{"id":1653,"date":"2007-12-28T18:00:19","date_gmt":"2007-12-28T17:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1653"},"modified":"2023-11-05T12:43:48","modified_gmt":"2023-11-05T11:43:48","slug":"il-bambino-nascosto-3-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1653","title":{"rendered":"Il Bambino nascosto \/3.2"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche quando il passaggio \u00e8 verso qualcosa che abbiamo scelto e che ci piace, ci sar\u00e0 sempre una notevole parte della nostra energia che sar\u00e0 assorbita dall&#8217;ansia del dover affrontare una situazione sconosciuta, abbandonandone una familiare e nota.\u00a0<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Il Bambino nascosto \/3.2<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Alba Marcoli<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(continua)<\/em>&nbsp;<strong>Capitolo terzo. Il linguaggio del sintomo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sommario&nbsp;<\/em>: 5. La perdita dell&#8217;equilibrio &#8211; Favola numero 5 &#8211; Le cadute &#8211; 6. L&#8217;importanza delle regole &#8211; Favola numero 6 &#8211; La mancanza di limiti &#8211;&nbsp;<a href=\"#p1\">7. La fatica del passaggio all&#8217;adolescenza<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p2\">Favola numero 7<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p3\">L&#8217;abbandono dell&#8217;infanzia<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p4\">8. I legami del passato<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p5\">Favola numero 8<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"#p6\">La nostalgia<\/a><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p1\"><\/a>7. La fatica del passaggio all&#8217;adolescenza&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte le condizioni di passaggio da una situazione a un&#8217;altra comportano in genere una grossa fatica dal punto di vista mentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche quando il passaggio \u00e8 verso qualcosa che abbiamo scelto e che ci piace, ci sar\u00e0 sempre una notevole parte della nostra energia che sar\u00e0 assorbita dall&#8217;ansia del dover affrontare una situazione sconosciuta, abbandonandone una familiare e nota.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo renderci conto di questa fatica se pensiamo al tempo di cui ognuno di noi ha avuto e ha bisogno per abituarsi a una nuova condizione di vita: dall&#8217;uscita dalla famiglia di origine, al primo lavoro, oppure al cambiamento di lavoro, al matrimonio, alla nascita del primo figlio, al crescere dei figli, alla morte dei propri genitori e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuno di questi passaggi, da quelli piacevoli a quelli estremamente dolorosi, ci ha costretti a confrontarci con una situazione nuova da integrare nel nostro vecchio equilibrio mentale, che si \u00e8 trovato cos\u00ec a dover essere modificato ogni volta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il bambino che cresce, cambiare ed evolvere verso maggiori capacit\u00e0 di affrontare le situazioni \u00e8 un fatto abituale e costante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, anche nel suo caso, in certi momenti ci sono cambiamenti interni ed esterni a lui che richiedono una rimessa in gioco globale del suo equilibrio, comportandogli quindi una maggiore difficolt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La favola che segue ora cerca di riprodurre la fatica che fa un preadolescente nell&#8217;abbandonare le sue vecchie sicurezze infantili per avviarsi verso l&#8217;adolescenza che lo condurr\u00e0 a sua volta all&#8217;et\u00e0 adulta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p2\"><\/a>Favola numero 7&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il salmone con gli occhiali&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cVerso di te corre il mio fiume.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">O azzurro mare mi assorbirai? Una risposta chiede il mio fiume.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su via. benevolo sorridi o mare!\u201d E. Dickinson, \u201cPoesie\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di tutti i pesci che abitavano nel Bosco delle Sette Querce, i salmoni erano certamente i pi\u00f9 affascinanti e misteriosi perch\u00e9 con il fiume compivano il viaggio lungo e difficile di discesa verso il mare e di ritorno al bosco nuotando contro corrente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, ogni primavera, dal mare lontano, al nostro bosco arrivavano i salmoni che erano partiti in autunno e che dopo un viaggio faticosissimo ritornavano alle sorgenti dove erano nati per deporre le uova e fare s\u00ec che anche i loro figli nascessero nello stesso luogo dove erano nati loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu pure cos\u00ec che all&#8217;arrivo di una primavera i primi salmoni tornati dal lungo viaggio verso il mare lontano, scavarono dei solchi nel letto delle sorgenti e vi depositarono le loro uova che erano tantissime e le fecondarono perch\u00e9 la vita continuasse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E dopo che furono passati altri giorni e altre notti, con l&#8217;aumentare del tepore dell&#8217;acqua ecco che dalle uova nacque un&#8217;infinit\u00e0 di piccoli salmoni che guizzavano nell&#8217;acqua, alla scoperta di tutti gli angoli della sorgente e di nuove avventure.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra tutte le famiglie di salmoni che popolavano ogni insenatura, ce n&#8217;era una che viveva in un&#8217;ansa del fiume, proprio l\u00e0 dove scendevano le acque dei ghiacciai, in un punto protetto e riparato; i genitori l&#8217;avevano cercato con cura perch\u00e9 i loro piccoli potessero crescere indisturbati fino a diventare abbastanza grandi da poter partire da soli per il loro viaggio verso il mare lontano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E per prepararsi alla grande partenza i giovani salmoni andavano ogni sera ad ascoltare i racconti dei vecchi, perch\u00e9 l&#8217;impresa li affascinava terribilmente, ma allo stesso tempo li spaventava un po&#8217;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, come in tutte le favole che si rispettino, quella stagione, in mezzo agli altri, c&#8217;era un piccolo un po&#8217; strano, che si chiamava Giannino e che era sempre molto combattuto ogni volta che andava ad ascoltare i vecchi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa nel mare chi \u00e8 che custodisce le storie di tutti?\u00bb aveva chiesto un giorno incuriosito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSono il mare e il vento\u00bb gli aveva risposto un vecchio \u00abil vento le racconta scrivendole sulle onde e le onde a loro volta le scrivono sulla sabbia del fondale. Non hai mai visto le righe che si rincorrono sulla superficie del mare e quelle che si disegnano sulla sabbia?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo\u00bb rispose Giannino rammaricato. \u00abCome posso averle viste se non sono mai stato al mare? E poi io non sapevo che su delle righe ci fossero scritte delle storie. Come si fa a capirlo?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEh gi\u00e0, \u00e8 vero\u00bb rispose allora il vecchio \u00abma \u00e8 semplice, si fa come sempre con tutte le cose. Bisogna imparare a leggerle.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa io le saprei leggere in questo momento?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo, nessun salmone che sia vissuto solo nelle sorgenti del bosco sa leggere le storie del mare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna andarci ad abitare per imparare a leggerle, pian piano, giorno dopo giorno.