{"id":1711,"date":"2007-10-11T17:53:22","date_gmt":"2007-10-11T15:53:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1711"},"modified":"2023-11-04T12:52:28","modified_gmt":"2023-11-04T11:52:28","slug":"i-segreti-di-garibaldi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1711","title":{"rendered":"I segreti di Garibaldi \/2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Il misconosciuto ruolo massonico dell&#8217;Eroe dei Due Mondi<\/em><\/p>\n<p>Giuseppe Garibaldi quando part\u00ec dallo scoglio di Quarto per la fatidica Spedizione dei Mille aveva con se il brevetto di apprendista libero muratore. Era stato iniziato nel Nuovo Mondo molti anni prima, secondo alcuni a Montevideo, per altri a Rio de Janeiro, nella Loggia Asilo de la Vitud. Nella Capitale dell&#8217;Uruguay fu comunque regolarizzato nell&#8217;officina \u201cAmis de la Patrie\u201d, dipendente dal Grande Oriente di Francia: era il 18 o il 28 Agosto del 1844.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>I segreti di Garibaldi \/2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Luigi Pruneti<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Un Gran Maestro in odore di zolfo<\/h4>\n<p><strong><em>Il misconosciuto ruolo massonico dell&#8217;Eroe dei Due Mondi <\/em><\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"48%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20342%20534'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Garibaldi2.jpg\" width=\"342\" height=\"534\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Garibaldi2.jpg\" width=\"342\" height=\"534\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"52%\">\n<p align=\"justify\">Giuseppe Garibaldi quando part\u00ec dallo scoglio di Quarto per la fatidica Spedizione dei Mille aveva con se il brevetto di apprendista libero muratore. Era stato iniziato nel Nuovo Mondo molti anni prima, secondo alcuni a Montevideo, per altri a Rio de Janeiro, nella Loggia <em>Asilo de la Vitud<\/em>. Nella Capitale dell&#8217;Uruguay fu comunque regolarizzato nell&#8217;officina <em>\u201cAmis de la Patrie\u201d<\/em>, dipendente dal Grande Oriente di Francia: era il 18 o il 28 Agosto del 1844.<\/p>\n<p align=\"justify\">Preso dalle vicende politiche e militari della giovane repubblica sudamericana frequent\u00f2 pochissimo la loggia ed anche in seguito, durante gli anni 1848 &#8211; 1860, varc\u00f2 la soglia dei templi massonici saltuariamente, come attestano le scarse testimonianze. Sappiamo inoltre che durante la rocambolesca fuga del 1849, fu aiutato da confratelli, fra i quali Riccioli, appartenente ad una loggia di Grosseto. Pi\u00f9 tardi, negli Stati Uniti, ebbe contatti con iniziati italiani, fra i quali Antonio Meucci. Tant&#8217;\u00e8 vero che e ricordato pi\u00f9 di una volta nei verbali della loggia \u201cTompkins\u201d, di Stapleton nello stato di New York dove, ancora oggi, un&#8217;officina reca il suo nome.<\/p>\n<p align=\"justify\">La storia massonica del Nostro \u00e8 assai meglio documentata dal 1860 in poi. In Sicilia, durante la Spedizione dei Mille, numerose logge costituirono il Supremo Consiglio dell&#8217;Isola che, prima lo \u201cregolarizz\u00f2\u201d e quindi lo elev\u00f2 al 33\u00b0 Grado. In seguito, grazie agli auspici di Crispi, lo nomin\u00f2 \u201cSovrano Gran Commendatore Gran Maestro a vita dell&#8217;Ordine Massonico di Rito Scozzese Antico ed Accettato\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In questa veste Garibaldi verg\u00f2 uno dei suoi primi documenti massonici, datato Palermo 28 luglio 1862. Si tratta di una balaustra indirizzata ai venerabili nella quale sottolineava, fra l&#8217;altro, l&#8217;importanza del segreto: \u201cpoich\u00e9 il segreto \u00e8 l&#8217; anima di tutte le importanti fazioni, cosi voi, Venerabile Maestro, comunicherete la presente in Famiglia e senza visitatori, raccomandando ai Fratelli il silenzio per il mantenimento del quale hanno replicamente giurato\u201d.