{"id":1710,"date":"2007-10-11T19:11:22","date_gmt":"2007-10-11T17:11:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1710"},"modified":"2023-10-16T18:13:16","modified_gmt":"2023-10-16T16:13:16","slug":"dallumanizzazione-di-dio-al-neodarwinismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1710","title":{"rendered":"Dall&#8217;umanizzazione di Dio al neodarwinismo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=43\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Domande e Risposte\" data-lazy-src=\"images\/topics\/DomRisp1.jpg\" alt=\"Domande e Risposte\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Domande e Risposte\" src=\"images\/topics\/DomRisp1.jpg\" alt=\"Domande e Risposte\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Epistolari d&#8217;Esoterismo<\/strong><\/p>\n<p><em>L&#8217;umanizzazione di Dio, volgarizzazione dell&#8217;aspetto spirituale. Il creazionismo. La teoria del progetto divino. Il neodarwinismo<\/em><\/p>\n<p>Come in altre cosmogonie, anche mitologiche, le deit\u00e0 fungevano da mediatori tra gli uomini, di cui mostravano di possedere tutte le caratteristiche, ed un piano inconoscibile all&#8217;uomo. Ma queste forme d&#8217;astratto ed intelligente rispetto, cominci\u00f2 a sfaldarsi con la mistica ebraica, quando il suo artefice, Mos\u00e8, umanizz\u00f2 l&#8217;Entit\u00e0 suprema riconosciuta fin dapprincipio, come un non-Principio impersonale e perci\u00f2 inconoscibile, animatore dell&#8217;universo dal quale tutto si emana e tutto ritorna, incorporeo, immateriale, non nato, eterno, senza fine n\u00e9 principio inconoscibile.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Dall&#8217;umanizzazione di Dio al neodarwinismo<\/h3>\n<p align=\"left\">degli Autori di Esonet<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20445%2089'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/epistolari.jpg\" width=\"445\" height=\"89\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/epistolari.jpg\" width=\"445\" height=\"89\" \/><\/noscript><\/p>\n<h4>L&#8217;umanizzazione di Dio, volgarizzazione dell&#8217;aspetto spirituale.<\/h4>\n<h4>Il creazionismo. La teoria del progetto divino. Il neodarwinismo<\/h4>\n<h4><\/h4>\n<p>20 settembre 2007<\/p>\n<p><strong>Athos A. Altomonte scrive: <\/strong><\/p>\n<p>Vorrei proseguire sulla via che porta alla distinzione tra il concetto di \u201cpensiero universale\u201d e quello di \u201cpensiero multidimensionale\u201d. Ma ho deciso di dare precedenza ad un particolare dell&#8217;intervento di Giuseppe Barbone, che mi ha fatto da trampolino verso un nuovo orizzonte.<\/p>\n<p><em>\u00abLa Verit\u00e0 vibra perennemente fuori e dentro di noi, bisogna saperla leggere. Non \u00e8 possibile leggere uno spartito musicale se non si conosce la musica\u00bb<\/em>: non avendo elementi n\u00e9 a favore n\u00e9 contro questa affermazione non posso fare altro che una considerazione di carattere etico.<\/p>\n<p>Anche se ritengo questo pensiero altamente auspicabile. Evidentemente appartengo alla categoria che non sa leggere lo \u201cspartito della vita\u201d. Tant&#8217;\u00e8, che non riesco a riconoscervi nessuna Verit\u00e0, che meriti la \u201cV\u201d maiuscola. Riconosco solo realt\u00e0 di diversa calibratura, al cui benessere e beneficio partecipiamo solo marginalmente. Altrimenti, verso noi stessi e verso la vita del pianeta non terremmo un comportamento criminalmente suicida.