{"id":1627,"date":"2008-02-08T18:17:19","date_gmt":"2008-02-08T17:17:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1627"},"modified":"2023-11-05T12:55:45","modified_gmt":"2023-11-05T11:55:45","slug":"il-bambino-nascosto-5-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1627","title":{"rendered":"Il Bambino nascosto \/5.1"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p>Sono tanti i temi che si presentano ad ognuno di noi lungo il percorso di separazione, differenziazione e individuazione che ci porta alla costituzione di noi stessi come individui unici e irripetibili.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Il Bambino nascosto \/5.1<\/h3>\n\n\n\n<p>di Alba Marcoli<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p><em>Sommario<\/em>:&nbsp;<a href=\"#p1\">La strada dell&#8217;individuazione<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p13\">Favola numero 13<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p14\">Favola numero 14<\/a>&nbsp;&#8211; Favola numero 15 &#8211; Il tema della perdita&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Capitolo quinto. La perdita&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p1\"><\/a>La strada dell&#8217;individuazione&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Sono tanti i temi che si presentano ad ognuno di noi lungo il percorso di separazione, differenziazione e individuazione che ci porta alla costituzione di noi stessi come individui unici e irripetibili. Per quanto i vari temi possano essere comuni a tutti, appare invece unico il modo in cui essi si intrecciano nella vita di ognuno di noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le ultime tre storie, costruite un po&#8217; pi\u00f9 sul modello della fiaba classica, sono state scelte fra alcune che utilizzo intorno al tema della perdita, la dimensione che \u00e8 sempre in gioco ogni volta che affrontiamo un cambiamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni passaggio, ogni evoluzione, sono fatti contemporaneamente di qualcosa che si acquista e di qualcosa che si perde, lasciandocelo alle spalle. E poich\u00e9 ci\u00f2 che si perde \u00e8 sempre il familiare e conosciuto, ci\u00f2 che ci rassicura perch\u00e9 \u00e8 noto, ecco che la perdita diventa un tema molto difficile da affrontare sul piano mentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come nella fiaba tradizionale, anche in queste ultime tre storie il protagonista lascia la propria casa familiare e nota (sia che si tratti di una situazione reale che simbolica) per partire verso il proprio viaggio di individuazione, lungo e faticoso come ogni viaggio del genere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo percorso sar\u00e0 aiutato dai doni che ha ricevuto dall&#8217;ambiente e che porter\u00e0 con s\u00e9 come aiuto per superare gli ostacoli lungo il cammino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, come in ogni fiaba, il dolore di una perdita accettata viene compensato dal piacere della conquista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p13\"><\/a>Favola numero 13&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Il&nbsp;<\/strong><strong>principino che non sapeva perdere&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh, vento se vien l&#8217;inverno, pu\u00f2 la primavera esser molto lontana?\u201d P. B. Shelley, \u201cOde al vento dell&#8217;Ovest\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta, tanto e tanto tempo fa, al paese degli uomini esisteva un piccolissimo regno completamente circondato dalle montagne e inaccessibile a tutti, dove viveva felice un lontano popolo con il suo re e la sua regina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unica cosa che mancava a questo regno era per\u00f2 un principino, che tutti aspettavano ma che non arrivava mai. Figuratevi quindi le feste che furono fatte quando il principino finalmente nacque.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il paese gli port\u00f2 ogni sorta di doni e ognuno faceva a gara a trattarlo come meglio poteva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il principino crebbe pensando che quella fosse l&#8217;unica condizione possibile in cui vivere e si aspettava che sarebbe durata per sempre, visto che a un cucciolo, tanto pi\u00f9 se \u00e8 nato in una reggia, di solito si concedono tutte vinte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che il principino continu\u00f2 a restare piccolo anche se il tempo passava, i giorni si succedevano alle notti, le stagioni scorrevano l&#8217;una dopo l&#8217;altra e l&#8217;acqua del fiume continuava a scendere. Era come se lui non volesse crescere per non perdere tutti i doni che si hanno quando si \u00e8 piccoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Agli inizi anche i suoi genitori l&#8217;assecondarono, anzi, sotto sotto, ne furono persino un po&#8217; contenti, perch\u00e9 anche per loro era un dono avere un figlio piccolo in casa che li faceva sentire giovani e dimenticare i problemi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, man mano che il tempo passava, anche il re e la regina si accorsero che stavano invecchiando e che fra i loro capelli se ne affacciava qualcuno gi\u00e0 bianco e fu allora che cominciarono a impensierirsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa se Tommaso\u00bb era questo il nome del principino \u00abnon vuole crescere, diventer\u00e0 molto infelice un giorno, quando noi non ci saremo pi\u00f9 e non potremo provvedere a lui\u00bb disse un giorno il re, e anche la regina fu d&#8217;accordo, perch\u00e9 questo pensiero aveva gi\u00e0 cominciato a preoccuparla da un po&#8217; di tempo a questa parte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Decisero di chiamare a consulta i saggi di tutto il mondo e tre messaggeri del re andarono in giro con il bando oltre le montagne per spargere la voce. Quando finalmente i saggi si ritrovarono alla reggia, parlarono tra di loro per giorni e giorni perch\u00e9, essendo in tanti, avevano molti pareri diversi e alla fine andarono dal re e dalla regina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcco, abbiamo deciso una cosa su cui siamo tutti d&#8217;accordo\u00bb dissero infine \u00abed \u00e8 che il principino non potr\u00e0 crescere e diventare vecchio senza essere diventato grande se non far\u00e0 un viaggio intorno al mondo a cercare tre citt\u00e0, quella del Dove, quella del Come e quella del Quando.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE dove sono queste citt\u00e0?\u00bb chiese allarmata la regina, spaventata dall&#8217;idea che suo figlio dovesse partire per una simile avventura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto lo deve scoprire Tommaso\u00bb risposero i saggi \u00abanche perch\u00e9 sono delle citt\u00e0 speciali, che per ognuno stanno in posti diversi secondo i vari momenti della vita.\u00bb Detto questo, i saggi presero i loro libroni voluminosi, li misero dentro grossi fagotti e se ne tornarono ognuno a casa propria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno per\u00f2 si era accorto che il principino Tommaso aveva ascoltato tutto spiando dietro a una porta e, man mano che i saggi parlavano, era sempre pi\u00f9 incuriosito dalle tre citt\u00e0, cosicch\u00e9 quando loro smisero di parlare aveva gi\u00e0 preso in cuor suo la decisione di partire per andare a cercarle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 lui da qualche parte dentro di s\u00e9 aveva sempre saputo che anche il suo pap\u00e0 e la sua mamma erano contenti se lui restava piccolo e cos\u00ec, in quella parte segreta e inaccessibile a tutti, se li era sempre sentiti alleati, anche se con le parole della bocca gli dicevano che ormai era tempo di crescere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece questa volta il principino aveva proprio capito bene dentro di s\u00e9, anche in quell&#8217;angolo segreto, che il re e la regina volevano davvero che lui diventasse grande e questo l&#8217;aiut\u00f2 a prendere una decisione \u00abda grande\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che il giorno dopo, allo spuntar dell&#8217;alba, il principino lasci\u00f2 un biglietto ai suoi genitori per rassicurarli e part\u00ec col suo fagotto in spalla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammin\u00f2 per giorni e giorni per attraversare le montagne altissime che difendevano il suo regno, ma alla fine si trov\u00f2 dall&#8217;altra parte, su una pianura amplissima dove si intravedevano paesi, citt\u00e0, fiumi, laghi e strade che correvano, si intersecavano, prendevano direzioni diverse e poi sparivano all&#8217;orizzonte. Chiss\u00e0 quale era quella giusta!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina, cammina, il principino Tommaso si trov\u00f2 infine in mezzo a un quadrivio: una strada andava a Nord, una andava a Sud, una andava a Est e l&#8217;altra andava a Ovest. Preso dalla perplessit\u00e0 Tommaso si sedette proprio ai bordi del quadrivio e cominci\u00f2 a pensare: \u00abDunque, se vado a Nord pu\u00f2 darsi che trovi la strada giusta, ma se questo non succede perdo le altre tre possibilit\u00e0, quella dell&#8217;Est, dell&#8217;Ovest oppure del Sud, che sicuramente hanno la direzione giusta. Se invece vado a Sud, pu\u00f2 darsi che sia la scelta buona, ma se questo non \u00e8 vero perdo la possibilit\u00e0 dell&#8217;Est, oppure dell&#8217;Ovest oppure del Nord, e lo stesso mi succeder\u00e0 se vado a Est oppure a Ovest.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E mentre era intento a curare questi pensieri, il principino Tommaso continuava a stare seduto e a non andare da nessuna parte, per paura di perdere la possibilit\u00e0 giusta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto la gente arrivava al quadrivio, sceglieva una direzione e passava oltre, mentre lui era sempre fermo, in attesa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 fu la volta di un vecchio con una barba bianca lunghissima che pass\u00f2 di l\u00ec e si sedette a riposare vicino a lui senza parlare. Dopo che fu passato un bel po&#8217; di tempo, il principino cominci\u00f2 a tossire e a sospirare, tanto per attirare l&#8217;attenzione, ma il vecchio non si scompose e non disse niente. Allora il principino, che non era abituato a sentirsi trattare con indifferenza, sospir\u00f2 un po&#8217; pi\u00f9 forte e disse: \u00abAhim\u00e8!