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCome mi piacerebbe leggere le storie del mare!\u00bb aveva sospirato allora Giannino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 dovete sapere che mentre da una parte questa avventura lo affascinava proprio, dall&#8217;altra lo spaventava moltissimo come tutte le cose nuove che lui non conosceva. E quando questo spavento si impadroniva di lui, la sua parte avventurosa che voleva andare fino al mare era messa sempre a tacere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzi, c&#8217;era stata una volta, molto tempo prima, che la parte delle paure aveva preso il sopravvento sull&#8217;altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec Giannino, quando lui era piccolo e questa parte era molto grande, aveva deciso poco a poco nella sua testa che lui al mare non ci sarebbe mai andato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 furono la sua seconda primavera ed estate, la cosa non cre\u00f2 problemi, perch\u00e9 intanto i salmoni continuavano a crescere nelle loro sorgenti, ma appena il sole diminu\u00ec di calore e cominci\u00f2 a calare sempre prima, quando anche il vento dolce e pieno di profumi si trasform\u00f2 in una tramontana fredda che spazzava il bosco, ecco che i salmoni seppero che era arrivata l&#8217;ora della partenza per i piccoli cresciuti e cominciarono a fare i preparativi per andare verso il mare dove li aspettavano gli adulti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec ogni giorno un gruppo di salmoni partiva, e poich\u00e9 sapevano che per far continuare la loro vita dovevano tornare a deporre le uova alla stessa sorgente dove erano nati loro e i loro genitori, partivano tutti rivolti all&#8217;indietro e si lasciavano trascinare dall&#8217;acqua del fiume, per imprimersi bene nella mente la strada del ritorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ogni partenza era festeggiata da tutti nel bosco perch\u00e9 faceva parte dei suoi ritmi e dei suoi cicli ed era il segreto della sua vita, cosa che tutti sapevano e condividevano; tutti, tranne Giannino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il salmoncino ribelle si nascondeva a ogni partenza e usciva subito dopo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo era pi\u00f9 difficile vivere nella sorgente adesso che lui era diventato pi\u00f9 grande.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soprattutto c&#8217;era una cosa che gli dava fastidio: per i suoi occhi c&#8217;era troppa luce nell&#8217;acqua, tanto che si era dovuto persino mettere due foglie bucherellate davanti come un piccolo schermo per ripararsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec Giannino, salmone con gli occhiali, si nascondeva accuratamente ogni volta che un gruppo partiva, finch\u00e9 arriv\u00f2 la vigilia dell&#8217;ultima partenza e quella fu proprio una cosa drammatica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giannino si sentiva lacerato come se in lui ci fossero due individui diversi: uno voleva partire con gli altri, come succedeva da sempre a tutti i salmoni, ma l&#8217;altro voleva restare a tutti i costi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abParti, Giannino\u00bb diceva il primo \u00abormai sei troppo grande per restare nelle sorgenti e sei abbastanza forte e cresciuto per arrivare al mare!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon partire Giannino,\u00bb diceva l&#8217;altro \u00ablo sai anche tu che hai sempre avuto paura del buio, perch\u00e9 ci possono essere mille pericoli che tu non puoi vedere se non c&#8217;\u00e8 la luce.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa se la troppa luce acceca i tuoi occhi tu non puoi vedere lo stesso\u00bb rispondeva l&#8217;altro \u00abmentre al buio i tuoi occhi ormai grandi riprenderanno a funzionare e a distinguere le ombre pericolose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00bb \u00abNon partire lo stesso\u00bb ribatteva l&#8217;altro \u00abperch\u00e9 il mare non lo conosci, non ti \u00e8 familiare come la sorgente del bosco, dove ogni pietra ti \u00e8 nota. Il mare \u00e8 nostro nemico come tutte le cose che noi non conosciamo. Resta qui con ci\u00f2 che ti \u00e8 familiare, che conosci gi\u00e0\u00bb ripeteva sempre pi\u00f9 insistente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa se tu resti qui non potrai conoscere il mare e sapere quali siano le tue forze se per paura non le hai messe alla prova.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEh, gi\u00e0,\u00bb ribatteva subito l&#8217;altro \u00abe se poi non ce la fai e finisci in bocca a un pescecane? Pensa al tepore della tua tana, alla sicurezza, alla protezione che ti offre! Non troverai mai un rifugio che ti rassicuri cos\u00ec e ti protegga da chi \u00e8 tanto pi\u00f9 forte e grande di te.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E intanto che le due parti parlavano Giannino aveva iniziato a fare un gioco .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva preso tanti sassolini e ne aveva fatto due mucchietti, uno per la parte che voleva partire e uno per quella che voleva restare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, ahim\u00e8, era difficile decidere perch\u00e9 i due mucchietti erano quasi uguali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che gli venne in mente una domanda: \u00abMa i miei giochi? Dove restano?\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQui nel fiume\u00bb rispose prontamente la parte che non voleva partire per convincerlo del tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon \u00e8 affatto vero, anche i giochi partiranno per il mare,\u00bb ribatt\u00e9 l&#8217;altra convinta \u00absaranno i tuoi amici che li porteranno via con loro per farli durante il viaggio e nelle nuove avventure del mare. Non ci saranno pi\u00f9 giochi nelle sorgenti quando loro saranno partiti, per il semplice fatto che non ci saranno pi\u00f9 piccoli!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel momento, prima che il salmoncino ribelle potesse rispondere dentro di s\u00e9, tutte le pietre caddero sul mucchietto del salmoncino che voleva partire e a Giannino caddero anche gli occhiali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora, nonostante lo sforzo che gli costava sopportare la luce del sole che filtrava attraverso l&#8217;acqua, egli vide improvvisamente una cosa che prima non aveva ancora visto .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si rese conto che la sua tana era proprio diventata piccola, troppo piccola per lui e forse un giorno lui non ci sarebbe pi\u00f9 entrato, visto che il suo corpo continuava a crescere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E i suoi amici, anche quelli pi\u00f9 cari, si stavano preparando tutti al grande viaggio, anche Guglielmo, il suo compagno del cuore, e anche Giorgetta, la sua compagna di giochi di quando era piccolo, e tutti lo chiamavano insistentemente con un vociare allegro che risuonava sulle sponde delle sorgenti del bosco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto l&#8217;alba era gi\u00e0 spuntata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giannino fece un rapidissimo calcolo nella sua mente, ma la voglia di conoscere il mare e il piacere di viaggiare insieme ai suoi amici diventavano sempre pi\u00f9 forti dentro di lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli altri erano molto eccitati e continuavano a chiamarlo insistentemente: \u00abVieni, Giannino, ti abbiamo lasciato il posto in mezzo a noi!