{"id":1657,"date":"2007-12-22T19:03:20","date_gmt":"2007-12-22T18:03:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1657"},"modified":"2023-11-04T10:41:55","modified_gmt":"2023-11-04T09:41:55","slug":"massoneria-e-realizzazione-esoterica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1657","title":{"rendered":"Massoneria e realizzazione esoterica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=42\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Massoneria\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Massoneria1.jpg\" alt=\"Massoneria\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Massoneria\" src=\"images\/topics\/Massoneria1.jpg\" alt=\"Massoneria\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>\u201cPiccoli\u201d e \u201cGrandi Misteri\u201d &#8211; Riattualizzare gli Archetipi &#8211; Il significato del G.A.D.U.<\/em><\/p>\n<p>Uno degli errori che pi\u00f9 frequentemente commette il neofita, o il semplice curioso delle dottrine tradizionali, \u00e8 quello di dimenticare, o ignorare completamente, la condizione di \u201cmalattia\u201d spirituale in cui si trova l&#8217;era moderna. Si tende ad obliterare, tout court, che cosa siano i cicli cosmici, e come inevitabilmente comportino delle limitazioni e delle restrizioni sulle possibilit\u00e0 individuali. Si decontestualizzano cos\u00ec le forme tradizionali superstiti, sopravvissute al destino della tecnoscienza moderna, pretendendo che esse siano ancora prodighe d&#8217;insegnamenti segreti e di brividi esoterici da regalare ai propri affiliati.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Massoneria e realizzazione esoterica<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>\u201cPiccoli\u201d e \u201cGrandi Misteri\u201d<\/h4>\n<p>Uno degli errori che pi\u00f9 frequentemente commette il neofita, o il semplice curioso delle dottrine tradizionali, \u00e8 quello di dimenticare, o ignorare completamente, la condizione di \u201cmalattia\u201d spirituale in cui si trova l&#8217;era moderna. Si tende ad obliterare, <em>tout court, <\/em>che cosa siano i cicli cosmici, e come inevitabilmente comportino delle limitazioni e delle restrizioni sulle possibilit\u00e0 individuali. Si decontestualizzano cos\u00ec le forme tradizionali superstiti, sopravvissute al destino della tecnoscienza moderna, pretendendo che esse siano ancora prodighe d&#8217;insegnamenti segreti e di brividi esoterici da regalare ai propri affiliati.<\/p>\n<p>L&#8217;errore alternativo a questo stesso atteggiamento, si presenta come un rifiuto della forma tradizionale \u201cregolare\u201d, che induce a cercare affiliazioni spirituali in conventicole che di esoterico non hanno assolutamente niente. Oltre agli indubbi pericoli di plagio e di manipolazione psichica e fisica, chi cade nella rete di questi nuovi movimenti magici o del \u201cpotenziale umano\u201d, deve sapere che sul piano spirituale non otterr\u00e0 alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>Sarebbe preferibile allora limitarsi a professare la propria forma exoterica, vale a dire la religione di nascita, piuttosto che cadere nelle braccia di chi fa dello pseudo-esoterismo. Del resto nell&#8217;iniziazione non vi sono autodidatti, perch\u00e9 per diventare iniziati, bisogna ricevere da altri, ci\u00f2 che l&#8217;individualit\u00e0 profana non pu\u00f2 possedere, ossia la trasmissione di un&#8217;influenza spirituale. Ma perch\u00e9 vi possa essere la possibilit\u00e0 di farsi ricettacolo della trasmissione