{"id":1725,"date":"2007-09-29T16:20:22","date_gmt":"2007-09-29T14:20:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1725"},"modified":"2023-11-04T10:47:11","modified_gmt":"2023-11-04T09:47:11","slug":"larca-perduta-e-larco-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1725","title":{"rendered":"L&#8217;Arca Perduta e l&#8217;Arco Reale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=42\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Massoneria\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Massoneria1.jpg\" alt=\"Massoneria\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Massoneria\" src=\"images\/topics\/Massoneria1.jpg\" alt=\"Massoneria\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Il Nome e la Parola<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante gli studi ormai centenari dell&#8217;A.Q.C. le origini del grado di Maestro e soprattutto l&#8217;origine dei rituali massonici, cos\u00ec come li conosciamo, costituiscono un mistero, ben pi\u00f9 reale di quelli, oltremodo fasulli, che gli autori della Chiave di Hiram hanno inventato.<br \/>\n\u00c8 stata analizzata l&#8217;ipotesi che i \u201cModerns\u201d, non conoscendo il grado di Maestro, non potevano quindi aver cognizione dell&#8217;Arco Reale. Gli \u201cAntiens\u201d, hanno il merito di aver preservato dall&#8217;oblio, attraverso la grande diatriba che divise la Massoneria del XVIII secolo, un rituale che forse faceva parte della Massoneria originaria.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>L&#8217;Arca Perduta e l&#8217;Arco Reale<\/h3>\n<p align=\"left\">di Vittorio Vanni<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u201cEsso \u00e8 il Nome del presente, futuro ed eterno inconoscibile Iddio perfettissimo, il Quale trova in S\u00e9 stesso il Suo principio e la Sua causa, ed \u00e8 il Principio e la causa dell&#8217;esistenza di tutte le altre creature. Cosicch\u00e9 Egli \u00c8, ci\u00f2 che Egli ERA, ed ERA, ci\u00f2 che Egli \u00c8 e rimarr\u00e0 allo stesso tempo CI\u00d2 CHE EGLI ERA e CI\u00d2 CHE EGLI \u00c8, in perpetuo, poich\u00e9 tutte le creature dipendono dalla Sua forza e dalla Sua potenza.\u201d <\/em><\/p>\n<p align=\"right\">Dalla Cerimonia d&#8217;esaltazione dell&#8217;Arco Reale.<\/p>\n<h4>Il Nome e la Parola<\/h4>\n<p>Nonostante gli studi ormai centenari dell&#8217;A.Q.C. le origini del grado di Maestro e soprattutto l&#8217;origine dei rituali massonici, cos\u00ec come li conosciamo, costituiscono un mistero, ben pi\u00f9 reale di quelli, oltremodo fasulli, che gli autori della <em>Chiave di Hiram <\/em> hanno inventato.<\/p>\n<p>\u00c8 stata analizzata l&#8217;ipotesi che i \u201cModerns\u201d, non conoscendo il grado di Maestro, non potevano quindi aver cognizione dell&#8217;Arco Reale. Gli \u201cAntiens\u201d, hanno il merito di aver preservato dall&#8217;oblio, attraverso la grande diatriba che divise la Massoneria del XVIII secolo, un rituale che forse faceva parte della Massoneria originaria. Ma se esamina i rituali Emulation ed affini, (Oxford, Bristol), nella parte dell&#8217;installazione dei Maestri in Cattedra, quelli dell&#8217;Arco Reale e del Mark Mason&#8217;s Master, non possiamo non vedere un&#8217;inquietudine di fondo, quella della perdita d&#8217;importanti cognizioni della conoscenza fondamentale della Massoneria, della irregolarit\u00e0, cui si cerca di rimediare, della Maestria Massonica stessa. Ma quest&#8217;inquietudine non \u00e8 altro che una forma di reazione alle innovazioni del \u201cModerns\u201d cui gli \u201cAntiens\u201d non hanno potuto opporre che delle parole e dei misteri sostituitivi.