{"id":1642,"date":"2008-01-18T11:27:19","date_gmt":"2008-01-18T10:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1642"},"modified":"2023-09-25T13:40:44","modified_gmt":"2023-09-25T11:40:44","slug":"formazione-e-psicoterapia-in-psicosintesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1642","title":{"rendered":"Formazione e Psicoterapia in Psicosintesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=41\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicosintesi\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicosintesi\" src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Cenni sulle origini, sulla formazione professionale e sulla psicoterapia in psicosintesi<\/em><\/p>\n<p>La psicosintesi nasce dalla volont\u00e0 e dai contributi personali e professionali di Roberto Assagioli (1888-1974), medico psichiatra la cui scelta di studi non limit\u00f2 gli interessi culturali, che furono e restarono vastissimi: letterari, filosofici, spirituali, tutti ad orientamento transculturale.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Formazione e Psicoterapia in Psicosintesi<\/h3>\n<p align=\"left\">a cura di Alessandro Gambugiati<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Cenni sulle origini, sulla formazione professionale e sulla psicoterapia in psicosintesi<\/h4>\n<p><em>Sommario<\/em>: <a href=\"#p1\">Un po&#8217; di storia<\/a> &#8211; <a href=\"#p2\">La formazione in psicosintesi<\/a> &#8211; <a href=\"#p3\">La psicoterapia psicosintetica<\/a><\/p>\n<h4><a name=\"p1\"><\/a>Un po&#8217; di storia<\/h4>\n<p>La psicosintesi nasce dalla volont\u00e0 e dai contributi personali e professionali di <a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?page_id=8262\">Roberto Assagioli<\/a> (1888-1974), medico psichiatra la cui scelta di studi non limit\u00f2 gli interessi culturali, che furono e restarono vastissimi: letterari, filosofici, spirituali, tutti ad orientamento transculturale.<\/p>\n<p>A soli quindici anni Assagioli cominci\u00f2 a pubblicare scritti: del 1903 sono due articoli apparsi sul \u201cGiornale di Venezia\u201d; dal 1906 al 1908 fu bibliotecario della Sezione Psicologica, inserita nell&#8217;insegnamento di Filosofia Teoretica dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze. Negli stessi anni collabor\u00f2 con Papini, con cui strinse amicizia, alla redazione della rivista \u201cLeonardo\u201d. Fu in relazione con T. Flournoy, con E. Claparede \u2013 che pubblic\u00f2 suoi articoli sulla rivista \u201cArchives de Psychologie\u201d \u2013 e con Prezzolini.<\/p>\n<p>Nel 1907 Assagioli present\u00f2 alcuni di quelli che saranno aspetti fondamentali della psicosintesi e, due anni dopo, in un articolo intitolato <em>\u201cPer una moderna psicagogia\u201d <\/em> ne deline\u00f2 tutta la traccia anche se sarebbe passato ancora qualche anno prima che la psicosintesi prendesse tale nome. Sempre in quegli anni frequent\u00f2 in Svizzera l&#8217;Ospedale Psichiatrico Burgholzli, dove conobbe Jung col quale rest\u00f2 in amichevole rapporto per tutta la vita. Si laure\u00f2 il 1 luglio del 1910.<\/p>\n<p>L&#8217;esigenza di creare in Italia un nucleo di interesse e di ricerche in campo psicologico lo port\u00f2 a fondare la rivista <em>\u201cPsiche\u201d <\/em> e, nel 1913, a Firenze, il <em>\u201cCircolo di Studi Psicologici\u201d. <\/em> Nel 1926, a Roma dove si era trasferito, fond\u00f2 l&#8217;\u201cIstituto di cultura psichica\u201d, che nel 1933 prese il nome attuale di <em>Istituto di Psicosintesi<\/em>, eretto in Ente Morale dello Stato nel 1965 (<a href=\"http:\/\/www.psicosintesi.it\/istituto\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.psicosintesi.it\/istituto\/index.htm<\/a>).<\/p>\n<p>L&#8217;anno prima di morire egli favor\u00ec la costituzione di una associazione finalizzata alla preparazione di psicoterapeuti: la S.I.P.T., la Societ\u00e0 Italiana di Psicosintesi Terapeutica (<a href=\"http:\/\/www.scuolapsicosintesi.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.scuolapsicosintesi.com<\/a>) fondata dai suoi pi\u00f9 stretti collaboratori. Il 23 agosto 1974 mor\u00ec a Capolona d&#8217;Arezzo.