<\/p>\n<p>Nemmeno dentro di me sento vibrare la Verit\u00e0, magari qualche intuizione apprezzabile per <em>\u00abnani microcosmici\u00bb <\/em> quali siamo. Quello che sento vibrare dentro e fuori sono le mie realt\u00e0, per me vere. Ma fuori di me, per\u00f2, le mie verit\u00e0 tornano a diventare quello che sono: opinioni personali, forse condivisibili, ma comunque sempre opinabili, intercambiabili e variamente interpretabili. E se cos\u00ec non fosse, significherebbe aver raggiunto un grado di comprensione universale. Mentre siamo ancora un enorme ammasso di pulviscolo emozionale. Un composto planetario di polarizzazioni di coscienza diverse, mai del tutto decifrabili. E se cos\u00ec non fosse, stavolta significherebbe aver raggiunto tanto il fondo che l&#8217;apice di noi stessi, come singoli e come umanit\u00e0. Ma siccome entrambi i traguardi sono lontani dall&#8217;essere realizzati, ecco che la mia onest\u00e0 intellettuale mi spinge a dovermi sentire pi\u00f9 vicino alla pochezza umana piuttosto che alla centralit\u00e0 di Figli di Dio.<\/p>\n<p>Ma passiamo a quanto mi ha aperto un ampio orizzonte su cui riflettere. La presenza di Dio e la creazione. Scrive Giuseppe <em>\u00ab\u2026 <\/em><em>la verit\u00e0 nella sua perfezione continua a perfezionarsi, Dio, essere perfetto cresce in perfezione \u2026\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Innanzitutto dovremo sgombrare il campo dall&#8217;ossimoro (*) di ritenere che qualcosa di perfetto possa essere suscettibile ad ulteriori perfezioni. Non essendoci una perfezione minore ed una maggiore, delle due l&#8217;una: o la parte in causa ha raggiunto la perfezione, per cui non \u00e8 pi\u00f9 perfettibile, oppure \u00e8 ancora suscettibile a perfezionamenti, per cui non \u00e8 ancora perfetta. Ma per il mio ragionamento, l&#8217;ossimoro non ha poi grande importanza, perch\u00e9 guardo l&#8217;oltre e il di pi\u00f9 del concetto.<\/p>\n<p align=\"left\">__________<\/p>\n<p align=\"justify\">(*) <strong>Ossimoro <\/strong> dal gr. <em>ox\u00fdm<\/em><em>o<\/em><em>ron<\/em>, da <em>ox\u00fds<\/em>, acuto e <em>m<\/em><em>o<\/em><em>r\u00f3s<\/em>, sciocco.<br \/>\nProcedimento stilistico che consiste nell&#8217;accostare in una stessa espressione termini di significato contraddittorio, come ad esempio: <em>Un silenzio eloquente<\/em>.<\/p>\n<p align=\"left\">__________<\/p>\n<p>L&#8217;idea di un&#8217;Entit\u00e0 trascendente soggetta a perfezionarsi nell&#8217;immanenza delle virt\u00f9 umane, \u00e8 un prodotto tipico del pensiero creazionista, che come una balena insabbiata lotta per sopravvivere all&#8217;evidenza.<\/p>\n<p>Nelle pi\u00f9 antiche elaborazioni il concetto di Entit\u00e0 suprema era <em>astratto, e rispettoso di un piano considerato irraggiungibile dal pensiero umano<\/em>. Nelle prime tradizioni orali dei <em>Veda <\/em> l&#8217;Entit\u00e0 suprema veniva definita il \u201csenza veste\u201d (senza forma), e nei seguenti <em>Rig Veda<\/em>, ponendo pi\u00f9 enfasi sul concetto <em>d&#8217;impenetrabilit\u00e0 <\/em> fu definito \u201cColui del quale nulla si pu\u00f2 dire\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta del neutro Brama o Braman, principio supremo, impersonale e perci\u00f2 inconoscibile, animatore dell&#8217;universo dal quale tutto si emana e tutto ritorna, incorporeo, immateriale, non nato, eterno, senza fine n\u00e9 principio. Da non confondere con Braham\u00e0, l&#8217;essenza maschile (maschile nella cosmogonia ha il significato di fuoco di volont\u00e0) Creatore del Panteon, che ciclicamente svanisce (come notte) per ricomparire (come giorno) dopo essersi rigenerato. E questo mi ricorda un passaggio del rituale massonico, in cui si dice che gli operai vengono condotti dal lavoro alla ri-creazione e dalla ri-creazione di nuovo al lavoro.<\/p>\n<p>Le due fasi, l&#8217;emanazione dell&#8217;universo detta il \u00abgiorno Braham\u00e0\u00bb ed il suo ritiro detto la \u00abnotte di Braham\u00bb durano entrambe 4.320.000.000 di anni, e sono prodotte dal suo respiro, unico attributo assimilabile alla sfera umana.