{"id":1712,"date":"2007-10-09T18:35:22","date_gmt":"2007-10-09T16:35:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1712"},"modified":"2023-10-10T20:00:23","modified_gmt":"2023-10-10T18:00:23","slug":"karma-di-merito-e-di-demerito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1712","title":{"rendered":"Karma di merito e di demerito"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=48\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>1. La confusione dei linguaggi minori &#8211; 2. Dolore e morte<\/p>\n<p>Anche la formula di: merito e demerito, \u00e8 una delle tante inesattezze dialettiche di quelle \u201ctradizioni\u201d. Una espressione che ha fatto decadere il principio karmico di perdita e acquisizione di qualit\u00e0 coscienziale, nel contesto pi\u00f9 mercantile di premio e punizione. Inverosimile per chi considera il valore di una coscienza individuale, una somma di capacit\u00e0, che non si acquisiscono per clausole di remissione o d&#8217;indulgenza. A maggior ragione, se si ritiene che la qualit\u00e0 di una coscienza, \u00e8 data dalla limpidezza della sua sostanza e dalla purezza della sua vibrazione (il suono silenzioso). Perci\u00f2, \u00e8 quantomeno azzardato far attendere i suoi meriti alle condizioni morali scaturite da una professione di fede piuttosto che da un&#8217;altra.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Karma di merito e di demerito<\/h3>\n<p align=\"left\">di Athos A. Altomonte<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>Note al testo<\/em>: 1. La confusione dei linguaggi minori &#8211; 2. Dolore e morte<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"33%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20217%20305'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Karma5.jpg\" width=\"217\" height=\"305\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Karma5.jpg\" width=\"217\" height=\"305\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"67%\">\n<p align=\"justify\">Ogni qualvolta che temi iniziatici furono sottratti alle Scuole misteriche, finirono per essere deformati dai linguaggi exoterici usati per trattare quelle argomentazioni, che sostituivano con concetti figurati e fantastici i termini che non si comprendevano, finendo per eclissarne i principi fondamentali. Avvenne cos\u00ec, la <em>volgarizzazione del lessico <\/em>iniziatico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma la volgarizzazione non fu un problema solo per gli Hierophanti. Anche i Maestri del misticismo incontrarono il medesimo ostacolo, che andava ad aggiungersi all&#8217;incoscienza spirituale dei propri seguaci. In tutti i casi, la credulit\u00e0 popolare e l&#8217;ignoranza di seguaci, lasci\u00f2 ampi spazi ad interpretazioni sempre esuberanti e fantasiose. Per cui, l&#8217;eccessiva emozionalit\u00e0, fin\u00ec per ri-velare (velare due volte) i sottili significati dei pi\u00f9 grandi insegnamenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche quando la coscienza popolare volle impossessarsi dell&#8217;<strong><em>Idea archetipo-spirituale<\/em><\/strong>, confuse la maggior parte delle realt\u00e0 ascetiche con i fumi dell&#8217;immaginazione. E la metafisicit\u00e0 del pensiero spirituale, si ecliss\u00f2 tra intricate formulazioni dall&#8217;espressione sin troppo umana.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Cos\u00ec, visioni oniriche e miti finirono per rivestire di tessuti fantastici d&#8217;Idea di un archetipo ultraterreno. Che rest\u00f2 confuso con antiche reminiscenze tribali, che divennero i rudimenti delle prime \u201ctradizioni minori\u201d [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>].