{"id":1638,"date":"2008-01-19T18:26:19","date_gmt":"2008-01-19T17:26:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1638"},"modified":"2023-11-05T12:47:44","modified_gmt":"2023-11-05T11:47:44","slug":"il-bambino-nascosto-4-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1638","title":{"rendered":"Il Bambino nascosto \/4.1"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Una delle et\u00e0 della vita che forse fanno registrare pi\u00f9 frequentemente la difficolt\u00e0 di concentrarsi \u00e8 l&#8217;adolescenza.\u00a0<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Il Bambino nascosto \/4.1<\/h3>\n\n\n\n<p>di Alba Marcoli<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p><em>Sommario<\/em>:&nbsp;<a href=\"#p9\">9. La mancanza di concentrazione in adolescenza<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p9a\">Favola numero 9<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p9b\">La difficolt\u00e0 a imparare in adolescenza<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p10\">10. Non c&#8217;\u00e8 una sola nascita<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p10a\">Favola numero 10<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p10b\">La difficolt\u00e0 di nascere<\/a>&nbsp;&#8211; 11. La fatica di ogni cambiamento &#8211; Favola numero 11 &#8211; Cambiamento e malattia nel bambino &#8211; 12. Fidarsi o non fidarsi? &#8211; Favola numero 12 &#8211; Il tradimento della fiducia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Capitolo quarto. Il cambiamento&nbsp;<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p9\"><\/a>9. La mancanza di concentrazione in adolescenza&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Una delle et\u00e0 della vita che forse fanno registrare pi\u00f9 frequentemente la difficolt\u00e0 di concentrarsi \u00e8 l&#8217;adolescenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ne consegue che la sfera della realt\u00e0 esterna che facilmente ne risente \u00e8 la scuola, perch\u00e9 ai ragazzi viene a mancare l&#8217;energia mentale necessaria per imparare, cio\u00e8 per concentrarsi su qualcosa e tenerlo presente nella mente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dice Anna Freud a questo proposito:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>In primo luogo, mi ha sempre colpito come fatto sfavorevole che il periodo del tumulto adolescenziale coincida con richieste fondamentali come quelle che si pongono agli adolescenti di rendimento nello studio, di scegliere una professione, di maggiore responsabilit\u00e0 sociale e finanziaria in genere.&nbsp;<a id=\"1\"><\/a>Molti fallimenti sotto questo riguardo, spesso con tragiche conseguenze, sono dovuti non a un&#8217;incapacit\u00e0 dell&#8217;individuo in quanto tale, ma semplicemente al fatto che le richieste gli sono poste in un momento della vita in cui tutte le sue energie sono impegnate nella soluzione di altri problemi di fondo, vale d dire quelli che gli sono posti dalla propria crescita e dal proprio sviluppo sessuale.<\/em>\u201d [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 incredibile la gamma di giudizi svalutativi con cui invece noi adulti consideriamo spesso questo aspetto dell&#8217;adolescenza, se siamo abituati a emettere giudizi sulla realt\u00e0 piuttosto che a tentare di capirla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal generico: \u00abPotrebbe fare, ma non vuole\u00bb al pi\u00f9 drastico: \u00abNon ce la pu\u00f2 fare\u00bb, l&#8217;adolescente che affronta questo tipo di crisi e bombardato da giudizi da parte di tutti, genitori, parenti, insegnanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La favola che segue ora vorrebbe aiutare gli adulti ad affrontare questo problema cercando di capire, piuttosto che emettendo giudizi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p9a\"><\/a>Favola numero 9&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Il cucciolo cresciuto troppo in fretta&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 oggi la prima volta&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che le pu\u00f2 aprire gli occhi,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;adolescente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Esiti, sole?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con brama schiva la bendi d&#8217;affanni.\u201d G. Ungaretti, \u201cAprile\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fra i cuccioli della Scuola dello Spiazzo ce n&#8217;era anche uno di nome Gualtiero, soprannominato da un po&#8217;di tempo a questa parte \u00abTesta in orbita\u00bb, perch\u00e9 sembrava vagare in alto, nella stratosfera, con l&#8217;aria sempre un po&#8217;assente e imbambolata davanti agli altri, soprattutto gli adulti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era come se un bel giorno, nel momento in cui stava crescendo e il suo corpo stava cambiando forma e volume, all&#8217;improvviso il suo collo si fosse allungato a dismisura e la sua testa fosse salita oltre le nuvole per abitarci stabilmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec gli altri cuccioli, che se n&#8217;erano accorti, l&#8217;avevano soprannominato \u00abTesta in orbita\u00bb, e gli adulti della Scuola si sforzavano di capire che cosa gli fosse successo, senza per\u00f2 riuscirci molto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un giorno in cui le lezioni erano sospese che i suoi insegnanti cominciarono a parlarne tra di loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe continua cos\u00ec, Gualtiero mi preoccupa\u00bb inizi\u00f2 il primo. \u00abOgni volta che raccontiamo le storie sembra attento, ma quando gli chiediamo di raccontarle nuovamente fa sempre una gran confusione, mischia l&#8217;inizio di una con la met\u00e0 di un&#8217;altra e la fine di un&#8217;altra ancora. \u00c8 come se ascoltasse solo qualche pezzetto qua e l\u00e0 e poi tentasse di metterli insieme a modo suo.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab \u00c8 vero\u00bb intervenne un altro. \u00abPossibile che non si accorga che non hanno un senso logico se le racconta cos\u00ec? Sembra che per lui sia pi\u00f9 importante rispondere a tutti i costi piuttosto che rifletterci un po&#8217;. Chiss\u00e0 che cosa vuol dire con questo atteggiamento!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che gli insegnanti di Gualtiero decisero di andare a consultare i vecchi saggi, che nel bosco erano quelli che avevano pi\u00f9 esperienza di tutti e venivano ascoltati anche dagli adulti, giovani o anziani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi partecip\u00f2 molto volentieri alla discussione fu lo scoiattolo Blacky che ormai era non solo cresciuto, ma anche invecchiato, e da quando aveva cominciato a far parte dei saggi si era ripromesso di ricordarsi sempre della sua esperienza di cucciolo, per evitare che un altro soffrisse come era successo a lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon perch\u00e9 la sofferenza si possa cancellare,\u00bb aveva spiegato una volta agli inizi \u00abperch\u00e9 fa anch&#8217;essa parte della vita come le giornate di sole e quelle di pioggia, ma semplicemente perch\u00e9 se un cucciolo impiega tutta la sua energia e la sua intelligenza per combattere la sofferenza dentro di s\u00e9 non gliene resta pi\u00f9 per imparare le cose che gli sono necessarie per crescere.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E da allora il vecchio scoiattolo era sempre stato l&#8217;anziano che gli adulti giovani e meno giovani andavano a consultare ogni volta che un cucciolo non usava l&#8217;energia della sua testa per imparare le cose che gli erano necessarie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVediamo un po&#8217;qual \u00e8 il problema di Gualtiero\u00bb cominci\u00f2 lui anche stavolta. \u00ab\u00c8 una cosa che gli succede sempre per cui non impara mai, oppure gli capita anche di imparare delle cose?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, no, ci sono delle cose che anche Gualtiero ha imparato e sa fare bene, anzi molto bene, come correre, saltare, andare a scovare le erbe preziose sotto i cespugli e giocare con gli altri. Sono tutte cose importanti per lui. \u00c8 solo quando deve usare la sua testa che cade in crisi.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa anche per imparare queste cose si deve usare la testa!