{"id":1620,"date":"2008-02-21T10:58:19","date_gmt":"2008-02-21T09:58:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1620"},"modified":"2023-10-19T18:46:37","modified_gmt":"2023-10-19T16:46:37","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-6-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1620","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 6.1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Aspetti comunicazionali e relazionali dell&#8217;Ipnosi<\/strong><\/p>\n<p>1. Varie prospettive della comunicazione umana. \u2014 2. Il linguaggio dell&#8217;ipnotista: ridondanza, concretezza, denotazione, connotazione, ambiguit\u00e0, analogie e metafore. \u2014 3. La morfologia del discorso ipnotico: le congiunzioni. \u2014 4. La sintassi dell&#8217;ipnotista: le argomentazioni causali. \u2014 5. Le proposizioni interrogative. \u2014 6. Truismi e tautologie per la ratificazione della trance. \u2014 7. La relazione ipnotista-ipnotizzato. \u2014 8. I messaggi come manovre interpersonali. \u2014 9. L&#8217;induzione come manovra relazionale. \u2014 10. Il rapporto ipnotista-ipnotizzato come doppio legame.<\/p>\n<p>Il rapporto ipnotico si manifesta attraverso le reciproche comunicazioni che l&#8217;ipnotista e il soggetto si inviano. Questa dimensione \u00e8 ricca di spunti teoretici ed operativi che meritano una trattazione approfondita.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 6.1<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u00abLa parola \u00e8 un gran dominatore che, con un corpo piccolissimo e invisibilissimo, divinissime cose sa compiere; riesce infatti a calmare la paura, ad eliminare il dolore, ad invitare la gioia e a ispirare la piet\u00e0. C&#8217;\u00e8 tra la potenza della parola e la funzione dell&#8217;anima lo stesso rapporto che tra l&#8217;azione dei farmaci e le funzioni del corpo.\u00bb <\/em>Gorgia Di Leontim<\/p>\n<h4>Capitolo VI \/ Aspetti comunicazionali e relazionali dell&#8217;Ipnosi<\/h4>\n<p><em>Sommario<\/em>: <a href=\"#p1\">1. Varie prospettive della comunicazione umana.<\/a> \u2014 <a href=\"#p2\">2. Il linguaggio dell&#8217;ipnotista: ridondanza, concretezza, denotazione, connotazione, ambiguit\u00e0, analogie e metafore.<\/a> \u2014 <a href=\"#p3\">3. La morfologia del discorso ipnotico: le congiunzioni.<\/a> \u2014 <a href=\"#p4\">4. La sintassi dell&#8217;ipnotista: le argomentazioni causali.<\/a> \u2014 <a href=\"#p5\">5. Le proposizioni interrogative.<\/a> \u2014 <a href=\"#p6\">6. Truismi e tautologie per la ratificazione della trance.<\/a> \u2014 <a href=\"#p7\">7. La relazione ipnotista-ipnotizzato.<\/a> \u2014 <a href=\"#p8\">8. I messaggi come manovre interpersonali.<\/a> \u2014 <a href=\"#p9\">9. L&#8217;induzione come manovra relazionale.<\/a> \u2014 <a href=\"#p10\">10. Il rapporto ipnotista-ipnotizzato come doppio legame.<\/a> \u2014 11. Esempi di messaggi paradossali nel discorso ipnotico. \u2014 12. Come l&#8217;ipnotista mantiene il controllo dell&#8217;ipnotizzato. \u2014 13. Le comunicazioni non verbali dell&#8217;ipnotizzato. \u2014 14. Messaggi non verbali dell&#8217;ipnotista.<\/p>\n<p><a name=\"p1\"><\/a><strong>1. Varie prospettive della comunicazione umana <\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto ipnotico si manifesta attraverso le reciproche comunicazioni che l&#8217;ipnotista e il soggetto si inviano. Questa dimensione \u00e8 ricca di spunti teoretici ed operativi che meritano una trattazione approfondita.<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Secondo la Scuola di Palo Alto (<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>) la comunicazione umana pu\u00f2 essere studiata come:<\/p>\n<p>1) <em>sintassi, <\/em>cio\u00e8 in relazione alla teoria dell&#8217;informazione (codici, canali, rumore, ridondanza&#8230;);<\/p>\n<p>2) <em>semantica, <\/em>cio\u00e8 in relazione al significato della comunicazione come convenzione tra individui;<\/p>\n<p>3) <em>pragmatica, <\/em>cio\u00e8 in relazione alla idoneit\u00e0 della comunicazione di influenzare il comportamento altrui. Anche se \u00e8 evidente che la distinzione appena operata \u00e8 teorica, esistendo una forte interdipendenza tra le diverse prospettive, per quanto riguarda lo studio dell&#8217;ipnosi \u00e8 evidentemente quella pragmatica che ha maggior rilevanza.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>(1) WATZLAWICK P., BEAWIN J., JACKSON D., <em>Pragmatica della comunicazione umana, <\/em>Astrolabio, Roma, 1971. Pinelli ha collegato recentemente la teoria della comunicazione alla neurologia comportamentale osservando che quest&#8217;ultima si occupa appunto delle basi neurali delle aspettative, del riconoscimento della novit\u00e0 del messaggio e dei rapporti con gli interventi intenzionali del soggetto secondo il principio di riafferenza di Mitteldstaedter cfr. PINELLI P., La natura dell&#8217;ipnosi alla luce delle teorie della comunicazione, in <em>Rass. di ipnosi e Med. Psicosomatica, <\/em>1977, 13, 989 ss. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<br \/>\n__________<\/p>\n<p><a name=\"p2\"><\/a><strong>2. Il linguaggio dell&#8217;ipnotista: ridondanza, concretezza, denotazione, connotazione, ambiguit\u00e0, analogie e metafore. <\/strong><\/p>\n<p>Allo scopo \u00e8 opportuno esaminare il <em>linguaggio <\/em>e la <em>grammatica <\/em>dell&#8217;ipnotista, in quanto <em>morfologia, <\/em>cio\u00e8 come adopera le parole secondo l&#8217;uso che deve farne nel discorso, ed in quanto <em>sintassi, <\/em>cio\u00e8 come costruisce e collega le frasi del suo periodare, considerandole quali <em>tecniche argomentative. <\/em><a name=\"2\"><\/a>Rispetto ad altri tipi di comunicazione quella ipnotica infatti appare peculiare da molteplici punti di vista che derivano dagli scopi cui \u00e8 diretta. (<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>)<\/p>\n<p>Confrontando il linguaggio adottato da differenti ipnotisti durante l&#8217;induzione, si riscontra un tono tedioso, monocorde e ripetitivo, un vocabolario povero, limitato e ridondante.