<\/p>\n<p>Come in altre cosmogonie, anche mitologiche, le deit\u00e0 fungevano da mediatori tra gli uomini, di cui mostravano di possedere tutte le caratteristiche, ed un piano inconoscibile all&#8217;uomo. Ma queste forme d&#8217;astratto ed intelligente rispetto, cominci\u00f2 a sfaldarsi con la mistica ebraica, quando il suo artefice, Mos\u00e8, umanizz\u00f2 l&#8217;Entit\u00e0 suprema riconosciuta fin dapprincipio, come un non-Principio impersonale e perci\u00f2 inconoscibile, animatore dell&#8217;universo dal quale tutto si emana e tutto ritorna, incorporeo, immateriale, non nato, eterno, senza fine n\u00e9 principio inconoscibile.<\/p>\n<p><strong>Ehjeh \u2018Aser \u2018Ehjeh, <\/strong>(Io sono Colui che \u00e8). Un Dio Unico, questa volta, da opporre alla pletora politeistica, ma trino, dove tre aspetti divini erano accentrati su una sola \u201cpersona\u201d. Insomma, l&#8217;idea di molteplicit\u00e0 restava, era solo diminuito il numero. Ma in questo \u201cio sono\u201d c&#8217;era il seme della sua materializzazione. A degenerare l&#8217;idea di un Ente di pura astrazione fu la denominazione (che non tutti i suoi seguaci hanno adottato) Dio, che presto fu concepito come Di IO (nella sequenza d-io, di me, mio, me) Questo, l&#8217;ha reso combaciante all&#8217;immagine d&#8217;uomo, personale, e straordinariamente carnale. D-Io si rivela innegabilmente un Dio ad immagine d&#8217;uomo fisico. Pertanto al rango di tesi l&#8217;antitesi. <em>Cos\u00ec, non \u00e8 pi\u00f9 il corpo spirituale ad essere l&#8217;immagine \u201cmaterializzata\u201d dell&#8217;Entit\u00e0 suprema, ma diventa il corpo fisico dell&#8217;uomo<\/em>. Di conseguenza Dio ha la configurazione di un uomo. Semplicemente un&#8217;altra pazzia dei \u201csuoi custodi\u201d che sacralizzano questa immagine, umana, che non alcuna corrispondenza con l&#8217;originaria perfezione. Eppure, l&#8217;immagine di una Divinit\u00e0 tragicamente apocalittica, pregna di pene e di dolori, resiste nell&#8217;immaginario collettivo, nonostante Ges\u00f9, che l&#8217;indic\u00f2 come Amore, Perdono e Compassione.<\/p>\n<p>Per fortuna, quel Dio tragicamente umanizzato \u00e8 solo un&#8217;invenzione, per renderlo uno strumento di potere di una casta che pretendeva \u201cdecime\u201d (oggi si chiama pizzo) su ogni guadagno pubblico, redigendo regole sociali, alimentari e comportamentali, disciplinando a propria immagine (Ges\u00f9 defin\u00ec \u00absepolcri imbiancati\u00bb gli ipocriti farisei, sacerdoti del Sinedrio) ogni attivit\u00e0 pubblica e privata. Arrivando a farne uno \u201cstrumento di morte\u201d. Dio degli Eserciti di un popolo definitosi \u00abunico eletto\u00bb*, pronto a marciare assieme a loro contro \u201cnemici comuni\u201d, facendo riaffiorare le peggiori superstizioni dei precedenti Molok.<\/p>\n<p>Questo \u201cdelirio religioso\u201d si \u00e8 trasmesso nei tre ceppi monoteisti, nati dal ventre di Abramo. Religiosi ebrei, cattolici ed islamici, senza senno n\u00e9 vergogna, muovono miserabili frange dell&#8217;umanit\u00e0 propagando l&#8217;idea di Dio come strumento di morte, inducendoli a massacrare spiritualmente se stessi, mentre sterminano fisicamente i propri nemici.<\/p>\n<p align=\"left\">__________<\/p>\n<p>* A margine, vorrei ricordare che a questo mondo non c&#8217;\u00e8 popolo che non si definisca superiore, unico, o prediletto da Dio. Questo mi fa pensare ad una forma di democraticit\u00e0 al contrario: <em>dove sono tutti speciali, nessuno \u00e8 speciale<\/em><em>!<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">__________<\/p>\n<p>Non posso affermare se un Essere superiore occhieggia e mi giudica da dietro il cosmo manifesto, ma avverto in me l&#8217;esistenza di una dimensione spirituale: per quanto estranea e distinta dal fango dei professionisti della fede.