{"id":1719,"date":"2007-10-01T18:07:22","date_gmt":"2007-10-01T16:07:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1719"},"modified":"2023-10-16T18:13:43","modified_gmt":"2023-10-16T16:13:43","slug":"la-verita-assoluta-puo-raggiungere-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1719","title":{"rendered":"La verit\u00e0 assoluta, pu\u00f2 raggiungere l&#8217;uomo?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=43\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Domande e Risposte\" data-lazy-src=\"images\/topics\/DomRisp1.jpg\" alt=\"Domande e Risposte\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Domande e Risposte\" src=\"images\/topics\/DomRisp1.jpg\" alt=\"Domande e Risposte\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Epistolari d&#8217;Esoterismo<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei continuare sul mito delle \u00abverit\u00e0 assolute\u00bb. Da cui ripartire per poi raggiungere quello dei \u00abPortatori di verit\u00e0 assolute\u00bb che nell&#8217;umanit\u00e0, da un lato incapace e dall&#8217;altro indifesa, sono i tragici portatori dei cancri ideologici.<br \/>\nLa domanda <strong>\u00abse l&#8217;uomo non pu\u00f2 raggiungere una verit\u00e0 assoluta, pu\u00f2 quella verit\u00e0 raggiungere l&#8217;uomo?\u00bb<\/strong>, ha preso corpo dalla tua idea che \u00abla parte esoterica dell&#8217;esoterismo, \u00e8 il misticismo\u00bb. Se non baglio, il misticismo, che molti confondono con i culti carnali del devozionalismo, \u00e8 l&#8217;unica dimensione dove, in rari casi, attraverso il cuore la verit\u00e0 ha raggiunto la coscienza dell&#8217;uomo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>La verit\u00e0 assoluta, pu\u00f2 raggiungere l&#8217;uomo?<\/h3>\n<p align=\"left\">degli Autori di Esonet<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20445%2089'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/epistolari.jpg\" width=\"445\" height=\"89\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/epistolari.jpg\" width=\"445\" height=\"89\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Se l&#8217;uomo non pu\u00f2 raggiungere la verit\u00e0 assoluta,<br \/>\npu\u00f2 la stessa verit\u00e0 raggiungere l&#8217;uomo? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>16 settembre 2007<\/p>\n<p><strong>Athos A. Altomonte scrive: <\/strong><\/p>\n<p>Caro Antonio, vorrei continuare sul mito delle <em>\u00abverit\u00e0 assolute\u00bb<\/em>. Da cui ripartire per poi raggiungere quello dei <em>\u00abPortatori di verit\u00e0 assolute\u00bb <\/em> che nell&#8217;umanit\u00e0, da un lato incapace e dall&#8217;altro indifesa, sono i tragici portatori dei cancri ideologici.<\/p>\n<p>La domanda \u00abse l&#8217;uomo non pu\u00f2 raggiungere una verit\u00e0 assoluta, pu\u00f2 quella verit\u00e0 raggiungere l&#8217;uomo?\u00bb, ha preso corpo dalla tua idea che \u00abla parte esoterica dell&#8217;esoterismo, \u00e8 il misticismo\u00bb. Se non baglio, il misticismo, che molti confondono con i culti carnali del devozionalismo, \u00e8 l&#8217;unica dimensione dove, in rari casi, attraverso il cuore la verit\u00e0 ha raggiunto la coscienza dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;epistolario precedente (vedi) si era detto che la prima causa che impedisce all&#8217;uomo il raggiungimento di una verit\u00e0 totalizzante, sta nell&#8217;incapacit\u00e0 di mente e coscienza di assimilare visioni troppo superiori alle proprie caratteristiche. A questo si aggiunga che sono \u201cfiglie\u201d di una dimensione fisica dominata dal movimento, dove il pensiero \u00e8 soggetto a mutazioni continue. E ci\u00f2 vale per ogni pensiero. Anche quello filosofico e scientifico, la cui metabolizzazione spinge il pensatore ad un continuo oltrepassare se stesso.