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 da allora, per l&#8217;Eroe, un periodo d&#8217;intensa attivit\u00e0 latomistica e, a dirla con Gustavo Sacerdote, egli divenne, dopo il &#8217;60, \u201cun fervido massone\u201d, convinto del valore sociale e politico dell&#8217;associazione. Per questo pose i suoi buoni uffici e la propria fama a servizio dell&#8217;unificazione massonica, sicuro che ci\u00f2 apportasse \u201cun gran beneficio per l&#8217;Italia\u201d. La costituente fiorentina del 21 maggio 1864, a sua volta desiderosa di un leader carismatico, lo elesse \u201cGran Maestro dell&#8217;Ordine\u201d. Il Generale accett\u00f2, senza peraltro rinunciare ad essere Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Palermo. L&#8217;8 agosto successivo per\u00f2, deluso dalle polemiche e dalle controverse, rassegn\u00f2 le dimissioni. La breve ed infelice esperienza alla guida della comunione non gli imped\u00ec, per altro, di continuare ad operare per la tanto auspicata unificazione e nel 1867 un&#8217;ennesima costituente lo nomin\u00f2 \u201cPrimo Massone d&#8217;Italia e Gran Maestro Onorario\u201d.<\/p>\n<p>Sono noti, inoltre, altri aspetti della partecipazione di Garibaldi alla vita latomistica: l&#8217;affiliazione a membro onorario di logge, fra le quali il \u201cTrionfo ligure\u201d di Genova e la \u201cThe Philadelphians\u201d di Londra, l&#8217;accoglienza attribuitagli nel 1864 dai confratelli inglesi, l&#8217;elevazione a Gran Jerofante del Rito Riformato di Memphis e Misraim e quella a Gran Maestro Onorario del Grande Oriente di lingua italiana d&#8217;Egitto. \u00c8 pure documentato l&#8217;impegno del Nizzardo a favore dell&#8217;iniziazione della donna, da lui considerata un essere eccezionale, per certi versi, superiore all&#8217;uomo. Egli fond\u00f2 logge femminili come la \u201cLuigia Sanfelice\u201d, la \u201cEleonora Pimentel\u201d, il \u201cVessillo della carit\u00e0 &#8211; Anita\u201d e provvide a crismare di persona numerose sorelle; ricordo, a titolo di esempio, Giulia Caracciolo &#8211; Cigala, Rosa Zerbi, la figlia Teresita, Luigia Candia, Susanna Elena Curruthres. \u00c8 meno conosciuta invece la polemica rabbiosa e violenta fra Garibaldi e i clericali, cosicch\u00e9 per alcuni fu il messia di una nuova era, laica e progressista, per altri una sorta di Belzeb\u00f9, inviato da Satana per distruggere la vera religione.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima tesi fu avvalorata dal suo astio nei confronti della Chiesa di Roma, cosi radicato da assumere aspetti grotteschi: considerava il papa e i preti causa di tutti i mali del mondo, i \u201cnemici\u201d, insomma, da combattere con ogni mezzo. Gi\u00e0 in Sud America aveva mostrato siffatta tendenza e nelle Memorie, riferendosi a quegli anni lontani, annotava: \u201cIl prete, sotto codesto cielo benedetto, striscia da rettile, come dovunque, ma sui nostri non ha dominio, e pochissimo sui figli di quel paese\u201d. Fu per\u00f2 dopo il 1860 che espresse tutto il livore possibile ed immaginabile. Furono quelli, anni difficili per il neonato ed ancora instabile Regno d&#8217;Italia, minacciato pi\u00f9 dal tarlo dei nostalgici e dei clericali che dal revanchismo austroungarico. Gli uni e gli altri avevano costituito un fronte unito e adoperavano periodici, quotidiani, fogli diocesani e i pulpiti delle chiese per destabilizzare la Terza Italia. La loro voce aveva particolarmente