{"id":1714,"date":"2007-10-05T17:42:22","date_gmt":"2007-10-05T15:42:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1714"},"modified":"2023-09-25T14:32:11","modified_gmt":"2023-09-25T12:32:11","slug":"il-simbolismo-cromatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1714","title":{"rendered":"Il Simbolismo Cromatico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=52\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il Simbolismo &#8211; La Simbologia cromatica &#8211; Compensando il colore correggeremo l&#8217;errore &#8211; Analisi dell&#8217;opera L&#8217;isola dei morti di Arnold Bocklin<\/p>\n<p>La storia \u00e8 satura di significati simbolici dove il colore assume una particolare valenza espressiva; semplificazioni simboliche ma efficaci si trovano nelle attribuzioni di colori agli eventi: il nero pu\u00f2 segnare un lutto, la morte, oppure, in diverse culture, anche il suo contrario, il rosso sventura, conflitti, interdizioni e quant&#8217;altro ognuno di noi pu\u00f2 leggervi nella sua percezione, basterebbe sfogliare pagine di libri per trovare tutti i significati e le attribuzioni che ogni cultura ha voluto dare. Questa \u00e8 un&#8217;operazione che ciascuno di noi pu\u00f2 effettuare a suo piacimento e in qualsiasi momento. Ci concentreremo, invece, sulle traslazioni che ci sono proprie e che riguardano la sfera dei liberi pensatori.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Il Simbolismo Cromatico<\/h3>\n<p align=\"left\">di Rosario Consoli<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Sommario: <a href=\"#p1\">Il Simbolismo<\/a> &#8211; <a href=\"#p2\">La Simbologia cromatica<\/a> &#8211; <a href=\"#p3\">Compensando il colore correggeremo l&#8217;errore<\/a> &#8211; <a href=\"#p4\">Analisi dell&#8217;opera <em>L&#8217;isola dei morti<\/em> di Arnold Bocklin<\/a><\/p>\n<p>Come nella psicanalisi, proviamo a redigere di getto un elenco di parole evocate dal concetto di simbologia e cromatismo: troveremo, ovviamente, che ogni parola, aggettivo o verbo, ha un significato strettamente connesso alla parola precedente o successiva, non solo, ma se, quasi per gioco prendessimo a caso due o tre parole qualsiasi dall&#8217;elenco che avremo disordinatamente redatto, riusciremo sempre a comporre una frase di senso compiuto che trovi attinenza al tema che lo ha determinato.<\/p>\n<p>Le trame invisibili che uniscono tutte le parole e le innumerevoli combinazioni che ne seguono ci danno l&#8217;idea di quanto infiniti siano i percorsi conoscitivi che possiamo seguire e quanto impossibile sia percorrerle tutte \u2013 tuttavia noi che siamo fautori del libero pensiero viviamo nell&#8217;ansia di percorrere ogni trama conoscitiva, consapevoli che esse portano tutte a verit\u00e0 parziali che a loro volta abbisognano di ulteriori connessioni. Sintesi, intuizione e simboli, preziosamente ci consentono un sistema comunicativo pi\u00f9 immediato, ancorch\u00e9 molto complesso, dandoci strumenti di analisi sufficienti a tentare di cominciare l\u00e0 dove altri hanno finito, in una proiezione ardita in avanti e mantenendo fermo e costante il ricordo del punto primario d&#8217;origine.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un esercizio difficile e complicato al quale non possiamo n\u00e9 vogliamo sottrarci, pur nella consapevolezza dell&#8217;inganno della linea circolare il cui punto di arrivo ci riporta inevitabilmente al punto di partenza. Ma in questo ciclo di percorsi infiniti e concentrici, nel tentativo di spezzare il cerchio riusciamo soltanto a dilatarne i confini creando altri cerchi, pure pi\u00f9 ampi ma sempre finiti, sempre con lo stesso punto di origine, il centro. \u00c8 gi\u00e0 qualcosa nel cammino della conoscenza: tendendo all&#8217;infinito spostiamo in avanti il limite, e ogni piccolo passo in avanti nella ricerca interiore \u00e8 un alito di vento innovativo in pi\u00f9 per noi e per i fratelli del mondo profano.<\/p>\n<p>Dopo questa breve digressione nella quale appare gi\u00e0 il concetto di simbolo, tentiamo di sviluppare i contenuti prima accennati trovando o inventandoci una linea guida che abbia il senso della connessione e dell&#8217;esplicitazione fedele al tema: simbolo = intuizione = sintesi = compendio = insieme = risultante = cromatismo = bianco = luce = conoscenza.