<\/p>\n<p>Sappiamo che molti limiti mentali possono essere superati, e che la coscienza pu\u00f2 essere espansa, fino a raggiungere confini assai distanti dall&#8217;epicentro originale. Ma ci\u00f2 avviene pur sempre nella stessa dimensione. Ed \u00e8 questa a determinare il limite invalicabile, che pure alcuni hanno trasceso: come? ci si domanda. Le risposte sono molteplici, e bisognerebbe cominciare con l&#8217;interrogarsi su quelle iniziaticamente pi\u00f9 attenibili. Cercando prima di capire cos&#8217;\u00e8, e come \u00e8 fatta una verit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Ma prima, due aspetti comuni tra chi \u00e8 meno preparato sulle regole della vita: confondere tra realt\u00e0 e verit\u00e0, dimenticando che la (propria) realt\u00e0 \u00e8 sempre relativa a s\u00e9 stessi. Inoltre, aspetto particolarmente eclatante, molti cercano la <em>verit\u00e0 assoluta <\/em> solo perch\u00e9 vorrebbero sostituirla alla propria realt\u00e0 che non amano, dimenticando che rifiutando la propria realt\u00e0 essi rifiutano s\u00e9 stessi. Ed \u00e8 a questo punto che sono pronti per diventare la vittima sacrificale: drogati e dipendenti del \u201cPortatore di verit\u00e0 assoluta\u201d, pronto a fornirgli l&#8217;illusione a cui aspirano.<\/p>\n<p>Una aspetto ineludibile delle \u201cverit\u00e0 assolute\u201d \u00e8 che sono indimostrabili. Inoltre, la loro caratteristica \u00e8 di essere indeformabili, immutabili e perenni. E questo significherebbe che, nella dimensione, non sono soggette alle modificazioni del tempo, e men che meno a quelle del pensiero umano. Quindi, se non incorro in errore, la seconda caratteristica \u00e8 la loro assoluta staticit\u00e0. Di qui, la seconda domanda: mai vista una verit\u00e0 immutata attraversando le ere, le culture e i poteri?<\/p>\n<p>Sono verit\u00e0 assolute quelle postulate dalle dottrine religiose, potrebbero rispondere alcuni. Confondendo, per\u00f2, la verit\u00e0 coi dogmi.<\/p>\n<p>Anche di questo abbiamo gi\u00e0 parlato, licenziando subito la supposizione che le dottrine di Dio, scritte dagli uomini, perci\u00f2 tutte in contrasto tra loro, siano veicoli di verit\u00e0 trascendente. Questo porta ad eliminare la mente come possibile medio tra la coscienza dell&#8217;uomo e le verit\u00e0 per lui incontenibili. E questo non ci ferma affatto. Capovolgendo la proposizione, torno alla domanda: ma se l&#8217;uomo non pu\u00f2 raggiungere la verit\u00e0, pu\u00f2 essa raggiungere l&#8217;uomo?<\/p>\n<p>Potrebbe essere forse il cuore il bandolo della matassa?<\/p>\n<p>Fraternamente 000 Athos<\/p>\n<p align=\"left\">17 settembre 2007<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Antonio D&#8217;Alonzo scrive: <\/strong><\/p>\n<p><em>Athos &#8211; Parto dalla domanda \u00abse l&#8217;uomo non pu\u00f2 raggiungere una verit\u00e0 assoluta, pu\u00f2 quella verit\u00e0 raggiungere l&#8217;uomo?\u00bb ; che ha preso corpo dalla tua idea che \u00abla parte esoterica dell&#8217;esoterismo, \u00e8 il misticismo\u00bb. Se non baglio, il misticismo, che molti confondono con i culti carnali del devozionalismo, \u00e8 l&#8217;unica dimensione dove, in rari casi, attraverso il cuore la verit\u00e0 ha raggiunto la coscienza dell&#8217;uomo [\u2026] <\/em><\/p>\n<p>Antonio D&#8217;Alonzo &#8211; Per prima cosa intendo spiegare il senso della mia frase sulla mistica considerata come \u00abesoterismo dell&#8217;esoterismo\u00bb.<\/p>\n<p>Esistono due tipi di mistica, la mistica dell&#8217;\u00abessenza\u00bb e la mistica dell&#8217;\u00abamore coniugale\u00bb. La prima \u2013 rappresentata storicamente in Occidente dall&#8217;assimilazione cristiana del neoplatonismo e che si concreta nel pensiero di Margherita Porete, Meister Eckhart, Suso, Taulero ed, infine, Cusano \u2013 fonda le proprie asserzioni sulla capacit\u00e0 di distacco dall&#8217;io in vista di uno stato di unione spirituale tra l&#8217;intelletto umano e quello divino. In questi autori a volte compare la parola \u00abcuore\u00bb ma, come per molte altre tradizioni spirituali, con questo termine si deve intendere il \u00abcentro\u00bb della spiritualit\u00e0, l&#8217;intelletto noetico, pi\u00f9 che la sede delle passioni e dei sentimenti.