\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abForza, sbrigati, guarda che il sole si sta gi\u00e0 levando e si riflette sull&#8217;acqua!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChiss\u00e0 che cosa scopriremo oggi!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa ci vuole tanto prima di vedere il mare?\u00bb domandavano i pi\u00f9 impazienti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCi vogliono 1154 anse del fiume e un po&#8217; di pazienza\u00bb rispondeva un vecchio sorridendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEcco che partiamo! Vieni qui, Giannino! No, no, proprio qui, \u00e8 questo il tuo posto!\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu cos\u00ec che a quel punto la voce che dentro di lui voleva partire si alle\u00f2 con quelle di fuori e divenne sempre pi\u00f9 forte, aiutata com&#8217;era da tutto quel vociare allegro, finch\u00e9 sommerse l&#8217;altra voce, sempre pi\u00f9 debole e sempre meno convinta, che poi fin\u00ec per sparire del tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il salmoncino diede un ultimo sguardo alla sua tana, ma ormai si era lasciato andare alla corrente ed era pronto a partire insieme agli altri, anche lui eccitato come loro. A quel punto la sorgente aument\u00f2 la forza della corrente e poco dopo anche Giannino si trov\u00f2 in viaggio, assieme a tutti gli altri, con lo sguardo puntato verso la direzione della sua tana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E fu cos\u00ec che il vecchio fiume accompagn\u00f2 ancora una volta attraverso le sue anse un altro gruppo di salmoncini, e poco a poco anche Giannino cominci\u00f2 a darsi da fare, come tutti gli altri, per evitare i sassi troppo grossi e le cascate e gli ami dei pescatori e anche lui riusc\u00ec ben presto a destreggiarsi e a imparare tantissime cose, tutte nuove.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un po&#8217; di tempo si scopr\u00ec anche a pensare che era divertente scendere lungo il fiume, con tutti gli altri, vedere delle cose nuove e fare delle esperienze che lui non avrebbe neanche pensato che potessero esistere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni tanto, per\u00f2, gli veniva in mente la sua tana e allora provava un po&#8217; di malinconia e doveva fare uno sforzo per trattenere le lacrime, al pensarla l\u00e0 vuota senza di lui. Ma subito dopo c&#8217;erano nuove cose che attiravano la sua attenzione e a ogni nuova prova Giannino scopriva con piacere di essere molto pi\u00f9 forte di quanto lui non si fosse mai immaginato prima di partire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giannino fece dunque per intero il suo viaggio verso il mare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando fu arrivato i suoi occhi stavano molto meglio nelle acque profonde di quanto non stessero nella sorgente e allora cap\u00ec che quello era il posto giusto per i salmoni cresciuti .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ben presto impar\u00f2 anche lui a distinguere le presenze amiche da quelle nemiche, a evitare i pesci pericolosi e le reti dell&#8217;uomo e a sapersela cavare sia quando il mare era ricco di cibo, sia quando era povero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ogni sera, quando sulla terra tramontava il sole, il gruppo dei giovani salmoni usciva per andare alla Scuola del Mare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E l\u00ec, poco a poco, anche Giannino impar\u00f2 a leggere le strane lettere con cui il vento e il mare scrivevano da sempre le loro storie sulle onde e sulla sabbia del fondale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ogni giorno c&#8217;era una storia nuova, e ogni storia era fatta di cose simili e di cose diverse che facevano s\u00ec che ognuna di loro fosse unica fra le altre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E tutte le storie, uniche, facevano insieme la storia del mare, unica anch&#8217;essa perch\u00e9 si rinnovava a ogni brezza di vento e a ogni mareggiata, ed era infinita come loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passarono cos\u00ec due anni e ormai Giannino si era affezionato al mondo grande e misterioso del mare e si era quasi dimenticato della sua vecchia tana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 un giorno arriv\u00f2 il capo salmone e avvert\u00ec il branco che sulla terra stavano arrivando l&#8217;autunno e fra poco l&#8217;inverno, ed era giunta l&#8217;ora di risalire alle sorgenti del bosco a deporre le uova e a fecondarle per far nascere i nuovi salmoncini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec Giannino diede anche stavolta l&#8217;addio alla sua bella tana, cos\u00ec forte e sicura, e part\u00ec insieme agli altri per il suo lungo viaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla terra era passato un intero autunno e scendeva gi\u00e0 la neve dell&#8217;inverno mentre i salmoni continuavano il loro viaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando finalmente la neve smise di cadere e l&#8217;aria si fece un pochino pi\u00f9 tiepida e l&#8217;acqua riprese a scorrere meglio, stanchi e stremati, i salmoni arrivarono alla foce del loro fiume e incominciarono a risalire verso le loro sorgenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era certo un viaggio facile da farsi, tutto contro corrente, in mezzo ai sassi e ai gorghi che li spingevano in gi\u00f9, ma anche Giannino si trov\u00f2 a fare balzi in alto e in avanti come gli altri salmoni e a tornare dritto verso la sua sorgente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando finalmente, di balzo in balzo, Giannino si accorse che le sponde erano diventate gialle di primule, seppe che si stava avvicinando la fine del suo viaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bosco si preparava, come sempre, a festeggiare il loro ritorno e gli animali uscivano a salutare i salmoni che arrivavano puntuali insieme alla primavera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E alla fine Giannino sent\u00ec un tuffo al cuore: ecco l\u00ec la sua sorgente, quella dove era nato, che gli aveva fatto compagnia nel ricordo per tanto tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora era felicemente tornato a casa ed era pronto a fecondare le uova che la sua compagna di viaggio, Giorgetta, stava depositando nei solchi di sabbia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec Giannino divenne il salmone padre di tanti piccoli salmoni e quando questi furono abbastanza cresciuti da poter provvedere da soli a se stessi, all&#8217;arrivo dell&#8217;inverno ripart\u00ec verso il mare insieme a Giorgetta e agli altri salmoni, riprendendo cos\u00ec la vita marina, fino al nuovo ritorno alle sorgenti della vita, come ogni anno, da sempre, a primavera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando fu vecchio entr\u00f2 anche lui a far parte dei saggi della Scuola del Mare e insegn\u00f2 ai salmoncini giovani a leggere le righe delle storie di sabbia che il mare racconta da millenni scrivendole sui suoi fondali insieme al vento, e che cambiano continuamente a ogni mareggiata, per ripetersi di nuovo, sempre uguali e allo stesso tempo sempre diverse, a ogni ciclo e a ogni stagione della vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se qualcuno volesse togliersi la curiosit\u00e0 di verificare la storia del salmoncino ribelle, pu\u00f2 provare a camminare pazientemente lungo la riva del mare in una tranquilla mattinata di settembre, quando l&#8217;acqua \u00e8 immobile e trasparente dopo una forte mareggiata, e fra le tante storie che il vento e la sabbia scrivono da sempre sul fondale, trover\u00e0 anche quella di Giannino, salmoncino con gli occhiali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p3\"><\/a>Qualche riflessione sulla favola: L&#8217;abbandono dell&#8217;infanzia&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSai, mamma, a me piacerebbe ritornare a essere nella tua pancia e ricominciare a crescere a poco a poco!