{"id":1759,"date":"2007-08-17T00:57:24","date_gmt":"2007-08-16T22:57:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1759"},"modified":"2023-09-25T13:54:38","modified_gmt":"2023-09-25T11:54:38","slug":"il-libro-delle-dodici-porte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1759","title":{"rendered":"Il Libro Delle Dodici Porte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Compendio alchemico<\/strong><\/p>\n<p>Introduzione \u2013 Compendio alchemico: Prologo<\/p>\n<p>Divider\u00f2 questo piccolo Trattato in dodici capitoli ed in due ricapitolazioni, lasciando ogni ripetizione superflua e concentrandomi solamente a dare una vera conoscenza della Teoria e della Pratica, in modo tale che chiunque vorr\u00e0 trarre luce dai miei scritti, possa giungere comodamente al suo disegno.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Il Libro Delle Dodici Porte<\/h3>\n<p align=\"left\">di George Ripley<br \/>\ntraduzione da testo francese a cura di Giuseppe Barbone<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4 align=\"center\">Compendio alchemico<\/h4>\n<h3><\/h3>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20342%20491'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte1.jpg\" width=\"342\" height=\"491\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte1.jpg\" width=\"342\" height=\"491\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\">Alchimia, Londra, 1591<\/p>\n<p><em>Sommario<\/em>: <a href=\"#p1\">Introduzione<\/a> \u2013 <a href=\"#p2\">Compendio alchemico: Prologo<\/a> &#8211; Prima porta: Calcinazione &#8211; Seconda porta: Scioglimento (Solve) \u2013 Terza porta: Separazione \u2013 Quarta porta: Congiunzione \u2013 Quinta porta: Putrefazione \u2013 Sesta porta: Coagulazione \u2013 Settima porta: Cibation \u2013 Ottava porta: Sublimazione &#8211; Nona porta: Fermentazione \u2013 Decima porta: Esaltazione \u2013 Undicesima porta: Moltiplicazione \u2013 Dodicesima porta: Proiezione \u2013 Riassunto \u2013 Avvertimento di George Ripley<\/p>\n<h4><a name=\"p1\"><\/a>Introduzione<\/h4>\n<p>Il Libro delle Dodici Porte \u00e8 stato scritto da uno dei due pi\u00f9 illuminati alchimisti Inglesi del XV secolo.<\/p>\n<p>Si tratta di George Ripley, contemporaneo di Thomas Norton. Quest&#8217;ultimo sarebbe stato iniziato all&#8217;alchimia da G. Ripley, monaco di Bridlington che concentr\u00f2 le sue conoscenze nel Compendio alchemico, lavoro dedicato ad Edoardo IV. Questo trattato fu pi\u00f9 conosciuto sotto il nome di: <em>Libro delle Dodici Porte<\/em>, ripubblicato a Parigi nel 1979, con un&#8217;introduzione di B. Biebel. Pare che sia stata ritrovata un&#8217;Opera omnia di Ripley a Cassel nel 1649. Thomas Norton [1433?-1513], molto vicino a Ripley, ha redatto un <em>Original of Alchemy<\/em>, che sembra debba essere attribuito a suo nonno&#8230; Comunque sia, nel preambolo di uno dei suoi numerosi scritti, inviati alla regina Elisabetta, riporta che ai tempi di Eduardo IV, sette persone detenevano il segreto alchemico, l&#8217;arcivescovo di York; Dalton, un monaco di Tewkesbury e suo nonno. Norton sembra aver ricevuto il segreto della trasmutazione da Hugh Brice, nel 1466, mentre quest&#8217;ultimo per effettuare tale operazione, svalut\u00f2 la moneta della Torre di Londra dove era stipendiato. Tuttavia, J. Van Lennep riporta che questo segreto gli fu rivelato forse da George Ripley.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del XV secolo, G. Ripley (1415?-1490), canonico di Sant&#8217;Agostino a Bridlington nella diocesi di York, lesse i pi\u00f9 grandi maestri alchemici, ma senza giungere a nessun risultato. Decise dunque, come molti alchimisti, di viaggiare per scoprire il segreto della trasmutazione. Cos\u00ec verso 1477, si rec\u00f2 a Roma, dove introdotto nelle buone grazie del papa Innocenzo VIII, fu promosso al grado di prelato domestico e di maestro delle cerimonie. Al suo ritorno in Inghilterra, gli altri membri della sua congregazione che non apprezzarono i titoli di cui era stato onorato, non gli fecero una buona accoglienza. Indispettito, Ripley se ne and\u00f2 nel 1488 dai Carmes dove, adattandosi ad un&#8217;austera solitudine, si dedic\u00f2 alle esperienze che aveva acquisito. Si racconta che praticava l&#8217;alchimia con un tale successo da poter offrire ai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, la somma di centomila libbre d&#8217;oro per la difesa di Rodi contro i turchi&#8230; Questa generosit\u00e0 non imped\u00ec, dopo la sua morte avvenuta nel 1490, ai membri della sua comunit\u00e0 di accusarlo di magia. Ashmole pensava che Ripley avesse iniziato Thomas Norton. Gli si attribuirono in seguito parecchi trattati per la maggior parte non pubblicati. Il solo che gli si possa attribuire con certezza \u00e8 il <em>Compound of Alchymy <\/em> che scrisse nel 1471, quando era monaco, dedicandolo ad Eduardo IV. In ogni caso ci\u00f2 che afferma all&#8217;inizio del lavoro [<em>the Compound of alchemy or the ancient hidden Art of Alchemic<\/em>, Londra, 1591, Ferguson, vol,. II, P. 277; Duveen 510; Macphail, 48]<em>. <\/em>Questo trattato riapparve sotto il titolo <em>Liber 12 Portarum <\/em> in una raccolta pubblicata in latino, a Cassel, nel 1649. Abbiamo ricordato pi\u00f9 in alto la traduzione francese, realizzata da B. Biebel. Gli vengono attribuiti anche parecchi rotoli manoscritti e dipinti conosciuti sotto il nome di Ripley Scrowle,che ripetono, a parte alcune varianti, in modo diverso gli stessi argomenti.