<\/p>\n<p>Si tratta di un sentimento \u00abspirituale\u00bb che trascende la brama del possesso, l&#8217;ansia dell&#8217;\u00aboggetto\u00bb anelato, tipico invece della <em>via amoris<\/em>, del secondo tipo di mistica che trova la massima espressione nel monachesimo femminile. In alcune religioni come l&#8217;induismo \u2013 ma anche in alcune forme della gnosi islamica \u2013 le due mistiche s&#8217;integrano perfettamente in un sistema in cui la forma \u00abdevozionale-coniugale\u00bb costituisce lo stadio preliminare alla \u00abmistica dell&#8217;essenza\u00bb, che rappresenta il culmine dell&#8217;ascesa. In Occidente, Platone nel <em>Simposio <\/em>e nel <em>Fedro <\/em> ha per primo introdotto la possibilit\u00e0 di arrivare alla contemplazione spirituale partendo dal desiderio sensuale. Ma l&#8217;ortodossia cattolica ha visto un pericolo nella \u00abmistica dell&#8217;essenza\u00bb e ha tollerato soltanto la \u00abmistica dell&#8217;amore coniugale\u00bb, pi\u00f9 facilmente controllabile della prima.<\/p>\n<p>Molte volte questo secondo tipo di mistica si presenta come una cattiva sublimazione della sessualit\u00e0 e dell&#8217;affettivit\u00e0 rimossa nel monachesimo femminile. L&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante si ha con Teresa d&#8217;Avila, con le sue opere e le sue \u00abestasi\u00bb sensuali immortalate da Bernini.<\/p>\n<p>Le pagine dell&#8217;<em>Autobiografia <\/em> e del <em>Castello Interiore <\/em> trasudano erotismo dissimulato sotto una parvenza di spiritualit\u00e0. Al contrario, la \u00abmistica dell&#8217;essenza\u00bb parte da un concetto semplice: se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 l&#8217;io, si supera il dualismo Creatore-creatura, e ci s&#8217;identifica con Dio. <em>L&#8217;unitas spiritus <\/em> tra il mondo e Dio, tra l&#8217;uomo e Dio, pu\u00f2 essere raggiunta solo con il distacco. In questa prospettiva non c&#8217;\u00e8 bisogno di grandi tecniche per raggiungere <em>l&#8217;unitas spiritus<\/em>, di riti, preghiere o tecniche particolari, che al contrario tendono a riprodurre la divisione dicotomica tra l&#8217;Oggetto ed il soggetto, il Creatore e la creatura, il Signore ed il servo, ecc.<\/p>\n<p>\u00c8 sufficiente distaccarsi progressivamente dall&#8217;io, tutto il resto \u00e8 un armamentario che se non serve diventa pericoloso perch\u00e9 produce nuove idolatrie. La \u00abvia\u00bb \u00e8 semplice e complessa allo stesso tempo: per Hegel la \u00abproposizione speculativa\u00bb \u00e8 quella proposizione che riesce ad inglobare gli opposti. La differenza tra l&#8217;esoterismo e la mistica, una volta assodato che entrambi mirano allo stesso scopo, \u00e8 che il primo fa un notevole uso di simboli e mitologemi per produrre l&#8217;anabasi, la seconda si \u00abspoglia\u00bb di tutto e punta dritto al traguardo. In questo senso se lo scopo \u00e8 l&#8217;<em>unitas spiritus <\/em>micro-macrocosmica, possiamo considerare la mistica come una forma di gnosi priva degli \u00aborpelli\u00bb dell&#8217;esoterismo.<\/p>\n<p>Quindi come il \u00abnucleo\u00bb, il \u00abnocciolo\u00bb, la \u00abpolpa\u00bb della gnosi, laddove l&#8217;esoterismo, con i suoi riti ed il suo simbolismo, rappresenta la \u00abbuccia\u00bb, la \u00abscorza\u00bb o il \u00abguscio\u00bb. L&#8217;interiore e l&#8217;esteriore che molte volte serviva, con il suo linguaggio velato e segreto, a proteggere dai roghi dell&#8217;ortodossia. Non si deve dimenticare che il linguaggio di \u00abchi ha occhi per vedere ed orecchie per sentire\u00bb aveva proprio una funzione difensiva nei riguardi dei guardiani del potere sacerdotale.