<\/p>\n<h4><a name=\"p1\"><\/a>Il Simbolismo<\/h4>\n<p>Il simbolo \u00e8 immagine comunicativa, e l&#8217;immagine comunicativa, a sua volta, non \u00e8 altro che la somma, il compendio e la sintesi di una molteplicit\u00e0 di conoscenze ed esperienze che trovano immediata esplicitazione nell&#8217;immagine simbolica medesima. Quest&#8217;ultima, a sua volta, nella sua apparenza paradossale, rappresenta un sistema di comunicazione molto evoluto e al tempo stesso di eguale scopo e valenza rispetto alla simbologia primitiva. La simbologia primitiva si muoveva attorno ad una piccola circonferenza, la simbologia massimamente evoluta si muove sempre in eguale circonferenza, con il medesimo centro, ma con un raggio molto pi\u00f9 ampio, talch\u00e9 la risultante conoscitiva di entrambe, per quanto limitata la prima e molto pi\u00f9 evoluta la seconda, porta sempre e comunque al medesimo punto di origine del percorso.<\/p>\n<p>Considerazione antropologica vuole che l&#8217;uomo primitivo e l&#8217;uomo massimamente evoluto, \u00e8 lo stesso che ha fornito al G.A.D.U. l&#8217;aureo compasso con cui tracciare i confini della sua esistenza e dentro i quali inserire se stesso alla ricerca del tutto circoscritto. All&#8217;interno della sfera tutte le conoscenze sono possibili e tutte sono raggiungibili e ci\u00f2 consente di starne all&#8217;interno godendo del tepore del grembo materno in cui consolanti certezze sono possibili. Ma noi siamo fatti per rompere il cerchio e l&#8217;inganno della sua finitezza che noi stessi abbiamo voluto concepire.<\/p>\n<p>A tale proposito, mi si consenta l&#8217;\u201ceresia\u201d di volere auspicare un nuovo simbolo che segua il tracciato della circonferenza in una curva di raggio progressivo dal centro mobile tale da non riportarci al punto di partenza ma di proiettarci verso una concezione di infinito nella quale potremmo paurosamente perderci, ma senza la quale non potremo anelare alla conoscenza assoluta, forse inarrivabile, ma certo necessario anelito dell&#8217;essere che al coraggio sappia unire altrettanta umilt\u00e0. Ecco che in questo tentativo di percorso la parola non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente ad esprimere l&#8217;immensit\u00e0 delle conoscenze di cui l&#8217;uomo \u00e8 in parte portatore, ed alle quali al momento stesso aspira. Le molteplicit\u00e0 simboliche, quasi fossero sistemi compressi di un computer, nella loro estrema sintesi ci consentono di percorrere vie molto pi\u00f9 complesse ed articolate in un linguaggio sicuramente molto ermetico ma altrettanto sicuramente pi\u00f9 capace di esplorare i recessi pi\u00f9 profondi del nostro essere. Il punto di rottura del cerchio segna l&#8217;inizio della curva evolvente quale simbolo del percorso di conoscenza trasparente.<\/p>\n<p><strong>Il Cromatismo <\/strong> \u2013 Il cromatismo, quale attributo del simbolo, ed esso stesso simbolo, si inserisce perfettamente nella metafisica del simbolismo poich\u00e9 esso \u00e8 portatore e causa efficiente della miriade di immagini di grandi significati siano essi evidenti che percepiti.*<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* Cromatismo (chr\u014dmatism \u00f3 s), letteralmente scissione, separazione, scomposizione, non \u00e8 altro che scomposizione di immagine secondo i colori (la valenza simbolica \u00e8 forte).<br \/>\n__________<\/p>\n<p><strong>Il Colore<\/strong>, (Chr\u00f4ma) \u2013 \u00c8 la percezione visiva (ci avviciniamo gi\u00e0 a ci\u00f2 che \u00e8 perch\u00e9 si vede e a ci\u00f2 che si percepisce perch\u00e9 invisibile, tuttavia esistente, quindi che comunque \u00e8). Dunque si profilano gi\u00e0 due modi di essere entrambi veritieri, non contraddittori ma complementari ed entrambi facenti parte di un unico: La Luce.