\u00bb riflett\u00e9 pensieroso lo scoiattolo. \u00abQuindi questo vuol dire che ci sono delle cose per le quali Gualtiero usa l&#8217;energia della sua testa per imparare delle altre per cui non la usa proprio per niente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, ditemi, \u00e8 una cosa recente questa che gli succede oppure gli \u00e8 sempre successa?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo direi che sia una cosa abbastanza recente,\u00bb rispose un adulto che si era occupato di lui appena era arrivato alla scuola \u00abperch\u00e9 quando era piccolo gli succedeva raramente, solo qualche volta che era particolarmente emozionato.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora, forse c&#8217;\u00e8 stato qualcosa nella sua vita che \u00e8 recentemente cambiato e che lo emoziona molto. Che cosa pu\u00f2 essere?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon so\u00bb rispose sempre lo stesso adulto \u00abper\u00f2 io, che non lo vedevo pi\u00f9 da quando ha lasciato il gruppo dei piccolissimi, mi sono accorto che \u00e8 cos\u00ec cambiato in questi ultimi tempi che non l&#8217;avrei nemmeno riconosciuto.\u00bb \u00abCambiato come?\u00bb chiese lo scoiattolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abInnanzitutto nel suo aspetto, perch\u00e9 ha un corpo molto pi\u00f9 grande e diverso da prima, e poi nel carattere, perch\u00e9 \u00e8 diventato insicuro e un po&#8217;ombroso, mentre prima era un cucciolo molto pi\u00f9 allegro.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOmbroso in che senso?\u00bb domand\u00f2 ancora il vecchio, pazientemente, perch\u00e9 capire non \u00e8 semplice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNel senso che pensa sempre di essere trattato male dagli altri, oppure che non gli diamo abbastanza importanza e siamo ingiusti con lui. E allora diventa indisponente nei nostri confronti, oppure imbambolato come se non volesse capire. E alla fine succede veramente che gli altri lo trattino male, a volte anche senza volerlo, persino i suoi compagni\u00bb risposero alcuni degli insegnanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer\u00f2, a dire la verit\u00e0,\u00bb soggiunse un altro \u00abforse non \u00e8 tutta colpa sua, perch\u00e9 anche i suoi genitori pensano che noi ce l&#8217;abbiamo con lui e che lo trattiamo male mentre trattiamo meglio i suoi compagni!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta \u00e8 una cosa che succede molto frequentemente\u00bb spieg\u00f2 con pazienza lo scoiattolo \u00abperch\u00e9 se un genitore vede il proprio figlio in difficolt\u00e0 si identifica con lui e vuole sostenerlo. Allora \u00e8 facile che si ricordi lui stesso delle difficolt\u00e0 che ha incontrato da piccolo. E cos\u00ec si schiera con lui, in parte per sostenerlo come ogni buon genitore, e in parte, senza rendersene conto, per difendere la parte piccola e fragile che \u00e8 rimasta dentro di lui da quando era cucciolo e che si risveglia nel momento in cui vede suo figlio affrontare le stesse difficolt\u00e0 che anche lui ha incontrato sul suo cammino. E pu\u00f2 darsi che per proteggerlo cerchi di spostare in avanti le prove, per paura che non sia ancora in grado di superarle.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa siamo sicuri che sia possibile spostare le prove in avanti?\u00bb osserv\u00f2 uno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl problema\u00bb rispose un altro \u00abnon \u00e8 quello di spostare le prove della vita in avanti, ma di imparare a superarle al momento giusto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che per un genitore \u00e8 difficile rendersi conto quando \u00e8 il momento giusto.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa forse non tocca al genitore sapere se \u00e8 il momento giusto\u00bb, ribatt\u00e9 il vecchio scoiattolo \u00abforse \u00e8 il figlio che deve imparare a riconoscere se \u00e8 pronto o meno a superare una prova. Ma anche ammesso che i genitori di Gualtiero lo proteggano troppo e quindi non si accorgano che questo lo fa restare insicuro, ci deve essere anche qualche altra causa nel suo atteggiamento, perch\u00e9 le cose non sono mai cos\u00ec semplici. Per esempio, vi viene in mente qualcosa che sia recentemente cambiato in lui?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna cosa nuova potrebbe anche essere il suo cambiamento fisico\u00bb disse ancora il vecchio insegnante. \u00abIo ho notato che succede spesso ai cuccioli di avere delle crisi quando il loro corpo cambia e diventa adulto, mentre in realt\u00e0 sono ancora piccoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 come se loro non si riconoscessero ancora cos\u00ec cambiati. Anzi, a volte diventano persino goffi, non sanno pi\u00f9 mettere insieme i movimenti delle zampe e sembrano anche scoordinati!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto non succede a Gualtiero, perch\u00e9 lui \u00e8 ben coordinato, altrimenti non riuscirebbe cos\u00ec bene nei giochi che gli piacciono, per\u00f2 \u00e8 vero che non sembra essere a suo agio con un corpo cos\u00ec cresciuto.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora un altro problema\u00bb osserv\u00f2 pensieroso lo scoiattolo \u00abpu\u00f2 essere che in questo momento il corpo di Gualtiero sia pi\u00f9 avanti della sua mente nel cammino della crescita, per cui bisogna aiutarlo a metterli insieme.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGi\u00e0, ma come?\u00bb ribatt\u00e9 dubbioso il pessimista a tutti i costi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe lui non ha ancora conquistato la sicurezza nel suo nuovo corpo, sar\u00e0 probabilmente incerto anche nei confronti delle cose nuove che deve imparare, perch\u00e9 il nostro corpo \u00e8 la prima sicurezza che abbiamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi si tratta di cominciare a essere sicuri del proprio corpo e per fare questo Gualtiero deve avere il tempo di abituarcisi, finch\u00e9 gli diventi familiare come la era prima.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto potrebbe essere vero, perch\u00e9 non \u00e8 mai sicuro di niente. Anche quando risponde alle domande a scuola, prova prima con una risposta, poi con un&#8217;altra, poi con un&#8217;altra ancora, senza rifletterci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 come se non riuscisse a tener dentro le cose, le butta fuori tutte insieme come se fossero cattive.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE quali sono le cose buone che si possono tenere dentro?\u00bb \u00abBeh, questo lo dovrete scoprire voi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno di noi ha delle cose buone da tenersi dentro che gli fanno compagnia nella vita.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSapete che cosa possiamo fare?\u00bb disse allora il pi\u00f9 anziano tra i vecchi saggi che, essendo ormai il pi\u00f9 vecchio di tutti, era anche quello pi\u00f9 vicino ai cuccioli nel guardare le cose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPotremmo fare un&#8217;inchiesta fra tutti gli animali del bosco per scoprire le cose buone che accompagnano ciascuno di noi nel nostro cammino. Cos\u00ec forse potremo aiutare Gualtiero a riconoscere e a tenere dentro anche le sue cose buone che gli facciano compagnia.