<\/p>\n<p>Lo stesso rapporto tra il \u00abvuoto\u00bb, o la \u00abnon-dualit\u00e0\u00bb, che illumina e la forma rituale che trasmette e \u00abcontiene\u00bb l&#8217;essenza si trova anche nell&#8217;induismo e nel buddhismo mahayana. Naturalmente, un seguace dell&#8217;esoterismo ha tutto il diritto di pensare che i simboli e i riti siano qualcosa di pi\u00f9 che semplici orpelli. Ognuno deve trovare la sua strada, consona alle proprie capacit\u00e0. Con un&#8217;immagine un po&#8217;banale possiamo dire che la via mistica assomiglia ad una discesa libera con cui lo sciatore giunge dritto alla meta. L&#8217;esoterista \u00e8 pi\u00f9 simile ad uno slalomista che gira intorno ai paletti, ai simboli. Entrambi giungono al traguardo. Ma se il \u00abcentro\u00bb di una dottrina per definizione contiene un maggiore grado di universalit\u00e0 non pu\u00f2 che essere spoglio e ridotto all&#8217;essenziale, all&#8217;assenza di tutto quello che non riguarda l&#8217;immediata unione spirituale con il Principio. In questo senso ho scritto che la \u00abmistica \u00e8 l&#8217;esoterismo (il centro) dell&#8217;esoterismo\u00bb.<\/p>\n<p>Queste considerazioni, per\u00f2, servono unicamente sotto un profilo criteriologico e non risolvono interamente il problema della possibilit\u00e0 della conoscenza. La conoscenza che ricerchiamo non pu\u00f2 risolversi unicamente nella via del \u00abdistacco\u00bb. Altrimenti, basterebbe propendere in modo definitivo per la vita contemplativa e la fuga mundi. Se pensiamo che il solo fine dell&#8217;esistenza umana \u00e8 la gnosi spirituale, basta chiudere i conti con la vita mondana e rifugiarsi in qualche monastero, orientale od occidentale. Esiste un&#8217;altra forma di conoscenza che concerne la visione del mondo, in tedesco <em>weltanschauung, <\/em> con cui si apre un&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Questa visione o \u00abreality tunnel\u00bb concerne l&#8217;insieme di credenze che ci permettono di interagire con il prossimo e con noi stessi. In altre parole, definisce la nostra idea di \u00abverit\u00e0\u00bb. In questa prospettiva anche la \u00abvia del distacco\u00bb, qualora si voglia coltivare nel mondo e non nella vita ascetica \u2013 non pu\u00f2 essere perseguita nelle forme che sono state elaborate da Eckhart o da Angelus Silesius. Del resto, anche la mistica dell&#8217;<em>unitas spiritus <\/em>a sua volta si presenta come una forma contingente, un tentativo di \u00abspiritualizzare\u00bb la cruda percezione del cammino circolare dalla vita alla morte. Dalla morte provengo ed alla morte faccio ritorno: questa \u00e8 la forma \u00abatea\u00bb e materialistica dell&#8217;<em>unitas spiritus<\/em>, che posso poi \u00abaddolcire\u00bb con la teoria di un microcosmo che si fonde nel macrocosmo, di una goccia d&#8217;acqua che ritorna e si dissolve nel mare, di una scintilla di fuoco nell&#8217;incendio, ecc.<\/p>\n<p>In altre parole, il senso dell&#8217;esistenza \u00e8 gi\u00e0 in nostro possesso con la formula \u00abprovengo dalla morte e alla morte faccio ritorno\u00bb: la mistica spiritualizza questa proposizione sostituendo alla \u00abmorte\u00bb il Principio Primo, l&#8217;Uno o il Non-Essere. L&#8217;idea dell&#8217;Uno \u2013 o nella tradizione indiana, la dottrina del karma e del samsara \u2013 sono gi\u00e0 delle interpretazioni \u00abottimistiche\u00bb del senso dell&#8217;essere. Ma questo fa parte del modo in cui la \u00abverit\u00e0\u00bb si declina nelle varie epoche storiche.