{"id":1695,"date":"2007-10-25T17:55:22","date_gmt":"2007-10-25T15:55:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1695"},"modified":"2023-09-29T20:29:30","modified_gmt":"2023-09-29T18:29:30","slug":"i-superiori-incogniti-ed-il-sigillo-martinista-in-iii-grado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1695","title":{"rendered":"I Superiori Incogniti ed il sigillo martinista in III grado"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" title=\"L'Opera al Rosso\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" title=\"L'Opera al Rosso\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quali sono state le fonti della dizione \u201cSuperiori Incogniti\u201d e del glifo corrispondente nell&#8217;Ordine Martinista?&nbsp;<br>E quali sono le origini iconografiche che contraddistinguono questo simbolo?&nbsp;<br>Non essendo soddisfacenti le analisi fino qui prodotte, questo articolo cercher\u00e0 di esaminare pi\u00f9 profondamente questo problema interpretativo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">I superiori incogniti ed il sigillo martinista in III grado<\/h3>\n\n\n\n<p>di Vittorio Vanni<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Sommario<\/em>: <strong>I Filosofi Incogniti &#8211; Il Serpente di Bronzo &#8211; L\u2019Albero della Vita &#8211; La leggenda di Giuseppe &#8211; I Superiori Incogniti &#8211; Il silenzio dei Superiori Incogniti &#8211; Il viaggio di Wacthter a Firenze &#8211; I Superiori Incogniti dalla fine del XIX secolo all\u2019inizio del XX<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Louis Claude de Saint Martin si defin\u00ec il \u201cFilosofo Incognito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gerard Encausse (Papus) che si ispir\u00f2 alla sua opera per la fondazione dell\u2019Ordine Martinista negli ultimi decenni del XIX secolo, inser\u00ec nel suo sistema la dizione Superiori Incogniti nel terzo e ultimo grado Martinista. Il simbolo usato per tale grado fu una esse in direzione destrorsa intrecciata su un\u2019asse verticale. Nell\u2019ambito Martinista di fine secolo, inizi\u00f2 cos\u00ec una sorta di confusione dei due termini, sino a ritenerli, come non sono, sinonimi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I Filosofi Incogniti<\/h4>\n\n\n\n<p id=\"1\">Ren\u00e8 Allau, nella sua prefazione a <em>Les aventures du philosophe inconnu<\/em>, [<a href=\"#ftn1\">1<\/a>] cita l\u2019alchimista Petrus Arlensis de Scudalupis (1580-1637) definito \u201chierosolymitanus presbyter\u201d che nella sua opera <em>Sympathia septem metallorum ac septem lapidum ad planetas,<\/em> rigetta (secondo l\u2019uso prudente dell\u2019epoca) la precedente magia caldea, persiana, etc., non riconoscendo che le tradizioni ebraico-cristiane.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest\u2019opera Petrus afferma che la vera magia si fonda soltanto sul potere dei caratteri ebraici che compongono le figurazioni celesti e su quelle del segno della santa Croce per la quale:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>la santa Magia si trova dimostrata e compiuta<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la prima volta che compare la dizione <em>Philosophe Inconnu<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La sigla <strong>P.I<\/strong>. viene quindi associata alla croce.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Simbolo_PX.gif\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8647\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"171\" height=\"171\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Simbolo_PX.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-8647\"\/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il monogramma <strong>H<\/strong>, antichissimo simbolo precristiano, che indicava la stella Venere o Stella del Mattino, \u00e8 rappresentato dalle lettere greche \u0399 \u03a7 che sono divenute successivamente il monogramma del Cristo (<em>Chrismon<\/em>), ma \u00e8 anche la struttura di base dell\u2019esagono e, tridimensionalmente, del doppio tetraedo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"2\">\u00c8 importante notare, per il principio della persistenza simbolica, come un antico simbolo cristiano [<a href=\"#ftn2\">2<\/a>], che riporta la <strong>P<\/strong> sopra la croce di S. Andrea, sia stato successivamente usato nell\u2019ambito Martinista. L\u2019uso ebraico-cristiano di attribuire alla croce poteri magici \u00e8 stato inoltre ritrasmesso da Eliphas Levi, che lo ha inserito con la dizione \u201ccroce kabbalistica\u201d fra la ritualit\u00e0 Martinista.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente, la dizione venne adottata dal Barone di Tschoudy (1752-1769) che svilupp\u00f2, sotto la sua Gran Maestranza. Il <em>Rito Ermetico <\/em>o<em> Stella Fiammeggiante <\/em>detto anche<em> Ordine dei Filosofi Incogniti<\/em>. Il Rito, oltre i gradi azzurri (i primi tre massonici), comportava altri quattro gradi di perfezione, Maestro Perfetto, Perfetto Eletto e Piccolo Architetto, Perfetto Iniziato d\u2019Egitto e Cavaliere del Sole. Il Catechismo di quest\u2019Ordine si basa sull\u2019Ermetismo e l\u2019alchimia, e pretende di esplicare la Grande Opera attraverso i principali simboli massonici. Da Napoli, il Rito si espander\u00e0 in Francia. Alcuni gradi di questo Rito Ermetico saranno adottati sia dal Rito Scozzese Antico e Accettato che dal Rito di Misraim.<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine <em>Filosofo Incognito<\/em>, che fin dal XVI secolo indicava la natura metafisica e la necessaria prudenza e riservatezza dell\u2019Artista, come era chiamato l\u2019alchimista, non si pu\u00f2 confondere con l\u2019altro termine <em>Superiore Incognito<\/em>, che indic\u00f2, negli ultimi decenni del XVIII secolo, i dirigenti occulti dell\u2019Ordine del Tempio.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il Serpente di Bronzo<\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8645\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"78\" height=\"131\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8645\"\/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Vi un\u2019iconografia tipicamente biblica del serpente sull\u2019albero, ed \u00e8 quella in cui il rettile sormonta una TAU. Molto spesso, nell\u2019ambito Martinista, \u00e8 a questa iconografia, e al concetto che essa rappresenta, che si avvicina erroneamente la sigla $. Francesco Brunelli, in una conferenza <em>Sull\u2019origine de Superiori Incogniti<\/em>, riporta alcune opinioni di Papus e Van Rijnberk. Brunelli afferma che:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>le lettere S.I. gi\u00e0 si trovano sull\u2019ultima figura del libro di Kunrath <\/em>L\u2019anfiteatro della saggezza eterna<em> pubblicato nel 1609. Al centro una collina rocciosa rappresentante la sua opera, intorno i suoi detrattori che vomitano invettive. Al di sopra la stella fiammeggiante che tra i suoi raggi porta il nome IOD HE SCHIN VAU HE, all\u2019interno una sigla composta da una S attorcigliata intorno ad una I. \u00c8 il serpente di bronzo di Mos\u00e8 prototipo del Cristo, \u00e9 il simbolo dello spirito inchiodato al palo della materia. Ora la S del serpente di bronzo, simbolo dello spirito, prototipo del Cristo simboleggia altres\u00ec l\u2019iniziato qui sulla terra posto anch\u2019esso sulla croce della materia. Il Rijnberk conclude (3) \u2013 Nelle due sentenze che attorniano la stella fiammeggiante: <\/em>Durans veritatis astrum hoc fulget et monstrat iter<em> (questo astro eterno di verit\u00e0 illumina e mostra la via) e <\/em>Pone me ut sigillum super cor tuum<em> (ponimi come sigillo sul tuo cuore), vi sono due parole principali SIGILLUM ed ITER le cui iniziali sono ancora S. I. L\u2019iniziazione \u00e9 il sigillo che permette l\u2019accesso alla via e contemporaneamente indica il sentiero&#8230; Per chi ha ricevuto nella sua anima il sigillo indelebile dell\u2019iniziazione, se queste due lettere gli ricordano sempre che lo spirito dell\u2019uomo \u00e8 inchiodato alla materia, gli ricordano pure che per la liberazione dai legami della carne, \u00e8 in essa, per essa, attraverso essa che deve purificarsi.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p id=\"3\"><em>E ricordano ancora l\u2019arcano 13 <\/em>[<a href=\"#ftn3\">3<\/a>]<em> del Taro: come il serpente crocifisso di Mos\u00e8, l\u2019iniziato deve sacrificarsi per la salute dei suoi simili, legato al palo hilico, deve effondere tutti i tesori ch\u2019egli ha avuto la fortuna d\u2019acquistare.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p id=\"4\">In realt\u00e0, l\u2019ultima tavola dell\u2019<em>Amphiteatrum della Saggezza Eterna <\/em>[<a href=\"#ftn4\">4<\/a>] non riporta affatto, al centro del pentagramma, l\u2019intreccio delle iniziali SI o ST, ma il glifo <strong><s>S<\/s><\/strong> che, a nostra conoscenza, compare tre volte soltanto, in ambito ermetico-magico. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo1.