<\/p>\n<h4><a name=\"p2\"><\/a>La formazione in psicosintesi<\/h4>\n<p>Per volont\u00e0 dello stesso Assagioli \u2013 che evidentemente intendeva condividere le sue scoperte con il maggior numero di persone possibile \u2013 la psicosintesi viene praticata ed insegnata sia all&#8217;<em>Istituto di Psicosintesi <\/em> (una scuola aperta a tutti), che alla <em>S.I.P.T., la Societ\u00e0 Italiana di Psicosintesi Terapeutica<\/em>, la scuola per psicologi e medici per la formazione quadriennale in psicoterapia ad orientamento psicosintetico.<\/p>\n<p>Alla S.I.P.T. viene data molta importanza all&#8217;esperienza personale: impossibile indicare ad un paziente un percorso che non si conosce in prima persona! Un motivo in pi\u00f9 per accertarsi se il terapeuta che abbiamo scelto di consultare ha effettuato un percorso personale profondo origina nel fatto che \u00e8 assai probabile che il terapeuta in questione abbia scelto una professione di aiuto per elaborare il proprio vissuto personale. In tal caso la sua scelta professionale potrebbe essere anche una richiesta di aiuto parziale o mal formulata (Assagioli: \u201cl&#8217;inconscio condiziona le relazioni affettive, le relazioni educative, il nostro rapporto col corpo e la scelta professionale\u201d).<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di una formazione che coinvolga cos\u00ec profondamente il terapeuta \u00e8 urgente soprattutto nelle fasi iniziali della terapia, quando i fumi della dinamica transfert-controtransfert rischiano di condizionare negativamente il lavoro terapeutico. Il terapeuta deve pertanto poter beneficiare degli effetti prodotti da esperienze di trasformazione sufficientemente profonde, possibilmente sostenendo questi importanti mutamenti con una adeguata formazione permanente (la pratica transpersonale completa la triade).<\/p>\n<p>Per formazione in psicosintesi si intende infatti \u201cuna trasformazione profonda che consente di diventare maggiormente se stessi\u201d. Il valore della psicosintesi che stiamo effettuando \u00e8 il fondamento sul quale viene costruito il valore condivisibile durante le sessioni terapeutiche.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti necessario che il terapeuta sia consapevole dell&#8217;ascendente che pu\u00f2 esercitare sul paziente durante lo svolgimento della sua professione; vi \u00e8, infatti, un coinvolgimento del terapeuta sui piani conscio e inconscio e se questi contenuti non sono stati sufficientemente elaborati, la terapia potrebbe oscillare pericolosamente tra gli estremi <em>psiche che cura <\/em> e <em>psiche che infetta <\/em> (vedi concetto assagioliano di \u201cecologia della mente\u201d).<\/p>\n<p>Questa dinamica ha origine dalla esposizione dell&#8217;inconscio del terapeuta all&#8217;inconscio del paziente, che probabilmente contiene anche \u201coggetti di sofferenza\u201d (es. memorie non totalmente elaborate). Lo strumento di lavoro del terapeuta \u00e8 la sua psiche, uno strumento che, oltre ad essere sufficientemente libero da blocchi e rimozioni, deve essere ben equipaggiato e contenere un gran numero di componenti altamente funzionali.<\/p>\n<p>La professione dello psicoterapeuta \u00e8 un&#8217;arte, una conquista personale che non \u00e8 possibile trasmettere pi\u00f9 di tanto. Per affinare questa particolare disciplina occorre frequentare la bottega dell&#8217;artigiano con grande umilt\u00e0, beneficiare dell&#8217;insegnamento di un maestro <em>sufficientemente buono<\/em>, possedere buone capacit\u00e0 di apprendimento ed esercitare la professione allo scopo di affinare gli strumenti.<\/p>\n<p>In un suo scritto Assagioli riporta le parole di Jung: \u201c(\u2026) lo sviluppo attuale della psicologia analitica (\u2026) pone in primo piano la personalit\u00e0 del medico stesso come fattore di guarigione o di aggravamento ed esige il perfezionamento interiore del medico, l&#8217;auto-educazione dell&#8217;educatore (\u2026) si pu\u00f2 dire che ogni cura alquanto approfondita consiste quasi per met\u00e0 in auto-esame del medico\u201d. E ancora: \u201cil medico non vedr\u00e0 nel malato quello che non vede in se stesso, oppure ne sar\u00e0 influenzato in modo esagerato\u201d.