spirituale, deve esserci a sua volta un membro dell&#8217;organizzazione iniziatica, regolarmente autorizzato a trasmettere il rito d&#8217;iniziazione. Ma \u00e8 palese che l&#8217;influenza spirituale risiede nel rito e non nell&#8217;officiante, che \u00e8 solo un anello della catena iniziatica, pi\u00f9 o meno cosciente o preparato. Sono cose che dovrebbero ormai essere chiare a tutti quelli che s&#8217;interessano al mondo della \u201cTradizione\u201d: Gu\u00e9non le ha ripetute ad iosa. Ma evidentemente continuano ancora ad essere oscure alla maggior parte dei critici moderni delle forme tradizionali occidentali. O meglio, dell&#8217;unica forma rimasta superstite nell&#8217;Occidente contemporaneo: la Massoneria.<\/p>\n<p>Dal punto di vista esoterico-iniziatico, \u00e8 il rito che trasmette l&#8217;influenza spirituale, non colui che officia, sia quest&#8217;ultimo cosciente o no, di quello che sta trasmettendo. \u00c8 l&#8217;influsso non-umano che si serve come di un medium, di colui che ha le qualificazioni per trasmettere l&#8217;iniziazione. Chi officia un rito tradizionale \u00e8 solo un trasmettitore, che come ricorda Gu\u00e9non, non pu\u00f2 non effondere l&#8217;influenza spirituale che si serve di lui come di un anello passivo. Nel caso contrario, la perfetta erudizione su di un rito basterebbe ad assicurarne la legittimit\u00e0: \u00e8 un paradosso evidente, perch\u00e9 se cos\u00ec fosse allora basterebbe un qualsiasi egittologo per iniziare dei profani, per esempio, al culto di Iside.<\/p>\n<p>Colui che effettua un rito, purch\u00e9 regolarmente investito della sua funzione, pu\u00f2 non capire nulla di quello che sta facendo, ed il rito sar\u00e0 comunque legittimamente trasmesso. \u00c8 necessario farsene una ragione: finch\u00e9 vi saranno dei riti ed il simbolismo tradizionale, la Massoneria Speculativa Moderna, continuer\u00e0 ad essere un&#8217;Organizzazione Iniziatica. L&#8217;ultima dell&#8217;Occidente.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, l&#8217;iniziazione virtuale \u00e8 il seme gettato nel terreno dell&#8217;individualit\u00e0. Se questa feconder\u00e0 in un albero, allora il lavoro interiore del neofita avr\u00e0 realizzato un&#8217;iniziazione effettiva. Se cos\u00ec non avverr\u00e0, l&#8217;individualit\u00e0 si fermer\u00e0 allo stato dell&#8217;iniziazione virtuale, pur mantenendo per\u00f2, la possibilit\u00e0 di trasmettere lo stesso seme o germe ad altre individualit\u00e0. Proprio perch\u00e9 fecondato dal seme iniziatico, l&#8217;iniziato virtuale, che non ha potuto o saputo realizzare i \u201cPiccoli Misteri\u201d, pu\u00f2 trasmettere l&#8217;inseminazione o la germinazione ad un terzo.<\/p>\n<p>Abbiamo visto che la trasmissione dell&#8217;influenza spirituale \u00e8 assicurata dalla continuit\u00e0 ortodossa dei riti tradizionali, a prescindere dal valore e dalle capacit\u00e0 intellettuali dell&#8217;officiante, ma non dalle sue qualificazioni particolari ad eseguire i riti. Lo Spirito non sempre richiede autocoscienza, soprattutto a livelli elementari: si pensi ad esempio, a tutti quei visionari \u201cproduttori\u201d di fenomeni, che non sanno spiegarne le dinamiche sottese all&#8217;apparire. Ci\u00f2 nonostante, chi recalcitrer\u00e0 ad effettuare il lavoro interiore successivo all&#8217;iniziazione virtuale, non potr\u00e0 aspirare a nulla di pi\u00f9 che a ricoprire un ruolo di mero trasmettitore dell&#8217;influenza spirituale, ad essere semplicemente l&#8217;anello inconsapevole di una catena.