<\/p>\n<p><strong>La Luce <\/strong> \u2013 Simbolo per eccellenza, perch\u00e9 scomposta contiene il perfetto cromatismo, quindi, tutti i colori nell&#8217;interezza dei loro toni chiari, scuri, sfumature, limpidezze e contrasti. Nella simbologia cromatica possiamo definire la luce come \u201cl&#8217;unit\u00e0 del tutto\u201d, quindi la luce come contenitore del tutto cromatico, massima espressione del visibile, fautrice del tutto cromatico, \u00e8 contemporaneamente simbolo primario di conoscenza inscritta al <em>cerchio <\/em> ma soprattutto di conoscenza trascendente sulla linea infinita della <em>spirale <\/em>. Essa come tutti i massimi simboli pu\u00f2 essere oggetto di speculazioni ideologiche secondo i limiti e i bisogni della natura umana, ma pu\u00f2 essere, ed \u00e8, soprattutto, traccia preziosa da seguire nella ricerca della nostra parte oscura il cui simbolo \u201coccultum lapidem\u201d, (la pietra nera nascosta) frutto di profonda intuizione, non pu\u00f2 che trovarsi nell&#8217;asse baricentrico della porta attraverso la quale si passa dal buio conoscitivo circoscritto della sfera, agli spazi infiniti cui la spirale ci conduce. La Luce \u00e8 fumatrice ma anche fumatrice di ombre quindi la nostra percezione visiva binoculare ci porta ad indirizzare il fascio luminoso l\u00e0 dove vogliamo vedere, lasciando spesso in ombra ci\u00f2 che dovremmo vedere. Un semplice prisma che scomponga la luce in molteplici colori, se non fa pi\u00f9 gridare al miracolo, ci costringe comunque ad accettare tutte le componenti cromatiche come parti del tutto, come parti senza le quali il bianco non esiste e il tutto, anche se a sua volta parziale, nel cerchio finito, non ha pi\u00f9 ragione di essere. Quindi ogni simbolo cromatico, che si inscriva a che circoscriva, segna un cambio di conoscenza e la luce, unit\u00e0 e creatrice del tutto cromatico, acquisisce il grande valore simbolico di conoscenza.<\/p>\n<h4><a name=\"p2\"><\/a>La Simbologia cromatica<\/h4>\n<p>La storia \u00e8 satura di significati simbolici dove il colore assume una particolare valenza espressiva; semplificazioni simboliche ma efficaci si trovano nelle attribuzioni di colori agli eventi: il nero pu\u00f2 segnare un lutto, la morte, oppure, in diverse culture, anche il suo contrario, il rosso sventura, conflitti, interdizioni e quant&#8217;altro ognuno di noi pu\u00f2 leggervi nella sua percezione, basterebbe sfogliare pagine di libri per trovare tutti i significati e le attribuzioni che ogni cultura ha voluto dare. Questa \u00e8 un&#8217;operazione che ciascuno di noi pu\u00f2 effettuare a suo piacimento e in qualsiasi momento. Ci concentreremo, invece, sulle traslazioni che ci sono proprie e che riguardano la sfera dei liberi pensatori.<\/p>\n<p>Se la luce \u00e8 colore e simbolo primario del tutto cromatico, e se tutto ci\u00f2 \u00e8 altrettanto simbolo primario di conoscenza, ogni colore dell&#8217;immagine scomposta \u00e8, evidentemente, una porzione di conoscenza, ognuno di noi, quindi, \u00e8 componente cromatica simbolica e detentore di una porzione di conoscenza e nel contempo ricercatore del tutto conoscitivo. Ognuno di noi, \u00e8 portatore di diversit\u00e0 rispetto all&#8217;altro da cui attingere e a cui donare altrettanto. La complementarit\u00e0 dei Fratelli \u00e8 essenziale nella ricerca del tutto cosi come nella costruzione del tempio. l&#8217;insieme armonico \u00e8 l&#8217;essenza della nostra appartenenza, e la nostra appartenenza non pu\u00f2 che ambire alla luce. E la luce \u00e8 un bene essenziale con cui nutrire lo spirito e la mente. Nella simbologia dei segni si ripete il disegno in cui la connessione di tre punti cromatici forma un piano perfetto, ma se noi abbiamo l&#8217;ambizione di rompere il cerchio per guardare ad una dimensione al di fuori di esso, abbiamo bisogno oltre alle tre luci del piano perfetto, anche di una quarta luce che, dal piano, determini lo spazio, dunque passare dalla perfetta dimensione piana alla dimensione tridimensionale. Ma la quarta luce, \u201ccomplemento di agente\u201d dello spazio, nella connessione con le tre luci formatrici del piano perfetto, non fa altro che moltiplicare il triangolo in ulteriori tre piani triangolari fino ad ottenere una forma perfetta tridimensionale: la piramide. Essa non \u00e8 certo la perfetta conoscenza ma \u00e8 il simbolo che ci proietta nel trascendente poich\u00e9 il suo vertice punta verso l&#8217;infinito. Non solo, ma il suo vertice, frutto della stretta unione di quattro piani perfetti (triangoli), \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che un&#8217;indicazione sulla strada da seguire fuori dallo spazio circoscritto.