\u00bb, ma il vecchio continu\u00f2 a restare muto e impassibile come se niente fosse. Il principino cominciava ad arrabbiarsi. Come, proprio a lui che era abituato ad aver tutti ai suoi piedi, doveva capitare di trovare un compagno di viaggio cos\u00ec indifferente che non si curava dei suoi sospiri? Ma la faccia del vecchio era impassibile e imperturbabile pi\u00f9 di prima anche se era una faccia che ispirava simpatia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSenti, mi potresti aiutare?\u00bb gli chiese infine Tommaso e questo gli cost\u00f2 moltissimo, perch\u00e9 lui non era abituato a chiedere aiuto agli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAiutare a far che?\u00bb gli rispose il vecchio girandosi verso di lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA trovare la direzione che mi assicuri che quella sia la strada giusta per il mio cammino. Vedi, se vado a Nord devo rinunciare alle altre direzioni. E se poi invece la strada giusta era l\u00ec?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio ci pens\u00f2 a lungo, sempre in silenzio, e poi rispose: \u00abIl problema sembra essere quello di saper perdere. Se non accetti di perdere le altre tre direzioni, non potrai pi\u00f9 muoverti di qui\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il principino fu molto colpito da quelle parole, stette muto per un po&#8217; e alla fine disse, con un sospiro pi\u00f9 grande degli altri: \u00abIl fatto \u00e8 che nessuno mi ha insegnato come si faccia a perdere&#8230;\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEh, gi\u00e0,\u00bb rispose il vecchio \u00abperdere \u00e8 una cosa difficilissima per tutti, non solo per te e nessuno ce la pu\u00f2 insegnare, siamo noi che la impariamo! Ma in realt\u00e0 \u00e8 l&#8217;unica cosa che ci permette di vivere per davvero e di camminare e di fare le nostre conquiste.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla faccia del principino cominciarono a scorrere dei grossi lacrimoni e queste furono le uniche parole che il suo cuore seppe dire per un dispiacere cos\u00ec grande come era per lui quello di perdere qualcosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio gli lasci\u00f2 piangere tutte le lacrime, poi tir\u00f2 fuori dalle tasche tre grossi semi e glieli don\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGuarda,\u00bb disse \u00abquesti sono tre doni che ti faccio. Uno \u00e8 il seme che aiuta a essere sempre protetti dai pericoli, il secondo \u00e8 quello che aiuta a prendere una decisione da soli, il terzo \u00e8 quello che aiuta ad accettare dei rischi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tre semi speciali che fanno nascere delle piante invisibili che crescono dentro di noi e ci accompagnano per tutta la vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ti accorgerai che le tue piante sono abbastanza grandi e che i semi non ti servono pi\u00f9, donali a qualcuno che deve ancora far crescere le sue piante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo allora potr\u00e0 succedere qualcosa d&#8217;altro, come ogni volta che si perde qualcosa.\u00bb E a quel punto il vecchio si alz\u00f2, riprese il suo bastone e part\u00ec in direzione dell&#8217;Ovest.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il principino lo guard\u00f2 sparire all&#8217;orizzonte e poi si alz\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDunque,\u00bb pens\u00f2 tra s\u00e9 \u00abse lui che \u00e8 vecchio e saggio va verso Ovest, vuol dire che quello \u00e8 il posto di chi conosce gi\u00e0 le cose, ma io che sono piccolo e devo ancora imparare andr\u00f2 nella direzione opposta.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che il principino Tommaso part\u00ec in direzione dell&#8217;Est, guidato dal sole che sorgeva proprio l\u00e0 e che illuminava la sua strada. Cammina, cammina, cammina, il principino attravers\u00f2 paesi, campagne, vallate, ma delle tre citt\u00e0 non si vedeva neanche l&#8217;ombra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono cos\u00ec quattro stagioni e lui continuava il suo viaggio che sembrava proprio infinito. Finch\u00e9 un giorno, lungo le rive di un fiume che scorreva impetuoso, Tommaso trov\u00f2 un volpacchiotto che piangeva perch\u00e9 era rimasto solo al mondo ed era piccolo e indifeso davanti ai pericoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora il principino si ricord\u00f2 dei doni del vecchio, ci pens\u00f2 un poco, poi prese il primo seme e glielo regal\u00f2. Appena il volpacchiotto lo ebbe fra le zampe, ecco che dai cespugli sbuc\u00f2 una famiglia di volpi che lo adott\u00f2 all&#8217;istante e tutti insieme sparirono nel bosco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle guance del principino cominci\u00f2 allora a scorrere una grossa lacrima. Come, lui si era privato di una cosa preziosa, era rimasto con soli due semi, e il volpacchiotto se n&#8217;era andato cos\u00ec, senza neanche guardarlo! Ma nel momento in cui alzava il viso per asciugarsi le lacrime, ecco che si accorse che sul fiume era comparso un ponte oltre il quale si potevano intravedere le mura di una grande citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stupito e incuriosito il principino attravers\u00f2 il ponte e giunse davanti alle guardie che stavano all&#8217;ingresso della porta principale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome si chiama questa citt\u00e0?