{"id":1728,"date":"2007-09-26T18:55:22","date_gmt":"2007-09-26T16:55:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1728"},"modified":"2023-09-29T20:30:57","modified_gmt":"2023-09-29T18:30:57","slug":"la-questione-della-laicita-nella-scuola-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1728","title":{"rendered":"La questione della laicit\u00e0 nella scuola pubblica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\" data-wplink-edit=\"true\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Nell&#8217;accezione generale per laicit\u00e0 si intende l&#8217;autonomia di una realt\u00e0, quale essa sia, dal potere religioso o da qualunque altro potere ideologico, concetto che trasferito ad una struttura politica come l&#8217;impianto di uno stato, o amministrativa, ne esprime la volont\u00e0 di sostanziarsi in modo autonomo nei suoi principi e valori costituenti rispetto ad una qualsiasi autorit\u00e0 esterna che ne potrebbe determinare, compromettere o perlomeno influenzare l&#8217;azione.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>La questione della laicit\u00e0 nella scuola pubblica<\/h3>\n<p align=\"left\">di Marcella Matelli<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Il dibattito sul principio della laicit\u00e0 echeggia dal profondo delle nostre coscienze. Ci riporta alla nostra coesione nazionale, allo nostra attitudine a vivere insieme, alla nostra capacit\u00e0 di riunirci sull&#8217;essenziale. La laicit\u00e0 \u00e8 inscritta nelle nostre tradizioni. \u00c8 nel cuore della nostra identit\u00e0 repubblicana.<\/p>\n<p>Oggi non si tratta n\u00e9 di rifondarla, n\u00e9 di modificarne le frontiere. Si tratta di farla vivere restando fedeli agli equilibri che noi abbiamo saputo creare e ai valori della Repubblica. Questo tema ben difficilmente lo possiamo affrontare appieno o in maniera esaustiva. La questione della laicit\u00e0 va intesa come principio costitutivo di uno stato democratico.<\/p>\n<p>Di fatto, ci sono troppi risvolti e altrettanti chiavi di lettura sulle quali sarebbe doveroso porre l&#8217;accento, ma per ragioni oggettive ritengo opportuno focalizzare.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso appare comunque indispensabile indugiare su alcuni cenni storici e giuridici che attengono alle sorti del nostro paese.<\/p>\n<p>In questo non intendo in alcun modo porre in discussione il diritto ad esistere di qualunque chiesa ivi incluso quello della promozione ad ogni livello dell&#8217;azione di propaganda delle proprie credenze, riti, atti di culto. Vedr\u00f2 dunque di fissare alcuni punti di partenza per sviluppare il tema.<\/p>\n<p>Nell&#8217;accezione generale per laicit\u00e0 si intende l&#8217;autonomia di una realt\u00e0, quale essa sia, dal potere religioso o da qualunque altro potere ideologico, concetto che trasferito ad una struttura politica come l&#8217;impianto di uno stato, o amministrativa, ne esprime la volont\u00e0 di sostanziarsi in modo autonomo nei suoi principi e valori costituenti rispetto ad una qualsiasi autorit\u00e0 esterna che ne potrebbe determinare, compromettere o perlomeno influenzare l&#8217;azione.<\/p>\n<p>Visti questi presupposti uno stato laico si configura anche come assenza di un&#8217;ideologia dominante in tutta l&#8217;opera di governo.<\/p>\n<p>La maggiore o minore laicit\u00e0 di uno Stato si rende agevolmente valutabile se teniamo conto di alcuni criteri:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">la legittimit\u00e0 di uno Stato laico non \u00e8 subalterna rispetto ad altri poteri, come istituzioni religiose o partiti politici; ad esempio, \u201clo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani\u201d si legge nell&#8217;art. 7 della Costituzione.