<\/p>\n<p>Il vertice della piramide, in realt\u00e0 segnando l&#8217;arrivo al traguardo del massimo scibile umano, inscritto alla sfera, nasconde ben altro e pi\u00f9 grande messaggio: la proiezione al di l\u00e0 del vertice poich\u00e9 dal vertice, apparente punto di arrivo, dipartono linee divergenti all&#8217;infinito formanti altrettanti lati opposti alla piramide stessa che, divaricandosi infinitamente tendono all&#8217;estrema luce. Sta a noi nell&#8217;ulteriore esplorazione oltre il vertice, o nel percorso altrettanto infinito della spirale, fermare il cammino se e quando la mente dovesse vacillare. Partendo dal singolo colore quale porzione di conoscenza di ognuno di noi, e unendoci agli altri colori, altrettante porzioni di conoscenza, possiamo ambire al bianco del massimo conoscitivo (ancora parvenza di luce), arrivando al vertice, e da l\u00ec, con tutto il cromatismo acquisito, proiettarci verso la vera luce, abbagliante e grandemente inquietante.<\/p>\n<p>Il bene dell&#8217;umilt\u00e0, in tale percorso, sar\u00e0 prezioso contrappeso poich\u00e9 il nostro vizio \u00e8 il nostro limite. Come faremo, quindi, noi, esseri dai colori incerti e talvolta sbiaditi, a cercare il trascendente se le nostre ricerche danno sempre risposte parziali? In che modo possiamo pretendere di trovare non la risposta definitiva al tutto ma, almeno, la strada che ad esso conduce?<\/p>\n<p>Dobbiamo necessariamente partire dalla sintesi del tutto per trovare la via che conduce al compendio di tutto, e la sintesi di tutto non pu\u00f2 essere che il <em>nero <\/em> della pietra nascosta, poich\u00e9 essa non pu\u00f2 essere che di colore nero perch\u00e9 nascosta, in ombra, opposta al bianco della luce e nel contempo dalla stessa luce svelato il suo colore. Quindi noi percorreremo nella conoscenza tutti i colori e i toni che stanno nel nostro sapere e nel sapere di altri facendone un tutt&#8217;uno che non sar\u00e0 lo splendore abbagliante della luce ma certamente un colore che ad essa sempre pi\u00f9 si avvicina. Conosceremo il rosso dei conflitti e delle interdizioni, il bianco dell&#8217;assoluto, il nero della sintesi, il blu della profondit\u00e0 dei nostri pensieri, il verde del domani che ci aspetta, tutti i colori dell&#8217;iride di cui siamo in parte possessori. e ogni fratello ha un suo colore e un suo tono del medesimo. Quindi, se il tuo colore, fratello, sar\u00e0 troppo sbiadito, io lo compenser\u00f2 con colore pi\u00f9 acceso e, insieme, nella costruzione del tempio, sbozzeremo pietre l&#8217;una complementare all&#8217;altra affinch\u00e9 la costruzione risulti in perfetta planarit\u00e0 e verticalit\u00e0. E tu, fratello, farai altrettanto con me e con gli altri fratelli i cui colori dovessero essere altrettanto impropri, cos\u00ec come tutti gli altri fratelli faranno a loro volta altrettanto, facendo cos\u00ec in modo che la risultante dei lavori del tempio sia sempre nella direzione della luce.<\/p>\n<h4><a name=\"p3\"><\/a>Compensando il colore correggeremo l&#8217;errore<\/h4>\n<p>Perch\u00e9, se la luce \u00e8 conoscenza, la molteplicit\u00e0 cromatica \u00e8 parte essenziale di essa. Quindi noi siamo parte essenziale della luce, e solo la nostra comunione pu\u00f2 ambire alla maggiore conoscenza. Ci\u00f2 che ci sta davanti \u00e8 un mondo colorato nei toni del quale troviamo la nostra dimensione di provvisoriet\u00e0 esistenziale fatta di toni accesi, caldi, freddi, saturi o sfumati che adottiamo quali simboli attraverso i quali lanciamo segnali della complessit\u00e0 del nostro essere, nei nostri molteplici linguaggi espressivi siano essi visivi, auditivi, trascendenti, ermetici o quant&#8217;altro, il colore \u00e8 sempre presente poich\u00e9 il colore, vestendo il simbolo, crea una nuova realt\u00e0 simbolica.