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8646\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"105\" height=\"134\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8646\"\/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nell\u2019<em>Anfiteatro<\/em>, appunto, nel sigillo di Cagliostro \u2013 il serpente ferito nelle sue spire da una freccia \u2013 e nel rito propedeutico della F+T+M+di Miryam, nella versione triplice <strong><s>S S S<\/s><\/strong>. Per quanto il glifo sia anche un\u2019abbreviazione massonica dell\u2019augurio che nel XVIII secolo chiudeva la corrispondenza fra alcune Comunioni e Logge (Salute-Salute-Salute) il significato \u00e8 quello della \u201cfissazione del volatile\u201d. Il volatile corrisponde a tutte le naturali percezioni, preveggenze, sensazioni ipersensoriali che ognuno ben conosce, se non le reprime o le rinnega, e che derivano dalla sensibilit\u00e0 sottile che l\u2019umanit\u00e0 possedeva una volta e che la creazione della logica razionale ha in parte attenuato o a volte distrutto.<\/p>\n\n\n\n<p>La pratica magico-ermetica in particolare, e la via iniziatica in generale, tendono a reintegrare pur nella razionalit\u00e0 raggiunta, tali qualit\u00e0 intuitive, \u201cfissandole\u201d. Riteniamo quindi che l\u2019identificazione della $ con il Serpente di Bronzo (ST) sia da considerarsi errata.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo2.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8644\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"375\" height=\"203\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8644\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo2.jpg 375w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo2-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_di_bronzo2-293x159.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La valenza simbolica del Serpente di bronzo ci perviene dalla Bibbia. Nell\u2019Esodo gli Ebrei, giunti nella terra di Edom, trovarono un numero impressionante di serpenti ardenti che morsero una gran parte di loro, che perirono. Il popolo si rivolse allora a Mose, dicendogli:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"5\">\u201c<em>Abbiamo peccato perch\u00e9 abbiamo parlato contro Yahweh e contro di te: prega Yahweh affinch\u00e9 allontani da noi questi serpenti. E Mos\u00e8 preg\u00f2 per il popolo. E Yahweh disse a Mos\u00e8: Fatti l\u2019immagine di un serpente ardente, e mettilo sopra un palo; chiunque sar\u00e0 stato morso e lo guarder\u00e0, conserver\u00e0 la vita. Mos\u00e8 fece allora un serpente di bronzo e lo mise sopra un palo. E se qualcuno veniva morso da un serpente, guardava il serpente di bronzo e viveva\u2026<\/em>\u201d [<a href=\"#ftn5\">5<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui evidente come Mos\u00e8 sia ricorso alla magia simpatica, di cui uno dei principi afferma che ci\u00f2 che uccide pu\u00f2 anche dar vita, ci\u00f2 che ammala pu\u00f2 far guarire.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura terapeutica del Serpente di Bronzo \u00e8 correttamente affermata nel Rito Scozzese Antico e Accettato, 25\u00b0 grado \u2013 <em>Cavaliere del Serpente di Bronzo<\/em> \u2013, la cui filosofia afferma che in questo grado si racchiudono i Misteri di una parte del 1\u00b0 grado dei Misteri Egiziani, relativo alla Medicina e alla Farmacopea.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6\">Nel simbolismo egizio il serpente \u00e8 chiamato il \u201cGrande Dio\u201d, unico e triplice, attributo di Yahweh nella confusa teologia cristiana. Il suo potere sul cielo e sulla terra \u00e8 rappresentato, nel tempio di Seti, dalle ali e dalle gambe d\u2019uomo. Una dea-serpente, di natura terapeutica, \u00e8 rappresentata da una verga magica a forma di serpente [<a href=\"#ftn6\">6<\/a>]. Ma il serpente era anche sapienza, essendo l\u2019attributo di Thot, la lingua, la parola divina, il Logos creatore.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"7\">Nel <em>Bestiario del Cristo <\/em>[<a href=\"#ftn7\">7<\/a>], si afferma che:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Cosa curiosa, la vecchia religione dell\u2019America Centrale ha conosciuto, molto prima della conquista europea, il culto del serpente eretto su un fusto. Nel tempio di Sobillando, nello Yucatan, (Messico), il serpente alato, scolpito su un architrave, \u00e8 sostenuto da un supporto cruciforme<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore del libro, Charbonneau Lassay, essendo cristiano, accenna anche a legami simbolici con la simbologia antico-mediterranea, ma solo per affermarne l\u2019assoluta estraneit\u00e0 e indipendenza con il Mosaismo.<\/p>\n\n\n\n<p>A parte il legame simbolico del serpente, nella mitologia greco-mediterranea, con la terapeutica di Esculapio, medico e poi dio della medicina, il serpente Pitone \u00e8 spesso associato ad Apollo (vedi la fine di Lacoonte e i suoi figli) che ne pose la pelle sul tripode di Delfi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mito in questo caso indicava che anche a Delfi si potevano ottenere non solo vaticini, ma anche guarigioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 affermare che il principio dell\u2019unit\u00e0 della simbologia, in tutti i tempi e in tutti i luoghi &#8211; anche senza influenze esterne e scambi culturali &#8211; \u00e8 qui un\u2019altra volta dimostrato e che quello della <em>persistenza simbolica<\/em> ci pu\u00f2 permettere la piena interpretazione di ogni mito e di ogni simbolo, anche senza ricorrere a fonti bibliografiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella simbologia del Serpente di Bronzo, essenzialmente terapeutica, vi \u00e8 stata per\u00f2 una degenerazione, fin dai primi secoli del cristianesimo, in quanto l\u2019esposizione del serpente sul tau sembr\u00f2 un\u2019immagine del Cristo sulla croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 Tertulliano nel secondo secolo, dopo essersi scagliato contro gli gnostici Ofiti, che sostenevano che il serpente del Genesi era superiore persino a Cristo, perch\u00e9 aveva offerto a Eva la conoscenza del bene e del male.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"8\">Per la verit\u00e0 Tertulliano si rifece [<a href=\"#ftn8\">8<\/a>] alla correttezza simbolica del serpente quando scrisse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>\u2026 (omissis)\u2026 qualsiasi uomo morso dal serpente, vale a dire dagli angeli del demonio, per essere guarito dalla ferita dei suoi peccati, non doveva che guardare e credere questo misterioso simbolo della croce di Ges\u00f9 Cristo che gli prometteva la salvezza<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 metodo caratteristico dei teologi cristiani la copertura cristiana dei significati di tutta la mitologia e la simbolica antica, per farle corrispondere alle loro innumeri fobie ossessive, come \u2013 in questo caso \u2013 quelle del demonio come ente esterno all\u2019umanit\u00e0 e personalizzato del male, e del \u201cpeccato\u201d con cui hanno plagiato innumerevoli generazioni per creare un \u201csenso di colpa\u201d che solo la loro Ekklesia poteva placare, per cos\u00ec ottenere cos\u00ec potere e denaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle prime testimonianze teologiche cristiane delle difficolt\u00e0 a inserire nella psiche collettiva il simbolo biblico del serpente come tentatore, nemico, male assoluto di fronte al pi\u00f9 corretto significato di guarigione divina-salute si trova in Gregorio Nazianziano (IV secolo) quando afferma:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c[il Serpente di Bronzo] <em>non \u00e8 il tipo, ma l\u2019antitipo di Ges\u00f9 Cristo; ne \u00e8 l\u2019immagine per opposizione\u2026se d\u00e0 la salute a coloro che lo credono colpito a morte, come meriterebbe d\u2019essere, quindi quale sar\u00e0 il suo epitaffio, se non queste parole di S. Paolo:: Oh Morte, dov\u2019\u00e8 la tua vittoria? O morte dov\u2019\u00e8 il tuo aculeo?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il serpente \u00e8 qui ancora quello biblico, ma la sua natura salvifica tradizionale in tutte le altre culture deriva solo dalla sua immagine di vinto da Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"9\">L\u2019imbarazzo dei teologi, di fronte alla demonizzazione che avevano effettuato del serpente e, nel contempo di mantenerne, attribuendola a Cristo, l\u2019antica valenza simbolica di guarigione, la esprime con illogico sillogismo Tommaso d\u2019Aquino, quando scrive [<a href=\"#ftn9\">9<\/a>] che:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Il Serpente di Bronzo aveva la forma del serpente, ma non ne aveva il veleno. Cos\u00ec il Cristo perfettamente innocente non ha voluto mantenere che l\u2019apparenza del peccato<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dal XIII secolo in poi il gioco \u00e8 fatto: non si poteva continuare a demonizzare un archetipo che nell\u2019inconscio collettivo di tutti i popoli \u00e8 un simbolo di luce: il Serpente \u00e8 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"10\">Charbonneau Lassay [<a href=\"#ftn10\">10<\/a>] riporta alcune iscrizioni su calici da messa che confermano questa assimilazione. Sui calici vi \u00e8 inoltre la raffigurazione del Serpente di bronzo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Super Christum notat in cruce passum<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(Il Serpente indica il Cristo che ha sofferto sulla Croce.)