<\/p>\n<p><em>Athos- Un aspetto ineludibile delle \u201cverit\u00e0 assolute\u201d \u00e8 che sono indimostrabili. Inoltre, la loro caratteristica \u00e8 di essere indeformabili, immutabili e perenni. E questo significherebbe che, nella dimensione, non sono soggette alle modificazioni del tempo, e men che meno a quelle del pensiero umano. Quindi, se non incorro in errore, la seconda caratteristica \u00e8 la loro assoluta staticit\u00e0. Di qui, la seconda domanda: mai vista una verit\u00e0 immutata attraversando le ere, le culture ed i poteri? <\/em><\/p>\n<p>Antonio \u2013 Gli archetipi possono attraversare le epoche, il \u00abreligioso\u00bb pu\u00f2 ritornare: ma non sono pi\u00f9 gli stessi archetipi e non \u00e8 pi\u00f9 la stessa religiosit\u00e0. Per spiegarmi meglio, introduco due esempi desunti dalla sociologia e dalla geografia delle religioni.<\/p>\n<p>\u00c8 innegabile che oggi si manifestino, specialmente tra i giovanissimi, delle pulsioni di tipo \u00abdionisiaco\u00bb nelle ebbrezze del \u00absabato sera\u00bb. \u00abSballo\u00bb, droga, alcool, velocit\u00e0 e violenza, popolano le notti dei ventenni. Se \u00e8 corretto dire che \u00abDioniso\u00bb ritorna, non si pu\u00f2 fare a meno di osservare che non si tratta dello stesso Dioniso venerato negli antichi misteri. Si s-vela in un altro modo, ac-cade con altre caratteristiche. Si manifesta nell&#8217;elemento ludico e non in quello religioso-misterico; presenta fattori inediti come il culto cripto-futurista della velocit\u00e0, ma non si manifesta in un contesto rigidamente ritualizzato, ecc.<\/p>\n<p>Un altro esempio, legato questa volta all&#8217;islam radicale. Il salafismo seguito dai <em>born again<\/em>, dai giovani musulmani del Regno Unito o dei Paesi Bassi, si oppone nettamente alle culture islamiche originarie, ma opera una \u00abdeculturazione\u00bb avanzando la proposta di una religiosit\u00e0 forte e rigorista, depurata dai particolarismi locali. Il salafismo taglia le radici con le culture nazionali musulmane, proponendo un nuovo tipo di islam per gli immigrati di prima o seconda generazione, pur nel rispetto della tradizione. L&#8217;islam che abbiamo conosciuto finora radicava l&#8217;elemento religioso all&#8217;interno di quello culturale-nazionale: il salafismo teorizza l&#8217;emancipazione del primo fattore dal secondo. Eppure, un osservatore poco attento potrebbe essere tentato di pensare che oggi si assista ad un <em>clash <\/em> tra culture diverse.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 se non si vuole correre il rischio di vivere nel passato si deve interrogare l&#8217;orizzonte ermeneutico della propria epoca, il modo in cui il senso dell&#8217;essere accade <em>in noi e nel nostro tempo. <\/em>La metafisica si basa sulla contrapposizione di un soggetto conoscente ad un oggetto conosciuto, per poi postulare il superamento mistico del dualismo. L&#8217;errore della metafisica \u00e8 di pensare ad un oggetto-ente ipostatico nella sola dimensione del tempo presente. Ora, la coscienza (il soggetto che osserva) \u00e8 una costruzione storica, filogenetica, in divenire. Se muta il soggetto-che-osserva necessariamente muta anche l&#8217;oggetto osservato.<\/p>\n<p>La \u00abverit\u00e0\u00bb, l&#8217;oggetto contemplato, l&#8217;essente \u2013 proprio per l&#8217;evoluzione interiore della coscienza \u2013 non sussiste come ipostasi ma muta articolandosi nel divenire. La storicizzazione della coscienza storicizza anche la presunta meta-temporalit\u00e0 dell&#8217;oggetto conosciuto. L&#8217;oggetto si s-vela per il soggetto conoscente: l&#8217;evoluzione di quest&#8217;ultimo comporta lo s-velamento dell&#8217;ente che si apre allo sguardo contemplante. Il divenire e la storicit\u00e0 del concetto di \u00abverit\u00e0\u00bb conducono al superamento della vecchia metafisica dualistica dell&#8217;oggetto-di-fronte-al-soggetto.