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20380%20377'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/rs4_10.jpg\" width=\"380\" height=\"377\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/rs4_10.jpg\" width=\"380\" height=\"377\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Il Re pennuto che divora le sue piume, estratto dal Ripley Scrowle, dettaglio, Londra, British Museum di storia naturale, MS, Additional 5025. Four rolls drawn in L\u00fcbeck, 1588, <\/em><\/p>\n<p>Parecchi di essi sono conservati al British Museum di storia naturale, altri alla Princeton University Library, al Fitzwilliam Museum di storia naturale a Cambridge ed alla Bodleian Library di Oxford. Quello di Oxford che \u00e8 il pi\u00f9 vecchio, data della seconda met\u00e0 del XV secolo. L&#8217;esemplare di Cambridge data probabilmente della prima met\u00e0 del seguente secolo. Il Libro delle dodici porte apparve sul <em>Theatrum chemicum<\/em>, n\u00b0 22, vol. II, P. 275. F . Hoefer dedica mezza pagina della sua <em>Storia della Chimica <\/em> a Ripley e riporta un elenco di lavori che gli vengono attribuiti.<\/p>\n<p>Fulcanelli ricorda la figura del nostro alchimista nel <em>Mistero delle Cattedrali<\/em>, p. 129, quando ci dice che:<\/p>\n<p>\u00ab[il r\u00e9incrudation] \u00e8 l&#8217;entrata aperta al Palazzo chiuso del Re, di Philal\u00e8the, la prima porta di Ripley\u00bb [cap. sulla cattedrale di Parigi], pi\u00f9 avanti nello stesso lavoro, p. 185:<\/p>\n<p>\u00abRipley si avvicina pi\u00f9 alla verit\u00e0 quando dice: \u201cche c&#8217;\u00e8 un solo corpo immondo nel nostro magist\u00e8ro; i Filosofi lo chiamano comunemente Leone verde. \u00c8 il mezzo, o medio, per unire le tinture del sole e della luna\u201d\u00bb [chap.Lallemant, Bourges]<\/p>\n<p>Fulcanelli parla anche del Ripley nelle <em>Dimore Filosofali, <\/em> p. 100, quando rievoca l&#8217;alchimia medievale e p. 243:<\/p>\n<p>\u00ab[&#8230;] \u00e8 l&#8217;Hyp\u00e9rion ed il Vetriolo di Basilio Valentino, il leone verde di Ripley e di Giacomo Tesson, in una parola il vero enigma del grande problema\u00bb. [ la Salamandra di Lisieux]<\/p>\n<p>Come possiamo vedere, \u00e8 soprattutto con il riferimento al Mercurio filosofico che Goerge Ripley viene ricordato. C. G. Jung parla in numerose riprese di Ripley nella sua Psicologia ed Alchimia [Buchet-Chastel, 1970], in particolare nel capitolo sulla materia prima:<\/p>\n<p>\u00abSir George Ripley, alchimista inglese (1415?-1490), scrive: \u201cI filosofi dicono ai ricercatori che gli uccelli e i pesci ci portano il lapis, ogni uomo lo possiede, \u00e8 in ogni luogo, in te, in me ed in ogni cosa nel tempo e nello spazio. Si concede sotto una forma meschina [ve li raffigur\u00f2]. Di lui sordo la nostra acqua eterna [aqua permanens].\u201d Difatti, secondo Ripley, la prima materia \u00e8 l&#8217;acqua; \u00e8 il principio materiale di tutti i corpi, ivi compreso del mercurio.\u00bb [Ubiquit\u00e0 e perfezione]<\/p>\n<p>Permetteteci di dubitare che qui Ripley abbia voluto indicare l&#8217;acqua, in quanto liquido volgare, perch\u00e9 questa acqua deve possedere una qualit\u00e0 ignea che ci mostra la sua vera natura, o un fuoco acquoso che \u00e8 la stessa cosa. Si potrebbero citare altri passaggi, in particolare quando Jung scrive che il Mercurius \u00e8 citato da Ripley come l&#8217;estrazione del fuoco che parte dal caos per rendere l&#8217;occulto manifesto [p. 438]. Ed ancora questo brano:<\/p>\n<p>\u00abRipley annette cos\u00ec questo simbolo [la ruota] a quello del peregrinatio e del quaternario. La ruota si distende fino a diventare la ruota del sole che gira nel cielo, diventa quindi identica all&#8217;eroe o al dio-sole che subisce una passione fatta di lavori difficili e di auto-incenerimento, come Ercole, o dell&#8217;imprigionamento e dello smembramento a causa del principio del male, come Osiris. Il carro di fuoco sul quale Elia sal\u00ec al cielo \u00e8 una metafora molto conosciuta del carro di H\u00e9lios.\u00bb [lo accostamento Lapis-Christus]<\/p>\n<p>Infine, un intero capitolo di Jung \u00e8 dedicato a Ripley. Ne citiamo qui un&#8217;ampio brano:<\/p>\n<p><em>\u00abUna testimonianza supplementare di cui Waite deve aver avuto conoscenza, ci viene data dal suo compatriota, Sir George Ripley [Georgius Riplaeus &#8211; 1415-1490], monaco di Bridlington la cui opera principale: Liber duodecim portarum [Mangetus, Joannes Jacobus <\/em>. <em>bibliotheca chemica curiosa, Ginevra, 1702; XII, pp 275-285] \u00e8 preceduta da una tavola delle corrispondenze filosofiche fatta da B. <\/em>a Portu, Aquitanus [Theatrum chemicum, vol. <em>II, 11 &#8211; p. 123; un tavolo]. La <\/em><em>tavola riproduce le corrispondenze dei sette metalli con le sostanze chimiche e con ci\u00f2 che chiama i \u201ctipi.