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>In una analisi della trascrizione di una tipica induzione della ipnosi (<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>) si \u00e8 calcolato il grado di ridondanza di talune parole che, diminuendo il numero delle informazioni, tende a diminuire la possibilit\u00e0 di fraintendimento. \u00abLe massime ridondanze vengono registrate (escludiamo naturalmente dalla nostra analisi quelle parole, tipo congiunzioni e verbi ausiliari e servili, per loro natura frequentissime nella lingua italiana) l\u00e0 dove si definisce lo stato in cui il soggetto deve porsi. Abbiamo infatti circa 90 parole che si riferiscono a tali condizioni (abbiamo raggruppato in questa categoria parole che a nostro avviso suggeriscono stati similari e precisamente: profondo, pesante, sonnolenza, rilassamento, abbandono, stanchezza, torpore). Ugualmente significativa \u00e8 la ripetitivit\u00e0 che contraddistingue la specificazione della sensazione da provare in tali stati. Abbiamo infatti circa 30 parole che riguardano sensazioni di: star bene (10), tranquillo (9), piacevole (13). Un elevato grado di ripetitivit\u00e0 contraddistingue anche i verbi che specificano l&#8217;apporto diretto che il soggetto deve dare durante l&#8217;induzione.<\/p>\n<p>Da una analisi delle frequenze risulta che il soggetto deve principalmente sentire, nel senso di \u201cavere sensazione di\u201d (25 volte), deve inoltre \u201caccorgersi\u201d, \u201cfare attenzione\u201d e \u201cconcentrarsi\u201d (20 volte). Altra azione che deve essere eseguita dal soggetto \u00e8 quella di chiudere (17) gli occhi (10) e le palpebre (12). Riguardo alla frequenza di queste parole possiamo dire che anche se dal punto di vista numerico essa non sembra estremamente significativa, in realt\u00e0 il momento in cui ricorrono pi\u00f9 frequentemente tali concetti \u00e8 forse quello in cui la ridondanza presente nell&#8217;induzione \u00e8 massima. Infatti \u00e8 nel momento in cui si dirige l&#8217;azione (sia essa la chiusura delle palpebre o il rilassamento dei muscoli (13) che tali istruzioni vengono date pi\u00f9 frequentemente (tali parole sono presenti quasi in un unico capoverso mentre le altre riguardano la totalit\u00e0 dell&#8217;induzione). Dunque quando si vuole venga eseguito un determinato compito la qualit\u00e0 delle informazioni subisce un improvviso crollo\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre il linguaggio comune \u00e8 destinato essenzialmente a trasferire contenuti dall&#8217;emittente al ricevente, quello ipnotico \u00e8 diretto soprattutto a sollecitare emozioni e fantasie, e a controllare il ricevente. Allo scopo l&#8217;ipnotista evita nomi astratti, ma adotta espressioni semplici con riferimenti a <em>nomi concreti, <\/em>che, lo si \u00e8 potuto dimostrare sperimentalmente, hanno una maggiore efficacia evocativa.<\/p>\n<p><a name=\"4\"><\/a>Paivio (<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>) occupandosi, a proposito dell&#8217;apprendimento della efficacia di taluni stimoli verbali, ha riscontrato che le parole concrete hanno un \u00abalto valore\u00bb di immagine. <a name=\"5\"><\/a>Mentre quelle astratte, infatti, possono essere codificate soprattutto mediante strategie verbali, quelle concrete hanno la peculiarit\u00e0 di agganciarsi con immediatezza agli oggetti cui si riferiscono e per questo acquisiscono la capacit\u00e0 di evocare sia l&#8217;immaginazione di tipo non verbale, sia processi verbali (<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>). Per esempio, durante l&#8217;ipnosi, pi\u00f9 del \u00abfluire del tempo\u00bb parlo delle \u00ablancette dell&#8217;orologio che segnano il passaggio del tempo\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione generale \u00e8 che il linguaggio dell&#8217;ipnotista poggi pi\u00f9 sulla <em>connotazione <\/em>che sulla <em>denotazione, <\/em>non facendo riferimento cio\u00e8 soltanto al rapporto che le parole hanno con gli oggetti, ma anche ad un altro significato spesso emotivo, metaforico, analogico, che colora quelle parole di un significato diverso, oppure che inserisce altro oggetto o soggetto. Cos\u00ec quando nella tecnica usata con Joe e riferita a proposito del metodo della interposizione, Erickson dice: \u00abla pianta di pomodoro mentre cresce si <em>sente tranquilla e serena<\/em>\u00bb poich\u00e9 l&#8217;ascoltatore si rende conto che le piante non hanno sensazioni, comprende anche che il riferimento \u00e8 diretto a lui che soffre. Spesso poi l&#8217;argomentazione dell&#8217;ipnotista fonda la propria <em>ambiguit\u00e0, <\/em>tesa di solito ad evitare la confutabilit\u00e0 logica o esperienziale, sull&#8217;uso di parole di cui \u00e8 <em>incerto l&#8217;indice referenziale. <\/em>Per esempio:\u00ablei si rende conto di una qualche sensazione\u00bb (quale sensazione, quando?) \u00abLa gente sa quando la collaborazione \u00e8 necessaria\u00bb (quale gente, quale collaborazione?).<\/p>\n<p>Del tutto peculiare nel discorso di Erickson \u00e8 l&#8217;uso di <em>analogie <\/em>e di <em>metafore. <\/em>Esso deriva dalla concezione dualistica della personalit\u00e0 di Erickson, che sottende al suo metodo: il conscio e l&#8217;inconscio.