<\/p>\n<p>Immagino il mondo e l&#8217;universo come un caos in cerca di ordine, come ogni uomo che ha maturata una sana intellettualit\u00e0 aspira a migliorare s\u00e9 stesso, ed il piccolo spazio in cui vive e che lo circonda. In questo correremmo assieme a \u201cmadre natura\u201d, anch&#8217;essa tutt&#8217;altro che perfetta, di cui posso solo auspicare che selezione dopo selezione impari meglio a fare il suo mestiere. Sempre che l&#8217;uomo non riesca a mettergli il bastone tra le ruote, non eliminandola, ma eliminando se stesso, visto che il pianeta pu\u00f2 sopportare ben altro, dei piccoli danni che forse un giorno ci uccideranno.<\/p>\n<p>Ma lasciando da parte le conseguenze (ormai attuali) delle catastrofi ecologiche che ci stanno precipitando addosso, vorrei continuare nel distinguere tra convincimento religioso ed evidenza scientifica.<\/p>\n<p>Il pensiero creazionista della cultura occidentale ha mosso i suoi passi dall&#8217;interpretazione letterale della Bibbia ebraica, le cui nozioni sono state attualizzate dal recente tentativo dei teo-con (americani soprattutto) di salvarle dall&#8217;irrazionalit\u00e0 delle sue stesse contraddizioni (cos\u00ec da farle ritentare nella didattica scolastica da cui erano escluse), modificandone i parametri e rendendolo simile ad una tesi pseudoscientifica chiamata \u201cprogetto divino\u201d. Ci\u00f2, nonostante non sono riuscite a superare le evidenze apportate dal neodarwinismo.<\/p>\n<p>A questo punto sembra che tra i due poli, quello religioso \u00e8 quello scientifico, si sia chiusa ogni possibilit\u00e0 di ragionevole confronto tra tesi e antitesi, per tornare all&#8217;antico scontro di una fede che si sente superiore ad ogni riscontro oggettivo. Patrocinando \u201cverit\u00e0 essenziali\u201d che cozzano contro evidenze indiscutibili. Difendono le lacune delle loro verit\u00e0, dicendoci che sono \u201cmetafore\u201d. Allora si decidessero, spiegandoci una volta per tutte pubblicamente se sono metafore o come dicono quando sono soli e nessun presente pu\u00f2 controbattere, che quelle sono la Parola di Dio. In questa ambiguit\u00e0 tra pubblico e privato il pensiero creazionista \u00e8 diventato un colosso dai piedi di argilla. La prima \u201cverit\u00e0\u201d, proprio quella della creazione, \u00e8 la prima a crollare.<\/p>\n<p>Le scoperte di fossili risalenti a milioni di anni addietro, ad esempio, fanno risalire i segni di vita a ben oltre i 6.000 anni citati dalla Bibbia, oppure alla tal domenica di 4.800 anni, frutto <em>\u201cdell&#8217;esattissimo calcolo\u201d<\/em>, come \u00e8 stato definito, da un eminente teologo. Ancora metafora, o Parola di Dio?<\/p>\n<p>Ma parliamo della prima Eva, che non \u00e8 la partner femminile di quella coppia dalla pelle bianca, fatta ad immagine, si presume allora, di un Dio anch&#8217;esso di razza bianca, un&#8217;immagine per soli bianchi servita da alibi per secoli di schiavismo e l&#8217;uccisone di 250.000.000 (duecentocinquantamilioni) di nativi delle due americhe. Quelli di colore, dicevano, non erano menzionati dalla Bibbia, perch\u00e9 senz&#8217;anima.<\/p>\n<p>Spiace deludere <em>gli oltranzisti della supremazia bianca<\/em>, ma la prima Eva, madre da cui tutti discendiamo \u00e8 un&#8217;africana di pelle nera vissuta 460.000 anni fa. E la certezza viene dall&#8217;esame del DNA mitocondriale (*) che si trasmette immutato per linea materna, e che rende certa la sua presenza in quell&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Sappiamo che la resistenza al tempo del DNA mitocondriale \u00e8 circa quello della prima Eva, e questo instilla l&#8217;ipotesi che quella che oggi consideriamo la prima Eva, possa essere solo l&#8217;estrema propaggine della una linea evolutiva precedente, quindi potrebbe trattarsi dell&#8217;ultimo esemplare dei suoi predecessori, che potrebbero risalire a tempi pi\u00f9 remoti.