\u201d Per questi tipi bisogna intendere i simboli alchemici, come per esempio, le tinture, le et\u00e0 della vita, i segni dello zodiaco, ecc. In queste corrispondenze si trovano anche sette misteri, fra i quali il Mysterium Altaris (Mistero dell&#8217;altare), vale a dire: la messa, attribuita all&#8217;oro, la cui corrispondenza alchemica \u00e8 la trasmutazione. La specie di grano che appartiene a questo mistero \u00e8 il triticum (frumento). Questo B. a Portu potrebbe essere il paracelsiano Bernardus Georgius Penotus che nacque tra il 1520 ed il 1530 a Porto-Santa-Maria in Guinea, partita dalla vecchia Aquitania, e mor\u00ec nel 1620 all&#8217;ospizio dei poveri di Yverdon (cantone di Vaud, Svizzera) tanto avanzato in et\u00e0 che disilluso, ebbe un ripensamento sull&#8217;ottimismo paracelsiano che l&#8217;aveva contraddistinto ai tempi dei suoi studi a Basilea. Divise la sorte inevitabile di colui al quale mancava l&#8217;umorismo necessario alla comprensione del vecchio maestro, per il quale la dottrina segreta dell&#8217;\u201caurum non vulgi\u201d, oro, che non \u00e8 quello volgare, rest\u00f2 fin troppo segreta. La sua testimonianza mostra tuttavia, che l&#8217;analogia tra l&#8217;opus e la messa aveva girato molto nei circoli paracelsiani. Paracelso era contemporaneo di Melchior, il quale si stup\u00ec di come avesse potuto giungere a conclusioni simili, conclusioni che erano gi\u00e0 nell&#8217;aria. L&#8217;analogia di Melchior <\/em><em>sembr\u00f2 abbastanza significativa a Michael Maier, che ne fece il simbolo XI del suo Symbola aureae mensae (1617) col motto <\/em>: Lapis, ut infans, lacte nutriendus est virginali <em>(La pietra, come un neonato, deve essere nutrita col latte di vergine).\u00bb <\/em><\/p>\n<p>Infine troviamo la seguente leggenda nel Cantilena Ripley.<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;era una volta un nobile Re [il caput corporum, capo dei corpi] che non aveva discendenti. Si lamentava della sua sterilit\u00e0: un defectus originalis (difetto originale) che ha dovuto sopportare, sebbene fosse stato nutrito sotto le ali del sole e non aveva alcun difetto di costituzione. Dice testualmente: <em>\u201cTemo e son certo che se non otterr\u00f2 subito il soccorso delle specie [species], non potr\u00f2 procreare. Ma ho appreso con grande stupore che potrei nascere di nuovo grazie all&#8217;albero del Cristo\u201d. <\/em> Volle tornare allora nel ventre di sua madre e sciogliersi nella prima materia. La madre l&#8217;incoraggi\u00f2 nel suo disegno e lo nascose subito sotto il suo abito, finch\u00e9 l&#8217;avesse nuovamente incarnato da sola ed in lei. Allora rimase incinta. Durante la gravidanza mangi\u00f2 la carne del pavone e bevve il sangue del leone verde. Poi, mise al mondo un bambino che somigliava alla Luna e si mut\u00f2 poi nel bagliore del Sole. Il figlio ridivenne Re. Il testo dice: \u201cDio ti diede le armi magnifiche e scintillanti dei quattro elementi per mezzo dei quali si trova la vergine rinominata, (virgo redimita)\u201d. Un balsamo meraviglioso scorreva da lei, il viso radioso, ornato dalla pietra preziosa brillava. Ma il leone verde era coricato nel suo ventre ed il suo sangue colava da un lato. Fu incoronata da un diadema e collocata come stella nel firmamento. Il Re divent\u00f2 un trionfatore supremo, un grande guaritore di tutti i malati, un redentore [reformator] di tutti i peccati\u00bb.<\/p>\n<p>[Un cabalista pu\u00f2 ritrovare velocemente l&#8217;allegoria classica dell&#8217;eclissi di Lulle, la putrefazione, vale a dire: lo scioglimento degli Zolfi, specialmente del Re nobile, simbolo dello zolfo rosso,che nel Mercurio \u00e8 simboleggiato dalla madre.<\/p>\n<p>Qui, la prima materia non \u00e8 considerata come materia prima abitualmente intesa, ma come umido radicale che scioglie radicalmente le calci metalliche quando la madre lo nasconde sotto il suo abito (vedere l&#8217;allegoria di Hyperion \u2013 che cabalisticamente si legge <strong><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2061%2010'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte4.gif\" width=\"61\" height=\"10\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte4.gif\" width=\"61\" height=\"10\" \/><\/noscript><\/strong>). La carne del pavone rappresenta gli zolfi sciolti nel Mercurio nell&#8217;epoca della Grande coction, fase intermedia tra il regime di Giove e quello della Luna. Il sangue del Leone verde \u00e8 anche un simbolo degli zolfi sciolti, si parla allora di Leone rosso. Il bambino che somiglia alla Luna \u00e8 il colore bianco che segue la putrefazione ed annuncia il regime che reca lo stesso nome (Albedo), seguito poi dal colore rosso, colore del sole all&#8217;aurora. Il figlio che diventa re \u00e8 <strong><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2060%2013'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte5.gif\" width=\"60\" height=\"13\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte5.gif\" width=\"60\" height=\"13\" \/><\/noscript><\/strong>\u00a0 dell&#8217;opera o delfino. In quanto alle armi dei quattro elementi, ne parliamo pi\u00f9 in basso nel commento delle Dodici Porte. Dobbiamo insistere sulla pietra preziosa, che altro non \u00e8 che la nostra Pietra. \u00c8 molto interessante leggere il commento di Jung su questo testo, che far\u00e0 apparire delle radicali differenze di interpretazione, secondo noi, un controsenso totale della concezione che Jung aveva della fenomenologia alchemica].