\u00bb chiese Tommaso pieno di speranza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome, non lo sai?\u00bb gli risposero le guardie. \u00abQuesta \u00e8 la citt\u00e0 del Dove!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa citt\u00e0 del Dove! Allora ci sono arrivato!\u00bb grid\u00f2 felice Tommaso. \u00abE in che posto della terra siamo?\u00bb chiese poi, visto che con tutto quel camminare aveva ormai perso l&#8217;orientamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiamo qui!\u00bb gli risposero le guardie, e per quanto il principino si sforzasse non riusc\u00ec a ottenere altre risposte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche tutti gli altri abitanti, una volta interrogati, gli risposero: \u00abSiamo qui!\u00bb e Tommaso cap\u00ec che questo doveva essere il segreto della citt\u00e0. Allora si sedette per terra, si mise il capo fra le mani e cominci\u00f2 a pensare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, pensa e ripensa, nella sua mente si fece strada un pensiero che prima era oscuro e adesso diventava sempre pi\u00f9 luminoso finch\u00e9 cap\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per lui la parola \u201cqui\u201d era stata quasi sconosciuta fino ad allora, perch\u00e9 la sua mente era sempre stata \u201cl\u00e0\u201d, da qualche altra parte e i suoi pensieri vagavano spesso lontano da dove lui era.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque anche il principino, poco a poco, cominci\u00f2 a imparare a usare la parola \u201cqui\u201d e ad affiancarla alla parola \u201cl\u00e0\u201d e anche i suoi pensieri tornarono a fargli compagnia nel posto dove era.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Visitata la prima citt\u00e0, il nostro principino part\u00ec per continuare la sua ricerca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina, cammina, cammina, ecco che un giorno si trov\u00f2 davanti a un cucciolo che doveva tornare a casa, ma non riusciva a trovare la strada perch\u00e9 se l&#8217;era dimenticata e allora se ne stava tutto triste davanti a un bivio, senza sapere da che parte andare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto Tommaso si ricord\u00f2 della sua stessa disperazione provata al quadrivio, quando non sapeva dove andare; gli venne in mente il vecchio e fu allora che decise di donare al cucciolo il secondo seme che aveva avuto in dono. Il piccolo lo butt\u00f2 per aria e quando il seme cadde su uno dei due sentieri se lo riprese e prosegu\u00ec in quella stessa direzione che era proprio quella della sua tana e pot\u00e9 cos\u00ec tornare a casa felice e contento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche stavolta a Tommaso spunt\u00f2 una grossa lacrima sul viso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come, lui si era privato del suo secondo dono e il cucciolo se n&#8217;era andato cos\u00ec, senza neanche accorgersene? Ma mentre il principino alzava gli occhi ecco che gli giunsero da oltre gli alberi dei rumori familiari Attravers\u00f2 il bosco in fretta e furia e si ritrov\u00f2 dall&#8217;altra parte sotto le mura di una citt\u00e0 protetta dalle guardie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome si chiama questa citt\u00e0?\u00bb chiese Tommaso pieno di speranza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome, non lo sai?\u00bb gli risposero le guardie, tra il divertito e lo scandalizzato. \u00abQuesta \u00e8 la citt\u00e0 del Come!\u00bb E fu cos\u00ec che il principino scopr\u00ec di aver finalmente trovato anche la seconda citt\u00e0 che cercava. Entr\u00f2 dentro le mura e subito dopo cominci\u00f2 a interrogare i suoi abitanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome si fa questo? Come si fa quello?\u00bb \u00abSi fa cos\u00ec!\u00bb gli rispondevano tutti, ma ogni \u201ccos\u00ec\u201d era diverso per ognuno di loro e ciascuno riusciva a trovare il suo modo di fare le cose, un modo che andava bene proprio a lui in quel momento, mentre in un altro momento ne trovava un altro che andava bene per lui in quell&#8217;altro momento e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il principino rest\u00f2 un po&#8217; perplesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui aveva sempre creduto che la risposta al \u201ccome\u201d fosse una e una sola e che ci fosse un unico modo di fare le cose per tutti, anche se ognuno era diverso. E cos\u00ec poco a poco anche la seconda citt\u00e0 gli insegn\u00f2 che non c&#8217;\u00e8 una sola e unica risposta al \u201ccome\u201d, ma che ognuno nella vita si trova la propria, quella che va bene proprio per lui in quel momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbandonata la citt\u00e0 del Come, il principino continu\u00f2 la sua strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina, cammina, cammina, attravers\u00f2 di nuovo paesi e citt\u00e0, valli e montagne finch\u00e9 un giorno si trov\u00f2 davanti a un incendio che era scoppiato in un bosco, in mezzo al quale era prigioniero uno scoiattolo che stava su un albero, pieno di paura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSalta,\u00bb gli gridavano quelli che stavano sotto, al di l\u00e0 delle fiamme \u00absalta, prima che il fuoco salga sull&#8217;albero!