{"id":1742,"date":"2007-09-12T10:53:23","date_gmt":"2007-09-12T08:53:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1742"},"modified":"2023-09-25T14:18:37","modified_gmt":"2023-09-25T12:18:37","slug":"michel-foucault-e-la-morte-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1742","title":{"rendered":"Michel Foucault e la \u00abmorte dell&#8217;uomo\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=88\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" title=\"Dialoghi Filosofici\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" title=\"Dialoghi Filosofici\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Michel Foucault \u00e8 stato con Deleuze l\u2019esponente principale degli studi francesi sulla Nietzsche-Reinassance che hanno contrassegnato l\u2019avvio del post-strutturalismo. Il termine indicava uno svariato gruppo di studiosi provenienti dalle pi\u00f9 diverse discipline, influenzati dallo strutturalismo linguistico di Saussurre e da quello antropologico di L\u00e8vi Strauss.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Michel Foucault e la \u00abmorte dell\u2019uomo\u00bb<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Michel_Foucault.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8848\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"171\" height=\"249\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Michel_Foucault.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8848\"\/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Michel Foucault \u00e8 stato con Deleuze l\u2019esponente principale degli studi francesi sulla Nietzsche-Reinassance che hanno contrassegnato l\u2019avvio del post-strutturalismo. Il termine indicava uno svariato gruppo di studiosi provenienti dalle pi\u00f9 diverse discipline, influenzati dallo strutturalismo linguistico di Saussurre e da quello antropologico di L\u00e8vi Strauss.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, dopo un fortunato successo iniziale, lo strutturalismo iniziava ad assomigliare ad una sorta di neoplatonismo, con il suo rifiuto della successione diacronica e l\u2019esaltazione della invariabilit\u00e0 nascosta delle relazioni tra le variabili. Alla sconfessione parmenidea del divenire vitalistico, i post-strutturalisti opponevano le vertiginose sconnessioni delle pratiche genealogiche nietzscheane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esistono strutture immote e, soprattutto, non pu\u00f2 determinarsi alcun primato gerarchico tra le strutture. Tramontata definitivamente la positivistica dicotomia marxista tra strutture e sovrastrutture, si poteva cos\u00ec concludere che le strutture fossero tutte uguali. Anzi, non si tratta nemmeno di strutture vere e proprie, quanto di ineffabili centri di potere che non hanno collocazione in nessun topos determinato. Le relazioni tra le forze sono di gran lunga pi\u00f9 importanti delle forze stesse, che devono essere pensate piuttosto come aggregazioni di differenze. L\u2019autocoscienza \u00e8 dunque una solenne impostura, il soggetto \u00e8 radicalmente giocato dalle nascoste, inconsce, determinazioni del pensiero. Il poststrutturalismo pu\u00f2 cos\u00ec destrutturare le strutture del potere. Il postrutturalismo fa sue le premesse della lezione saussureana e dell\u2019antropologia culturale di L\u00e8vi Strass \u2013 annullando la dimensione umanistica \u2013 ma dissolve tutto in una nichilistica chiusura anti-meccanicistica ed anti-deterministica, in onore dell\u2019energetismo \u00abontologico\u00bb nietzscheano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foucault era una personalit\u00e0 enigmatica e sfuggente, il suo stile di scrittura era ermeticamente astratto: \u00abPositivismo rarefatto, poetico in se stesso\u00bb, cos\u00ec una volta fu definito dal suo amico Gilles Deleuze. Nel decennio successivo alla pubblicazione della sua prima opera sulla <em>Storia della follia,<\/em> si propose deliberatamente di eclissarsi, di cancellare le tracce della personalit\u00e0 nella sua scrittura. In un\u2019intervista del 1969, dichiar\u00f2 di scrivere \u00abper non avere pi\u00f9 un volto\u00bb. Nell\u2019ultimo passaggio della sua opera pi\u00f9 complessa e famosa, <em>Le parole e le cose<\/em>, Foucault annuncia che presto l\u2019uomo scomparir\u00e0 come un volto fatto di sola sabbia. Il pensatore francese annuncia la morte dell\u2019uomo, cos\u00ec come Nietzsche, un secolo prima, aveva proclamato la morte di Dio. Tuttavia il III volume dell\u2019ultima sua opera monumentale <em>Storia della sessualit\u00e0,<\/em> emblematicamente intitolato <em>Le Souci de soi<\/em>, \u00e8 un trattato sull\u2019io e sulle tecniche del s\u00e9. Come conciliare tutto ci\u00f2?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso Foucault racconta di essere rimasto intrappolato nel pensiero nietzscheano, quando aveva ormai ultimato il suo apprendistato intellettuale come <em>normalien<\/em> e paragona la rilettura delle <em>Considerazioni inattuali<\/em> a uno \u00abchoc filosofico\u00bb. Un suo amico <em>normalien<\/em>, Maurice Pinget, ci racconta di un Foucault immerso nella lettura di Nietzsche sotto il sole di Civitavecchia, durante una vacanza in Italia. Il giovane Foucault dichiara il suo interesse smodato per le tematiche della follia, della crudelt\u00e0, del potere e della sessualit\u00e0, e rivela il suo intento di indagarle \u00absotto il sole della grande ricerca nietzscheana\u00bb. Per Foucault, tutti i saggi delle <em>Considerazioni inattuali<\/em> esprimono il tentativo di Nietzsche di trovare la propria dimensione, la propria necessit\u00e0 pi\u00f9 alta. \u00c8 soprattutto il saggio intitolato <em>Schopenhauer come educatore<\/em> a colpire Foucault, che ne sottolinea un passaggio chiave:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abL\u2019enigma che deve risolvere, l\u2019uomo pu\u00f2 risolverlo soltanto partendo dall\u2019essere, nell\u2019essere cos\u00ec e non altrimenti, in ci\u00f2 che trapassa\u00bb<\/em> (Cfr. F. Nietzsche, <em>Schopenhauer come educatore<\/em>, Adelphi, Milano, p.44 )<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio \u00e8 ritenuto importante da Foucault, una delle chiavi che sottendono il tentativo ossessivo e affannoso, durato tutta la vita, di realizzare il programma del sottotitolo di <em>Hecce Homo<\/em>, di diventare \u00abci\u00f2 che si \u00e8\u00bb. Tentativo ossessivo per Nietzsche, ma anche per Foucault.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abOgni uomo in fondo sa benissimo di essere al mondo solo per una volta, come un unicum, e che nessuna combinazione per quanto insolita potr\u00e0 mescolare insieme per una seconda volta quella molteplicit\u00e0 cos\u00ec bizzarramente variopinta nell\u2019unit\u00e0 che egli \u00e8 [&#8230;] Sii te stesso! Tu non sei tutto ci\u00f2 che adesso fai, pensi e desideri\u00bb<\/em> (Ivi, pp. 3-4)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 spontaneo domandarsi come Nietzsche e Foucault possano essere stati attratti da queste esortazioni esistenziali. Sia Nietzsche \u2013 soprattutto quello del secondo periodo \u201cilluminista\u201d che segna il distacco da Bayreuth con <em>Umano, troppo umano <\/em>\u2013 sia Foucault ripudiano l\u2019idea di coscienza innata. Per Nietzsche, il corpo \u00e8 la risultante di molte anime e l\u2019Io \u00e8 solo il prodotto contingente e variabile dello spiegamento discontinuo delle forze culturali. Per Nietzsche il \u00abgrande stile\u00bb, \u00abla lezione di forza\u00bb, consiste nel \u00abdare forma al caos\u00bb, nel decostruire genealogicamente le strutture predeterminate della morale, della cultura, della religione, in vista di una trasvalutazione. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile \u00abpartorire una stella danzante\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abNessuno pu\u00f2 gettare sopra il fiume della vita il ponte sul quale tu devi passare, nessun altro che te [&#8230;] Al mondo vi \u00e8 un\u2019unica via che nessuno oltre a te pu\u00f2 fare: dove porta? Non domandare, seguila\u00bb<\/em> (Cfr. F. Nietzsche, <em>Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathrustra,<\/em> Adelphi, Milano, p.11)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esisteva, per Nietzsche, una teoria generale della liberazione: ogni individuo deve trovarla da solo. Liberare la volont\u00e0 di potenza, \u00abdiventare ci\u00f2 che si \u00e8\u00bb, pu\u00f2 essere un cammino pericoloso:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abAll\u2019uomo sono necessarie le sue cose peggiori per le migliori\u00bb <\/em>(Cfr. F. Nietzsche, <em>Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathrustra,<\/em> Adelphi, Milano, p.11)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed ancora:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00ab<\/em><em>Il segreto per raccogliere dall\u2019esistenza la fecondit\u00e0 pi\u00f9 grande si esprime cos\u00ec: vivere pericolosamente!\u00bb<\/em> (Cfr. F. Nietzsche, <em>La Gaia Scienza,<\/em> Adelphi, Milano, p.165)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foucault interpreta questi aforismi come un tentativo di pensare l\u2019Impensato. La strada che porta al centrum della conoscenza deve essere ricercata nell\u2019Alterit\u00e0, che per\u00f2 \u2013 proprio per la sua eccedenza rispetto al Medesimo \u2013 si viene a determinare come Medesimo. \u00c8 il pensiero del Fuori, della Differenza, dello \u00abstrutturalismo senza strutture\u00bb. Ritorner\u00f2 in seguito su questo punto, per cercare di conciliare le posizioni presentate dall\u2019ultimo Foucault nella <em>Storia della sessualit\u00e0,<\/em> con l\u2019assunto strutturalista della \u00abmorte dell\u2019uomo\u00bb. Per far luce sul problema si deve fare molta attenzione alle letture giovanili di Foucault.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/Bosch_Nave_dei_folli.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8850\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"221\" height=\"408\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/Bosch_Nave_dei_folli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8850\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/Bosch_Nave_dei_folli.jpg 221w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/Bosch_Nave_dei_folli-163x300.jpg 163w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella <em>Storia della follia,<\/em> Foucault definisce la follia come distruzione del composto di caos e forma, come assenza d\u2019opera. Viene approfondita ed elaborata la lezione di <em>Umano, troppo umano,<\/em> in cui Nietzsche sostiene la tesi che l\u2019uomo \u00e8 deterministicamente derivato da una molteplicit\u00e0 di eventi inintelligibili e perci\u00f2 non deve essere ritenuto moralmente responsabile di nulla. La volont\u00e0 di potenza garantiva una labile apertura \u2013 una possibilit\u00e0 di trascendenza \u2013 in cui l\u2019uomo poteva ricominciare da capo. Tuttavia, costretta tra necessit\u00e0 e libert\u00e0, la volont\u00e0 non era mai radicalmente libera e non poteva cambiare del tutto il proprio essere-cos\u00ec-e non-altrimenti. Non si poteva quindi accusare l\u2019uomo per le sue trasgressioni, perch\u00e9 \u00abla nostra addomesticata, mediocre e castrata societ\u00e0\u00bb, aveva reso ammalato l\u2019individuo superiore. La vergogna era quindi un risultato della malattia morale; il senso di colpa, un\u2019invenzione dell\u2019etica giudaico-cristiana. Una corruzione codificata in \u00abtratti impressi da molti millenni\u00bb che ha prodotto una prigione debilitante per il corpo. Nelle pagine della <em>Storia della follia<\/em> Foucault riafferma che fantasie sfrenate e pulsioni libidico-distruttive non sono immorali, ma naturali. Le perversioni sono esperienze-limite, \u00abpunti di non-ritorno\u00bb, che aprono l\u2019accesso alla dimensione dionisiaca sbarrata all\u2019animale umano. La volont\u00e0 di potenza \u00e8 volont\u00e0 di trasgressione, \u00abal di l\u00e0 del bene e del male\u00bb. Le pulsioni naturalmente crudeli, sono state imprigionate, codificate all\u2019interno dell\u2019uomo e trasformate in nuove pulsioni virtualmente distruttive. L\u2019essere umano non ne \u00e8 responsabile. La genealogia delle tecniche di controllo delle pulsioni \u00abfolli\u00bb \u00e8 configurata dalla storia della segregazione e clausura sociale inaugurata dall\u2019et\u00e0 classica. Il \u00abfolle\u00bb risulta cos\u00ec innocente: la colpa \u00e8 solo della societ\u00e0, l\u2019unica responsabile del crimine. La nascita della moderna ragione occidentale si annuncia conchiudendo e rimuovendo lo spazio aperto dall\u2019esperienza della \u00absragione\u00bb. Nietzsche, come Sade, Holderlin, Nerval, Van Gogh, e a suo tempo Artaud, sono gli araldi del canto lontano della obliata sragione. Le loro opere, freudianamente perturbanti, liberano dalla rimozione le energie animali umane. Irrompono in un delirio di fantasie crudeli e morbose prima di immergersi nel silenzioso abisso della follia o nel tragico abbraccio con la morte. l\u2019Es \u00e8 sovente raffigurato, nella psicoanalisi, come un oceano, le cui acque agitate e oscure riproducono l\u2019inquietudine della schizofrenia, come nella <em>Nave dei folli<\/em> di Bosch. Il pensiero della volont\u00e0 di potenza di Nietzsche attraversa questa silenziosa e introiettata esperienza-limite, rivela lo spazio aperto di questa domanda senza risposta, di questa lacerazione inenarrabile: pensa l\u2019Impensato. Il superuomo \u00e8 colui che si riappropria dell\u2019assenza, del vuoto sottratto alla pazzia rimossa: coincide con il folle. Foucault in molti dibattiti dell\u2019epoca ribad\u00ec, a pi\u00f9 riprese, che considerava l\u2019esperienza della follia il punto pi\u00f9 vicino alla conoscenza assoluta, prendendo quella nietzscheana come paradigma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma se nel delirio psichico vi sono tracce di trascendenza, l\u2019oltrepassamento della metafisica \u2013 del radicato connubio logocentrico sapere\/potere \u2013 \u00e8 dunque, un incamminarsi verso la sragione? I discussi ed inquietanti \u00abbiglietti della follia\u00bb di Torino verrebbero cos\u00ec a testimoniare l\u2019apoteosi personale di Nietzsche nel felice esito dell\u2019oltrepassamento finale? Foucault non lo proclama deliberatamente, ma lo lascia intuire:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abPoco importa il giorno esatto dell\u2019autunno 1888 in cui Nietzsche \u00e8 diventato completamente pazzo e a partire dal quale i suoi testi appartengono non pi\u00f9 alla filosofia, ma alla psichiatria; [&#8230;] la follia di Nietzsche, cio\u00e8 lo sprofondarsi del suo pensiero, permette a questo pensiero di aprirsi sul mondo moderno. Ci\u00f2 che la rendeva impossibile ce la rende presente; ci\u00f2 che la strappava a Nietzsche la offre a noi\u00bb<\/em> (Cfr. M. Foucault, <em>Storia della Follia nell\u2019et\u00e0 classica<\/em>, Rizzoli, Milano, 1963, p. 454)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quindi continuando a parlare dell\u2019opera di Nietzsche:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abcon la follia, un\u2019opera che sembra sprofondare nel mondo, rivelargli il suo non-senso [&#8230;] in fondo coinvolge il tempo nel mondo, lo domina e lo conduce; a causa della