<\/p>\n\n\n\n<p><em>In crucem dun patitur hoc Christus in angue notatur<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(Mentre soffre sulla croce il Cristo \u00e8 indicato dal serpente.)<\/p>\n\n\n\n<p>Indicare il Serpente di Bronzo come l\u2019origine iconografica del termine<em> Superiori Incogniti<\/em> \u00e8, a nostro parere, un errore simbolico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando esamineremo l\u2019origine storica della dizione, nata in ambito massonico-templare e solo postecedentemente analogizzata e collegata al simbolo $, cercheremo di dimostrare come questa assimilazione deriva altres\u00ec dal simbolismo dell\u2019albero di Jesse, dalla verga serpentina di Mos\u00e8 e di Aronne, e dal bastone fiorito di gigli di Giuseppe.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Albero della Vita<\/h4>\n\n\n\n<p>Probabilmente il termine Superiori Incogniti fu analogizzato, come un acrostico, dall\u2019icona SI intrecciata ($), che ha sempre rappresentato l\u2019<em>Axis Mundi<\/em>, l\u2019albero della Vita, su cui poggia l\u2019universo, e da cui si accede ai piani superiori dell\u2019essere. Tutto il Cosmo vivente \u00e8 rappresentato dall\u2019albero, <em>boulers\u00e9, <\/em>con le radici che non sono occultate nella terra, ma traggono dal cielo origine e linfa, ed i cui rami e fronde sono le estreme propaggini della generazioni della vita nella materia. L\u2019albero \u00e8 il mistero perpetuo di tutto ci\u00f2 che tende alla verticalizzazione, all\u2019espansione della vita e alla minimizzazione della morte. Nella Bibbia, Yahw\u00e9 stesso si paragona a un albero:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Io sono come un cipresso verdeggiante, da me proviene ogni frutto.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E il serpente dell\u2019intelligenza ribelle porge ad Adamo ed Eva il frutto dell\u2019albero della conoscenza:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Se mangerete del frutto dell\u2019albero, sarete come dei.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Yggdrasil.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8643\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"212\" height=\"317\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Yggdrasil.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8643\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Yggdrasil.jpg 212w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Yggdrasil-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><em>Lo Yggdrasil<\/em> <em>di Manly Palmer Hall<\/em><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>I popoli scandinavi cos\u00ec cantavano dell\u2019Axis Mundi: \u201c<em>Mi ricordo dei giganti nati all\u2019aurora dei tempi,<\/em> <em>di quelli che una volta mi diedero nascita,<\/em> <em>Io conosco nove mondi, nove domini coperti dall\u2019albero del mondo\u2026<\/em> <em>Quest\u2019albero saggiamente edificato che si prolunga fino all\u2019imo della terra.<\/em> <em>Io so che esiste un albero chiamato Yggdrasil<\/em> <em>La cima dell\u2019albero \u00e8 bagnata da bianchi vapori d\u2019acqua.<\/em> <em>Da l\u00e0 colano delle gocce di rugiada che cadono nella valle.<\/em> <em>Si erge eternamente verde sopra la fontana di Urd<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ma ogni luogo sacro ha il suo guardiano, che nega e contrasta l\u2019accesso a chi non ne \u00e8 degno. Questo guardiano \u00e8 spesso rappresentato dal Serpente, ma anche, da altri animali mitici, come ad esempio nei miti celtici dal drago o, in quelli nordici, dal corvo che scava l\u2019orbita di Odino rovesciato e appeso, come nella Lama l\u2019<em>Appeso<\/em> dei Tarocchi, al frassino Yggdrasil. Il Guardiano della Soglia rappresenta la fatica e il sacrificio che l\u2019umanit\u00e0 deve compiere per ottenere una condizione restaurata, libera dal male e dalla morte, condizione di cui ha un\u2019invincibile nostalgia, senza tuttavia averla conosciuta. Innumerevoli racconti mitologici illustrano questa opera. Forze misteriose agiscono nel mondo e nell\u2019uomo, contro di lui coalizzate e nemiche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_sullasse.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8642\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"77\" height=\"107\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Serpente_sullasse.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8642\"\/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ma queste stesse forze, rovesciandone le polarit\u00e0, possono diventare amiche dell\u2019uomo, perch\u00e9 portatrici di una saggezza superiore ricevuta dall\u2019alto. Il Serpente \u00e8 l\u2019impietoso guardiano del paradiso perduto, e minaccia la seconda e definitiva morte, quella dell\u2019anima. Impedisce l\u2019accesso al luogo sacro ed \u00e8, nel contempo, il segno della frattura fra il mondo profano e quello iniziatico. I guardiani divorano, ma le vittime assumono qualcosa della loro potenza vitale, e la metamorfosi ha per tramite la morte e la palingenesi verso una vita superiore e diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo nel giudeo-cristianesimo il serpente assume un ruolo negativo, quello del tentatore diabolico che induce al male, alla ribellione verso il rozzo, geloso e invidioso Yahw\u00e9. La conoscenza del bene e del male produce dolore, ma il dolore \u00e8 il rovescio della medaglia della conoscenza stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Meglio guadagnarsi il pane con il sudore della fronte e sopportare il peso delle avversit\u00e0 che esistere come la bestiolina preferita di un padrone che ti nega intelligenza, conoscenza e scienza e ti rinchiude nel suo zoo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vi \u00e8 religione antica che non veda nel serpente saggezza, salute, guarigione, come nel bastone di Esculapio, che rappresenta l\u2019equilibrio polare perfetto fra cuore e ragione, come nel caduceo di Hermes.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nella Bibbia vi \u00e8 questa visione simbolica, ma naturalmente \u00e8 degenerata e assunta come parametro dell\u2019inimicizia e della concorrenza fra la sapienza di Mos\u00e8 e quella del sacerdozio egizio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Yahweh parl\u00f2 a Mos\u00e8 e ad Aronne, dicendo: quando Faraone vi parler\u00e0 e vi dir\u00e0: Fate un prodigio! Tu dirai ad Aronne: Prendi il tuo bastone e gettalo davanti a Faraone: esso diventer\u00e0 un serpente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"11\"><em>\u201c\u2026Mos\u00e8 ed Aronne andarono dunque da Faraone, e fecero come Yahweh aveva ordinato. Aronne gett\u00f2 il suo bastone di fronte a Faraone e davanti ai suoi servitori e quello divent\u00f2 un serpente. Faraone a sua volta chiam\u00f2 i saggi e gli incantatori; e i magi d\u2019Egitto fecero anch\u2019essi la stessa cosa con i loro incantamenti: ognuno di essi gett\u00f2 il suo bastone e i bastoni diventarono serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiott\u00ec i loro bastoni. E il cuore di Faraone si indur\u00ec e non ascolt\u00f2 Mos\u00e8 e Aronne, cos\u00ec come Yahweh aveva detto\u201d<\/em> [<a href=\"#ftn11\">11<\/a>]<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019episodio riporta un ben conosciuto \u201cmiracolo\u201d, tuttora praticato in Oriente dagli incantatori di strada, che consiste nel produrre una catalessi nei serpenti inducendo una rigidit\u00e0 che li rende simili a bastoni.<\/p>\n\n\n\n<p>La magia di Mos\u00e8 irrit\u00f2 evidentemente il Faraone, che la fece ripetere con dispregio, e lo convinse della meschinit\u00e0 dei suoi prodigi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la Bibbia riporta un\u2019altra leggenda sul bastone di Aronne. I capi delle 12 trib\u00f9 d\u2019Israele consegnarono a Mos\u00e8 i loro bastoni. Quello della trib\u00f9 di Aronne fior\u00ec, e questa fu scelta per il supremo sacerdozio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Medioevo il bastone fiorito fu scelto come simbolo dall\u2019Ordine Vallombrosano di S. Giovanni Gualberto e dall\u2019Ordine dei Serviti. Al bastone fu intrecciato il serpente, formando un complesso simbolico tradizionale ma, nel contempo, neo-iconografico. Seguiamone la persistenza simbolica<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La leggenda di Giuseppe<\/h4>\n\n\n\n<p>Il Protovangelo di Giacomo (ritenuto apocrifo) cos\u00ec racconta della scelta di Giuseppe a marito di Maria:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Quando [Maria] comp\u00ec dodici anni, si tenne un consiglio di sacerdoti; dicevano: \u201cEcco che Maria \u00e8 giunta all\u2019et\u00e0 di dodici anni nel tempio del Signore. Adesso che faremo di lei affinch\u00e9 non contamini il tempio del Signore?