<\/p>\n<p>Conosciamo bene, dagli stessi documenti pubblicati dall&#8217;A.Q.C. lo sdegno dei Massoni operativi di fronte alle innovazioni della Gran Loggia di Londra, che, ritualmente, non erano che accettazioni pragmatistiche dei rituali degli \u201cAntiens\u201d. La stessa leggenda Hiramitica era tacciata di magia e necromanzia dai vecchi massoni, che affermavano che i loro padri e i loro nonni non avevano mai sentito parlare di questa \u201cindegnit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Da una parte i semplici rituali primitivi, con il giuramento, la lettura dei catechismi e la rivelazione dei segni di riconoscimento. Dall&#8217;altra, l&#8217;innovazione tutta organizzativa, statutaria ed illuminista della Gran Loggia di Londra.<\/p>\n<p>Ma dove si pu\u00f2 collocare l&#8217;astrazione simbolica e metafisica dei rituali pi\u00f9 colti, pi\u00f9 arcani che dal 1717 al 1730 si imposero prima negli \u201cAntiens\u201d e poi nei \u201cModerns\u201d? L&#8217;incertezza sulla natura dei rituali del terzo grado, e della loro conferma attraverso il M.M.M., l&#8217;installazione dei Maestri in Cattedra e l&#8217;Arco Reale, che insistono sulla \u201cperdita\u201d della Parola e del Nome e su quella dei segni di riconoscimento primitivi, \u00e8 patente. L&#8217;A.Q.C. ha rastrellato ogni documento possibile senza arrivare a conclusioni certe.<\/p>\n<p>In questo quadro, l&#8217;unico modo per formulare delle ipotesi \u00e8 la comparazione con la ritualit\u00e0 universale, di cui quella massonica \u00e8 solo un&#8217;importante branca; il rituale cabalistico della creazione del Golem ha molte affinit\u00e0 con la ritualit\u00e0 del \u201csollevamento\u201d di Hiram.<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Ecco il racconto della sua creazione secondo fonti ebraiche [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]:<\/p>\n<p><em>\u00abCome il Maharal cre\u00f2 il Golem. Il Maharal fece in sogno una richiesta per sapere con quale forze potesse combattere contro il parroco [ostile e nemico degli ebrei]. Ebbe la seguente risposta dal cielo e in forma di un acrostico alfabetico [secondo l&#8217;alfabeto ebraico] Ata Bero Golem Dabbek Ha-chemer. We-tigsor Zedim Chabbel Torfe Ysrael [Tu Crea un Golem, Impasta l&#8217;Argilla. E Abbatti gli Empi, Debella coloro che Straziano Israele]. Disse a questo proposito il Maharal: in queste dieci parole ci sono combinazioni [di lettere] grazie alla qual potenza si pu\u00f2 sempre creare dal fango un Golem animato. Maharal chiam\u00f2 poi in segreto il genero, Yitzchak ben Shimshon ha-Cohen e il suo migliore allievo, Ya&#8217;akov ben Chay-yim Sasson ha-Levi, e mostr\u00f2 loro la risposta del cielo ricevuta in sogno. E li mise a parte del segreto della creazione del Golem, che doveva nascere dall&#8217;argilla della polvere della terra. Disse loro che voleva prenderli con s\u00e9\u201a perch\u00e9\u201a lo aiutassero a creare il Golem; infatti, c&#8217;era bisogno delle quattro forze contenute nei quattro elementi fondamentali, cio\u00e8 fuoco, aria, acqua e terra. Di se stesso il Maharal disse che era nato con la forza dell&#8217;elemento aria, suo genero con quella del fuoco e il suo allievo con quella dell&#8217;acqua [mentre il Golem avrebbe contribuito con l&#8217;elemento terra], perci\u00f2 la creazione del Golem poteva essere realizzata solo da loro tre. Ordin\u00f2 loro di non rivelare ad alcuno il segreto, e gli impose dei tikkun [cio\u00e8\u201a esercizi espiatori e meditazioni cabbalistiche] e un comportamento adeguato durante i sette giorni successivi. Nell&#8217;anno 5340 [1580], nel ventesimo giorno del mese d&#8217;Adar, alle quattro di mattina, andarono