<\/p>\n<p>La crescita iniziatica \u00e8 nelle mani del singolo. L&#8217;influenza spirituale una volta ricevuta va vivificata, altrimenti lo stato sottile dell&#8217;iniziato rimane semplicemente un terreno arido e incolto, un terreno che non ha fruttificato. La responsabilit\u00e0 \u00e8 allora individuale, la via \u00e8 solitaria. Ovviamente come ricordavamo all&#8217;inizio, non si pu\u00f2 ignorare quali siano le condizioni spirituali in cui versa l&#8217;era moderna, che limitano oltremodo gli aneliti individuali. Secondo la cosmologia ind\u00f9, ci troviamo ancora nel Kali-yuga, nell&#8217;Era Oscura, dove si assiste ad una degenerazione collettiva di tutte le forme tradizionali (si pensi ad esempio, all&#8217;integralismo islamico). Oltretutto, per le tradizioni artigianali o di mestiere le possibilit\u00e0 sono in partenza assai limitate, perch\u00e9 rimangono circoscritte al conseguimento dei \u201cPiccoli Misteri\u201d. Anche se proprio nello Scozzesismo si dovrebbe presentare, alla fine del cammino di reintegrazione nello \u201cStato dell&#8217;Uomo Primordiale\u201d, un \u201cgradino\u201d iniziatico che permetta di passare ai \u201cGrandi Misteri\u201d.<\/p>\n<p><em>L&#8217;essere che attualmente \u00e8 un uomo pu\u00f2, in certe condizioni, raggiungere fin da questa vita lo stato spirituale che diverse tradizioni designano come lo \u201cstato primordiale\u201d o lo \u201cstato edenico\u201d(\u201cPiccoli Misteri\u201d), poi elevarsi agli stati superiori dell&#8217;essere e infine ottenere ci\u00f2 che si pu\u00f2 chiamare indifferentemente la \u201cLiberazione\u201d o lo stato di \u201cIdentit\u00e0 Suprema\u201d (\u201cGrandi Misteri\u201d). <a name=\"1\"><\/a>La prima delle condizioni necessarie perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga \u2013 ammesso che l&#8217;uomo abbia in lui stesso le qualificazioni richieste \u2013 \u00e8 l&#8217;iniziazione, cio\u00e8 la trasmissione, per mezzo di riti appropriati, di un&#8217;influenza spirituale <\/em>[<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>].<\/p>\n<p>La realizzazione dello stato spirituale inerente ai Piccoli Misteri, nell&#8217;esoterismo massonico \u00e8 assicurato dall&#8217;archetipo del Costruttore raffigurato dal mito di Hiram. L o stato dei Piccoli Misteri \u00e8 la reintegrazione archetipica con l&#8217;Uomo Universale; nella fattispecie una tradizione come quella muratoria, nata nel solco delle antiche Corporazioni di Mestiere, non pu\u00f2 che essere la realizzazione nell&#8217;individuo dell&#8217;archetipo del Costruttore del Tempio Interiore. Trasformazione introspettiva, volta a superare i limiti strettamente individuali dell&#8217;iniziato, come fenomenologia della Lavorazione della Pietra Grezza; simbolismo alchemico del passaggio dall&#8217;Opera al Nero al Rubedo (passando attraverso la \u201cfase Bianca\u201d). Egoismo, ambizione sfrenata, concupiscenza, ecc, sono i limiti che l&#8217;iniziato deve superare per poter ambire alla realizzazione spirituale, non soltanto occidentale. Nella tradizione ind\u00f9, <em>Purusha <\/em> (il S\u00e9 trascendente) \u00e8 paragonato ad uno smeraldo grezzo o ad uno specchio impolverato. La polvere deve essere spazzata via per poter realizzare la reminiscenza, la <em>reintegratio <\/em> nell&#8217;essenza. Per poter scoprire il vero volto dietro le maschere sociali, la natura della Tigre assopita nel cucciolo che si credeva una Capra, ed invece era una Tigre. <a name=\"2\"><\/a>Anche nel Buddhismo Hinayana, in quello Mahayana, come nel Vajrayana, per realizzare la conoscenza della \u201cVacuit\u00e0\u201d (<em>Sunyata<\/em>) si deve prima oltrepassare la nuvola offuscante del mondo fenomenico [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>].