\u00bb Ma 1o scoiattolo aveva una gran paura di rischiare: \u00abAdesso no, non ce la faccio! Dopo!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora Tommaso si ricord\u00f2 del terzo dono del vecchio e gli lanci\u00f2 il seme, che si ferm\u00f2 sulle foglie dell&#8217;albero. Lo scoiattolo lo prese in bocca e salt\u00f2. Per fortuna aveva deciso di rischiare ed era riuscito a saltare proprio al di l\u00e0 delle fiamme, dove i suoi amici gli fecero festa, esattamente un minuto prima che l&#8217;incendio si estendesse anche all&#8217;albero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Tommaso vide gli scoiattoli allontanarsi senza neanche badargli ci rimase proprio male, ma mentre alzava la testa si accorse che davanti ai suoi occhi c&#8217;era un lago e che nel mezzo stava un&#8217;isola con sopra una citt\u00e0 piena di case e di tetti e di torri che si specchiavano nell&#8217;acqua, e sulla riva c&#8217;erano tante barche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tommaso se ne scelse una e rem\u00f2 fino all&#8217;isola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sbarc\u00f2 chiese alla gente che incontr\u00f2 come si chiamasse la citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta?\u00bb gli risposero meravigliati gli abitanti. \u00abQuesta \u00e8 la citt\u00e0 del Quando\u00bb e lui cap\u00ec di aver finalmente trovato la terza e ultima citt\u00e0 di questo suo viaggio per diventare grande.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora cominci\u00f2 ad andare in giro per tutte le strade a chiedere alla gente tutti i \u201cquando\u201d che gli venivano in mente e la gente gli rispondeva. Qualche volta diceva \u201cieri\u201d, oppure \u201cl&#8217;altro ieri\u201d, oppure \u201cl&#8217;anno scorso\u201d, qualche altra volta rispondeva \u201cdomani\u201d, oppure \u201cdopodomani\u201d, oppure \u201cl&#8217;anno venturo\u201d, ma molto, molto spesso, anzi spessissimo, rispondeva \u201coggi\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Tommaso sembrava ci fosse qualcosa di strano, ma non riusciva bene a capire cosa, finch\u00e9 la spiegazione non gli fu chiara: in quella citt\u00e0 la risposta pi\u00f9 comune era \u201coggi\u201d, mentre lui era sempre stato abituato a dire \u201cieri\u201d, oppure pi\u00f9 spesso \u201cdopo\u201d, oppure \u201cdomani\u201d, ma intanto le cose non le faceva mai, perch\u00e9 gli bastava tenerle presenti nella sua mente, come se il suo pensiero magicamente le rendesse vere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che anche Tommaso impar\u00f2 a fare entrare nel suo vocabolario la parola \u201coggi\u201d che prima invece scappava sempre via come l&#8217;acqua da un secchio bucato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Visitata anche la citt\u00e0 del Quando, il nostro principino si rese conto che era ormai tempo di tornare a casa e si mise in viaggio perch\u00e9 il suo compito era giunto al termine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina, cammina, cammina, di nuovo attravers\u00f2 pianure amplissime, montagne alte e scoscese, fiumi e laghi a volte tranquilli, a volte agitati, ed ecco che alla fine si trov\u00f2 davanti alle montagne che circondavano il suo piccolo regno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta era diventato cos\u00ec grande e forte che impieg\u00f2 molto meno tempo per attraversarle e immaginatevi la festa che fecero il re, la regina e tutti gli abitanti quando finalmente arriv\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si fecero danze e giochi e tornei e ogni sera il principe Tommaso raccontava un pezzo delle sue avventure in piazza, in mezzo a tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E quando fu il suo turno di salire sul trono fu un re saggio e giusto che visse fino a tarda et\u00e0 finch\u00e9 ebbe una barba bianca lunghissima che gli arrivava giusto al cuore e fece tante leggi cos\u00ec buone che furono ricordate dalle altre generazioni ancora per anni e anni dopo che lui era gi\u00e0 morto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p14\"><\/a>Favola numero 14<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>I<\/strong><strong>l principino che diceva sempre di no<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLibert\u00e0 va cercando, ch&#8217;\u00e8 s\u00ec cara, come sa chi per lei vita rifiuta.\u201d DANTE, \u201cPurgatorio\u201d, canto primo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta, tanto e tanto tempo fa, nacque un principino a cui il paese del No, che tutti i bambini attraversano da piccoli, piacque tanto che ci and\u00f2 ad abitare stabilmente, ma cos\u00ec stabilmente che la prima parola che gli usciva dalla bocca era sempre e solo quella, soprattutto se a parlare era la sua mamma che era una regina molto paziente e dolce, che a lui invece diceva sempre di s\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che il tempo passava, il principino continuava a dire di no, anche quando i bambini della sua et\u00e0 avevano imparato a dire qualche s\u00ec e ad avere la scelta fra le due parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece il povero principino era come se non avesse nessuna possibilit\u00e0 di scelta, lui poteva dire solo di no e