follia che lo interrompe, un\u2019opera apre un vuoto, un tempo di silenzio, una domanda senza risposta, provoca una lacerazione senza rimedio in cui il mondo \u00e8 destinato a interrogarsi\u00bb<\/em> (Ivi, pp. 454-455)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sorvegliare e punire<\/em>, si apre con la descrizione dettagliata del supplizio del regicida Damiens. Foucault non innalza inni illuministici alla scomparsa della tortura. Il proposito umanitario di alleviare la crudezza delle pene fisiche ha avuto la conseguenza deprecabile di strutturare la moderna societ\u00e0 punitiva, il sistema carcerario occidentale, inventando tecniche disciplinari sempre pi\u00f9 sofisticate. Il sistema disciplinare \u00e8 stato successivamente esteso dai detenuti fino ad includere soldati, studenti, lavoratori. La tecnologia del potere determina il duplice effetto di \u00abun\u2019anima da conoscere e un assoggettamento da mantenere\u00bb. Proseguendo la serie delle grandi trasvalutazioni nietzscheane, Foucault rovescia l\u2019assunto orfico-pitagorico del corpo-tomba dell\u2019anima: \u00e8 quest\u2019ultima ad essere la prigione del corpo. La coscienza \u00e8 la prima delle tecnologie del potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tempo gli homo natura \u2013 afferma Nietzsche nella <em>Genealogia della morale<\/em> a cui <em>Sorvegliare e punire<\/em> palesemente si ispira \u2013 agivano spinti da capricci passeggeri. Gli animali da preda umani terrorizzavano le popolazioni circostanti con turpe violenze. In questa fase primordiale la vita era felice, ma breve. Come ribadir\u00e0 anni dopo Freud, il primitivo \u00e8 pi\u00f9 felice dell\u2019uomo civilizzato, per il libero fluire delle sue pulsioni libidico-aggressive. Tuttavia la sua felicit\u00e0 \u00e8 molto breve, a causa della minaccia costituita dalla presenza delle stesse pulsioni nei suoi vicini. L\u2019uomo moderno ha barattato una parte della felicit\u00e0 primordiale dello stato di natura con la sicurezza dello stato sociale. Il controllo avvenne attraverso l\u2019imposizione di quella che Nietzsche definisce \u00abla camicia sociale di forza\u00bb. Attraverso regole, usi, costumi, leggi progettate per far diventare l\u2019uomo \u00abcalcolabile, regolare, necessario\u00bb, si rese mansueto l\u2019animale umano. Con l\u2019uso di \u00abmnemotecniche\u00bb si forgi\u00f2 una \u00abvera e propria memoria della volont\u00e0\u00bb, giacch\u00e9 solo la memoria assicura la persistenza del comportamento docile di questi ex animali da preda:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00absi incide a fuoco qualcosa affinch\u00e9 resti nella memoria: soltanto quel che non cessa di dolorare resta nella memoria\u00bb<\/em> (Cfr. F. Nietzsche, <em>Genealogia della morale<\/em>, Adelphi, Milano, p. 49)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per secoli i sovrani impiegarono strumenti cruenti per piagare l\u2019indole barbarica dei loro sudditi: la pace sociale fu ottenuta attenuando la sete di violenza collettiva con la visione del sangue promesso. Le pubbliche esecuzioni avevano la funzione di soddisfare la brama di sangue delle masse:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abnelle pene vi \u00e8 tanta aria di festa [&#8230;] veder soffrire fa bene\u00bb<\/em> (Ivi, p. 55)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spettacolo in piazza dei supplizi, assicurava la preservazione delle pulsioni originarie dell\u2019animale umano. Con il tempo, tuttavia, il processo di civilizzazione rimosse tali pulsioni. Tuttavia, per Nietzsche, questo non era un sintomo di civilt\u00e0, ma una perversione vera e propria. Una minaccia al <em>trascendens<\/em> che \u00e8 la volont\u00e0 di potenza. Essere crudeli significava \u2013 per Nietzsche, come per Foucault \u2013 esercitare la volont\u00e0 di potenza, ovvero il potere senza pi\u00f9 inibizioni. La vittoria riportata dalle forze sociali della rimozione, interiorizz\u00f2 nuove pulsioni e nuove forze all\u2019interno dell\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abtutti gli istinti che non si scaricano all\u2019esterno, si rivolgono all\u2019interno. In tal modo soltanto si sviluppa nell\u2019uomo quella che pi\u00f9 tardi verr\u00e0 chiamata la sua \u201canima\u201d\u00bb<\/em> (Ivi, p. 74)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strutturazione dell\u2019anima ha provocato la dissociazione dell\u2019animale umano. Secondo Nietzsche, l\u2019anima \u2013 ovvero la cattiva coscienza \u2013 determinata dall\u2019interiorizzazione delle pulsioni aggressive, provoca una serie di conflitti interiori, quello stato di frustrazione che Freud (al quale Nietzsche si avvicina qui tantissimo, sino a sfiorare la scoperta dell\u2019inconscio) chiama nevrosi. Reprimendo i propri istinti distruttivi, l\u2019essere umano fin\u00ec sottomesso alla morale privata e civile. Ma gli impulsi crudeli, secondo Nietzsche, continuarono ad esercitare il loro influsso nell\u2019interno. L\u2019ascesi cristiana \u00e8 il trionfo degli impulsi aggressivi interiorizzati: il piacere del dominio di s\u00e9. In pochi eletti, il godimento masochistico dell\u2019autocontrollo rafforz\u00f2 la volont\u00e0 di potenza, con effetti davvero sorprendenti e insperati:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abtutta questa \u201ccattiva coscienza\u201d attiva, ha infine [&#8230;] dato altres\u00ec alla luce una profusione di nuove sorprendenti bellezze e affermazioni e, forse per la prima volta, innanzitutto la bellezza\u00bb<\/em> (ivi, p. 77)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foucault, lungi dall\u2019apprezzare la bellezza dell\u2019autocontrollo, \u00e8 interessato soprattutto alla liberazione delle pulsioni rimosse. La conoscenza per Foucault, che fa propria la lezione del maestro, \u00e8 la sottoproduzione di forze corporali irreggimentate. Considerando l\u2019anima come prigione del corpo, il filosofo francese invita alla rivalutazione degli antichi supplizi della tortura. Foucault \u2013 sull\u2019onda dell\u2019impatto culturale della psicoanalisi sugli anni della contestazione sessantottina in Francia \u2013 esprime tutto il suo profondo scetticismo verso le riforme che abolirono la tortura. Il filosofo francese si scaglia contro le moderne scienze umane \u2013 come Nietzsche a suo tempo fece con il Cristianesimo \u2013 ree di aver introdotto delle tecniche di controllo socioculturali, anzitutto mediante le pratiche disciplinari del corpo. L\u2019uomo moderno nasce all\u2019interno di una serie di regolamenti: regole e sotto-regole puntigliose, ispezioni, supervisioni meticolose sul corpo e nella vita privata. \u00c8 il sorgere della \u00absociet\u00e0 carceraria\u00bb. Il panopticon di Bentham \u2013 una struttura architettonica circolare con una torre nel mezzo \u2013 introduce nelle carceri il sistema di sorveglianza totale. Ma diventa anche il nuovo paradigma della transizione dalla disciplina dell\u2019et\u00e0 classica al supervisionismo disciplinare moderno. L\u2019assunto di Foucault \u00e8 che il carcere non sopprime le infrazioni, ma le assimila, le organizza, le metabolizza: esso produce nuova delinquenza e nuova corruzione. Radicalizzando l\u2019avversione strutturalista all\u2019Illuminismo come fautore di istanze falsamente progressiste, del razionalismo antropocentrico, Foucault (differente in questo da Nietzsche, che ammirava Voltaire) equipara le idee dei Lumi ad un programma totalitario. L\u2019illuminismo dissimula sotto una sbiadita patina di umanitarismo la sua volont\u00e0 di potere. In questo senso le riforme penali non vogliono attenuare il carattere cruento delle