\u201d Marco, 6 anni, all&#8217;ingresso della scuola elementare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa favola tenta di riprodurre simbolicamente parte delle tempeste emotive che il ragazzo deve affrontare nel passaggio all&#8217;adolescenza, che \u00e8 caratterizzato dal bisogno di staccarsi dal genitore trovando fuori altre sicurezze, rappresentate in genere dal gruppo dei coetanei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il conflitto che si instaura \u00e8 quello tra il bisogno di cambiamento, che \u00e8 la tensione naturale della vita verso la crescita, e la sofferenza e la fatica che costa l&#8217;abbandonare le sicurezze precedenti, lasciandosi alle spalle ci\u00f2 che si \u00e8 quotidianamente costruito fino a quel momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la situazione classica della crisi che consiste nel dover rinunciare al vecchio equilibrio, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 adatto a fronteggiare una nuova realt\u00e0, nel momento in cui per\u00f2 non ne abbiamo ancora costruito un altro con cui sostituirlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa incertezza di terreno su cui camminare, il preadolescente attraversa un periodo di particolare vulnerabilit\u00e0, caratterizzato da comportamenti difficili da capire e da accettare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi ultimi si manifestano in genere con l&#8217;opposizione agli adulti, ai genitori in particolare, nel tentativo di portare a termine il processo di individuazione e differenziazione di se stessi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia quando il preadolescente o l&#8217;adolescente dicono di voler fare o fanno ci\u00f2 che vogliono loro, in genere non sanno di fare ci\u00f2 che loro \u201ccredono\u201d di volere, che, guarda caso, \u00e8 proprio spesso in contrapposizione alle richieste degli adulti, perci\u00f2 tutt&#8217;altro che libero sul piano mentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo spiega la mancanza di libert\u00e0 psichica di questo periodo della vita, nonostante nel momento in cui l&#8217;attraversiamo noi tutti crediamo l&#8217;opposto; e giustamente, visto che questa opposizione ci serve per la conquista dell&#8217;autonomia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La controdipendenza che si instaura in questo modo rende molto faticoso il compito del genitore che accompagna il proprio figlio nella crescita perch\u00e9 paradossalmente il ragazzo pu\u00f2 fare delle scelte non solo contrarie a ci\u00f2 che il genitore vorrebbe (il che, tutto sommato, pu\u00f2 essere accettabile), ma spesso anche contrarie a quelle che lui stesso farebbe se fosse veramente libero di scegliere e non preso dentro questo gioco oppositivo forzato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che un comune esempio possa essere quello degli studi che vengono a volte abbandonati per opposizione ai genitori con scelte di cui ci si pu\u00f2 pentire nel corso della vita, una volta diventati adulti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia questo periodo della vita ha proprio bisogno di queste opposizioni, perch\u00e9 sono quelle che danno poi il coraggio di staccarsi dai genitori come uniche figure di sicurezza, cosa assolutamente necessaria se si vuole diventare esseri indipendenti che saranno poi in grado di condurre una vita autonoma e di formare, volendo, un nuovo nucleo familiare, cio\u00e8 di andare, in ogni caso, per la propria strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fatica che il genitore deve allora affrontare \u00e8 proprio quella di capire queste opposizioni, cercando di influenzarle il meno possibile, perch\u00e9 non si tramutino in un danno per il ragazzo, mantenendo contemporaneamente il proprio ruolo di adulto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta sicuramente di un compito gravoso e snervante che mette a dura prova in questi anni, per cui se da una parte questo \u00e8 un periodo faticoso e difficile per i figli, si pu\u00f2 certamente dire che lo stesso valga anche per i genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltretutto, \u00e8 molto diverso per questi ultimi avere a che fare con dei bambini o con degli adolescenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUn bambino che cresce fa necessariamente crescere anche il genitore,\u00bb ha osservato una volta una mamma in un gruppo \u00abperch\u00e9 una cosa \u00e8 l&#8217;essere genitori di un bambino piccolo che sta in casa, e un&#8217;altra \u00e8 avere un bambino o un ragazzo che escono di casa. Le situazioni sono molto diverse e anche i genitori si devono trovare altre risposte e adattare a ritmi di vita che cambiano continuamente.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 solo il ragazzo, infatti, che deve trovarsi un nuovo equilibrio nella vita, sono anche mamma e pap\u00e0 che si troveranno presi nell&#8217;incertezza di una situazione nuova che richiede altre risposte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come rispondere alle richieste dei ragazzi, quando e come regolare le loro uscite (la regola \u00e8 sempre importante), come affrontare l&#8217;incognita delle compagnie che frequenteranno o della gente che incontreranno, quali patti stipulare (a volte \u00e8 una contrattazione snervante!), eccetera&#8230;: sono questi solo alcuni degli infiniti nuovi problemi che anche il genitore deve affrontare nel momento in cui il figlio diventa adolescente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, proprio perch\u00e9 l&#8217;adolescenza \u00e8 un&#8217;et\u00e0 di passioni e di tempeste emotive, il cui ricordo \u00e8 in genere presente anche alla memoria dell&#8217;adulto, ecco che i genitori se ne sentono spesso toccati una seconda volta nell&#8217;assistere a quella del proprio figlio .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sorge allora un nuovo problema, quello di non proiettare su di lui la loro stessa esperienza, cio\u00e8 la loro parte adolescente che vive nel tempo, almeno fino alla crisi che culmina verso i cinquant&#8217;anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest&#8217;ultima, paradossalmente, rappresenta in genere per l&#8217;adulto la separazione dalla propria adolescenza, l&#8217;et\u00e0 delle grandi tempeste, ma anche dei \u00abdomani\u00bb estesi all&#8217;infinito, di pagine bianche ancora tutte da riempire sul libro della vita, di possibilit\u00e0 aperte a tutte le conquiste, situazione che \u00e8 certamente molto diversa tra i venti e i cinquant&#8217;anni, quando parte delle scelte fondamentali (per lo meno nell&#8217;ambito professionale e familiare) sono state in genere gi\u00e0 fatte, anche se altri aspetti vitali dell&#8217;adolescenza continuano giustamente a esistere anche in altre et\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco quindi che potremmo sicuramente dedicare una favola analoga a quella del salmoncino anche ai suoi genitori, perch\u00e9 la fatica \u00e8 anche la loro, non solo quella del figlio, nella quotidiana conquista del vivere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poche altre et\u00e0 fanno infatti vivere cos\u00ec intensamente la difficolt\u00e0 della perdita di un qualcosa che il ricordo ammanta spesso di una luce un po&#8217; magica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p4\"><\/a>8. I legami del passato&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle parole che si possono usare per indicare i legami che ci tengono ancorati al passato \u00e8 la nostalgia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un termine coniato nel Seicento da un medico alsaziano, Johannes Hofer, per descrivere nella sua tesi di laurea la malattia che coglieva sovente gli svizzeri durante il servizio militare in eserciti stranieri (vedi Cortellazzo-Zolli, \u201cDizionario etimologico della lingua italiana\u201d, Zanichelli 1983).