<\/p>\n<p>In molte di queste tradizioni, c&#8217;\u00e8 l&#8217;idea dunque del V.I.T.R.I.O.L., del Lavoro interiore per riscoprire il S\u00e9. Credo che l&#8217;archetipo del Costruttore, simboleggiato dal mito di Hiram, rappresenti proprio questo: il ritorno dell&#8217;essere al nucleo pi\u00f9 intimo della persona umana, la <em>restitutio ad integrum. <\/em><\/p>\n<h4>Riattualizzare gli Archetipi<\/h4>\n<p>Secondo Jung, non pu\u00f2 esserci vero oblio collettivo degli archetipi. Qualora, la polisemia dei significati mitici fosse espunta dalla memoria storica, gli archetipi continuerebbero, comunque, a produrre energia nell&#8217;Immaginario come significanti negativi o demoniaci. Nella Germania prenazista, gruppi di giovani, denominati <em>Wanderv\u00f6gel<\/em>, praticavano la vita nei boschi e il nudismo, esaltavano la danza, amavano la bellezza, rifiutavano la civilt\u00e0 industriale, riattualizzando l&#8217;archetipo di <em>Wotan<\/em>, re degli dei del pantheon nordico. <em>Wotan <\/em> o Odino, sconfitto dalla cristianizzazione delle popolazioni germaniche, poteva essere riattualizzato nell&#8217;Immaginario soltanto assumendo una valenza negativa, esclusivamente nelle sue vesti di dio della guerra e non della saggezza. Ecco perch\u00e9 il nazionalsocialismo si riappropri\u00f2, mediante il wagnerismo, delle arcaiche strutture della tradizione nordica, utilizzando la macchina mitologica per la folle propaganda sulla razza e sulla sottomissione dei popoli non germanici.<\/p>\n<p>Come ricordava Mircea Eliade, il mito, dunque l&#8217;archetipo, \u00e8 trascendente rispetto alla storia, perch\u00e9 quest&#8217;ultima, aggiungendo significati ulteriori al simbolismo originario, non pu\u00f2 annientarne del tutto la struttura primitiva. L&#8217;uomo moderno, consapevolmente o meno, prova un senso di espansione psicologica, quando, in qualunque momento della sua vita, incarna un archetipo: la \u201cmadre\u201d, la \u201cmoglie\u201d, il \u201cpadre\u201d, il \u201cgiudice\u201d, il \u201csapiente\u201d che insegna, ecc. Alla radice del significato tradizionale del termine sanscrito <em>varna, <\/em>tradotto malamente con \u201ccasta\u201d, troviamo proprio quest&#8217;idea: in ogni stadio dell&#8217;esistenza, all&#8217;individuo viene sempre chiesto di identificarsi con uno dei vari ruoli eterni che costituiscono le strutture ed il tessuto della societ\u00e0. I tratti della personalit\u00e0 permangono, ma sono sempre subordinati alle esigenze del ruolo. Siamo comunque destinati ad incarnare archetipi. Si tratta, dunque, di selezionare dei modelli di riferimento e scegliere \u2013 seppure a livello inconscio \u2013 se vogliamo incarnare i degenerati idealtipi della societ\u00e0 telecratica \u2013 il \u201ccostantinismo\u201d ed il \u201cvelinismo\u201d \u2013 oppure, se vogliamo recitare ruoli pi\u00f9 elevati, perlomeno sotto il profilo spirituale.<\/p>\n<p>L&#8217;edificazione del Tempio Interiore \u2013 simboleggiata dalla reintegrazione nell&#8217;archetipo del Costruttore Hiram \u2013 conduce alla rivelazione che la verit\u00e0 non \u00e8 qualcosa che si acquisisce esteriormente, ma qualcosa d&#8217;intrinseco all&#8217;individuo, consequenziale al modus operandi soggettivo. Come nel Buddhismo Mahayana, la verit\u00e0 nascosta si consegue esercitando la perfezione individuale. Nescienza e conoscenza sono aspetti intellettuali dei cambiamenti prodotti in noi dal nostro modo di vivere: si viene trasformati dalle proprie azioni, in meglio o in peggio.