<\/p>\n<p>Questo fa cadere la concezione di un \u201cmondo\u201d creato in sette giorni, poche migliaia di anni fa. Ma la scienza non spiega solo i tempi e le selezioni succedutesi. Gli esami del DNA ematico dimostra senza dubbi le linee migratorie di quel primo gruppo, che risiedeva in Africa, e di cui portiamo i segni dentro il nostro sangue.<\/p>\n<p>Il gruppo da cui discendiamo, da stanziale \u00e8 diventato migrante per sfuggire alle glaciazioni. Perch\u00e9, essendo cacciatori, era naturale che seguissero i branchi animali, entrambi in cerca di cibo. Vaste migrazioni sono state possibili perch\u00e8 molte terre oggi separate dall&#8217;acqua erano unite o collegate da banchi di ghiaccio. Cos\u00ec, le glaciazioni hanno dato vita al lungo trasferimento dell&#8217;umanit\u00e0 attraverso i continenti, portando i diversi gruppi ad adattarsi ad ambienti diversi, selezionando mutamenti che hanno influito tanto sulla conformazioni, da produrre le diversit\u00e0 razziali che oggi vediamo.<\/p>\n<p>La prima traccia del viaggio intrapreso dal gruppo originario \u00e8 stata trovata nel sangue di abitanti di un villaggio al sud dell&#8217;attuale India. Poi, sorprendente, tra gli aborigeni australiani (ma il tratto di mare che separava i due continenti non era quello attuale).<\/p>\n<p>In india il gruppo si \u00e8 evidentemente separato, ed un secondo si \u00e8 diretto verso l&#8217;attuale Mongolia, da cui \u00e8 risalita verso l&#8217;Europa (stiamo parlando di spostamenti succedutisi in centinaia di migliaia di anni) dove i <strong><em>cromagnon <\/em><\/strong> esautorarono la linea evolutiva dei <strong><em>neanderthal<\/em><\/strong>. Attraverso l&#8217;Alaska popolarono le Americhe, a cominciare dai pellerossa, tra cui i Navaho sembrano quelli che conservano i segni pi\u00f9 evidenti dei capostipiti africani.<\/p>\n<p>Oggi, nel DNA ognuno di noi conserva le mescolanze succedutesi nel lungo intersecarsi dei gruppi umani, discendenti del primo ceppo africano. Il nostro viaggio \u00e8 quello dei nostri antenati, che continuer\u00e0 nelle progenie future.<\/p>\n<p>Per questo, il nostro sangue \u00e8 il pi\u00f9 attendibile Libro dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">__________<\/p>\n<p>(*) <strong>Il <\/strong><strong>DNA mitocondriale <\/strong><\/p>\n<p>Con il progresso nella tecnologia genetica, si \u00e8 scoperto che il DNA risulta un tesoro prezioso per gli studiosi dell&#8217;evoluzione umana, poich\u00e9 si preserva senza alterazioni.<\/p>\n<p>In quest&#8217;area di ricerca \u00e8 stato appurato che il DNA mitocondriale viene trasmesso per linea materna ai propri figli (maschi e femmine), a differenza del DNA nucleare che deriva da entrambi i genitori (vedi <a href=\"News-file-article-sid-237.html\"> <em>Discendenza per linea materna<\/em><\/a>). Ci\u00f2 che caratterizza il DNA mitocondriale \u00e8 la sua propriet\u00e0 di affidabile \u201corologio molecolare\u201d che consente di risalire la genealogia di ogni individuo, e questo viaggio a ritroso alle origini segue la sola linea materna.<\/p>\n<p>Portiamo a conforto di questa teoria lo studio di <strong><em>Bryan Sykes <\/em><\/strong>docente di genetica umana all&#8217;universit\u00e0 di Oxford, che con la sua equipe ha ricostruito l&#8217;albero genealogico pi\u00f9 completo della specie umana, grazie alla grande mole di dati sul DNA.