{"id":1736,"date":"2007-09-16T17:30:23","date_gmt":"2007-09-16T15:30:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1736"},"modified":"2023-10-16T18:14:46","modified_gmt":"2023-10-16T16:14:46","slug":"homo-religiosus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1736","title":{"rendered":"Homo Religiosus"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=43\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Domande e Risposte\" data-lazy-src=\"images\/topics\/DomRisp1.jpg\" alt=\"Domande e Risposte\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Domande e Risposte\" src=\"images\/topics\/DomRisp1.jpg\" alt=\"Domande e Risposte\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Epistolari d&#8217;Esoterismo<\/strong><\/p>\n<p>Non mi faccio pi\u00f9 nessuna illusione circa il rapporto tra Massoneria ed iniziazione. Sono assolutamente convinto che per l&#8217;uomo contemporaneo sia pressoch\u00e9 impossibile trascendere alcunch\u00e9 (l&#8217;uomo orientale alla pari di quello occidentale). Inoltre la possibilit\u00e0 di un \u201cesoterismo\u201d o di una \u201ciniziazione\u201d, per lo meno in Massoneria, verte su di una trita ontologia dualistica di stampo platonico, lass\u00f9 le \u201cessenze\u201d e quaggi\u00f9 le \u201ccopie imperfette\u201d, che il pensiero contemporaneo ha oltrepassato da tempo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Homo Religiosus<\/h3>\n<p align=\"left\">degli Autori di Esonet<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20445%2089'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/epistolari.jpg\" width=\"445\" height=\"89\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/epistolari.jpg\" width=\"445\" height=\"89\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>28 agosto 2007<\/p>\n<p><strong>Antonio D&#8217;Alonzo scrive: <\/strong><\/p>\n<p>Non mi faccio pi\u00f9 nessuna illusione circa il rapporto tra Massoneria ed iniziazione. Sono assolutamente convinto che per l&#8217;uomo contemporaneo sia pressoch\u00e9 impossibile trascendere alcunch\u00e9 (l&#8217;uomo orientale alla pari di quello occidentale). Inoltre la possibilit\u00e0 di un \u201cesoterismo\u201d o di una \u201ciniziazione\u201d, per lo meno in Massoneria, verte su di una trita ontologia dualistica di stampo platonico, lass\u00f9 le \u201cessenze\u201d e quaggi\u00f9 le \u201ccopie imperfette\u201d, che il pensiero contemporaneo ha oltrepassato da tempo.<\/p>\n<p>Sarebbe preferibile, allora parlare di \u201cImmaginale\u201d o Mundus Imaginalis come scriveva Corbin. Il compito di elaborare un pensiero post-metafisico o ultra-metafisico (intendendo sempre la metafisica dualistica del soggetto contrapposto all&#8217;oggetto) \u00e8 gi\u00e0 estremamente arduo. Figuriamoci se i nostri quadri dirigenti possono realizzare il compito. Rimangono un manipolo di fratelli che continuano sulla via, tra i quali ci siamo noi. Ma i nostri \u201csciarpisti\u201d sono delle vere e proprie palle al piede con i loro <em>garibaldismi <\/em> e <em>laicismi<\/em>. In altre parole, abbandoniamo ogni speranza sulla Massoneria. Dobbiamo fare da noi: e sotto certi aspetti non \u00e8 detto che sia una sfortuna, visto l&#8217;aria che tira [&#8230;]<\/p>\n<p>000 Antonio<\/p>\n<p><strong>Athos A. Altomonte scrive: <\/strong><\/p>\n<p>Caro Antonio, concordo pienamente l&#8217;analisi, che non trovo affatto disperante, ma congrua se si prende come modello di riferimento il modello elitario. Si sono aperte le porte a \u201ccani e porci\u201d, e non poteva accadere altro. Per fortuna non esiste solo la parte commerciale e politicizzata delle sciarpe, tanto per intendersi, compagini che sono sempre esistite, rappresentate come Cattivi Compagni.