basta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa gli andava molto bene quando gli chiedevano di mangiare la minestra o di lavarsi la faccia, oppure di fare i compiti o di andare a letto presto e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che invece gli andava un po&#8217; meno bene era che la parola no gli uscisse anche quando gli offrivano il gelato o le patatine fritte, oppure di giocare con gli altri bambini o in altre occasioni in cui gli sarebbe piaciuto di poter dire di s\u00ec. In questo caso il principino doveva ricorrere a mille trucchi per poter fare lo stesso queste cose senza perderci la faccia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era proprio una gran fatica per tutti: per gli altri, in particolare la regina, che dovevano perdere ore e ore a tentare invano di convincerlo a dire di s\u00ec e per lui che doveva inventare mille modi per fare le cose a cui aveva detto di no, quando in realt\u00e0 gli piacevano e avrebbe voluto farle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 arriv\u00f2 la volta in cui il povero principino fu cos\u00ec stanco di tutto questo gioco senza uscita che una notte sogn\u00f2 di partire per un viaggio per andare a cercare il posto del S\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa dove pu\u00f2 essere questo paese?\u00bb si chiese la mattina successiva nel risvegliarsi. Si guard\u00f2 intorno per un po&#8217;, ma non riusc\u00ec a immaginarselo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bisognava proprio partire per cercarselo: il principino ci pens\u00f2 sopra per giorni e notti e alla fine part\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina, cammina, cammina, il principino si trov\u00f2 un giorno ai piedi di una montagna cos\u00ec alta che la sua cima saliva sopra le nuvole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe montagna \u00e8 questa?\u00bb chiese a un viandante che passava di l\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta \u00e8 la montagna delle tempeste\u00bb gli rispose l&#8217;altro con la massima naturalezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE perch\u00e9 si chiama cos\u00ec?\u00bb insistette il principino incuriosito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 non ci si pu\u00f2 avventurare verso la cima senza incontrarne almeno una\u00bb rispose l&#8217;altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE che cosa succede dopo che \u00e8 passata la tempesta?\u00bb continu\u00f2 il principino testardamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSuccede che si scopre sempre qualcosa che prima non si riusciva a vedere. Ma ora ti saluto perch\u00e9 devo andare.\u00bb E il viandante prosegu\u00ec impassibile per la sua strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDunque\u00bb pens\u00f2 il principino \u00abse dopo ogni tempesta si scopre sempre qualcosa, forse anch&#8217;io potrei finalmente scoprire come fare per trovare il posto dove si impara anche a dire di s\u00ec qualche volta.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 l&#8217;avventurarsi sulla montagna gli faceva molta paura, e il principino, in attesa di decidersi, si accamp\u00f2 per la notte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prese un po&#8217; di foglie secche, perch\u00e9 si era d&#8217;autunno, le ammass\u00f2 sotto un albero e ne fece un letto su cui si sdrai\u00f2 coprendosi ben bene con il suo mantello, fin sopra gli occhi, per non vedere il buio che gli faceva molta paura. E poi si addorment\u00f2 perch\u00e9 aveva camminato tanto ed era molto stanco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco che, man mano che la notte passava, cominci\u00f2 a sognare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Agli inizi era tutto un po&#8217; confuso e non riusciva a capire dove fosse, poi poco a poco il sogno si fece pi\u00f9 chiaro e lui cap\u00ec di essere proprio sulla montagna tempestosa, al centro di una tormenta di neve.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vento soffiava forte e la neve gli cadeva addosso dappertutto, sul mantello, sul viso e negli occhi, costringendolo a una gran fatica per camminare e per vedere. Ogni tanto inciampava, ruzzolando a terra, e quando si rialzava non sapeva pi\u00f9 in che direzione andare, finch\u00e9 a un certo punto, preso dallo sconforto, si sedette sulla neve, si copr\u00ec col suo mantello e cominci\u00f2 a piangere. Ma le lacrime che il povero principino vers\u00f2 furono cos\u00ec tante e cos\u00ec calde che sciolsero il cumulo di neve davanti al quale si era seduto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pieno di stupore, si accorse ad un tratto che proprio l\u00ec davanti c&#8217;era una porta che prima era completamente nascosta dal cumulo di neve.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La apr\u00ec timoroso e si ritrov\u00f2 dentro a una capanna tiepida dove un vecchio si scaldava davanti a un fuoco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBenvenuto!\u00bb gli disse il vecchio. \u00abCome hai fatto ad arrivare fin qui?\u00bb Il principino si ripos\u00f2 un poco al caldo del camino e poi cominci\u00f2 a raccontare la sua storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora tu sei venuto sulla montagna per scoprire qualcosa!