<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;esempio, la citazione, la battuta di spirito coinvolgono l&#8217;aspetto conscio della personalit\u00e0, l&#8217;inconscio recupera il significato recondito e sottinteso, il \u00abdoppio senso\u00bb che queste hanno, per come sono congegnate, in modo efficacemente suggestivo. Per ottenere la chiusura degli occhi si pu\u00f2 parlare della osservazione di un tramonto, del nuotare sott&#8217;acqua, del guidatore stanco su un&#8217;autostrada.<\/p>\n<p>Spesso, per esempio, Erickson inizia col soggetto una storiella del tipo \u00abuna volta avevo un paziente che&#8230;\u00bb; questa strategia gli \u00e8 utile per trasmettere indirettamente al soggetto delle istruzioni.<\/p>\n<p><a name=\"6\"><\/a>Come dice Haley (<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>): \u00abUn modo di affrontare il problema di un soggetto che resiste alle direttive del terapeuta, \u00e8 quello di comunicare in forma analogica o metaforica. Se il soggetto oppone resistenza ad A il terapeuta pu\u00f2 parlare di B, e quando A e B sono in rapporto metaforico, il soggetto far\u00e0 questo collegamento \u201cspontaneamente\u201d e risponder\u00e0 in maniera adeguata.<\/p>\n<p>Nella complessa situazione della induzione ipnotica, la metafora pu\u00f2 essere comunicata tanto a livello verbale che a livello non verbale; \u00e8 tipico ad esempio che l&#8217;ipnotista quando vuole suggerire che la mano del soggetto diventi pi\u00f9 leggera e si sollevi, alzi il capo e la voce indicando metaforicamente che la mano deve muoversi: il soggetto risponder\u00e0 adeguatamente a questo cambiamento spaziale e vocale. Se un soggetto \u00e8 stato ipnotizzato altre volte e l&#8217;ipnotista desidera che egli entri in trance \u201cspontaneamente\u201d potrebbe iniziare a parlare di come la stanza o la situazione siano simili a quelle in cui il paziente \u00e8 gi\u00e0 stato ipnotizzato; il soggetto risponder\u00e0 all&#8217;analogia riproducendo lo stesso comportamento che aveva prodotto nell&#8217;altra stanza o nell&#8217;altra situazione.<\/p>\n<p>Allo stesso modo \u00e8 possibile, se una persona \u00e8 stata ipnotizzata in presenza di un&#8217;altra, parlare metaforicamente all&#8217;altra persona in modo tale che venga indotto lo stato di trance nel soggetto, senza neppure rivolgere l&#8217;attenzione su di lui. La tecnica analogica o metaforica usata nella terapia ipnotica \u00e8 particolarmente efficace con soggetti resistenti, dato che \u00e8 difficile che una persona si opponga a una suggestione che non \u00e8 consapevole di ricevere\u00bb.<\/p>\n<p>Il linguaggio cos\u00ec adoperato viene vissuto in questi casi essenzialmente nel suo aspetto recondito.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>(2) Cfr. FIELD P., Humanistic Aspects of Hypnotic Communication, in FROMM E., SHOR R., <em>Hypnosi: Research Developments and Perspectives, <\/em>Aldine, Chicago, 1972, 481; che ha comparato il linguaggio ipnotico con quello psicologico durante esperimenti di psicologia con il linguaggio di tutti i giorni. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>(3) VANARELLI M., MARTINELLI R., La ridondanza come caratteristica comunicazionale nella induzione ipnotica, <em>Tesi presentata al Corso AMISI di Ipnosi Cllnica e Sperimentale, <\/em>Milano, 1978. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>(4) PAIVIO A., <em>Imagery and Verbai Process, <\/em>Heath, New York, 1971. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>(5) D&#8217;altronde l&#8217;efficacia di termini concreti nell&#8217;evocare emozioni \u00e8 ben conosciuta dai retori. Cfr. PERELMAN C, OLDRECHTS-TYTECA L., <em>Trattato della argomentazione, <\/em>Einaudi, Torino, 1966, 124-155: \u00abPer creare l&#8217;emozione \u00e8 indispensabile la specificazione, poich\u00e9 le nozioni generali, gli schemi astratti non agiscono sull&#8217;immaginazione. Il Whately osserva in una nota che un uditorio, rimasto insensibile di fronte a informazioni generiche sulla carneficina che caratterizz\u00f2 la battaglia di Fontenoy, fu commosso fino alle lacrime da un particolare relativo alla morte di due giovani.<br \/>\nPer dare l&#8217;impressione della presenza \u00e8 utile precisare il luogo e il momento di una azione; il Whately consiglia anche di utilizzare, non appena ve ne sia la possibilit\u00e0, il termine concreto al posto di quello astratto. Pi\u00f9 i termini sono specifici, pi\u00f9 l&#8217;immagine che essi evocano \u00e8 viva, pi\u00f9 sono generici e pi\u00f9 essa \u00e8 debole. Cos\u00ec nel discorso di Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare, i congiurati non sono designati come quelli che hanno \u201cucciso\u201d Cesare; ma coloro \u201ci cui pugnali hanno trafitto\u201d Cesare&#8230; Cos\u00ec una delle preoccupazioni dell&#8217;oratore sar\u00e0 quella di rendere presente, solo grazie alla magia della sua parola, ci\u00f2 che in realt\u00e0 \u00e8 assente e che egli considera importante per la sua argomentazione, oppure di valorizzare rendendoli pi\u00f9 presenti, alcuni degli elementi che sono effettivamente offerti alla coscienza.<br \/>\nIn Bacone il compito della retorica, intesa come tecnica che permette di \u201capplicare la ragione dell&#8217;immaginazione per meglio incitare la volont\u00e0\u201d \u00e8 essenzialmente legata agli effetti della presenza: &#8230;il sentimento considera soltanto il presente, la ragione invece considera il futuro e il tempo nella sua totalit\u00e0. E poich\u00e9 il presente riempie di pi\u00f9 l&#8217;immaginazione, la ragione di solito viene vinta\u00bb. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>(6) HALEY J., <em>Terapie non comuni, <\/em>cit. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<br \/>\n__________<\/p>\n<p><a name=\"p3\"><\/a><strong>3. La morfologia del discorso ipnotico: le congiunzioni <\/strong><\/p>\n<p>Si riscontra poi nella <em>morfologia <\/em>dell&#8217;ipnotista una presenza notevole di <em>avverbi <\/em>come \u00abqui\u00bb ed \u00abora\u00bb che servono a dare il senso della presenza di ci\u00f2 che si deve produrre, ad enfatizzare cio\u00e8 il corso presente di ci\u00f2 che il soggetto deve esperire.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo aspetto \u00e8 valorizzato anche dalle <em>congiunzioni <\/em>largamente usate. L&#8217;ipnotista cio\u00e8 raramente interrompe la sua argomentazione proprio per dare al soggetto il senso della continuit\u00e0. Anzich\u00e9 un&#8217;analisi differenziata l&#8217;ipnotista cerca di presentare un flusso continuo di idee. Per questo usa pochi termini che implicano relazioni logiche complesse di dipendenza fra gli elementi di una proposizione, come le preposizioni, ma abbonda nelle congiunzioni che implicano relazioni pi\u00f9 semplici. L&#8217;ipnotista non sta in realt\u00e0 ragionando con il soggetto, ma gli sta presentando una serie successiva di immagini, quindi non costruisce un discorso logico, ma affianca un&#8217;idea stimolo dietro l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Tra le congiunzioni quelle pi\u00f9 usate sono le copulative, come \u00abe\u00bb o \u00abanche\u00bb; ad esempio: \u00abLei \u00e8 rilassato <em>e <\/em>la sua mano incomincia a muoversi\u00bb; le esplicative \u00abcio\u00e8\u00bb, \u00abinfatti\u00bb: \u00abI suoi occhi sono stanchi, <em>infatti <\/em>le sue palpebre si chiudono\u00bb; le correlative \u00abtanto\u00bb, \u00abquanto\u00bb, \u00abcos\u00ec&#8230; come\u00bb: <em>\u00abTanto <\/em>pi\u00f9 cerca di aprire gli occhi <em>quanto <\/em>pi\u00f9 li sentir\u00e0 chiusi\u00bb; le temporali \u00abfinch\u00e9\u00bb, \u00abmentre\u00bb: \u00ab <em>Mentre <\/em>respira sente il suo braccio sollevarsi\u00bb; le causali \u00abperch\u00e9\u00bb, \u00abpoich\u00e9\u00bb: \u00abII ritmo del suo cuore rallenta <em>perch\u00e9 <\/em>si sente rilassato\u00bb; le consecutive, \u00abtanto&#8230; che\u00bb, \u00abcos\u00ec&#8230; che\u00bb: \u00abLei \u00e8 <em>cos\u00ec <\/em>stanco <em>che <\/em>ha voglia di rilassarsi\u00bb .<\/p>\n<p><a name=\"p4\"><\/a><strong>4. La sintassi dell&#8217;ipnotista: le argomentazioni causali <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"7\"><\/a>Se esaminiamo ora un linguaggio altamente specialistico come quello di Erickson, soprattutto nel suo <em>aspetto sintattico, <\/em>si possono individuare tentativamente talune tecniche argomentative precipue (<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>), embrionalmente presenti nel linguaggio di ogni ipnotista efficace.<\/p>\n<p>Durante il colloquio ipnotico l&#8217;ipnotista tende a creare dei nessi tra le sue parole e il comportamento che egli vuole ottenere. Queste parole possono rappresentare delle ingiunzioni pure e semplici, oppure essere riferite ad oggetti e situazioni che vengono collegate con determinati eventi nel e del soggetto. L&#8217;ipnotista insomma crea dei legami argomentativi di successione fra ci\u00f2 che egli dice e fra ci\u00f2 che il soggetto fa o esperisce.<\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a>Come osserva Perelman (<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>) <em>le argomentazioni causali <\/em>possono essere di tre tipi: <em>a) <\/em> quelle che tendono a collegare l&#8217;uno all&#8217;altro, mediante il nesso causale, due eventi successivi dati; <em>b) <\/em>quelle che, dato un evento, tendono a individuare l&#8217;esistenza di una causa che ha potuto determinarlo; <em>c) <\/em>quelle che dato un evento, tendono a mettere in evidenza l&#8217;effetto che deve risultarne.<\/p>\n<p>L&#8217;enfatizzazione dei nessi pu\u00f2 avvenire <em>direttamente. <\/em>Per esempio: \u00abOra, man mano che respirer\u00e0 profondamente si sentir\u00e0 pi\u00f9 rilassato\u00bb, o in modo pi\u00f9 mascherato e sottile talvolta attraverso delle semplici congiunzioni cui si \u00e8 gi\u00e0 accennato: \u00abLei sta ascoltando la mia voce <em>e <\/em>si rilassa sempre di pi\u00f9\u00bb. L&#8217;uso della congiunzione, come si \u00e8 detto, \u00e8 estremamente comune tra gli ipnotisti, ed \u00e8 la tecnica pi\u00f9 usata da Erickson.<\/p>\n<p>Altre volte vengono formulate delle <em>proposizioni causali nella forma implicita, <\/em>che danno per scontati dei nessi: \u00abRilassato profondamente sentir\u00e0 la sua mano sollevarsi\u00bb; \u00abSentendo il suo respiro si accorger\u00e0 che i suoi occhi sono stanchi\u00bb. L&#8217;uso di questa tecnica argomentativa \u00e8 adottato non tanto per il rapporto logico esistente tra le due frasi, quanto per la sua capacit\u00e0 di legare l&#8217;attuale comportamento del soggetto a quello che si vuole provocare. <a name=\"9\"><\/a>L&#8217;ipnotista, confermando ci\u00f2 che \u00e8 certo che il soggetto sta provando, costituisce un feed-back negativo (<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>), che prepara la costituzione di un circuito di feed-back positivo, diretto a produrre un cambiamento nel senso voluto dall&#8217;ipnotista. La proposizione principale che regge la subordinata causale pu\u00f2 attenere sia ad un comportamento osservabile: \u00abmentre lei \u00e8 seduto\u00bb oppure \u00abquando lei respira\u00bb, o ad uno non osservabile. In questo secondo caso, a parte la capacit\u00e0 dell&#8217;ipnotista di decodificare soprattutto dai messaggi non verbali la situazione psicologica interna del soggetto, la frase reggente \u00e8 di solito costruita in modo convenientemente ambiguo: \u00abMentre lei prova una certa sensazione&#8230; (ed \u00e8 chiaro che ciascuno confermer\u00e0 di provare una certa sensazione se la sua attenzione \u00e8 richiama a ci\u00f2), sentir\u00e0 il suo corpo rilassarsi\u00bb.