<\/p>\n<p>I mitocondri sono minuscole strutture presenti in ogni cellula. Non si trovano nel nucleo, il piccolo compartimento cellulare che racchiude i cromosomi, ma al di fuori di esso, in quello che viene chiamato citoplasma. La loro funzione \u00e8 aiutare le cellule ad utilizzare l&#8217;ossigeno per produrre energia. Pi\u00f9 la cellula \u00e8 metabolicamente attiva, maggiore \u00e8 l&#8217;energia necessaria, e maggiore \u00e8 anche il numero di mitocondri che contiene. Le cellule di tessuti attivi come i muscoli, i nervi ed il cervello possono contenere anche un migliaio di mitocondri ciascuna.<\/p>\n<p>Sprofondato proprio al centro di ogni mitocondrio si trova un piccolo frammento di DNA, un minicromosoma lungo appena 16500 paia di basi: davvero minuscolo se paragonato ai tre miliardi di basi dei cromosomi del nucleo! La scoperta dell&#8217;esistenza di DNA nei mitocondri rappresent\u00f2 una grossa sorpresa, anche perch\u00e9 queste molecole, sono davvero molto particolari. Tanto per cominciare, la doppia elica di questo DNA \u00e8 circolare. I batteri e gli altri microrganismi possiedono cromosomi circolari, a differenza degli organismi pluricellulari, fra cui certamente anche l&#8217;uomo. La sorpresa successiva fu che il codice genetico nel DNA mitocondriale \u00e8 leggermente diverso da quello usato nei cromosomi del nucleo: i geni mitocondriali codificano per gli enzimi che catturano l&#8217;ossigeno e che svolgono la loro attivit\u00e0 all&#8217;interno di questi organelli. In ogni caso, molti geni che regolano il funzionamento dei mitocondri sono saldamente collocati nei cromosomi del nucleo.<\/p>\n<p>Come si sono formati i mitocondri? si pensa che un tempo fossero batteri indipendenti che, centinaia di milioni di anni fa, hanno invaso cellule pi\u00f9 evolute insediandosi nel loro citoplasma. Potremmo chiamarli parassiti, o potremmo definire la loro relazione con le cellule una relazione simbiotica, in cui sia le cellule che i mitocondri svolgono una funzione utile ad entrambi.<br \/>\n__________<\/p>\n<p>22 settembre 2007<\/p>\n<p><strong>Antonio D&#8217;Alonzo scrive: <\/strong><\/p>\n<p>Anzitutto si deve ricordare come Darwin non sia stato il vero e proprio fondatore dell&#8217;evoluzionismo, ma piuttosto il suo pi\u00f9 brillante teorico, colui che ha apportato alla teoria delle risoluzioni cruciali e decisive. Il dibattito sulla trasformazione era gi\u00e0 iniziato nel settecento con Maupertuis e Buffon che avevano sostenuto la derivazione delle specie da un numero limitato di specie primitive, mediante dei processi di epigenesi (o <em>\u00ab<strong>trasformismo<\/strong>\u00bb<\/em>), polemizzando con le tesi \u00abfissiste\u00bb di Linneo sull&#8217;immutabilit\u00e0 delle specie create da Dio. La teoria trasformazionista aveva trovato dei validi interpreti in Robinet e Bonnet e, soprattutto, in Lamarck, il quale sosteneva l&#8217;importanza dell&#8217;ambiente per la trasformazione delle specie viventi. Il trasformismo fu sostenuto anche da Saint-Hilaire e Charles Lyell; ma \u00e8 stato soprattutto il filosofo Herbert Spencer a sostenere l&#8217;importanza del principio della \u00absopravvivenza del pi\u00f9 adatto\u00bb tra le specie viventi in caso di mutate condizioni ambientali. Spencer aveva pubblicato un articolo, nel 1852, sulla rivista <em>Leader<\/em>, intitolato <em>The Development Hypothesis <\/em>(\u00abl&#8217;Ipotesi dello sviluppo\u00bb).<\/p>\n<p><em>Sull <\/em>&#8216;<em>Origine della specie per mezzo della selezione naturale<\/em>, di Charles Darwin, arriva soltanto nel 1859: anche se si deve ricordare come lo scienziato inglese gi\u00e0 da diversi anni lavorasse alla teoria evoluzionistica. Darwin parla di una vera e propria \u00abselezione naturale\u00bb per gli individui pi\u00f9 forti e resistenti delle varie specie viventi, in grado di trasmettere le caratteristiche \u00abvincenti\u00bb alle generazioni successive e contribuire cos\u00ec ad un vero e proprio miglioramento della specie. Le specie esistenti non sono state create direttamente da Dio, ma si sono evolute da poche specie primitive. Ma \u00e8 soprattutto nella spiegazione dell&#8217;origine umana dalle scimmie antropomorfe che Darwin entra in rotta di collisione con la Chiesa. Nel Genesi le creature della terra e gli esseri umani sono creati direttamente da Dio nel sesto giorno: come poteva essere accettata la discendenza dell&#8217;uomo da una scimmia senza mettere in discussione tutta l&#8217;impalcatura teologica del cristianesimo?