{"id":1760,"date":"2007-08-15T19:37:24","date_gmt":"2007-08-15T17:37:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1760"},"modified":"2023-09-29T20:32:22","modified_gmt":"2023-09-29T18:32:22","slug":"cristianesimo-e-cattolicesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1760","title":{"rendered":"Cristianesimo e Cattolicesimo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>nell&#8217;opera di Louis Claude de Saint Martin<\/strong><\/p>\n<p>Dagli scritti del nostro filosofo emerge chiaramente come egli sia stato profondamente legato alla figura del Cristo, ch&#8217;egli ama definire il Riparatore, e come la via da lui tracciata sia aperta per tutti coloro che accolgono il Cristo in s\u00e9 e che mediante la preghiera e la meditazione elevano il proprio pensiero nell&#8217;intento di cogliere, una volta rigenerati, il vero senso del cristianesimo, pervenendo cos\u00ec al luogo dell&#8217;affrancamento e della libert\u00e0; e ci\u00f2 senza la necessit\u00e0 dell&#8217;intermediazione del sacerdozio della chiesa, in questo caso, cattolica, essendo quest&#8217;ultima degenerata al punto d&#8217;aver posto, come dice Saint-Martin, la parola sotto tutela, e di essersi impadronita della chiave della scienza, non solo senza neppure esservi entrata, ma impedendone pure l&#8217;accesso a coloro che volevano entrarvi, paralizzando cos\u00ec l&#8217;opera divina e limitando gli uomini di desiderio che, con i loro doni e le loro luci avrebbero dovuto divenire gli Operai del Signore.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Cristianesimo e Cattolicesimo<\/h3>\n<h5 align=\"left\">nell&#8217;opera di Louis Claude de Saint Martin [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]<\/h5>\n<p align=\"left\">di Ovidio La Pera<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Dagli scritti del nostro filosofo emerge chiaramente come egli sia stato profondamente legato alla figura del Cristo, ch&#8217;egli ama definire il <em>Riparatore<\/em>, e come la via da lui tracciata sia aperta per tutti coloro che accolgono il Cristo in s\u00e9 e che mediante la preghiera e la meditazione elevano il proprio pensiero nell&#8217;intento di cogliere, una volta rigenerati, il vero senso del cristianesimo, pervenendo cos\u00ec al luogo dell&#8217;affrancamento e della libert\u00e0; e ci\u00f2 senza la necessit\u00e0 dell&#8217;intermediazione del sacerdozio della chiesa, in questo caso, cattolica, essendo quest&#8217;ultima degenerata al punto d&#8217;aver posto, come dice Saint-Martin, la <em>parola <\/em> sotto tutela, e di essersi impadronita della chiave della scienza, non solo senza neppure esservi entrata, ma impedendone pure l&#8217;accesso a coloro che volevano entrarvi, paralizzando cos\u00ec l&#8217;opera divina e limitando gli uomini di desiderio che, con i loro doni e le loro luci avrebbero dovuto divenire gli <em>Operai del Signore<\/em>.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Nei suoi scritti, non sempre emerge, in maniera chiara, la distinzione tra cristianesimo e cattolicesimo, come invece vedremo nella sua ultima opera <em>\u201cIl Ministero dell&#8217;Uomo-spirito\u201d<\/em>; ad esempio, nella sua opera <em>\u201cQuadro naturale dei rapporti che esistono tra Dio, l&#8217;uomo e l&#8217;universo\u201d <\/em>[<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>], egli parla semplicemente di cristianesimo, e fa notare come fin dall&#8217;epoca di Costantino, esso si sia allontanato dallo spirito che lo animava nei primi due secoli della sua storia. <a name=\"3\"><\/a>Egli fa notare che non vi \u00e8 alcuna istituzione religiosa che non abbia coperto la scienza col velo dei misteri; e che, come risulta dalla lettera scritta da Innocenzo I [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>] al vescovo Decenzio, e dagli scritti di Basilio di Cesarea [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>], il cristianesimo possiede <em>\u00abdelle cose di grande forza e di grande peso, che non sono scritte e non potrebbero mai esserlo\u00bb <\/em> e che fintanto che queste cose furono conosciute solamente da coloro che dovevano esserne i depositari il cristianesimo godette della pace; ma <em>\u00abquando gli Imperatori romani stanchi di perseguitare i cristiani, desiderarono essere iniziati ai loro misteri; quando i Padroni dei popoli misero il piede nel Santuario, e vollero portare sugli oggetti sacri del Culto, degli occhi che non vi erano preparati; allorch\u00e9 fecero del cristianesimo una religione di stato, e la