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>(7) ERICKSON M. H., ROSSI E. L., Rossi I. L., <em>Hypnotic Realities, <\/em>Irvington, New York, 1976; BANDLER R., GRINDER J., <em>Patterns of Hypnotic Techniques of Milton H. Erickson, <\/em>vol. I, Meta, Cupertino, Cai., 1975. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>(8) PERELMAN C, e al., <em>op. cit., <\/em>277. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a>(9) II termine negativo a proposito del feed-back non ha alcun significato di valore; negativo \u00e8 quel circuito di retroazione che tende a rimanere stabile, positivo quello che tende al cambiamento. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<br \/>\n__________<\/p>\n<p><a name=\"p5\"><\/a><strong>5. Le proposizioni interrogative <\/strong><\/p>\n<p>Un&#8217;altra grande classe di proposizioni molto utilizzate nell&#8217;argomentazione del discorso ipnotico \u00e8 quella delle <em>interrogative, <\/em>sia nella forma diretta che nella forma indiretta. Questo tipo di tecnica ha particolare rilevanza. Basti pensare che Erickson pu\u00f2 indurre trance solo rivolgendo delle domande.<\/p>\n<p>Le <em>domande dirette <\/em>ben congegnate, oltre a focalizzare l&#8217;attenzione su un certo argomento possono avere una forte azione suggestiva in via indiretta, e quindi difficilmente resistibile, ed inoltre possono rinforzare l&#8217;evento che si sta producendo. Raramente allo scopo si propongono <em>domande determinative, <\/em>per esempio: \u00abPerch\u00e9 si \u00e8 seduto?\u00bb dato che esse sono le pi\u00f9 neutrali; vengono usate soprattutto domande <em>implicative per presupposizione, <\/em>tra queste le pi\u00f9 adottate sono le pi\u00f9 <em>disgiuntive parziali<\/em>, in cui il raggio delle possibilit\u00e0 di risposta viene ridotto a due, con la costituzione di una impressione di possibilit\u00e0 di scelta che \u00e8 spuria in quanto sono state eliminate tutte le altre possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Per esempio si dice al soggetto impaurito: \u00abVuole entrare in una trance leggera o profonda?\u00bb \u00abSubito o tra poco?\u00bb. La presupposizione \u00e8 che il soggetto voglia entrare in trance, ed il soggetto che presenta delle resistenze all&#8217;ipnosi viene cos\u00ec indotto a scegliere il \u00abminore dei mali\u00bb e cio\u00e8 una \u00abtrance leggera\u00bb e \u00abtra poco\u00bb. Si veda anche la seguente: \u00abPreferisce avere una amnesia totale o ricordare qualche cosa?\u00bb. Talvolta per\u00f2 la domanda \u00e8 formulata in modo che il soggetto sia indotto a rispondere \u00abs\u00ec\u00bb o \u00abno\u00bb, talch\u00e9 qualunque sua risposta confermi la presupposizione dell&#8217;interrogante. Per esempio: \u00abSi rende conto di essere in trance, adesso?\u00bb, in cui ci\u00f2 che \u00e8 posto in questione non \u00e8 l&#8217;essere in trance ma l&#8217;esserne consapevole.<\/p>\n<p>Altre <em>domande suggestive <\/em> sono quelle <em>affermative per congettura, <\/em>per esempio: \u00abQuali delle due mani sente pi\u00f9 leggera?\u00bb. La domanda contiene una direttiva implicita in quanto focalizza l&#8217;at-tenzione sulla mano, da per scontato che almeno una delle due mani venga avvertita come pi\u00f9 leggera, rinforza la leggerezza della mano e l&#8217;eventuale levitazione come una risposta adeguata. Un&#8217;altra categoria di domande con notevole forza suggestiva \u00e8 quella delle <em>condizionali <\/em>sia nella forma <em>affermativa <\/em>in cui \u00e8 implicito che l&#8217;interrogante si attende una risposta affermativa) che <em>negativa <\/em>(in cui \u00e8 implicito che l&#8217;interrogante si attende una risposta negativa). Vediamo qualche caso: \u00abCrede davvero di essere ancora sveglio?\u00bb (con una aspettativa implicita di negazione), \u00abNon \u00e8 forse rilassante sentire il braccio che si solleva?\u00bb (con una implicita aspettativa positiva).<\/p>\n<p>L&#8217;uso della negazione delle domande convenientemente adottato pu\u00f2 servire a confondere o a rendere l&#8217;assetto mentale del soggetto in uno stato di fluidit\u00e0 incline quindi alla suggestione: \u00abNon vuole rilassarsi?\u00bb, \u00abNon le piace di non sapere dove si trova in questo momento?\u00bb.<\/p>\n<p>Le <em>domande consecutive <\/em>sono quelle che legano un avvenimento ad un altro e possono essere utilizzate per graduare l&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi o nelle tecniche frazionate di induzione. Per esempio dopo la levitazione della mano: \u00abE cosa sente ora nelle dita?\u00bb oppure \u00abCosa prova ora che si \u00e8 rilassato?\u00bb.<\/p>\n<p>Le <em>domande dubitative <\/em>servono spesso a coprire tutta la gamma delle possibilit\u00e0 di risposta. Per esempio per quanto riguarda quelle ideomotorie: \u00abSi muover\u00e0 prima la mano destra o la sinistra?\u00bb, oppure le dita della mano destra o della mano sinistra?, \u00abIl pollice o l&#8217;indice? Il medio o l&#8217;anulare, o sar\u00e0 invece il mignolo&#8230;?\u00bb.