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">uno Stato laico rifugge da qualsiasi mitologia ufficiale, ideologia o religione di Stato;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">uno Stato laico \u00e8 imparziale rispetto alle differenti religioni e ideologie presenti al suo interno, e garantisce l&#8217;eguaglianza giuridica di tutti i cittadini, senza discriminarli sulla base delle loro convinzioni e fedi;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">uno Stato laico riconosce e tutela i diritti di libert\u00e0 di tutti i suoi cittadini: libert\u00e0 di pensiero, di parola, di riunione, di associazione, di culto, ecc., compatibilmente con le proprie leggi e ordinamenti;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">le leggi di uno Stato laico non devono essere ispirate a dogmi o altre pretese ideologiche di alcune correnti di pensiero, ma devono essere mosse dal fine di mantenere la giustizia, la sicurezza e la coesione sociale dei suoi cittadini.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Questi criteri di valutazione, rispecchiano i principi contenuti nel dettato costituzionale e ritengo sia evidente a tutti la necessit\u00e0 di aderirvi incondizionatamente al fine di non tradirne la natura degli enunciati.<\/p>\n<p>Vedremo poi, con altrettanta evidenza, come rispetto ai postulati si sono mossi nel corso degli anni Stato e Chiesa.<\/p>\n<p>Il dibattito sulla laicit\u00e0, in Italia, vive corsi e ricorsi storici ma si \u00e8 riacceso negli ultimi anni prevalentemente attorno alla regolamentazione di alcuni temi, tra i quali:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">la presenza o meno di simboli religiosi negli edifici pubblici di propriet\u00e0 statale,<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">la possibilit\u00e0 o meno di fare riferimento nelle dichiarazioni ufficiali ad alcuna fede,<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">la possibilit\u00e0 o meno dell&#8217;insegnamento di una o pi\u00f9 religioni nelle scuole pubbliche,<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">\u2022<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">la possibilit\u00e0 di regolamentare alcuni temi eticamente sensibili, come il divorzio, l&#8217;aborto, la fecondazione medicalmente assistita, le unioni civili per coppie eterosessuali e omosessuali, l&#8217;eutanasia, prescindendo o meno dalle convinzioni etiche pi\u00f9 restrittive di una parte del Paese.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Va da s\u00e9, e chiunque lo pu\u00f2 verificare tutti i giorni, come la Chiesa Cattolica apostolica romana, diversamente da altre confessioni occidentali, sia impegnata a diffondere i propri dictat su ciascuno di questi temi per bocca di rappresentanti autorevoli, di varie Eminenze in primis, di impeccabili teologi, di teocon, teodem, di convertiti e conversi dell&#8217;ultima ora che folgorati sulla via di Damasco come Saulo, si affannano nella rincorsa ad assicurarsi i favori del Sacro soglio inchinandosi a baciare l&#8217;anello, col capo cosparso di cenere.<\/p>\n<p>Una lunga teoria di professi che affollano trasmissioni radio televisive sgomitando nei dibattiti per collocarsi in linea con l&#8217;ultimo proclama papalino.<\/p>\n<p>Quello che, a mio avviso, appare palese \u00e8 l&#8217;intendimento da parte della chiesa cattolica a condizionare la vita culturale, politica sociale di uno stato che mostra tutte le fragilit\u00e0 di una decadenza di valori civici, e un intelletto collettivo affetto da deprivazione nei confronti della credibilit\u00e0 delle istituzioni.<\/p>\n<p>Ogni giorno aumenta in quantit\u00e0, ma non in qualit\u00e0, l&#8217;impudicizia di chi pontifica, ritenendosi nel pieno diritto di farlo, su ci\u00f2 che \u00e8 bene o male, sulle leggi da emanare, sui diritti da riconoscere o meno a seconda dei destinatari e soprattutto della professione di fede, ovviamente cattolica, che hanno pronunciato a suo tempo richiamandoli all&#8217;osservanza dei dogmi.