{"id":1717,"date":"2007-10-02T19:35:22","date_gmt":"2007-10-02T17:35:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1717"},"modified":"2023-11-04T12:52:43","modified_gmt":"2023-11-04T11:52:43","slug":"i-segreti-di-garibaldi-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1717","title":{"rendered":"I segreti di Garibaldi \/1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Aspetti meno conosciuti fra America ed Europa dell&#8217;Eroe dei due mondi di cui si celebra il bicentenario della nascita<\/em><\/p>\n<p>Giuseppe Garibaldi sbarc\u00f2 a Rio de Janeiro tra il Novembre e il Dicembre del 1835, dopo una navigazione di un paio di mesi. Aveva sulle spalle una condanna a morte comminatagli l&#8217;anno precedente dal Consiglio di Guerra divisionario di Genova. Questa sentenza lo rendeva agli occhi dei compatrioti esuli in Sud America un rivoluzionario di grande rilievo: la severit\u00e0 della pena era tale da accreditarlo quale affiliato di spicco della Giovane Italia.<br \/>\nFra i tanti rifugiati incontr\u00f2 Luigi Rossetti col quale strinse una solida amicizia. Molti anni pi\u00f9 tardi nelle Memorie lo ricord\u00f2 con affetto, usando espressioni tipicamente massoniche: \u201cGli occhi nostri s&#8217;incontrarono, e non sembr\u00f2 per la prima volta. Ci sorridemmo reciprocamente, e fummo fratelli per la vita, per la vita inseparabili. Non sar\u00e0 questa una di quelle emanazioni di quella intelligenza infinita, che pu\u00f2 [&#8230;] animare lo spazio, i mondi e gli insetti che brulicano sulle loro superfici?\u201d.<br \/>\nQuesta singolarit\u00e0 non \u00e8 casuale, giacch\u00e9 proprio in America Latina divenne libero muratore. \u00c8 probabile, infatti, che non avesse ancora trovato un alloggio stabile, quando fu iniziato insieme a Rossetti, in un&#8217;officina irregolare dal nome distintivo \u201cAsilo de la Virtud\u201d.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>I segreti di Garibaldi \/1<\/h3>\n<p align=\"left\">di Luigi Pruneti<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Fra guerra di corsa e massoneria<\/h4>\n<p><strong><em>Aspetti meno conosciuti fra America ed Europa dell&#8217;Eroe dei due mondi di cui si celebra il bicentenario della nascita <\/em><\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"48%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20340%20484'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Garibaldi.jpg\" width=\"340\" height=\"484\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Garibaldi.jpg\" width=\"340\" height=\"484\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"52%\">\n<p align=\"justify\"><a name=\"1\"><\/a>Giuseppe Garibaldi sbarc\u00f2 a Rio de Janeiro tra il Novembre e il Dicembre del 1835, dopo una navigazione di un paio di mesi. Aveva sulle spalle una condanna a morte comminatagli l&#8217;anno precedente dal Consiglio di Guerra divisionario di Genova [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]. Questa sentenza lo rendeva agli occhi dei compatrioti esuli in Sud America un rivoluzionario di grande rilievo: la severit\u00e0 della pena era tale da accreditarlo quale affiliato di spicco della Giovane Italia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Fra i tanti rifugiati incontr\u00f2 Luigi Rossetti col quale strinse una solida amicizia. <a name=\"2\"><\/a>Molti anni pi\u00f9 tardi nelle Memorie lo ricord\u00f2 con affetto, usando espressioni tipicamente massoniche: <em>\u201cGli occhi nostri s&#8217;incontrarono, e non sembr\u00f2 per la prima volta. Ci sorridemmo reciprocamente, e fummo fratelli per la vita, per la vita inseparabili. Non sar\u00e0 questa una di quelle emanazioni di quella intelligenza infinita, che pu\u00f2 [&#8230;] animare lo spazio, i mondi e gli insetti che brulicano sulle loro superfici?\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>].<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa singolarit\u00e0 non \u00e8 casuale, giacch\u00e9 proprio in America Latina divenne libero muratore. \u00c8 probabile, infatti, che non avesse ancora trovato un alloggio stabile, quando fu iniziato insieme a Rossetti, in un&#8217;officina irregolare dal nome distintivo <em>\u201cAsilo de la Virtud\u201d<\/em>.