<\/p>\n<p>Metamorfosi, luce e sapere per contatto esistono. Sono aspetti conoscibili e generabili, creando i giusti rapporti secondo le leggi dell&#8217;Armonica. Realt\u00e0 (sottodimensioni e superdimensioni) con cui dobbiamo apprendere ad entrare in contatto, partendo da V.I.T.R.I.O.L. , che non \u00e8 solo una metafora. Oggi, come nel passato la via iniziatica esiste. Ma \u00e8 un fatto, che spesso nemmeno i gruppi elitari ci credono, accontentandosi di passarsi l&#8217;un l&#8217;altro le ricette come cuochi che non cucinano. Da qui nasce la condizione di stallo. Profani che giocano con le sciarpe e cuochi che giocano con le ricette, ma a trasformarsi, a scolpire la pietra, non ci prova nessuno.<\/p>\n<p>Vecchio dilemma, questo. Forse perch\u00e9, ancora immaturi, siamo ancora troppo innamorati di noi stessi, per pensare che la minuscola dimensione che si riconosce nell&#8217;\u201cio sono\u201d possa essere rimodellata e arricchita di nuove e pi\u00f9 ardite funzioni. Restano piuttosto aggrappati a quell&#8217;\u201cio sono\u201d senza considerare che, cos\u00ec, si fortifica. Mentre andrebbe prima dis-integrata e poi re-integrata secondo un metro superiore, che per semplicit\u00e0 chiameremo \u201cego superiore\u201d, ch&#8217;\u00e8 la sola finestra sul nostro sole interiore.<\/p>\n<p>000 Athos<\/p>\n<p>30 agosto 2007<\/p>\n<p><strong>Antonio scrive: <\/strong><\/p>\n<p>Va bene, ma esistono delle difficolt\u00e0 intrinseche sull&#8217;essenza della via iniziatica cos\u00ec come viene definita oggi nelle confraternite. Sempre che non si voglia definire la via iniziatica una fides, un dono ricevuto dall&#8217;alto, come alcuni teologi contemporanei propongono in alternativa alla razionalizzazione ratzingeriana della fede. In tal caso possiamo affermare di credere \u00aba prescindere\u00bb da qualsiasi asserzione della ragione o della scienza. Ma personalmente mi considero \u2013 come credo anche voi \u2013 un uomo di pensiero e non di fede. Dunque, non possiamo prescindere dall&#8217;interrogarci sull&#8217;oggetto della nostra ricerca, pur facendo nostre tutte le inevitabili concessioni ai limiti epistemologici della ragione, alla fioca luce della ratio discorsiva.<\/p>\n<p>Ad esempio, noi parliamo di \u00abvia\u00bb iniziatica. Vi sono due modi d&#8217;intendere il termine \u00abvia\u00bb inteso come un percorso che collega un punto iniziale ed uno finale: in questo senso l&#8217;alfa e l&#8217;omega della reintegrazione spirituale nel Principio o, se si preferisce, nella \u00abvacuit\u00e0\u00bb. Nel primo caso la \u00abvia\u00bb iniziatica richiama ad un sapere oggettivante-descrittivo che si fonda su di una meta-teoria e non su una semplice visione del mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;idea di un \u00abmeta-network\u00bb di metafisiche relative: la base e le radici comuni del tronco e dei rami. Ma, o introduciamo una selezione tra le dottrine contingenti, escludendo alcune di esse, oppure i conti non tornano. Lo zen non \u00e8 armonizzabile, in vista di una superiore sintesi, con il creazionismo biblico o con la cosmogonia sanguinaria degli aztechi. Nessuna di queste \u00e8 compatibile con le religioni \u00abprimitive\u00bb. Non vale nemmeno l&#8217;argomento del sincretismo religioso, perch\u00e9 il pensiero sincretista agisce a posteriori e non a priori. Pensando l&#8217;\u00aborigine\u00bb dobbiamo porci a \u00abmonte\u00bb e non a \u00abvalle\u00bb.