<\/p>\n<p>Duemila e passa anni di acquisizione di potere mediatico e strategia massmediologica su diversi gradini della scala sociale consentono a questi signori della verit\u00e0 rivelata di ritenersi i depositari di un diritto universale all&#8217;ingerenza.<\/p>\n<p>Il loro mercato di anime inizia sin dalla nascita del singolo individuo tanto che non conosco molti genitori che non abbiano assicurato al nascituro almeno il battesimo.<\/p>\n<p>E da l\u00ec in poi il business \u00e8 assicurato&#8230;: catechismo, comunione, ri-catechismo e cresima, oratori vari, corsi di preparazione al matrimonio, matrimonio eventualmente anche un successivo percorso all&#8217;interno della \u201cmitica e imperitura\u201d Sacra Rota in caso di separazione e di nuovo battesimo, se va tutto bene etc. etc., sino alla straordinaria ultima fase di accompagnamento che non termina con la cerimonia funebre perch\u00e9 dal trigesimo in poi ci sono le messe in suffragio ad libitum.<\/p>\n<p>Certo, ad libitum, come succede per certi refrain musicali che ci spingono verso un&#8217;insopportabile coazione a ripetere sullo stesso stile delle litanie tanto care al clero.<\/p>\n<p>Smantellato, grazie ai bersaglieri, il potere temporale della Roma papalina, il Papa \u00e8 ritornato ad essere Re della borsa saccheggiando a piene mani i portafogli dei cittadini.<\/p>\n<p>Per meglio dire quando c&#8217;era ancora lo stato della chiesa, venivano esatte tasse, prebende e decime solo dai sudditi, si vendevano indulgenze ai fedeli, si faceva mercimonio di improbabili reliquie, oggi tutti noi paghiamo, a prescindere dall&#8217;essere o meno sudditi e cattolici, direttamente tramite prelievo fiscale.<\/p>\n<p>8 per 1000 per il sostentamento del clero, esenzione dell&#8217;Ici dai patrimoni ecclesiastici, finanziamenti alle loro scuole, retribuzione ai loro insegnanti nelle scuole private e statali, detassazione per le loro associazioni, sostegno alle loro iniziative, contribuzioni alle famiglie che scelgono i loro istituti, per gli ospedali, e mille altri piccoli e grandi privilegi che sembrano crescere di giorno in giorno, senza riuscire a colmare i santi appetiti di una Chiesa arrogante e prepotente, che ha costruito il suo potere sociale ed economico sull&#8217;ignoranza modificando gradualmente la prima ratio della sua esistenza, l&#8217;essenza stessa del significato di ecclesia.<\/p>\n<p>Ad ogni refolo di libert\u00e0, per ogni afflato di modernit\u00e0 ecco pronta la risposta di restrizione, di divieto, che agisce e colpisce la cosiddetta coscienza sociale ormai avvezza a questo girone infernale di mala-informazione massmediatica portata avanti talora da un mite francescano, piuttosto che da un filiforme cardinale in su di et\u00e0, e nel frattempo tutto si gioca tra quei proclami e moniti di dannazione cui accennavo prima, col placet dei nostri parlamentari.<\/p>\n<p>Loro per primi, non avendo evidentemente argomenti validi su cui spendersi o caratterizzare una proposta politica, si tuffano in questo acquario di pesci porporati.<\/p>\n<p>Spesso dialetticamente incontenibili, sguazzando nella risacca dell&#8217;attribuzione del torto o della ragione verso questa o quella presa di posizione.<\/p>\n<p>Tutto lo spazio lasciato dalla loro ignavia, da carestia di idealit\u00e0 civili, viene colmato da un clero rampante e muscolare che negli ultimi venti anni \u00e8 riuscito a riempire le piazze, i programmi radio-televisivi, i giornali, e contemporaneamente a svuotare le chiese facendo un operazione di marketing o di \u201crestiling\u201d invidiabile, con una volont\u00e0 irriducibile di riportare tutte le pecorelle all&#8217;ovile teocratico.