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"3\"><\/a>Alcuni autori, fra i quali il biografo uruguayano Settembrino Pereda [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>] non sono di questo avviso e posticipano la sua adesione all&#8217;associazione di qualche anno: poco prima della partenza per Montevideo o addirittura nella stessa capitale dell&#8217;Uruguay [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>]. \u00c8 una posizione difficilmente condivisibile e come Max Gallo [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>] o Alfonso Scirocco [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>] ritengono che la \u201cluce massonica\u201d sia stata ricevuta dal Nostro a Rio, qualche settimana dopo il suo sbarco.<\/p>\n<p>Fra l&#8217;altro, da un paio di mesi, era ritornato in citt\u00e0, l&#8217;esule ligure <a id=\"7\" name=\"7\"><\/a>Giuseppe Stefano Grondona, giacobino, massone di vecchia data e seguace di Filippo Buonarroti, il \u201cgrande vecchio\u201d dell&#8217;Ottocento. Grondona aveva fondato fin dal 1834 la \u201cSociet\u00e0 filantropica\u201d, un gruppo con fini umanitari [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>], emanazione della loggia <em>Asilo de la Virtud <\/em> [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>] e Garibaldi, quasi certamente, entr\u00f2 a far parte dell&#8217;una e dell&#8217;altra [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>]. \u00c8 certo comunque che la frequentazione dei templi massonici fu di supporto a quella visione umanitaria pervasa da un certo deismo, caratteristica dell&#8217;Eroe. L&#8217;essere \u201cframmassone\u201d significava, per\u00f2, <em>\u201caver firmato un patto col diavolo e meritare la scomunica\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"11\"><\/a>I \u201cfigli della vedova\u201d, in effetti, erano sotto anatema ormai da un secolo in virt\u00f9 della celebre bolla <em>In eminenti Apostulatus specula<\/em>, promulgata da Clemente XII net lontano 1738 [<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>]. Da allora le cose non erano cambiate, anzi la condanna della Chiesa era diventata ancor pi\u00f9 decisa grazie ai pronunciamenti di Pio VII, di Leone XII, di Pio VIII e infine di Gregorio XVI. Questo ultimo nella <em>Mirari vos<\/em>, senza mai nominarla, aveva sottolineato come tutti i mali del secolo avessero origine <em>\u201cdalle macchinazioni di questa societ\u00e0 in cui confluisce quasi una sorta di sozzura, tutto ci\u00f2 che di sacrilego, di pericoloso e di blasfemo si ritrova nelle eresie e nelle sette pin scellerate\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"13\"><\/a>Garibaldi, in tal modo, entrando nella <em>\u201csinagoga satana\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn13\">13<\/a>] trov\u00f2 un&#8217;ulteriore motivazione per essere anticlericale. La fobia per la Chiesa crebbe col passate degli anni fino a raggiungere, dopo il Sessanta, livelli estremi. In quel periodo, facendo eco a Timoteo Riboli, giunse ad auspicare l&#8217;eliminazione del <em>\u201cprete, bugiardo e sacrilego insegnatore di Dio ed ostacolo primo all&#8217;unit\u00e0 morale delle nazioni\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn14\">14<\/a>]. Si dice inoltre che in una lettera del 1869 definisse Pio IX <em>\u201cmetro cubo di letame\u201d<\/em>, espressione di cui poco dopo sment\u00ec la paternit\u00e0 [<a href=\"#_ftn15\">15<\/a>].<\/p>\n<p>L&#8217;apprendista Garibaldi Giuseppe, tuttavia, nel 1835 non pensava alla <em>querelle <\/em> col Vaticano e viveva la massoneria come una palestra di libert\u00e0 repubblicana, non a caso l&#8217;associazione era diffusa fra i benestanti e la classe colta di tutta l&#8217;America latina, pervasa spesso da aspirazioni libertarie. La sua prima occupazione nel Nuovo Mondo fu il commercio. <a name=\"16\"><\/a>Insieme al fratello di loggia Luigi Rossetti fond\u00f2 un piccola compagnia di navigazione, ma dato che ai traffici <em>\u201cnon erano atti\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn16\">16<\/a>] e poich\u00e9 desideravano militare sotto le bandiere della libert\u00e0, ovunque garrissero, accorsero in difesa della neonata Repubblica del Rio Grande del Sud.