<\/p>\n<p>Anche la formula di: <em>merito e demerito<\/em>, \u00e8 una delle tante inesattezze dialettiche di quelle \u201ctradizioni\u201d. Una espressione che ha fatto decadere il principio karmico di <em>perdita e acquisizione <\/em><em>di qualit\u00e0 coscienziale<\/em>, nel contesto pi\u00f9 mercantile di premio e punizione. Inverosimile per chi considera il valore di una coscienza individuale, una somma di capacit\u00e0, che non si acquisiscono per clausole di remissione o d&#8217;indulgenza. A maggior ragione, se si ritiene che la qualit\u00e0 di una coscienza, \u00e8 data dalla limpidezza della sua sostanza e dalla purezza della sua vibrazione (il suono silenzioso). Perci\u00f2, \u00e8 quantomeno azzardato far attendere i suoi meriti alle condizioni morali scaturite da una professione di fede piuttosto che da un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9, la coscienza spirituale non sottost\u00e0 da alcun senso fisico. Allora, non dovendo rispondere ad alcuna emozione fisica, non pu\u00f2 nemmeno <em>desiderare premi <\/em><em>o temere punizioni. <\/em><\/p>\n<p>Eppure, in specifiche circostanze, la coscienza superiore pu\u00f2 essere raggiunta da una particolare emozione. Infatti, l&#8217;Ego superiore riconosce gli \u201cstati di necessit\u00e0\u201d che gli provengono dalla propria personificazione materiale (l&#8217;io fisico). E a suo modo vi risponde.<\/p>\n<p>Sensazioni profonde allarme e turbamento, possono precipitare nella disarmonia e nello squilibrio quel frammento di coscienza immedesimato nella natura fisica. Che, per reagire alla dissonanza, emette una <strong><em>invocazione <\/em><\/strong><em>profonda<\/em>, con cui <strong><em>evoca <\/em><\/strong><em>la presenza <\/em> del proprio simile maggiore: ch&#8217;\u00e8 la coscienza del S\u00e9 o Ego superiore, ch&#8217;\u00e8 il riflesso dell&#8217;anima, come l&#8217;anima \u00e8 il riflesso spirituale della monade, che per i mistici \u00e8 il Dio interiore. In effetti, \u00e8 la monade spirituale ad essere il cosiddetto: <strong><em>Figlio di Dio, fatto a sua immagine e somiglianza <\/em><\/strong> e non la controparte oscura della sua materializzazione (il corpo fisico-animale).<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>All&#8217;invocazione della coscienza profonda, risponde un impulso superiore di <strong><em>\u201csoccorso e sostegno\u201d<\/em><\/strong>. Un sostegno, per\u00f2, che va sempre nella direzione della coscienza fisica, mai della personalit\u00e0 materiale [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]. Per questo non \u00e8 possibile conseguire nessun vantaggio da una evocazione che abbia fini egoistici o scopi utilitaristici.<\/p>\n<p>Il <em>soccorso e sostegno <\/em> mosso dalla coscienza superiore e spirituale \u00e8 spesso paragonato all&#8217;amore umano. Ma non \u00e8 esatto. Perch\u00e9, s <em>occorso e sostegno <\/em> della coscienza superiore non sono frutto di una risposta emotiva, ma una reazione d&#8217;equilibrio e di giustizia che si potrebbe paragonare a quella del \u201cpieno\u201d che si <strong><em>precipita <\/em><\/strong> a riempire un \u201cvuoto\u201d.<\/p>\n<p>Un po&#8217; come la spinta che occorre ad ogni entit\u00e0 naturale per ristabilire l&#8217;equilibrio dopo una momentanea deformazione. E qui entra in gioco <strong><em>la correlazione tra simili<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Con la formula <em>\u00ab<strong>Similes cum similibus<\/strong>\u00bb<\/em>, s&#8217;indica l&#8217;attrazione che ogni \u201csimile maggiore\u201d esercita su di un \u201csimile minore\u201d.<\/p>\n<p>Questo avviene anche tra simili come la coscienza fisica ed il supercosciente, <em>con i risvolti karmici che cercheremo di definire<\/em>.