<\/p>\n<p>Sembrano essere passati indenni scandali di dimensioni inconfutabili, dallo Ior di Marcinkus, alla partecipazione, con quota azionaria, a fabbriche di armamenti, dallo scandalo, non solo americano dei preti pedofili, al collaborazionismo storico con i regimi totalitari del novecento rossi o neri che fossero.<\/p>\n<p>Ritornando ai temi, e a ci\u00f2 che a mio parere sembra essere la sfera di ingerenza prediletta, non va sottovalutata l&#8217;operazione subdola e indecente perpetrata ai danni della scuola pubblica di ogni ordine e grado per soddisfare i santi appetiti del Vaticano.<\/p>\n<p>In un paese serio la scuola \u00e8 il primo gradino di formazione del cittadino, il luogo dove si forma il carattere e la coscienza nazionale.<\/p>\n<p>Cito a questo proposito una frase di Gustavo Raffi:<\/p>\n<p><em>\u2018\u2018Solo la scuola, quella pubblica in particolare, pu\u00f2 garantire percorsi di coesistenza tra realt\u00e0 familiari, culturali e religiose diverse. \u00c8 il laboratorio per acquisire l&#8217;importanza del dialogo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Sentendo un&#8217;affermazione di questa portata, durante le celebrazioni del XX settembre, mi \u00e8 apparsa chiara la necessit\u00e0 di riflettere sulla situazione della scuola oggi nei confronti della sua condizione di istituzione laica e di porre in essere una battaglia culturale in difesa del diritto di tutti e ciascuno a ricevere un&#8217;educazione e un&#8217;istruzione libere da gravami religiosi o dogmatici di qualunque specie in un contesto come quello scolastico esplicitamente destinati alla formazione delle generazioni future.<\/p>\n<p>Facendo un doveroso passo indietro ho ripercorso il processo dell&#8217;affermarsi graduale dell&#8217;istruzione come pietra fondante uno stato democratico.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Remo Bodei in un articolo su Mazzini ricordava come la costruzione di una democrazia poggi oggi come ieri sul \u201cproblema educativo\u201d, sulla necessit\u00e0 di eliminare nella societ\u00e0 \u2013 e soprattutto tra i giovani \u2013 lo spreco di intelligenza e di energie morali.<\/p>\n<p>Dunque lo Stato dovrebbe avere tra i suoi obiettivi principali quello di riuscire a connotarsi come comunit\u00e0 educante visto che non c&#8217;\u00e8 democrazia nell&#8217;ignoranza.<\/p>\n<p>Dunque come potremmo oggi coniugare il concetto di laicit\u00e0 a quello di scuola pubblica?<\/p>\n<p>Come applicare concretamente il sommo principio che ci vuole cittadini di uno Stato laico, fruitori tutelati di articoli come il 33 e 34 della Costituzione Italiana?<\/p>\n<p>\u00c8 una domanda tra le tante che mi pongo da tempo e che penso di condividere con una lunga teoria di laici, credenti e non, che esprimono seri interrogativi sulla condizione che sta vivendo la pubblica istruzione, in un momento storico che sembra soggetto da un assedio oscurantista.<\/p>\n<p>Facendo un rapido excursus sulla nascita della scuola \u201ccosiddetta\u201d pubblica che un giorno o l&#8217;altro vorrei poter sentire definire Scuola di Stato, si possono ripercorrere le diverse strade intraprese dall&#8217;istruzione.<\/p>\n<p>Partirei da una data che probabilmente sancisce una sorta di volont\u00e0 di assicurare a molti se non a tutti l&#8217;istruzione primaria<\/p>\n<p>E questa \u00e8 legata a due leggi che datano oltre 150 anni fa (1854\/1857) del Regno di Sardegna a firma Cibrario &#8211; Lanza che afferma il principio di obbligatoriet\u00e0 e gratuit\u00e0 della scuola elementare.<\/p>\n<p>Tra i principi di cui si enunciava nella stesura non c&#8217;era ancora un concreto riferimento a specifici programmi che parlassero di insegnamento religioso o della religione cattolica in specie, ma si sa che in un contesto storico dove l&#8217;analfabetismo toccava punte altissime gli unici in grado di assicurare una qualche istruzione, bench\u00e9 ridotta ai requisiti minimi di abilit\u00e0 di letto scrittura erano ovviamente i chierici, che dispensavano sin dal medioevo, l&#8217;istruzione alle classi nobili e in qualche caso mercantili.