<\/p>\n<p>Di efficacia ancora pi\u00f9 sottile sono le <em>proposizioni interrogative indirette <\/em>in cui la domanda viene mascherata dal verbo e dall&#8217;espressione verbale che la regge: \u00abDesidero sapere se preferisce entrare in trance subito o pi\u00f9 tardi\u00bb, \u00abNon so se lei preferisce entrare in una trance leggera o in una pi\u00f9 profonda\u00bb.<\/p>\n<p>Ma quelle che secondo la mia esperienza hanno la maggiore efficacia manipolativa sono le <em>proposizioni interrogative indirette di tipo dubitativo<\/em>, che condizionano altamente le risposte anche limitandole nel numero: \u00abMi domando se lei avverte gi\u00e0 un calore nella mano destra\u00bb, \u00abSono curioso di sapere se sia la mano destra o la sinistra che sentir\u00e0 pi\u00f9 leggera\u00bb,\u00abLei sar\u00e0 meravigliato da quello che prova\u00bb. Questa strategia tende a produrre una falsa rappresentazione di libert\u00e0 nel soggetto a cui invece argomentava con queste tattiche l&#8217;arco delle possibilit\u00e0 \u00e8 stato fortemente ridotto.<\/p>\n<p>Si vedano le dubitative implicite in questo discorso: \u00abSono curioso di sapere se intende entrare in trance immediatamente, e ancor pi\u00f9 mi domando se lei sa o non sa che lei pu\u00f2 andarci, non so neanche se lei \u00e8 consapevole di quanto presto chiuder\u00e0 gli occhi e si rilasser\u00e0&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"p6\"><\/a><strong>6. Truismi e tautologie per la ratificazione della trance <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;argomentazione dell&#8217;ipnotista efficace \u00e8 poi piena di <em>truismi, tautologie e verit\u00e0 lapalissiane. <\/em>Queste quando non tendono decisamente ad annoiare per depotenziare le facolt\u00e0 critiche, o addirittura ad assonnare, hanno lo scopo di creare una base di accordo che costituisca l&#8217;avvio per il comportamento che si vuole ottenere e rappresentano un rinforzo che Erickson definisce <em>ratificazione<\/em>. Per esempio per le risposte ideomotorie: \u00abCertamente le sar\u00e0 capitato di fare cenni con la testa senza accorgersene o di tamburellare con le dita o disegnare senza esserne consapevole o di parlare da solo\u00bb.<\/p>\n<p>Sulla base di un&#8217;esperienza certa su cui l&#8217;ipnotista e il soggetto certamente consentono, l&#8217;ipnotista tende a creare il presupposto di un&#8217;esperienza nuova che vuole produrre. Si vedano altre frasi come questa: \u00abIl suo sintomo la abbandoner\u00e0 non appena il suo organismo sar\u00e0 pronto ad espellerlo\u00bb, \u00abLei si sentir\u00e0 tranquillo mentre \u00e8 rilassato\u00bb. L&#8217;ovviet\u00e0 viene poi con una congiunzione o una proposizione causale legata ad un comportamento voluto.<\/p>\n<p>Erickson con verit\u00e0 lapalissiane, tautologie e truismi struttura quello che Rossi chiama uno <em>yes set <\/em>per creare una connessione con ci\u00f2 che intende provocare: \u00abLei sta per provare una qualche sensazione <em>e <\/em>non ha controllo su di essa\u00bb, \u00abLa coscienza dimentica ci\u00f2 che l&#8217;inconscio produce come quando svegliandoci non ricordiamo i sogni, <em>cos\u00ec <\/em>lei non ricorder\u00e0 ci\u00f2 che ha vissuto durante la trance\u00bb. L&#8217;accettazione della prima parte della frase crea una aspettativa favorevole che prepara la risposta alla suggestione. Talvolta per\u00f2 l&#8217;ovviet\u00e0 viene posta dopo la frase che descrive il comportamento che si vuole ottenere, come in questo caso: \u00abLei sentir\u00e0 la sua mano leggera mentre sta avvertendo una qualche sensazione\u00bb. In questo caso lo <em>yes set <\/em>funziona da rinforzo del comportamento richiesto.<\/p>\n<p><a name=\"p7\"><\/a><strong>7. La relazione ipnotista-ipnotizzato <\/strong><\/p>\n<p>Ritorniamo ora all&#8217;esame degli aspetti pragmatici della comunicazione dell&#8217;ipnotista sotto il profilo del rapporto interpersonale che intrattiene con il soggetto.<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 opportuno ricordare che ogni messaggio oltre ad un aspetto di <em>notizia, <\/em>che attiene al contenuto di esso, ha un aspetto <em>comando, <\/em>cio\u00e8 ingiuntivo, in quanto tende a definire il rapporto reciproco con richieste e definizioni pi\u00f9 o meno esplicite. La tecnica ipnotica utilizza in vari modi questo aspetto della comunicazione, per influenzare il comportamento del soggetto nello specifico rapporto interpersonale che si instaura. Qual \u00e8 la natura di questo rapporto?<\/p>\n<p><a name=\"10\"><\/a>I primi psicoanalisti hanno definito questo rapporto come <em>transfert<\/em>; il termine \u00e8 evidentemente molto generico perch\u00e9 rimane poco chiaro quali rapporti esistono tra il transfert che costituirebbe il rapporto in ipnosi, e il transfert che costituisce il rapporto tra il paziente e il suo analista, anche perch\u00e9 la ipnotizzabilit\u00e0, lo si \u00e8 potuto dimostrare, non cresce all&#8217;aumentare della positivit\u00e0 del transfert durante la psicoanalisi. Haley (<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>) ha proposto una teoria comunicazionale dell&#8217;ipnosi che merita di essere considerata attentamente.