<\/p>\n<p>Il darwinismo conobbe un grande successo, in particolare con la teoria della \u00abselezione naturale\u00bb, ma fu spesso utilizzato da \u00abcattivi maestri\u00bb che se ne servirono per diffondere teorie razziali, sociali, ed etnocentriche, all&#8217;interno di disegni totalitari volti ad imporre il diritto del \u00abpi\u00f9 forte\u00bb. I teorici del darwinismo razziale non hanno mai riflettuto fino in fondo su come i marcatori della superiorit\u00e0 di un&#8217;etnia non siano naturali, ma geo-culturali. Cos\u00ec come le differenze economiche non si possano spiegare con il ricorso alla teoria del successo dei \u00abpi\u00f9 meritevoli\u00bb, data la disparit\u00e0 di partenza nella distribuzione delle risorse. Anche il darwinismo etnologico, che pensa la storia come una sorta di percorso \u00abferroviario\u00bb intervallato dalle medesime stazioni, \u00e8 stato presto sconfessato dalla considerazione che i diversi gruppi umani non percorrono lo stesso sviluppo storico e che non esiste un progresso indefinito ed universale applicabile a tutti i gruppi etnici. Anzi, la societ\u00e0 occidentale pu\u00f2 essere superiore ad un&#8217;altra civilt\u00e0 sotto l&#8217;aspetto tecnologico e al contempo inferiore sotto quello etico (in alcuni casi anche sotto quello estetico).<\/p>\n<p>Inoltre l&#8217;evoluzionismo non era utilizzato soltanto come piattaforma teorica di dottrine razziali o etnocentriche, ma \u2013 come nel caso del marxismo \u2013 serviva anche ad assicurare il riscatto degli oppressi e la fine dell&#8217;oppressione. Accentuando l&#8217;aspetto pi\u00f9 propriamente \u00abevolutivo\u00bb \u2013la storia diretta verso un fine \u2013 su quello \u00abselettivo\u00bb, il marxismo postula che la storia produrr\u00e0 naturalmente la societ\u00e0 egualitaria: si tratta soltanto di riuscire a trovare il modo di accelerare l&#8217;evento che si produrr\u00e0 comunque. In fondo, l&#8217;evoluzionismo sembra fondarsi sulla stessa idea giudaico-cristiana che la storia non sia un continuum privo di significato destinato a ritornare nell&#8217;insensatezza del tempo circolare, ma sia condotta da un fine superiore verso il riscatto finale degli oppressi (socialismo), verso la salvezza (il ritorno di Cristo o del Messia), verso il dominio totale della natura (il positivismo scientifico).<\/p>\n<p>Il novecento con i suoi disastri bellici, e con il crollo delle ideologie, ha smentito queste escatologie ottimistiche. Si \u00e8 iniziato a pensare, con Shakespeare, che la storia non abbia alcun senso, ma sia soltanto <em>\u00abun racconto narrato da un idiota, pieno di strepito e furore, senza alcun significato\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>In questa nuova temperia culturale, alcuni aspetti del darwinismo furono interpretati diversamente, in particolare fu messa in discussione l&#8217;idea della selezione naturale come processo orientato al trionfo del \u00abpi\u00f9 forte\u00bb o \u00abdel migliore\u00bb. Del resto, come spiegare l&#8217;estinzione dei dinosauri, i veri padroni della terra fino a 65 milioni di anni fa? Nella lotta evolutiva, non \u00e8 sufficiente essere i pi\u00f9 forti o i membri migliori della propria specie: l&#8217;uomo di <strong><em>neanderthal <\/em><\/strong> era