<\/p>\n<p>Si assister\u00e0 alla nascita di un vero progetto strutturale, dunque di un sistema organizzato di scuola solo con Gabrio Casati che da ministro del Regno di Sardegna estese la legge al nascente Regno dell&#8217;Italia unita nel 1861.<\/p>\n<p>In questo sistema, che permea ancora l&#8217;attuale suddivisione in ordini e gradi di scuola, era previsto l&#8217;insegnamento della religione cattolica tra le altre discipline e veniva impartita a seconda del grado, dal maestro nelle elementari, supervisionato o meglio sotto il controllo del parroco, nei licei e tecnici da un direttore spirituale e poi, per coloro che frequentavano le cosiddette scuole normali che preparavano i maestri, da un titolare di cattedra, da un professore quindi, divenendo oggetto di esame finale.<\/p>\n<p>Unica scappatoia era la richiesta di esonero che potevano avanzare i genitori, un po&#8217; come si fa adesso.<\/p>\n<p>Una piccola, ma significativa, presa di posizione, devo dire fortemente legata al periodo storico in cui veniva promulgata, si ebbe con tal Cesare Correnti, Ministro della pubblica istruzione, dai pi\u00f9 ahim\u00e8 dimenticato, e aggiungerei cassato da molti annali, visto che nonostante conosca bene i testi di storia della scuola da qualche anno, l&#8217;ho trovato citato solo un paio di volte.<\/p>\n<p>Il Correnti, il 29 settembre 1870, sanciva con una circolare ministeriale che l&#8217;insegnamento della religione cattolica veniva impartito solo a quegli alunni i cui genitori avessero fatto esplicita richiesta.<\/p>\n<p>Questo zefiro settembrino ebbe vita media, ma sufficiente per arrivare ad abolire la figura del \u201cdirettore spirituale\u201d nelle scuole superiori e a far si che il successore ministro Michele Coppino ribadisca, nel 1878, che l&#8217;insegnamento della religione \u00e8 facoltativo, cos\u00ec che la materia sparisce anche dal quadro delle discipline e viene sostituita con una sorta di educazione civica che titola: \u201cprime nozioni dei doveri dell&#8217;uomo e del cittadino\u201d di chiara impronta mazziniana.<\/p>\n<p>Anche i maestri elementari dal 1880 vengono liberati dallo studio della religione.<\/p>\n<p>E per circa un quarantennio questa sana distinzione tra ci\u00f2 che va assicurato ad un popolo sul piano del diritto all&#8217;istruzione e alla formazione e ci\u00f2 che si intende per allevamento ad un credo religioso viene in qualche modo, pur con alti e bassi, garantito.<\/p>\n<p>Ho sempre considerato gli insegnanti una categoria con responsabilit\u00e0 spesse volte superiori al loro grado di formazione e di cultura. Non c&#8217;\u00e8 categoria professionale come quella degli insegnanti, dai maestri elementari ai docenti universitari, che si presti a farsi devoto strumento dell&#8217;ideologia o della propaganda.<\/p>\n<p>Il clima muta con il mutare degli avvenimenti politici e nel 1929 Mussolini affida il Ministero della Pubblica istruzione a Giovanni Gentile esponente dell&#8217;idealismo, che vede nella religione una fase necessaria e preparatoria allo studio della filosofia: \u201cun inizio di sapienza\u201d come viene definito dallo stesso Gentile capace di dare unicit\u00e0 e organicit\u00e0 al sapere.<\/p>\n<p>Mussolini era un maestro di scuola e nella scuola vide il naturale luogo di indottrinamento e di manipolazione.<\/p>\n<p>Come non leggere tutto questo come una dovuta servit\u00f9 di passo, volta a rivestire il regime fascista di una qualche accettabile idealit\u00e0 culturale?<\/p>\n<p>Ed ecco la prima delle legittimazioni necessarie al Duce per sdoganare la mancanza di un retaggio culturale effettivo interno al totalitarismo.