<\/p>\n<p>Le arti per esempio, abbisognano di colore e di tutta la complessit\u00e0 cromatica per potersi adeguatamente esprimere; la musica stessa adotta simboli cromatici nella definizione della nota: la \u201ccroma\u201d, scomposizione di toni e simbolo di essi. Le note sono colori talch\u00e9 in molte opere il raggiungimento del fine massimo porta ad una idea di luce, compendio di tutte le espressioni cromatiche e ne fa un tutt&#8217;uno emozionante che satura lo spirito. Chiudere gli occhi nell&#8217;ascolto di una sinfonia beethoveniana e vederne i colori con gli occhi della mente \u00e8 un tutt&#8217;uno con l&#8217;opera stessa. Ancor pi\u00f9 nelle arti visive il cromatismo eccelle in tutte le sue sfumature di significato. Uomini che hanno vissuto ossessionati dalla ricerca del colore e delle loro combinazioni, non sono dissimili da coloro che con eguale caparbiet\u00e0 hanno cercato e cercano sempre maggiore conoscenza, entrambi spinti in avanti nel tentativo di placare una sete senza fine. Un dipinto di Leonardo da Vinci piuttosto che del Caravaggio, oltre a rappresentare situazioni della vita dando notizia dei sentimenti che agitano i personaggi, fa molto di pi\u00f9 di questo: descrivendo visivamente un momento d\u00e0 risposte stimolando domande. Ci\u00f2 perch\u00e9 un artista se tale \u00e8, \u00e8 anche consapevole che la sua opera sar\u00e0 sempre incompiuta e a sua volta cercher\u00e0 altre risposte anche dal fruitore dell&#8217;opera.<\/p>\n<p>Le luci e i colori, quindi, divengono simboli in una ricerca comunicativa continua tra l&#8217;artista ed il suo estimatore in una reciproca stimolazione conoscitiva. Ci\u00f2 non \u00e8 altro che altrettanta reciproca ricerca di luce\/conoscenza dove l&#8217;artista ha ragione di essere per impellente necessit\u00e0 comunicativa, non fosse altro che con se stesso, ricercando sempre nuove combinazioni cromatiche in grado di sintetizzare sempre pi\u00f9 nuove conoscenze acquisite alle quali non \u00e8 estraneo il fruitore dell&#8217;opera. Chiunque, artista, ricercatore, poeta o scrittore che sia, nella composizione pi\u00f9 perfetta riesce sempre a porre nuovi interrogativi. Ed \u00e8 l&#8217;interrogativo irrisolto che spinge l&#8217;essere pensante a volere rompere il cerchio e, in questo tentativo, riuscendo solo a dilatarne i confini, riesce comunque ad amplificare il raggio di luce moltiplicando gli aspetti cromatici, in una ricchezza conoscitiva sempre maggiore. Tuttavia la forza della luce fa si che la proiezione fuori dal cerchio talvolta sia resa possibile dal simbolo cromatico la cui complessit\u00e0 fa intravedere il trascendente a cui aspiriamo e di cui cogliamo l&#8217;essenza. E se siamo in grado di concepire un&#8217;idea \u00e8 segno che l&#8217;idea \u00e8 realizzabile, quindi ci\u00f2 conferisce a noi, esseri pensanti, quel diritto a sapere e conoscere, la cui negazione sarebbe veramente diabolica, perch\u00e9 negatrice dell&#8217;evidente e del trascendente. In tale contesto si impone una rivalutazione del portatore di luce, \u201cLucifero\u201d, del quale sarebbe opportuno esprimere legittimi dubbi sulla sua natura diabolica. Fuori da ogni contesto convenzionale e convenzionato, se assumiamo il concetto di luce come simbolo cromatico primario della conoscenza del tutto, non possiamo non attribuirne un significato anche ai concetti apparentemente contrapposti dell&#8217;essere biologico e dell&#8217;essere creato. L&#8217;essere umano, nel momento della prima luce, ovvero nel primo istante della coscienza di s\u00e9, \u00e8 molto presumibile che non si sia chiesto \u201cchi sono, ma\u2026dove mi trovo?\u201d. La prima necessit\u00e0 antropologica consiste nel dare a se stesso una collocazione nello spazio circostante.<\/p>\n<p>La prima sensazione visiva cosciente \u00e8 quella di distinguere i colori che lo circondano e cominciare a confrontarsi con ci\u00f2 che essi rappresentano nel riflesso prima condizionato e poi simbolico. Il rosso cangiante del fuoco: magia, paura, prudenza; il colore acceso dei frutti: sapore, alimento; il verde dei prati: conforto, frescura, morbidezza; il nero della notte: mistero, rifugio, freddo; il bianco della luce: calore, certezza, vita; l&#8217;azzurro del cielo: profondit\u00e0, immensit\u00e0, aspirazione. Il colore, quindi diventa simbolo dell&#8217;essere, dei suoi sentimenti, delle sue sensazioni.