<\/p>\n<p>L&#8217;immenso impero brasiliano, sorto pacificamente nel 1822, era allora travagliato da una profonda crisi. Nel 1831 Pedro I aveva abdicato a favore del figlio Pedro II di soli cinque anni e il potere era passato in mano al reggente Antonio de Feijo. <a name=\"17\"><\/a>Di questo stato di cose avevano approfittato i grandi latifondisti di lingua spagnola della provincia meridionale del Rio Grande [<a href=\"#_ftn17\">17<\/a>] che avevano costituito una repubblica indipendente, con capitale Porto Alegre. Presidente era stato nominato il massone Bento Gon\u00e7alves de Silva, al cui fianco agiva quale consigliere politico, il confratello Livio Zambeccari [<a href=\"#_ftn18\">18<\/a>]. II Brasile per\u00f2 non accett\u00f2 la secessione e immediatamente mosse il proprio apparato militare contro i ribelli. Esplose pertanto la cosiddetta <em>Guerra dos farrapos <\/em> che registr\u00f2 all&#8217;inizio significativi successi per i lealisti: Porto Alegre fu conquistata e nel 1836 venne catturato e imprigionato Bento Gon\u00e7alves. <a name=\"19\"><\/a>Bisognava quindi correre in difesa della pereclinante Repubblica, guidata per di pi\u00f9 da Fratelli [<a href=\"#_ftn19\">19<\/a>]. A Garibaldi balen\u00f2 l&#8217;idea di armare una nave per fare la guerra di corsa. Aveva gi\u00e0 pensato di dedicarsi a questa attivit\u00e0 predando, in nome di Mazzini, legni asburgici e sabaudi. Aveva difatti scritto all&#8217;Apostolo: <em>\u201cdimenticavo cosa di non poca importanza, cio\u00e8 se degno ne credete e che si possa inviarmi una o pi\u00f9 lettere di Marca, oppure una autorizzazione vostra, per correre sopra le nemiche bandiere Sarda ed Austriaca; e non credete sia chimerico questo progetto &#8230; Lettere di Marca, per Dio, e ordine al pi\u00f9 pronto <\/em><em>su ci\u00f2 che dobbiam fare\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn20\">20<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"21\"><\/a>Richiesta abbastanza pittoresca la sua dato che era ben difficile considerare la Giovane Italia un paese sovrano. Il problema comunque non si pose per la mancata risposta di Mazzini [<a href=\"#_ftn21\">21<\/a>], arrivarono invece il 14 Novembre del 1836, firmate dal generale Joao Manoel de Lima y Silva [<a href=\"#_ftn22\">22<\/a>], le sospirate patenti del Rio Grande con le quali si autorizzava ad <em>\u201c<\/em><em>incrociare liberamente per tutti e qualunque mare e fiumi sui quali navighino navi da guerra e mercantili del Governo del Brasile e dei suoi sudditi, con podest\u00e0 di appropriarsene e prendere con la forza delle sue armi, essendo considerate buona preda, in quanto ordinata da autorit\u00e0 legittima e competente <\/em>[<a href=\"#_ftn23\">23<\/a>]. Il Nostro appront\u00f2 a tal punto una <em>garopera <\/em> [<a href=\"#_ftn24\">24<\/a>] da venti tonnellate, battezzata \u201cMazzini\u201d la quale, l&#8217;8 maggio del 1837, lasci\u00f2 Rio per <em>\u201c<\/em><em>sfidare un impero\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn25\">25<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"26\"><\/a>La prima vittima del corsaro Garibaldi fu la <em>Marinbondo, <\/em>una lancia talmente malconcia che fu lasciata andare senza nulla togliere, se non una pompa per l&#8217;acqua [<a href=\"#_ftn26\">26<\/a>]. Il secondo arrembaggio fu pi\u00f9 fortunato, si trattava della <em>Luisa <\/em>una <em>lumaca <\/em> [<a href=\"#_ftn27\">27<\/a>] con a bordo 428 sacchi di caff\u00e9 [<a href=\"#_ftn28\">28<\/a>]. Garibaldi, esamin\u00f2 soddisfatto la preda, apprezzandone la robustezza, tanto da eleggerla a propria ammiraglia e vi si trasfer\u00ec con la ciurma, accresciuta da cinque negri liberati dal giogo della schiavit\u00f9 [<a href=\"#_ftn29\">29<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"30\"><\/a>In seguito, come in un romanzo, ebbe numerose avventure e partecip\u00f2 a cruenti combattimenti, fu addirittura ferito e costretto a rifugiarsi a Gualeguay in Argentina, dove fu aiutato da alcuni confratelli cola residenti [<a href=\"#_ftn30\">30<\/a>]. Il suo si rivel\u00f2 per\u00f2 una sorta di domicilio coatto, pertanto tent\u00f2 la fuga, fu scoperto ed imprigionato. Condotto alla presenza del capo della polizia locale, Leonardo Milian, venne sottoposto ad un brutale interrogatorio: <em>\u201cei fece passare una fune alla trave della prigione e mi fece sospendere in aria legato per le mani! Due ore di quella tortura mi fece soffrire quello scellerato!!!\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn31\">31<\/a>]<em>. <\/em>Finalmente, grazie all&#8217;intervento del governatore, ottenne la libert\u00e0 e ritorn\u00f2 nel Rio Grande, pronto ad impugnare di nuovo le armi.<\/p>\n<p>Nel Luglio del 1839 partecip\u00f2 con una flottiglia alla spedizione di Davide Canabarro: si trattava di soccorrere la citt\u00e0 costiera di Laguna, l&#8217;impresa riusc\u00ec e quel grosso villaggio divent\u00f2 la capitale di un nuovo effimero stato: la Repubblica di Santa Catarina.