<\/p>\n<p><em>Il \u201cdestino\u201d dei popoli \u00e8 determinato dalle impressioni che i loro pensieri, decisioni ed azioni, tracciano su una medesima sostanza \u201celettrica\u201d (etere riflettente), detta <strong>coscienza planetaria <\/strong>(Anima mundi), che molti orientali hanno chiamato \u201c<strong>Signore del Karma<\/strong>\u201d<\/em> <em>e che molti occidentali hanno raffigurato nel Dio biblico chiamato \u201c<strong>Yahw\u00e8<\/strong>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>Il Karma di un popolo non \u00e8 n\u00e9 Signore n\u00e9 Dio<\/em><\/strong>, ma solo l&#8217;effetto di decisioni prese da pochi che, per\u00f2, hanno la forza di segnare il \u201cDestino\u201d di molti. Ogni scelta, dunque, determina una direzione, che porta da qualche parte, prescindendo da tutte le altre direzioni che restano, cos\u00ec, disattese.<\/p>\n<p>Ogni decisione presa pu\u00f2 rivelarsi un bene o un male, per s\u00e9 e per altri. In ogni caso, tutte producono \u201ceffetti concreti\u201d che, se si manifesteranno in opposizione ad uno dei canoni d&#8217;equilibrio inerenti il piano fisco, emotivo e mentale, dovranno essere corretti dalla coscienza individuale, o di gruppo (inconscio collettivo o individuale), come fossero le impurit\u00e0 di un qualsiasi altro \u201corganismo\u201d. In altre parole, ogni \u201cscompenso\u201d fisico, emotivo e mentale dovr\u00e0 essere assimilato, poi digerito ed espulso.<\/p>\n<p>Inutile rimarcare che i piani superiori della coscienza (il supercosciente), anche individuale, sono del tutto esenti da ogni genere di \u201cturbolenza\u201d, propri della coscienza fisico-emotiva (l&#8217;io inferiore, la personalit\u00e0).<\/p>\n<p>A determinare le condizioni karmiche del singolo individuo, oltre alle cause universali che legano ogni popolo ad un unico intreccio, ci sono i \u201crisultati\u201d di pensieri, azioni e decisioni prese singolarmente e che restano <em>impresse <\/em> nella coscienza personale.<\/p>\n<p>La coscienza personale, contrariamente a quanto viene immaginato, non trova la sua collocazione all&#8217;interno all&#8217;essere umano, ma lo \u201ccirconda\u201d, con quel fenomeno chiamato: <strong>aura<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche se si riflette all&#8217;interno dell&#8217;essere attraverso i sentimenti, la coscienza, come fenomeno complessivo, <em>resta esterna alla componente materiale a cui \u00e8 collegata attraverso la mente<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;aura \u00e8 un fenomeno energetico paragonabile ad un campo radiante. Che nella fase di minor sviluppo, appare sotto forma di area confusamente colorata, densa e riflettente, che circonda il corpo materiale e la sua componete magnetica <em>(<strong>aura elettrica<\/strong>)<\/em>.<\/p>\n<p>Tanto il campo minore <em>(<strong>aura individuale<\/strong>)<\/em> che quello maggiore <em>(<strong>aura planetaria<\/strong>)<\/em> fanno parte di un unico sistema intelligente che, <em>per induzione<\/em>, \u00e8 collegato ad aspetti cosmici ancora pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Ecco il: <em>\u00ab<strong>similes cum similibus<\/strong>\u00bb<\/em>; per cui il minuscolo individuale tende a ridentificarsi con l&#8217;immenso macrocosmico come quest&#8217;ultimo cerca di riappropriarsi del suo piccolo frammento.<\/p>\n<p>Il continuo ricercarsi che avviene tra simili, spesso sottoposti a condizioni estremamente dissimili, questo \u201cvolersi\u201d in modo apparentemente incosciente, per lunghi periodi senza sapere esattamente il perch\u00e9, \u00e8 un meraviglioso esempio di vita che ci d\u00e0 il creato. Una manifestazione di volont\u00e0 in cui pu\u00f2 raffigurarsi un supremo atto d&#8217;amore dell&#8217;essere umano, che non conosce l&#8217;egoismo del pos-sesso, ma solo la ricerca dell&#8217;altra parte di s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Per questo, nel cercare di comprendere il Karma, non ci si dovrebbe limitare a considerare solo le piccole concertazioni personali, ma scoprirne i rapporti maggiori tra s\u00e9, l&#8217;umanit\u00e0 e i gradi maggiori della coscienza cosmica di cui siamo parte.