<\/p>\n<p>I simboli prendono la forma del circostante dominante cui l&#8217;uomo \u00e8 assoggettato, cos\u00ec come i colori intervengono sul simbolo quasi a volergli dare vita avvicinandolo sempre pi\u00f9 all&#8217;uomo e alle sue umane percezioni. Gli idoli adorati vengono permeati di colori come ad accogliere in s\u00e9 il complesso cromatico, quasi a condividere con l&#8217;uomo tutto ci\u00f2 che lo circonda traducendo il trascendente ad una forma a lui pi\u00f9 vicina, pi\u00f9 comprensibile e pi\u00f9 confortante. Il simbolo diviene oggetto di preghiera, di istanze e, a volte, di rivalsa. In questa polivalenza interviene il colore a dargli appropriata connotazione. Nel corso della storia esso muta col mutare degli eventi ed il pervenire a sempre maggiori conoscenze. In tal senso la domanda esistenziale si pone come prima nella sua necessit\u00e0 essenziale ma solo seconda rispetto ad ogni istanza urgente di sopravvivenza.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;uomo biologico a cui consegue l&#8217;uomo creato e creatore di forme dalle quali ottenere risposte facendosi creare e poi destinare ad una vita successiva eterna, massima aspirazione esistenziale. Quindi l&#8217;uomo biologico e l&#8217;uomo creato non sono in opposizione ma, come tutti i colori, anche se apparentemente contrapposti, fanno sempre parte del tutto cromatico. Che a sua volta non pu\u00f2 che portare alla luce, simbolo e unit\u00e0 del tutto. \u00c8 nella luce che l&#8217;uomo pensante (Albert Einstein tra tutti) scopre propriet\u00e0 insospettate e meravigliose che tramutano essa da simbolo a realt\u00e0 efficiente, confermando come la simbologia per intuizione trascendente, avesse gi\u00e0 percorso la strada del concepire il pensiero come possibilit\u00e0 che esso sia sempre attuabile. Ma poteva il grande Einstein avere la luce delle intuizioni, senza aver prima avuto grande sensibilit\u00e0 di conoscenza simbolica? E non sono le stesse conoscenze scientifiche, la cui sintesi arricchita dal bisogno trascendente porta all&#8217;intuizione? E l&#8217;intuizione non si muove forse sulla strada della ricerca? E non \u00e8 la ricerca il bisogno essenziale dell&#8217;uomo di pervenire alla conoscenza? E quanto la ricerca scientifica \u00e8 vicina alla ricerca interiore? Quindi torniamo al tutto cromatico come fautore del bianco assoluto ed alla luce quale prodotto di compendio cromatico e di energia.<\/p>\n<p>La nuova e rivoluzionaria componente della luce \u00e8 l&#8217;energia, non sappiamo ancora se E = mc\u00b2 rompe il cerchio o se solo ne dilata enormemente i confini, certamente apre enormi orizzonti alla scienza e altrettanto sicuramente d\u00e0 corpo ad una parte di ci\u00f2 che per noi prima faceva parte del trascendente, spostandone l&#8217;orizzonte conoscitivo e dilatando la prospettiva fino a desiderare nuova conoscenza e nuove intuizioni. Continueremo a guardare le stelle con la nuova consapevolezza di guardare qualcosa che non \u00e8 pi\u00f9 poich\u00e9 la realt\u00e0 attuale di esse ci arriver\u00e0 tra decine, centinaia o migliaia di anni luce. Tenteremo forse di cavalcare un fotone (piuttosto che il vecchio romantico raggio di luce) sperando di vincere il tempo conquistando un&#8217;idea di eternit\u00e0? Potremo ambire all&#8217;inconoscibile noi portatori di dubbi ed eresie o, forse, alla fine del nostro cammino il grande architetto dell&#8217;universo ci verr\u00e0 incontro, come nell&#8217;affresco michelangiolesco, porgendoci con l&#8217;indice la scintilla della massima conoscenza e indicando il traguardo del nostro percorso? Lo sapremo solo nel momento estremo!<\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><em><strong>L&#8217;isola dei morti di Arnold Bocklin<br \/>\n<\/strong><em> 1880 Berlino \u2013 Neue Nationalgalerie<\/em><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Tardo romantico, visse sporadicamente a Firenze per poi stabilirsi nella citt\u00e0 ove mor\u00ec nel 1901. Fu sepolto in San Domenico di Fiesole. L&#8217;opera fu compiuta in 4 diverse versioni, segno di una ricerca simbolico-cromatica mai appagata. Pare abbia tratto ispirazione dal cimitero degli inglesi dove, effettivamente, si riscontrano forti tratti di similitudine simbolica<\/em>.