<\/p>\n<p>Canabarro aveva ora la responsabilit\u00e0 di presidiare Laguna e di respingere una probabile controffensiva. Era un tipo pletorico, facile allira, resa ancor pi\u00f9 frequente dalla consapevolezza della situazione. Maltrattava subalterni e soldati e inveiva contro i locali, accusati di non collaborare sufficientemente, li tacciava di collusione con i preti. <a name=\"32\"><\/a>Egli, infatti, come la maggior parte dell&#8217;<em>intellighentia <\/em>riograndina era un libero muratore e detestava indifferentemente impero e chiesa [<a href=\"#_ftn32\">32<\/a>]. Quando venne a sapere che nel vicino villaggio di Imaruhy sventolava sempre la bandiera brasiliana mont\u00f2 su tutte le furie ed ordin\u00f2 a Garibaldi di punire i lealisti. Alla testa di una formazione poco disciplinata ed eccitata dall&#8217;alcol e dalla brama del saccheggio, il Nizzardo colse di sorpresa quel borgo isolato, la guerra mostr\u00f2 allora il volto pi\u00f9 disumano: uccisioni, stupri, violenze di ogni genere furono perpetrati su una popolazione pressoch\u00e9 inerme. <a name=\"33\"><\/a>Nelle <em>Memorie <\/em>il Nostro scrisse a sua discolpa: <em>\u201c<\/em><em>Io non ho avuto mai una giornata di tanto rammarico e di tanta nausea dell&#8217;umana famiglia! Il mio fastidio e la fatica sofferta, in quel giorno nefasto, per raffrenare almeno le violenze contro le persone, furono immensi [&#8230;] Non valse l&#8217;autorit\u00e0 del comando, n\u00e9 i ferimenti usati da me e da pochi ufficiali non domi dalla sfrenata cupidigia\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn33\">33<\/a>] . Sara tutto vero, o Garibaldi ebbe precise responsabilit\u00e0 nella tragedia di Imaruhy come suppone qualcuno? [<a href=\"#_ftn34\">34<\/a>] Difficile dirlo e questo episodio della sua vita rester\u00e0, al pari di tanti altri, avvolto dal mistero.<\/p>\n<p>Un altro evento assai controverso \u00e8 l&#8217;incontro con Anita, avvenuto al momento dello sbarco a Laguna. <a name=\"35\"><\/a>Nelle <em>Memorie <\/em>la vicenda \u00e8 narrata con toni salgariani: <em>\u201c<\/em><em>Io passeggiavo sul cassero della Itaparica ravvolgendomi nei miei tetri pensieri, e dopo ragionamenti di ogni specie conclusi finalmente di cercarmi una donna [&#8230;] Gettai a caso lo sguardo verso le abitazioni della Barra [&#8230;] La con l&#8217;aiuto del cannocchiale [&#8230;] scopersi una giovane\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn35\">35<\/a>]. Si trattava della diciottenne Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, figlia di povera gente originaria delle Azzorre [<a href=\"#_ftn36\">36<\/a>]. Era piacente, selvaggia forse un po&#8217; troppo esuberante, per questo la madre, a quindici <em>anni, <\/em>l&#8217;aveva fatta maritare col calzolaio Manoel Duane. Garibaldi lo ignorava ma anche se lo avesse saputo gli sarebbe importato ben poco. Raggiunge la terraferma, la cerca, invano, la ragazza sembra essersi dileguata, \u2026 poi il miracolo. <a name=\"37\"><\/a>Uno sconosciuto lo invita in casa a prendere il caff\u00e9, accetta ed appena varca la soglia s&#8217;imbatte nella bella creola: <em>\u201c<\/em><em>Restammo entrambi estatici e silenziosi [&#8230;] La salutai finalmente e le dissi \u2018<\/em><em>t<\/em><em>u devi essere mia&#8217; [&#8230;] io fui magnetico nella mia insolenza. Avevo stretto un nodo, sancito dalla sentenza, che la sola morte poteva infrangere! Io avevo incontrato un proibito, ma pure un tesoro di gran prezzo\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn37\">37<\/a>]. Fu dunque un colpo di fulmine da fotoromanzo, ma permane un&#8217;incognita: il marito della <em>muchacha <\/em>che fine fece? A rendere <em>ancor <\/em>pi\u00f9 intricante l&#8217;enigma ci pens\u00f2 poi lo stesso Garibaldi, scrivendo: <em>\u201c<\/em><em>Se vi fu colpa, io l&#8217;ebbi intiera! E &#8230; vi fu colpa! Si!