<\/p>\n<p>Il Bodhisattva del Mahayana \u00e8 quella figura straordinaria che rinuncia ad entrare nel Nirvana per aiutare tutti gli esseri a conseguire la buddhit\u00e0. Il significato della costruzione del Tempio Interiore, rimanda allo stesso atteggiamento pratico che informa l&#8217;agire individuale. Non si tratta pi\u00f9 di limitarsi a riscoprire un S\u00e9 nascosto sul fondo dell&#8217;essere, offuscato dall&#8217;illusione sottesa al mondo fenomenico, come una gemma sotterrata o uno specchio impolverato da lucidare (dove la gemma e lo specchio simboleggiano il S\u00e9; la terra e la polvere, il velo dell&#8217;ignoranza fenomenica).<\/p>\n<p>A differenza di quanto insegnato da diverse correnti esoteriche occidentali e da molte scuole speculative indiane (in particolare dal Giainismo, dallo Yoga, dal Sankhya, dall&#8217;Advaita Vedanta), il mondo \u2013 quantunque illusorio \u2013 non \u00e8 asceticamente rifiutato o disprezzato: il Bodhisattva ed il Costruttore Interiore, agiscono in esso. Compiendo azioni virtuose ed evitando azioni improbe. Giungiamo cos\u00ec ad un altro caposaldo speculativo condiviso tanto dalle tradizioni mistiche ed esoteriche occidentali, quanto dalle dottrine indiane, tibetane e cinesi: la vera conoscenza non \u00e8 il frutto di un&#8217;evoluzione, di una crescita spirituale o di un progresso, ma di un ricordo, di una reintegrazione di s\u00e9. Platonicamente, i principi sono celati nella nostra mente, occorre soltanto rimuovere l&#8217;oblio che offusca la pietra preziosa. Il Costruttore Interiore ed il Bodhisattva producono la reminiscenza impegnandosi nella sfera della praxis.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziato che s&#8217;identifica con Hiram, deve morire a se stesso, per poter rinascere come Maestro Costruttore. Troviamo in questo riconoscimento simbolico uno schema ricorrente nelle Religioni dei Misteri: il fedele, l&#8217;adepto, che partecipa alla sofferenza del dio e ne incarna la dimensione emozionale, sar\u00e0 liberato dal dolore. Nei Misteri Eleusini, ed in quelli Dionisiaci, l&#8217;iniziato partecipa emotivamente al dolore del dio sofferente (nel caso dei Misteri Eleusini, la travagliata ricerca della figlia Kore, o Persefone, da parte di Demetra; nel caso di Dioniso, lo smembramento ad opera dei Titani), certo che il sentimento d&#8217;unione con il Nume, condurr\u00e0 alla liberazione della sofferenza stessa, al momento della rinascita divina (quando Kore torner\u00e0 dall&#8217;Oltretomba durante l&#8217;equinozio primaverile, o quando Dioniso rinascer\u00e0).<\/p>\n<p>Identificandosi con il dio morto o sofferente, l&#8217;iniziato partecipa al momento del dolore ed a quello della riscossa: la liberazione dagli affanni, addirittura la resurrezione stessa. <a name=\"3\"><\/a>Nel caso del mito di Hiram, il Massone, identificandosi con il Maestro ucciso, diventa a sua volta Maestro, assumendone le qualit\u00e0 spirituali: il Sapere, la Tolleranza, il Distacco e la Generosit\u00e0 [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]. Il culto dei Misteri conduce, dunque, sul piano esoterico-iniziatico all&#8217;identificazione tra l&#8217;adepto ed il dio o il personaggio mitico; mentre su quello propriamente religioso alla fondazione del ciclo delle stagioni e dell&#8217;agricoltura, perch\u00e9 un dio o un personaggio mitico che muore e rinasce, ricorda bene l&#8217;idea della vegetazione che rifiorisce, o fruttifica, a Primavera.