punizioni, quanto:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abpunire meglio; punire con una severit\u00e0 forse attenuata, ma per punire con maggiore universalit\u00e0 e necessit\u00e0; inserire nel corpo sociale, in profondit\u00e0, il potere di punire\u00bb<\/em> (Cfr. M. Foucault, <em>Sorvegliare e Punire<\/em>, Einaudi, Torino, 1976, p. 89)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre il potere del sovrano \u00e8 spettacolare, quello della disciplina \u00e8 morbido, sinuoso, avvolgente, in una parola totalitario. Esso si esercita attraverso la sorveglianza discreta e continua. In luogo della coercizione manifesta, la disciplina \u00abnormalizza\u00bb, riconduce l\u2019estatico potere della sragione dentro gli alvei \u00abpanottici\u00bb della coscienza. Nessun superuomo pu\u00f2 adesso allontanarsi dal gregge. La volont\u00e0 di potenza \u2013 il trascendens per Nietzsche e per Foucault \u2013 ha il suo contrapposto docile e presentabile nella \u00abcattiva coscienza\u00bb cristiana. Ovvero nell\u2019Io malato dell\u2019uomo moderno, creato da forti pulsioni libidico-distruttive interiorizzate. Viceversa Foucault, come gi\u00e0 Nietzsche, preferisce la crudelt\u00e0 (o volont\u00e0 di potenza) esteriorizzata a quella interiorizzata, in quanto pi\u00f9 vigorosa e attiva dell\u2019altra, che rimane debole e reattiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foucault, che in quegli anni era palesemente interessato ai crimini pi\u00f9 truci ed efferati, ci propone una particolare lettura di uno dei casi clinici pi\u00f9 scandalosi dell\u2019epoca, quello dello psicopatico Pierre Rivi\u00e8re. Foucault \u00e8 qui influenzato dal fatto che lo stesso Nietzsche, negli ultimi frammenti, aveva introdotto la tematica del delinquente solitario che lotta contro la societ\u00e0 ed i suoi valori ed aveva, viceversa, condannato qualunque movimento di massa, in quanto espressione del gregge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo psicopatico Rivi\u00e8re si considerava un filosofo \u2013 sappiamo dall\u2019opera omonima di Foucault che nel tempo libero si dilettava di filosofia e teologia \u2013 e ci\u00f2 nonostante massacra la sua famiglia. Per Foucault \u00e8 l\u2019efferatezza stessa dell\u2019abominevole rituale di morte con cui Rivi\u00e8re stermina i suoi familiari ad assumere una dimensione simbolica. Non \u00e8 un omicidio normale, ma un crimine contronatura, contro qualsiasi legge impressa nella coscienza, contro qualsiasi barlume di affettivit\u00e0. L\u2019inconcepibilit\u00e0 della violenza di Rivi\u00e8re attrae irresistibilmente Foucault che vi vede impresso il sigillo del modello controculturale nei confronti della societ\u00e0 moderna e \u00abnormalizzata\u00bb. Il filosofo francese esalta la figura dello psicopatico Rivi\u00e8re come archetipo popolare, espressione della bellezza e della grandezza del crimine, dimostrando come degli uomini abbiano potuto sollevarsi contro il potere ed infrangere la legge. Tuttavia ritengo che Foucault non intendesse operare una riduzione integrale del superuomo nietzscheano al paradigma del criminale psicopatico, alla Riviere. Il superuomo nietzscheano e la sua volont\u00e0 di potenza, non possono essere espressioni di una societ\u00e0 che, in quanto punitiva e carceraria, produce psicopatici e folli criminali. Pierre Riviere \u00e8 piuttosto una vittima del sistema, una creazione involontaria \u2013 come del resto lo sono i serial-killer postmoderni \u2013 dei meccanismi del potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il superuomo, cos\u00ec come Nietzsche lo concep\u00ec, non ha niente a che fare con la societ\u00e0, con la massa: Zarathustra si ritira a vivere in solitudine tra le vette delle montagne ed ha come unici amici due animali, l\u2019aquila e il serpente. La lucidit\u00e0 e la chiaroveggenza di Zarathustra non nascono dal contatto umano o dalla ribellione sociale, ma dal suo essere completamente appartato e isolato, dal suo vivere in esilio dagli altri uomini. La solitudine che conferisce a Zarathustra la forza di vivere tra i ghiacciai e gli abissi delle vette, non \u00e8 la conseguenza di una devianza o di una lacerazione interiore. Quindi, per Zarathustra lo \u00abSpirito \u00e8 la vita che taglia nella propria carne\u00bb, \u00e8 il \u00abgrande stile\u00bb di chi \u2013 controllando e dando forma al proprio caos \u2013 riesce a \u00abgenerare una stella danzante\u00bb. Tutto questo \u00e8 ben lontano da Pierre Rivi\u00e8re e dalla sua patologia criminale che pu\u00f2 essere \u2013 tutt\u2019al pi\u00f9 \u2013 espressione di una malattia degenerativa che si trasforma in violenza privata contro quella stessa societ\u00e0 che \u00e8 responsabile di creare alienati e disadattati, vittime del sistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, a discolpa di Foucault \u2013 per aver elevato un penoso caso clinico dell\u2019epoca a soggetto di un saggio filosofico \u2013 non si deve dimenticare che lo scenario politico-sociale dal quale il pensiero del filosofo prende le mosse \u00e8 quello delle contestazioni del Maggio \u201968 francese. Foucault in quegli anni esager\u00f2 palesemente con queste idee: addirittura avallando i Massacri del settembre 1792 quale paradigma di giustizia!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parte queste grottesche provocazioni, si deve ricordare che la cultura del tempo \u2013 Marcuse, Freud, Bataille \u2013 sosteneva che la societ\u00e0 capitalistica, era edificata sulla repressione pulsionale, in particolare della libido (tesi che peraltro l\u2019ultimo Foucault rifiut\u00f2). La destrutturazione dell\u2019intreccio sapere\/potere, il logocentrismo occidentale, avrebbe dovuto iniziare dalla liberazione del rimosso. \u00c8 lecito quindi vedere nel Foucault di <em>Sorvegliare e punire<\/em> e del <em>Pierre Rivi\u00e8re<\/em> (Cfr. M. Foucault, <em>Io, Pierre<\/em> <em>Rivi\u00e8re<\/em>, Einaudi, Torino, 1976), pi\u00f9 che il profeta dell\u2019ultraviolenza rivoluzionaria, un teorico della liberazione, della catarsi dionisiaca del desiderio represso. Un desiderio totale, erotico e mortale. La volont\u00e0 di potenza si trasforma cos\u00ec in una volont\u00e0 di liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma se la catarsi libera le pulsioni originarie dalla censura logocentrica, e insieme a queste anche il S\u00e9, non si apre per il soggetto uno spazio totalmente altro? Non \u00e8 forse <em>Sorvegliare e punire<\/em> una nuova \u00abgrande ricerca nietzscheana\u00bb per pensare l\u2019Impensato? Da questa prospettiva per Foucault, l\u2019opera di Nietzsche rimane una traiettoria privilegiata per articolare il pensiero del Fuori, della Differenza. Ci\u00f2 \u00e8 rilevabile anche nel saggio breve <em>Freud, Marx, Nietzsche<\/em>, in cui Foucault si propone di indagare le tecniche d\u2019interpretazione dei tre pensatori. Il filosofo francese introduce il sospetto sulla non trasparente referenzialit\u00e0 del linguaggio. Il significato non si traspone manifestamente nel significante: un residuo eccedente occlude la sua istantanea svelatezza. Foucault propone anche la possibilit\u00e0 di una lingua non esclusivamente alfabetica, ma anche semiologica. Fino al XVI secolo, i segni godevano di uno spazio omogeneo in modo standardizzato: essi coprivano lo scibile umano con una modalit\u00e0 descrittiva-osservativa, quindi metafisica. Nel XIX secolo con Freud, Marx e Nietzsche i segni abitano una dimensione dilatata, una profondit\u00e0 differenziata, che per\u00f2 deve essere intesa non come interiorit\u00e0, ma come esteriorit\u00e0. Nasce cos\u00ec, la prima intuizione della Differenza. In particolare \u00e8 Nietzsche, secondo Foucault, a restituire al Fuori quella dignit\u00e0 filosofica che la metafisica occidentale le aveva negato:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abC\u2019\u00e8 in Nietzsche una critica della profondit\u00e0 ideale, della profondit\u00e0 della coscienza, accusata di essere una invenzione dei filosofi; [&#8230;] Nietzsche mostra come essa implichi la rassegnazione, l\u2019ipocrisia, la maschera; cos\u00ec quando ne percorre i segni per denunciarli, l\u2019interprete deve scendere lungo tutta la linea verticale e mostrare che il profondo dell\u2019interiorit\u00e0 \u00e8 in realt\u00e0 altro rispetto a ci\u00f2 che esprime\u00bb<\/em> (Cfr. M. Foucault, <em>Nietzsche, Freud, Marx<\/em>, Aut-Aut, n. 262-263, 1994)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volo dell\u2019aquila di Zarathustra, le sue montagne \u2013 secondo Foucault \u2013 svelano in realt\u00e0 il gioco nichilistico del rovesciamento prospettico della profondit\u00e0, che si scopre essere sempre appartenuta alla superficie. L\u2019abisso stesso \u00e8 solo \u00abun segreto assolutamente superficiale\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abnella misura in cui il mondo diventa pi\u00f9 profondo offrendosi allo sguardo, ci si accorge che tutto quanto aveva costituito la profondit\u00e0 dell\u2019uomo non era altro che un gioco infantile\u00bb <\/em>(Ivi, p. 102)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare Marx dimostra, secondo Foucault, che tutto ci\u00f2 che nella cultura borghese occidentale sembra appartenere alla profondit\u00e0, appartiene in realt\u00e0 alla superficie. Sullo stesso criterio Freud traccia la distinzione tra Io ed Inconscio, considerando il primo non pi\u00f9 come roccaforte interiore della coscienza, bens\u00ec come un risultato finale delle tensioni tra Inconscio e Super-Io: semplicemente come \u00abpunta dell\u2019iceberg\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo punto d\u2019interesse di Foucault riguarda l\u2019elaborazione ulteriore e l\u2019estensione a Marx e Freud della intuizione nietzscheana sul valore dell\u2019interpretazione come compito infinito. Foucault si sofferma, in particolare, sulla \u00absuperstizione\u00bb dell\u2019inizio. La pratica ermeneutica conduce ad un momento regressivo che non comporta nessuna origine \u2013 perch\u00e8 non vi \u00e8 nessuna causa sui \u2013 ma, viceversa, rischia di dissolvere l\u2019interprete stesso. L\u2019inizio \u00e8 solo un punto virtuale, una traccia ulteriore, l\u2019interpretazione non pu\u00f2 mai dirsi esaurita. Soprattutto Nietzsche sa benissimo, secondo Foucault, che la ricerca filosofica \u00e8 in fondo, nient\u2019altro, che pratica filologica: una pratica, comunque, che non pu\u00f2 non restare sempre infinitamente aperta. Ancora una volta Foucault, connettendo la metadologia dell\u2019inesaustibilit\u00e0 dell\u2019interpretazione con il piano \u00abpsico-ontologico\u00bb della dissoluzione del soggetto Nietzsche nel significante della follia, apre il pensiero alla vertigine dell\u2019Impensato. La pazzia \u00e8 la grande attrazione del pensiero di Nietzsche e anche Freud \u2013 seppure in una prospettiva terapeutica \u2013 ne rimase affascinato:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abQuesta esperienza della follia sarebbe la conseguenza ineluttabile di un movimento dell\u2019interpretazione che si avvicina all\u2019infinito, al proprio centro e sprofonda, carbonizzata\u00bb<\/em> (Ivi, p. 104).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esperienza ermeneutica non pu\u00f2 mai dirsi veramente conclusa perch\u00e8, secondo Foucault, non c\u2019\u00e8 veramente \u00abqualcosa\u00bb da interpretare. Non esiste alcuna priorit\u00e0 semantica di determinati segni su altri. Non \u00e8 mai originariamente dato allo spazio aperto dall\u2019orizzonte ermeneutico una qualsiasi cosa in s\u00e9, un noumeno, che si sottragga alla comprensione del soggetto. Non vi \u00e8 nulla al di fuori della pura interpretazione: a differenza della celebre caverna platonica, qui si tratta solamente di ombre di altre ombre. Tracce su tracce. Segni su segni. L\u2019insegnamento nietzscheano, secondo Foucault, non mira alla vera conoscenza, ma solo ad una perpetua <em>skepsis<\/em> di interpretazioni casuali senza fine. Le parole stesse non sono altro che interpretazioni, significanti puri, senza referenti. Il linguaggio non \u00e8 altro che una metafora da sempre sottratta. L\u2019interpretazione che Foucault da di Nietzsche in queste pagine, apre chiaramente all\u2019Impensato, alla Differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abin Nietzsche l\u2019interprete \u00e8 il veridico. \u00c8 il veritiero non perch\u00e8 si impadronisce di una verit\u00e0 assopita per proferirla, ma perch\u00e8 pronuncia l\u2019interpretazione che ogni verit\u00e0 ha la funzione di ricoprire. Forse questo primato dell\u2019interpretazione sui segni \u00e8 quanto pi\u00f9 di pi\u00f9 decisivo vi sia nell\u2019ermeneutica contemporanea\u00bb<\/em> (Ivi, p. 105).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nietzsche in particolare, ma anche Marx e Freud, insegnano che i segni sono solo interpretazioni. Il primo libro del Capitale lo mostra chiaramente, secondo Foucault, a proposito del denaro. Lo studio dei sintomi isterici rimanda alle stesse conclusioni in Freud. Il Bene e il Male si rivelano, a loro volta, come maschere, in Nietzsche. <em>I segni diventano solo coperture di interpretazioni<\/em> \u2013 e non di significati \u2013 <em>perdendo cos\u00ec la loro funzione di significanti<\/em>. \u00c8 questa per Foucault l\u2019intuizione fondamentale presente maggiormente in Nietzsche, ma anche in Marx e Freud. \u00c8 questo il loro grande merito per Foucault. Se il significato si dissolve, l\u2019ermeneutica \u00e8, in fondo, per Foucault, solamente l\u2019interpretazione dell\u2019interprete. Ma se tutto \u00e8 sempre e solamente interpretazione, l\u2019ermeneutica rimanda perennemente ad un circolo ermeneutico: essa interpreta infatti solamente delle interpretazioni. Foucault chiude lo scritto ponendo in antitesi la semiotica e l\u2019ermeneutica. La semiotica che, per il pensatore francese, fa riferimento a Marx, crede alla esistenza assoluta dei segni: essa ha la pretesa di riconoscere la consistenza della dicotomia Dentro-Fuori, distingue fra sovrastrutture e strutture. L\u2019ermeneutica nietzscheana, viceversa si avvolge su se stessa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abentra nell\u2019ambito dei linguaggi che non cessano di implicarsi vicendevolmente, regione mitica della follia e del puro linguaggio\u00bb <\/em>(Ivi, p. 107).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Velasquez_Las_Meninas.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8849\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"291\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Velasquez_Las_Meninas.