tutti e tre fuori della citt\u00e0 di Praga fino al fiume Moldava. Sulla riva del fiume cercarono e trovarono un posto dove ci fosse argilla e fango. Tracciarono nel fango la figura di un uomo, lunga tre cubiti. Disegnarono volto, mani e piedi di un uomo sdraiato sul dorso. Poi si misero tutti e tre ai piedi del Golem, con i loro volti rivolti verso il suo. Anzitutto il Maharal ordin\u00f2 al genero di fare sette giri intorno al Golem, iniziando da destra per arrivare dalla parte sinistra. Al tempo stesso gli dette delle combinazioni di lettere che doveva pronunciare compiendo questi giri. Terminati i setti giri, il corpo del Golem divent\u00f2 rosso come carbone ardente. Poi il Maharal ordin\u00f2 al suo allievo Ya&#8217;akov Sasson di girare anche lui, sette volte, attorno al Golem e gli dette altre combinazioni di lettere. Quand&#8217;ebbe finito, il fuoco si spense perch\u00e9\u201a ora nel corpo del Golem era entrata l&#8217;acqua e da lui si levarono dei vapori. Si copr\u00ec di peli come un trentenne e sulle punte delle dita gli crebbero le unghie. Alla fine anche il Maharal fece sette giri intorno al Golem, dopodich\u00e8 tutti e tre pronunciarono il versetto della scrittura \u201cSoffi\u00f2 nelle sue narici un alito di vita e l&#8217;uomo divenne un essere vivente\u201d (Gn 2,7), perch\u00e9\u201a anche nel respiro devono coesistere fuoco, acqua e aria, com&#8217;\u00e8 detto nel Sepher Yezir\u00e0 [Libro della Creazione]. Allora il Golem apr\u00ec gli occhi e li guard\u00f2 stupito. E il Maharal grid\u00f2 con voce incalzante. \u201cAlzati!\u201d E il Golem con un movimento brusco si lev\u00f2 in piedi. Allora lo rivestirono con degli abiti che avevano portato seco, abiti adatti ad un inserviente del tribunale. E ai piedi gli infilarono delle scarpe. In breve era divenuto un uomo come gli altri, vedeva, udiva e capiva, solo non poteva parlare. E alle sei di mattina, ancor prima che facesse giorno, i quattro se n&#8217;andarono a casa [&#8230;]\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Questa versione della creazione del Golem da parte del Maharal-mi-Prag, il Grande Maestro di Praga Jehuda ben Bezalel, il Rabbi Low, detto il \u201cdoppio Leone\u201d, deriva da una raccolta di storie chassidiche in yiddish-ebraico di Yehuda Yudel Rosemberg (1909). Le affinit\u00e0 con i rituali massonici in 1\u00b0 e 3\u00b0 grado sono di per s\u00e9 evidenti.<\/p>\n<p>La cabala (come del resto l&#8217;ermetismo e l&#8217;astrologia) affermano che l&#8217;uomo, come la materia universale, \u00e8 composto di quattro elementi, nella cui unione e nei cui contrasti risiede l&#8217;essenza della materia della terra, del fuoco, dell&#8217;acqua e della terra. Vi sono uomini e cose nelle quali si legano il fuoco e l&#8217;aria oppure l&#8217;aria e la terra, e persino il fuoco con l&#8217;acqua La prevalenza di un elemento sull&#8217;altro dona all&#8217;uomo o ad una cosa, la sua caratteristica elementale.<\/p>\n<p>Nel rituale cabalistico della creazione del Golem, cos\u00ec come nell&#8217;iniziazione massonica la terra \u00e8 presente, elementarmente, ma non ha una parte attiva. Infatti, la terra \u00e8 elemento statico, passivo, che gli altri elementi, mobili ed attivi devono attivare, vivificare. La deambulazione \u00e8 antioraria. In Massoneria il senso della deambulazione si vuol definire per tradizione, o meglio per consuetudini o, peggio, per ricordi personali.<\/p>\n<p>La questione si complica per il fatto che le varie comunioni nazionali hanno spesso diverse consuetudini per la deambulazione, senza avere, tuttavia, la cognizione della causa per cui si deve deambulare in senso solare-orario o in senso polare o antiorario.