\u201d. Dissero dunque al sommo sacerdote: \u201cTu stai presso l\u2019altare del Signore: entra e prega a suo riguardo. Faremo quello che il Signore ti manifester\u00e0\u201d. Indossato il manto dai dodici sonagli, il sommo sacerdote entr\u00f2 nel santo dei santi e preg\u00f2 a riguardo di Maria. Ed ecco che gli apparve un angelo del Signore, dicendogli: \u201cZaccaria, Zaccaria! Esci e raduna tutti i vedovi del popolo. Ognuno porti un bastone: sar\u00e0 la moglie di colui che il Signore designer\u00e0 per mezzo di un segno\u201d. Uscirono i banditori per tutta la regione della Giudea, echeggi\u00f2 la tromba del Signore e tutti corsero. Gettata l\u2019ascia, Giuseppe usc\u00ec per raggiungerli. Riunitisi, andarono dal sommo sacerdote, portando i bastoni. Presi i bastoni di tutti, entr\u00f2 nel tempio a pregare. Finita la preghiera, prese i bastoni, usc\u00ec e li restitu\u00ec loro; ma in essi non v\u2019era alcun segno. Giuseppe prese l\u2019ultimo bastone: ed ecco che una colomba usc\u00ec dal suo bastone e vol\u00f2 sul capo di Giuseppe. Il sacerdote disse allora a Giuseppe: \u201cTu sei stato eletto a ricevere in custodia la vergine del Signore\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal XIV secolo, l\u2019iconografia attribuisce al bastone di Giuseppe la fioritura in gigli, per indicare in questo fiore bianco attributi di purezza e verginit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sono veramente questi gli attributi simbolici del giglio?<\/p>\n\n\n\n<p>Fin da tempi arcaici il giglio, il <em>Lilium candidum, <\/em>d\u2019origine Siriana e Palestinese, \u00e8 stato considerato come simbolo di generazione e fecondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Plinio, il grande naturalista, cos\u00ec lo descrive:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"12\">\u201c[\u2026] \u00c8<em> il fiore pi\u00f9 vicino alla rosa per la rinomanza e per l\u2019affinit\u00e0 del profumo e dell\u2019olio che se ne ricava, detto, lilinum. Nessun fiore cresce pi\u00f9 alto; talora \u00e8 di tre cubiti, ha il collo lungo sempre languido, incapace di sostenere il peso del corpo. \u00c8 di un candore straordinario; di fuori \u00e8 striato e dalla base stretta si allarga a poco a poco a forma di paniere, ha i labbri ripiegati all\u2019intorno, un sottile pistillo e ritti al centro gli stami gialli. Per questo ha una doppia fragranza e colore, nel calice e negli stami [\u2026] i gigli bianchi si riproducono esattamente in tutti i modi della rosa. [\u2026] La loro fecondit\u00e0 \u00e8 eccezionale giacch\u00e9 una sola radice mette spesso cinquanta bulbi.\u201d <\/em>[<a href=\"#ftn12\">12<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>Il giglio in realt\u00e0 \u00e8 il simbolo della fecondit\u00e0 e della generazione, associato al culto delle Grandi Madri.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"13\">Alfredo Cattabiani, nel suo <em>Florario <\/em>[<a href=\"#ftn13\">13<\/a>], concorda con il significato di fecondit\u00e0 e sessualit\u00e0 del giglio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cA Roma il giglio era soprannominato Junonia Rosa, consacrato alla dea che nell\u2019arcaico pantheon latino era strettamente connessa alla sessualit\u00e0 e alla fecondit\u00e0 femminili, tanto da assimilare molte divinit\u00e0 minori come [Diana] Lucina, colei che faceva vedere al neonato la luce del giorno, Opygena, che prestava aiuto alle partorienti, Cinxia, che modellava il cinto della sposa e Iterduca, che la portava nella nuova casa.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il cantico dei Cantici ripete il significato sensuale del giglio:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Come un giglio fra i cardi, cos\u00ec la mia amata fra le fanciulle<\/em> [\u2026] <em>Le tue labbra sono gigli che stillano mirra fluida [\u2026] I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella,<\/em> <em>che pascolano fra i gigli <\/em><em>[\u2026] il tuo ventre \u00e8 un mucchio di grano circondato da gigli [\u2026]\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019iconografia cristiana i tre gigli nel loro \u201cvas electionis\u201d decorano tutte le scene dell\u2019Annunciazione. Cos\u00ec il giglio \u00e8 divenuto l\u2019attributo dell\u2019immacolatezza di Miryam, ma dalla bocca dell\u2019angelo si dirige un raggio dorato che entra nel suo orecchio. \u00c8 la Parola, il Logos, che proviene da Daath, la gola, l\u2019Abisso, la vibrazione inaudibile a chi non ha la \u201cgratia plena\u201d. Dio crea dalla sua emanazione \u201cnominando\u201d e la sua parola feconda la materia con il suo spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il simbolismo deriva da una precisa logica \u201canalogica\u201d. \u00c8 per le sue qualit\u00e0 che il giglio divenne il simbolo delle Grandi Madri, le dee primigenie e fu considerato un fiore sacro nei culti femminili. Ricordiamo le raffigurazioni della \u201cSignora dei Gigli\u201d e il \u201cPrincipe dei Gigli\u201d negli affreschi che Evans trov\u00f2 nel palazzo di Cnosso. Ma anche Kor\u00e9 e Demetra hanno in testa una corona di gigli, narcisi e croco, come menziona Sofocle nell\u2019<em>Edipo Re<\/em>. Ma i simboli anche spesso hanno un\u2019antinomia d\u2019opposti significati. Il giglio dell\u2019Annunciazione era anche quello della dea romana Pudicizia, che \u00e8 tuttavia, ancora, una componente sensuale. Le antinomie simboliche non sono dicotomie: vi \u00e8 innocenza nella sensualit\u00e0, vi \u00e8 sensualit\u00e0 nell\u2019innocenza. Il profumo del giglio \u00e8 potentemente afrodisiaco, avendo un aroma balsamico simile al dolce \u201cprofumo di donna\u201d mescolato al pi\u00f9 forte e acre odore maschile.<\/p>\n\n\n\n<p>Huysman nel suo romanzo <em>La Cattedrale<\/em>, ben lo descrive:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>il profumo del giglio era assolutamente il contrario di un profumo casto. Assomigliava a un miscuglio di pepe e miele, a qualcosa di acre e dolce assieme, di pallido e di forte<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019etimologia del giglio possiamo trovare altre indicazioni. Sappiamo che il giglio era il simbolo di entit\u00e0 femminili, gi\u00e0 da quando prevaleva il culto delle Madri, prima dell\u2019inversione Olimpica. La luna, le acque, la notte, la caverna-matrice, la terra-matrice erano la dimora delle Madri, nel loro aspetto ctonio. Demetra presiede alla generazione spontanea del cibo dalla terra (lo stesso termine The\u00f2s, in origine, significava il silo dei cereali), l\u2019eterna seminalit\u00e0 che produce eterna generazione. Sua figlia Kor\u00e9-Proserpina abitava l\u2019infero Ade per i sei mesi invernali. Vi \u00e8 ambiguit\u00e0 nelle Grandi Dee. Il loro aspetto materno, protettivo, amorevole cela quello oscuro, come in Astarte, Tanit, Cibele, Durga Kali, ecc. Forse la radicale L(i)L, che nel medio-oriente designa l\u2019aspetto \u201cdaimonico\u201d delle dee, che ha affinit\u00e0 con la paura ancestrale dell\u2019uomo del mistero della donna, nella considerazione che nell\u2019antinomia simbolica vi \u00e8 affinit\u00e0 fra vita e morte, fra generazione e putrefazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla Caldea, dall\u2019Assiria, dal paese di Atti, gli ebrei importarono Lilith, dalle sue madri arcaiche Lil, Lili, Lillu. Nella tradizione rabbinica Lilith era la prima moglie di Adamo che, femminista anti-litteram, non volendo soggiacere a lui lo abbandon\u00f2, recandosi nel deserto del Mar Rosso, ad alimentare le paure notturne dei pastori di capre, gli adoratori di Jah, il grande capro. In Isaia (XXXIV, 14):<em> \u201cSi incontreranno le bestie del deserto con gli sciacalli, e il caprone chiamer\u00e0 la sua compagna, e lo sosterr\u00e0 lo <\/em>spettro notturno(Lilith)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il nome LaiLa in ebraico significa <em>notte<\/em>. Nel mondo pagano occidentale non esisteva il pregiudizio antifemminile. D\u00e8i maschi e dee femmine avevano il loro aspetto celeste e quello ctonio, cos\u00ec come ogni essere umano. Il pregiudizio mediorentale-semitico, che \u00e8 ancora presente in quelle regioni, si \u00e8 trasferito nel cristianesimo, ed ha infettato l\u2019occidente. Ma la persistenza simbolica \u00e8 presente, in termini pi\u00f9 corretti, anche nei nostri antenati celti. Le dee celtiche, Vivik-Viv(ianne), Lile &#8211; Lili(anne) Morgne &#8211; Morg(anne) si sono trasferite nelle leggende arturiane. Lile di Avalon era la \u201cdonna del Lago\u201d colei che raccoglie Excalibur \u201cla spada spezzata\u201d, portandola nelle grandi acque astrali. Ma Lile-Lilianne era anche la Dana de Danann, la Diana