considerarono soltanto come una giurisdizione politica; allorch\u00e9 i loro sudditi furono costretti a farsi cristiani, e si videro cos\u00ec i capi nell&#8217;occorrenza di ammettere senza esame tutti coloro che si presentavano; allora nacquero le incertezze, le dottrine opposte, le eresie. L&#8217;oscuramento divenne quasi universale su tutti gli oggetti della Dottrina e del Culto, perch\u00e9 le pi\u00f9 sublimi verit\u00e0 del cristianesimo non potevano giustamente essere conosciute se non da un piccolo numero di Fedeli, e coloro che le intravedevano soltanto erano esposti a delle interpretazioni false e contraddittorie\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u00c8 quanto accadde sotto Costantino, soprannominato il Grande. Cos\u00ec appena egli ebbe adottato il cristianesimo cominciarono <\/em><em>i Concili generali, e questo tempo pu\u00f2 essere guardato come la prima epoca della decadenza delle virt\u00f9 e delle luci fra i cristiani\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSull&#8217;esempio di Costantino, i suoi successori desiderando estendere il cristianesimo, impiegarono i privilegi e le grazie, alfine di procurare ad esso dei proseliti. Ma coloro che dovevano (il loro essere cristiani) a tali mezzi, vedevano meno la religione alla quale li si chiamava, che i favori del Principe, e gli allettamenti dell&#8217;ambizione\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDal canto loro i capi spirituali stessi, per attirarsi nuovi appoggi, favorirono i desideri e le passioni dei Principi; ed alleandosi ogni giorno al secolare, si allontanarono sempre pi\u00f9 dalla loro purezza primitiva: di modo che \u201ccristianizzando\u201d gli uni il civile e la politica, \u201ccivilizzando\u201d gli altri il cristianesimo, si form\u00f2 da questa mescolanza un mostro, di cui ciascuno dei membri essendo senza alcun rapporto, non n\u00e9 pot\u00e9 derivare se non degli effetti discordanti\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abI sofisti delle diverse scuole, che furono ammessi al cristianesimo, aumentarono ancora il disordine, mescolando a questa religione semplice e sublime, una moltitudine di questioni vane ed astratte, che invece dell&#8217;unione e delle luci, non produssero che la divisione e le tenebre. I Templi del Dio di pace furono convertiti in scuole scientifiche, dove le differenti parti disputarono con pi\u00f9 violenza di quanto non avevano fatto i filosofi sotto i portici di Atene e di Roma. Le loro dispute erano tanto pi\u00f9 pericolose perch\u00e9 nuocevano alle cose a causa delle parole; perch\u00e9 la maggior parte non sapeva che la \u201cvera scienza\u201d ha una lingua che le \u00e8 particolare, e che pu\u00f2 esprimersi con evidenza solamente con i suoi propri \u201ccaratteri\u201d, e con degli \u201cemblemi ineffabili\u201d\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIn questa confusione, la chiave della scienza non cess\u00f2 d&#8217;essere alla portata dei ministri degli Altari, come in un \u201ccentro d&#8217;unit\u00e0\u201d ch&#8217;essa non deve mai abbandonare: ma la maggior parte tra essi non se ne servivano per penetrare nel Santuario; essi impedivano pure all&#8217;uomo di desiderio di avvicinarsene, per paura che scorgesse la loro ignoranza; e proibivano di cercare di conoscere i misteri del Regno di Dio, sebbene secondo le Tradizioni stesse dei cristiani, \u201cil Regno di Dio sia nel cuore dell&#8217;uomo\u201d, e che in tutti i tempi la saggezza l&#8217;abbia sollecitato a studiare il proprio cuore\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTra i capi spirituali, quelli che si preservarono dalla corruzione, gemendo sugli smarrimenti della moltitudine, si sforzavano con l&#8217;insegnamento e l&#8217;esempio, di conservare presso gli uomini lo zelo, le virt\u00f9, e l&#8217;amore della verit\u00e0. Ma fu invano che si elevarono contro gli abusi; il mostro che gi\u00e0 aveva ricevuto la nascita, era troppo favorevole ai desideri ambiziosi dei suoi partigiani, perch\u00e9 essi non prendessero cura di fortificarlo\u2026\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAppena questo torrente ebbe rotto le sue dighe, si videro nascere tutti i disordini, l&#8217;ambizione ed il dispotismo coprendosi allora del velo della religione, fecero scorrere pi\u00f9 sangue in dieci secoli di quanto le orde dei barbari ne avevano sparso dalla nascita del cristianesimo; e per fremere d&#8217;orrore, basta solamente aprire la storia\u2026\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abQuando