<\/p>\n<p>La ritualit\u00e0, come s&#8217;evince dalla tradizione universale, ha le stesse regole <em>semper et ubique <\/em> essendo un archetipo innato in tutti gli uomini, indipendentemente dal tempo e dallo spazio. I parametri di giudizio in tal senso sono di un&#8217;estrema semplicit\u00e0. La ritualit\u00e0 \u00e8 stata creata dall&#8217;uomo attraverso l&#8217;osservazione e l&#8217;imitazione della natura e dell&#8217;universo, nell&#8217;intenzione di partecipare coscientemente all&#8217;opera dell&#8217;Altissimo, incomprensibile ed inconoscibile nella sua essenza, ma intuibile nella sua sostanza di macrocosmo e di macroantropo.<\/p>\n<p>Le costanti rituali di tempo, luogo e modo seguono i ritmi cosmici, le energie terrestri e celesti e le modalit\u00e0 con le quali queste si rivelano nella natura o perlomeno nel modo con il quale gli antichi immaginavano si rivelassero. Il fondamento scientifico o meno di queste teorie non ha alcun&#8217;importanza. La deambulazione oraria segue il corso apparente del Sole attorno alla Terra, ma quest&#8217;apparenza ha segnato archetipicamente le concezioni umane inducendole ad elaborarsi una struttura psichica ed animica che \u00e8 ancora quella dell&#8217;uomo d&#8217;oggi.<\/p>\n<p>Questa struttura crea idee, sogni, miti, misteri, che a loro volta producono storia e quindi realt\u00e0 fisica e metafisica assieme. L&#8217;uomo ha colto affinit\u00e0 fra il cosmo e la sua sostanza con quella della sua materialit\u00e0, affinit\u00e0 che s&#8217;influenzano a vicenda imprimendosi una segnatura.<\/p>\n<p>La conoscenza di queste segnature, secondo regole sia logiche sia intuitive forma la scienza analogica, senza la quale \u00e8 impossibile la comprensione del pensiero antico cos\u00ec come ci \u00e8 stato tramandato. Il fondamentale parametro di comprensione rituale \u00e8 appunto quello dell&#8217;analogia, il come se, che \u00e8 vero e falso nel contempo, secondo il relativo punto di vista dell&#8217;osservazione interiore.<\/p>\n<p>L&#8217;irrazionalismo, contestato dal materialismo e dal positivismo non \u00e8 sintomo dell&#8217;irrazionalit\u00e0 del suo fruitore, ma la libera e superiore scelta di usare la razionalit\u00e0, la logica, l&#8217;intuizione o l&#8217;immaginazione secondo la necessit\u00e0 o l&#8217;opportunit\u00e0 contingente.<\/p>\n<p>Esaminata da un corretto punto di vista analogico la deambulazione, come ogni altro procedimento rituale, \u00e8 un procedimento simbolico che produce un effetto reale su tutti i piani dell&#8217;uomo, fisici o para-fisici che siano.<\/p>\n<p>Secondo gli antichi concetti, infatti, la corsa notturna del sole ha un procedimento inverso che produce il fenomeno ed il miracolo di una nuova alba, nel banale e sublime concetto d&#8217;apertura e chiusura di un&#8217;esperienza umana che \u00e8 comunque cosmica, il ritmo di nascita-morte-rinascita. Il rito dell&#8217;esperienza analogica di rinascita, di ritorno ad una vita reale, nel suo svolgersi, necessita della deambulazione antioraria, ma pu\u00f2 essere orario per altre finalizzazioni simboliche.<\/p>\n<p>Nel rituale cabalistico l&#8217;elementalit\u00e0 \u00e8 personale, nel senso che le qualit\u00e0 elementali sono quelle personali e quindi effettive. Nel rituale massonico le qualit\u00e0 elementari sono convenzionali o virtuali in quanto si attribuisce al M.V. il fuoco, al 1\u00b0 Sorv. l&#8217;acqua, al 2\u00b0 l&#8217;aria. Le circuambulazioni dei tre cabalisti servono a delimitare uno spazio sacro, una teofania in cui si presenti la presenza e la manifestazione del divino.