<\/p>\n<p><a name=\"11\"><\/a>Secondo l&#8217;impostazione tipica della Scuola di Palo Alto in California (<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>) i rapporti tra persone, e in particolare tra due persone, vengono distinti in simmetrici e complementari: il <em>rapporto simmetrico <\/em>\u00e8 caratterizzato dal fatto che i partners si rispecchiano l&#8217;un l&#8217;altro minimizzando le loro differenze: ognuno critica l&#8217;altro, lo incoraggia, ecc, con comportamenti che tendono ad essere competitivi (escalation simmetrica); nel <em>rapporto complementare <\/em>i partners si comportano in modo differente massimalizzando le loro reciproche differenze, in questa situazione uno dei partners prevale sull&#8217;altro: <em>one-up <\/em> (quello che sta al di sopra) \u00e8 quello che prevale, e <em>one-down <\/em> (quello che sta al di sotto) \u00e8 quello che soccombe; c&#8217;\u00e8 dunque uno che chiede e l&#8217;altro che offre, uno che critica e l&#8217;altro che accetta la critica, ma ognuno conferma positivamente l&#8217;altro. Nel rapporto umano di solito, ma non sempre, la situazione non \u00e8 prettamente complementare o prettamente simmetrica, ma pu\u00f2 slittare dall&#8217;uno all&#8217;altro dei due tipi. Si parla di meta-complementariet\u00e0 quando uno dei due partners forza l&#8217;altro ad un comportamento complementare. Ogni persona in una relazione definisce la relazione con ci\u00f2 che dice all&#8217;altro e nel modo in cui qualifica ci\u00f2 che dice.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a>(10) HALEY J., An Interactional Explanation of Hypnosis, in SHOR R., ORNE M., <em>The Nature of Hypnosis, <\/em>Holt Rinehart and Winston, New York, 267, 1965; HALEY J., <em>Strategie della Psicoterapia, <\/em>Sansoni, Firenze, 1974. (<a href=\"#10\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a>(11) WATZLAWICK P., BEAWIN J., JACKSON D., <em>op. cit. <\/em>(<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<em><br \/>\n<\/em>__________<\/p>\n<p><a name=\"p8\"><\/a><strong>8. I messaggi come manovre interpersonali <\/strong><\/p>\n<p>Il genere di messaggi che mettono in questione il rapporto interpersonale vengono definiti come <em>manovre: <\/em>essi consistono in richieste, comandi, suggestioni, istruzioni, in modo che l&#8217;altra persona senta, compia o dica qualche cosa e possono consistere anche in commenti sul comportamento comunicativo dell&#8217;altro. Questi tipi di manovre sono costantemente intercambiate in ogni tipo di relazione e tendono ad essere maggiormente usate in una relazione instabile, dove due persone sono dirette ad una definizione comune dei loro rapporti.<\/p>\n<p>Le manovre o i messaggi di relazione che tendono a mettere in questione il tipo di relazione, a causa della loro natura richiedono una manovra in risposta. Se due persone A e B parlano del tempo si pu\u00f2 definire la loro relazione come neutra. Ma quando l\u2019uno o l\u2019altro compie una manovra, la natura della relazione si pone subito in questione: se A chiede a B di fare qualcosa, B immediatamente si pone il problema di sapere se questo \u00e8 il tipo di relazione che A \u00e8 in diritto di chiedere ed in particolare se si tratta di una richiesta, una esortazione o un comando categorico.<\/p>\n<p>Fino a quando la relazione \u00e8 in questione, B pu\u00f2 fare sia quanto dice A ed accettare la definizione della relazione fatta da A, sia rifiutare di farlo ed usare una manovra per definire differentemente la relazione. Come terza possibilit\u00e0 pu\u00f2 fare quanto A vuole, qualificando la sua azione come se permettesse ad A la sua richiesta, ma senza accettare la definizione del rapporto operata da A.<\/p>\n<p>Per fare un esempio, un tizio dice al fratello di portare a spasso il cagnolino e quindi definisce come complementare il loro rapporto. Il secondo pu\u00f2 alzare gli occhi al cielo compiendo cos\u00ec una contromanovra comunicazionale che tende a definire il rapporto come simmetrico. Quello che aveva fatto la richiesta pu\u00f2 dire a questo punto che gli chiedeva di portare a spasso il cagnolino perch\u00e9 lui aveva male ad una gamba, aveva le mani occupate, ecc, chiarendo che il rapporto era simmetrico dall\u2019inizio, oppure definendo la situazione come complementare.<\/p>\n<p>Talvolta una persona fa in modo che l\u2019altra usi un particolare tipo di manovra, per esempio se A appare bisognoso di cure spinge B a prendersi cura di lui; A nonostante sia curato \u00e8 in una posizione up in quanto ha arrangiato la situazione in modo da essere lui in condizioni di superiorit\u00e0, essendo lui che condiziona il comportamento dell\u2019altro. Questo tipo di relazione \u00e8 quella <em>meta-complementare <\/em>in cui la persona stabilisce un rapporto in cui controlla le manovre dell\u2019altro, egli permette o forza l\u2019altra persona a fare delle manovre che definiscono la relazione in un certo modo.<\/p>\n<p><a name=\"p9\"><\/a><strong>9. L\u2019induzione come manovra relazionale<\/strong><\/p>\n<p>Secondo Haley l\u2019ipnosi pu\u00f2 essere descritta come un processo che pone in essere un rapporto complementare: l\u2019ipnotista suggerisce, e il soggetto segue le istruzioni in modo che l\u2019ipnotista \u00e8 <em>up<\/em> e il soggetto \u00e8 <em>down<\/em>. Le tecniche di induzione sono delle <em>manovre per definire la relazione come complementare <\/em>e il seguire le suggestioni \u00e8 un comportamento di accettazione della definizione del rapporto come tale. La suggestione \u00e8 dunque una manovra, consistente in una classe di messaggi che stabilisce che tipo di relazione c\u2019\u00e8 tra due persone. La persona \u00e8 dunque suggestionabile o ipnotizzabile quando accetta un rapporto complementare, in cui dunque \u00e8 down facendo quello che gli si dice di fare.<\/p>\n<p>Se il soggetto non segue le suggestioni \u00e8 perch\u00e9 cerca di definire la relazione come simmetrica; le resistenze sarebbero dunque contromanovre. In questi casi l\u2019ipnotista pu\u00f2 spingere le cose a un livello meta-complementare. Quando cio\u00e8 il soggetto definisce la relazione come simmetrica, per esempio resistendo alla induzione, gli si pu\u00f2 dire che lo si sta solamente guidando nella trance e che lui pu\u00f2 rimanere e continuare a fare ci\u00f2 che vuole. Granone dice: \u00abOra io le insegno a fare&#8230;\u00bb definendo cos\u00ec comunque la situazione come complementare, anche se il soggetto resiste all\u2019induzione, perch\u00e9 in questo caso significa che \u00e8 un pessimo allievo e che pertanto deve concentrarsi, impegnandosi maggiormente.