<\/p>\n<p>Il termine \u00abKarma\u00bb \u00e8 usato per indicare il principio che trasmette l&#8217;effetto di ritorno, la reazione, o la risposta che dir si voglia, al moto generato da una causa, indipendentemente dalla sua natura, condizione, piano e livello di appartenenza.<\/p>\n<p>Ogni emozione, passione, pensiero, decisione ed azione, \u00e8 un \u201cmovimento\u201d e come tale produce reazioni, i cui effetti permangono <em>finch\u00e9 non abbiano esaurita la spinta dinamica che li anima<\/em>.<\/p>\n<p>Possiamo dire che la <em>spinta <\/em> \u00e8 il Karma, mentre il tono, l&#8217;intensit\u00e0 e la durata di ogni effetto (fisico o mentale che sia), si contraddistingue per la forza della causa che lo ha generato. Cos\u00ec, ogni genere di apparizione, da quella fisica a quella spirituale, \u00e8 caratterizzata dalla <em>volont\u00e0 <\/em><em>energetica <\/em> (impulso) che l&#8217;ha originata (causa).<\/p>\n<p>Nell&#8217;essere umano le qualit\u00e0 e i toni che \u201ccolorano\u201d le sue emozioni, sono determinati dalle intenzioni. Che vengono generate dalla <em>volont\u00e0 emotiva<\/em>, e che finiscono per <em>riflettersi <\/em> in ogni suo <em>impulso<\/em>. Ed \u00e8 proprio nell&#8217;impulsivit\u00e0 che va cercata la risoluzione di molti nodi karmici.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo ha sempre preso a modello s\u00e9 stesso <em>per misurare il mondo e l&#8217;universo<\/em>. Finendo, cos\u00ec, per \u201cfabbricarne\u201d uno che gli somigliasse troppo. Preferendo ridurlo a misura delle proprie sensazioni, piuttosto che cercare in astratto risposte pi\u00f9 assennate. Al contrario della scienza iniziatica, che ha sempre voluto penetrarne la superficie fenomenica, per raggiungerne il senso naturale. Con l&#8217;ausilio della comparazione e dell&#8217;analogia, la scienza iniziatica raggiunse quelle similitudini che la fecero progredire nella conoscenza dell&#8217;essere, non solo quale \u201ccreatura animale\u201d, ma anche come entit\u00e0 cosmica ed universale.<\/p>\n<p>A formulare questo concetto, fu indispensabile l&#8217;assunto che l&#8217;umanit\u00e0 facesse parte di uno scenario vitale assai pi\u00f9 ampio di quello visibile all&#8217;occhio fisico: aprendosi all&#8217;idea della rilevanza che rivestivano i rapporti vitali che intercorrono tra ogni livello di vita.<\/p>\n<p>Quest&#8217;idea fu il fulcro, quantomeno ideale, per collegare comparti naturali apparentemente lontani ed anche molto diversi tra loro, come spirito e corpo.<\/p>\n<p>Il principio di questi rapporti \u00e8 la <strong><em>vitalit\u00e0<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>La vitalit\u00e0 (<\/em><em>energia vitale), sostiene ogni aspetto della vita ma, a sua volta, deve anch&#8217;essa essere sostenuta. <\/em><\/p>\n<p>L&#8217;energia vitale \u201canima\u201d ogni forma e fenomeno vivente. La sua funzione \u00e8 quella <em>di sostenere e nutrire. Ed anch&#8217;essa sottost\u00e0 alla necessit\u00e0 di essere nutrita e sostenuta dallo spirito<\/em>.