presa sulle grandi masse del sotto proletariato agrario, in gran parte estraneo at processo risorgimentale, di argomenti per infiammare le folle ne avevano a sufficienza. Il fiscalismo, la miseria dilagante, la coscrizione di leva, la grossolana indifferenza verso la pietas popolare erano, in vero, temi che andavano dritto al cuore della povera gente, vittime dell&#8217;ignoranza e della miseria. Le forze reazionarie avevano di conseguenza buon giuoco a dipingere il nuovo regime come un&#8217;accozzaglia di bestemmiatori, di atei, di corrotti disposti a stremare il popolo pur di assicurarsi ricchezza e privilegi: \u201cIl popolo vede l&#8217;abisso delle sue miserie [&#8230;] Le gravezze che lo angustiano sono al colmo. Egli non pu\u00f2 stentare pi\u00f9 oltre il pane della sua esistenza per provvedere pi\u00f9 lungamente ai suoi liberatori mense, cantine stalle, veneri, fumo e dame\u201d.<\/p>\n<p>Spesso, usando, un linguaggio dialettale, di facile presa e d&#8217;immediata comprensione, ricordavano il felice tempo andato e le promesse dei rivoluzionari miseramente tradite. Riporto, a titolo di esempio, questo dialogo apparso nel 1864 su \u201cLa vespa\u201d. I protagonisti sono il \u201cGocciola\u201d, un popolano disilluso e il liberale \u201cMignatta\u201d. Il primo rinfaccia continuamente al secondo gli antichi impegni, mutati in amare delusioni: \u201cTu `un ti rammenti icch\u00e9 tu mi dicesti? I&#8217; me ne ricordo sai, di cande tu mi dicei che s&#8217;ave &#8216;sta tanto bene, che tutte le Domeniche c&#8217;avea entr\u00e0 la ribotta, ch&#8217;e s&#8217;avea lavor\u00e0 poco e guadagna dimorto. Invece caro mio, l&#8217;\u00e8 andata tutta a rovescio. E polli sono diventachi zucche, che prima le si tiraan n&#8217;groppone a chi le port\u00e0 a Firenze\u201d.<\/p>\n<p>Orchestrata dal diavolo in persona la genia dei nuovi padroni: massoni, ebrei, comunisti e banditi da strada, usava come arma privilegiata la corruzione e i loro caporioni solevano raccomandare: \u201cLasciate da banda i vecchi e gli adulti; uccellate la giovent\u00f9 e, se possibile, l&#8217;infanzia\u201d. Ogni mezzo era adoperato da tenebrosi \u201cfigli della vedova\u201d per corrompere le coscienze, ad iniziare dalla divulgazione di opere letterarie di autori blasfemi al pari di Dumas e di Guerrazzi o dalla diffusione della musica che \u201cdiscesa dal cielo a conforto dei miseri mortali serve [ora] ad accompagnare parole e fatti schifosi come avviene nella Violetta, nel Trovatore e in altre opere\u201d.<\/p>\n<p>Garibaldi, che si trovava dall&#8217;altra parta della barricata, di fronte ad una simile controffensiva, dette fuoco alle polveri, sparando ad alzo zero su chiesa e sacerdoti. Combatterli divenne un dovere, anzi \u201cil dovere di ogni onesto\u201d ed \u201celiminare il prete, bugiardo e sacrilego insegnatore di Dio ed ostacolo primo all&#8217;unit\u00e0 morale delle nazioni\u201d fu una missione. Era comunque ottimista, il regno della \u201cnequizia sacerdotale\u201d, sarebbe ben presto crollato e sulle sue rovine, sarebbe sorto il regno de \u201cla ragione e il vero\u201d.<\/p>\n<p>Odiava in particolare Pio IX \u201cil primo nemico d&#8217;Italia\u201d, \u201cil pontefice della menzogna\u201d, \u201cil puntello di tutte le tirannidi, il corruttore delle genti\u201d arriv\u00f2 a chiamare uno dei suoi asini col nome del pontefice e, nel 1869, complimentandosi per l&#8217;organizzazione dell&#8217;anticoncilio di Napoli, sembra che lo definisse \u201cmetro cubo di letame\u201d.