<\/p>\n<p>Come non pensare poi ad un sordido, sottile, premeditato progetto di addestramento ed indottrinamento teso a emarginare il libero pensiero e il pensiero critico in ogni ambito della societ\u00e0 e dell&#8217;individuo nella sua quotidianit\u00e0 non ultimo quello della pratica della fede?<\/p>\n<p>La fascistizzazione dell&#8217;Italia passava anche da un&#8217;azione tesa ad occultare la realt\u00e0, il sapere, la scienza, per andare verso la rappresentazione di un immaginario collettivo, verso la costruzione del mito, che abbisogna di un imprimatur divino e che rende i cittadini ancor pi\u00f9 indifesi di fronte agli inganni della propaganda e soggetti a pi\u00f9 facile controllo.<\/p>\n<p>Pio XI non si tir\u00f2 indietro, e con lui tutte, o quasi, le gerarchie ecclesiastiche che non aspettavano altro che di potersi riappropriare della formazione, secondo parametri precisi che vadano a scardinare la naturale inclinazione dell&#8217;uomo all&#8217;a-dogmatismo.<\/p>\n<p><em>\u201cSe i piace ei lice\u201d<\/em>, avrebbe ribadito Giordano Bruno, ma ci\u00f2 contrasta totalmente con la concezione che vede appunto nel controllo delle masse una somma e funzionale strategia di potere.<\/p>\n<p>Il 1929 segn\u00f2, con la firma dei Patti Lateranensi la riscossa o per meglio dire la rincorsa alla reintegrazione piena dell&#8217;insegnamento religioso nella scuola pubblica e cito dalla circolare ministeriale n\u00b0 77 gi\u00e0 redatta da Gentile nel 1924:<\/p>\n<p><em>\u201cA fondamento e coronamento dell&#8217;istruzione elementare in ogni suo grado \u00e8 posto l&#8217;insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Questo enunciato si ritrova puntualmente nell&#8217;art. 36 del Concordato del 1929.<\/p>\n<p>Di fatti il Papa, ebbe a dire, dopo aver invitato i cattolici a votare alle elezioni di marzo il listone fascista:<\/p>\n<p><em>\u201cSiamo stati nobilmente assecondati. E forse ci voleva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra i ministri della Pubblica Istruzione erano democristiani, secondo un preciso patto di divisione dei ruoli e dei poteri; nell&#8217;Ottocento l&#8217;istruzione era nelle mani dei gesuiti e molti di questi ministri sembrano essere stati allevati alla loro scuola.<\/p>\n<p>Non pochi Ministri hanno ricevuto tale formazione, e chiss\u00e0 se <em>urbi et orbi <\/em> abbiano ricevuto dalle gerarchie vaticane una tale espressione di gratitudine, visto che hanno incentrato l&#8217;impianto delle varie riforme su un&#8217;azione di revisionismo di stampo gentiliano che ha toccato punte di negazionismo storico inaudite.<\/p>\n<p>Vedi ad esempio la questione dell&#8217;oscuramento della teoria darwinista nei libri di storia, come l&#8217;esasperazione della parit\u00e0 tra scuole pubbliche e private, che ha richiesto un largo impiego di finanziamenti, in piena sintonia con quanto esplicitato dal Cardinal Scola, che chiede a gran voce di restituire l&#8217;istruzione alla societ\u00e0 civile in un fantasmagorico processo di depotenziamento della scuola di Stato.<\/p>\n<p>Non vorrei trascurare in questo breve pamphlet il post fascismo e la rincorsa ulteriore ad occupare quanti pi\u00f9 spazi possibili nei programmi scolastici da parte dell&#8217;insegnamento della religione, con il lasciapassare di qualunque ministro abbia avuto in carico la pubblica istruzione.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che Viale Trastevere, sede ufficiale del dicastero, non ha avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di conoscere reggenti laici, salvo brevi permanenze, negli ultimi 60 anni.<\/p>\n<p>Pare che dal 1848, quando lo Statuto Albertino riconosceva alla cattolica il ruolo di sola religione di Stato, e dalla Riforma Gentile che ne colloca il suo insegnamento all&#8217;interno della scuola laica in virt\u00f9 del suo intrinseco valore culturale e civile, le cose non siano certo andate in meglio.