<\/p>\n<p>Per entrare nel merito dell&#8217;argomento, bisogna prendere atto di accostamenti delicati, attinenti a meccanismi di realt\u00e0 parallele a quella fisica. Per questo, pur parlando di \u201cstessa energia\u201d, va compreso com&#8217;essa muti passando di sostanza in sostanza, di <em>materie <\/em> diverse. Allora, per ogni sostanza vivente, dalla pi\u00f9 grave alla pi\u00f9 sottile, l&#8217;energia vitale diventa il comune denominatore per capire la loro essenza. Perch\u00e9, \u00e8 proprio questo denominatore comune a determinare la \u201ccomunione energetica\u201d, che <strong><em>amalgama <\/em><\/strong> sostanze diverse d&#8217;ogni livello dell&#8217;universo. E il motto <em>\u201ccome in alto \u00e8 in basso\u201d<\/em> rispecchia la similitudine tra aspetti diversi. Che sono il riflesso di una stessa matrice universale, in cui tutto vive e si sostenta <strong><em>per trasmissione energetica<\/em><\/strong>, ovvero, <strong><em>per cessione<\/em><\/strong>. Allora, la chiave semantica della \u201csimilitudine\u201d pu\u00f2 essere il termine: <strong>osmosi <\/strong>.<\/p>\n<p>Appare sempre pi\u00f9 evidente che per molti aspetti della vitalit\u00e0 e del sostentamento, <strong><em>il Karma potrebbe essere paragonato ad un sofisticato sistema d&#8217;immunizzazione<\/em><\/strong>. Una forma superiore di metabolismo, necessaria ad evitare intossicazioni grossolane a entit\u00e0 sottili come anima e spirito.<\/p>\n<p>Un meccanismo che utilizzando la coscienza soggettiva dell&#8217;io temporale, <em>metabolizza e dissolve <\/em> i segni impressi dalle incoerenze di una personalit\u00e0, ancora troppo influenzata dalle sensazioni che non \u00e8 in grado di trattare nella forma adeguata.<\/p>\n<p>Un io inferiore dunque, perch\u00e9 anche i suoi condizionamenti morali, sono subordinati agli impulsi della ragione fisica.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"23%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20150%20150'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Yin_Yang.gif\" width=\"150\" height=\"150\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Yin_Yang.gif\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"77%\">\n<p align=\"justify\">Per avvicinarsi in una maniera adeguata ai significati di merito e demerito, allora, pi\u00f9 che sotto l&#8217;egida dell&#8217;aspetto morale di <strong>bene e male <\/strong>si potrebbe accostarlo al simbolo dello <strong>Yin <\/strong> e <strong>Yang<\/strong>. Una formula impeccabile, usata per esprimere il dualismo di una polarit\u00e0 positivo-negativo dell&#8217;energia (fisica, emotiva e mentale) che promuove ogni aspetto, forma e apparenza del mondo fenomenico in cui \u00e8 immersa ogni entit\u00e0 vivente, anche spirituale.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il simbolo <strong>Yin <\/strong> e <strong>Yang <\/strong> afferma una indiscutibile realt\u00e0. Quella che i contrari non s&#8217;ignorano ma, in qualche modo si integrano. Perch\u00e9 parte dell&#8217;uno \u00e8 sempre presente anche nell&#8217;altro. Ecco che, se sussiste una posizione conflittuale tra le due parti, non lo si dovr\u00e0 attribuire alla realt\u00e0 ma alla stato di confusione nel riconoscimento tra le diverse posizioni. E questo dovrebbe far riflettere sul binomio di <strong><em>mascolino&amp;femminino<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>In quest&#8217;ottica, <strong><em>bene e male <\/em><\/strong> andrebbero considerati stati di coscienza, che concorrono al suo <em>equilibrio <\/em> o ne alterano i valori producendo momenti di <em>squilibrio<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>Il male <\/em><\/strong> \u00e8 la deformazione <em>per eccesso o per difetto <\/em> di una realt\u00e0 altrimenti equilibrata.<\/p>\n<p><strong><em>Il bene <\/em><\/strong> \u00e8 il sentimento che afferma positivit\u00e0 ed equilibrio, aderendo ad una regola cosmica che corrisponde all&#8217;\u00abarmonia\u00bb: che sovrintende principi come quello di giustizia, di economia e di equa distribuzione.