molto pi\u00f9 forte e resistente dell&#8217;<strong><em>Homo sapiens sapiens<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Nel neodarwinismo l&#8217;accento \u00e8 messo piuttosto sulla casualit\u00e0 dei processi selettivi, veri e propri \u00abgoffi tentativi\u00bb della selezione naturale di aggiustare le strutture in corso d&#8217;opera. Nessun Progettista divino avrebbe mai potuto concepire una simile struttura originaria. Negli anni ottanta del novecento, dall&#8217;incontro dell&#8217;embriologia e del darwinismo \u00e8 nata la \u00abnuova sintesi\u00bb neodarwiniana. Nel neodarwinismo della \u00abnuova sintesi\u00bb confluiscono la genetica molecolare dello sviluppo (in particolare le teorie sull&#8217;ereditariet\u00e0 biologica e sulle mutazioni genetiche di G. Mendel), la citologia, la paleontologia, la botanica, la sistematica, oltre che alla \u00abvecchia\u00bb teoria di Darwin. L&#8217;asse portante del neodarwinismo \u00e8 la <em>casualit\u00e0 <\/em> con cui si producono le mutazioni genetiche: il caso non esclude soltanto la possibilit\u00e0 di un fine estrinseco alla storia, ma anche la possibilit\u00e0 di un Creatore.<\/p>\n<p>A partire dagli anni novanta, negli Stati Uniti si \u00e8 diffusa la teoria dell&#8217;<strong><em>Intelligent Design <\/em> <\/strong>volta a plasmare ed assimilare l&#8217;evoluzionismo con la possibilit\u00e0 di un progetto trascendente. Secondo i fautori dell&#8217;<em>Intelligent Design<\/em>, l&#8217;evoluzione non avviene in modo casuale, ma risponde ad un progetto intelligente che denota la possibilit\u00e0 di particolari interventi divini nella storia. Ma l&#8217;<em>Intelligent Design <\/em>\u00e8 soltanto un&#8217;elaborazione puramente teorica, senza alcuna base scientifica. Come scrive R. Dawkins (v. <em>nuovo ateismo<\/em>), l&#8217;evoluzione per selezione naturale \u00e8 un modo economico di generare la vita, che non richiede alcun intervento divino.<\/p>\n<p>In <strong><em>La Creazione<\/em><\/strong>, Peter Atkins scrive che un Dio che volesse organizzare la natura in modo da renderla autosufficiente, non dovrebbe fare assolutamente nulla. Concludendo, mi viene in mente l&#8217;argomento ironico con cui Nietzsche liquidava la credenza in Dio: \u00abse esistesse veramente un Dio, si sarebbe gi\u00e0 manifestato nel corso dei secoli. Quasi due millenni di cristianesimo e nessun segnale!\u00bb<\/p>\n<p>000 Antonio <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Epistolari d&#8217;Esoterismo L&#8217;umanizzazione di Dio, volgarizzazione dell&#8217;aspetto spirituale. Il creazionismo. La teoria del progetto divino. Il neodarwinismo Come in altre cosmogonie, anche mitologiche, le deit\u00e0 fungevano da mediatori tra gli uomini, di cui mostravano di possedere tutte le caratteristiche, ed un piano inconoscibile all&#8217;uomo. Ma queste forme d&#8217;astratto ed intelligente rispetto, cominci\u00f2 a sfaldarsi con la mistica ebraica, quando il suo artefice, Mos\u00e8, umanizz\u00f2 l&#8217;Entit\u00e0 suprema riconosciuta fin dapprincipio, come un non-Principio impersonale e perci\u00f2 inconoscibile, animatore dell&#8217;universo dal quale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6203,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[102],"class_list":["post-1710","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-domande-e-risposte","tag-epistolari-esoterici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1710","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1710"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1710\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10204,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1710\/revisions\/10204"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}