<\/p>\n<p>Il compito del pensatore \u00e8 di pensare il modo in cui si declina l&#8217;idea di \u00abverit\u00e0\u00bb nell&#8217;era della tecnica. Un&#8217;epoca in cui assistiamo al ritorno del \u00abreligioso\u00bb e del \u00absacro\u00bb in forme diverse da quelle finora conosciute, ma che sono comunque produzioni post-moderne o surmoderne.<\/p>\n<p>Il \u00absacer\u00bb \u00e8 una categoria antropologica che non ha bisogno di dei o di credenze soprannaturali, ma oltrepassa qualunque contenuto determinato ereditato dal passato. Naturalmente \u00e8 una scelta lecita quella di rifiutare la contemporaneit\u00e0 e ritornare al \u00abbrodino caldo\u00bb delle vecchie dottrine cosmologiche.<\/p>\n<p>Rifiutare il proprio tempo \u00e8 una scelta romantica e suggestiva, almeno per il singolo. Non vedo per\u00f2 un grande futuro in questa opzione quando si esercita collettivamente, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il rischio concreto di essere scavalcati dal tempo, di vivere nel passato. La sfida del pensiero, che non trema di fronte al nuovo, \u00e8 di pensare il modo in cui si declina il \u00absacro\u00bb o l&#8217;idea di \u00abverit\u00e0\u00bb nell&#8217;era della tecnica.<\/p>\n<p>17 settembre 2007<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Barbone scrive: <\/strong><\/p>\n<p>La Verit\u00e0 raggiunge e com-penetra sempre l&#8217;uomo, il problema \u00e8 essere sintonizzati sulla giusta lunghezza d&#8217;onda, detto semplicemente, ci vogliono orecchie per intendere.<\/p>\n<p>Il discorso mi pare estremamente complicato in quanto andrebbe sviluppato fra soggetti che abbiano in qualche modo \u201ctoccato\u201d questa verit\u00e0 (la stessa differenza che c&#8217;\u00e8 fra due non vedenti nel parlare di un colore) mi piace comunque proseguire facendo finta che\u2026? Verit\u00e0 che non pu\u00f2 che essere trascendente, (la verit\u00e0 nella sua perfezione continua a perfezionarsi, Dio,essere perfetto cresce in perfezione) in quanto \u00e8 al di l\u00e0 del visibile e dell&#8217;invisibile, dello spazio e del tempo del \u201cmicro e del macro\u201d.<\/p>\n<p>A causa di queste sue peculiarit\u00e0 non pu\u00f2 essere com-presa e con-tenuta se non in parte o per visione sintetica (intuito, in caso di vera iniziazione) non possono mente o coscienza com-prenderla se non nella forma detta prima. Personalmente credo che la via iniziatica porti o debba portare ad un&#8217;unione di mente, cuore e coscienza, anche se la mente la potremmo configurare con il sale alkemico <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/sale.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/sale.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript>, quindi non indispensabile ma certamente utile. (Dicono i Filosofi che per fare l&#8217;Opera basta il solo Mercurio <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2016%2028'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/rs1_03.gif\" width=\"16\" height=\"28\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/rs1_03.gif\" width=\"16\" height=\"28\" \/><\/noscript>.)<\/p>\n<p>Alla domanda che pone Athos: Potrebbe forse essere il cuore il bandolo della matassa?<\/p>\n<p>Non posso far altro che rispondere affermativamente. \u00c8 solo con l&#8217;aiuto del \u201ccuore\u201d che si arriva a \u201ctoccare e com-prendere certe cose\u201d, che non sono il risultato di lunghi studi, anzi essi potrebbero inficiarne il risultato finale. Ma torniamo al cuore con un pensiero a voce alta: perch\u00e9 chiamiamo cuore questa cosa che non \u00e8 certo l&#8217;organo fisico? Per la funzione e la posizione (come il cuore fisico centrale) che questo tipo di \u201cessenza\u201d possiede o solo per le sue qualit\u00e0? \u00c8 il Fuoco segreto che ne permette l&#8217;attivazione? Se s\u00ec cos&#8217;\u00e8 esattamente questo Fuoco? Di una cosa sono certo: La Verit\u00e0 vibra perennemente fuori e dentro di noi, bisogna saperla leggere. Non \u00e8 possibile leggere uno spartito musicale se non si conosce la musica.