<\/p>\n<p>Anche la sua opera letteraria rigurgita di anticlericalismo, cosi nel Poema autobiografico moderati e clericali sono dannati alla stessa gogna: \u201cModerati! &#8230; e finiamola; il lezzo sgorga \/ Dalla penna, scrivendo il scellerato \/ Infame nome. Voi la stessa creta \/ Veste a color del Vatican simile\u201d. Non contento in una poesia dedicata a Giosue Carducci, vate \u201cillustre di Satana\u201d appellava la Chiesa \u201clue sacerdotale\u201d. Il meglio di se l&#8217;offr\u00ec comunque nel romanzo Clelia il governo dei preti. I protagonisti sono patrioti costretti a vedersela con gli sporchi complotti di sacerdoti lascivi e di abietti clericali. La storia ha per protagonista Clelia \u201cla perla di Trastevere\u201d che i preti, \u201cschiuma dell&#8217;inferno\u201d desiderano concupire. A latere di siffatta vicenda vi e spazio per tutto, anche per la vicenda del figlio di un papa Farnese che \u201cviol\u00f2 il vescovo di Fano di cui si era innamorato\u201d. Alla fine lo stesso Garibaldi dubit\u00f2 di aver superato il limite tanto da affermare: \u201cSe la mia penna troppo sovente s&#8217;intinge nel fiele e se sovente si tempera non col gentile temperino ma con l&#8217;acuto, triangolare, terribile pugnale del carbonaro ne ho ben donde\u201d. Non fu di tenore diverso per stile e contenuto, l&#8217;altro faldone narrativo dell&#8217;Eroe I Mille: pagine e pagine d&#8217;insulti contro tutto ci\u00f2 che odorasse di clericale e di papalino.<\/p>\n<p>Il passare degli anni e l&#8217;accentuarsi degli acciacchi non placarono la vis polemica, anzi da Caprera cerc\u00f2 di far pervenire alla stampa una lettera ove si diceva \u201cche se fosse stata eseguita la condanna a morte pronunciata a Roma contro i dinamitardi Monti e Tognetti, che avevano fatto saltare in aria la caserma Serristori, in ogni citt\u00e0 d&#8217;Italia due preti avrebbero pagato con la [&#8230;] vita\u201d. Quando poi sent\u00ec sul collo l&#8217;alito della morte, temendo di essere gabbato all&#8217;ultimo momento da un&#8217;estemporanea conversione, si cautel\u00f2, inserendo nel testamento politico il seguente paragrafo: \u201cSiccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo e della confusione che sovente vi succede, s&#8217;inoltra e, mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga con l&#8217;impostura di cui \u00e8 maestro, che il defunto comp\u00ec, pentendosi delle sue credenze passate, ai doveri di cattolico. In conseguenza io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d&#8217;un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell&#8217;Italia in particolare. E che solo in istato di pazzia o di crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada\u201d.<\/p>\n<p>I clericali, a loro volta, cercarono di rispondere alle bordate dell\u2018Eroe, \u201ccinico anticlericale\u201d ed otre di \u201codio incontenibile contro ogni religione\u201d. Di conseguenza diffusero voci e dicerie, atte ad accreditarlo come un essere demoniaco, in rapporto diretto con l&#8217;Inferno. In taluni frangenti, questa strategia si rivel\u00f2 controproducente. Durante la difesa della Repubblica romana, ad esempio, il nome stesso di Garibaldi bast\u00f2 a terrorizzare le truppe napoletane. Insomma il mito nero di Garibaldi cangi\u00f2 in una possente arma psicologica. I fanti borbonici, assai poco motivati, lo temevano quasi fosse un&#8217;entit\u00e0 ultraterrena, lo chiamavano \u201cil diavolo rosso\u201d e nei bivacchi si mormorava a bassa voce che fosse supportato da una forza luciferina: le pallottole lo schivavano, le lame delle sciabole levate contro di lui andavano in frantumi. I suoi uomini poi, pervasi da solfurei umori, al pari di novelli berserker, si mutavano in belve assetate di sangue, non conoscevano la paura ed erano insensibili al dolore. Alla fine, qualcuno giunse addirittura a ritenerlo \u201cBelzeb\u00f9 in persona\u201d: l&#8217;abbigliamento e l&#8217;aspetto ne erano una lampante riprova.