<\/p>\n<h4><a name=\"p3\"><\/a>La psicoterapia psicosintetica<\/h4>\n<p>Nel lavoro terapeutico Assagioli promuoveva l&#8217;autonomia nel pi\u00f9 breve tempo possibile e la costruzione di un <em>rapporto alla pari <\/em>col paziente. La maturazione del nostro paziente si misura col passare dalla dipendenza (rapporto) al libero incontro (relazione): pi\u00f9 diminuisce il rapporto di dipendenza, pi\u00f9 si creano i presupposti per una relazione tra pari (interdipendenza).<\/p>\n<p>Dalla relazione genitoriale (transferale) alla relazione tra pari (interdipendenza), fino alla soluzione del rapporto terapeutico: se la terapia non termina probabilmente qualcosa non ha funzionato (nei casi pi\u00f9 gravi il terapeuta funge da io ausiliario per tutta la vita).<\/p>\n<p>Una delle conquiste promosse nella terapia psicosintetica consiste nell&#8217;entrare maggiormente nel corpo, nel diventarne maggiormente padroni (concetto di <em>incarnazione <\/em>): si comprende cos\u00ec che la conoscenza razionale non \u00e8 la stessa cosa che percepire il messaggio con tutto il nostro corpo.<\/p>\n<p>Una psicoterapia ben condotta pu\u00f2 essere definita come <em>l&#8217;arte dell&#8217;essere presenti <\/em> e quindi del <em>promuovere la presenza nell&#8217;altro. <\/em>Presenza e ascolto autentici sono competenze fondamentali dello psicoterapeuta. La presenza \u00e8 uno stato di coscienza molto particolare: serve a cogliere l&#8217;attimo trascendendo il tempo ed \u00e8 il dono pi\u00f9 grande che possiamo fare a noi stessi e agli altri!<\/p>\n<p>Durante la seduta si entra in una dimensione spazio-temporale molto speciale: talvolta \u00e8 proprio in questa circostanza che il nostro paziente sperimenta per la prima volta alcune parti del corpo meno vitali o la differenza tra tempo goduto e non goduto (il tempo non goduto non passa mai&#8230;) e, talvolta, la differenza tra <em>amore pensato <\/em> a livello razionale e <em>amore sentito <\/em> a livello emotivo e oltre (vedi dimensione transpersonale).<\/p>\n<p>Il nostro corpo \u00e8 uno strumento estremamente sofisticato. Per utilizzare al meglio la sua sensibilit\u00e0 occorre lavorare sul nostro rapporto con esso. Quanto siamo in contatto con il nostro corpo? Quanto siamo riusciti ad incarnare noi stessi nel corpo? Quanto stiamo utilizzando di questo meraviglioso strumento?<\/p>\n<p>Il lavoro sul corpo \u00e8 molto importante in psicosintesi: il corpo del nostro paziente potrebbe addirittura essere divenuto insensibile per essere stato costretto ad anestetizzare se stesso per sopravvivere al dolore provato in tenera et\u00e0. \u00c8 probabile che il nostro paziente abbia dovuto imparare velocemente a tenere ben lontani i sentimenti dal suo corpo e questo potrebbe avergli impedito la normale incarnazione nel corpo e il conseguente sviluppo degli strumenti sensibili di cui il corpo \u00e8 normalmente dotato.<\/p>\n<p>Le emozioni e i sentimenti potrebbero essere affievoliti o distorti; in questo caso il lavoro del terapeuta consiste nell&#8217;agevolare nel paziente la ristrutturazione di atteggiamenti e comportamenti, incarnando il ruolo della guida, del facilitatore, ma senza proporre ricette, manipolare o limitare la libert\u00e0 del paziente!<\/p>\n<p>Quando siamo sulla buona strada il nostro corpo ci da delle indicazioni (es. gioia interna); la sofferenza precoce ci consente di sviluppare una sensibilit\u00e0 particolare nei confronti dei segnali inconsci dell&#8217;altro. Occorre fare molta attenzione alle manipolazioni inconsce che il terapeuta potrebbe esercitare sul suo paziente: potrebbero essere riedizioni del trattamento da lui ricevuto nel passato.<\/p>\n<p>La psicoterapia psicosintetica \u00e8 <em>relazione che cura<\/em>: lo psicoterapeuta che pratica la psicosintesi non realizza un vestito ideologico nel quale cercare di far entrare il paziente, ma si limita a condividere con lui gli strumenti del sarto, in modo che egli possa realizzare l&#8217;abito che preferisce.