<\/p>\n<h4>Il significato del G.A.D.U.<\/h4>\n<p>Nell&#8217;esoterismo massonico \u00e8 essenziale la ricerca della \u201cParola Perduta\u201d, ossia del vero nome del \u201cGrande Architetto dell&#8217;Universo\u201d. Si tratta di una tradizione di chiara derivazione cabalistica: nella Qabbalah, le frasi e le lettere del testo biblico costituiscono le scintille della sapienza divina. In particolare nell&#8217;insegnamento di Abulafia, mediante tecniche combinatorie (<em>chokhmath ha- zer\u00fbph<\/em>) delle lettere dei testi sacri ebraici, si inducono stati estatici di coscienza nell&#8217;iniziato, che pu\u00f2 arrivare fino a contemplare il vero nome di Dio.<\/p>\n<p>La \u201cdomanda\u201d, ossia la \u201cparola sostituita\u201d \u00e8 espressa in ebraico con la locuzione <em>Mi ha-Boneh <\/em>ed in arabo con <em>M\u00e2 al-Bann\u00e2 <\/em>. La parola araba <em>bann\u00e2<\/em>, pu\u00f2 essere tradotta come \u201cArtigiano\u201d, ma anche come \u201cOrdinatore\u201d. Dunque, l&#8217;Architetto \u00e8 al contempo artigiano e colui che ordina. L&#8217;Architetto \u00e8 un artigiano-che-ordina una materia preesistente, dunque non un Creatore ex-nihilo, ma una sorta di Demiurgo platonico che plasma una matrice primordiale. Si deve innanzitutto distinguere tra l&#8217;archetipo del \u201cCreatore\u201d e dell&#8217;\u201cEssere Supremo\u201d. Entrambi \u2013 secondo le scienze storico-religiose \u2013 rientrano nella categoria degli \u201cEsseri Extraumani\u201d, ma vi sono delle differenze sostanziali. Secondo R. Pettazzoni, il \u201cCreatore\u201d crea, effettivamente, il cosmo; ma in seguito ad un evento provocato dalle creature (per esempio, la trasgressione delle norme), si ritira offeso e non interviene pi\u00f9. Al contrario, l&#8217;Essere Supremo \u00e8 dotato d&#8217;onniscienza, ma non sempre crea dal nulla l&#8217;universo; solitamente, l&#8217;Essere Supremo si limita ad ordinare, a forgiare, ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste. Mentre il Creatore \u00e8 un \u201cdio ozioso\u201d, che si limita a creare senza pi\u00f9 intervenire, l&#8217;Essere Supremo \u2013 infinitamente meno potente del primo \u2013 \u00e8 continuamente attivo, invia punizioni meteoriche, ed \u00e8 localizzato nel Cielo. L&#8217;Architetto dell&#8217;Universo, artigiano ed ordinatore, Demiurgo che non crea ex-nihilo, \u00e8 pi\u00f9 simile ad un Essere Supremo, che ad un vero e proprio Creatore.<\/p>\n<p>Ma se il G.A.D.U. \u00e8 un Demiurgo e non il Creatore biblico, varia anche la posizione dell&#8217;uomo nell&#8217;Universo. L&#8217;idea di \u201ccreazione\u201d, infatti, \u00e8 sempre stata di ostacolo al pensiero speculativo, tesa a circoscrivere, inevitabilmente, la Natura entro dei rapporti gerarchici, dove la creatura \u00e8 sottomessa all&#8217;Ente Supremo. Se l&#8217;uomo \u00e8 \u2013 in quanto creato \u2013 creaturalit\u00e0, si produce un&#8217;originaria separazione e frattura ontologica dall&#8217;Ordine dell&#8217;Universo.