<\/p>\n<p>Nonostante siffatta fama la Repubblica Romana cadde e per il Nizzardo inizi\u00f2 un&#8217;epica quanto travagliata fuga, durante la quale, Anita gravida e stremata, per\u00ec. Si approfitt\u00f2 allora di un frettoloso esame della salma per dubitare sulla causa della morte. Ma quale setticemia, si sussurr\u00f2! Era stato il Generale a strangolare la consorte per sbarazzarsi di un impiccio e forse per carpirle qualche avere.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 del tempo e la Chiesa, considerandolo un immondo diavolo, ritenne opportuno riconsacrare, con uno squallido rito, la cappella dove egli e la moribonda compagna si erano fermati qualche ora, tanto per tirare il fiato. Durante e dopo la Spedizione dei Mille l&#8217;opera di demonizzazione di Garibaldi fu portata avanti con metodi quasi scientifici. Vescovi e preti, nella migliore delle ipotesi, lo dipinsero come un guerrafondaio, un brigante violento e sanguinario, un sadico, un sacrilego di professione. Di fronte a cotale, inaudita perversione il Regno dei cieli non poteva rimanere indifferente ed ecco perci\u00f2 abbattersi sulla desolata Italia terremoti, calamit\u00e0 naturali, epidemie. Tutte queste iatture, ad iniziare dal colera, erano solo un assaggio dell&#8217;ira divina, scatenata da Garibaldi e dai suoi confratelli settari.<\/p>\n<p>Anche la letteratura popolare d&#8217;estrazione cattolica, fu precettata per combatterlo. In racconti, novelle, romanzi a scopo educativo e morale, fu rappresentato come una sorta di mostro assetato di sangue, brando s\u00ec ma delle forze delle tenebre. Ne \u00e8 un esempio singolare Lionello o delle societ\u00e0 segrete che dedica un intero capitolo a Garibaldi, vi si leggono passi di questo tenore: \u201cgramo il paese ove [Garibaldi] approda, scaturendogli sotto i passi fuoco e fiamma, e sgorgando sangue da tutto ci\u00f2 ch&#8217;ei tocca colla man micidiale, e disseccando e struggendo e consumando quando egli mira con gli occhi biechi, o sente il mortifero fiato che spira dal suo petto pregno del tossico e del zolfo delle cospirazioni, delle sedizioni, degli ammutinamenti e delle stragi\u201d.<\/p>\n<p>\u201c[Garibaldi] macella iniquamente tanti prodi che combattano per buon diritto de&#8217; loro legittimi signori; solleva i sudditi contro l&#8217;autorit\u00e0 loro, mette a ruba, a ferro, e fuoco le citt\u00e0 fedeli, incrudelisce contro i pacifici e onesti cittadini, si rende il terrore a l&#8217;abominazione dei buoni\u201d.<\/p>\n<p>Ogni occasione fu presa a pretesto per denigrarlo. Nel 1875, quando il Nostro accett\u00f2, per distribuirlo ai figli, il \u201cdono di gratitudine nazionale\u201d di 50.000 lire offertogli dal governo Depretis, apriti cielo! I clericali lo sbeffeggiano in mille maniere e, poiche l&#8217;elargizione corrispondeva alla rendita di 2.000.000 lire oro, \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d lo ribattezz\u00f2, \u201cL&#8217;Eroe dei due milioni\u201d.<\/p>\n<p>Col passare del tempo la tambureggiante campagna stampa contro Garibaldi genera vere e proprie leggende, come questa apparsa negli ultimi anni della sua vita: a Caprera vi era un sosia di Garibaldi manovrato dai frammassoni, quello vero era ormai morto da tempo e la sua anima nera friggeva nell&#8217;Inferno, sotto lo sguardo compiaciuto di Satanasso.