<\/p>\n<h4>Il Cantilena<\/h4>\n<p>Ripley dice altrove che Cristo disse: \u201cEd io, risorger\u00f2 dalla Terra, ed attirer\u00f2 a me tutti gli uomini\u201d. Dal momento in cui le due parti saranno crocefisse ed inanimate, si legheranno l&#8217;uno all&#8217;altra, l&#8217;uomo e la donna saranno seppelliti insieme e saranno risuscitati dallo spirito della vita. Poi saranno alzati al cielo in modo che il corpo e l&#8217;anima possano essere trasfigurati ed elevati sulle nuvole. Quindi attireranno tutti i corpi alla loro propria dignit\u00e0. Se si ricorda che l&#8217;autore non \u00e8 un laico ma un canonico erudito, \u00e8 difficile accettare l&#8217;idea che sia stato all&#8217;oscuro delle idee fondamentali del dogma cristiano. Certo, non \u00e8 detto da nessuna parte direttamente che il lapis sia il Cristo; ma le figure consacrate sono facilmente riconoscibili nei ruoli del Re e della Madre vergine. Ripley ha scelto probabilmente e deliberatamente questi paragoni senza avere la consapevolezza di bestemmiare. Tuttavia il tipografo Conrad Waldkirch, a Basilea, gli avrebbe fatto piovere fuoco e zolfo sulla testa. Ripley apparteneva all&#8217;epoca dove Dio ed i suoi misteri abitavano ancora la natura, e dove il mistero del riscatto si ritrovava a tutti i livelli dell&#8217;essere, perch\u00e9, i fenomeni incoscienti vivevano precisamente, ancora in una partecipazione pacifica e paradisiaca con la materia, e potevano essere vissuti in lei. [&#8230;] In quanto ai dettagli del testo di Ripley, il re malato che era nato tuttavia benissimo, \u00e8 l&#8217;uomo che soffre di sterilit\u00e0 spirituale. Nella visione di Arisleus \u00e8 il paese che \u00e8 sterile, perch\u00e9 solo il simile si accoppia al simile ed avviene che gli opposti si uniscono. I filosofi consigliano al Re di unire suo figlio a sua figlia e rendere il paese fertile grazie ad un incesto fratello-sorella. Le due forme sono ricorrenti in alchimia e costituiscono la forma stessa delle nozze reali. Questo accoppiamento non \u00e8 niente altro che una variante all&#8217;idea dell&#8217;Ouroboros il quale, naturalmente ermafrodita, far\u00e0 un cerchio da solo.<\/p>\n<p>Da Arisleus, il re fa notare che egli \u00e8 tale perch\u00e9 ha un figlio ed una figlia, mentre i suoi soggetti non hanno dei bambini a causa della loro sterilit\u00e0. La gestazione nel cervello (gestatio in cerebro), designa dei contenuti psichici, pi\u00f9 esattamente un paio di opposti psichici che diventano fecondi da soli. Ma, fino l\u00e0, il re non ha permesso evidentemente ai suoi bambini di procreare, poich\u00e9 reprimeva le manifestazioni della loro vitalit\u00e0 o non faceva attenzione. Sembra che il re non era a conoscenza dell&#8217;esistenza dei suoi bambini e che \u00e8 solamente su consiglio dei filosofi che sia diventato cosciente del loro significato. \u00c8 la proiezione di contenuti incoscienti che porta la responsabilit\u00e0 della sterilit\u00e0, perch\u00e9 questi non possono n\u00e9 svilupparsi, n\u00e9 ottenere il \u201criscatto\u201d se non sono integrati nella coscienza. La coppia fratello-sorella rappresenta l&#8217;inconscio o un suo contenuto essenziale. Lo psicologo moderno avrebbe dato al re il consiglio di ricordarsi dell&#8217;esistenza del suo inconscio e di mettere cos\u00ec fine alla sua stagnazione. Si produce cos\u00ec sempre, in un simile caso, un&#8217;opposizione, un conflitto faticoso, dove appare poi alla superficie, e si comprende senza difficolt\u00e0 perch\u00e9, il re ha preferito restare all&#8217;oscuro del suo conflitto. Come il conflitto non \u00e8 mai esente da complicazioni morali, e \u2013 da questo punto di vista \u2013 esprime perfettamente l&#8217;incesto, moralmente sconveniente. Da Ripley: l&#8217;incesto con la madre \u00e8, beninteso, travestito e prende la forma del rito antico dell&#8217;adozione; ma la madre non ne rimane incinta. L&#8217;invisibilit\u00e0 del re sotto l&#8217;abito della madre corrisponde allo scioglimento totale di Gabricus nel corpo di Beya. Nella seconda versione del Visio Arisleius, il re rappresenta la coscienza dominatrice che, durante la sua spiegazione con l&#8217;inconscio, \u00e8 inghiottita da quest&#8217;ultimo; cos\u00ec nasce il nigredo: stato di tenebre che condurr\u00e0 finalmente ad un revisione ed ad una nuova nascita del re.