\u00bb comment\u00f2 il vecchio quando il racconto fu finito. \u00abVuol dire che io ti aiuter\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda, per trovare quello che tu cerchi, bisogna&#8230;\u00bb Ma a quel punto l&#8217;alba stava spuntando sul bosco, gli uccelli avevano finito il loro riposo notturno e il loro canto risvegli\u00f2 il principino proprio nel bel mezzo del sogno, nel momento in cui stava per trovare finalmente ci\u00f2 che cercava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Deluso e amareggiato, il principino cominci\u00f2 a pensare, finch\u00e9 decise di avventurarsi sulla montagna, alla ricerca del vecchio del sogno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando part\u00ec era ormai autunno inoltrato, ma quando arriv\u00f2 a met\u00e0 montagna si era gi\u00e0 in pieno inverno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E un giorno il povero principino si trov\u00f2 nel bel mezzo di una tormenta cos\u00ec spaventosa che quella del sogno era a paragone una tranquilla giornata di primavera. Il principino lott\u00f2 con tutte le sue forze, ma alla fine cadde sfinito su un mucchio di neve e pianse tutte le sue lacrime pensando di stare ormai per morire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, proprio come era successo nel sogno, a poco a poco le lacrime sciolsero la neve sotto di lui, finch\u00e9 comparve una porta che prima era nascosta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il principino la spinse, scoprendo una capanna bella e calda, dove il vecchio della montagna si scaldava al fuoco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBenvenuto!\u00bb gli disse lui. \u00abChe cosa cerchi sulla montagna?\u00bb Appena si fu ripreso dal freddo, dalla fame e dallo stupore, il principino gli raccont\u00f2 la sua storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ebbe finito il suo racconto il vecchio gli disse: \u00abSe ho capito bene, tu cerchi il posto dove si impara a essere pi\u00f9 liberi dentro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, vediamo un po&#8217;. A quel che so io, i bambini a un certo punto della loro vita di solito lo trovano, questo posto, quando hanno detto abbastanza no da non averne pi\u00f9 cos\u00ec bisogno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A te invece questo non \u00e8 ancora successo, ma siccome tu non lo fai per capriccio, altrimenti non faresti tutta questa fatica e non passeresti attraverso tutte queste pene, si vede che per qualche motivo tu hai ancora bisogno di dire sempre di no.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEh, gi\u00e0!\u00bb ribatt\u00e9 il principe sconsolato, \u00abma come posso fare allora?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMah&#8230;,\u00bb continu\u00f2 il vecchio \u00ablasciami pensare. Dunque, i no dei bambini servono ad aiutarli a rompere un cordone invisibile, quello che li lega ai genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un cordone speciale che non si vede e che quando un bambino \u00e8 molto piccolo gli \u00e8 assolutamente indispensabile, tanto che se non l&#8217;avesse non potrebbe sopravvivere da solo. Per\u00f2, man mano che un bambino cresce, questo cordone prima si allenta e poi quando ormai non serve pi\u00f9 se ne va perch\u00e9 il bambino ha imparato a fare lui le cose che prima gli procurava il cordone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di solito succede quando un bambino ha detto abbastanza no da poter cominciare a fare le cose da solo, non soltanto con l&#8217;aiuto dei grandi. Questo per\u00f2 nel tuo caso non si \u00e8 ancora verificato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si vede che, per qualche motivo che noi non conosciamo, il tuo cordone \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 grosso e resistente degli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora tu devi cercare qualcosa che ti aiuti a tagliarlo, altrimenti corri il rischio di andare avanti a dire no per tutta la vita, anche quando non ne hai proprio voglia. Guarda, io ti far\u00f2 un regalo per aiutarti.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E, da una pietra dietro il camino, il vecchio estrasse una scatoletta sigillata che aveva conservato con cura. La prese e la diede al principino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcco,\u00bb gli disse \u00abquesta \u00e8 una scatoletta che contiene una cosa preziosa per aiutarti. Per\u00f2 io non ne ho la chiave; ce l&#8217;ha la vecchia della montagna che vive al di l\u00e0 della vetta sopra le nuvole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se riuscirai a salire fino in cima e poi a scendere e a trovarla, raccoglile della legna per le sue provviste e lei te la regaler\u00e0.