<\/p>\n<p align=\"right\"><em><strong>Bocklin<\/strong> &#8211; <strong>Autoritratto<\/strong><\/em><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"249\">\n<p align=\"right\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20208%20255'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/bocklin_autoritratto.jpg\" width=\"208\" height=\"255\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/bocklin_autoritratto.jpg\" width=\"208\" height=\"255\" \/><\/noscript><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"p4\"><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20365%20204'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/l'isola_dei_morti.jpg\" width=\"365\" height=\"204\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/l'isola_dei_morti.jpg\" width=\"365\" height=\"204\" \/><\/noscript><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>L&#8217;isola dei morti<\/em><br \/>\n<\/strong> <strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Come un enorme scoglio dalle pareti paurosamente verticali affondato nelle profondit\u00e0 di un mare calmo e da esso emergente, quasi a trovare origine al centro della terra, l&#8217;isola dei morti si staglia su un orizzonte che, unico si annuncia procelloso. Tutto il resto \u00e8 calma assoluta, nemmeno le onde si infrangono contro di esso, n\u00e9 il remo del barcaiolo crea alcun vortice. Tutto \u00e8 inaccessibile meno il portale d&#8217;ingresso sempre spalancato. La barca si avvicina all&#8217;approdo quasi per energia propria, come sapesse dove esattamente deve andare, dotata di memoria propria indotta dall&#8217;incessante, eterno addivenire tra il mondo dei vivi e l&#8217;estremo traguardo. Il barcaiolo \u00e8 semplicemente un&#8217;ombra, simbolo efficace ma quasi elemento inutile nel percorso.<\/p>\n<p>Suggestiona l\u2018immagine che induce una sensazione di pace assoluta. Il bianco dell&#8217;essere di luce \u00e8 accecante. Esso \u00e8 soltanto una figura scaturita dall&#8217;apparente assenza cromatica, creata dal pennello che non l&#8217;ha dipinto e da una matita che non ha tracciato alcuna forma se non quella necessaria a delimitarne i contorni. Dolce e rassicurante varcher\u00e0 la soglia, l&#8217;essere di luce non ha timore, esso \u00e8 gi\u00e0 il frutto di rinascita avendo gi\u00e0 varcato la soglia della sfera , esso \u00e8 gi\u00e0 nell&#8217;infinito della spirale, la morte corporea ha segnato la rottura del cerchio. La morte perde quasi ogni connotato terrifico e, se non fosse per il vizio di temere l&#8217;inganno perpetrato dallo stesso essere umano, assumerebbe quasi una suggestione invitante. L&#8217;essere di luce \u00e8 alto, sottile, etereo, piegato leggermente in avanti quasi in commiserazione sofferta e che nulla fa se non stare l\u00e0 dove non \u00e8 stato dipinto a rappresentarci la speranza del dopo e l&#8217;estrema aspirazione alla stessa luce che lo compone. L&#8217;essere di luce \u00e8 solo forma acromatica ma essenziale nel dare un senso all&#8217;insieme simbolico: \u00e8 l&#8217;anima liberata dal corpo che conduce all&#8217;estrema dimora le proprie spoglie?<\/p>\n<p>Inquieta solo l&#8217;idea della morte suggerita dall&#8217;insieme simbolico e dall&#8217;asperit\u00e0 della rupe inaccessibile ma facilmente violabile dall&#8217;ingresso scuro e privo di ostacoli. Un volto di pietra sembra osservare, severo, i tumuli delle salme ivi riposte la cui perenne immobilit\u00e0 soggiace al giudizio senza appello. I colori rappresentano esattamente ci\u00f2 che devono rappresentare: la pietra rossa ed aspra, la barriera dei massi a difendere il nulla dal nulla, le colate bianche di granito che sembrano affondare a cascata nel mare mentre da esso risalgono, i portali a delimitare un accesso perennemente aperto, il verde scuro degli immobili cipressi, un mare dal colore plumbeo delle nubi. Immortalit\u00e0 ed inamovibilit\u00e0 perenne si traggono dall&#8217;immagine i cui colori sono simboli immediati e nemmeno tanto oscuri rappresentando esattamente ci\u00f2 che si vede. Il sole \u00e8 assente, tuttavia le luci sono nette e contrastate, le ombre da esse create tali da creare il nero fitto del buio cui il mistero \u00e8 connaturato.