<\/p>\n<p><em>Lento pede <\/em>, ma con inossidabile determinazione ci siamo visti sottrarre \u2013 spesso aggirando il dettato costituzionale \u2013 pezzi di laicit\u00e0 per ripristinare ai vertici dell&#8217;intero comparto dell&#8217;istruzione e dell&#8217;educazione una nomenclatura di chiara area cattolica.<\/p>\n<p>Sarebbe dunque divertente elencare i diversi ministri che si sono succeduti, sottolineando gli atti da loro intrapresi durante le diverse legislature per riportare il mondo della conoscenza in mani targate esclusivamente cattoliche.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8, perch\u00e9 \u00e8 fuori da ogni dubbio che le altre confessioni in Italia non godono di alcuna considerazione.<\/p>\n<p>Siccome non bastavano i Lateranensi lo Stato italiano ha ravvisato la necessit\u00e0 nel 1984 di apportare modifiche al Concordato e l&#8217;azione di revisione, se mai ce ne fosse stato di bisogno, ha gettato sale sulla ferita aperta, poich\u00e9 la Chiesa ha centrato l&#8217;obiettivo sia con l&#8217;articolo 9 comma 2, sia nel protocollo addizionale che ha aperto definitivamente il varco di una breccia in senso opposto.<\/p>\n<p>In questo teatrino, dove uno staterello teocratico, pensa di dettare i parametri che attengono all&#8217;azione pedagogico\/educativa di uno Stato laico e sovrano, si dimenano in molti come marionette animate da fili teo-con nylon, teo senza nylon assimilabili metaforicamente a servi sciocchi di due padroni: quello da cui ricevono oneri e onori di rappresentanza e quello, oltre Tevere, che pontifica, priva, minaccia, garantisce il possibile favore dei cattolici.<\/p>\n<p>Questo atteggiamento accondiscendente ha fatto si che negli ultimi tre anni siano stati immessi nei ruoli dello stato, 20.000, pi\u00f9 o meno docenti di religione cattolica previo corso abilitante, pescati dalle graduatorie compilate dalle diocesi e i cui candidati permangono comunque in questo ruolo, se ritenuti di volta in volta idonei dal vescovo della diocesi di appartenenza.<\/p>\n<p>Diversamente si possono riconvertire in quelle graduatorie dove abbiano titolo abilitante.<\/p>\n<p>Ricapitolando, l&#8217;insegnamento della religione cattolica \u00e8 facoltativo, almeno sin qui lo Stato \u00e8 riuscito a porre un paletto e garantire chi non intende avvalersi di questa disciplina, bench\u00e9 sia lasciata alle famiglia e agli alunni poca scelta per la fruizione delle attivit\u00e0 alternative, ma i docenti di religione hanno tutti una cattedra assicurata.<\/p>\n<p>Fanno parte a pieno titolo dei consigli di classe, danno voti in pagella o su scheda allegata, non hanno fatto un concorso ordinario o riservato di tipo abilitante per i diversi gradi del sistema scolastico n\u00e9 hanno fatto regolare tirocinio.<\/p>\n<p>Di graduatorie, precariato, supplenze annuali e quant&#8217;altro caratterizzi il percorso di un insegnante non c&#8217;\u00e8 traccia.<\/p>\n<p>Mi pare che lo staterello di cui sopra oltre alla beffa procuri il danno, anche economico.<\/p>\n<p>Cosa resta in fondo del concetto di laicit\u00e0 della scuola pubblica?<\/p>\n<p>Metaforicamente ho la sensazione di vivere in un fortino circondato dalla trib\u00f9 dei Canonici regolari nota per assedi di lunga durata, che se non fanno capitolare la citt\u00e0 con la forza la prendono con la fame.<\/p>\n<p>Nel catechismo della chiesa cattolica \u2013 vedi i testi promulgati da Wojtyla al canone 1793 e 2229 \u2013 si fa esplicito riferimento all&#8217;educazione della coscienza, e al fatto che i genitori hanno il dovere di esigere per i propri figli scuole che garantiscano il rafforzamento della loro istruzione cristiana, tanto che i pubblici poteri hanno il dovere di assicurarlo.