<\/p>\n<p>Dio pensato come Creatore, assume inequivocabilmente dei caratteri antropomorfici, al quale l&#8217;uomo, in quanto creatura, deve sottomettersi. Ricordiamo, ad esempio, che il termine Islam, in arabo significa appunto \u201csottomissione\u201d. Non \u00e8 un caso che in ambito islamico si sia spesso prodotta una netta frattura tra ortodossia e mistica: parole come quelle di Ibn Mans\u00fbr al-Hall\u0101g, tese a esprimere l&#8217;estasi dell&#8217;unione spirituale con Dio, cozzano con l&#8217;idea dell&#8217;assoluta alterit\u00e0 del Creatore. Per lungo tempo, l&#8217;autorit\u00e0 musulmana consider\u00f2 i sufi come dei bestemmiatori. Se Dio \u00e8 il barthiano Totalmente Altro, l&#8217;Assoluta Trascendenza priva d&#8217;immanenza, nessuna Unitas Spiritus tra uomo e Dio \u00e8 possibile, nessuna reminiscenza micromacrocosmica.<\/p>\n<p>Soltanto prescindendo dall&#8217;idea creazionista si pu\u00f2 teorizzare il radicamento spirituale in un Principio Primo, che \u00e8 al contempo immanenza e trascendenza: immanenza della Necessit\u00e0 e trascendenza del Bene. Necessit\u00e0 come Amor Fati nella sofferenza e nella gioia, nella nascita e nella distruzione. Trascendenza del Bene, perch\u00e9 tutto quello che accade \u2013 per quanto devastante ed incomprensibile \u2013 risponde ad un Ordine Universale, ad un disegno onnicomprensivo. Per questo la mistica renano-fiamminga ha sempre cercato di alleggerire, in modo velato, il lascito Testamentario sulla Creazione:<\/p>\n<p><em><a name=\"4\"><\/a>Prego Dio che mi liberi da Dio, perch\u00e9 il mio essere essenziale \u00e8 al di sopra di Dio, in quanto noi concepiamo Dio come origine delle creature <\/em> [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>] <em>. <\/em><\/p>\n<p><a name=\"5\"><\/a>Non \u00e8 un caso che Meister Eckhart, uno dei pi\u00f9 grandi mistici in assoluto, preferisse richiamarsi ad un generico <em>Gotheit <\/em>(\u201cDivinit\u00e0\u201d), <em>\u00abessenza divina considerata in se stessa, fuori da ogni relazione, sia che si tratti della relazione esterna che approda alla creazione, sia anche dalla relazione che approda alla Trinit\u00e0\u00bb<\/em> [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>]. Rispetto all&#8217;archetipo del Creatore, il Demiurgo, l&#8217;Essere Supremo, \u00e8 parte integrante del Cosmo (dal greco \u201cOrdine\u201d), sottomesso alla Legge Universale. Non pi\u00f9 un Creatore che esige sottomissione e che si ritira sdegnato di fronte ai misfatti delle creature. Ma un Essere Supremo che, pur onnisciente, soggiace all&#8217;Ordine Cosmico, al Karma indiano, o all&#8217;Uroboros egizio, mitico serpente che si morde la coda, simbolo della rigenerazione perenne del Mondo. L&#8217;Ordine Cosmico non il Creatore \u00e8 il vero Principio del Tutto: riconoscere questo, significa sentirsi parte integrante dell&#8217;Universo, armoniosamente integrati con il ciclo della Natura, aderendo \u201cin maniera pura e totale alla bellezza\u201d, come scriveva Simone Weil.<\/p>\n<p>Concludiamo, cogliendo ancora un aspetto interessante nel simbolismo del Costruttore del Tempio: l&#8217;antropomorfismo cosmico. Il Tempio \u00e8 l&#8217;immagine del Cosmo, ma anche del Corpo Umano. Il Dio antropomorfico dell&#8217;Antico Testamento, vecchio e con la barba bianca, nasconde un significato pi\u00f9 esoterico: l&#8217;uomo immagine del Creatore \u00e8 anche immagine del Cosmo. Il Cosmo \u00e8 equiparabile ad un Gigante antropomorfico, quindi di conseguenza l&#8217;uomo \u00e8 riflesso dell&#8217;Ordine Universale. A questo punto, chi comprende questo passaggio, entra nei Grandi Misteri. Quest&#8217;ultimo stadio deve realizzare la Liberazione (<em>Moksha<\/em>), l&#8217;Identit\u00e0 