&#8230; si rannodavano due cuori con amore immenso e s <\/em><em>\u2018 <\/em><em>infrangeva l&#8217;esistenza di un innocente! Io infelice! E lui vedicato &#8230; Si! Vendicato! Io conobbi il gran male che feci <\/em><em>[&#8230;]\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn38\">38<\/a>]. Quale fu la colpa del Nostro? L&#8217;aver infranto il sacro vincolo del matrimonio altrui? Non credo proprio. Forse l&#8217;aver rovinato la vita ad un povero cristo senza alcuna colpa, se non quella di avere una moglie giovane e piacente? Pu\u00f2 darsi. Rimane il fatto che l&#8217;incomodo sembra essersi dileguato. In seguito i biografi di <a name=\"39\"><\/a>Garibaldi si affanneranno a dire del calzolaio di Laguna un gran male: era un imbelle, un traditore, un filo imperiale, probabilmente un impotente tanto da lasciare vergine Anita [<a href=\"#_ftn39\">39<\/a>], ma sulla sua sorte forniscono spiegazioni poco convincenti. Secondo alcuni sarebbe sparito, distrutto dalla vergogna, per altri sarebbe stato ucciso. Questa ipotesi \u00e8 avvalorata da una dichiarazione rasa nel 1935 all&#8217;arcivescovo Joaquim Dominiques de Olivera da Taciano Barreto Nascimento dal bisnipote dello zio di Manoel. Questi avrebbe riferito che il poveretto sarebbe stato arrestato dagli uomini di <a name=\"40\"><\/a>Garibaldi. Pi\u00f9 tardi il generale avrebbe dato ordine di liberarlo, troppo tardi, era gi\u00e0 stato ucciso o era morto a causa delle ferite subite [<a href=\"#_ftn40\">40<\/a>]. Si tratta comunque di una testimonianza poco attendibile per la natura della fonte e il periodo alla quale risale. Molti anni dopo quando Dumas lesse l&#8217;oscuro passo delle <em>Memorie<\/em>, avrebbe chiesto spiegazioni. Al che il Generale sospirando avrebbe risposto: <em>\u201cBisogna che resti cos\u00ec\u201d<\/em> [<a href=\"#_ftn41\">41<\/a>].<\/p>\n<p>All&#8217;epoca dei fatti comunque Garibaldi non aveva una reputazione da difendere e ben altri pensieri si agitavano nella sua mente: aveva trovato s\u00ec una compagna ma i Brasiliani, pronti ormai ad attaccare, potevano distruggere il suo bel sogno d&#8217;amore e non solo quello.<\/p>\n<p><a name=\"42\"><\/a>Nel Novembre del 1839, difatti, flotta ed esercito imperiale investirono Laguna e il Nostro, insieme ad Anita e alle truppe riograndine, dopo un&#8217;inutile resistenza, fu costretto a ritirarsi sull&#8217;altipiano, fu l&#8217;inizio della fine del Rio Grande [<a href=\"#_ftn42\">42<\/a>]. Ben presto le sorti della guerra volsero al peggio a nel 1842 quando la Repubblica era ormai condannata, Garibaldi lasci\u00f2 il Brasile insieme ad Anita e a Menotti, il figlioletto nato il 16 Settembre del 1840 [<a href=\"#_ftn43\">43<\/a>]. Si rifugi\u00f2 a Montevideo dove si apre il suo secondo capitolo massonico. Qui, secondo alcuni, sarebbe entrato prima in una loggia, costituita da italiani sotto l&#8217;egida del Grande Oriente di Napoli e quindi, il 18 Agosto o il 28 del 1844 [<a href=\"#_ftn44\">44<\/a>], fu regolarizzato dalla Loggia \u201cAmis de la Patrie\u201d. La prima notizia \u00e8 sicuramente falsa, la seconda \u00e8 certa.<\/p>\n<p><a name=\"45\"><\/a>L&#8217;Officina che accolse l&#8217;Esule era stata fondata nel 1827 e dipendeva dal Grande Oriente di Francia. Fra le sue colonne sedevano non solo numerosi residenti francesi e diversi locali ma <em>anche <\/em>alcuni italiani fra i quali il commerciante modenese Pietro Farini e il tornitore di Valenza Po, Vincello Zucchelli [<a href=\"#_ftn45\">45<\/a>]. Nel verbale della tornata di regolarizzazione si legge: \u201c <em>Il Fratello G. Garibaldi, precedentemente ammesso [&#8230;], \u00e8 presentato per essere regolarizzato. Introdotto dal primo maestro delle cerimonie all&#8217;<\/em><em>Oriente e collocato nella dovuta posizione, ripete il giuramento massonico che gli detta il Venerabile, aggiungendo che rinuncia con ogni formalit\u00e0 alla loggia Asilo de la Virtud, della quale faceva parte, come pure ad ogni altra associazione massonica irregolare. In seguito a ci\u00f2 il Venerabile lo proclama e consacra Apprendista massone regolare e membro attivo di questa Officina. Collocato fra le due colonne, questo nuovo fratello e riconosciuto da tutti i membri dell&#8217;<\/em><em>Officina, che tirano una triplice batteria di felicitazioni per la bella acquisizione. A sua volta, il nuovo fratello risponde e, accompagnato dai due maestri di cerimonie, ringrazia con uguale batteria. Dopo di che tutti uniti firmano a testimonianza dell&#8217;<\/em><em>unione che ci anima\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn46\">46<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"47\"><\/a>Garibaldi ottenne la matricola n. 50 e soprattutto l&#8217;appoggio dei numerosi liberi muratori, presenti nella Capitale [<a href=\"#_ftn47\">47<\/a>]. Sembra che siano stati i confratelli ad inserirlo nella nutrita comunit\u00e0 straniera di Montevideo e a fargli conoscere l&#8217;abate Paul Felix Semidei, un corso, ordinato prete a Parigi e costretto all&#8217;esilio per aver pubblicato un libro contro le gerarchie ecclesiastiche.