<\/p>\n<p>Se inoltre ci vogliamo addentrare nelle indicazioni contenute nel codice di diritto canonico, dal canone 794 sino all&#8217;813 ci troviamo di fronte a <em>dictat <\/em> espliciti come:<\/p>\n<p><em>\u201ca titolo speciale il dovere e il diritto di educare spetta alla chiesa\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>E ancora: \u2026\u00e8 fatta chiara richiesta affinch\u00e9 i fedeli pretendano leggi che garantiscano ai giovani la loro educazione religiosa e morale nelle scuole.<\/p>\n<p>Si potrebbe andare ancora avanti con altre citazioni che evidenziano come la Chiesa in poche, ma scandite parole in molteplici e concreti atti, si arroga il diritto di intervenire nell&#8217;istruzione statale attraverso contenuti e metodi.<\/p>\n<p>Pare che il buon Cavour, col suo libera chiesa in libero stato, sia passato inutilmente.<\/p>\n<p>Per cui niente di nuovo, rispetto al Medio Evo, ed eccezion fatta per un periodo relativamente felice, niente di nuovo all&#8217;ombra del Cupolone.<\/p>\n<p>Di quale scuola pubblica e laica dunque potremmo parlare?<\/p>\n<p>Quale laboratorio del dialogo se la scena \u00e8 occupata da un monologo?<\/p>\n<p>Quali le pluralit\u00e0 che si confrontano sulla base di un insegnamento unico?<\/p>\n<p>A quale pensiero critico possiamo formare i nostri giovani se per costruire non hanno che una parte degli strumenti?<\/p>\n<p>Credo opportuno non dare soluzioni, e non fare proposte, non perch\u00e9 non ci siano, pi\u00f9 semplicemente perch\u00e9 sarebbe sin troppo facile elencarle poich\u00e9 sono gi\u00e0 state tutte sviscerate e sostengono la finalit\u00e0 di un educazione alla civile convivenza, all&#8217;etica sociale, pu\u00f2 essere lo studio della Costituzione, piuttosto che la storia delle religioni.<\/p>\n<p>Forse un novello Socrate che con grande umilt\u00e0 potesse testimoniare col suo percorso umano e intellettuale il difficile cammino che conduce al Libero Pensiero e talvolta al pensiero originale riberrebbe con rinnovata convinzione la cicuta pur di tenere alta la bandiera della laicit\u00e0.<\/p>\n<p>Se sar\u00e0 poi necessario sacrificare un galletto ad Esculapio, ci troveremo, probabilmente in sintonia con i fautori, bench\u00e9 agnostici, del riconoscimento alla tolleranza.<\/p>\n<p>In ultima analisi e per concludere questa forse pretenziosa \u201cminima moralia\u201d sul necessario ritorno ad un impianto laico nella pubblica istruzione, vorrei dire che se veramente la scuola si configurasse quale luogo di scambio, come un ambito relazionale specifico dove si possono affrontare tematiche importanti, dove cercare risposte a domande derivanti da comuni perplessit\u00e0 esistenziali, dove un gruppo di pari deve avere l&#8217;opportunit\u00e0 di acquisire conoscenze, abilit\u00e0 e competenze in un contesto spazio temporale determinato e determinante, dove infine si possano generare agevolmente momenti in cui l&#8217;educazione alla civile convivenza, tanto da assumerla a disciplina, allora la riflessione sul carattere laico della scuola di Stato non avrebbe motivo d&#8217;essere.<\/p>\n<p>Se cos\u00ec non \u00e8, allora continueremo a parlare e a difendere il diritto dovere di un popolo e di uno stato sovrano alla propria libert\u00e0 di scegliere un&#8217;istruzione scevra dai fumi pregnanti del dogmatismo. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" 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La questione della laicit\u00e0 nella scuola pubblica di Marcella Matelli Il dibattito sul principio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6275,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[93],"tags":[],"class_list":["post-1728","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lopera-al-rosso"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1728"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9866,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1728\/revisions\/9866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6275"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}