lunare, la grande Ekate triforme, la regina della Notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sull\u2019<em>arbre sec<\/em>, il bastone sterile, fioriscono i gigli, nasce nel contempo la generazione materiale e spirituale assieme. Se sull\u2019albero di Jesse, la filiazione del Fanciullo Ermetico, si incrocia il Serpente, il significato \u00e8 ancor pi\u00f9 patente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo simbolo <strong>$<\/strong> non \u00e8 ancora assimilato alla dizione: Superiori Incogniti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I Superiori Incogniti<\/h4>\n\n\n\n<p>Per quanto il concetto di Superiori Incogniti sia sviluppato in ambito massonico e neo-templare, l\u2019origine \u00e8 essenzialmente ermetica e soprattutto rosicruciana. L\u2019alchimia, per quanto tollerata, era comunque sospettata di eresia, in un tempo in cui persecuzioni e roghi difendevano un\u2019ortodossia cristiana al servizio del potere ecclesiastico. Uno dei motivi di questa tolleranza era la \u201csacra fame dell\u2019oro\u201d e indicare come il fine dell\u2019Arte fosse la trasmutazione dei metalli vili in oro, poteva eccitare l\u2019avidit\u00e0 dei potenti e indurre nel contempo la loro accondiscendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La carenza di comunicazioni e contatti fra gli Adepti e gli \u201camanti dell\u2019Arte\u201d meritevoli era in qualche modo ovviata con la pubblicazione di testi allegorici, che nascondevano e rivelavano assieme la natura effettiva dell\u2019operativit\u00e0 ermetica. Si conosce pur tuttavia come degli emissari visitavano di paese in paese gli alchimisti isolati, indicandogli, se era il caso, le pratiche effettive per ottenere la Pietra Filosofale, scomparendo poi improvvisamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni di questi emissari furono Ireneo Philalete, il Sendivogio, Sethon il Cosmopolita ecc. La leggenda rosicruciana parla per prima di anonimi Superiori formanti un Consiglio formato al massimo da nove membri.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"14\">Gli studi di Francis Yates suggeriscono che proprio nell\u2019ambito rosicruciano, dopo la sconfitta del regno di Federico ed Elisabetta in Boemia, potrebbe esser nata la leggenda della vendetta templare contro il trono e l\u2019altare. \u00c8 comunque storicamente accertato che furono i Rosa+Croce d\u2019Oro tedeschi a inserire la leggenda neotemplare in Massoneria [<a href=\"#ftn14\">14<\/a>]. Non dimentichiamo che nel rituale del XXX grado templare scozzese, il Cavaliere Kadosh, si pugnala la corona e la tiara.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, fu la Massoneria del nord-europa a credere fortemente nell\u2019esistenza dei Superiori Incogniti, fino al Convento Massonico di Whilielmsbad, in cui si stabil\u00ec la loro non esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Barone di Von Hund, stretto dalle interrogazioni dei Fratelli, narr\u00f2 come la trasmissione templare gli fosse stata consegnata da un misterioso <em>Eques a Penna Rubra<\/em>, messo dei Superiori Incogniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa fede, negli ultimi decenni del XVIII secolo fu fortemente scossa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il silenzio dei Superiori Incogniti<\/h4>\n\n\n\n<p>Il collegamento del simbolo $ con la dizione Superiori Incogniti \u00e8 legato indissolubilmente a Firenze e alla nascita della Massoneria fiorentina, nel 1732\/33.<\/p>\n\n\n\n<p>Jean August Stark, cre\u00f2 un sistema massonico chiamato <em>Clericato<\/em>, [del Tempio] deducendone la leggenda dal sistema massonico russo del Conte di Mel\u00e9sino che, a San Pietroburgo, nel seno della sua Loggia, <em>Il Silenzio<\/em>, inser\u00ec quattro alti gradi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La Volta Oscura<\/li>\n\n\n\n<li>Il Maestro e Cavaliere Scozzese<\/li>\n\n\n\n<li>Il Filosofo<\/li>\n\n\n\n<li>Il Gran Sacerdote Templare o Clerico del Tempio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p id=\"15\">La leggenda di Stark, come scrive Ren\u00e9 Le Forestier [<a href=\"#ftn15\">15<\/a>] riportava che:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c[\u2026] i <em>Templari della Gran Bretagna avevano scoperto a sud delle Alpi una scuola d\u2019iniziati che aveva attinto alla stessa fonte<\/em> [templare]. <em>Durante un soggiorno che aveva fatto in Italia il Gran Maestro Gremy Schettwin, eletto nel 1627, i Cavalieri del tempio che lo accompagnavano erano stati ammessi nella societ\u00e0 segreta dei Fratelli Neri, e il rapporto che avevano fatto ai loro Superiori sulle dottrine e le usanze di questa associazione gli avevano provato che questi Fratelli Neri erano dei discendenti autentici dell\u2019Ordine del Tempio. Aveva quindi<\/em> [Schettwin]<em> ristabilito, con il loro concorso, la Provincia d\u2019Italia, introducendovi i gradi massonici e fondandovi un Gran Capitolo. Dopo questa restaurazione, la Scienz<\/em>a [ermetico-magica] <em>era stata assiduamente coltivata in Italia dove l\u2019Abate di S. Severino nel Granducato di Toscana era attualmente Gran Priore\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"16\">In Toscana esiste effettivamente un\u2019Abbazia di S. Severino [<a href=\"#ftn16\">16<\/a>], nella citt\u00e0 di Pisa, ma \u00e8 ben difficile affermare che vi fosse stata praticata la Scienza.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"17\">Per quanto riguarda i Fratelli neri, cos\u00ec sono chiamati anche i Domenicani [<a href=\"#ftn17\">17<\/a>], ma risulta difficile ritenere che i <em>domini cines,<\/em> spietati inquisitori, possano aver avuto componenti esoteriche.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"18\">Comunque, come riporta Ren\u00e9 Le Forestier [<a href=\"#ftn18\">18<\/a>], Alding, <em>Eques ab Unione<\/em>, eletto Gran Maestro nel 1732, aveva nominato Robert Bedfort, Lord scozzese, Maestro Provinciale d\u2019Italia e stabilito il Gran Capitolo d\u2019Italia a Firenze. Nella stessa data si fonda a Firenze la prima loggia massonica in Italia, Nel 1750 Charles- Eduard Stuart, <em>Eques a Sole Auro<\/em>, eletto nel 1743 Gran Maestro, ordina che sia conferita a Lord Sackwill la Gran Maestranza Provinciale d\u2019Italia. A Lord Sackwill, residente inglese a Firenze, fu dedicata la prima medaglia massonica conosciuta, opera dell\u2019incisore Natter. Sackwill fu il primo Maestro Venerabile della proto-loggia fiorentina.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"19\">Nel 1774 von Plommenfeldt, maestro di cerimonie della Corte di Carlo di Sudermania, principe svedese candidato alla Gran Maestranza della Stretta Osservanza Templare, assicura che il Gran Capitolo di Ginevra era un\u2019emanazione del Gran Capitolo di Firenze. Pretendeva, inoltre, di esser stato ricevuto, nel 1766, in questo Capitolo [<a href=\"#ftn19\">19<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 Plommenfeldt era un impostore e le sue affermazioni sono poco probabili. Nei suoi racconti sensazionali vi era anche un accenno alla leggenda che i pretendenti Stuart al trono d\u2019Inghilterra fossero tradizionalmente i Gran Maestri dell\u2019Ordine Templare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Pretendente Stuart, Charles Eduard, viveva in quegli anni a Firenze, in una piccola reggia vicina alla Chiesa della SS. Annunziata, nella via oggi chiamata Micheli, facendosi chiamare conte d\u2019Albany.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"20\">Plommenfeldt rifer\u00ec di aver visitato il Conte e che questi gli aveva confidato di essere il Gran Maestro segreto dell\u2019Ordine, consegnandogli una lettera autografa che lo confermava. Ma Carlo di Sudermania aveva ancora fede nelle favole di Plommenfield, e nella sua ingenua ambizione, scrisse al Conte di Albany richiedendogli il riconoscimento della sua elevazione a Gran Maestro della VIIa provincia e chiedendogli notizie sulle \u201csublimi conoscenze teoriche\u201d possedute dal Capitolo Clericale di Firenze. Pregava inoltre il Pretendente di rivelargli un\u2019idea completa dell\u2019organizzazione dei gradi direttivi dell\u2019Ordine Templare [<a href=\"#ftn20\">20<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Il Conte di Albany non aveva alcuna idea che cosa fosse questa sciarada, e convoc\u00f2 a Firenze, per informarsi meglio, un inviato di Ferdinando di Brunswick e Charles di Hessen altissimi dignitari della Stretta Osservanza Templare tedesca, che gli aveva gi\u00e0 fatto visita due anni prima, sempre per la verifica della stessa questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo personaggio era Waecther, interessante figura di avventuriero del settecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Waechter rifer\u00ec ai suoi superiori che il Pretendente non era mai stato il capo segreto dell\u2019Ordine Templare, ne era membro della Massoneria. Ogni patente concessa con il suo nome non poteva che essere falsa e che non era inoltre al corrente di alcuna conoscenza segreta.