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che ai margini della Scuola dello Spiazzo venne depositato un enorme cesto e fuori furono lasciate pile e pile di foglie secche su cui scrivere e una piccola montagna di pezzetti di carbone da usare. E un grande cartello diceva: \u00abMettete qui una foglia scritta con una cosa buona che vi fa compagnia dentro\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli animali del bosco passavano di l\u00ec, ognuno di loro si fermava a scrivere, tanto che dopo qualche giorno furono necessari altri due cesti e altre foglie e altro carbone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E dopo una settimana i saggi della Scuola svuotarono i tre cesti e dovettero lavorare per sette giorni per mettere in ordine tutte le risposte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi prepararono sette grandi cartelli e vi scrissero sopra quelle che li avevano colpiti di pi\u00f9 e li appesero ognuno a una quercia. Ce n&#8217;erano proprio di tutti i tipi, come ad esempio:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl tepore della mia tana\u00bb \u00abIl sole che sorge\u00bb \u00abLa pioggia che fa crescere l&#8217;erba\u00bb \u00abLe risate che faccio con i miei amici\u00bb \u00abI salti sull&#8217;erba\u00bb \u00abLe storie che mi raccontava mio nonno\u00bb \u00abIl giorno che ho visto nascere un cucciolo\u00bb \u00abIl giorno che ho imparato a saltare\u00bb \u00abQuando ho fatto la pace con i miei fratelli\u00bb \u00abLe cure della mia mamma e del mio pap\u00e0 quand&#8217;ero piccolo\u00bb \u00abQuando ho imparato a leggere le storie del mare\u00bb \u00abIl primo viaggio che ho fatto da solo\u00bb \u00abLo stare al sole su una pietra calda\u00bb \u00abQuando sono guarito da una brutta malattia\u00bb \u00abQuando ho imparato a camminare\u00bb \u00abQuando ho imparato a parlare\u00bb \u00abQuando ho imparato a scrivere i pensieri che ho nella mente\u00bb \u00abIl piacere di voler bene a qualcuno\u00bb \u00abIl piacere che gli altri ci vogliano bene\u00bb \u00abIl piacere di avere un nuovo giorno davanti a me\u00bb \u00abIl profumo del vento\u00bb \u00abLo scorrere del fiume\u00bb \u00abLa neve che cade sul bosco\u00bb \u00abIl vedere le stelle che si muovono nel cielo di notte\u00bb \u00abIl ritrovare le stesse stelle la notte seguente\u00bb \u00abI disegni delle nuvole nel cielo\u00bb \u00abLa prima volta che ho mangiato da sola\u00bb \u00abIl primo cucciolo che mi ha fatto battere il cuore\u00bb \u00abIl primo tuffo nel fiume\u00bb \u00abIl tepore del latte che bevevo\u00bb \u00abLa mia prima festa\u00bb \u00abIl primo gioco in compagnia\u00bb \u00abIl piacere di stare con gli altri\u00bb \u00abTutte le cose che so fare\u00bb \u00abLe storie del bosco\u00bb \u00abI giochi dello Spiazzo\u00bb \u00abLe parole di Gufo Millenario\u00bb e, in fondo al settimo cartellone, c&#8217;era anche quello che aveva scritto Gualtiero, ed erano tre cose:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab1 &#8211; Il giorno che ho superato la paura di crescere;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab2 &#8211; Le persone che mi vogliono bene e quelle a cui voglio bene;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<a id=\"2\"><\/a>3 &#8211; Il piacere di essere vivo, di camminare, di pensare, di vedere, di sentire e di respirare il profumo del vento\u00bb [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che gli insegnanti del cucciolo decisero che non era pi\u00f9 il caso di preoccuparsi per lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se il problema era quello di tenere dentro delle cose buone, anche Gualtiero aveva ormai trovato le sue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E queste cose, sicuramente, prima o poi, avrebbero germogliato come fanno da sempre i semi dell&#8217;erba, che spunta puntuale ogni primavera anche sui terreni pi\u00f9 difficili, fra le rocce e persino fra le tegole dei tetti sulle case degli uomini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p9b\"><\/a>Qualche riflessione sulla favola: La difficolt\u00e0 a imparare in adolescenza&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>\u201cIo credo che il problema non siano gli esami e la scuola. Il fatto \u00e8 che io&#8230; \u00e8 come&#8230; come se non avessi voglia di crescere!\u201d un adolescente di 16 anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il tema di questa favola riprende quello della prima in una situazione per\u00f2 diversa, cio\u00e8 nell&#8217;adolescenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Credo sia esperienza comune alla maggior parte degli insegnanti che lavorano con adolescenti quella di ritrovarsi spesso in classe alcuni ragazzi che sembrano sempre assenti e che rifiutano di usare la testa per ragionare, tanto che a volte questo li fa sembrare persino poco dotati sul piano intellettuale, cosa che spesso non \u00e8 affatto vera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per un insegnante si tratta in genere di casi difficili perch\u00e9 non ha n\u00e9 gli strumenti per interrogarsi correttamente su queste manifestazioni, n\u00e9, spesso, quelli per intervenire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aiuto che per\u00f2 si pu\u00f2 dare in questi casi \u00e8 quello di rendersi conto che sotto l&#8217;aria assente, \u201cmenefreghista\u201d o imbambolata sta una reale e misconosciuta sofferenza psicologica, per cui rinforzare i meccanismi svalutativi che il ragazzo mette gi\u00e0 in atto per conto proprio sarebbe un intervento di tipo distruttivo sul piano della personalit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo non significa abdicare al ruolo di insegnanti; si pu\u00f2 essere anche molto duri ed esigenti ma rispettare profondamente un ragazzo, cos\u00ec come si pu\u00f2 essere permissivi e antiautoritari senza rispettarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che il rispetto dell&#8217;altro sia il cardine fondamentale intorno a cui deve ruotare tutta la relazione insegnante-studente in qualsiasi momento, ma le due et\u00e0 che ne hanno bisogno in modo particolare sono l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, cio\u00e8 tutta l&#8217;et\u00e0 evolutiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa infatti la fase della vita in cui facciamo lo sforzo di trovare noi stessi come individui che hanno il diritto di esistere in quanto separati e autonomi, e che come tali hanno bisogno di sentirsi riconosciuti e rispettati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se un insegnante non ha molti strumenti per intervenire a sbloccare questo meccanismo, ne ha per\u00f2 moltissimi sul piano relazionale per evitare di rinforzarlo intervenendo in modo svalutativo e distruttivo nei confronti di una personalit\u00e0 in evoluzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che il ruolo dell&#8217;insegnante oggi sia particolarmente importante perch\u00e9 spesso la famiglia delega alla scuola molti interventi di tipo educativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna avere un particolare equilibrio personale e un grande amore per i giovani per evitare che la dimensione svalutativa che spesso circonda oggi questa professione non venga involontariamente introdotta nel rapporto insegnante-studente, e tuttavia sono moltissime le persone che ci riescono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 pur vero che ci sono dei casi in cui si innesca invece un gioco tra bambino o adolescente in crisi e adulto disturbato, e questo \u00e8 un problema aperto perch\u00e9 si tratta di una relazione che pu\u00f2 essere molto dannosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nella mia ormai lunga esperienza professionale, devo dire che una grande parte degli insegnanti che ho conosciuto fa un lavoro difficile, duro, poco riconosciuto socialmente ed economicamente, ma di enorme valore e utilit\u00e0 collettiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se solo pensassimo che tutte le generazioni che tramanderanno la nostra specie nel nostro mondo occidentale passano dalla scuola, ci potremmo rendere conto di quanto essa sia importante, non tanto come contenuti quanto come spazio di esperienze relazionali e cognitive. a scuola che si impara a stare con gli altri e ad appartenere al gruppo allargato ed \u00e8 qui che si riceve la conferma di valore o di non-valore come individui prima ancora dell&#8217;acquisizione dei contenuti scolastici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella difficolt\u00e0 a imparare di questa favola c&#8217;\u00e8 la situazione depressiva che tanti ragazzi attraversano nel passaggio dall&#8217;infanzia all&#8217;et\u00e0 adulta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La difficolt\u00e0 o l&#8217;impossibilit\u00e0 di concentrazione ne sono il sintomo maggiore, spesso espresso dall&#8217;aria perennemente assente del ragazzo che evidentemente sta utilizzando tutta la sua energia psichica per altre funzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La quantit\u00e0 di energia che ognuno di noi ha infatti a disposizione dentro di s\u00e9 non \u00e8 inesauribile e noi la suddividiamo senza accorgercene in una parte destinata alle nostre molteplici attivit\u00e0 quotidiane mentre un&#8217;altra \u00e8 destinata a garantire il nostro buon funzionamento mentale attraverso il controllo delle nostre ansie a livello profondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel momento in cui, per un qualsiasi motivo, queste ultime aumentano, \u00e8 come se la parte loro destinata si comportasse come una grossa spugna che assorbe anche l&#8217;energia destinata alle altre attivit\u00e0, che se ne troveranno cos\u00ec prive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esempio migliore pu\u00f2 forse venire dai periodi depressivi o dalle crisi durante le quali non solo non ci si sente l&#8217;energia per fare le solite cose della routine quotidiana, ma a volte nemmeno quella di alzarci dal letto la mattina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, la mancanza di concentrazione e l&#8217;aria assente cos\u00ec spesso presenti nell&#8217;adolescente vogliono frequentemente dire che quel ragazzo sta utilizzando le sue energie a livello profondo per tutte le tempeste emotive che questo cambiamento gli scatena, per cui gliene restano ben poche per imparare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dice Kreisler a questo proposito:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"3\"><\/a>\u201c&#8230; Una tale atonia depressiva pu\u00f2 essere osservata a tutte le et\u00e0, dal lattante all&#8217;adolescente. [&#8230;] La sua espressione \u00e8 tutta negativa: inibizione, inerzia, indifferenza senza angoscia, senza disperazione, n\u00e9 tristezza. [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiunge Senise:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL&#8217;evoluzione dell&#8217;adolescente verso la maturit\u00e0 \u00e8 caratterizzata da processi mentali, tra loro correlati, di individuazione del S\u00e9 e di separazione. [&#8230;]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I processi di individuazione (da intendersi quale riflessione che ognuno di noi fa su se stesso per riconoscersi e capirsi) vengono messi a dura prova. [&#8230;]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"4\"><\/a>Tra le manifestazioni pi\u00f9 o meno collegate ad attivit\u00e0 difensive contro l&#8217;uso dei processi di individuazione, indicherei tutte quelle in cui l&#8217;adolescente ci si presenta come dimentico di s\u00e9, o come annullato in rapporti con uno o pi\u00f9 oggetti i cui confini non sono pi\u00f9 avvertiti come distinti dai confini dell&#8217;immagine del s\u00e9: stati di ebetudine o di stupidit\u00e0, stati sognanti, di stupore attonito, di distacco e di inerzia, di assenza e indifferenza; immergersi nella musica, perdersi in un libro, identificarsi fusionalmente e passivamente con un gruppo, un amico, un personaggio reale o immaginario; vagabondare trasognato senza meta, \u201cstravolgersi\u201d con l&#8217;alcool o con la droga.\u201d [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se c&#8217;\u00e8 un&#8217;et\u00e0 di profondi e radicali cambiamenti che rivoluzionano la vita, infatti, questa \u00e8 proprio l&#8217;adolescenza: il ragazzo sperimenta la perdita della sua continuit\u00e0 psichica su tutti i piani, perch\u00e9 si ritrova addirittura con un corpo, che \u00e8 la sua maggiore certezza, cos\u00ec cambiato da far fatica a riconoscerlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso poi abbia, come sua storia personale e familiare, una particolare difficolt\u00e0 ad accettare i cambiamenti e l&#8217;incertezza del nuovo, questo diventa il periodo di maggior crisi perch\u00e9 i cambiamenti toccano tutto il suo mondo, a partire da quello fisico: cuore (raddoppia in peso e dimensioni), polmoni, maturazione sessuale, peso, relazione con se stesso e gli altri, eccetera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"5\"><\/a>Il senso di solitudine, di autosvalutazione, di non normalit\u00e0, la voglia di restare bambino, il senso di colpa per le pulsioni sessuali, la lotta contro la paura di perdita dell&#8217;autocontrollo, la sensazione dell&#8217;aver trasgredito sono tutte manifestazioni che la letteratura sull&#8217;adolescenza conosce bene. [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto frequenti sono le paure che riguardano il proprio corpo, la sensazione di essere brutti o che lo sia soprattutto una certa parte del corpo, quasi fosse deforme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Noi adulti spesso sorridiamo delle \u00abfisime\u00bb degli adolescenti che si lamentano della loro immagine, ma loro no. Possono anche essere bellissimi ai nostri occhi, ma loro si troveranno facilmente almeno una parte che riterranno inaccettabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tempesta di cambiamenti adolescenziali non \u00e8 a senso unico, come \u00e8 gi\u00e0 stato accennato nella favola del salmoncino, perch\u00e9, a sua volta, anche il genitore dovr\u00e0 affrontare tutta una serie di cambiamenti: il passaggio da un ruolo a un altro (da chi protegge a chi \u00e8 pari), il confrontarsi con atteggiamenti svalutanti o oppositivi esasperati (sono questi quelli che il ragazzo usa per differenziarsi) il rendersi conto di iniziare a vivere una differente et\u00e0 nella propria vita, con lo scorrere del tempo e i problemi che questo comporta&#8230;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo quindi un periodo di grande fatica non solo per i ragazzi che crescono, ma anche per gli adulti che se ne occupano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tanto pi\u00f9 importante allora che i genitori non si lascino coinvolgere eccessivamente dall&#8217;andamento scolastico del proprio figlio perch\u00e9 questo pu\u00f2 peggiorare la situazione, ritorcendosi contro di loro e il ragazzo per l&#8217;alta dose d&#8217;ansia che metter\u00e0 in gioco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dice Ginott a questo proposito:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMolti figli capaci non fanno i compiti oppure vanno male a scuola come una ribellione inconscia verso l&#8217;ambizione dei genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per crescere e maturare ogni bambino deve acquistare un senso di individualit\u00e0 e separatezza da suo padre e sua madre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando i genitori sono troppo coinvolti emotivamente nel rendimento scolastico del figlio, quest&#8217;ultimo sperimenta una interferenza nella sua autonomia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se i compiti e i voti diventano diamanti nella corona dei genitori, il figlio pu\u00f2 inconsciamente preferire portare a casa una corona di rovi che almeno \u00e8 la sua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Col non ottenere lo scopo dei genitori il giovane ribelle acquista un senso di indipendenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec il bisogno di essere un individuo autonomo pu\u00f2 spingere un figlio al fallimento nonostante le pressioni e le punizioni dei genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come ha detto un bambino: \u00abPossono portarmi via la T.V. e la mancia, ma non mi possono portare via i miei brutti voti!\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 evidente che la resistenza allo studio non \u00e8 un problema semplice che pu\u00f2 essere risolto col diventare severi o permissivi con i figli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un aumento di severit\u00e0 pu\u00f2 aumentare la resistenza di un figlio mentre un atteggiamento permissivo pu\u00f2 trasferirgli l&#8217;accettazione della immaturit\u00e0 e irresponsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione non \u00e8 n\u00e9 facile n\u00e9 veloce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni bambini possono aver bisogno di una psicoterapia per risolvere la loro lotta con i genitori e per trovare soddisfazione nel riuscire, invece che nel fallire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Altri possono essere seguiti da una persona con una formazione psicologica:&nbsp;<em>\u00e8 importante che non sia il genitore a seguire il figlio&#8230;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"6\"><\/a>Quando il figlio si sente autorizzato a sperimentarsi come un individuo con bisogni e obiettivi propri, comincia ad assumersi la responsabilit\u00e0 della sua stessa vita e delle sue prove.\u201d [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuali sono le conquiste che state facendo in questo periodo della vita?