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il principino stette per un po&#8217; di giorni nella capanna del vecchio in attesa che passasse quella brutta tormenta e ascolt\u00f2 le storie che lui raccontava vicino al camino. Poi lo ringrazi\u00f2, lo salut\u00f2 e part\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cammina, cammina, cammina, finalmente un giorno arriv\u00f2 in cima alla montagna che era cos\u00ec alta da essere completamente avvolta da una nuvola, cosicch\u00e9 non si vedeva pi\u00f9 niente. E da l\u00ec cominci\u00f2 a scendere finch\u00e9 la nuvola si dirad\u00f2 e si pot\u00e9 di nuovo vedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordandosi delle parole del vecchio, appena arriv\u00f2 in un bosco il principino si mise a raccogliere un po&#8217; di legna qua e l\u00e0, e quando ne ebbe una bella fascina grande e pesante si ritrov\u00f2 davanti a una capanna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Buss\u00f2 varie volte, ma non gli rispose nessuno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora si mise ad aspettare pazientemente seduto sopra un tronco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando venne la sera dal bosco sent\u00ec arrivare dei rumori di legna secca, e poco dopo vide comparire una vecchia che ne portava un po&#8217; sulle spalle. Il principino si alz\u00f2 e l&#8217;aiut\u00f2 a portarla dentro la capanna, aggiungendo anche la sua: era proprio una bella provvista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vecchina, sempre senza parlare, accese il fuoco, mise a scaldare un po&#8217; di minestra d&#8217;erbe e poi apparecchi\u00f2 la tavola con due piatti, cosicch\u00e9 anche il povero principino pot\u00e9 mangiare qualche cosa di caldo dopo tanto freddo, ma sempre in silenzio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo dopo che la cena fu finita, seduta vicino al fuoco, la vecchia gli chiese: \u00abChe cosa cerchi sulla montagna?\u00bb e lui le raccont\u00f2 tutta la sua storia che ormai stava diventando ricca e lunga.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ebbe finito ci fu un altro silenzio, poi lei disse: \u00abHo visto che ti sei dato da fare per raccogliermi la legna e io ti far\u00f2 un regalo\u00bb. Estrasse dalle tasche del grembiule una vecchia scatola e ne tir\u00f2 fuori due chiavi d&#8217;oro. \u00abEcco, questa \u00e8 la chiave che tu cerchi. Provala!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E il principino apr\u00ec tutto incuriosito e ansioso la sua scatola e ci trov\u00f2 dentro un paio di forbici d&#8217;oro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQueste sono le forbici che ti servono per tagliare il cordone invisibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che senti che non riesci a dire di s\u00ec perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 qualcosa a te ignota che ti costringe a dire di no, tira fuori le forbici e d\u00e0 una sforbiciatina in aria. Ricordati per\u00f2 che non sono forbici magiche, cio\u00e8 non lo tagliano una volta per tutte. Ti aiuteranno a tagliarlo ogni volta che ce ne sar\u00e0 bisogno, per tutta la vita.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE quest&#8217;altra chiave per che cos&#8217;\u00e8?\u00bb chiese incuriosito il principino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta la devi portare alla tua mamma, perch\u00e9 anche lei ha un cordone invisibile che la tiene prigioniera, e se riesce a tagliare il suo forse aiuter\u00e0 anche te a tagliare il tuo. Per\u00f2 la sua scatola non \u00e8 sulla montagna, \u00e8 nascosta nella soffitta del suo palazzo e sar\u00e0 lei a doverla trovare, se vuole aprirla con questa chiave.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che il principino ebbe finalmente i doni che cercava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prepar\u00f2 tanta legna per la vecchina, poi la salut\u00f2 e cominci\u00f2 a scendere per tornare a casa passando da un&#8217;altra strada, perch\u00e9 ormai quella della montagna l&#8217;aveva gi\u00e0 fatta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo che furono passati giorni, giorni e giorni, e notti, notti e notti, ecco che finalmente il principino arriv\u00f2 al suo palazzo e port\u00f2 a sua madre il regalo della vecchia della montagna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La regina cerc\u00f2 a lungo nella soffitta, e anche lei trov\u00f2 la sua scatola con dentro delle forbicine d&#8217;oro, e poco a poco il principino che prima diceva sempre no pot\u00e9 imparare anche a dire qualche s\u00ec, soprattutto quando ne aveva davvero voglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se voi volete sapere come hanno fatto per imparare, io proprio non lo so, anche perch\u00e9 non esiste il libro delle ricette per queste cose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno deve fare lo sforzo di camminare per capire e poi si trover\u00e0 la sua ricetta personale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;importante, per\u00f2, \u00e8 che capisca col cuore, perch\u00e9 capire solo con la testa non serve a molto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che per capire col cuore bisogna anche avere il coraggio di salire sulla montagna delle tempeste e affrontare il gelo della tormenta e sciogliere i cumuli di neve con le lacrime, proprio come ha fatto il nostro principino.&nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><\/noscript><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tanti i temi che si presentano ad ognuno di noi lungo il percorso di separazione, differenziazione e individuazione che ci porta alla costituzione di noi stessi come individui unici e irripetibili. 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