<\/p>\n\n\n\n<p>Neg\u00f2 inoltre la sua pretesa investitura di von Hund, che lo indicava come suo iniziatore con il nome di <em>Eques a Penna Rubra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Forse per questo motivo Plommenfield, che era divenuto il braccio destro del Principe con le sue ciurmerie, fu condannato a morte nel 1780 per alto tradimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Waechter era di tutt\u2019altra pasta e la sua abilit\u00e0 riusc\u00ec a convincere i suoi superiori che effettivamente Firenze era la residenza dei Superiori Incogniti e che ivi erano conservate le pi\u00f9 segrete conoscenze trasmesse dai Templari.<\/p>\n\n\n\n<p>Charles de Hesse e Ferdinando di Brunswick erano convinti che i Superiori Incogniti della Massoneria Templare possedessero integralmente la scienza ermetico-magica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il famoso conte di Saint Germain, altra grande figura di avventuriero, che fu ospite del landgravio nel Castello di Gosslop, lo confermava in questa opinione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il viaggio di Wacthter a Firenze<\/h4>\n\n\n\n<p>La leggenda che nel 1627 siano stati introdotti i gradi massonici a Firenze e fondato un Gran Capitolo con la partecipazione di discendenti autentici del Tempio \u00e8 poco probabile e veritiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia gli avvenimenti dei primi decenni del XVIII secolo a Firenze dimostrano storicamente che la prima Loggia Massonica italiana sia stata coeva al Gran Capitolo neotemplare, e che alcuni dei suoi membri appartenevano ad ambedue.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane da stabilire le motivazioni per cui la Massoneria Templare del nord-europa supponesse che i Superiori Incogniti vivessero a Firenze e perch\u00e9 vi fu assimilazione fra questa dizione e il simbolo \u201cSI\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel XVIII secolo la \u201cStretta Osservanza\u201d per indagare sui \u201cSuperiori Incogniti\u201d invi\u00f2 in Italia il barone Karl Eberrhard von Wachter.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono buoni motivi per supporre che fu il viaggio di Waetcher a Firenze, come inviato della Massoneria Templare, e le sue relazioni ai suoi superiori, a confermare la precedente leggenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1778 Waechter rientra dal suo viaggio. I due principi sono ansiosi di conoscere le sue scoperte, ma l\u2019astuzia del nostro vuol dimostrare reticenza sui grandi misteri che gli sono stati rivelati e per quindici giorni d\u00e0 solo vaghe notizie.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, Waechter, pressato dai due principi, dopo i loro giuramenti di segretezza, rivela la sua pretesa rivelazione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"21\">Dopo due inutili settimane a Firenze, il nostro ha la fortuna di trovare un iniziato di cui ha giurato di non rivelare il nome, e che cita solo come \u201c<em>l\u2019amico<\/em>\u201d [<a href=\"#ftn21\">21<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>amico<\/em>, afferma con modestia di non essere ancora arrivato al grado di Presbitero (del Clericato Templare) ma di essere pur tuttavia in grado di preparare delle medicine spagiriche.<\/p>\n\n\n\n<p>Interrogato sulle questioni di interesse dei principi, l\u2019amico afferma che: le precedenti rivelazioni di Gugomos, Stark, Rosa, Plommenfield, altri inventori di fole neotemplari, erano solo delle menzogne.<\/p>\n\n\n\n<p>I Superiori Incogniti esistevano ed erano i depositari e i trasmissori delle conoscenze segrete degli Egiziani, di Mos\u00e8, degli Esseni ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non erano soltanto i Templari i detentori di tali conoscenze. Questi costituivano semplicemente uno degli Ordini religiosi che erano branche dell\u2019Ordine-madre, quello dei Rosa+Croce, i cui membri continuavano, nel pi\u00f9 grande segreto, a praticare operativamente gli arcani ermetico-magici.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di questi Ordini era quello dei <em>Serviti<\/em> fiorentini che avevano probabilmente la \u201cconoscenza totale\u201d e che avrebbero potuto aiutare il Sistema templare a trovare il vero fine della Massoneria, comunicandogli i gradi supremi e conferendo ai suoi capi la \u201csanta consacrazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>amico<\/em> lo aveva inoltre iniziato al primo e poi al secondo grado della Rosacroce, procedendo poi ad alcune pratiche di classica magia cerimoniale, narrate da Waechter con tutta il d\u00e9cor dell\u2019horror settecentesco.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>amico<\/em> gli aveva poi promesso che gli avrebbe inviato nuove comunicazioni da Firenze e che avrebbe cercato di scoprire se i superiori di Convento di Serviti vicino a Firenze (Monte Senario), di cui sette \u201coperavano\u201d in delle grotte su cui il Convento era stato costruito, erano effettivamente i Superiori Incogniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, Waechter aveva consigliato di inviare a Firenze un plenipotenziario che avrebbe potuto riiniziare i contatti con l\u2019<em>amico<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le favole del nostro convinsero i due principi, e gli fruttarono patenti di nobilt\u00e0, incarichi prestigiosi e prebende.<\/p>\n\n\n\n<p>Waechter ottenne in qualche modo l\u2019esclusiva, nel mondo neo-templare dell\u2019epoca, dell\u2019affabulatore ufficiale e attendibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non per molto. Al Convento Generale di Wilhelmsbad, che raccolse tutte le tendenze massonico-templari, Ferdinando di Brunswick invio una lettera in cui confermava le sue opinioni:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"22\">\u201c<em>L\u2019anno 1779, nel mese di aprile ho acquisito delle grandi conoscenze. Furono cos\u00ec consolanti per la mia anima che mi sono proposto subito di compilare un canovaccio di una circolare da inviare a tutte le Logge unite<\/em>\u201d [<a href=\"#ftn22\">22<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>La supremazia della Stretta Osservanza Templare e della Massoneria tedesca nell\u2019ambito della Massoneria europea era vista con sospetto dalla Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>Willermoz, con il suo <em>Rito Scozzese Rettificato<\/em>, che contemplava l\u2019alto grado templare di <em>Cavaliere Beneficente della Citt\u00e0 Santa<\/em>, prevalse, producendo la caduta progressiva della Stretta Osservanza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza dei Superiori Incogniti fu messa in dubbio. Al questionario sottoposto a tutti i convenuti, la domanda <em>I b)<\/em> inquisiva: \u201c<em>Abbiamo dei Superiori? Quali sono le loro mansioni?<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p id=\"23\">La risposta fu: [<a href=\"#ftn23\">23<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI.b) <em>\u201cSi amerebbe credere che esistano ancora dei Possessori della vera scienza primitiva\u201d \u2013 e \u201cnon si deve cercare altrove che presso gli Uomini Illuminati i veri superiori dell\u2019Ordine, la cui facolt\u00e0 d\u2019istruire sia immediatamente, sia a pi\u00f9 lungo termine, i membri dell\u2019Ordine, dirigendone le disposizioni per renderli capaci della trasmissione della Scienza e delle verit\u00e0 importanti dell\u2019Ordine devono, da questo punto di vista, essere visti come Depositari\u201d per quanto \u2013 a causa della degenerazione dei vari sistemi dell\u2019Ordine stesso \u2013 i pochi \u201cFratelli Illuminati, veri Superiori, possono essere stati forzati a tenersi nascosti\u201d e non attendono che una riforma salutare \u201cche li metta in grado di potere, senza tema d\u2019abusi e di profanazioni, spandere pi\u00f9 generalmente sull\u2019Ordine i benefici delle conoscenze.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019influente Fratello <em>a Floribus, <\/em>Joseph De Maistre, nelle sue <em>Lettere al Duca di Brunswick,<\/em> rispose ancora pi\u00f9 direttamente:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Abbiano dei Maestri? No Monsignore, non ne abbiamo. La proba \u00e8 corta, ma decisiva. Noi non li conosciamo <\/em>[\u2026]<em> Ne segue quindi che <\/em>[tutti i Massoni] <em>non avendo dei Superiori Generali, non devono consultare altri che se stessi per elevare il nuovo edificio che progettano, dandogli la forma e le proporzioni che stimiamo convenienti<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver seguito la caduta del significato arcano del termine Superiori Incogniti nella Massoneria templare del XVIII secolo, non resta che esaminare le fonti delle fantasie del Waechter.