<\/p>\n<p>L&#8217;idea strana che il re \u00e8 \u201cstato nutrito sotto le ali del sole\u201d potrebbe riferirsi al passaggio di Malachia (4:2 che aiutarono a razionalizzare l&#8217;adorazione del Cristo in quanto H\u00e9lios o Sole.), adorazione che il Sant&#8217;Agostino dovette combattere. Il passaggio dice questo: <em>\u201cMa, per voi che temete il mio Nome, si alzer\u00e0 un sole di giustizia e la guarigione sar\u00e0 sotto le suoi ali; uscirete e salterete come vitelli all&#8217;ingrasso\u201d <\/em> (traduzione di Verdunoy). Questo passaggio \u00e8 sempre stato considerato come una profezia messianica, evidentemente conosciuta da Ripley. \u201cLe ali del sole\u201d sono un&#8217;immagine molto antica, ma che toccava da vicino Malachia e gli ebrei, poich\u00e9 si tratta del simbolo egiziano del sole. Quello che \u00e8 nutrito da questo sole \u00e8 il figlio di Dio, vale a dire: il re.<\/p>\n<p>Come, nella visione di Arisleus, il figlio del re \u00e8 riportato alla vita dai frutti dell&#8217;albero filosofico, parimenti, per Ripley, il re malato deve essere guarito da una specie particolare. Bisogna intendere qui un <em>elisir vitae (elisir di vita). <\/em>L&#8217;albero per mezzo del quale deve rinascere \u00e8 da una parte la croce del Cristo e, d&#8217;altra parte, l&#8217;albero immortale portatore dei frutti dei miracoli della visione di Arisleus. Il cibo della madre durante la gravidanza \u00e8 composto di carne di pavone e di sangue. Il pavone \u00e8 un simbolo cristiano primitivo del redentore; \u00e8 tuttavia improbabile che Ripley l&#8217;abbia saputo. Ma il pavone \u00e8 un parente stretto della fenice, simbolo del Cristo che Ripley doveva conoscere (vedere le figure nel Ripley Scrowle). Il sangue proviene dal leone verde che \u00e8 coricato sul grembo della vergine; cola dalla ferita che ha sul costato. Si tratta dunque del simbolo della comunione e della ferita sul costato del Cristo che giace nel grembo della Piet\u00e0. Il leone verde \u00e8 una delle forme del Mercurius. In quanto dispensatrice della nuova nascita, la madre \u00e8 identica all&#8217;albero. Nell&#8217;edizione di 1588 di Pandora, l&#8217;albero \u00e8 rappresentato sotto le sembianze di una Vergine sopra le nuvole che porta una corona. L&#8217;arbor philosophica (albero filosofico) \u00e8 un simbolo ricorrente che indica il processo filosofico. Cos\u00ec, quando Ripley parla dell&#8217;albero del Cristo, identifica l&#8217;albero miracoloso alla croce del Cristo. Il processo si conclude con un&#8217;apoteosi della Vergine madre. La Pandora.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20307%20400'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte2.jpg\" width=\"307\" height=\"400\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte2.jpg\" width=\"307\" height=\"400\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Glorificazione del corpo rappresentato come l&#8217;incoronazione di Maria &#8211; Speculum Trinitatis,<br \/>\nReusner, Pandora, b\u00e2le, 1582, 1588 &#8211; si tratta del T\u00e9tramorphe, <\/em><\/p>\n<p>L&#8217;immagine sopra raffigurata contiene una rappresentazione dell&#8217;apoteosi sotto forma di un&#8217;elevazione di Maria, l&#8217;assumptio Beatae Mariae Virginis, assunzione della Beata Vergine Maria. Dopo la sua morte, per miracolo divino, il suo corpo e la sua anima si riunirono e salirono insieme al cielo. Questa concezione \u00e8 stata concepita recentemente come dogma. Nell&#8217;incisione, Maria \u00e8 indicata come \u201cTerra\u201d, \u201ccorpus Lyb\u201d e come \u201cdie wonn der jungfrowenn wardt\u201d (\u201cterra\u201d, \u201ccorpo\u201d, \u201cche diventa la gioia delle vergini\u201d); la colomba scende su di lei, e Dio Padre (?), a destra, alza la sua mano facendo il gesto della benedizione. L&#8217;iscrizione che correda l&#8217;immagine di Dio che porta la sfera del mondo dice: \u201cAnima\u201d, e il padre, il figlio e la madre. \u201cDomare\u201d si riferisce alla regina del cielo (sul trono accanto a lui, il re); in lei la sostanza della terra, trasfigurata nel suo corpo risorto, \u00e8 offerta alla divinit\u00e0. Vediamo a sinistra un personaggio barbuto, sembiante a Dio Padre, con l&#8217;iscrizione: \u201cSapientia Wyssheit\u201d (Saggezza). Pi\u00f9 in basso, sullo scudo, si trova la rappresentazione della liberazione del rebis dalla prima materia. Il tutto ha la forma di un mandala, incorniciato dai simboli degli evangelisti. L&#8217;iscrizione sotto l&#8217;immagine dice: <em>\u201cFigura speculi Sanctae Trinitatis. Gstalt des Spiegels der Heiligen Dryheit\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ripley definisce il suo re come un trionfatore, guaritore di tutti i mali e redentore di tutti i peccati. Alla fine del Rosarium (1550) si trova un&#8217;immagine del Cristo resuscitato con l&#8217;iscrizione: \u00abDopo le mie numerose sofferenze ed il mio grande martirio, sono resuscitato, trasfigurato, lavato da ogni sozzura\u00bb.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20242%20332'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte3.jpg\" width=\"242\" height=\"332\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/Dodici_porte3.jpg\" width=\"242\" height=\"332\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\">Rosarium Philosophorum, figura 21,<\/p>\n<p>Si tratta certamente di ipotesi e di congetture, ma il lettore che visiter\u00e0 le altre sezioni potr\u00e0, attraverso una verifica incrociata, pensare che la versione che ci d\u00e0 Jung dell&#8217;alchimia \u00e8 incompatibile con ogni tipo di allegorie nelle quali vengono descritti procedimenti chimici.