i capi del cristianesimo si furono confusi con il Tempio ed il Tabernacolo, mentre dovevano esserne solamente le colonne; quando vollero santificare la loro ignoranza; quando ebbero portato la stravaganza fino a lanciare dei decreti che vietavano ai sovrani scomunicati di riportare delle vittorie, e perfino di interdire agli Angeli, con gli stessi decreti, di ricevere le anime di coloro ch&#8217;essi avevano proscritto; quando infine si elevarono pi\u00f9 pretendenti alla Tiara, e li si vide scomunicarsi reciprocamente ed abbandonarsi a battaglie sanguinose perfino nei Templi dei cristiani; i popoli stupiti si domandarono se queste teste potevano ancora essere consacrate, essendo coperte d&#8217;anatemi\u2026\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Quanto riportato, arricchito ancora da ci\u00f2 che potremmo apprendere, leggendo un comune manuale di storia, port\u00f2 ai vari scismi che tutti noi conosciamo, e di cui i principali sono: lo scisma della chiesa cristiana d&#8217;oriente del 1054 e che diede origine alle varie chiese ortodosse; il movimento del Valdismo, condannato dal sinodo di Verona del 1184, e che port\u00f2 allo sterminio dei suoi aderenti unitamente agli Albigesi, e che dar\u00e0 luogo in seguito, per opera dei sopravvissuti fra i seguaci di Valdo, alla chiesa valdese; il protestantesimo, sviluppatosi a seguito della <em>riforma <\/em> di Lutero (1520-1530), riforma che diede origine alle diverse chiese dette appunto protestanti; lo scisma della chiesa d&#8217;Inghilterra avvenuto a seguito della propria proclamazione da parte di Enrico VIII quale capo della chiesa d&#8217;Inghilterra e che dette luogo all&#8217;anglicanesimo.<\/p>\n<p>Ma ritornando a L. C. de Saint-Martin, notiamo come egli port\u00f2 le sue severe considerazioni nei confronti della chiesa cattolica e dei suoi preti, anche a seguito dei gravi avvenimenti del suo tempo, e ci riferiamo, in modo particolare alla Rivoluzione Francese, ch&#8217;egli visse di persona e che consider\u00f2 un evento provvidenziale sia per la Francia che per l&#8217;umanit\u00e0 tutta. Nel suo scritto <em>\u201cLettera ad un amico\u201d <\/em> del 1795 egli cos\u00ec si esprime:<\/p>\n<p><em>\u00abQuando la si contempla nei suoi particolari, si vede che sebbene essa colpisca ad un tempo tutti gli ordini della Francia, \u00e8 ben chiaro che colpisce ancor pi\u00f9 fortemente il clero. Poich\u00e9 la nobilt\u00e0 stessa, questa escrescenza mostruosa fra degli individui uguali per la loro natura, essendo gi\u00e0 stata tanto umiliata in Francia da alcuni Monarchi e dai loro ministri, non aveva pi\u00f9 da perdere, per cos\u00ec dire, che dei vani nomi e dei titoli immaginari; mentre il clero, essendo nel godimento di tutti i suoi diritti fittizi e di tutte le sue usurpazioni temporali, doveva provare, sotto tutti i rapporti, il potere della mano vendicatrice che conduce la rivoluzione; atteso che non si pu\u00f2 quasi rifiutarsi di guardare i preti come i pi\u00f9 colpevoli, ed anche come i soli autori di tutti i torti e di tutti i crimini degli altri ordini\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIn effetti, \u00e8 il clero che \u00e8 la causa indiretta dei crimini dei Re, perch\u00e9 \u00e8 il prete che, secondo le espressioni della scrittura, doveva essere la sentinella d&#8217;Israele, e che, al contrario, abusando delle parole indirizzate a Mos\u00e8, a Samuele e a Geremia, si \u00e8 arrogato il diritto di istituire e destituire i Re, di consacrarli, e di legittimare poi tutti i loro traviamenti e tutti i loro capricci, purch\u00e9 avessero cura di alimentare l&#8217;ambizione e la cupidigia di questo stesso prete; infine, perch\u00e9 questi Re, ch&#8217;egli guardava come sue creature, partorivano dappertutto, in suo nome, tutti quegli abusi che, uscendo da una radice gi\u00e0 alterata, si comunicavano naturalmente e progressivamente a tutti i rami dello Stato\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSecondo tutte le scritture che gli osservatori ci citano, e pi\u00f9 ancora secondo il libro indelebile scritto nel cuore dell&#8217;uomo, la Provvidenza vorrebbe essere il solo Dio dei popoli, perch\u00e9 sa che essi non possono essere felici se non con essa; ed il clero ha voluto esso stesso essere per essi questa Provvidenza. Esso non ha cercato che di stabilire il suo proprio regno, parlando di questo Dio, del quale spesso non sapeva neppure difendere l&#8217;esistenza\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abGli