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente l\u2019Ordine dei Serviti non ha alcuna responsabilit\u00e0 o attinenza delle caratteristiche che i Massoni del XVIII secolo volevano attribuirgli. Nato nel XIII secolo, ad opera di sette nobili fiorentini che si recarono nelle foreste a nord di Firenze, sul Mons Asinarius, a vivere come cenobiti nelle sue grotte, ebbero anche una parte, riluttante, nelle lotte del clero fiorentino contro gli \u201ceretici\u201d patarini.<\/p>\n\n\n\n<p>Furono venerati dal popolo fiorentino ed ebbero molta influenza anche sulla politica cittadina. Pier Damiani (San) li convinse che la Madonna era loro apparsa e aveva imposto lo stermino degli eretici. Le Compagnie della Vergine Maria, una sorta di squadre d\u2019azione dell\u2019ortodossia, sterminarono, presso la Croce al Trebbio e a S. Felicita, tutta la comunit\u00e0 patarina e il suo vescovo, circa 5.000 persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente, nelle agiografie dell\u2019Ordine, pu\u00f2 indicare un qualsiasi rapporto con i Rosacroce o i Templari, tantomeno con la Massoneria o la scienza ermetico-magica.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur tuttavia, chi si reca nel chiostro della SS. Annunziata, ed ha cognizioni della storia e della simbologia massonica, non pu\u00f2 non notare come negli affreschi che lo decorano vi siano molte scene di costruzione, in cui appare sempre un personaggio alquanto curioso. Anziano, appoggiato a un bastone, ha il capo scoperto e una veste corta rossa.<\/p>\n\n\n\n<p>Conosciamo, da tanti affreschi e cognizioni storiche, il valore della veste rossa come pezza d\u2019onore, che non tutti avevano il permesso e il privilegio di portare. Se lunga e con il lucco (cappello), come \u00e8 raffigurato Dante, designava i notabili e i sapienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo personaggio \u00e8 raffigurato inoltre, come uno strano testimone della vita dei Sette santi fondatori dell\u2019Ordine dei Servi di Maria, i Serviti appunto, negli affreschi a loro dedicati.<\/p>\n\n\n\n<p>Come riporta il Davidson nella sua monumentale <em>Storia di Firenze<\/em> i Serviti avevano l\u2019appalto (per cos\u00ec dire) dei lasciti degli usurai che, non potendo rifondere i maleficati, si scaricavano la coscienza facendo dei lasciti.<\/p>\n\n\n\n<p>I Serviti furono dei grandi costruttori e una buona parte degli edifici religiosi del centro storico si deve alla loro opera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 indubbio che, da buoni amministratori, assumessero direttamente la dirigenza e l\u2019amministrazione delle loro opere edilizie, e avessero quindi delle confraternite di costruttori al loro servizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli affreschi dei portici della piazza della SS. Annunziata vi sono due raffigurazioni che potrebbero essere inerenti, o cos\u00ec sembrare, a un retaggio templare nell\u2019ambito fiorentino o a una sorta di proto massoneria.<\/p>\n\n\n\n<p>In una di queste \u00e8 raffigurato Cosimo I, il primo Granduca di Toscana, nel mentre costituisce L\u2019Ordine navale di S. Stefano, che ebbe lo stesso simbolo della croce templare sulle sue vele ed anche le stesse finalit\u00e0 di contrasto alla potenza islamica e alla sua presenza nel mar Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019altra, Cosimo I costituisce, con una sorta di ritualit\u00e0 iniziatica, l\u2019Accademia del Disegno, che raccolse i maggiori pittori, scultori e architetti del suo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Primo Consolo dell\u2019Accademia, che nell\u2019affresco riceve in ginocchio, l\u2019investitura fu Vincenzo Borghini, che fu anche Provveditore dell\u2019Istituto degli Innocenti, primo ente benefico nel mondo a raccogliere e allevare i trovatelli.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Accademia ebbe per simbolo tre cerchi, disposti come i tre punti massonici, ma che nella versione rovesciata, in affinit\u00e0 con il simbolo Martinista del Trilume.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo simbolo si pu\u00f2 ammirare, nelle due versioni nella prima sede dell\u2019Accademia, di fronte ad Orsammichele, o nella nuova, in Piazza S. Marco, a Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"24\">Vincenzo Borghini fu uno straordinario umanista, storico, filosofo, ma anche un ermetista di grandissimo valore. Sia Cosimo I che suo figlio Francesco si fecero costruire in Palazzo Vecchio due ambienti esclusivi, una sorta di gabinetti ermetici, il Tesoretto, di Cosimo, e lo Studiolo di Francesco [<a href=\"#ftn24\">24<\/a>]. Questi ambienti furono arredati da opere d\u2019arte di complesso simbolismo, che fu minuziosamente dettato agli artisti proprio da Vincenzo Borghini.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Cappella dell\u2019Accademia del Disegno, in Piazza S. Maria Novella, un grande affresco di Santi di Tito raffigura Salomone che ordina a Hiram la costruzione del Tempio, e coloro che vi furono raffigurati sono i pi\u00f9 grandi artisti dell\u2019epoca, compreso Michelangelo. Nell\u2019angolo destro del dipinto due amorini intrecciano squadra e compasso, prima iconografia di questi simboli intrecciati, assieme a quelli della lastra tombale degli Accademici nella Chiesa della SS. Annunziata, opera del Montorsoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il simbolo dell\u2019Ordine dei Serviti \u00e8 costituito dal bastone di Giuseppe fiorito di gigli e con il serpente intrecciato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti questi elementi storici e iconografici, nella loro persistenza simbolica, certamente fanno riflettere. Senza tuttavia aver la possibilit\u00e0 di dimostrare alcunch\u00e9, si pu\u00f2 ipotizzare che questi elementi potrebbero aver stimolato la fantasia di una personalit\u00e0 intelligente e senza scrupoli come Waechter.<\/p>\n\n\n\n<p>Tracce della leggenda settecentesca sono arrivate anche nella massoneria belga degli anni \u201820 dello scorso secolo, quando Emile Dantinne e Jean Mallinger parlano di <em>Frates Umbrae<\/em> e <em>Frater Lucis <\/em>come antiche e arcane confraternite del XV secolo fiorentino.<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe concludere, salvo ulteriori verifiche e apprendimenti, che la primitiva dizione del termine Superiori Incogniti \u00e8 rosicruciana e, attraverso questa intermediazione, neotemplare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il simbolo $, nel suo uso pi\u00f9 recente nell\u2019Ordine dei Vallombrosani e dei Serviti, potrebbe essere stato considerato come un acrostico di: <strong>S<\/strong>uperiori <strong>I<\/strong>ncogniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine rimase comunque nel Rito Scozzese Rettificato di Willermoz, nella versione di <em>Silenzioso Incognito.<\/em> Il Rito Scozzese Rettificato era la continuazione dell\u2019Ordine Massonico dei Cavalieri Eletti Cohen dell\u2019Universo, il cui fondatore fu Martinez de Pasqually.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"25\">Nel rituale Rettificato del 1778, riprodotto da Doinel [<a href=\"#ftn25\">25<\/a>], il titolo esatto dei Cavalieri Beneficenti era quello di <em>Cavaliere Beneficente della Citt\u00e0 Santa del Santo Sepolcro in Palestina, Cavaliere del Perfetto Silenzio, Silenzioso Incognito<\/em>. \u00c8 quindi comprensibile come il simbolo e il termine corrispondente sia stato poi assunto nella fondazione dell\u2019Ordine Martinista di Papus (1882).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I Superiori Incogniti dalla fine del XIX secolo all\u2019inizio del XX<\/h4>\n\n\n\n<p>Il mito ermetico dei Superiori Incogniti continua con Fabre d\u2019Olivet, come una continuazione di quello massonico e rosicruciano. Vi \u00e8 gi\u00e0 <em>in nuce,<\/em> in Fabre d\u2019Olivet, il concetto di <em>sinarchia,<\/em> sviluppatosi posteriormente nell\u2019ambito esoterico Martinista.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"26\">Il concetto di Superiori Incogniti nel XX secolo \u00e8 stato ritrasmesso da Ossendowski [<a href=\"#ftn26\">26<\/a>] e da Saint Yves d\u2019Alveydre, che racconta di aver incontrato numerosi iniziati, come il principe afgano Hardjij Sharif, che gli avrebbero narrato di Aghartha, un mondo sotterraneo fatto di cunicoli e grotte. Gli Aghartiani sarebbero in possesso di un\u2019energia terribile in grado, se lo volessero, di distruggere il mondo. Probabilmente si tratta di una reminiscenza dell\u2019energia del Vril, che Bulwer Lytton descrisse nel suo romanzo <em>Una razza Ventura.