Suprema, ecc. Ma partendo dall&#8217;immagine dell&#8217;uomo come riflesso dell&#8217;Architetto dell&#8217;Universo, attraverso la reintegrazione nell&#8217;archetipo di Hiram, \u00e8 pi\u00f9 facile capire che non c&#8217;\u00e8 distinzione tra molteplicit\u00e0 ed unit\u00e0, tra il Tutto e l&#8217;Uno. L&#8217;iniziato si unisce al Principio e si sottrae al Samsara: ma per capirlo si \u00e8 dovuto partire dalla prima reintegrazione con l&#8217;Uomo Universale, ossia da Hiram. Quest&#8217;ultimo richiama al lavoro interiore ed alla pietra grezza da smussare; ma non \u00e8 un caso che anche il simbolismo del G.A.D.U. rinvii alla costruzione, all&#8217;edificazione del Mondo contingente. Lavorando su se stessi ci si trasforma. L&#8217;idea di un Architetto Universale, di un Demiurgo, non deve, dunque, diventare preponderante sul lavoro interiore, sulla sublimazione spirituale. Non si tratta di adorare fideisticamente un Ente Supremo, ma, in fondo, di diventare uomini migliori. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Note <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Jean Reyor, <em>A la suite de Ren\u00e9 Gu\u00e9non&#8230; sur la route des Ma\u00eetres Ma\u00e7ons <\/em>, Editions Traditionnelles, Parigi 1989, p. 27. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. Anche se, a differenza di quanto \u00e8 postulato nella tradizione brahmanica, ind\u00f9 e nel \u201cPiccolo Veicolo\u201d, nel Buddhismo Mahayana, Samsara e Nirvana, mondo fenomenico e trascendenza, non sono che due facce della stessa medaglia. Per il Traghettatore che ha attraversato il fiume, non esistono pi\u00f9 le sponde, la barca, e nemmeno lo stesso corso d&#8217;acqua. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Per contro gli Assassini di Hiram simboleggiano l&#8217;Ipocrisia, il Fanatismo, l&#8217;Ambizione, l&#8217;Invidia. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Meister Eckhart, <em>Sermoni Tedeschi<\/em>. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Louis Cognet, <em>Introduzione ai mistici renano-fiamminghi, <\/em>Edizioni Paoline. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>Bibliografia Essenziale<\/strong><\/p>\n<p>R. Gu\u00e9non, Considerazioni sulla Via Iniziatica, Luni Editrice.<\/p>\n<p>R. Gu\u00e9non, <em>Studi sulla Massoneria ed il Compagnonaggio, <\/em> Arktos, Oggero Editrice.<\/p>\n<p>M. Introvigne, <em>La Massoneria, <\/em>Elle Di Ci.<\/p>\n<p>P. Geay, <em>Tradizione e Massoneria, <\/em> Atan\u00f2r.<\/p>\n<p>N. Mario Di Luca, <em>La Massoneria, <\/em>Atan\u00f2r.<\/p>\n<p>S. Hutin, <em>La Massoneria, <\/em>Mondatori.<\/p>\n<p>A. Mola, <em>Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, <\/em>Bompiani.<\/p>\n<p>A. G. Mackey, <em>Encyclopaedia of Freemasonry, <\/em>Lewis.<\/p>\n<p>J. Boucher, <em>La simbologia massonica<\/em>, Atan\u00f2r.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPiccoli\u201d e \u201cGrandi Misteri\u201d &#8211; Riattualizzare gli Archetipi &#8211; Il significato del G.A.D.U. Uno degli errori che pi\u00f9 frequentemente commette il neofita, o il semplice curioso delle dottrine tradizionali, \u00e8 quello di dimenticare, o ignorare completamente, la condizione di \u201cmalattia\u201d spirituale in cui si trova l&#8217;era moderna. Si tende ad obliterare, tout court, che cosa siano i cicli cosmici, e come inevitabilmente comportino delle limitazioni e delle restrizioni sulle possibilit\u00e0 individuali. 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