<\/p>\n<p>In questa rituale, infatti, non sono \u2013 come del resto nel rituale massonico \u2013 le energie umane che producono vita nell&#8217;umano humus, ma la Schekin\u00e0 [o la presenza del GADU], evocata dalla recita analogica del versetto del Genesi con cui l&#8217;Altissimo diede vita ed anima ad Adamo. Cos\u00ec come nelle antiche religioni, nella cabala e in Massoneria \u00e8 la coscienza, e l&#8217;uso dello Shem, la parola che \u00e8 Verbo, che determina la discesa di un&#8217;influenza spirituale, il contatto possibile fra l&#8217;uomo e il piano divino.<\/p>\n<p>Golem significa, informe, [e la Terra era informe e vuota&#8230;] abbozzo, ma ha anche significato di caverna, matrice, utero, membrana umida ed avvolgente, ed \u00e8 il simbolo della incompletezza e dell&#8217;imperfezione dell&#8217;uomo, ma nel contempo della sua potenzialit\u00e0 (passiva) di generare spiritualmente, quando lo Jod del Divino, penetra nella sua H\u00e9 umana. L&#8217;iniziazione \u00e8 quindi, potenzialmente, la possibilit\u00e0 di superare in s\u00e9 il principio d&#8217;imperfezione onnipresente nel creato.<\/p>\n<p>Il Sepher Yetzir\u00e0 narra che quando le Lettere si presentarono all&#8217;Altissimo, l&#8217;Aleph, che \u00e8 principio primo, per umilt\u00e0 si present\u00f2 per ultima. Ma, per questa sua umile grandezza, fu elevata al secondo posto, dopo la Beth, che \u00e8 principio secondo, dualit\u00e0 e quindi imperfezione in quanto, seguendo la contrapposizione degli opposti, impedisce, gi\u00f9 nel modo dell&#8217;emanazione, la visione e la comprensione dell&#8217;Uno, l&#8217;ombra dell&#8217;Altissimo.<\/p>\n<p>I Rituali massonici si costituirono spontaneamente, dal 1717 al 1730, deplorati da quegli operativi che non conoscendo il mito Hiramitico, si scandalizzavano che fossero stati introdotti nelle Officine dei riti \u201cnegromantici\u201d.<\/p>\n<p>Vi sono delle affinit\u00e0, appena accennate nella bibliografia massonica, fra la ritualit\u00e0 latomistica cos\u00ec come si venne formando nei primi decenni del \u2018700, e quella cabalistica, soprattutto in quella forse leggendaria che attribuivano al grande Rabbi Low, e che la difficolt\u00e0 di reperimento e traduzione impediscono di mettere in luce.<\/p>\n<p>Potrebbe inoltre essere utile, da questo punto di vista, il materiale messo in evidenza dalla storica Francis Yates nella sua trilogia sull&#8217;Illuminismo Rosicruciano ed i suoi contatti storici in Inghilterra, Germania ed Olanda con le comunit\u00e0 ebraiche. Per sintetizzare la realt\u00e0 rituale della Massoneria, \u00e8 quindi necessario analizzare un materiale pi\u00f9 vasto di quello che \u00e8 stato finora raccolto. I \u201cmisteri\u201d dell&#8217;Arco Reale sono ben pi\u00f9 profondi di quelli che la volgarit\u00e0 contingente gli vuole attribuire. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Nota<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Abreg\u00e9 da: Kafka e la Cabbal\u00e0 di Karl E.Grozinger, Giuntina, Firenze, 1993, pgg.142\/143 citazione tratta da \u201cJudische Wundermanner\u201d di K.E. Grozinger pgg. 205-219. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Nome e la Parola Nonostante gli studi ormai centenari dell&#8217;A.Q.C. le origini del grado di Maestro e soprattutto l&#8217;origine dei rituali massonici, cos\u00ec come li conosciamo, costituiscono un mistero, ben pi\u00f9 reale di quelli, oltremodo fasulli, che gli autori della Chiave di Hiram hanno inventato. \u00c8 stata analizzata l&#8217;ipotesi che i \u201cModerns\u201d, non conoscendo il grado di Maestro, non potevano quindi aver cognizione dell&#8217;Arco Reale. 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