<\/p>\n<p>Nella sua Isola il Nizzardo non si curava di siffatte scemenze, ormai paralizzato dall&#8217;artrite, pensava soprattutto all&#8217;istante fatale ed aveva disposto ogni cosa con cura: le sue spoglie, secondo l&#8217;uso massonico, dovevano essere cremate e tumulate \u201cnel muro del sarcofago delle nostre bambine\u201d sotto l&#8217;acacia, l&#8217;albero sacro ad Hiram, segno di rinascita iniziatica. Invece non fu cos\u00ec, quando spir\u00f2, alle 18,20 del 2 Giugno 1882, ragioni di stato imposero altrimenti e sei giorni pi\u00f9 tardi, l&#8217;8 Giugno, vi furono le solenni esequie. Orazioni funebri furono pronunciate con voce stentorea, seppur venata dalla commozione, da Crispi e da Zanardelli, davanti a stuoli di Garibaldini, a rappresentanti della Camera, del Senato e al duca di Genova inviato appositamente dalla Corona. Il tutto per\u00f2 fu rovinato da un furioso temporale, gli abiti delle signore s&#8217;inzupparono, le tube si mutarono in flosci catafalchi, le alte uniformi si coprirono di disdicevole melletta. Secondo alcuni il fortunale fu una sorta di vendetta postuma del Nostro, offeso per il mancato rispetto delle sue volont\u00e0. I clericali per\u00f2 alzarono il tiro, altro che spirito di Garibaldi! Era stato l&#8217;Onnipotente a dare un tangibile segno della propria terribile ira. Il Buon Dio poi, non contento, qualche mese pi\u00f9 tardi, sarebbe andato oltre. Il 9 luglio di quello stesso anno, infatti, la Loggia \u201cGaribaldi\u201d di Montevideo, si riun\u00ec per commemorare l&#8217;Eroe, nominato anni prima Maestro Venerabile Onorario. L&#8217;evento fu organizzato in una palazzina a due piani in via San Giuseppe, vi parteciparono 500 Liberi Muratori con le loro famiglie, ad un certo punto scoppi\u00f2 un furioso incendio, vi furono 19 morti e numerosi feriti. Ecco gli strali dell&#8217;Altissimo, comment\u00f2 qualcuno, scatenarsi contro chi ha irriso il \u201cGeova de&#8217; sacerdoti\u201d.<\/p>\n<p>La morte imped\u00ec a Garibaldi di assistere all&#8217;offensiva che i clericali avrebbero mosso di l\u00ec a poco contro la massoneria e il suo gran Maestro Adriano Lemmi, con l&#8217;intento di colpire il primo ministro Francesco Crispi, anch&#8217;egli fratello massone. Non lesse quindi le facezie di un certo Leo Taxil, n\u00e9 delle sue creature, rispondenti al nome di Diana Vaughan e del doctor Battaille. La signora dalla falce, insomma lo mise al sicuro da cotanto fango. Niente pero ha potuto ripararlo dal revisionismo storico che ultimamente ha preso di mira anche il Risorgimento. Si inizi\u00f2 negli anni &#8217;90 a tirare nel mucchio, senza risparmiare n\u00e9 l&#8217;Eroe dei Due Mondi, ne Mazzini e Cavour. A costoro, presunti padri della Patria \u2013 si disse \u2013 \u201csono dedicati [in piazze e viali] monumenti e bronzi [mentre] la citt\u00e0 pi\u00f9 giusta [ad accoglierli] sarebbe [&#8230;] Norimberga <strong>\u201d. <\/strong>Pi\u00f9 tardi altri, con meno enfasi e maggior mestiere, cercarono e cercano di demolire la figura di quel \u201cdiavolo rosso\u201d, rispolverando i \u201csi dice\u201d di quasi un secolo e mezzo fa. Si tratta di una sorta di processo postumo, assai discutibile, ma probabilmente imposto dalla fama. Forse questo e il fato dei grandi, al quale nemmeno l&#8217;Italiano pi\u00f9 celebre al mondo sembra potersi sottrarre. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Bibliografia<\/h4>\n<p>AA.VV. <em>La liberazione dell&#8217;Italia nell&#8217;opera delta Massoneria<\/em>, Foggia 1990.<\/p>\n<p><em>Dizionario ecclesiastico<\/em>, a.c. di A. M. BOZZONE, vol. II, Torino 1955.<\/p>\n<p>EPIPHANIUS, <em>Massoneria e sette segrete, la faccia oscura della storia<\/em>, Roma s.d., pp. 126-127.<\/p>\n<p>E. R. ESPOSITO, <em>La Massoneria e l&#8217;Italia dal 1800 ai nostri giorni<\/em>, Roma 1979.<\/p>\n<p><em>Fatti e argomenti intorno alla massoneria e ad altre societ\u00e0 segrete<\/em>, Genova 1862.