\u00bb \u00e8 stato chiesto una volta in una classe di quindicenni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa formazione della personalit\u00e0, il poter discutere con gli altri, l&#8217;apertura a tutte le vedute, il dipendere da noi stessi, la maggior fiducia che genitori e insegnanti ci danno, la sicurezza che non viene pi\u00f9 solo da fuori, ma comincia a venire anche da dentro, la possibilit\u00e0 maggiore di poter esporre le nostre idee e di essere ascoltati, il cominciare a sentirci trattati pi\u00f9 da adulti che da bambini\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>(\u00abUn adulto che tratta un ragazzo come un bambino che non capisce le cose, gli ficca in testa che \u00e8 un bambino\u00bb ha detto un ragazzo) sono state le risposte pi\u00f9 frequenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE quali sono le difficolt\u00e0, secondo voi?\u00bb \u00e8 stato chiesto in seguito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl fatto che molti genitori tendono a proteggere i propri figli dal mondo esterno\u00bb ha osservato uno confermato da molti altri; \u00abmia madre ad esempio non voleva che andassi allo stadio perch\u00e9 aveva sempre paura che mi potesse succedere qualcosa. Io invece mi sono conquistato il diritto di andarci; se non ci danno la possibilit\u00e0 di affrontare un problema, come facciamo a imparare a superarlo?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab \u00c8 vero\u00bb ha ribattuto un altro, \u00aba volte i genitori rimandano a dopo, ma allora pu\u00f2 essere troppo tardi. Certe esperienze vanno fatte a una certa et\u00e0, non pi\u00f9 tardi.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer\u00f2 deve essere difficile per i genitori;\u00bb \u00e8 intervenuto un terzo \u00abanche loro capiscono che passa il tempo e inconsciamente forse fanno le cose un po&#8217;per proteggere il figlio e un po&#8217;come per non far passare il tempo, per prorogare la loro crescita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 come se volessero togliere tutti gli ostacoli che ci si parano davanti per agevolarci il cammino!\u00bb (onnipotenza giovanile: pap\u00e0 e mamma non possono certo togliere di mezzo tutti gli ostacoli della vita&#8230;).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI genitori a volte fanno fatica a capire quando il figlio \u00e8 pronto a compiere un passo avanti nella propria vita!\u00bb ha osservato un altro ancora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abInvece, secondo me, \u00e8 un bene che i genitori a volte non capiscano quando il figlio \u00e8 pronto a fare un passo avanti. Siamo noi che dobbiamo capirlo, non \u00e8 che ci possa essere sempre la manina santa dal genitore!\u00bb \u00e8 stata un&#8217;altra risposta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE voi, come fate a capire quando siete pronti?\u00bb \u00e8 intervenuta allora l&#8217;insegnante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa Prof, \u00e8 \u201cquesta\u201d l&#8217;adolescenza! Se gi\u00e0 lo sapessimo, non saremmo pi\u00f9 adolescenti!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa tempesta, la funzione che gli adulti esterni alla famiglia, gli insegnanti per primi, hanno di confermare o disconfermare un ragazzo, \u00e8 enorme e maggiore di quella dei genitori da cui lui sta facendo la fatica di staccarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni insegnante che lavora con adolescenti dovrebbe tenerlo presente, prima di fare un intervento distruttivo nei confronti della loro personalit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo non significa rinunciare a valutare; si pu\u00f2 anche bocciare uno studente senza distruggerlo, svalutandolo globalmente come persona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che gli deve essere reso chiaro \u00e8 che \u201c\u00e8 in quella competenza specifica\u201d richiesta dalla scuola che \u00e8 carente, non che lui \u00e8 una persona che non vale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che per chiunque, anche per noi adulti, ma per bambini e adolescenti in particolare, sia molto pi\u00f9 accettabile ricevere il messaggio: \u00abQuesto che tu fai \u00e8 sbagliato, non va bene, eccetera\u00bb, piuttosto che quello globale: \u00abTu non vai bene, sei uno che fa le cose sbagliate, eccetera\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Val la pena di ricordare ci\u00f2 che dice la Dolto su questo tema:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEgli (l&#8217;adolescente) \u00e8 anche molto vulnerabile ai commenti spregiativi di quegli adulti che svolgono attivit\u00e0 didattiche per i giovani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Durante questo mutamento egli rivive la fragilit\u00e0 del bambino appena nato, \u00e8 estremamente sensibile agli sguardi che riceve e ai discorsi che lo riguardano. [&#8230;] Il ragazzo non \u00e8 in grado di fare distinzioni, si sente criticato, pensa che quelle critiche siano vere e ci\u00f2 pu\u00f2 compromettere, per tutta la vita, il suo rapporto con la societ\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"7\"><\/a>Il ruolo delle persone che non appartengono alla famiglia e che conoscono un adolescente, che hanno a che fare con lui a scuola o nella vita sociale, per qualche mese \u00e8 molto importante.\u201d&nbsp; [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p10\"><\/a>10. Non c&#8217;\u00e8 una sola nascita&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>La nascita psicologica di un bambino non coincide con la sua nascita biologica ed \u00e8 una cosa molto pi\u00f9 complicata e difficile da definirsi e da spiegare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qualcosa che avviene poco a poco, agli inizi fra due e poi tra tre persone: il bambino, la mamma e il pap\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le risposte che il bambino ottiene giorno dopo giorno dall&#8217;ambiente che lo circonda quelle che si depositeranno dentro di lui e lo aiuteranno a trovare delle risposte alla domanda: \u00abChi sono io?\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il sorriso che la mamma gli fa quando lo guarda che gli insegner\u00e0 a rispondere col sorriso, le parole che gli dir\u00e0 quelle che gli insegneranno a usare la parola e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 la nascita psicologica del bambino avviene prima nello spazio mentale della mamma e poi nel suo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come imparer\u00e0 proprio la lingua che sente parlare intorno a lui e non un&#8217;altra, nello stesso modo il bambino imparer\u00e0 probabilmente a funzionare mentalmente dall&#8217;esempio di funzionamento mentale che gli viene offerto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da una famiglia in cui non si parla di certi argomenti un bambino facilmente imparer\u00e0 che di quegli argomenti non si parla, in una in cui non si ascolta imparer\u00e0 a non ascoltare, in una in cui si negano le evidenze imparer\u00e0 a negarle e cos\u00ec di seguito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il modo di affrontare la separazione si impara in una relazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se la relazione \u00e8 di tipo simbiotico il bambino apprender\u00e0 un modello simbiotico, pur con modalit\u00e0 e differenze individuali per ogni singolo bambino, anche all&#8217;interno della stessa famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante lavorare sulla relazione fra il bambino e l&#8217;ambiente che lo circonda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio in questa relazione che avviene la sua nascita psicologica, che naturalmente utilizzer\u00e0 tutto il patrimonio genetico e individuale di ogni singolo bambino, facendone un individuo unico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La favola che segue ora vuole essere un esempio del percorso che i genitori possono fare per aiutare un bambino in un momento di difficolt\u00e0 evolutiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p10a\"><\/a>Favola numero 10&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;uovo di ferro e il martello d&#8217;oro&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c&#8230;Lo prendo per mano il mio vecchio padre e ci mettiamo a correre.