<\/p>\n<p>000 Giuseppe<\/p>\n<p align=\"left\">18 settembre 2007<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Antonio scrive: <\/strong><\/p>\n<p><em>Athos &#8211; Questo porta ad eliminare la mente come possibile medio tra la coscienza dell&#8217;uomo e verit\u00e0 per lui incontenibili. Ma questo non ci ferma affatto. E capovolgendo la proposizione, torno alla domanda: ma se l&#8217;uomo non pu\u00f2 raggiungere la verit\u00e0, pu\u00f2 essa raggiungere l&#8217;uomo? Potrebbe forse essere il cuore il bandolo della matassa? <\/em><\/p>\n<p>Riprendo l&#8217;idea di Athos, per riflettere sulla possibilit\u00e0 che la \u00abverit\u00e0\u00bb possa raggiungere l&#8217;uomo <em>malgrado <\/em>l&#8217;uomo: vale a dire, nonostante i limiti ontologici della dimensione antropologica. Limiti che riguardano l&#8217;impossibilit\u00e0 di trascendere il fenomenico, essendo la soggettivit\u00e0 umana \u00abimmersa\u00bb nel mondo, \u00abgettata\u00bb in una visione collettiva di cui \u00e8 parte integrante. Se l&#8217;uomo \u00e8 parte integrante del mondo, del \u00abtunnel\u00bb che definisce la nostra percezione della realt\u00e0, come pu\u00f2 realizzare la visione solitaria in grado di percepire dall&#8217;esterno il Tutto? Pu\u00f2 la parte liberarsi dall&#8217;insieme?<\/p>\n<p>\u00c8 il problema del metalinguaggio (linguaggio in grado di descrivere il funzionamento e le dinamiche del linguaggio) ed anche dello scacco esistenziale della morte. Per svelare l&#8217;arcano mistero della morte si deve morire, non si pu\u00f2 sapere nulla con certezza della morte finch\u00e9 si \u00e8 vivi (anche se vi \u00e8 una vasta letteratura sulla \u00abquasi morte\u00bb che reca conforto all&#8217;anima, non \u00e8 possibile scartare l&#8217;idea che al momento del trapasso il cervello produca delle visioni programmate per lenire il pathos del trapasso).<\/p>\n<p>La mistica offre piuttosto la possibilit\u00e0 della reintegrazione della monade individuale nell&#8217;oceano cosmico e la conseguente liberazione dalle catene del samsara. Tuttavia, la liberazione sembra impegnare diversi cicli di rinascite e forse \u00e8 al di fuori della portata dell&#8217;uomo contemporaneo, occidentale ed orientale. La dottrina della \u00abTerra Pura\u00bb del buddhismo mahayana, ad esempio, \u00e8 scettica sulla possibilit\u00e0 di diventare un bodhisattva o un arhat per gli uomini dell&#8217;et\u00e0 oscura (il \u00abbodhisattva\u00bb \u00e8 colui che, pur avendo ottenuto la liberazione, rinuncia al nirvana per aiutare tutti gli esseri ad ottenerla a loro volta. L&#8217;\u00abarhat\u00bb, invece, una volta realizzata la moksha, si libera dal karma e non ritorna pi\u00f9 nel samsara). La dottrina della \u00abTerra Pura\u00bb (o \u00abamidismo\u00bb) postula che la massima possibilit\u00e0 (pongo l&#8217;accento sulla parola \u00abmassima\u00bb) sia di ottenere una rinascita favorevole al tempo di Maitreya, il futuro bodhisattva.<\/p>\n<p>Se la difficolt\u00e0 \u00e8 proibitiva per un buddhista cinese o vietnamita, come pu\u00f2 l&#8217;uomo occidentale contemporaneo con i suoi Suv e le sue villette a schiera, ambire a questi traguardi?<\/p>\n<p>Credo che sia preferibile assumere l&#8217;atteggiamento prudente del \u00abviandante\u00bb, in cammino verso un traguardo che non riesce a intravedere. Tuttavia se la mistica non \u00e8 per tutti e non \u00e8 possibile elaborare una sorta di \u00abmetalinguaggio\u00bb finch\u00e9 si \u00abvive\u00bb dentro la <em>langue <\/em>ordinaria, la possibilit\u00e0 di elaborare una metateoria, o metafisica, adatta all&#8217;era contemporanea passa attraverso un nuovo tipo di linguaggio e, di conseguenza, di pensiero.