<\/p>\n<p>La seconda possibilit\u00e0 riguarda la concezione della \u00abvia\u00bb iniziatica come un percorso intimistico e personale. Questa seconda chance mi sembra pi\u00f9 plausibile. In ogni tradizione troviamo l&#8217;istanza mistica, intesa come un superamento della condizione individuale, in vista della fusione con il Tutto: la realizzazione del micro-macrocosmo. In questo caso la mistica diventa un&#8217;attitudine universale dello spirito, <em>l&#8217;estensione trionfale dell&#8217;intelletto speculativo<\/em>.<\/p>\n<p>Questa idea \u00e8 perfettamente concepibile. Ma se la mistica \u00e8 una facolt\u00e0 universale che tutti gli uomini possiedono, pi\u00f9 o meno sviluppata od obliterata, a che cosa serve parlare di <em>iniziazione regolare <\/em> o di <em>trasmissione del sapere <\/em>? Se la mistica appartiene all&#8217;<em>homo religiosus<\/em>, che bisogno c&#8217;\u00e8 di ricevere l&#8217;iniziazione attraverso un rito di passaggio? L&#8217;esoterismo, il carattere segreto della scienza arcana, non \u00e8 stato forse il velo di maya necessario a sfuggire alle persecuzioni e ai roghi dei dogma religiosi?<\/p>\n<p>Credo che questo sia il punto decisivo. La mistica \u00e8 una branca della filosofia speculativa che appartiene a tutti perch\u00e9 universale. Una potenzialit\u00e0 della mente umana conscia o inconscia. Tutti possono raggiungere la realizzazione spirituale: Evola e poi il neopaganesimo hanno postulato la possibilit\u00e0 dell&#8217;auto-iniziazione. Il <em>segreto elitario <\/em> \u00e8 riconducibile alla necessit\u00e0 di proteggersi dalle persecuzioni ordite dalle ortodossie ufficiali. L&#8217;uovo di colombo per scampare al rogo dell&#8217;inquisizione.<\/p>\n<p>In questo caso <em>il vero esoterismo dell&#8217;esoterismo \u00e8 la mistica, cos\u00ec come l&#8217;exoterismo della mistica \u00e8 l&#8217;esoterismo<\/em>. Tutti possono arrivare a realizzare degli stadi di fusione estatica con l&#8217;universo: Freud parlava di \u00absentimento oceanico\u00bb. Ma se questa chiave di lettura \u00e8 plausibile, ed io credo che lo sia, l&#8217;iniziazione massonica equivale ad una sorta di psicodramma teso a risvegliare potenzialit\u00e0 che abitano gi\u00e0 l&#8217;homo religiosus. E niente pi\u00f9.<\/p>\n<p>000 Antonio<\/p>\n<p>31 agosto 2007<\/p>\n<p><strong>Athos scrive: <\/strong><\/p>\n<p>Caro amico, da parte mia scarto l&#8217;idea d&#8217;iniziazione come \u00abun dono ricevuto dall&#8217;alto\u00bb almeno quanto \u00abla razionalizzazione ratzingeriana della fede\u00bb. Penso in modo realistico, ma in qualcosa credo, come ad esempio, nella realizzazione di ponti coscienziali, che uniscano i diversi frammenti della nostra coscienza. <em>Credo che usare la scienza amplifichi la coscienza, e che la coscienza dia spessore alla scienza<\/em>. Di conseguenza, credo che scienza e coscienza sono elementi imprescindibili per la realizzazione iniziatica, da qualunque parte la s&#8217;incominci. Poi, in ognuno di noi c&#8217;\u00e8 un \u201cmagico\u201d elemento, che \u00e8 l&#8217;intuito. Un aspetto lasciato scorrere a caso che, invece, con appositi modi andrebbe sollecitato a crescere. E quando l&#8217;intuito si amplifica, compare una nuova mente, di molto superiore alla minuscola dimensione dell&#8217;io (sono).<\/p>\n<p>Sull&#8217;utilizzo dell&#8217;intuito e della sensibilit\u00e0 intellettuale convergono l&#8217;esoterismo d&#8217;oriente e quello d&#8217;occidente nella simbologia di un \u00abPonte o Arco\u00bb. Il prodotto di questa unione tra il proprio <em>cielo e terra interiore <\/em> \u00e8 l&#8217;Arte Reale (Ars Regia) o Raja Yoga (in sanscrito, Unione con il Regale).