<\/p>\n<p>L&#8217;autore dell&#8217;opera ci sta comunicando, con un semplice contrasto cromatico, un insieme di sensazioni e conoscenze difficilmente spiegabili con pagine sature di parole pur sapientemente esposte. Osservando lo scorcio di destra, in alto, si scorge un volto visibile solo per un effetto cromatico e di ombre che ne esaltano il rilievo; sta in alto e lo sguardo, che soltanto si intuisce, sembra rivolto al portale di ingresso, forse a giudicare o forse a custodire. Il richiamo mitologico al dio Pan sembra evidente ma sembra altrettanto oscuro il suo significato: Pan \u00e8 il dio della natura, etimologicamente \u00e8 il tutto e come tale \u00e8 il massimo compendio del male e del bene, quindi unico, al di sopra di tutti gli dei (singoli componenti cromatici), al di sopra dello stesso Zeus, dio degli dei, ma non unit\u00e0 del tutto. Egli, essere pervertito e vizioso, fornicatore estremo, molestatore di ninfe e giovinetti, onanista irrefrenabile, infido e crapulone, \u00e8 il richiamo belluino della natura e di tutte le sue estreme manifestazioni. ma come tale \u00e8 il migliore conoscitore dei vizi umani e delle profondit\u00e0 pi\u00f9 oscure e sordide dell&#8217;animo \u2026egli \u00e8 ottimo indagatore e inquisitore e nulla gli sfugge della vera natura di chiunque varchi il portale oscuro dell&#8217;isola. Cos\u00ec Pan acquista la prerogativa giudicante, forte della sua natura bivalente di tutto il bene e di tutto il male. Quindi sta l\u00ec, inamovibile e severo, duro come la roccia che lo compone. \u00c8 mirabile l&#8217;opera cos\u00ec composta: il volto di pietra non ha occhi ma guarda, il suo sguardo non esiste tuttavia osserva attentamente.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;essere di luce \u00e8 presente, sempre, a rammentare che l&#8217;anima oltrepassa i confini dell&#8217;isola e da essa ne esce seguendo il percorso della spirale nella linea della conoscenza trascendente. L&#8217;intera opera \u00e8 simbolo efficiente per chi sa leggerne i significati. La percezione di ci\u00f2 che non \u00e8 esplicitamente rappresentato \u00e8 il messaggio pi\u00f9 forte che un autore possa dare al suo fruitore. La luce, come sempre, comunica la complessit\u00e0 del pensiero sintetizzando assieme all&#8217;insieme cromatico, la conoscenza da condividere con quella da ricercare. La meravigliosa simbologia cromatica dell&#8217;opera ci ha fatto vedere al di l\u00e0 del dipinto. E la stessa forma comunicativa, altrettanto fortemente simbolica, ci consegna il messaggio dell&#8217;autore in tutta la sua trepidazione, nell&#8217;ansia di una conoscenza mai appagata, e nel desiderio di condividere il tumulto del suo animo parlando il linguaggio universale simbolico e nella miriade di risposte possibili e parziali all&#8217;unica domanda sempre inevasa. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Simbolismo &#8211; La Simbologia cromatica &#8211; Compensando il colore correggeremo l&#8217;errore &#8211; Analisi dell&#8217;opera L&#8217;isola dei morti di Arnold Bocklin La storia \u00e8 satura di significati simbolici dove il colore assume una particolare valenza espressiva; semplificazioni simboliche ma efficaci si trovano nelle attribuzioni di colori agli eventi: il nero pu\u00f2 segnare un lutto, la morte, oppure, in diverse culture, anche il suo contrario, il rosso sventura, conflitti, interdizioni e quant&#8217;altro ognuno di noi pu\u00f2 leggervi nella sua percezione, basterebbe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5580,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-1714","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-ed-esoterismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1714","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1714"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1714\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9749,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1714\/revisions\/9749"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}