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8849\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Velasquez_Las_Meninas.jpg 291w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Velasquez_Las_Meninas-258x300.jpg 258w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo libro pi\u00f9 oscuro e famoso, <em>Le parole e le cose<\/em>, Foucault si sofferma da principio sull\u2019opera pittorica di Vel\u00e0zquez, <em>Le Meninas<\/em>. Il pittore fiammingo nel quadro citato mostra se stesso nell\u2019atto di guardare l\u2019osservatore e rappresenta i suoi veri modelli, cio\u00e8 il re e la regina di Spagna, solo indirettamente, attraverso un tenue riflesso su uno specchio in fondo alla stanza. I veri soggetti del quadro \u2013 il re e la regina \u2013 occupano la stessa posizione dello spettatore del quadro di Vel\u00e0zquez e sono nascosti. Foucault elegge il quadro a paradigma della rappresentazione in cui il soggetto \u00e8 sempre assente, \u00e8 altrove. Il soggetto \u00e8 sempre sottratto alla sua stessa rappresentazione. Il pensatore francese sull\u2019assunto delle teorie strutturaliste, in particolare di L\u00e9vi-Strauss, concepisce la storia non come una produzione umanistica, ma come una serie sconnessa di \u00abepisteme\u00bb (\u00abcodici culturali di auto-rappresentazione\u00bb) eterogenee. Si tratta, per Foucault, di vere e proprie cesure epistemiche che dimostrano come fra le epoche della storia non possa esservi continuit\u00e0 alcuna. Il continuum \u00e8 dato solo all\u2019interno delle epistemi. La nascita della rappresentazione dell\u2019et\u00e0 classica dalle rovine della rassomiglianza rinascimentale \u00e8 la prima mutazione epistemica descritta nel libro. La rappresentazione sar\u00e0 dunque il paradigma dell\u2019episteme classica, un\u2019epoca grosso modo compresa tra la met\u00e0 del XVII secolo e la fine del XVIII. Ora, secondo Foucault, nel dipinto di Vel\u00e0zquez \u00e8 racchiusa l\u2019essenza del nuovo paradigma: \u00abuna sorta di rappresentazione\u00bb, secondo il pensatore francese, \u00abdella rappresentazione classica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che <em>Le Meninas<\/em> (1656) esprime \u00e8 la constatazione che il soggetto non pu\u00f2 non sottrarsi alla rappresentazione. Il quadro non fa altro che testimoniare un cambiamento che si verificher\u00e0 di l\u00ec a poco. Difatti nel 1800 l\u2019episteme classica viene a crollare: l\u2019analisi delle ricchezze, la storia naturale, la grammatica generale \u2013 inaugurate nell\u2019era della rappresentazione \u2013 sono sostituite nella nuova episteme, rispettivamente, con l\u2019economia politica, la biologia, la filologia. In tal modo la vita, il lavoro ed il linguaggio cessarono di essere ritenuti provvisti di natura stabile e si rivelarono come ambiti sottomessi ad una propria storicit\u00e0. Emerge la consapevolezza della dimensione storica. Le tre nuove discipline non hanno alcun rapporto con le vecchie, nessun filo rosso le connette tra loro in un continuum antropologico:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abFilologia, biologia ed economia politica si costituiscono non gi\u00e0 al posto della Grammatica generale, della Storia naturale e dell\u2019Analisi delle ricchezze, ma nei punti in cui questi saperi non esistevano, e lo spazio da essi lasciato bianco, nella profondit\u00e0 del solco che ne separava i grandi segmenti teorici e che era riempito dal brusio del continuo ontologico\u00bb<\/em> (Cfr. M. Foucault, <em>Le parole e le cose<\/em>, Rizzoli, Milano, 1967, p. 227).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foucault nega, quindi, la possibilit\u00e0 di qualche \u00abponte\u00bb tra un\u2019episteme e l\u2019altra. La storia registra solamente delle profonde e radicali fratture. Con l\u2019episteme moderna, l\u2019uomo viene riconosciuto nella sua dimensione propria, la finitudine. Mentre l\u2019episteme classica non privilegiava un campo specifico dell\u2019uomo, teorizzando piuttosto un\u2019astratta natura umana, quella moderna \u00e8 radicalmente antropologica, le sue categorie rivelano, essenzialmente, \u00abun\u2019analitica della (umana) finitudine\u00bb. Il mondo contemporaneo \u00e8 infatti imbevuto ossessivamente dallo storicismo umanistico, la nostra prospettiva teoretica sviata dal feticismo antropocentrico. Foucault, memore di suggestioni kantiane, invita al risveglio dal \u00absonno antropologico\u00bb, di cui sono responsabili le neonate scienze umane. In <em>Las Meninas<\/em>, l\u2019uomo in quanto soggetto centrale della conoscenza \u00e8 assente e questo fa del quadro di Vel\u00e0zquez il paradigma dell\u2019episteme classica. L\u2019episteme moderna, viceversa, si spinge oltre qualsiasi proposito compensatorio, inaugura l\u2019assunto antropocentrico, facendo dell\u2019uomo \u2013 previo le neonate scienze umane \u2013 il fulcro della ricerca per la conoscenza, pur nella consapevolezza della sua finitudine. Tutto questo \u00e8, secondo Foucault, una sopravvalutazione del ruolo e della dimensione umanistica: l\u2019uomo \u00e8 solo una figura transitoria, un fugace passaggio destinato ad essere presto dimenticato nell\u2019enigmatico divenire epistemico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abL\u2019uomo \u00e8 un\u2019invenzione di cui l\u2019archeologia del nostro pensiero mostra agevolmente la data recente. E forse la fine prossima. Se tali disposizioni dovessero sparire come sono apparse, se a seguito di qualche evento[&#8230;] precipitassero, come al volgersi del XVIII secolo accadde per il suolo del pensiero classico, possiamo senz\u2019altro scommettere che l\u2019uomo sarebbe cancellato, come sull\u2019orlo del mare un volto di sabbia\u00bb <\/em>(Ivi, p. 415).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in questo caso, nel pensiero di Foucault, le cesure epistemiche sono da mettere in relazione con il Totalmente Altro, l\u2019Impensato. L\u2019Alterit\u00e0 \u2013 cio\u00e8 in questo caso la sconnessione epistemica \u2013 \u00e8, sempre secondo Foucault, tutto ci\u00f2 che eccede i margini dell\u2019auto-rappresentazione umana, in ogni sequenza della conoscenza:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abL\u2019impensato [&#8230;] non risiede nell\u2019uomo come una natura accartocciata o una storia che vi sarebbe stratificata, esso \u00e8, nei riguardi dell\u2019uomo, l\u2019Altro: l\u2019Altro fraterno e gemello, nato non gi\u00e0 da lui, n\u00e9 in lui, ma a fianco e contemporaneamente, in un\u2019identica novit\u00e0, in una dualit\u00e0 senza ricorso\u00bb <\/em>(Ivi, p. 351).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come Nietzsche con il suo annuncio della \u00abmorte di Dio\u00bb, Foucault con la sua scommessa sulla \u00abmorte dell\u2019uomo\u00bb, vuole ribadire che la storia non ha una teleologia segreta, una hegeliana necessit\u00e0 intrinseca. La storia \u00e8 eternamente giovane. Vi sono solo interpretazioni senza fine che producono una creazione permanente priva di un\u2019obiettivit\u00e0 neutrale, che \u00e8 solo un pregiudizio antropocentrico. Nietzsche si era scagliato contro il cristianesimo, reo di mistificare il corso irrazionale del divenire. Foucault attacca le scienze umane, perch\u00e8 diventate tecnologie del potere al servizio della societ\u00e0 punitiva, riportano l\u2019Impensato, la Differenza, all\u2019Identit\u00e0. Riassorbono l\u2019Inconscio nell\u2019Io. Quindi le scienze umane, sostituendo il cristianesimo nella sua millenaria influenza culturale, riproducono la \u00abfavola\u00bb rassicurante di un\u2019organizzazione omogenea del nostro paradigma sociale. Ancora una volta l\u2019Altro \u00e8 osservato e controllato dalla prospettiva rassicurante e totalitaria dell\u2019Identit\u00e0 \u00abratio-euro-centrica\u00bb. Per Foucault, dunque, le moderne scienze umane assumono l\u2019eredit\u00e0 del cristianesimo. Lo psicanalista, il sociologo, l\u2019antropologo hanno la funzione sociale di sostituire, integrandolo, il ruolo svolto dal prete cristiano nel controllo del corpo e della sessualit\u00e0. Con l\u2019unica eccezione della psicanalisi di Lacan, che non riconduce l\u2019Es all\u2019Io, ma si pone completamente all\u2019ascolto del primo, rispettandone l\u2019alterit\u00e0. L\u2019archeologia di Foucault si rivela cos\u00ec un\u2019\u00abeterologia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foucault, nella sua particolare interpretazione di Nietzsche, ne forza \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 il pensiero, fino a farlo coincidere con il suo. L\u2019annuncio nietzscheano della \u00abmorte di Dio\u00bb coincide, connesso con l\u2019eterno ritorno e il superuomo, con la stessa scommessa di <em>Le parole e le cose<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abil pensiero di Nietzsche [&#8230;] annunci\u00f2 nella forma dell\u2019evento imminente della Promessa-Minaccia, che presto non sarebbe pi\u00f9 esistito l\u2019uomo, ma il superuomo; il che in una filosofia del Ritorno voleva dire che l\u2019uomo, gi\u00e0 da tempo ormai, era scomparso e non cessava di scomparire\u00bb <\/em>(Ivi, p. 347).