\u201d C. Viviani, \u201cPreghiera del nome\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel Bosco delle Sette Querce, per quanto strano possa sembrare, c&#8217;erano le famiglie dei pulcini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unica differenza con quelli domestici allevati dagli uomini laggi\u00f9, lontano, oltre il confine del bosco, consisteva nel fatto che anche loro, come tutti gli altri animali di quel mondo, erano selvatici e senza padroni, come succedeva, sembrava, agli animali che stavano con gli uomini e le loro famiglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si sapeva intatti che una volta un merlo avventuroso era arrivato fino al paese degli uomini e l\u00e0 aveva scoperto, con sua grande meraviglia, che di solito gli animali avevano sempre un padrone, con l&#8217;unica eccezione di quelli indesiderati, come ad esempio i topi e gli scarafaggi che per convivere con gli uomini dovevano sempre nascondersi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E non vi sto a dire quanto tempo ci mise il merlo a spiegare agli abitanti del bosco che cosa \u00e8 un padrone, anche perch\u00e9 lui stesso aveva fatto molta fatica a capirlo e non era poi tanto sicuro d&#8217;aver capito proprio bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, per tornare alla nostra storia, una primavera imprecisata, come per tutte le primavere del bosco, successe anche l\u00ec una cosa un po&#8217;strana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella covata di mamma Chioccia, come al solito, tutte le uova si preparavano a schiudersi e c&#8217;era un gran trambusto nella famiglia, finch\u00e9 poco a poco si cominciarono a vedere prima un becco, poi un altro, poi un altro ancora che uscivano dal guscio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco che ben presto la paglia si ricopr\u00ec tutta di batuffoli gialli e bianchi che ruzzolavano qua e l\u00e0, e mamma Chioccia aveva il suo bel daffare a rincorrere tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente riusc\u00ec a riportare un po&#8217;d&#8217;ordine, si mise pazientemente a contare i pulcini e fu cos\u00ec che si accorse che ne mancava uno. Agli inizi pens\u00f2 di essersi sbagliata e si mise a contare di nuovo con maggior cura, ma quando ebbe finito si rese davvero conto, stupita, che ce n&#8217;era proprio uno in meno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cominci\u00f2 a cercare attentamente in giro per vedere che cosa fosse capitato ed ecco che, sotto un cumulo di paglia immobile, scopr\u00ec l&#8217;uovo mancante, tutto intero come prima della covata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era proprio il pi\u00f9 bello di tutti, quello da cui sarebbe dovuto nascere uno splendido pulcino, e mamma Chioccia si mise ancora a covarlo pensando che avesse bisogno di un altro po&#8217;di calore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, pi\u00f9 i giorni passavano e meno l&#8217;uovo accennava a dischiudersi. \u201cChiss\u00e0 che cosa \u00e8 successo!\u201d pensava preoccupata mamma Chioccia. Si consult\u00f2 con il pap\u00e0 e decisero insieme di portare l&#8217;uovo dal vecchio Sapiens, che, fra le tante cose, conosceva anche il linguaggio per parlare con le uova del bosco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco che la mattina seguente caricarono l&#8217;uovo e la paglia in un cestino di rami e, con il loro prezioso fardello, giunsero all&#8217;abitazione del vecchio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche stavolta lui era in meditazione nella radura per salutare il sole nascente e per scrivere sul suo librone e nessuno osava disturbarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente ebbe finito, torn\u00f2 lentamente verso casa e incontr\u00f2 pap\u00e0 Gallo e mamma Chioccia che gli raccontarono la storia dell&#8217;uovo un po&#8217;originale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi vede che questo \u00e8 proprio un pulcino speciale!\u00bb disse il vecchio e and\u00f2 a prendere un piccolo sasso che aveva raccolto tante stagioni prima sul letto del fiume durante l&#8217;estate, quando l&#8217;acqua si riposava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvicin\u00f2 con cura all&#8217;uovo e col sasso gli diede alcuni colpetti ritmici e leggeri, come se volesse dire qualcosa. Pap\u00e0 e mamma guardavano incuriositi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un po&#8217;, da dentro l&#8217;uovo, si sentirono alcuni colpi di risposta, anche loro ritmici e leggeri, ma un po&#8217;deboli. Il vecchio aspett\u00f2 un attimo e poi riprese a battere sull&#8217;uovo, e questa volta la frase doveva essere molto lunga, perch\u00e9 i colpi furono tanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si sent\u00ec di nuovo il silenzio, e poi da dentro all&#8217;uovo arriv\u00f2 una lunga serie di piccoli colpi, leggeri, ma un po&#8217;meno deboli. E cos\u00ec la conversazione tra Sapiens e il pulcino and\u00f2 avanti per un po&#8217;, finch\u00e9 ci fu un silenzio pi\u00f9 lungo degli altri e il vecchio si mise a meditare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDunque,\u00bb disse infine a pap\u00e0 e mamma che aspettavano in ansia \u00ablui dice che sta benissimo, che \u00e8 proprio sano e che gli piacerebbe tanto uscire dal guscio, ma non pu\u00f2.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb chiesero stupefatti pap\u00e0 e mamma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 questo uovo, cos\u00ec bello fuori, dentro \u00e8 di ferro e lui non riesce a spaccarlo per uscire. Anzi, ci ha gi\u00e0 provato tante volte, ma si \u00e8 anche spuntato il becco perch\u00e9 il ferro \u00e8 troppo duro per un pulcino che sta per nascere.\u00bb \u00abMa come si pu\u00f2 fare ad aiutarlo? Neanche noi siamo capaci di rompere un uovo di ferro!\u00bb dissero i due, tristi e sconsolati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn rimedio c&#8217;\u00e8,\u00bb soggiunse allora il vecchio \u00abme l&#8217;ha detto proprio lui, da dentro l&#8217;uovo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dice che ha sognato che nel bosco c&#8217;\u00e8 un suo amico che si chiama Maurizio, che \u00e8 un pulcino grande che ha scoperto sotto terra un martello d&#8217;oro. Quella \u00e8 l&#8217;unica cosa che pu\u00f2 spaccare uovo di ferro, e allora bisogna proprio che voi lo cerchiate. Nel frattempo lasciate qui a me l&#8217;uovo e io avr\u00f2 cura di lui.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che pap\u00e0 Gallo e mamma Chioccia cominciarono ad andare in giro per il bosco alla ricerca del pulcino Maurizio, ma per quanto lo cercassero, sembrava proprio che nessuno lo conoscesse. Eppure il vecchio era stato molto preciso nel parlare e sicuramente non sbagliava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPu\u00f2 darsi che abbia sbagliato il pulcino dentro all&#8217;uovo,\u00bb disse mestamente il pap\u00e0 \u00abd&#8217;altra parte \u00e8 solo in sogno che ha visto Maurizio e il martello d&#8217;oro.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa se lui l&#8217;ha sognato, Maurizio deve proprio esistere, altrimenti non sarebbe neanche comparso nei suoi sogni!\u00bb rispose convinta mamma Chioccia continuando la ricerca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, di cespuglio in cespuglio e di spiazzo in spiazzo, pap\u00e0 e mamma arrivarono all&#8217;altro angolo del bosco, quello verso Nord. E l\u00ec, mentre si riposavano sotto un albero, sentirono una splendida musica che arrivava da dietro una roccia. Sembravano tanti rintocchi, come se qualcuno li suonasse facendo vibrare un metallo prezioso che trasmetteva le note trasportandole sul vento. Fecero allora il giro della roccia, ma non scoprirono proprio niente; anzi, la musica cess\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrava che non ci fosse nessuno da quelle parti. Si sedettero nuovamente, un poco rattristati, quando all&#8217;improvviso la musica ricominci\u00f2. Era proprio il tintinnio di un metallo prezioso, una cosa molto rara e difficile da sentirsi, ma da dove provenisse era impossibile scoprirlo. Sembrava nascere e morire nell&#8217;aria senza l&#8217;aiuto di nessuno, cos\u00ec, da solo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>. Pap\u00e0 e mamma erano sempre pi\u00f9 perplessi e non sapevano che cosa fare, ma mamma Chioccia ebbe lo strano presentimento che quella musica li avrebbe aiutati a trovare Maurizio e decise di continuare ad ascoltarla. Passarono ben tre giorni e tre notti sotto la roccia ad ascoltare la musica e si accorsero che c&#8217;erano sempre tre note uguali che venivano ripetute in ogni canzone e che erano il motivo conduttore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, dopo tre giorni, la musica cess\u00f2, mamma Chioccia and\u00f2 proprio sotto alla roccia e si mise a cantare lo stesso ritornello della canzone con le tre note uguali, poi aspett\u00f2. Dopo un po&#8217;di tempo le rispose la musica con il ritornello e alla fine nella roccia si spalanc\u00f2 una caverna che prima era chiusa da un masso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La musica proveniva proprio da l\u00ec. Pap\u00e0 e mamma entrarono un po&#8217;intimiditi e l\u00e0, finalmente, posato su una roccia di cristalli che sembrava uno strumento musicale, ecco il martello d&#8217;oro che loro cercavano. Accanto c&#8217;era un pulcino grande che rideva divertito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCe ne avete messo del tempo per trovarmi!