<\/p>\n<p>Dall&#8217;equilibrio cosmico chiamato \u00ab<strong>Armonica<\/strong>\u00bb giunge quell&#8217;innato senso di giustizia che, dal macrocosmo (l&#8217;iperuranio <em> divino<\/em>) <strong><em>si riflette <\/em><\/strong> fino nel microcosmo individuale, rendendo anche la coscienza dell&#8217;uomo fisico, partecipe dell&#8217;universo. Un riflesso che, <strong><em>se fosse capovolto<\/em><\/strong>, diviene immediatamente sostanza di egoismo, separativit\u00e0, isolamento. Uno stato d&#8217;animo (<strong><em>animo e non anima<\/em><\/strong>) che \u201cgenera\u201d distacco e negazione spirituale, da cui pu\u00f2 solo nascere ingiustizia, per se stessi e per gli altri. Che verranno considerati discosti, diversi e perci\u00f2 antagonisti. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. <strong>La confusione dei linguaggi minori <\/strong><\/p>\n<p>\u00abRestaurare\u00bb l&#8217;originalit\u00e0 dei temi iniziatici, estraendoli dalle \u201cconfusioni dottrinali\u201d e dai \u201cconflitti filosofici\u201d delle tradizioni minori, significa saper \u201cviaggiare a ritroso\u201d verso il mondo delle cause, trascurando quello degli effetti. Questo \u00e8 il viaggio che deve compiere il ricercatore.<\/p>\n<p>Il viaggio di chi non cede alle interpretazioni delle ri-velazioni exoteriche (ri-velare = velare due volte), ma parte alla ricerca di quel punto ideale, dove realt\u00e0 ed immaginazione cominciarono a mescolarsi, tanto da offuscare le idee in cui si riflettono i principi.<\/p>\n<p>Per elevare il proprio <em>centro di coscienza <\/em> tanto da uscire dall&#8217;immaginario, \u00e8 necessario retrocedere lungo la <em>linea <\/em> del disordine intellettivo (chaos). Distruggendo le forme esteriori dei concetti e penetrando i significati delle forme letterali ed exoteriche: cos\u00ec da raggiungere l&#8217;anima della parola.<\/p>\n<p>Il significato occulto della parola ne riveler\u00e0 il \u201cpotere\u201d: che ogni Iniziato \u00e8 educato a riconoscere e usare. Un suono che ha la forza di \u201cevocare\u201d (generare) immagini (forme) mentali, sentimenti ed emozioni. Oppure, la forza di distruggerle, disperdendole e liberandone le energie che le \u201canimavano\u201d rendendole sostanza viva.<\/p>\n<p>Analisi semantica, analogia, correlazione ed intuitivit\u00e0 rischiarano il cammino del viaggiatore. Strumenti atti a ricostruire ogni significato, secondo proporzioni e geometrie ideali per rappresentare il pensiero originario.<\/p>\n<p>La Scienza dell&#8217;Armonica (v. H. Kaiser e la scuola pitagorea) include anche le rappresentazioni mentali. Indicando, attraverso i canoni matematici, come instaurare un processo di armonizzazione tra forma, concetti e l&#8217;idea prima (v. sintesi: operazione mentale che organizza, in una prospettiva unitaria, elementi altrimenti singoli e molteplici) che ne \u00e8 stata la matrice.<\/p>\n<p>Armonizzando il significato della forma espressiva, si pu\u00f2 passare dalla formulazione figurata del linguaggio <em>(espressione exoterica)<\/em>, alla sintesi dell&#8217;idea <em>(espressione esoterica) <\/em> che i vari idiomi tentano invano di trasmettere. Ma lo strumento che pu\u00f2 rappresentare adeguatamente un&#8217;idea, di per s\u00e9 sintetica ed immediata, non \u00e8 un linguaggio ma \u00e8 il simbolo.<\/p>\n<p>La componente interiore del simbolo, e non la sua forma esteriore, salvaguarda la sintesi dell&#8217;idea, ovvero, ne preserva il significato \u201ccomplessivo\u201d. Mentre la forma letterale figurata, interpretando il significato sintetico dell&#8217;idea, ne deforma il senso, <em>dilatandone <\/em> a dismisura la rappresentazione. E solo un procedimento capace di \u201cinvertire\u201d il processo di dilatazione della forma letterale, potr\u00e0 inficiare le palesi deformazioni prodotte all&#8217;originalit\u00e0 dell&#8217;idea. Soprattutto, in tutti quei casi in cui i significati dell&#8217;idea sono stati adombrati dall&#8217;evidente incapacit\u00e0 dei suoi interpreti. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. <strong>Dolore e morte <\/strong><\/p>\n<p>Dolore e sofferenza sono le sole necessit\u00e0 fisiche che possono esprimere un messaggio \u201cmentale\u201d in forma sintetica, cio\u00e8 senza parole, che possa raggiungere l&#8217;Ego sup. Cos\u00ec, da evocare una necessit\u00e0 di \u201caiuto\u201d. Dolore e sofferenza, quindi, sono l&#8217;unico linguaggio sintetico che la mente fisica sia in grado d&#8217;esprimere. Perci\u00f2, sono l&#8217;unica espressione riconosciuta dall&#8217;Ego superiore che, altrimenti, non \u00e8 in grado di recepire nessun termine formale del linguaggio comune ch&#8217;\u00e8, invece codificato attraverso una scala di pulsioni ch&#8217;egli non prova n\u00e9 riconosce.<\/p>\n<p>Allora, l&#8217;evocazione prodotta da un silente stato di necessit\u00e0 \u00e8 come l&#8217;istinto di sopravvivenza, che si rivolge inconsciamente a quell&#8217;incognita entit\u00e0 cosciente e superiore, a cui, nella disperazione, si rivolge l&#8217;ultimo appello.<\/p>\n<p>Ma evocare uno stato di necessit\u00e0 non \u00e8 paragonabile ad un semplice desiderio di sopravvivenza, oppure reagire alla paura per un ignoto pericolo. Perch\u00e9, quest&#8217;ultime, sono tutte sensazioni che possono solo procurare allarme e tensione psichica nella personalit\u00e0 inferiore.<\/p>\n<p>La mente materiale, naturalmente teme la morte fisica. N\u00e9 la speranza di sopravvivere in un paradiso promesso, la persuade ad abbandonare a cuor leggero l&#8217;inferno della materia.<\/p>\n<p>L&#8217;Iniziato evoluto, invece, paragona se stesso ad una microunit\u00e0, ch&#8217;\u00e8 parte di una pi\u00f9 complessa Unit\u00e0 centrale. Perci\u00f2, finisce per dare poca importanza al passaggio temporale della sua persona. La sua regola, allora, \u00e8 quella di avere una ridotta considerazione di s\u00e9 stesso come unit\u00e0 fisica, che ritiene ancora troppo distaccata dalla propria identit\u00e0 spirituale (nucleare), ch&#8217;\u00e8 il vero riflesso dell&#8217;Unit\u00e0 maggiore.<\/p>\n<p>Restaurando in s\u00e9 stesso il \u201csenso d&#8217;appartenenza\u201d all&#8217;Unit\u00e0 centrale (Atomo-Dio), la coscienza dell&#8217;iniziato evoluto trasmette alla propria mente fisica la sensazione d&#8217;immortalit\u00e0, cos\u00ec anch&#8217;essa possa esclamare: <em>l&#8217;immortalit\u00e0 mi \u00e8 nota! <\/em><\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo riconoscimento interiore a illuminare la mente e a disperdere il timore d&#8217;oltrepassare \u201cla soglia fisica\u201d della vita, che prosegue. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. La confusione dei linguaggi minori &#8211; 2. Dolore e morte Anche la formula di: merito e demerito, \u00e8 una delle tante inesattezze dialettiche di quelle \u201ctradizioni\u201d. Una espressione che ha fatto decadere il principio karmico di perdita e acquisizione di qualit\u00e0 coscienziale, nel contesto pi\u00f9 mercantile di premio e punizione. Inverosimile per chi considera il valore di una coscienza individuale, una somma di capacit\u00e0, che non si acquisiscono per clausole di remissione o d&#8217;indulgenza. A maggior ragione, se si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6208,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[91],"class_list":["post-1712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letture-desoterismo-orientale","tag-legge-del-karma"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1712"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1712\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10002,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1712\/revisions\/10002"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}