<\/p>\n<p>M. GALLO, <em>Garibaldi. La forza di un destino<\/em>, Milano 2000<\/p>\n<p><em>Garibaldi <\/em><em>uomo e massone<\/em>, a.c. di F. BELMONTE, Salerno 1982.<\/p>\n<p>G. GARIBALDI, <em>Memorie autobiografiche<\/em>, Firenze 1982.<\/p>\n<p>G. GARIBALDI, <em>Prose<\/em>, Firenze 1998.<\/p>\n<p>C. GENTILE, <em>Giuseppe Garbali, il Gran Maestro dell&#8217;umanit\u00e0<\/em>, Foggia 1981.<\/p>\n<p>G. GUERZONI, <em>Garibaldi<\/em>, vol. II Firenze 1882.<\/p>\n<p>L. LAMI, <em>Garibaldi e Anita corsari<\/em>, Milano 2002.<\/p>\n<p>G. LETI, <em>Massoneria e Carboneria nel Risorgimento italiano<\/em>, Bologna 1925.<\/p>\n<p><em>Lionello o delle societ\u00e0 segrete<\/em>, vol II, Napoli 1860<\/p>\n<p>G. C. LORASCHI, <em>L&#8217;antimassoneria<\/em>, in \u201cHiram\u201d n. 5, Maggio 1990<\/p>\n<p>A. MAZZOCCHI, <em>La Massoneria nella stampa italiana degli anni Ottanta<\/em>, Firenze 1994.<\/p>\n<p>M. MILANI, <em>Giuseppe Garibaldi<\/em>, Milano 1982.<\/p>\n<p>A. MOLA, <em>Storia delta Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni<\/em>, Milano 1992.<\/p>\n<p>I. MONTANELLI &#8211; M. NOZZA, <em>Garibaldi. Ritratto dell&#8217;Eroe dei due mondi<\/em>, Milano 2002.<\/p>\n<p>G. ONETO, <em>L&#8217;iperitaliano. Eroe o cialtrone? Biografia senza censure di Giuseppe Garibaldi<\/em>, Rimini 2006.<\/p>\n<p>C. PATRUCCO, <em>Documenti su Garibaldi e la Massoneria nell&#8217;ultimo periodo del Risorgimento italiano<\/em>, Alessandria 1914.<\/p>\n<p>G. PELAGGI, <em>La donna nella Massoneria<\/em>, Catanzaro 1952.<\/p>\n<p>A. PELLICCIARI, <em>Garibaldi: un uomo dal cuore tenero<\/em>, in \u201cIl Timone\u201d, n. 15, Settembre \u2013 Ottobre 2001.<\/p>\n<p>A. PELLICCIARI, <em>Risorgimento da riscrivere. Liberali e massoni contro la Chiesa<\/em>, Milano 1998.<\/p>\n<p>L. PRUNETI, <em>I segreti di Garibaldi fra guerra di corsa e massoneria<\/em>, in \u201cArcheomisteri\u201d, a. IV, n. 32, Marzo \u2013 Aprile 2007.<\/p>\n<p>L. PRUNETI, <em>La sinagoga di Satana. Storia dell&#8217;antimassoneria 1725 &#8211; 2002<\/em>, Bari 2002.<\/p>\n<p>L. PRUNETI, <em>La tradizione massonica scozzese in Italia<\/em>, Roma 1994.<\/p>\n<p>L. PRUNETI, <em>Oh setta scellerata ed empia. Appunti su oltre due secoli di pubblicistica antimassonica<\/em>, Firenze 1992.<\/p>\n<p>G. SACERDOTE, <em>La vita di Giuseppe Garibaldi<\/em>, Milano 1933.<\/p>\n<p>A. SBARDELLATI, <em>Il Fratello Giuseppe Garibaldi<\/em>, Roma 1993.<\/p>\n<p>A. SCIROCCO, <em>Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo<\/em>, Bari 2004.<\/p>\n<p>SPELLANZON, <em>Garibaldi <\/em> Firenze 1958.<\/p>\n<p>R. UGOLINI, <em>Garibaldi genesi di un mito<\/em>, Roma 1982.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il misconosciuto ruolo massonico dell&#8217;Eroe dei Due Mondi Giuseppe Garibaldi quando part\u00ec dallo scoglio di Quarto per la fatidica Spedizione dei Mille aveva con se il brevetto di apprendista libero muratore. Era stato iniziato nel Nuovo Mondo molti anni prima, secondo alcuni a Montevideo, per altri a Rio de Janeiro, nella Loggia Asilo de la Vitud. Nella Capitale dell&#8217;Uruguay fu comunque regolarizzato nell&#8217;officina \u201cAmis de la Patrie\u201d, dipendente dal Grande Oriente di Francia: era il 18 o il 28 Agosto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6206,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-1711","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-nascosta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1711"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1711\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10807,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1711\/revisions\/10807"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}