<\/p>\n<p>Aggiungiamo che ci sono testi dove, in modo incontestabile, parlano solo di argomenti speculativi che sono sulla stessa linea proposta da Jung, ma per altri, e sono numerosi, esiste un&#8217;esitazione legittima che mette in dubbio le concezioni junghiane sull&#8217;alchimia. In quanto a noi, abbiamo ricordato il canonico di Bridington pi\u00f9 volte. Come, nel commento dell&#8217;opera segreta di Ermes dove Pernety, nelle sue Favole parla di Ripley [chap. IV, <em>Il cervo dalle corna d&#8217;oro<\/em>]:<\/p>\n<p>\u00abLa Natura agisce sempre a lungo, e sebbene l&#8217;arte possa abbreviare le sue operazioni, egli non riuscir\u00e0 a ridurre troppo i procedimenti. Per mezzo di un caldo dolce, ma pi\u00f9 vivo di quello della Natura, si pu\u00f2 anticipare la maturazione di un fiore o di un frutto; ma un caldo troppo violento brucerebbe la pianta, prima che possa produrre ci\u00f2 il frutto che ci si aspettava. [cf.chapitre 35]. Ripley [<em>Dodici porte<\/em>] ,e molti altri autori, ci assicurano del resto, che occorre un anno per giungere alla perfezione della pietra al bianco, o la Diana dei Filosofi, che questo Autore chiama calce\u00bb.<\/p>\n<p>Ripley aggiunge che occorre un anno affinch\u00e9 questa calce diventi fusibile e fissa, e prenda un colore permanente. Il trattato di Ripley, comunque sia, \u00e8 praticamente un&#8217;opera unica nel corpus alchemico. Tratta di tutte le operazioni, passando in rivista quasi tutti i punti dove domina la cabala ermetica. Come tanti altri, non rivela l&#8217;essenziale che alla fine,confondendo il falso col vero che \u00e8 pi\u00f9 abbondante. La sua relazione sul fiele di vetro citata in questo contesto \u00e8 molto interessante. Troverete altri commenti su Ripley nelle seguenti sezioni: Carro Trionfale dell&#8217;antimonio &#8211; Figure geroglifiche &#8211; Intro\u00eftus &#8211; Verbum dimissum &#8211; Sogno verde &#8211; Vetriolo &#8211; Composto dei composti &#8211; Mutus Liber.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20258%20541'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/img_rs\/rs5_09.jpg\" width=\"258\" height=\"541\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/img_rs\/rs5_09.jpg\" width=\"258\" height=\"541\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Ripley Scrowle, dettaglio, Londra, British Museum di storia naturale, MS, Addizionale 5025.<br \/>\nFour rolls drawn in L\u00fcbeck, 1588, <\/em><\/p>\n<h4><a name=\"p2\"><\/a>Compendio alchemico &#8211; Prologo<\/h4>\n<p>In principio Dio cre\u00f2 ogni cosa dal nulla, pi\u00f9 precisamente da una massa informe che conteneva indifferentemente in s\u00e9 ogni cosa che egli separ\u00f2 in sei giorni.<\/p>\n<p>Ora deve essere cos\u00ec anche nel nostro Magist\u00e8ro, perch\u00e9 ha la sua sorgente in una sola cosa; anche i Filosofi lo chiamano il piccolo mondo, uno e trino, Magn\u00e9sio, Zolfo e Mercurio, proporzionati dalla Natura.<\/p>\n<p>[La magnesia \u00e8 lo Zolfo bianco che capta lo Zolfo rosso. \u00c8 la calamita di Philal\u00e8the, il Toyson d&#8217;oro di Trismosin]<\/p>\n<p>Qualcuno rimarr\u00e0 sorpreso da una cosa tanto meravigliosa si chieder\u00e0 cosa sar\u00e0 la nostra Pietra, perch\u00e9 i Filosofi dicono che gli uccelli e i pesci ce la portano ed ognuno di noi la possiede, ed essa \u00e8 dappertutto, in voi, in me, ed in ogni cosa, ed in ogni tempo.<\/p>\n<p>[\u00c8 sicuramente vero che gli uccelli, come i pesci, ce la portano. Tra gli uccelli, si possono citare le Colombe di Diana o il Corvo nero, che inizialmente \u00e8 bianco; essa ornava il pavone, che \u00e8 l&#8217;uccello di Giunone. Per i pesci, abbiamo solamente delle equivalenze ermetiche: sono i pesci grassi o mercuriali di Jean D&#8217;Espagnet. Ma questa materia tanto bramata, sembra che la si possa trovare perfino nel letame come la stessa essenza divina che ha delle similitudini con Zeus]<\/p>\n<p>Alla qual cosa rispondo che si tratta certamente del Mercurio, non di quello volgare che si vende nelle botteghe, chiamato Argento vivo, ma di un Mercurio senza il quale niente pu\u00f2 essere. Su questo concordano tutti i Filosofi, ecco perch\u00e9 gli Ignoranti ci accusano a torto, quando dicono che lo sigilliamo. Ma sono degni di biasimo loro stessi, poich\u00e9 essendo ignoranti, parlano di Filosofia.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 se non conosci il nostro Mercurio e dove cercarlo, guardati bene dall&#8217;intraprendere la nostra Opera. Ma se mi credi, ti insegner\u00f2 qual \u00e8 questo Mercurio che ti \u00e8 stato nascosto ed \u00e8 cos\u00ec necessario, io non ti nasconder\u00f2 niente e non ti inganner\u00f2; ma egli si trova pi\u00f9 vicino in alcune cose che in altre. Sii dunque attento a ci\u00f2 che scrivo perch\u00e9 se non arriverai alla sua conoscenza, non sar\u00e0 certo per causa mia, poich\u00e9 ti insegner\u00f2 la verit\u00e0: ci sono tre Mercuri che sono le Chiavi di questa Scienza, che il grande Raymond Lulle chiama i suoi Mestrui senza i quali non si fa niente, di questi mestrui due sono superficiali, ed il terzo, di Sole e di Luna \u00e8 essenziale, di questo terzo ti riveler\u00f2 subito le propriet\u00e0. Ma questo Mercurio, che \u00e8 l&#8217;essenza degli altri metalli, \u00e8 il principale fondamento della nostra Pietra.