<\/em> Saint Yves crede che gli Aghartiani possano influire sull\u2019umanit\u00e0 anche con <em>mezzi psichici,<\/em> termine che a quell\u2019epoca scientista pensava potesse sostituire quello di magia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il d\u2019Alveydre, amico di Papus e celebre esoterista del<em> milieu<\/em> parigino, propugnava un modello organizzativo elitario della societ\u00e0 di Agartha chiamato sinarchia, che riprodurrebbe nel microcosmo sociale il divino ordine macrocosmico. Egli afferma ne \u201cL\u2019Arch\u00e9om\u00e8tre\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Non si tratta di distruggere n\u00e9 di conservare un qualsiasi ordine sociale, al di sopra degli Stati [&#8230;] poich\u00e9 non ve ne \u00e8 alcuno: bisogna crearlo. Dobbiamo formare [&#8230;] un governo comune, puramente iniziatico, emanazione stessa delle nostre nazioni, nel rispetto di tutto ci\u00f2 che costituisce la loro vita interiore [&#8230;]\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa utopia ebbe anche delle propaggini politiche ed \u00e8 tutt\u2019oggi ricordata nelle riviste e nei siti dei \u201cdietrologi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"27\">Anche Gu\u00e9non si \u00e8 occupato di poteri occulti e Superiori Incogniti, quando afferma [<a href=\"#ftn27\">27<\/a>] che:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cUn potere occulto di ordine politico e finanziario non dovr\u00e0 essere confuso con un potere occulto di ordine puramente iniziatico\u2026 Un altro punto da tenere presente \u00e8 che i Superiori Incogniti, di qualunque ordine siano e qualunque sia il campo in cui vogliono agire, non cercano mai di creare dei \u2018movimenti\u2019. Essi creano solo degli stati d\u2019animo (\u00e9tat d\u2019esprit), ci\u00f2 che \u00e8 molto pi\u00f9 efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque. \u00c8 incontestabile che la mentalit\u00e0 degli individui e delle collettivit\u00e0 pu\u00f2 essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriate; in fondo, l\u2019educazione stessa non \u00e8 altro che questo, e non c\u2019\u00e8 qui nessun \u2019occultismo\u2019 [..]. Uno stato d\u2019animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono simboli che attraversano tutta la storia e perdono e riprendono significati, sempre uguali nella loro diversit\u00e0, riuscendo a volte a modificarla, trasformando gli archetipi in comportamenti della societ\u00e0 umana. Gli uomini, nella loro volont\u00e0 di inganno e prevaricazione, credono di usarli a loro profitto, ma in realt\u00e0 sono sempre da loro dominati e diretti. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SigilloWillermoz.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8640\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"191\" height=\"191\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SigilloWillermoz.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8640\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SigilloWillermoz.jpg 191w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SigilloWillermoz-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Logo di Willermoz<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Note<\/h2>\n\n\n\n<p id=\"ftn1\">1. <em>Les adventures du philosophe inconnu en la recherche e l\u2019invention de la Pierre Philosophale, suivi de l\u2019Apologie du Grande \u0152uvre<\/em> di Dom Belin Retz, Editions Mayenne, 1976. <a href=\"#1\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn2\">2. Ogni simbolismo \u00e8 universale in ogni tempo e in ogni luogo. Sarebbe quindi inesatto attribuire alla croce una valenza esclusivamente legata al cristianesimo. <a href=\"#2\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn3\">3. Brunelli \u00e8 qui incorso in una svista. La XIII lama del Taro \u00e8 La Morte: l\u2019Appeso, a cui il testo si riferisce \u00e8 la XII. <a href=\"#3\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn4\">4. Enrico Khunrath <em>Anfiteatro della Saggezza Eterna<\/em>, Atan\u00f2r \u2013 Roma, 1973, tav.12. <a href=\"#3\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn5\">5. <em>La Bibbia<\/em>, <em>Il Libro dei Numeri<\/em>, XXI, 7-9 <a href=\"#5\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn6\">6. Philip Virey, <em>Religion de l\u2019ancienne \u00c8gypte<\/em>, pg.230. <a href=\"#6\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn7\">7. Louis Charbonnau &#8211; Lassay <em>Il Bestiario del Cristo<\/em>, Edizioni Arkeios, Roma, 1995 pg.426 <a href=\"#7\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn8\">8. Tertulliano, <em>De praescritione Haereticorum<\/em>, XLVII. <a href=\"#8\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn9\">9. Tommaso d\u2019Acquino, <em>Catena Aurea<\/em>. <a href=\"#9\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn10\">10. Carbonneau Lassay <em>Il Bestiario del Cristo<\/em>, Vol.II pag.430, Arkeios, Roma,1884 <a href=\"#10\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"ftn11\" id=\"ftn11\">11. <em>La Bibbia, Il libro dell\u2019Esodo<\/em>, VII 9-14 <a href=\"#11\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn12\">12. Gaio Plinio Secondo, <em>Naturalis historia<\/em>, XXI,22-24. <a href=\"#12\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn13\">13. Alfredo Cattabiani, <em>Florario<\/em>, pg.139, Mondadori, 1996. <a href=\"#13\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn14\">14. Una tradizione rosacrociana suppose l\u2019esistenza del \u201cMah\u201d, un consiglio supremo composto di dodici membri \u2013 da S. Hutin, <em>Governi Occulti e Societ\u00e0 segrete<\/em>. <a href=\"#14\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn15\">15. Ren\u00e9 Le Forestier, <em>La Franc Ma\u00e7onnerie Templi\u00e9re et occultiste aux XVIII e XIX si\u00e8cles<\/em>, Vol.I pg. 162 La Table d\u2019\u00e8meraude, Paris,1987. <a href=\"#15\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn16\">16. Tratto da: <em>Historie<\/em> dell\u2019Antichissima Citt\u00e0 di Pisa dalla Caduta prima della Repubblica in qua 1406 e seconda 1509 con un brevissimo elogio della sua antica grandezza fatta da me Giuseppe Setaioli suo Cittadino l\u2019Anno 1650 secondo lo stile pisano. <a href=\"#16\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn17\">17. Conosciuti in Inghilterra come <em>black friars<\/em> \u2013 letteralmente frati neri, ma essenzialmente traducibile come domenicani \u2013 i frati predicatori indossano un abito totalmente bianco composto da una specie di tonaca a cui \u00e8 sovrapposto uno scapolare ed infine un cappuccio; inoltre completa l\u2019abito il mantello nero a cui \u00e8 sovrapposto un cappuccio nero delle stesse dimensioni di quello bianco indossato sotto. (Tratto da Wikipedia) <a href=\"#17\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn18\">18. Ren\u00e9 Le Forestier, <em>La Franc-Ma\u00e7onnerie Templi\u00e8re et Occultiste<\/em> ecc. Vol.I, pg. 163 La Table d\u2019Emeraude, Paris,197 <a href=\"#18\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn19\">19. Op.cit. pg.244 <a href=\"#19\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn20\">20. Op.cit, pg.537 <a href=\"#20\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn21\">21. Cfr. op.cit, Vol.I pg.362-363 <a href=\"#21\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn22\">22. Riportata da: Pericle Maruzzi, <em>La Stretta Osservanza Templare ed i Rito Scozzese Rettificato in Italia nel secolo XVIII<\/em>, pg.177, Atan\u00f2r, Roma, 1990. <a href=\"#22\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn23\">23. Op.cit. pg. 188-189 <a href=\"#23\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn24\">24. Cfr. <em>Francesco e Cosimo de\u2019 Medici Alchimisti<\/em>, di Giulio Lensi Orlandi. <a href=\"#24\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn25\">25. Jules Doinel (alias Jean Kostka), <em>Lucifer d\u00e9masque<\/em>, Paris, 1895. <a href=\"#25\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn26\">26. Cfr. Ossendowski, <em>Incontri con uomini straordinari <\/em><a href=\"#26\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn27\">27. Ren\u00e9 Gu\u00e9non (alias Le Sphnx) <em>R\u00e9flexions \u00e0 propos du pouvoir occulte<\/em>, France Antima\u00e7onnique (rivista cattolica) numero dell\u201911 giugno 1914, pag. 277. <a href=\"#27\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" class=\"wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><\/noscript><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono state le fonti della dizione \u201cSuperiori Incogniti\u201d e del glifo corrispondente nell&#8217;Ordine Martinista?&nbsp;E quali sono le origini iconografiche che contraddistinguono questo simbolo?&nbsp;Non essendo soddisfacenti le analisi fino qui prodotte, questo articolo cercher\u00e0 di esaminare pi\u00f9 profondamente questo problema interpretativo. I superiori incogniti ed il sigillo martinista in III grado di Vittorio Vanni Sommario: I Filosofi Incogniti &#8211; Il Serpente di Bronzo &#8211; L\u2019Albero della Vita &#8211; La leggenda di Giuseppe &#8211; I Superiori Incogniti &#8211; Il silenzio dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8655,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[93],"tags":[101],"class_list":["post-1695","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lopera-al-rosso","tag-martinismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1695"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9863,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1695\/revisions\/9863"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}