<\/p>\n<p>Per quanti concepiscono la realizzazione iniziatica come l&#8217;unione di \u201cse stessi\u201d, ovverosia, l&#8217;unione delle due identit\u00e0 fisica e metafisica, allora, quella \u00e8 <em>auto-iniziazione<\/em>. Secondo <a href=\"Content-pa-showpage-pid-14.html\">Assagioli<\/a> l&#8217;auto-iniziazione \u00e8 concepita da un supremo Atto di Volont\u00e0 (<strong>fuoco interiore<\/strong>).<\/p>\n<p>Chi sa costruire \u00abPonti o Archi\u00bb interiori, non ha bisogno di altro per arrivare al significato di gnosi: il \u00absaper per contatto\u00bb. Questo non comporta, per\u00f2, alcun <em>miracolo caduto dall&#8217;alto<\/em>, ma tanto lavoro su se stessi e tanta fiducia sull&#8217;opera che si sta compiendo.<\/p>\n<p>I ponti fatti dall&#8217;intelletto mettono in comunicazione diverse dimensioni di coscienza. La volont\u00e0 intellettuale non nasce dall&#8217;erudizione, ma \u00e8 pura intelligenza intuitiva. Bisognerebbe capire, per\u00f2, le reali potenzialit\u00e0 di questa \u201cscintilla divina\u201d, come qualcuno la chiama, assai pi\u00f9 ampie di quanto sono comunemente intese. Accrescere questo talento \u00e8 l&#8217;apice dell&#8217;esoterismo, ed \u00e8 chiamato Ars pontificia.<\/p>\n<p>000 Athos<\/p>\n<p>31 agosto 2007<\/p>\n<p><strong>Antonio scrive <\/strong><\/p>\n<p>Caro Athos,<\/p>\n<p>sono sostanzialmente d&#8217;accordo con quanto hai scritto, in particolare sull&#8217;amplificazione intuitiva dell&#8217;intelletto che dovrebbe permettere la strutturazione di una nuova mente: forse la mente \u00abnaturale\u00bb di cui parlava Zolla. Sono per\u00f2 portato, come studioso di filosofia, a riflettere sui fondamenti, in maniera diversa da uno studioso di psicosintesi come Assagioli. Chiedermi, ed in fondo il pensare \u00e8 pi\u00f9 un formulare domande che proporre risposte, su quale metafisica, o meglio meta-teoria, si fonda l&#8217;approccio psicosintetico.<\/p>\n<p>Jung ha parlato a lungo di principio d&#8217;individuazione tra inconscio e coscienza, evitando per\u00f2 di travalicare il campo della scienza per abbracciare l&#8217;ignoto. Soltanto un frutto della sua forma mentis da medico? Io sono arrivato alla conclusione che Jung, da uomo intelligentissimo, era consapevole di non poter fondare le sue ricerche su nessuna meta-teoria <em>credibile <\/em> o <em>verosimile. <\/em>Aveva quindi buon gioco a rimanere nei meandri dell&#8217;analisi del profondo.<\/p>\n<p>Mi spiego ancora meglio. Gu\u00e9non fondava la sua idea della \u00abTradizione\u00bb su di un sistema metafisico esclusivo\/inclusivo: dentro il tasawwuf, l&#8217;advaita vedanta, Meister Eckhart, in parte il platonismo. Fuori il buddhismo hinayana, il paracelsismo, la teosofia tedesca. Su quali basi? Quali sono i fondamenti ontologici, le ragioni, di queste inclusioni\/esclusioni al di fuori delle personali idiosincrasie?<\/p>\n<p>Posso nascere alla fine dell&#8217;ottocento in Francia, entrare in conflittualit\u00e0 con il mondo esoterico parigino, bollare gran parte delle tradizioni europee come \u00abpseudo-iniziatiche\u00bb. Conoscere un pittore che m&#8217;inizia al sufismo e dichiarare che il tasawwuf \u00e8 pienamente tradizionale. \u00c8 evidente che queste sono scelte arbitrarie che non conducono certamente all&#8217;elaborazione di una nozione di \u00abTradizione Primordiale\u00bb coerente e verosimile. In altre parole nell&#8217;idea generica di \u00abTradizione\u00bb includo tutto ci\u00f2 che gradisco ed escludo ci\u00f2 che aborro (come Schuon con la massoneria). Ho citato Gu\u00e9non e Schuon soltanto come exempla di fraintendimenti intellettuali, non m&#8217;interessa soffermarmi sul loro vissuto o sulla loro opera.