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, negli ultimi due secoli si \u00e8 creduto, contro Platone, che la parola poetica recasse in s\u00e9 poteri demiurgici e divinatori. Da Novalis a Rimbaud, da Paul Val\u00e9ry a Heidegger, che non era un poeta, ma un pensatore, il linguaggio \u00abpoetante\u00bb ha tentato di pronunciare la parola \u00absegreta\u00bb, il \u00absacro\u00bb, l&#8217;\u00abessere\u00bb. Tentativo che non \u00e8 stato perseguito soltanto dalla poesia, ma anche dalle avanguardie artistiche e letterarie del Novecento: si pensi ad esempio all&#8217;esperienza surrealista o ai \u00abflussi di coscienza\u00bb dell&#8217;<em>Ulisse <\/em>di Joyce. O alla psicoanalisi di Lacan.<\/p>\n<p>Il tentativo di elaborare un linguaggio ed una ragione \u00abaltra\u00bb \u00e8 ancora aperto e trova nuova linfa dagli studi sull&#8217;immaginario, introdotti in Francia da G. Durand. Di \u00abimmaginale\u00bb aveva gi\u00e0 parlato Corbin che presentando le dottrine dei \u00abplatonici di Persia\u00bb, gli <em>ishr\u0101q\u012by\u016bn<\/em>, la gnosi di Sohravard\u012b e la mistica d&#8217;Ibn \u2018Arab\u012b, aveva introdotto una dimensione mediana e mediatrice tra il mondo intelligibile ed il mondo sensibile: il mundus imaginalis.<\/p>\n<p>Da qualche anno, Durand si dedica ad elaborare un&#8217;antropologia dell&#8217;immaginario che contempla survivals delle dottrine esoteriche. Un tentativo interessante di armonizzare l&#8217;immaginario \u00abmitico-magico\u00bb con le possibilit\u00e0 che la tecnica contemporanea dischiude \u00e8 presente anche nel neopaganesimo. Lo sciamanismo metropolitano, il tecnopaganesimo, la \u00abmediomanzia\u00bb, ecc.<\/p>\n<p>Sono proposte interessanti che devono essere vagliate attentamente, in quanto aiutano a superare il vecchio dualismo novecentesco tra la tecnica e la spiritualit\u00e0. Il difetto del tecnopaganesimo, a mio avviso, \u00e8 di non riuscire <em>ancora <\/em> a riflettere attentamente sui propri fondamenti. Ma questa considerazione non m&#8217;impedisce di seguirne attentamente i possibili sviluppi. Cos\u00ec come altre possibilit\u00e0 sono offerte dal cyberspazio, dai mondi virtuali, dall&#8217;interazione degli avatar in Second Life.<\/p>\n<p>Se poi quest&#8217;ultima continuer\u00e0 sulla falsariga commerciale che ne sta contraddistinguendo i primi passi, questa possibilit\u00e0 scemer\u00e0. Ma in definitiva, credo che il futuro della spiritualit\u00e0 sia nell&#8217;intreccio tra cyberspazio, multidimensionalit\u00e0 e survivals \u00abmagico-esoterici\u00bb. \u00c8 qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 in corso e non pu\u00f2 essere fermato. Anche noi, non a caso, stiamo discutendo di esoterismo e mistica attraverso la Rete.<\/p>\n<p>Nel Web ci sono decine di gruppi neopagani che indirizzano l&#8217;energia nel cyberspazio. Questa spiritualit\u00e0 \u00abopen source\u00bb si dovr\u00e0 confrontare con il fondamentalismo religioso.<\/p>\n<p>Non vedo un grande futuro, invece, per le aggregazioni religiose tradizionali. La sfida della filosofia \u00e8 di pensare l&#8217;intreccio tra visione e pensiero, il modo in cui una nuova forma di pensiero intrecciata all&#8217;immagine pu\u00f2 avvenire. Questo perch\u00e9 l&#8217;\u00abanimismo\u00bb tecnopagano va benissimo: ma il pensiero non pu\u00f2 rinunciare all&#8217;interrogare. Comunque, l&#8217;interrogare si dovr\u00e0 muovere all&#8217;interno dello scenario della realt\u00e0 multidimensionale, dischiusa dalla scienza e dalla tecnica.<\/p>\n<p>000 Antonio <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Epistolari d&#8217;Esoterismo Vorrei continuare sul mito delle \u00abverit\u00e0 assolute\u00bb. 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