era stato detto, a questo clero, che non sarebbe rimasta pietra su pietra del tempio costruito dalla mano degli uomini; e malgrado questa sentenza cos\u00ec significativa, esso ha coperto la terra di templi materiali, di cui si \u00e8 fatto dappertutto il principale idolo. Li ha riempiti di tutte le immagini che la sua ingegnosa cupidigia ha potuto inventare; e con questo ha sviato e tormentato la preghiera, mentre non doveva occuparsi che di tracciarle un libero corso\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abGli era stato (detto) di dare gratuitamente i tesori ch&#8217;esso aveva ricevuto gratuitamente; ma, chi non sa come si \u00e8 assolto da questa raccomandazione!\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSe l&#8217;argomento non fosse cos\u00ec grave, e non temessi che si confondessero in questi giudizi severi quei beni mobili del clero che per la loro virt\u00f9 e la loro buona fede meritano essenzialmente delle eccezioni, ti direi come i preti hanno trasformato tutti i diritti salutari e benefici che primitivamente avrebbero dovuto appartenere loro, in una dispotica devastazione ed in un regno imperioso sulle coscienze; come hanno fatto dappertutto dei loro libri sacri, null&#8217;altro che una tariffa d&#8217;esazione sulla fede delle anime; come, con questo strano ruolo, e scortati dal terrore, venivano presso il semplice, il timido o l&#8217;ignorante, al quale non lasciavano neppure la facolt\u00e0 di leggere sulla lista la sua quota di contributo di credenza nella loro persona, per paura che vi vedessero la frode; somigliando in questo ai collettori delle imposizioni pecuniarie che abusavano talvolta dell&#8217;ignoranza e della bonomia dei contadini; come soprattutto hanno reso nullo il solo rimedio ed il solo regime che potevano restituirci la salute e la vita; ma, invero, questi quadri ripugnerebbero troppo al mio cuore, e d&#8217;altronde non sta a me di esercitare qui la giustizia. La lascio a colui che sa meglio dell&#8217;uomo graduarla in tutte le sue misure, e preferisco gemere sui preti traviati, sia ingannati, sia ingannatori, che incolparli maggiormente. \u00c8 abbastanza per me di averteli mostrati come gli accaparratori delle sostanze dell&#8217;anima e che la Provvidenza ha avuto principalmente in considerazione nella nostra rivoluzione, perch\u00e9 essi interrompono la circolazione di queste sostanze per tassarle a loro volont\u00e0 e lasciare cos\u00ec l&#8217;uomo nella miseria; prevaricazione che, secondo i profeti, tiene agli occhi di Dio, il primo posto fra tutte le prevaricazioni; perch\u00e9 Dio vuole alimentare egli stesso le anime degli uomini con l&#8217;abbondanza che gli \u00e8 propria, e che esse siano, per cos\u00ec dire, come saziate dalla sua pienezza\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerci\u00f2 questa distruzione del clero non avrebbe mai potuto aver luogo in Francia con i soli sforzi della potenza umana, atteso che i Re stessi, nei tempi della loro pi\u00f9 grande elevazione, non avrebbero potuto portare il pi\u00f9 piccolo attacco ai diritti di questo clero, senza esporsi: mentre la potenza dei Re non \u00e8 stata piuttosto limitata, ch&#8217;esso si \u00e8 visto rovesciato nei suoi possessi, nelle sue grandezze, e poi nella sua considerazione, al punto che \u00e8 come ridotto oggi ad abiurare fino alle pi\u00f9 piccole tracce della sua esistenza\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Veramente, dalla descrizione fatta dal nostro filosofo circa le gravi responsabilit\u00e0 del clero, emerge un quadro tremendamente drammatico e che evidenzia quali siano le conseguenze, per la chiesa cattolica e per noi tutti, per non aver essa distinto, cos\u00ec come recita il precetto evangelico, e come avrebbe dovuto fare, ci\u00f2 che appartiene a Cesare da ci\u00f2 che appartiene a Dio; <a name=\"5\"><\/a>e che pertanto le cause del degrado del tessuto sociale di Francia che portarono alla Rivoluzione, non potevano essere attribuite, come hanno fatto gli storici, esclusivamente al dispotismo dei re e all&#8217;avidit\u00e0 dei nobili, anche se Saint-Martin, di essi, pur essendo egli stesso nobile, cos\u00ec dice nel suo <em>Ritratto<\/em> [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>]:<em> \u00abEd invero se fra i nobili vi sono degli individui rispettabili, onesti, e giusti, bisogna convenire nondimeno che la nobilt\u00e0 in se stessa \u00e8 una cancrena che sussiste solamente divorando ci\u00f2 che la circonda\u2026\u00bb <\/em>; ma se ci\u00f2 \u00e8 