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostalgia sembra essere, come spesso succede, una medaglia a due facce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da una parte \u00e8 la consapevolezza che il tempo, i luoghi e le persone per cui la proviamo non ci sono pi\u00f9 nel nostro mondo attuale, per cui \u00e8 la consapevolezza di una separazione .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altra, per\u00f2, sancisce che questa separazione ci costa molto, per cui parte della nostra energia mentale \u00e8 ancora rivolta verso il passato per poterne permettere l&#8217;interiorizzazione, lasciandocene quindi una quantit\u00e0 ridotta per il presente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche un bambino pu\u00f2 provare nostalgia del suo passato, soprattutto nei momenti di crisi evolutiva (la nascita di un fratellino ne \u00e8 un esempio classico) e pu\u00f2 regredire comportandosi come se fosse pi\u00f9 piccolo della sua et\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 per\u00f2 importante per lui che questa regressione sia temporanea e gli possa poi permettere di evolvere e non di restare fissato al passato, come se l&#8217;evoluzione gli fosse inaccettabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La favola che segue ora affronta perci\u00f2 il tema di una nostalgia con uno sbocco evolutivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p5\"><\/a>Favola numero 8&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il fenicottero malato di nostalgia&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuando ogni luce \u00e8 spenta&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E non vedo che i miei pensieri,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;Eva mi mette sugli occhi&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tela dei paradisi perduti.\u201d G. Ungaretti, \u201cCanto\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno nel cielo sopra al Bosco accadde una cosa insolita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si vide una nuvola rosa che girava, saliva verso l&#8217;alto e puntava poi veloce verso il basso, cambiando continuamente forma e volteggiando per l&#8217;aria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9, a un tratto, dalla nuvola si stacc\u00f2 un puntino bianco e rosa che cominci\u00f2 a scendere, sempre pi\u00f9 velocemente, e quando fu sul punto di atterrare ecco che tutti si accorsero che era un animale come loro, anche se straniero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corsero veloci verso il luogo dove era caduto e videro un bellissimo uccello con delle lunghe zampe che reclinava la testa verso un&#8217;ala da cui usciva un fiotto di sangue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vecchio Sapiens gli si avvicin\u00f2, lo aiut\u00f2 a tamponarsi la ferita con delle erbe che strapp\u00f2 da un cespuglio l\u00ec vicino, scegliendole con cura e poi gli chiese: \u00abChi sei tu che noi non abbiamo mai visto nel nostro bosco?\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;animale diede un ultimo sguardo alla nuvola che sorvolava ancora il bosco prima di sparire all&#8217;orizzonte, poi emise un gran sospiro e disse piano piano: \u00abSono un fenicottero\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abE che cosa ti \u00e8 successo all&#8217;ala?\u00bb chiesero i cuccioli sorpresi e stupiti, perch\u00e9 loro non conoscevano le armi dei cacciatori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEro in volo con i miei compagni verso il paese degli asfodeli quando un cacciatore mi ha colpito.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa allora \u00e8 per questo che non riesci pi\u00f9 a volare e che ti sei staccato dai tuoi compagni?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, perch\u00e9 loro devono raggiungere il Sud prima che arrivi il freddo dell&#8217;inverno e non potevo far aspettare tutto lo stormo; io avr\u00f2 bisogno di molto tempo prima di guarire, se riuscir\u00f2 a farlo.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 non dovresti guarire?\u00bb chiesero ancora i cuccioli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 io non sono abituato a vivere in un bosco\u00bb rispose il fenicottero \u00abe non so neanche come si faccia a sopravvivere qui. Io so come si vive vicino al mare, negli stagni spaziosi dove l&#8217;inverno piove, ma l&#8217;aria \u00e8 tiepida, mentre in un bosco c&#8217;\u00e8 molto pi\u00f9 freddo.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa noi ce la facciamo tutti\u00bb rispose un altro. \u00abSe tu vuoi, possiamo aiutarti perch\u00e9 noi siamo nati e vissuti qui e conosciamo bene il nostro mondo.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E fu cos\u00ec che il fenicottero ferito fu adottato seduta stante dagli abitanti del Bosco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo punto da risolvere fu quello di trovargli un luogo nel quale vivere, che non fosse troppo diverso dal suo luogo naturale .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulle rive di un laghetto fu costruito un capanno di frasche che proteggesse il fenicottero dalla rigida tramontana dell&#8217;inverno e dalla caduta della neve e che permettesse all&#8217;acqua di non gelare durante il grande freddo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fenicottero fu trasportato sotto il capanno e gli fu preparato un giaciglio di paglia soffice e calda su cui sdraiarsi quando la ferita gli faceva troppo male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giorno dopo giorno i cuccioli presero l&#8217;abitudine di arrivare da lui un po&#8217; prima che iniziasse la Scuola dello Spiazzo, per fargli compagnia e farsi raccontare le storie dei paesi lontani da cui proveniva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRaccontaci com&#8217;\u00e8 il mare\u00bb gli chiesero un giorno i cuccioli, che su questo punto erano sempre molto curiosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa prima volta che ho visto il mare\u00bb rispose il fenicottero \u00ab\u00e8 stato quando ho imparato a volare e i miei genitori mi hanno fatto fare un giro sopra lo stagno. Io sono rimasto cos\u00ec affascinato che mi si \u00e8 mozzato il fiato in gola e sono rimasto senza respiro.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa perch\u00e9 fai fatica qualche volta a respirare?\u00bb chiese incuriosito un piccolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 mi fa male la ferita all&#8217;ala\u00bb rispose tristemente il fenicottero. \u00abPer me volare vuol dire vivere e l&#8217;ala ferita mi impedisce di farlo. Allora la mia immaginazione torna sempre al paese degli asfodeli, che \u00e8 il luogo dove sono volato tutti gli inverni della mia vita. Ma lo starne cos\u00ec lontano mi fa proprio male.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa allora \u00e8 come se tu avessi due ferite, una dentro e una fuori\u00bb not\u00f2 stupito il cucciolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEh, s\u00ec\u00bb ribatt\u00e9 il fenicottero, triste per la constatazione, ma sollevato nel sentire che qualcuno capiva ci\u00f2 che gli succedeva. \u00ab \u00c8 proprio come se avessi due ferite: una dentro e una fuori\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa le ferite devono essere curate\u00bb disse un altro piccolo che ascoltava attentamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abI vecchi ti stanno curando la ferita all&#8217;ala, ma chi ti cura la ferita dentro?