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nietzsche \u2013 in quanto proveniente dalla filologia \u2013 sarebbe stato il primo, secondo Foucault, a tentare una critica all\u2019antropologia umanistica. Foucault rovescia radicalmente l\u2019interpretazione heideggeriana, e fa di Nietzsche non il profeta del tecno-antropocentrismo, ma il suo antesignano nella scommessa sulla \u00abmorte dell\u2019uomo\u00bb. Nietzsche, pensa l\u2019Impensato, \u00e8 un pensatore della Differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abattraverso una critica filologica [&#8230;] Nietzsche ritrov\u00f2 il punto in cui uomo e Dio si appartengono a vicenda, in cui la morte del secondo \u00e8 sinonimo della scomparsa del primo, e in cui la promessa del superuomo significa anzitutto l\u2019imminenza della morte dell\u2019uomo\u00bb <\/em>(Ivi, pp. 367-368).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019estensione problematica \u2013 in una chiave di ricerca genealogica sulla formazione del soggetto moderno \u2013 delle tematiche di assoggettamento intrecciate al sapere, \u00e8 affrontato da Foucault nella <em>Microfisica del potere.<\/em> Foucault, radicalizzando le conclusioni nietzscheane per cui ogni volont\u00e0 di verit\u00e0 \u00e8 in fondo solo una volont\u00e0 di potenza, struttura la sua concezione prospettivistica della conoscenza e la intreccia al potere. Nietzsche affermava che la conoscenza \u00e8 priva di verit\u00e0, in quanto quest\u2019ultima \u00e8 gi\u00e0 un sottoprodotto della volont\u00e0 di potenza. Secondo la chiave di lettura heideggeriana, il prospettivismo nichilista nietzscheano deve essere interpretato come un\u2019ontologia della soggettivit\u00e0. L\u2019<em>\u00abAlles ist Kraft!\u00bb<\/em> nietzscheano era, a detta di Heidegger, il compimento della metafisica antropocentrica. Foucault rovescia il presunto ontologismo della volont\u00e0 di potenza in una dimensione di critica libertina della cultura. Se la verit\u00e0 \u00e8 essenzialmente determinata dal controllo delle tecnologie di dominio, allora il S\u00e9 dell\u2019individuo, la sua formazione storico-culturale, non esiste nella dimensione propria. Il soggetto deve dissolversi in un rapporto di \u00abdi-soggettivazione\u00bb. Il potere non deve essere espresso sempre e solamente in termini repressivi, ma deve essere pensato in termini produttivi. Il potere produce il reale. Il potere struttura meccanismi positivi in cui circoscrive pratiche discorsive di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foucault si propone di analizzare il \u00abcome\u00bb del potere, ovvero di studiare attraverso quali mezzi \u00e8 esercitato. Il potere agisce re-attivamente sulle azioni del corpo, non sul corpo stesso. Vi pu\u00f2 essere dominio solo su soggetti liberi, anzi a condizione che siano liberi. Foucault approda ad una concezione dinamica del potere: Non pu\u00f2 esservi nessuna \u00abcittadella\u00bb del potere, nessuna classe detentrice dei mezzi di produzione. Il potere non lo si possiede ipostaticamente: lo si esercita. Esso, per Foucault, non \u00e8 n\u00e9 violenza n\u00e9 consenso, ma uno strutturarsi di azioni su altre azioni. Foucault opera una distinzione tra le teorie del potere, rinvenendone una \u00abeconomica\u00bb, una \u00abnon-economica\u00bb, ed una che considera il potere come \u00abguerra\u00bb. La teoria economica considera il potere qualcosa che si possiede come un bene. Da questa teoria derivano le concezioni liberali e marxiste. La teoria non-economica rifiuta la concezione del potere come bene posseduto e lo pensa in termini di \u00abrapporti di forza\u00bb. Questa \u00e8 la posizione di Hegel, Reich, Freud. Foucault rifiuta sia la teoria economica, che quest\u2019ultima, perch\u00e8 il potere \u00e8 qui concepito come repressione. Abbiamo visto che Foucault pensa il potere in termini produttivi. Foucault fa sua l\u2019ultima teoria, quella del potere come guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abil potere \u00e8 la guerra, la guerra continuata con altri mezzi\u00bb <\/em>(Cfr. J. Miller, <em>La passione di Michel Foucault<\/em>, Longanesi, Milano, 1994, p. 326, dove Foucault rovescia il celebre motto di Clausewitz).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il potere, secondo Foucault, non \u00e8 mai eclatante, ma silenzioso, \u00e8 \u00abuna guerra silenziosa\u00bb, che inscrive la lotta, nel corpus sociale e all\u2019interno di quello di ogni singolo. Foucault memore che Nietzsche usava spesso descrivere la volont\u00e0 di potenza come \u00abrapporto di forza\u00bb, connette l\u2019ipotesi reichiana del potere come repressione con quella della guerra, che fa risalire a Nietzsche. La repressione \u00e8, secondo Foucault:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abla messa in opera, all\u2019interno di questa pseudo-pace, di un rapporto di forza perpetuo\u00bb (<\/em>Cfr<em>.<\/em> M. Foucault, <em>Microfisica del Potere<\/em>, Einaudi, Torino, 1977, p. 179).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La repressione \u00e8 solo un sottoprodotto del potere. Il potere \u00e8 innanzitutto produzione, poi \u2013 dato che gli individui sono i suoi prodotti \u2013 anche repressione. Foucault radicalizza l\u2019assunto nietzscheano del prospettivismo, ed arriva a concepire il potere, non come volont\u00e0 individuale e collettiva, n\u00e9 come interesse economico, ma come auto-rappresentazione. Il potere \u00e8 onnipresente, non tanto perch\u00e8 \u00abinglobi tutto, ma perch\u00e8 viene da ogni dove\u00bb. Il potere \u00e8 un\u2019entit\u00e0 astratta, onnipresente e totalizzante (<em>\u00abAlles ist kraft!\u00bb<\/em>). Ma mentre la volont\u00e0 di potenza di Nietzsche era riservata al superuomo il potere di Foucault \u00e8 sconnesso da qualsiasi soggetto idealizzato (Zarathustra) e tantomeno da qualsiasi marxiana entit\u00e0 collettiva (la borghesia). D\u2019altronde abbiamo gi\u00e0 visto che Foucault usa il concetto del superuomo solo per designare un \u00abpassare-oltre-l\u2019uomo\u00bb verso la morte dell\u2019uomo. Rendendo il potere qualcosa di astratto, Foucault elimina completamente da esso l\u2019azione a priori del soggetto-identit\u00e0, e quindi riapre alla Differenza. Radicalizzando la volont\u00e0 di potenza nietzscheana senza il soggetto del superuomo \u2013 che \u00e8 solo la promessa della morte dell\u2019uomo \u2013 Foucault cerca di pensare l\u2019Impensato. Ancora una volta la lettura che Foucault fa di Nietzsche \u00e8 volta alla ricerca dell\u2019Alterit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella <em>Microfisica<\/em>, Foucault descrive la societ\u00e0 feudale in cui il potere sovrano era strutturato in una \u00abmeccanica generale\u00bb di dominio, ed in particolare manteneva una posizione eterogenea rispetto alle maglie del potere. La societ\u00e0 borghese si caratterizz\u00f2 per il dominio disciplinare esercitato, anzich\u00e9 sul terreno \u2013 come nel modello regale \u2013 sui corpi e sulle loro azioni. Questo cambiamento paradigmatico segna, secondo Foucault, il sorgere della societ\u00e0 carceraria moderna, in cui il controllo costante prevale sulla tassazione discontinua. Foucault si propone di analizzare il potere in senso ascendente dalla periferia fino ai vertici. Il potere non \u00e8 solo onnipresente, ma anche anonimo e onnicomprensivo. La \u00abstruttura dinamica\u00bb del potere \u00e8 totalizzante: nessuno, n\u00e9 dominatore, n\u00e9 dominato, vi sfugge. La concezione del potere di Foucault \u00e8 \u00abpancreatica\u00bb, onnipotente: appiattisce i rapporti sociali concreti in schemi di dominio astratti. Tutto \u00e8 potere nella concezione sociale di Foucault: <em>\u00abAlles ist Kraft!