stato, lo \u00e8 stato per la compiacenza del clero. <a name=\"6\"><\/a>A questo proposito va ricordato anche quanto egli scrive nel suo <em>Ritratto <\/em>[<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>]: <em>\u00abEra la Chiesa che doveva essere il prete, ed \u00e8 il prete che ha voluto essere la Chiesa. Ecco la sorgente di tutti i mali\u00bb. <\/em> Paradossalmente dovremmo concludere dicendo che Saint-Martin, rispetto agli storici, \u00e8 da considerarsi un vero \u201crivoluzionario\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"7\"><\/a>Ma veniamo ora finalmente alla distinzione che L. C. de Saint-Martin fa tra cristianesimo e cattolicesimo. Nella terza parte dell&#8217;opera <em>\u201cIl Ministero dell&#8217;Uomo-spirito\u201d<\/em> [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>], dedicata alla <em>parola<\/em>, tra i vari argomenti trattati, parla anche degli scrittori di cose religiose e nota appunto com&#8217;essi confondano ad ogni passo delle loro opere il cristianesimo con il cattolicesimo, e come in esse non vi si veda il nutrimento sostanziale di cui la nostra intelligenza ha bisogno, e cio\u00e8 lo spirito del vero cristianesimo e vi si colga invece soltanto lo spirito del cattolicesimo; pertanto si sofferma su questa distinzione con i seguenti argomenti:<\/p>\n<p><em>\u00abIl vero cristianesimo \u00e8 non solamente anteriore al cattolicesimo, ma ancora al termine cristianesimo stesso; il nome di cristiano non \u00e8 pronunciato una sola volta nel Vangelo, ma lo spirito di questo nome vi \u00e8 molto chiaramente esposto, e consiste, secondo san Giovanni (1, 12) \u201cnel potere di essere fatto figlio di Dio; e lo spirito dei figli di Dio o degli Apostoli del Cristo e di coloro che avranno creduto in lui\u201d, \u00e8, secondo san Marco (16, 20), \u201cche il Signore cooperi con essi, e che confermi la sua parola con i miracoli che l&#8217;accompagnano\u201d\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSotto questo punto di vista, per essere veramente nel cristianesimo, bisogna essere unito allo spirito del Signore, ed aver consumato la nostra alleanza completa con lui\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abOra, sotto questo rapporto, la vera indole del cristianesimo sarebbe meno d&#8217;essere una religione che la meta ed il luogo di riposo di tutte le religioni e di tutte quelle vie laboriose, per le quali la fede degli uomini, e la necessit\u00e0 di purgarsi delle loro sozzure, li obbligano a procedere tutti i giorni\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerci\u00f2 \u00e8 una cosa abbastanza notevole che nei quattro Vangeli, i quali riposano sullo spirito del vero cristianesimo, il vocabolo religione non appare una sola volta; che negli scritti degli Apostoli, i quali completano il nuovo testamento, non sia menzionato che quattro volte: <\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; una negli atti (26, 5) in cui l&#8217;autore non parla che della religione giudaica; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; la seconda nei Colossesi (2, 18) in cui l&#8217;autore si limita a condannare il culto o la religione degli angeli; <\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; e la terza e quarta in san Giacomo (1, 26 e 27) in cui dice semplicemente: 1) che \u201ccolui che non frena la propria lingua, ma che abbandona il suo cuore alla seduzione, non ha che una religione vana\u201d; e 2) che \u201cla religione pura e senza macchia agli occhi di Dio il padre, consiste nel visitare gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e a garantirsi dalla corruzione del secolo\u201d; esempi in cui il cristianesimo appare tendere molto pi\u00f9 verso la sua divina sublimit\u00e0, o verso il luogo di riposo, che a rivestirsi dei colori di ci\u00f2 che siamo abituati a chiamare religione\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEcco dunque un quadro delle differenze del cristianesimo dal cattolicesimo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo non \u00e8 che lo spirito stesso di Ges\u00f9-Cristo nella sua pienezza, e dopo che questo divino Riparatore ebbe salito tutti i gradini della missione che ha cominciato ad adempiere fin dalla caduta dell&#8217;uomo, promettendogli che la razza della donna avrebbe schiacciato la testa del serpente. Il cristianesimo \u00e8 il complemento del sacerdozio di Melchisedec; \u00e8 l&#8217;anima del Vangelo, \u00e8 esso che fa circolare in questo Vangelo tutte le acque vive di cui le nazioni hanno bisogno