<\/p>\n<p>[Non c&#8217;\u00e8 in fondo che un solo Mercurio: il Mercurio filosofico che \u00e8 il mestruo degli alchimisti nel quale sciolgono i loro Zolfi. Uno di questi Zolfi, chiamato anche Sale, \u00e8 il Mercurio dei filosofi ed \u00e8 anche la magnesia dei Saggi]<\/p>\n<p>I nostri Mestrui non sono visibili n\u00e9 al Sole n\u00e9 alla Luna, e non appaiono alla vista, ma all&#8217;effetto. Questa \u00e8 la Pietra che intendiamo, che comprenderanno anche coloro che conoscono bene i nostri Segreti. \u00c8 una sostanza ed un&#8217;anima lucida e splendente del Sole e della Luna, ed una sottile influenza dalla quale la Terra riceve splendore.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 come l&#8217;oro e l&#8217;argento, se non altro come terra splendente, pura, bianca e rossa, dalla quale, se si toglie lo splendore, sar\u00e0 poco apprezzata. Chiamato tutto insieme il nostro Piombo. Questi sono tutto sommato tutti i nostri Mestrui.<\/p>\n<p>[Ecco una frase celebre di Art\u00e9phius: \u201cantimonium \u00e8 di partibus saturni&#8230;\u201d che Eugenio Chevreul traduce con: \u201cil piombo \u00e8 dalle parti di Saturno&#8230;\u201d sottolineando l&#8217;analogia cabalistica tra il piombo dei Saggi e l&#8217;antimonio. Basile Valentin ha scritto un trattato intero sull&#8217;argomento: il Carro Trionfale dell&#8217;antimonio. Questa terra splendente \u00e8 solo in potenza. Siamo qui nel periodo del segno dei Gemelli, l\u00e0 dove i due serpenti che raffigurano le nature metalliche sono intrecciati intorno al caduceo di Ermes che raffigura il doppio Zolfo, non ancora fisso e che non \u00e8 pi\u00f9 totalmente volatile]<\/p>\n<p>Col primo naturalmente carbonizziamo i Corpi perfetti: il Sole e la Luna. Ma nessun corpo immondo entra, eccetto uno, che i Filosofi chiamano volgarmente: il loro Leone verde che \u00e8 il mezzo di congiunzione perfetto fra le tinture, tra il Sole e la Luna di cui Geber ci d\u00e0 una buona testimonianza.<\/p>\n<p>[Per corpi perfetti, bisogna intendere la quintessenza. Berthelot ha precisato che, sotto questo appellativo, gli Antichi intendevano probabilmente le calci metalliche. Il Leone verde \u00e8 una delle numerose denominazioni del Mercurio nel suo primo stato, quando gli Zolfi non sono ancora stati infusi. Si pu\u00f2 avere un&#8217;idea della natura del Leone verde se si sa ci\u00f2 che \u00e8 un sorite. Un piccolo esercizio di cabala permetter\u00e0 allora di trovare una delle materie di base]<\/p>\n<p>Col secondo che \u00e8 un umido vegetale, si ravviva ci\u00f2 che era morto prima, poich\u00e9, nei due principi materiali e formali, si devono sciogliere i corpi perfetti. Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario conoscere questi Mestrui senza i quali non \u00e8 possibile fare n\u00e9 una vera calcinazione, n\u00e9 un naturale scioglimento.<\/p>\n<p>Col terzo che \u00e8 un&#8217;umidit\u00e0 molto permanente, incombustibile ed untuosa nella sua natura, l&#8217;albero di Ermes viene ridotto in cenere. \u00c8 il nostro fuoco naturale, il nostro Mercurio, il nostro Zolfo, la nostra Tintura monda, la nostra Anima, la nostra Pietra alzata dal vento e generata dalla terra. Imprimi bene questo nella tua memoria.<\/p>\n<p>[Si tratta qui del Mercurio animato: questa umidit\u00e0 permanente \u00e8 il segno che la materia del solvente \u00e8 molto fluida e che i pesi dell&#8217;arte sono stati determinati in modo che niente possa volatilizzarsi pr\u00e9coc\u00e9mente; l&#8217;enumerazione che segue segnala che in questa parte dell&#8217;opera, che corrisponde alla fase di scioglimento, gli Zolfi spariscono nel fondente: \u00e8 la putrefazione]<\/p>\n<p>Oser\u00f2 anche dirti che questa Pietra \u00e8 il vapore pontificiale del metallo; ma ti occorre essere abile per poterlo acquistare, perch\u00e9 questo Mestruo \u00e8 invisibile, come la seconda Acqua filosofica, che con la separazione degli Elementi, pu\u00f2 apparire alla vista in forma di acqua chiara.<\/p>\n<p>Con questo stesso Mestruo e con molto lavoro, si pu\u00f2 fare lo zolfo di Natura, purch\u00e9 sia naturalmente acquoso ed abbia circolato nel puro Spirito. Allora con lui potrai sciogliere la tua massa in diversi modi, come ti far\u00f2 vedere praticamente e dopo ti dichiarer\u00f2 molte cose.<\/p>\n<p>[Vedere quanto abbiamo detto di questo zolfo di Natura nella sezione del Mercurio di natura]<\/p>\n<p>Per principio fondamentale considero, quali sono queste Acque mercuriali; perch\u00e9 occorre che avvenga la tua calcinazione, la quale aumenta e non diminuisce l&#8217;umido radicale, finch\u00e9 la tua massa, con frequenti distillazioni, fluisca leggermente come cera sul metallo. Scioglila allora col tuo Mestruo vegetale, finch\u00e9 ne trai un olio di colore lucido ed allora questo Mestruo sar\u00e0 visibile.