\u00bb<\/em>. Al posto dello schema hegeliano \u00abcoscienza\/libert\u00e0\u00bb, Foucault vi sostituisce quello mutuato dal prospettivismo dei centri di forza di marca nietzscheana. Foucault assimila solo questo punto dalla lezione di Nietzsche. Il suo unico interesse \u00e8 il gioco prospettico delle volont\u00e0 di potenza, che essendo ricondotto all\u2019istanza della Differenza, deve procedere ad una graduale de-soggettivazione delle stesse. Come abbiamo gi\u00e0 visto superuomo ed eterno ritorno servono soltanto a preannunziare la fine imminente dell\u2019uomo. La volont\u00e0 di potenza \u00e8 esclusivamente energetismo sociale e, perci\u00f2, un\u2019analisi archeologico-genealogica dei centri di potenza deve condurre all\u2019ennesimo tentativo di pensare l\u2019Impensato. Il prospettivismo energetico nietzscheano funzionale al pensiero della Differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sua ultima opera, la <em>Storia della sessualit\u00e0<\/em>, il S\u00e9, sottoprodotto delle dinamiche del potere, viene analizzato, ricostruito genealogicamente dal suo interno. Foucault cerca ora di delineare come il potere si manifesta all\u2019interno del soggetto moderno. Il potere analizzato a partire dalle tecniche del S\u00e9. Quindi attraverso un nietzscheano rovesciamento prospettico delle tematiche indagate fino alla <em>Microfisica<\/em>. In particolare Foucault si propone di trasporre in pratiche discorsive la sessualit\u00e0, alla luce del polimorfismo tecnologico del potere. La sessualit\u00e0 si rivela, a partire dall\u2019et\u00e0 rinascimentale, strumento privilegiato per dischiudere la verit\u00e0 dell\u2019individuo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Occidente non si propone di elaborare sofisticate tecniche erotiche \u2013 non \u00e8 interessato a sacralizzare la dimensione sessuale come l\u2019Oriente \u2013 ma a controllare in maniera personalizzata i singoli. Foucault rinnega lo schema freudiano\/marcusiano della repressione sessuale della societ\u00e0 occidentale. Ancora una volta, il potere non reprime, ma produce i meccanismi della verit\u00e0. La sessualit\u00e0 occidentale \u00e8 sottoposta ad un controllo produttivo, propositivo, piuttosto che meramente repressivo. Come si vede Foucault estende la sua astratta concezione nietzscheana dell\u2019energetismo sociale alla ricerca genealogica. Le pratiche discorsive del potere non reprimono il sesso, ma lo inventano. La sessualit\u00e0 diventa oggetto di indagine culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019et\u00e0 greca l\u2019erotismo non era considerata un\u2019attivit\u00e0 pericolosa o destabilizzante: il veto riguardava unicamente gli eccessi. La saggezza greca consisteva nel limitare la pulsione erotica agli effettivi bisogni erotici dell\u2019individuo. Solo la trasgressione fine a s\u00e9 stessa era censurata. Il sesso diventava la verifica della padronanza di s\u00e9. Foucault usa il termine di \u00abstilizzazione\u00bb per descrivere l\u2019autocontrollo della condotta dell\u2019uomo greco: all\u2019interno della polis egli disponeva di ampia libert\u00e0 di azione. \u00c8 possibile vedere in queste considerazioni foucaultiane un richiamo al \u00abgrande stile\u00bb nietzscheano, al \u00abdare forma al caos\u00bb. In conclusione i greci non demonizzavano l\u2019erotismo, ma deprecavano gli eccessi. Di qui l\u2019etica stoica della \u00abcura sui\u00bb. Inoltre essi, in particolare Platone, distinguevano tra amore \u00abnobile\u00bb, spirituale, ed amore \u201cvolgare\u201d, unicamente sensuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mondo cristiano unific\u00f2 l\u2019erotismo, \u00abde-edonificandolo\u00bb: il sesso era comunque volgare. La cesura non ricadeva pi\u00f9 all\u2019interno della qualit\u00e0 del rapporto amoroso, ma sulla sua natura: la pederastia greca veniva ampiamente condannata, l\u2019eterosessualit\u00e0 tollerata soltanto all\u2019interno del matrimonio e resa funzionale alla procreazione. L\u2019uomo \u00abconfessionale\u00bb del cristianesimo si sostituisce all\u2019ideale ellenico del controllo di s\u00e9 nell\u2019uso dei piaceri. Il cristianesimo interiorizza la libido: come in <em>Sorvegliare e punire<\/em>, Foucault fa sua la lezione della Genealogia nietzscheana sulla volont\u00e0 di potenza introiettata. Il filosofo francese inoltre, in l\u2019<em>Usage des<\/em> <em>plaisirs<\/em> pone molta attenzione sulla forza di volont\u00e0 del soggetto. In effetti nella sua incompiuta <em>Storia della sessualit\u00e0<\/em>, Foucault insiste particolarmente sull\u2019enkrateia e sulla confessione cristiana, che presumono almeno inizialmente una soggettivit\u00e0 forte. In queste pagine il soggetto non sembra tanto un sottoprodotto del potere\/sapere, quanto invece una variabile indipendente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo giunti all\u2019annosa questione su come conciliare questa rivalutazione finale di Foucault del soggetto, con le sue opere precedenti. Si ricorder\u00e0 che all\u2019inizio si era accennato all\u2019influenza delle Inattuali sul giovane Foucault. In quegli scritti Foucault aveva subito una sorta di imprinting filosofico, che in ogni fase della sua ricerca segner\u00e0 l\u2019ossessione per la ricerca dell\u2019Altro, dell\u2019Eccedente, del proprio Daimon, che poi avrebbe significato rispondere alla domanda sull\u2019\u00abessere cos\u00ec e non altrimenti\u00bb. L\u2019Altro, come gi\u00e0 visto, \u00e8 per Foucault il Medesimo. Ricercare le radici di noi stessi, liberare il rimosso, significa essenzialmente metterci in rapporto con tutto ci\u00f2 che eccede il logocentrismo metafisico. La Sragione-Differenza conduce alla segreta saggezza del centro del nostro proprio essere-cos\u00ec. Diventa chiaro che l\u2019Altro \u00e8 per Foucault l\u2019inconscio, mentre l\u2019Io \u00e8 genealogicamente strutturato dalla meccanica del potere. Decostruire il potere, conduce alla spazio d\u2019assenza del Fuori, che correlativamente riscrive e di-svela il proprio centrum. \u00c8 questa la chiave dello \u00abstrutturalismo senza strutture\u00bb di Foucault: entrare in relazione con l\u2019Impensato, significa delineare una nuova forma di Identit\u00e0, che non riassimila la Differenza, ma vi si rapporta infinitamente. Perch\u00e8 solamente l\u2019Altro pu\u00f2 dis-velare il segreto su se stessi. In questa prospettiva il Nietzsche di Foucault \u00e8 essenzialmente un pensatore della Differenza. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" class=\"wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><\/noscript><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michel Foucault \u00e8 stato con Deleuze l\u2019esponente principale degli studi francesi sulla Nietzsche-Reinassance che hanno contrassegnato l\u2019avvio del post-strutturalismo. 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