per dissetarsi\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cattolicesimo, al quale appartiene propriamente il titolo di religione, \u00e8 la via di prova e di travaglio per arrivare al cristianesimo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo \u00e8 la regione dell&#8217;affrancamento e della libert\u00e0: il cattolicesimo non \u00e8 che il seminario del cristianesimo; \u00e8 la regione delle regole e della disciplina del neofita\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo riempie tutta la terra alla pari dello spirito di Dio. Il cattolicesimo non riempie che una parte del globo, sebbene il titolo che porta si presenti come universale\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo porta la nostra fede fino nella regione luminosa dell&#8217;eterna parola divina; il cattolicesimo circoscrive questa fede ai limiti della parola scritta o delle tradizioni\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo dilata ed estende l&#8217;uso delle nostre facolt\u00e0 intellettuali. Il cattolicesimo racchiude e circoscrive l&#8217;esercizio di queste stesse facolt\u00e0\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo ci mostra Dio apertamente nel seno del nostro essere, senza il soccorso di forme e di formule. Il cattolicesimo ci lascia alle prese con noi stessi per trovare il Dio nascosto sotto l&#8217;apparato delle cerimonie\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo non ha misteri, e questo nome stesso gli ripugnerebbe, poich\u00e9 per essenza il cristianesimo \u00e8 l&#8217;evidenza e l&#8217;universale luce. Il cattolicesimo \u00e8 pieno di misteri, e riposa solamente su una base velata. La sfinge pu\u00f2 esser posta sulla soglia dei templi costruiti dalla mano degli uomini; non pu\u00f2 risiedere sulla soglia del cuore dell&#8217;uomo, che \u00e8 la vera porta d&#8217;entrata del cristianesimo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo \u00e8 il frutto dell&#8217;albero; il cattolicesimo non pu\u00f2 esserne che il concime\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo non produce n\u00e9 monasteri n\u00e9 anacoreti, perch\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 isolarsi quanto la luce del sole, e perch\u00e9 cerca come essa di diffondere ovunque il suo splendore. \u00c8 il cattolicesimo che ha popolato i deserti di solitari, e le citt\u00e0 di comunit\u00e0 religiose, gli uni per abbandonarsi pi\u00f9 fruttuosamente alla loro salvezza particolare, gli altri per offrire al mondo corrotto alcune immagini di virt\u00f9 e di piet\u00e0 che lo risvegliasse nella sua letargia\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo non ha alcuna setta, poich\u00e9 abbraccia l&#8217;unit\u00e0, e l&#8217;unit\u00e0 essendo sola, non pu\u00f2 essere divisa da se stessa. Il cattolicesimo ha visto nascere nel suo seno delle moltitudini di scismi e di sette che hanno portato avanti pi\u00f9 il regno della divisione che quello della concordia; e questo cattolicesimo stesso, allorch\u00e9 si crede nel pi\u00f9 perfetto grado di purezza, trova a fatica due dei suoi membri di cui la credenza sia uniforme\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo non avrebbe mai fatto crociate: la croce invisibile che porta nel suo seno non ha per obiettivo che la consolazione e la felicit\u00e0 di tutti gli esseri. \u00c8 una falsa imitazione di questo cristianesimo, per non dire di pi\u00f9, che ha inventato queste crociate; \u00e8 poi il cattolicesimo che le ha adottate: ma \u00e8 il fanatismo che le ha comandate; \u00e8 il \u201cgiacobinismo\u201d che le ha composte; \u00e8 \u201cl&#8217;anarchismo\u201d che le ha dirette; ed \u00e8 il \u201cbrigantismo\u201d che le ha eseguite\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo ha suscitato la guerra solamente contro il peccato: il cattolicesimo l&#8217;ha suscitata contro gli uomini\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo procede solamente attraverso esperienze certe e continue: il cattolicesimo procede solamente attraverso le autorit\u00e0 e le istituzioni. Il cristianesimo non \u00e8 che la legge della fede; il cattolicesimo non \u00e8 che la fede della legge\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo \u00e8 l&#8217;installazione completa dell&#8217;anima dell&#8217;uomo al rango di ministro e di operaio del Signore; il cattolicesimo limita l&#8217;uomo alla cura della propria santit\u00e0 spirituale\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo unisce incessantemente l&#8217;uomo a Dio, come