<\/p>\n<p>Secondo la mia esperienza se il soggetto ride durante l\u2019induzione nel tentativo dunque di definire la situazione come simmetrica, l\u2019unica cosa da fare per rimanere <em>up<\/em> \u00e8 quella di dire \u00abmolto bene, continui a ridere, bene cos\u00ec&#8230;\u00bb; il soggetto cessa di ridere in pochi momenti, perch\u00e9 con questa manovra abbiamo reso inautentica la sua manovra simmetrica, essendo ancora noi che decidiamo che cosa lui debba fare. \u00c8 come se gli avessimo detto \u00abSii spontaneo\u00bb, che \u00e8 una condizione che per verificarsi esige l\u2019assenza di direttive in questo senso.<\/p>\n<p><a name=\"p10\"><\/a><strong>10. Il rapporto ipnotista-ipnotizzato come doppio legame<\/strong><\/p>\n<p>Il comportamento di una persona in trance \u00e8 rappresentato da un tipo di messaggio che \u00e8 incongruente o nega qualche altro messaggio, ed \u00e8 poi qualificato da altri messaggi in modo incongruente: per esempio, nella anestesia indotta ipnoticamente il soggetto dice che egli non sta soffrendo. Questa affermazione che \u00e8 incongruente col fatto che gli viene inflitto uno stimolo doloroso e che il suo polso e la sua pressione rispondono come in un organismo che sta soffrendo, pu\u00f2 essere o non essere confermata per\u00f2 dal modo in cui \u00e8 proferita, per esempio in modo convinto, scherzosamente, mistificando volontariamente.<\/p>\n<p>La caratteristica del messaggio comunicazionale dell\u2019ipnotizzato \u00e8 questa singola incongruenza, anche se gli sono stati affidati compiti differenti tra loro. Mentre la persona in un contesto comune pu\u00f2 manifestare attraverso messaggi multipli una vasta gamma di incongruenze, questa singola incongruenza \u00e8 ci\u00f2 che differenzia la trance da altre situazioni caratteristiche nella comunicazione normale. La incongruenza consiste anche nel negare che si sta rispondendo volontariamente all\u2019istruzione dell\u2019ipnotista: il soggetto fa quello che l\u2019ipnotista gli dice e al tempo stesso nega di farlo a seguito di una istruzione ma semplicemente perch\u00e9 sta accadendo.<\/p>\n<p>Ogni messaggio \u00e8 riconducibile a questa formula: \u00abIo (sorgente) comunico (contenuto del messaggio) a te (ricevente) in questa situazione (contesto)\u00bb. Il comportamento della trance pu\u00f2 negare ciascuno di questi elementi, il soggetto pu\u00f2, per esempio, dire che non \u00e8 lui che volontariamente sta alzando il braccio; oppure pu\u00f2 non rendersi conto del contenuto del suo messaggio, cio\u00e8 che sta alzando il braccio (l\u2019amnesia si spiega per esempio anche come negazione del contenuto del messaggio), oppure anche possono essere negati l\u2019esistenza del ricevente, cio\u00e8 dell\u2019ipnotista che pu\u00f2 essere ritenuto comunque una persona diversa, o il contesto, come nella regressione d\u2019et\u00e0 quando il soggetto sembra essere in classe e parlare col maestro&#8230; e non nella situazione psicoterapica o sperimentale.<\/p>\n<p>Ora vediamo di spiegare come le tecniche di induzione influenzano il soggetto, in modo che faccia qualche cosa che gli \u00e8 suggerito e al tempo stesso neghi che egli stia facendo quel qualche cosa. Nella levitazione della mano, che possiamo prendere come esempio, l\u2019ipnotista dice al soggetto di alzare la mano, ma non volontariamente, e quindi di non essere lui che la alza, anche se solo lui e nessun altro pu\u00f2 alzare la mano. Ci sono due tipi di risposta: il soggetto pu\u00f2 non fare niente e quindi definire la situazione come simmetrica, oppure egli pu\u00f2 alzare la mano e simultaneamente negare che egli la stia alzando e d\u2019altronde alzarla; una terza possibilit\u00e0 pu\u00f2 essere quella di alzarla \u00abvolontariamente\u00bb e allora l\u2019ipnotista superer\u00e0 questa situazione antagonistica dicendo: \u00abMa io le avevo detto di non alzarla apposta\u00bb. La paradossalit\u00e0 del messaggio sta nel fatto che l\u2019ipnotista chiede al soggetto di fare qualche cosa e simultaneamente gli chiede di non farlo. Si tratta, di una situazione definita di <em>doppio legame, <\/em>cio\u00e8 di una situazione in cui una persona commenta un messaggio con un altro messaggio ad un differente livello logico contestuale e incongruente, in un contesto dove l\u2019altra persona deve rispondere a questi messaggi senza poter abbandonare il campo essendo fortemente impegnato nel rapporto, n\u00e9 commentare i messaggi (\u00e8 noto che l\u2019ipnotista non accetta il colloquio durante l\u2019induzione). <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aspetti comunicazionali e relazionali dell&#8217;Ipnosi 1. Varie prospettive della comunicazione umana. \u2014 2. Il linguaggio dell&#8217;ipnotista: ridondanza, concretezza, denotazione, connotazione, ambiguit\u00e0, analogie e metafore. \u2014 3. La morfologia del discorso ipnotico: le congiunzioni. \u2014 4. La sintassi dell&#8217;ipnotista: le argomentazioni causali. \u2014 5. Le proposizioni interrogative. \u2014 6. Truismi e tautologie per la ratificazione della trance. \u2014 7. La relazione ipnotista-ipnotizzato. \u2014 8. I messaggi come manovre interpersonali. \u2014 9. L&#8217;induzione come manovra relazionale. \u2014 10. 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