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuella \u00e8 difficile da curare\u00bb rispose il fenicottero con una voce cos\u00ec bassa che fecero tutti molta fatica a capire. \u00ab \u00c8 per questo che fa ancora male.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa allora bisogna trovare il modo di curare anche quella\u00bb ribatterono fermamente i cuccioli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E da quel momento decisero di cercare di curargli quell&#8217;altra ferita dentro, che non si vedeva, ma che faceva male. Per\u00f2 si resero ben presto conto che non era facile curare una ferita dentro che era invisibile e non si sapeva neanche dove fosse, anche se si sapeva che faceva male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuand&#8217;\u00e8 che la tua ferita dentro fa meno male?\u00bb chiesero un giorno al fenicottero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab \u00c8 quando voi mi chiedete di parlare del mare e degli stagni da cui provengo, perch\u00e9 allora il parlarne \u00e8 come se creasse in aria un grande ponte sospeso che mi fa arrivare l\u00e0 e non mi fa sentire lontano, cos\u00ec soffro meno di nostalgia.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAllora il parlarne serve a vincere la distanza fra te e loro!\u00bb osserv\u00f2 un piccolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCredo di s\u00ec, perch\u00e9 in quel momento la mia ferita dentro fa meno male, e io mi sento meglio, quasi come se fossi l\u00e0\u00bb rispose il fenicottero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cuccioli decisero dunque che per curargli la ferita dentro bisognava cominciare a far parlare il fenicottero del paese degli asfodeli, e questo li rese molto contenti perch\u00e9 imparare delle cose nuove era proprio ci\u00f2 che loro desideravano di pi\u00f9, visto che tutti i piccoli sono curiosi e amano molto la parola \u00abperch\u00e9\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa che cos&#8217;\u00e8 esattamente un asfodelo?\u00bb gli chiese un giorno uno che fino a quel momento non aveva osato chiederglielo perch\u00e9 il fenicottero ne parlava sempre come se fosse una cosa che tutti dovessero conoscere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOh, \u00e8 un fiore bellissimo, \u00e8 quello preferito da noi fenicotteri perch\u00e9 ci assomiglia: ha il gambo lungo come le nostre zampe e ha il nostro stesso colore, che \u00e8 quello delle dita dell&#8217;aurora\u00bb rispose il fenicottero con un sospiro. \u00abL&#8217;asfodelo segna il periodo in cui noi fenicotteri stiamo l\u00e0, ed \u00e8 per questo che per noi quella \u00e8 la terra degli asfodeli. E poi \u00e8 un fiore molto generoso, che cresce dappertutto chiedendo molto poco in cambio: riesce persino a far fiorire le rocce con pochissima terra portata dal vento.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E man mano che il fenicottero parlava, i cuccioli del Bosco venivano trasportati dalle sue parole al paese degli asfodeli, attraverso il ponte che le parole dell&#8217;animale ferito costruivano nel cielo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ogni volta si verificava sempre la stessa storia: alla fine del racconto era come se i cuccioli tornassero tutti al loro bosco attraverso il ponte, ma il fenicottero non li accompagnasse pi\u00f9 e rimanesse la, da qualche parte, immerso nella nostalgia di quei posti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 cos\u00ec un po&#8217; di tempo, ma le ferite del fenicottero non accennavano a guarire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano s\u00ec migliorate un poco, soprattutto quella all&#8217;ala, ma anche quest&#8217;ultima faceva molta fatica a rimarginare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab \u00c8 un po&#8217; strano,\u00bb disse un giorno il vecchio Sapiens \u00abperch\u00e9 queste erbe sono molto potenti e di solito fanno guarire le ferite in pochissimo tempo, mentre la tua sembra molto pi\u00f9 lenta, come se non riuscisse a guarire del tutto.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa forse la ferita all&#8217;ala non pu\u00f2 rimarginare bene finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 ancora la ferita dentro che fa male\u00bb osserv\u00f2 uno dei cuccioli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab \u00c8 vero;\u00bb rispose il fenicottero \u00ab\u00e8 come se qualcosa di me fosse da un&#8217;altra parte e allora mi sento un po&#8217; strano e diviso in due.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa non si deve essere contenti quando si sta cos\u00ec\u00bb osserv\u00f2 un cucciolo \u00abperch\u00e9 uno non sa mai dov&#8217;\u00e8 esattamente.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ultima cosa che restava da fare era dunque quella di portare il fenicottero alla Scuola dello Spiazzo, dove si imparava a mettere insieme tutte le parti, come era sempre stato fatto nella storia del bosco, dall&#8217;inizio di tutti i cicli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sera dopo sera, i cuccioli aiutarono il fenicottero ferito ad arrivare allo Spiazzo, e anche lui pot\u00e9 cominciare ad ascoltare le storie del bosco e a scoprire che esistevano anche l\u00ec delle cose molto belle che non conosceva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando cadde la neve, che non aveva mai visto, al fenicottero si ferm\u00f2 il respiro in gola per la meraviglia, proprio come gli era successo la prima volta che aveva visto il mare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E anche lui impar\u00f2 a conoscere e ad amare il silenzio del bosco sotto tutto quel manto bianco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando il sole si fece un po&#8217; pi\u00f9 tiepido e la neve si sciolse, si accorse che la terra si stava preparando un vestito nuovo, fatto di fiori diversi dai suoi asfodeli, ma altrettanto belli, perch\u00e9 invece di avere il colore dell&#8217;aurora avevano catturato quello giallo oro del sole del pomeriggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 un giorno, alla fine di un racconto sul Paese degli Stagni, nel momento esatto in cui di solito il fenicottero restava silenzioso perch\u00e9 una sua parte era rimasta altrove, ecco che i cuccioli sentirono la sua voce allegra che diceva sorpresa: \u00abGuardate, \u00e8 nato un nuovo fiore!\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si voltarono verso la direzione in cui guardava il fenicottero e videro uno splendido cespuglio di primule gialle. I cuccioli restarono un po&#8217; incerti. Guardavano un po&#8217; il cespuglio e un po&#8217; il fenicottero che lo fissava ammirato. Poi alla fine si sent\u00ec un gran chiasso: \u00abEvviva, evviva, ce l&#8217;abbiamo fatta!\u00bb gridarono facendo un girotondo per lo spiazzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abFatta a fare che cosa?\u00bb chiese il fenicottero stupito perch\u00e9 non capiva proprio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abA farti tornare tutto intero nel bosco insieme a noi\u00bb risposero divertiti i cuccioli. \u00abGuarda la tua ferita all&#8217;ala: \u00e8 guarita. Si vede che anche quella dentro non fa pi\u00f9 male. Andiamo a chiamare gli anziani per fargliela vedere.