essenti, per loro natura, due esseri inseparabili; il cattolicesimo, impiegando talvolta lo stesso linguaggio, nutre tuttavia l&#8217;uomo di tante forme, che gli fa perdere di vista il suo scopo reale, e gli lascia prendere o anche gli fa contrarre numerose abitudini che non tornano sempre a profitto del suo vero avanzamento\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo riposa immediatamente sulla parola non scritta; il cattolicesimo riposa in generale sulla parola scritta, o sul Vangelo, e particolarmente sulla messa\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo \u00e8 un&#8217;attiva e perpetua immolazione spirituale e divina, sia dell&#8217;anima di Ges\u00f9-Cristo, sia della nostra. Il cattolicesimo, che si basa particolarmente sulla messa, non offre in quella che un&#8217;immolazione ostensibile del corpo e del sangue del Riparatore\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo pu\u00f2 essere composto solamente dalla razza santa che \u00e8 l&#8217;uomo primitivo, o dalla vera razza sacerdotale. Il cattolicesimo, che si basa particolarmente sulla messa, non era al momento dell&#8217;ultima Pasqua del Cristo, che ai gradi iniziativi di questo sacerdozio; perch\u00e9 quando il Cristo celebr\u00f2 l&#8217;Eucaristia con i suoi apostoli, e disse loro: \u201cFate ci\u00f2 in memoria di me\u201d, essi avevano gi\u00e0 ricevuto il potere di scacciare i demoni, di guarire i malati, e di resuscitare i morti; ma non avevano ancora ricevuto il compimento pi\u00f9 importante del sacerdozio, poich\u00e9 la consacrazione del sacerdote consiste nella trasmissione dello Spirito santo, e lo Spirito santo non era ancora stato dato, perch\u00e9 il riparatore non era ancora stato glorificato (Giovanni: 7, 39)\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo diviene un continuo accrescimento di luci, fin dall&#8217;istante che l&#8217;anima dell&#8217;uomo vi \u00e8 ammessa; il cattolicesimo, che ha fatto della santa cena il pi\u00f9 sublime e l&#8217;ultimo grado del suo culto, ha lasciato i veli estendersi su questa cerimonia, ed anche, come ho osservato parlando dei sacrifici, ha finito con l&#8217;inserire nel canone della messa i vocaboli \u201cMysterium fidei\u201d, che non sono nel Vangelo, e che contraddicono l&#8217;universale evidenza del cristianesimo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo appartiene all&#8217;eternit\u00e0; il cattolicesimo appartiene al tempo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl cristianesimo \u00e8 la meta; il cattolicesimo, malgrado la maest\u00e0 imponente delle sue solennit\u00e0, e malgrado la santa magnificenza delle sue ammirabili preghiere, non \u00e8 che il mezzo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abInfine, \u00e8 possibile che vi siano molti cattolici che non possano giudicare ancora ci\u00f2 che \u00e8 il cristianesimo; ma \u00e8 impossibile che un vero cristiano non sia in condizione di giudicare che cos&#8217;\u00e8 il cattolicesimo, e ci\u00f2 che dovrebbe essere\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a>Certamente L. C. de Saint-Martin non poteva essere pi\u00f9 chiaro; egli mette in grande evidenza come il cristianesimo sia al di sopra di ogni formalismo religioso, e facendo ci\u00f2 si \u00e8 esposto alle critiche degli osservatori e quindi dei suoi nemici, i quali non erano poi tanto pochi se si pensa che gi\u00e0 qualche anno prima della pubblicazione del suo ultimo libro \u201cIl Ministero dell&#8217;Uomo-spirito\u201d, cos\u00ec come ci riferisce egli stesso nel suo <em>Ritratto<\/em> [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>]:<\/p>\n<p><em>\u00abIl 18 gennaio 1798, giorno in cui ho raggiunto il mio 55\u00b0 anno ho appreso che il mio libro \u201cDegli Errori e della verit\u00e0\u201d era stato condannato in Spagna dall&#8217;Inquisizione in quanto attentatore alla Divinit\u00e0 e al riposo dei governi. <\/em><\/p>\n<p><em>Ho provato in questo 55\u00b0 periodo della mia vita una profonda e vasta impressione su questa novit\u00e0 che mi succedeva nella carriera. Mi \u00e8 sembrato che entravo in una nuova e sublime regione che mi separava come assolutamente da ci\u00f2 che occupa, diverte e inganna sulla terra un cos\u00ec gran numero dei miei simili\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><a name=\"9\"><\/a>Che dire a tale proposito; chiunque abbia letto quest&#8217;opera pu\u00f2 testimoniare come non solo ad ogni sua pagina, ma anche ad ogni sua riga il nostro autore abbia mirato esclusivamente