<\/p>\n<p><a name=\"48\"><\/a>Padre Paolo, legatissimo ai massoni del luogo [<a href=\"#_ftn48\">48<\/a>] e forse massone lui stesso, assunse Garibaldi come insegnante di matematica nel proprio collegio e in seguito lo convinse a sposare Anita. Le nozze furono celebrate da Semidei il 26 Marzo, nella chiesa di San Bernardino [<a href=\"#_ftn49\">49<\/a>]. Il matrimonio, avvenuto all&#8217;ombra della squadra e del compasso, fu facilitato dagli ognipresenti massoni che prima avrebbero cercando di sapere se il marito dell&#8217;aspirante sposa, Manoel Duarte, fosse deceduto, quindi individuarono un notaio Juan Pedro Gonzales che, nonostante l&#8217;assenza di documenti, consent\u00ec comunque gli sponsali [<a href=\"#_ftn50\">50<\/a>]. Infine furono ancora i Liberi Muratori a fare pressione sull&#8217;incaricato d&#8217;affari brasiliano Jos\u00e9 Diaz da Cruz Lima affinch\u00e9 Garibaldi ottenesse l&#8217;amnistia da Pedro II, impegnandosi <em>\u201ca non commettere altri atti ostili contro l&#8217;impero\u201d <\/em>[<a href=\"#_ftn51\">51<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"52\"><\/a>Nonostante questa consuetudine continua con i confratelli, alcuni biografi come Gustavo Sacerdote affermano che Garibaldi, tutto indaffarato nella difesa dell&#8217;Uruguay, frequentasse ben poco la loggia come dimostrerebbe il fatto che in Sud America rimase apprendista [<a href=\"#_ftn52\">52<\/a>]. Alessandro Luzio poi, animato dalla sua proverbiale <em>verve <\/em>antimassonica scrive che, nonostante l&#8217;iniziazione del 1844, Garibaldi ebbe il battesimo massonico solo a Palermo sedici anni pi\u00f9 tardi [<a href=\"#_ftn53\">53<\/a>]. Si tratta di una falsit\u00e0 bella e buona, \u00e8 vero tuttavia che tanto tempo da dedicare all&#8217;officina Garibaldi non lo ebbe, giacch\u00e9 si dann\u00f2 nella difesa dell&#8217;Uraguay, minacciato dal dittatore argentino Manuel de Rosa. Prima comand\u00f2 una flottiglia di tre legni, poi organizz\u00f2 e guid\u00f2 la legione italiana, nata nell&#8217;Aprile del 1843.<\/p>\n<p><a name=\"54\"><\/a>Il reparto, costituito all&#8217;inizio da 400 volontari, aveva una bandiera nera con ricamato un Vesuvio che eruttava fiamme tricolori, <em>\u201csimbolo dell&#8217;ardore dei combattenti\u201d <\/em> e per uniforme dei camicioni rossi, destinati in origine ai <em>saladeros <\/em>argentini [<a href=\"#_ftn54\">54<\/a>].<\/p>\n<p>La Legione si comport\u00f2 con onore a Cerro e Colonia nell&#8217;Agosto del 1845 e, l&#8217;8 Febbraio dell&#8217;anno successivo, nel sanguinoso scontro di Sant&#8217;Antonio del Salto [<a href=\"#_ftn55\">55<\/a>]. Questa battaglia fu celebrata anche oltreoceano e in Italia fu organizzata una sottoscrizione per regalare all&#8217;Esule un&#8217;artistica spada [<a href=\"#_ftn56\">56<\/a>]. Alla fama di Garibaldi avevano contribuito non poco i giornali pubblicati in ambito massonico e diffusi in Sud America specie fra la comunit\u00e0 Italiana. Durante il periodo brasiliano a celebrare l&#8217;Eroe aveva pensato \u201cO Povo\u201d, mentre in Uraguay l&#8217;incarico fu assunto da \u201cIl legionario italiano\u201d. <a name=\"57\"><\/a>Si tratt\u00f2 secondo Gilberto Oneto di una <em>\u201cdelle prime grandi campagne promozionali della stampa, un vero e proprio lancio pubblicitario\u201d <\/em> [<a href=\"#_ftn57\">57<\/a>]. \u201cIl Legionario\u201d, tradotto in pi\u00f9 lingue, fu fatto circolare dai <em>\u201csettari\u201d <\/em>anche fuori dai confini dell&#8217;Uruguay e rappresent\u00f2 un vero e proprio trampolino di lancio per il Nostro, ormai accreditatosi quale brando della libert \u00e0 italiana. A quel punto il momento del grande rientro era maturo e il 15 Aprile del 1848 il fratello Garibaldi s&#8217;imbarc\u00f2 con o 85 o 65 compagni della Legione sul legno sardo <em>Bifronte, <\/em>ribattezzato per l&#8217;occasione <em>Esperanza <\/em> [<a href=\"#_ftn58\">58<\/a>]; ormai era una celebrit\u00e0 e le ulteriori avventure affrontate nella Penisola lo avrebbero consegnato alla storia <em>come <\/em>uno degli Italiani pi\u00f9 famosi al mondo. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4><\/h4>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. R UGOLINI, <em>Garibaldi, genesi di un mito<\/em>, Roma 1982, p. 53. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. G. GARIBALDI, <em>Memorie autobiografiche<\/em>, Firenze 1982, p. 15. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Cfr. E. PEREDA, <em>Garibaldi en el Uruguay<\/em>, Montevideo 1916. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. EPIPHANIUS, <em>Massoneria e sette segrete: la faccia oscura della storia<\/em>, Roma s. d., pp. 126-127; C. PATRUCCO, <em>Documenti su Garibaldi e la Massoneria nell&#8217;ultimo periodo del Risorgimento <\/em><em>italiano<\/em>, Bologna 1986, p. 9; AA.VV. <em>La liberazione dell&#8217;Italia nell&#8217;opera della Massoneria<\/em>, Foggia 1990, p. 62. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. M. GALLO, <em>Garibaldi. La forza di un destino<\/em>, Milano 2000, p. 85. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. A. SCIROCCO, <em>Garibaldi. Battaglia, amori, ideali di un cittadino del mondo<\/em>, Bari 2004, p. 34. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>7. R UGOLINI, <em>Garibaldi, genesi di un mito<\/em>, Roma 1982, pp. 69-70. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>8. Ibidem, p. 74. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a>9. Ibidem, p. 74. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a>10. M. GALLO, <em>Garibaldi <\/em> &#8230; at; p. 89. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn11\"><\/a>11. L. PRUNETI, <em>La sinagoga di satana. Storia dell&#8217;antimassoneria <\/em> (1725 &#8211; 2002), Bari 2002, p. 25. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn12\"><\/a>12. L. PRUNETI, <em>La sinagoga di satana &#8230; cit <\/em>p. 45. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn13\"><\/a>13. L&#8217;espressione <em>\u201cSinagoga di Satana\u201d <\/em> si ritrova in due passi dell&#8217; <em>Apocalisse <\/em>e si riferisce <em>\u201ca coloro che dicono di essere giudei e non lo sono, essendo della comunit\u00e0 di Satana\u201d . <\/em>Il termine fu poi acquisito dalla letteratura antigiudaica del periodo patristico e rispolverato nell&#8217;Ottocento per indicare la massoneria, quale setta anticristiana dai risvolti satanici. L. PRUNETI, <em>La <\/em><em>sinagoga di satana <\/em> &#8230; <em>cit, <\/em>p. 81. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn14\"><\/a>14. G. LETI, <em>Massoneria e Carboneria nel Risorgimento italiano, <\/em>Bologna 1925, p. 374. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn15\"><\/a>15. E R ESPOSITO, <em>La Massoneria e l&#8217;<\/em><em>Italia dal 1800 ai nostri giorni, <\/em>Roma 1979, p. 71. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn16\"><\/a>16. G. GARIBALDI, <em>Memorie autobiografiche &#8230; cit, <\/em>p. 16. (<a href=\"#16\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn17\"><\/a>17. G. ONETO, <em>L&#8217;<\/em><em>iperitaliano. Eroe o cialtrone? Biografia senza censure di Giuseppe Garibaldi, <\/em>Rimini 2006, p. 25. (<a href=\"#17\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn18\"><\/a>18. A.A. MOLA, <em>Storia delta Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, <\/em>Milano 1992, pp. 57-58. (<a href=\"#17\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn19\"><\/a>19. M. GALLO <em>Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 90. (<a href=\"#19\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn20\"><\/a>20. M. MILANI, <em>Giuseppe Garibaldi, <\/em>Milano 1982, p. 27. (<a href=\"#19\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn21\"><\/a>21. R. UGOLINI, <em>Garibaldi &#8230; <\/em><em>cit<\/em>, p. 75. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn22\"><\/a>22. Ibidem, p. 99. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn23\"><\/a>23. M. MILANI, <em>Giuseppe Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 32. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn24\"><\/a>24. La <em>garopera <\/em>era un battello da pesca. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn25\"><\/a>25. <em>Corsaro! Lanciato sull&#8217;Oceano con dodici compagni a bordo d&#8217;una garopera, sfida va un impero<\/em>\u201d<em>. <\/em> G. GARIBALDI, <em>Memorie <\/em><em>cit <\/em>p. 16. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn26\"><\/a>26. R UGOLINI, <em>Garibaldi <\/em>&#8230; <em>cit<\/em>, <em> p. <\/em>100. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn27\"><\/a>27. La <em>sumaca <\/em>era piccola nave da carico, con velatura simile ad una goletta. Cfr. M. MILANI, <em>Giuseppe Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 35. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn28\"><\/a>28. R UGOLINI, <em>Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 103. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn29\"><\/a>29. M. GALLO, <em>Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 93. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn30\"><\/a>30. Ibidem, p. 101. (<a href=\"#30\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn31\"><\/a>31. G. GARIBALDI, <em>Memorie &#8230;cit<\/em>, p. 32. (<a href=\"#30\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn32\"><\/a>32. L. LAMI, <em>Garibaldi <\/em>e <em>Anita corsari, <\/em>Milano 2002, p. 40. (<a href=\"#32\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn33\"><\/a>33. G. GARIBALDI, <em>Memorie &#8230; cit, <\/em>p. 61. (<a href=\"#33\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn34\"><\/a>34. G. ONETO, <em>L&#8217;iperitaliano &#8230; cit, <\/em>p. 29. (<a href=\"#33\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn35\"><\/a>35. G. GARIBALDI, <em>Memorie cit, <\/em>pp. 55- 56. (<a href=\"#35\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn36\"><\/a>36. M. MILANI, <em>Giuseppe Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 63. (<a href=\"#35\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn37\"><\/a>37. G. GARIBALDI, <em>Memorie cit, <\/em>p. 56. (<a href=\"#37\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn38\"><\/a>38. Ibidem, p. 56. (<a href=\"#37\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn39\"><\/a>39. M. MILANI, <em>Giuseppe Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 64. (<a href=\"#39\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn40\"><\/a>40. G. ONETO, <em>L&#8217;iperitaliano &#8230; cit, <\/em>p. 27. (<a href=\"#40\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn41\"><\/a>41. I. MONTANELLI &#8211; M. NOZZA, <em>Garibaldi. Ritratto dell&#8217;<\/em><em>Eroe dei due mondi, <\/em>Milano 2002, p. 105. (<a href=\"#40\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn42\"><\/a>42. R. CORSELLI, <em>Garibaldi, <\/em>Palermo 1933, p. 34. (<a href=\"#42\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn43\"><\/a>43. In realt\u00e0 Garibaldi aveva imposto al figlioletto il nome del padre: Domenico. Menotti, infatti, sarebbe stato rifiutato dal prete, in quanto non corrispondente al nome di un santo. Il primogenito di Garibaldi fu per\u00f2 per tutti Menotti, solo Anita, di tanto in tanto, lo avrebbe chiamato Domenico. G. SACERDOTE, <em>La vita di Giuseppe Garibaldi, <\/em>Milano 1933, p. 214; A. LUZIO, <em>Garibaldi, Cavour, Verdi. Nuova serie di studi e di ricerche <\/em><em>sulla <\/em><em>storia del Risorgimento, <\/em>Torino 1924, pp. 34-35. (<a href=\"#42\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn44\"><\/a>44. L. LAMI, <em>Garibaldi e Anita corsari&#8230; cit, <\/em>p. 220; G. ONETO, <em>L&#8217;<\/em><em>iperitaliano &#8230; cit, <\/em>p. 41. (<a href=\"#42\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn45\"><\/a>45. L. LAMI, <em>Garibaldi e Anita corsari&#8230; <\/em><em>cit<\/em>, p. 128. (<a href=\"#45\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn46\"><\/a>46. G. SACERDOTE, <em>La vita di Giuseppe Garibaldi &#8230; cit, <\/em>pp. 921-922. (<a href=\"#45\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn47\"><\/a>47. <em>Garibaldi uomo <\/em>e <em>massone, <\/em>a.c. di E. BELMONTE, Salerno 1982, p. 73. (<a href=\"#47\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn48\"><\/a>48. L. LAMI, <em>Garibaldi e Anita corsari \u2026cit, <\/em>p. 126. (<a href=\"#48\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn49\"><\/a>49. G. ONETO, <em>L&#8217;iperitaliano &#8230; cit, <\/em>p. 35. (<a href=\"#48\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn50\"><\/a>50. L. LAMI, <em>Garibaldi e Anita corsari&#8230;cit, <\/em>p. 136. (<a href=\"#48\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn51\"><\/a>51. Ibidem, p. 131. (<a href=\"#48\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn52\"><\/a>52. G. SACERDOTE, <em>La vita di Giuseppe Garibaldi &#8230; cit, <\/em>p. 922. (<a href=\"#52\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn53\"><\/a>53. A. LUZIO, <em>La Massoneria e il Risorgimento ital<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aspetti meno conosciuti fra America ed Europa dell&#8217;Eroe dei due mondi di cui si celebra il bicentenario della nascita Giuseppe Garibaldi sbarc\u00f2 a Rio de Janeiro tra il Novembre e il Dicembre del 1835, dopo una navigazione di un paio di mesi. Aveva sulle spalle una condanna a morte comminatagli l&#8217;anno precedente dal Consiglio di Guerra divisionario di Genova. 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