\u00bb Il fenicottero si guard\u00f2 stupito: era proprio vero, la sua ferita all&#8217;ala era completamente guarita. Prov\u00f2 a chiudere gli occhi per concentrarsi e sentire se la ferita dentro faceva ancora male, ma questa volta gli sembr\u00f2 di stare molto meglio .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che cap\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando finalmente Sapiens arriv\u00f2 col corteo dei cuccioli, controll\u00f2 anche lui e si rese conto che avevano proprio ragione loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo credo che al prossimo passaggio dei tuoi compagni tu sarai pronto a partire con loro\u00bb disse commosso il vecchio. \u00abLa tua ala ormai \u00e8 guarita e la ferita dentro non fa pi\u00f9 male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato quando ti sei potuto separare dalla malinconia che ti faceva tornare sempre al paese degli asfodeli che hai potuto scoprire e amare il bosco che ti ha accolto e curato .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche quando passeranno i tuoi compagni fenicotteri dovrai di nuovo separarti e questa volta da noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avrai un po&#8217; di malinconia a farlo, ma in compenso potrai volare con loro verso il mare e gli stagni orlati di asfodeli.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 anche l&#8217;estate del bosco e all&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, un giorno in cui l&#8217;aria era particolarmente frizzante e limpida, si vide una nuvola rosa che sorvolava l&#8217;orizzonte lontano e poi poco a poco tutto il cielo dello Spiazzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano i compagni del fenicottero che erano tornati al Nord a primavera e che ora venivano a riprenderselo per partire con lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fenicottero salut\u00f2 tutti i suoi amici del bosco, poi, piano piano cominci\u00f2 a volare fino a diventare un puntino nel cielo e infine spar\u00ec in mezzo alla nuvola rosa che fece un altro giro e si allontan\u00f2 verso l&#8217;orizzonte in direzione del Sud.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli animali del bosco all&#8217;inizio si guardarono con un po&#8217; di malinconia, poi tornarono alle loro occupazioni perch\u00e9 l&#8217;inverno si avvicinava e c&#8217;erano tante cose da preparare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella sera la lezione della Scuola dello Spiazzo fu dedicata agli abiti della terra in primavera: quello di asfodeli e quello di primule erano semplicemente abiti diversi, ma chi se ne adornava era la terra, sempre la stessa, da sempre, ogni anno a primavera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E da allora, ogni autunno, quando le giornate sono particolarmente limpide e frizzanti, gli abitanti del bosco scrutano l&#8217;orizzonte in attesa di una nuvola rosa, che puntualmente arriva, si abbassa in volo a salutare la Scuola della Spiazzo, per riprendere poi il suo viaggio, verso il Sud, alla ricerca del sole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a id=\"p6\"><\/a>Qualche riflessione sulla favola: La nostalgia&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPap\u00e0, ma almeno TU, sei rimasto mio?\u201d Umberto, 4 anni, in lacrime alla nascita di Maria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questa una delle manifestazioni pi\u00f9 comuni della nostra vita quotidiana; possiamo provare nostalgia di tutto, luoghi, persone, et\u00e0 della vita, emozioni e sensazioni provate dentro di noi, eccetera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo persino provare nostalgia della nostalgia, quella dei ricordi di qualcuno di cui abbiamo nostalgia noi stessi. .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse si tratta del tema pi\u00f9 palesemente legato al distacco e alle sue difficolt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 spesso nel bambino, o anche in noi adulti, il ricordo, o a volte il mito di un&#8217;\u00abet\u00e0 dell&#8217;oro\u00bb che appartiene al passato e che abbiamo perso per sempre, ma che \u00e8 estremamente importante perch\u00e9 ha un valore di testimonianza della nostra stessa storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che la circonda \u00e8 un insieme di emozioni e sensazioni legate a ci\u00f2 che \u00e8 stato, ma spesso anche a ci\u00f2 che non \u00e8 stato, al come sarebbe potuto essere, cio\u00e8 all&#8217;apertura a tutte le possibilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi luoghi, persone, et\u00e0 della vita, ecc. possono cos\u00ec assumere dentro di noi una specie di luce dorata che fa brillare anche ci\u00f2 che pu\u00f2 non essere stato molto luminoso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anzi frequente che certe nostalgie che ci possiamo portar dentro dell&#8217;infanzia come di una mitica terra dell&#8217;oro, riguardino un periodo della vita che per altri versi pu\u00f2 invece essere stato difficile e duro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 come se noi adulti davanti alle difficolt\u00e0 del quotidiano dovessimo avere 1a certezza che c&#8217;\u00e8 stato almeno un periodo magico nella nostra vita, quando eravamo bambini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo a volte ci porta a non capire o a sottovalutare invece le reali difficolt\u00e0 di un bambino perch\u00e9 possiamo facilmente proiettare su di lui la magia che noi stessi attribuiamo a quest&#8217;epoca della vita, considerata spesso il regno della felicit\u00e0 perpetua e della mancanza di difficolt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;idea di renderci conto che un bambino pu\u00f2 soffrire ci \u00e8 spesso difficile da accettare, come se fosse una minaccia che potrebbe far crollare il castello di una nostra sicurezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come per l&#8217;adulto, anche per un bambino che cresce ci pu\u00f2 essere un&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro ancorata nel suo passato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema in genere \u00e8 quello di capire se il bambino \u00e8 abbarbicato per qualche motivo a quest&#8217;et\u00e0 e non se ne vuole separare, oppure se ci ritorna periodicamente, come a prendere una boccata d&#8217;ossigeno nei momenti di difficolt\u00e0, per ritrovare la sicurezza che gli \u00e8 necessaria per un ulteriore passo in avanti (secondo il concetto di \u00abbase sicura\u00bb di Bowlby).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo ho notato\u00bb ha detto una volta una maestra di scuola materna in un gruppo \u00abche i bambini hanno spesso dei momenti in cui apparentemente tornano a comportamenti precedenti, ma che dopo questi momenti c&#8217;\u00e8 sempre un qualcosa in pi\u00f9 che sanno fare, da tutti i punti di vista, o verbale, o psicomotorio, o sul piano dell&#8217;autonomia. &nbsp; \u00c8 come se fosse un passo necessario per poter imparare.