<\/p>\n<p>[Queste acque mercuriali possono avere parecchie origini; nel sito, abbiamo considerato la via del borith e del natron, quella dell\u2019Arcanum duplicatum, quella della mirra ed infine quella del plumbum album; quest\u2019ultima via apre la chiave delle dissoluzioni auriche]<\/p>\n<p>Dal nostro Piombo rosso sottile, si estrae un olio di color oro, o a lui simile che Raymond Lulle, diceva essere di pi\u00f9 grande valore dell\u2019oro stesso. Lo stesso Lullo fece dell\u2019oro potabile che lo ringiovan\u00ec interamente, come l\u2019esperienza ci insegna.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo olio e questo Mestruo vegetale possano circolare bene insieme, e con l\u2019arte crescere altrettanto bene, come una Pietra celeste di natura ignea, di l\u00e0 estratta e di valore inestimabile che potremmo chiamare sia basilico che grande Elisir di vita, il quale come la vista del basilico uccide il suo oggetto, cos\u00ec egli uccide qui il Mercurio crudo, quando viene gettato su di lui. Talmente \u00e8 incontinente, che come in una sovrapposizione di olio, questo Mestruo tinge, con una tintura stabile e permanente tutti i corpi imperfetti: in vero Sole o in vera Luna. Cos\u00ec devi governare la tua massa, sia quella bianca che quella rossa.<\/p>\n<p>[Bisogna comprendere qui che il mestruo si presenta sotto forma di un liquido fluido come l\u2019acqua ad un\u2019alta temperatura \u2013 per la via secca \u2013 e che tiene sigillati gli Zolfi che saranno passati nella fase di putrefazione, r\u00e9incrud\u00e9s.<\/p>\n<p>L\u2019espressione \u201cPietra celeste\u201d non deve illudere. La rugiada di maggio \u00e8 certamente necessaria al buon compimento del parto ermetico ma bisogna intenderlo cabalisticamente. Ecco perch\u00e9 l\u2019alchimista ha soprattutto bisogno di un vaso dove cuocere i suoi Zolfi e di un artificio divino per accendere il suo fuoco. \u00c8 questo artificio che si chiama la rugiada di maggio. Il basilico \u00e8 il basileu, vale a dire il delfino, simbolo della coagulazione degli Zolfi. Lo si chiama anche remora]<\/p>\n<p>L\u2019oro potabile si fa anche in questo modo, non dall\u2019oro volgare carbonizzato, ma dalla nostra sola Tintura che non viene estratta dalla nostra Massa col Mestruo. Tuttavia la calcinazione naturale si deve fare prima che il tuo Oro si possa sciogliere. Questo devi saperlo prima di ogni cosa.<\/p>\n<p>[L\u2019oro potabile pu\u00f2 essere preparato solamente con la via umida.<\/p>\n<p>\u00c8 uno dei grandi insegnamenti che tratterremo del nostro studio sull\u2019alchimia; la porpora di Cassius, che si prepara con certi strass belli colorati, si prepara anche per la via degli scioglimenti auriques. In quanto alla calcinazione naturale, fa riferimento al livello dell\u2019acqua; ma si conoscono altri solventi dell\u2019oro]<\/p>\n<p>Divider\u00f2 quindi questo piccolo Trattato in dodici capitoli ed in due ricapitolazioni, lasciando ogni ripetizione superflua e concentrandomi solamente a dare una vera conoscenza della Teoria e della Pratica, in modo tale che chiunque vorr\u00e0 trarre luce dai miei scritti, possa giungere comodamente al suo disegno.<\/p>\n<p>Il primo capitolo tratter\u00e0 della Calcinazione, il secondo della Dissoluzione segreta, ovvero della riduzione di un corpo nella sua prima materia, il terzo della nostra El\u00e9mentale Separazione, il quarto della Congiunzione matrimoniale, il quinto della Putrefazione, il sesto della Coaugulazione che imbianca, il settimo della Cibazione, l\u2019ottavo mostrer\u00e0 il segreto della Sublimazione, o purificazione della materia; il nono tratter\u00e0 della Fermentazione, il decimo della C\u00e9ration (cerazione) ed Esaltazione, l\u2019undicesimo della nostra meravigliosa Moltiplicazione, e il dodicesimo della Proiezione. Dopo queste cose verr\u00e0 la dovuta sintesi.<\/p>\n<p>Pregando Dio che gli piaccia di farmi la grazia, a me come a tutti coloro che gli sono fedeli ed amano questa Scienza, affinch\u00e9 possano comprendere questo Magistero. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Compendio alchemico Introduzione \u2013 Compendio alchemico: Prologo Divider\u00f2 questo piccolo Trattato in dodici capitoli ed in due ricapitolazioni, lasciando ogni ripetizione superflua e concentrandomi solamente a dare una vera conoscenza della Teoria e della Pratica, in modo tale che chiunque vorr\u00e0 trarre luce dai miei scritti, possa giungere comodamente al suo disegno. Il Libro Delle Dodici Porte di George Ripley traduzione da testo francese a cura di Giuseppe Barbone Compendio alchemico Alchimia, Londra, 1591 Sommario: Introduzione \u2013 Compendio alchemico: Prologo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8390,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[97],"class_list":["post-1759","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alchimia","tag-libro-delle-12-porte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1759"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1759\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9666,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1759\/revisions\/9666"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}