<\/p>\n<p>Ritorniamo ai nostri maestri della psicosintesi. La psicologia in generale, come le scienze umane, usa il metodo induttivo, risalendo dal particolare empirico ad una teoria generale. La mia impressione \u00e8 che questi psicologi si muovono benissimo nei particolari, simboli, mito-analisi, ecc. Ma entrano in difficolt\u00e0 quando devono spiegare su quale meta-teoria o metafisica fondare la loro visione spirituale. Non mi stupisco pi\u00f9 di tanto: riflettere sul fondamento ultimo \u00e8 da sempre il compito della filosofia e non della psicologia, che possiede piuttosto competenze sulla psiche ma non sui Principi primi. Se riflettiamo sui fraintendimenti intellettuali dei pensatori della \u201cTradizione\u201d o sulle titubanze degli psicologi, arriviamo ad una conclusione lampante: <em>ogni verit\u00e0 in quanto costruzione culturale o individuale \u00e8 arbitraria<\/em>.<\/p>\n<p>Ma allora che cos&#8217;\u00e8 e qual \u00e8 precisamente la \u201cVerit\u00e0\u201d (con la maiuscola) metafisica?<\/p>\n<p>Innanzitutto che cos&#8217;\u00e8 la metafisica? La metafisica non \u00e8 un monolite, come alcuni tendono oggi a pensare. Chi conosce la storia del pensiero occidentale sa che la metafisica \u00e8 la storia della metafisica. La metafisica \u00e8 la storia delle singole dottrine metafisiche che si sono succedute nel cammino intellettuale dell&#8217;Occidente. Prendiamo ad esempio, l&#8217;atteggiamento di chi ama Saint-Martin, che non conosce il pensiero moderno e contemporaneo. Lui preferisce rimanere fermo a Saint-Martin. In nome di Saint-Martin rifiuta l&#8217;ottocento ed il novecento filosofico e tutta l&#8217;epoca contemporanea, che forse non \u00e8 in grado di approfondire.<\/p>\n<p>Rimane il fatto che si fida, ha <em>fides <\/em>che il sistema di Saint-Martin sia superiore ed in grado di confutare tutto quello che separa la contemporaneit\u00e0 dal teosofo francese. L&#8217;ostinato rimanere aggrappato alla sua dottrina \u00e8 una fede, un dogma, perch\u00e9 sfugge alla riflessione e all&#8217;impatto con la modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Chiunque prenda sul serio la filosofia, o quella branca della filosofia che \u00e8 la metafisica, sa che la coscienza non \u00e8 qualcosa di dato una volta per tutte, ma si evolve o regredisce con la storia. Il pensiero e la convinzione dell&#8217;uomo contemporaneo non sono quelli dell&#8217;uomo settecentesco. Ci separa l&#8217;irruzione della tecno-scienza, la secolarizzazione prodotta dal laicismo, l&#8217;economia flessibile, la diffusione delle scienze umane, ecc. Noi non siamo pi\u00f9 gli uomini che ascoltarono e seguirono Saint-Martin. Noi viviamo nell&#8217;inquieto oggi e dobbiamo pensare nella nostra condizione storico-sociale, nell&#8217;<em>hic et nunc <\/em> della desacralizzazione post-moderna.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una scelta etica. Quando scrivo di homo religiosus non intendo avallare la possibilit\u00e0 di un&#8217;essenza immutabile: ma piuttosto di un&#8217;attitudine antropologica <em>da declinare storicamente<\/em>. La metafisica \u00e8 la storia delle singole dottrine metafisiche, dove ognuno oltrepassa la precedente. L&#8217;attitudine spirituale, il <em>sacer <\/em>\u00e8 una dimensione antropologica che non richiede necessariamente la fede in Dio o in una dottrina teologico-metafisica. Se ha senso pensare, e non limitarsi semplicemente a credere, devo elaborare le modalit\u00e0 in cui si pu\u00f2 declinare l&#8217;attitudine spirituale dell&#8217;uomo contemporaneo. Declinare al tempo presente l&#8217;homo religiosus.<\/p>\n<p>000 Antonio <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Epistolari d&#8217;Esoterismo Non mi faccio pi\u00f9 nessuna illusione circa il rapporto tra Massoneria ed iniziazione. 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