<\/p>\n<p>Con una buona psicoterapia \u00e8 possibile lavorare anche sulla <em>coazione a ripetere<\/em>, che \u00e8 quel fenomeno che si esprime attraverso la riedizione di vecchi copioni strutturati durante le relazioni primarie (es. vivere in un contesto familiare violento pu\u00f2 esporre una giovane donna all&#8217;esperienza di stupro (vedi dinamica vittima-carnefice); un altro esempio di coazione a ripetere consiste nel ripetere coi nostri figli gli errori commessi dai nostri genitori.<\/p>\n<p>Se osserviamo bene scopriamo che vi sono persone che ne trovano altre con caratteristiche costanti. Perch\u00e9 la cosa si ripete? Perch\u00e9 siamo condannati alla ripetizione di copioni originali? Ripetere \u00e8 forse un modo per imparare davvero? E se l&#8217;inconscio fosse effettivamente un progetto evolutivo?<\/p>\n<p>Assagioli propone la ripetizione come una tecnica per esercitare la volont\u00e0: la differenza tra ripetizione attiva e l&#8217;obbligo della ripetizione (coazione a ripetere) sta nel fatto che la prima \u00e8 una scelta, mentre la seconda si esprime indipendentemente dalla volont\u00e0 della persona.<\/p>\n<p>Per Jung la coazione a ripetere ha il ruolo inconscio di riproporre all&#8217;individuo delle circostanze simili, in modo che possano essere completamente superati eventuali blocchi emotivi. Sarebbe questo il motivo per il quale <em>ogni persona cerca esattamente quel tipo di rapporto e <\/em><em>quel tipo di partner <\/em> (inconscio come progetto evolutivo dotato di senso e di fine). In questa prospettiva non \u00e8 detto che l&#8217;identificazione del trauma debba coincidere con l&#8217;eliminazione del disturbo; \u00e8 assai probabile, per\u00f2, che una maggiore consapevolezza circa gli eventi che possono aver originato il disagio pu\u00f2 offrire al paziente nuove chiavi di lettura della sua storia!<\/p>\n<p>Nella prospettiva psicosintetica l&#8217;uomo si ammala sia quando rimuove nell&#8217;inconscio i conflitti passati, sia quando <em>reprime un futuro conflittuale<\/em>, ovvero quando rimuove le tendenze future che si stanno risvegliando in lui (es. slanci transpersonali).<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il fine di questa sofferenza? Quale nuovo equilibrio psichico mi consentir\u00e0 di conquistare?<\/p>\n<p>Le rimozioni vengono infatti passate di generazione in generazione, come eredit\u00e0 emotiva, e tendono a migliorare o peggiorare in modo consistente la qualit\u00e0 della nostra vita. Da dove viene questa sofferenza?<\/p>\n<p>In quanto a manipolazioni \u2013 siano esse consce o inconsce \u2013 l&#8217;unica garanzia per il paziente \u00e8 il lavoro che il terapeuta ha svolto su di s\u00e9. Qualora la gravit\u00e0 del disagio sofferto dal paziente ce lo consenta, l&#8217;obiettivo deve essere condurlo nel pi\u00f9 breve tempo possibile ad una autonomia sufficientemente buona e alla possibilit\u00e0 di accedere a sentimenti e desideri in modo non riflesso e spontaneo.<\/p>\n<p>Col procedere della terapia la personalit\u00e0 incagliata, fissata ad una certa epoca \u2013 magari in seguito ad un trauma \u2013 inizier\u00e0 a disincagliarsi sempre pi\u00f9 e a maturare di nuovo. Se la terapia \u00e8 ben guidata, il paziente avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di liberarsi gradualmente dai fantasmi del passato, rendendo disponibile a se stesso una gran quantit\u00e0 di energia che fino a poco tempo prima era intrappolata proprio nel suo corpo!<\/p>\n<p>La stessa aria del mattino che qualche tempo prima ci toglieva il respiro, inizier\u00e0 ad essere sempre pi\u00f9 piacevole, finch\u00e9 sboccer\u00e0 nel nostro cuore una nuova e sempre pi\u00f9 rigogliosa vita. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cenni sulle origini, sulla formazione professionale e sulla psicoterapia in psicosintesi La psicosintesi nasce dalla volont\u00e0 e dai contributi personali e professionali di Roberto Assagioli (1888-1974), medico psichiatra la cui scelta di studi non limit\u00f2 gli interessi culturali, che furono e restarono vastissimi: letterari, filosofici, spirituali, tutti ad orientamento transculturale. 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