u201d, Frassinelli, Milano 1991. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn9\"><\/a>9. Aliprandi-Pelanda-Senise, \u201cPsicoterapia breve di individuazione\u201d, Feltrinelli 1990. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn10\"><\/a>10. L&#8217;intervento psicomotorio \u00e8 stato curato dalla psicomotricista Maria Grazia Cornelli. (<a href=\"#10\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn11\"><\/a>11. \u00c8 questo un punto che nella valutazione interdisciplinare del caso ci ha fatto sorgere degli interessanti interrogativi sulle possibili relazioni fra ipotesi psicologiche e ipotesi immunologiche sull&#8217;abortivit\u00e0. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn12\"><\/a>12. Questa possibilit\u00e0 \u00e8 stata valutata intorno al 23% per le donne con un precedente anamnestico di due aborti spontanei (vedi Warburton-Fraser, \u201cGenetic Aspects of Abortion, Clinical Obstetrics and Gynecology\u201d, 2\/1959). (<a href=\"#12\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caso clinico che viene presentato in queste pagine \u00e8 stato trattato interdisciplinarmente sia dal punto di vista ginecologico che psicologico alcuni anni fa. Il Bambino nascosto \/6 di Alba Marcoli Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli&nbsp; Sommario:&nbsp;&nbsp;La storia delle radici di Simona \/ Dalla morte alla rinascita&nbsp;&#8211;&nbsp;La storia delle radici di Cristina \/ La difficolt\u00e0 a nascere Capitolo sesto. 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