\u00bb disse infine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTu sei Maurizio?\u00bb gli chiese intimidita e trepidante mamma Chioccia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto, non lo sapevi? Per tre giorni ho dovuto suonare la musica col martello d&#8217;oro, prima che voi imparaste il segreto per entrare nella caverna!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa allora tu sai anche perch\u00e9 noi siamo qui?\u00bb gli chiese il pap\u00e0 stupito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSicuramente, me l&#8217;aveva detto in sogno il pulcino dell&#8217;uovo di ferro che \u00e8 mio amico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora portatemi da lui, perch\u00e9 \u00e8 stanco di stare dentro al guscio e solo il mio martello lo pu\u00f2 aiutare.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che pap\u00e0 Gallo, mamma Chioccia e Maurizio dal martello d&#8217;oro attraversarono tutto il bosco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vollero parecchi giorni prima di arrivare a casa del vecchio Sapiens dove li aspettava il pulcino dentro all&#8217;uovo di ferro. Quando finalmente furono arrivati, misero tutti insieme l&#8217;uovo al centro dello spiazzo, in mezzo a tanta paglia, e Maurizio cominci\u00f2 a cantare la canzone del martello d&#8217;oro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto lo seguirono tutti: mamma Chioccia, pap\u00e0 Gallo, Sapiens e il loro canto richiam\u00f2 verso lo spiazzo gli animali vicini e tutti lo impararono e si unirono agli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto il sole saliva, saliva in alto nel cielo e quando fu proprio sopra lo spiazzo lanci\u00f2 un raggio proprio sopra il martello d&#8217;oro e tutti seppero che era arrivato il momento tanto atteso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il canto si ferm\u00f2, Maurizio impugn\u00f2 il suo martello illuminato dal sole e, con un colpo secco, ruppe il guscio di ferro in due parti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente sbuc\u00f2 fuori un bellissimo pulcino che cominci\u00f2 a ruzzolare e a fare le capriole in mezzo alla paglia. Poi si ferm\u00f2 e disse, respirando a pieni polmoni: \u00abCome sono contento di essere uscito dal guscio di ferro! E com&#8217;\u00e8 buona l&#8217;aria che entra ed esce dentro di me! Ma che cosa \u00e8 quel disco grande che sta lass\u00f9 e che illumina il martello d&#8217;oro? E che cosa sono tutte queste cose nuove e questi animali e questo posto? Io non pensavo che il bosco fosse cos\u00ec pieno! \u00c8 proprio molto pi\u00f9 divertente e popolato dell&#8217;interno del mio guscio!\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli abitanti del bosco guardavano incuriositi e commossi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si ripeteva ancora una volta la scena in cui un piccolo cominciava a scoprire il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E anche stavolta, come sempre, a ognuno di loro sembrava che il bosco diventasse pi\u00f9 bello e pi\u00f9 ricco perch\u00e9 anche loro riscoprivano attraverso di lui l&#8217;incanto con cui si vedono le cose la prima volta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu cos\u00ec che il pulcino Federico abbandon\u00f2 il suo guscio di ferro e and\u00f2 in giro a scoprire il mondo col suo amico Maurizio dal martello d&#8217;oro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E fu pure cos\u00ec che nel bosco tutti impararono che ogni volta che un uovo non si schiudeva era possibile che dentro ci fosse un pulcino che voleva uscire, ma che non poteva farlo perch\u00e9 il guscio era di ferro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E allora bisognava partire alla ricerca del martello d&#8217;oro e del suo canto perch\u00e9 anche questo nuovo pulcino potesse uscire e partire alla scoperta della vita del bosco, come era sempre avvenuto ogni anno, a primavera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p10b\"><\/a>Qualche riflessione sulla favola: La difficolt\u00e0 di nascere&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>\u201c\u00abMamma, la sai una cosa? Io volevo&nbsp;<em>proprio&nbsp;<\/em>nascere, perch\u00e9 volevo&nbsp;<em>proprio&nbsp;<\/em>una mamma come te!\u00bb \u00abAnche la mamma ti ha aspettato tanto, sai Cristina!\u00bb \u201cCristina, 4 anni, alla mamma,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema di questa favola mi \u00e8 stato suggerito dal disegno di un bambino asmatico la cui madre partecipava a un gruppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina il piccolo non aveva scuola e la madre l&#8217;aveva portato con s\u00e9; mentre aspettava aveva avuto a disposizione dei fogli e dei pennarelli per disegnare, cosa che lui amava moltissimo e che faceva con passione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, fra i vari disegni che ha fatto, uno ha colpito la mia attenzione in modo particolare. Era il disegno di un pulcino dentro al guscio, sulla parte sinistra del foglio, e di un bambino che si chiamava Maurizio e aveva in mano un martello, sulla parte destra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema era che il pulcino Federico voleva uscire dal guscio perch\u00e9 ormai aveva un anno ed era tempo di nascere, ma non ci riusciva perch\u00e9 il guscio era di ferro e lui si era persino spuntato il becco nel tentativo di romperlo a beccate. Ecco che per\u00f2 arrivava il suo amico Maurizio che aveva sei anni (uno in pi\u00f9 di lui a quell&#8217;epoca) e teneva in mano un martello d&#8217;oro con cui spaccava il guscio, cosicch\u00e9 il pulcino finalmente poteva nascere: \u00abPerch\u00e9, sai, l&#8217;oro \u00e8 pi\u00f9 forte del ferro\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ascoltare i bambini, come sempre, insegna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Federico e Maurizio erano le due parti che giocavano in quel momento dentro di lui: quella piccola che era ancora dentro a un guscio troppo resistente per potersi aprire, e quella grande che interveniva ad aiutarla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La parte rappresentata da Federico era il guscio di ferro che lo teneva prigioniero e che era probabilmente legato alla sua asma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un guscio che la mamma stessa doveva avere simbolicamente eretto intorno a questo bambino, nato dopo tre gravidanze andate male, per poterlo difendere e salvaguardare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa iperprotezione materna era anche quella che lo teneva prigioniero, continuando a farlo sentire piccolo e indifeso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Maurizio era invece la carica vitale del bambino, la forza stessa della vita che si manifestava in lui e che l&#8217;aiutava a trovare gli adattamenti e le difese davanti alle situazioni che l&#8217;angosciavano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl giorno in cui io sono stata operata\u00bb ha raccontato una volta la madre in gruppo \u00abmio figlio era dalla zia e ha dormito tutto il giorno sul divano, mentre lui non dorme mai al pomeriggio. Anch&#8217;io ho dormito per due giorni. E dire che lui ha una grande forza ed energia. Quando ha imparato a camminare, la prima volta si \u00e8 attaccato alla coda di un cane che aveva una gran pazienza con i bambini e ha fatto tre o quattro passi, poi si \u00e8 lasciato cadere sul sedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era un bambinone cos\u00ec grosso che io pensavo che non sarebbe riuscito a stare in piedi, invece no, lui \u00e8 partito da solo. Lo stesso \u00e8 successo quando ha imparato ad andare in bicicletta. La prima volta che gliel&#8217;ho data in mano \u00e8 partito con una velocit\u00e0 tale che io pensavo che sbattesse contro una piantona di rosmarino che abbiamo in giardino, e lui invece ha fatto benissimo l&#8217;angolo della casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io ho chiuso gli occhi e ho detto: \u201cOh, Dio, qui si ammazza!