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte gi\u00e0 Dostoevskij diceva che un individuo deve avere almeno un buon ricordo infantile che l&#8217;accompagni per la vita, come se fosse questo il serbatoio a cui attingere la carica di energia necessaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che infatti si pu\u00f2 facilmente osservare nei bambini \u00e8 la grande energia vitale che li attraversa, come se la vita stessa si manifestasse in loro; basti pensare ai cortili delle scuole, ai giardini pubblici, a tutti i luoghi dove si possono incontrare gruppi di bimbi e all&#8217;esplosione di vitalit\u00e0 che li circonda se sono liberi di agire e non impediti dagli adulti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio la forza della vita quella che si manifesta in loro, anche nei casi di difficolt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;aiuto che noi possiamo dare a un piccolo che invece fa fatica a crescere, pu\u00f2 forse essere quindi il tentativo di far s\u00ec che questa eventuale \u00abet\u00e0 dell&#8217;oro\u00bb sia un terreno di evoluzione da cui ripartire piuttosto che uno a cui restare fissato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I giochi che Donata faceva erano belli e divertenti da vedere, ma non avevano alcun significato per la mamma, che pure vi partecipava volentieri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato lo scoprire che questi giochi mimavano costantemente delle scene fetali che ha fatto s\u00ec che la mamma si chiedesse perch\u00e9 la sua bambina volesse sempre tornare nella sua pancia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sta bene nella pancia della mamma, si \u00e8 protetti e accuditi soddisfatti in tutti i bisogni, ma ci si sta bene naturalmente nei nove mesi che precedono la nascita, non dopo quando si ha bisogno di respirare, altrimenti manca l&#8217;aria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guarda caso, Donata soffriva di crisi d&#8217;asma molto forti che spaventavano moltissimo i suoi genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab \u00c8 come se io stessa facessi una gran fatica a trovare i miei confini,\u00bb ha osservato in seguito la mamma \u00abcerte volte non so dove finisco io e dove inizia lei, la mia bambina. Mi d\u00e0 molta ansia questa sensazione, \u00e8 una confusione che mi fa proprio star molto male. Nei momenti in cui invece riesco a sentire i miei confini e mi rendo conto che io e lei siamo due persone separate sto proprio meglio e vedo che anche a lei fa bene.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;aiuto che la mamma di Donata le ha dato \u00e8 stato quello di cercare lei stessa i suoi confini, cio\u00e8 di non accettare il desiderio della bambina di voler tornare dentro di lei (che era l&#8217;altra faccia della stessa medaglia, cio\u00e8 del suo stesso desiderio inconsapevole di riprovare l&#8217;emozione di avere la piccola nella sua pancia come compagnia costante), e questo ha migliorato la qualit\u00e0 della loro relazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donata soffre ancora di qualche rara crisi d&#8217;asma, ma ormai le succede solo nei momenti di grande difficolt\u00e0 in cui potrebbe aver bisogno di rivivere una sicurezza antica che l&#8217;accompagni (come per la nascita della sorellina e l&#8217;andare alla scuola elementare nello stesso periodo), ma non come abitudine costante di vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema della nostalgia \u00e8 inoltre spesso presente nei bambini anche nel momento in cui si confrontano con la gelosia per la nascita di un nuovo fratello.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giorgio, di cinque anni, aveva difficolt\u00e0 di linguaggio, faceva fatica a parlare e giocava sempre con i bambini pi\u00f9 piccoli di lui, comportandosi come loro. \u00c8 stato un gattino di peluche quello che ha permesso alla mamma di capire che cosa succedeva nel suo mondo interno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuello che piace molto ai miei figli\u00bb ha raccontato \u00ab\u00e8 quando io parlo del periodo in cui anche loro erano nella mia pancia\u00bb (la mamma aspettava il terzo figlio) \u00abe compravo loro i giochi gi\u00e0 prima che nascessero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso Giorgio circola sempre con un gattino di peluche che prima per lui non significava niente, ma da quando gli ho detto che \u00e8 uno dei giocattoli che gli avevo preso quando era nella mia pancia non lo abbandona pi\u00f9, se lo porta persino alla scuola materna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso ha proprio un significato diverso per lui.\u00bb Giacomo, nove anni, quando metteva i guardiani ai suoi disegni, lo faceva per la paura che \u201cnon\u201d capitasse qualcosa di brutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 per la paura di \u201cnon fare\u201d dei brutti sogni\u00bb, diceva.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la nascita del suo terzo fratello, Giacomo, che aveva manifestato tutta la sua gelosia per la nuova gravidanza della madre (aveva rincorso il pap\u00e0 piangendo e chiedendogli \u00abPap\u00e0, dimmi che non \u00e8 vero!\u00bb), \u00e8 diventato pi\u00f9 alto, pi\u00f9 sicuro e quando mette i guardiani ai suoi disegni questa volta lo fa \u00abper la paura \u201cdi fare\u201d dei brutti sogni\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come dice la Dolto, la gelosia per la nascita del fratellino gli ha permesso di fare delle grosse conquiste sul piano evolutivo:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuesta tappa strutturante, chiamata della gelosia, \u00e8 inevitabile, \u00e8 segno dell&#8217;intelligenza del bambino di fronte a un&#8217;esperienza nuova.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo i bambini essa \u00e8 pi\u00f9 o meno spettacolare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 affermare che pi\u00f9 viene vissuta con intensit\u00e0, pi\u00f9 successivamente si assiste allo sbocciare di una personalit\u00e0 potente e capace di adattabilit\u00e0.[&#8230;]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa prova \u00e8 necessaria ai fine dell&#8217;assunzione del concetto di \u00abaltro\u00bb e ciascun essere umano presto o tardi l&#8217;incontra sulla propria strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"5\"><\/a>L&#8217;arrivo di un fratellino permette di viverla presto, e di uscirne liberato dal bisogno di assoluto nei rapporti sociali.\u201d [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cReculer pour mieux sauter\u201d, dicono i francesi:&nbsp;<strong><em>tornando indietro si pu\u00f2 fare un salto pi\u00f9 lungo<\/em><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aiutiamo i bambini a fare un passo indietro: per saltare, per\u00f2, non per restare imprigionati nell&#8217;immobilit\u00e0.&nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">__________&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Note&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn5\"><\/a>5. F. Dolto, \u201cIl gioco del desiderio\u201d, SEI, Torino 1987. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quando il passaggio \u00e8 verso qualcosa che abbiamo scelto e che ci piace, ci sar\u00e0 sempre una notevole parte della nostra energia che sar\u00e0 assorbita dall&#8217;ansia del dover affrontare una situazione sconosciuta, abbandonandone una familiare e nota.\u00a0 Il Bambino nascosto \/3.2 di Alba Marcoli (continua)&nbsp;Capitolo terzo. Il linguaggio del sintomo Sommario&nbsp;: 5. La perdita dell&#8217;equilibrio &#8211; Favola numero 5 &#8211; Le cadute &#8211; 6. L&#8217;importanza delle regole &#8211; Favola numero 6 &#8211; La mancanza di limiti &#8211;&nbsp;7. La fatica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10894,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[],"class_list":["post-1653","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1653","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1653"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1653\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10897,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1653\/revisions\/10897"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10894"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1653"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1653"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1653"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}