alla difesa della Divinit\u00e0 contro tutte le concezioni materialistiche mediante le quali gli enciclopedisti minacciavano ogni forma di spiritualit\u00e0, e per quanto riguarda il potere costituito dei singoli governi egli abbia manifestato il dovuto rispetto ad essi pur evidenziando le loro manchevolezze. [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>]<\/p>\n<p><a name=\"10\"><\/a>A conclusione di queste riflessioni abbiamo riportato quest&#8217;episodio per sottolineare lo spirito d&#8217;inimicizia da cui era circondato, ed egli ne era consapevole, tanto \u00e8 vero che, sempre nel suo <em>Ritratto<\/em> [<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>] cos\u00ec scrive:<\/p>\n<p><em>\u00abVi sono in alcune delle mie opere parecchi punti che sono presentati con negligenza, e che avrebbero dovuto esserlo con molta precauzione per non risvegliare gli avversari. Tali sono gli articoli in cui parlo dei preti e della religione, nella mia \u201cLettera sulla Rivoluzione Francese\u201d e nel mio \u201cMinistero dell&#8217;Uomo-spirito\u201d. Capisco che questi punti hanno potuto nuocere alle mie opere perch\u00e9 il mondo non si eleva fino ai gradi in cui esso, se fosse giusto, troverebbe abbondantemente di che calmarsi, e farmi grazia, mentre che non \u00e8 neppure abbastanza misurato per farmi giustizia. Credo che le negligenze, e le imprudenze in cui la mia pigrizia mi ha trascinato in questo genere, hanno avuto luogo con un permesso divino che ha voluto con questo allontanare gli occhi volgari dalle verit\u00e0 troppo sublimi che presentavo forse con la mia semplice volont\u00e0 umana, e che gli occhi volgari non dovevano contemplare\u00bb<\/em>. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Il presente articolo \u00e8 tratto dal libro <em>\u201cRiflessioni su alcuni temi di L.C. de Saint-Martin\u201d <\/em>di Ovidio La Pera, e viene qui riproposto per ribadire ancora una volta l&#8217;opinione del nostro Filosofo su questo importante argomento. (<a href=\"#su\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. Vedi <em>\u201cQuadro naturale\u2026\u201d<\/em>, cap. 20. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Eletto papa il 22\/12\/401, ottenne il riconoscimento del primato della Chiesa di Roma e cerc\u00f2 di uniformare la liturgia della chiesa occidentale, appunto, su quella di Roma. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Detto il Grande, (330-379), padre della chiesa greca, impegnato contro l&#8217;eresia ariana, autore di scritti ascetici, esegetici e dottrinali. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. <em>\u201cIl mio ritratto storico e filosofico\u201d<\/em>, art. 449. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Idem, art. 832. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>7. <em>\u201cIl Ministero dell&#8217;Uomo-spirito\u201d<\/em>, parte terza: <em>\u201cDella parola\u201d<\/em>. Edizioni M.I.R. pag. 230 e seguenti. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>8. <em>\u201cIl mio ritratto storico e filosofico\u201d<\/em>, art. 861. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a>9. A tale proposito vedi <em>\u201cDegli Errori e della verit\u00e0\u201d<\/em>, partizione 5 \u201cDel diritto\u201d, cap. \u201cDella sottomissione ai sovrani\u201d. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a>10. <em>\u201cIl mio ritratto storico e filosofico\u201d<\/em>, art. 1116. (<a href=\"#10\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>nell&#8217;opera di Louis Claude de Saint Martin Dagli scritti del nostro filosofo emerge chiaramente come egli sia stato profondamente legato alla figura del Cristo, ch&#8217;egli ama definire il Riparatore, e come la via da lui tracciata sia aperta per tutti coloro che accolgono il Cristo in s\u00e9 e che mediante la preghiera e la meditazione elevano il proprio pensiero nell&#8217;intento di cogliere, una volta rigenerati, il vero senso del cristianesimo, pervenendo cos\u00ec al luogo dell&#8217;affrancamento e della libert\u00e0; e ci\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6051,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[93],"tags":[101],"class_list":["post-1760","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lopera-al-rosso","tag-martinismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1760"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9870,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1760\/revisions\/9870"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}