\u201d e ho gridato a mio marito di fermarlo. Ma lui era felice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra volta, verso l&#8217;anno e mezzo, ha preso un martello e si \u00e8 messo a picchiare tutti gli spinaci che crescevano nell&#8217;orto; si metteva il martello dietro la schiena per non farlo vedere a me, e camminava tutto sbieco per nasconderlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi mi passava davanti e mi diceva \u201cCiao!\u201d e andava di nascosto a picchiare gli spinaci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Li ha abbattuti tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ha sempre avuto una gran carica questo bambino, \u00e8 proprio diverso da me.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io ogni mattina ho bisogno di molto tempo per caricarmi ed \u00e8 lui che mi d\u00e0 un po&#8217;di energia perch\u00e9 devo continuare a richiamarlo: \u201cDai, fa&#8217;in fretta, eccetera. \u00c8 lui che mi d\u00e0 la carica ogni giorno\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vitalit\u00e0 che i bambini portano nelle loro case \u00e8 una delle cose che vengono maggiormente a mancare nel momento della lontananza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo sono contenta quando mia figlia sta via per due o tre giorni perch\u00e9 \u00e8 invitata da qualche parte\u00bb dice la madre di un&#8217;altra bambina \u00abma mi sento allo stesso tempo a disagio per il fatto di non averla l\u00ec. Mi ricordo che una volta mi rendevo conto che il problema era mio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era un malessere, una malinconia, un qualcosa che mancava, il vedere la stanza vuota, il non averla a tavola, il non sentire la sua voce, eccetera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da una parte godevo di molto pi\u00f9 tempo per me, dall&#8217;altra non riuscivo ad apprezzare questo agio che mi si offriva.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il senso di vuoto che si avverte quando mancano i bambini viene in genere sentito anche dalla madre dopo il parto che la fa separare fisicamente da un figlio che le ha fatto compagnia per nove mesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questo \u00e8 un periodo molto delicato nella vita di una donna, che ha bisogno di essere aiutata a elaborare questo vuoto, altrimenti pu\u00f2 essere il bambino stesso che tenta di farlo regredendo allo stadio prenatale con qualche sintomo (asma, eccetera).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dice Brazelton a questo proposito:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl desiderio di perfezione \u00e8 appagato dalla condizione della gravidanza e dalla nascita di un bambino. In certe donne predomina il desiderio di essere incinte.&nbsp;<a id=\"8\"><\/a>La gravidanza offre l&#8217;opportunit\u00e0 di essere piene, perfette, di sperimentare il corpo come potente, produttivo. La gravidanza si sostituisce alle sensazioni di vuoto e alle preoccupazioni riguardanti le imperfezioni del corpo.\u201d [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto al gioco delle parti, messo in evidenza dal disegno del bambino, esso \u00e8 costantemente presente anche in noi adulti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aiuto di Maurizio a Federico mi ricorda il sogno di una persona adulta in cui un gattino razionale ma freddo, quello che lei preferiva, aiutava un altro, affettivo ma un po&#8217;tonto, a salvarsi in una situazione difficile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I due gattini ricomparivano poi insieme, aiutandosi a vicenda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il gattino razionale ma freddo poteva essere un po&#8217;il simbolo del comportamento che questa persona aveva assunto come difesa, dopo essere stata una bambina molto affettuosa, ma, nelle sue stesse parole, \u00abun po&#8217;tonta\u00bb, completamente indifesa rispetto agli attacchi che inconsapevolmente le venivano dall&#8217;ambiente che la circondava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per poter crescere in tale situazione la bambina aveva dovuto sacrificare la sua parte pi\u00f9 affettiva relegandola in un cantuccio per farla soffrire di meno e sviluppando invece la parte pi\u00f9 razionale e fredda con cui riusciva, s\u00ec, a fronteggiare meglio le situazioni, ma a costo di non provare pi\u00f9 emozioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano simbolico la favola \u00e8 anche rappresentativa della ricerca che i genitori possono fare per aiutare un bambino in un momento di difficolt\u00e0, cosa che a lungo andare aiuta anche loro a stare meglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDa quando cerco di non mischiare pi\u00f9 le cose, e mi dico: \u201cNo, un momento, lui \u00e8 lui e io sono io\u201d, mi rendo conto che il rapporto con mio figlio \u00e8 diventato migliore\u00bb ha notato una volta una madre. \u00abIo mi sento anche scaricata dal senso di responsabilit\u00e0 che prima mi opprimeva, come se tutto quello che faceva o non faceva fosse responsabilit\u00e0 mia, e ho notato che lui \u00e8 pi\u00f9 tranquillo.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro uso particolare di questa favola che mi ha incuriosito e interessato molto \u00e8 stata la sua lettura ad alcune coppie che avevano un problema di sterilit\u00e0 o di infertilit\u00e0 e che desideravano un figlio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Riporto a questo proposito, tra gli esempi alla fine del libro, la storia di Cristina, la piccola della frase citata all&#8217;inizio.&nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p>__________&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn1\"><\/a>1. A. Freud, \u201cL&#8217;adolescenza come disturbo evolutivo\u201d (\u201cOpere\u201d), Bollati-Boringhieri, Torino 1978. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn2\"><\/a>2. Anche questo materiale, come quello per la storia sulle paure, proviene da una esperienza reale di laboratorio per ragazzi. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn3\"><\/a>3. L. Kreisler, \u201cClinica psicosomatica del bambino\u201d, Cortina, Milano 1986. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn4\"><\/a>4. Aliprandi-Pelanda-Senise, \u201cPsicoterapia breve di individuazione\u201d, Feltrinelli, Milano 1990. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn5\"><\/a>5. J. C. Coleman, \u201cLa natura dell&#8217;adolescenza\u201d, Il Mulino, Bologna 1983. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn6\"><\/a>6. H. G. Ginott, \u201cBetween Parent &amp; Child\u201d, Avon Books, New York 1965. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn7\"><\/a>7. F. Dolto, \u201cAdolescenza\u201d, Mondadori, Milano 1990. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn8\"><\/a>8. T. B. Brazelton Cramer, \u201cIl primo legame\u201d, Frassinelli, Milano 1991. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle et\u00e0 della vita che forse fanno registrare pi\u00f9 frequentemente la difficolt\u00e0 di concentrarsi \u00e8 l&#8217;adolescenza.\u00a0 Il Bambino nascosto \/4.1 di Alba Marcoli Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli&nbsp; Sommario:&nbsp;9. La mancanza di concentrazione in adolescenza&nbsp;&#8211;&nbsp;Favola numero 9&nbsp;&#8211;&nbsp;La difficolt\u00e0 a imparare in adolescenza&nbsp;&#8211;&nbsp;10. Non c&#8217;\u00e8 una sola nascita&nbsp;&#8211;&nbsp;Favola numero 10&nbsp;&#8211;&nbsp;La difficolt\u00e0 di nascere&nbsp;&#8211; 11. La fatica di ogni cambiamento &#8211; Favola numero 11 &#8211; Cambiamento e malattia nel bambino &#8211; 12. Fidarsi o non fidarsi? 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