{"id":1775,"date":"2007-07-24T18:23:25","date_gmt":"2007-07-24T16:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1775"},"modified":"2023-10-19T18:53:10","modified_gmt":"2023-10-19T16:53:10","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-5-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1775","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 5.3"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Tecniche e strategie dell&#8217;induzione e dell&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi <\/strong><\/p>\n<p>13. La ratificazione della trance. \u2014 14. Il contesto clinico. \u2014 14a. Il contesto sperimentale. \u2014 15. L&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi. \u2014 16. La deipnotizzazione.<\/p>\n<p>L&#8217;ipnotista scaltro da una serie di indizi deduce quale strada scegliere per la induzione, suggerendo delle istruzioni che siano in linea con l&#8217;esperienza dell&#8217;altro. Per esempio se il soggetto usa l&#8217;intercalare \u00abveda\u00bb o \u00abascolti\u00bb, \u00e8 possibile che il suo sistema rappresentazionale sia di tipo visivo nel primo caso e uditivo nel secondo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 5.3<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Capitolo V \/ Tecniche e strategie dell&#8217;induzione e dell&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi<\/h4>\n<p><strong>Sommario <\/strong>: 1. Introduzione. Limitazione della motilit\u00e0. \u2014 2. Limitazione degli stimoli esterni. \u2014 2a. Chiusura degli occhi. \u2014 3. Informazioni disinibitorie sulla ipnosi. \u2014 4. Definizione esplicita della situazione come ipnosi. \u2014 4a. Definizione implicita della situazione come ipnosi. \u2014 5. Istruzioni per ottenere la massima collaborazione. \u2014 6. Istruzioni di rilassamento, torpore, sonno, ipnosi. \u2014 7. Manipolazione dell&#8217;attenzione: concentrazione. \u2014 7a. Manipolazione dell&#8217;attenzione: confusione. \u2014 8. Strutturazione verbale dei messaggi. \u2014 8a. Strutturazione non verbale dei messaggi. \u2014 9. Sollecitazione di fantasie dirette allo scopo di far credere nell&#8217;immaginato. \u2014 10. Prescrizione di ci\u00f2 che avverr\u00e0 naturalmente. \u2014 11. Qualificazione positiva di qualsiasi risposta del soggetto. \u2014 12. Utilizzazione nella procedura di qualsiasi risposta del soggetto. \u2014 <a href=\"#p13\">13. La ratificazione della trance.<\/a> \u2014 <a href=\"#p14\">14. Il contesto clinico.<\/a> \u2014 <a href=\"#p14a\">14a. Il contesto sperimentale.<\/a> \u2014 <a href=\"#p15\">15. L&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi.<\/a> \u2014 <a href=\"#p16\">16. La deipnotizzazione.<\/a><\/p>\n<h5><a name=\"p13\"><\/a>13. La ratificazione della trance.<\/h5>\n<p>I punti 10, 11 e 12 nel complesso rappresentano quella attivit\u00e0 peculiare dell&#8217;ipnotista derivante dal <strong><em>porsi nella stessa lunghezza d&#8217;onda dell&#8217;ipnotizzato<\/em><\/strong>, all&#8217;unisono con lui. Erickson talvolta prende lo stesso tono di voce, lo stesso ritmo, lo stesso vocabolario, le stesse posizioni del corpo del soggetto e cos\u00ec gliele \u00abritorna\u00bb mostrando consapevolezza dell&#8217;esperienza che il soggetto sta provando. Si crea cos\u00ec un vero e proprio circuito di retroazione che Erickson chiama <strong><em>ratificare la trance <\/em><\/strong>in cui ci\u00f2 che il paziente esperisce viene da Erickson decodificato e a lui rinviato come suggestione aggiungendosi quel tanto in pi\u00f9 che si vuole ottenere da lui. Per esempio notando queste variazioni nel soggetto gli si pu\u00f2 dire: \u00abIl suo respiro \u00e8 cambiato, cos\u00ec la sua posizione del corpo; \u00e8 cambiato anche il suo battito cardiaco e allo stesso modo&#8230;\u00bb (e qui si aggiunge ci\u00f2 che si vuole ottenere).<\/p>\n<p>\u00c8 importante notare che mentre normalmente la ratificazione dell&#8217;ipnotista avviene in relazione a comportamenti osservabili, per esempio: \u00abmentre lei \u00e8 seduto comodamente&#8230;\u00bb, altre volte attiene a situazioni non osservabili. <a name=\"25\"><\/a>In questi casi l&#8217;ipnotista dovr\u00e0 essere estremamente abile nel decifrare attraverso il comportamento non verbale e comunque extra linguistico del soggetto, la sua condizione soggettiva (<a href=\"#ftn25\">25<\/a>). Va tenuto presente, comunque, che il soggetto ha soprattutto una via preferenziale di esperienze, che pu\u00f2 essere di tipo visivo, uditivo, cinestetico, pi\u00f9 raramente olfattivo.<\/p>\n<p>L&#8217;ipnotista scaltro da una serie di indizi deduce quale strada scegliere per la induzione, suggerendo delle istruzioni che siano in linea con l&#8217;esperienza dell&#8217;altro. <a name=\"26\"><\/a>Per esempio se il soggetto usa l&#8217;intercalare \u00abveda\u00bb o \u00abascolti\u00bb, \u00e8 possibile che il suo <strong><em>sistema rappresentazionale <\/em><\/strong>sia di tipo visivo nel primo caso e uditivo nel secondo (<a href=\"#ftn26\">26<\/a>).<\/p>\n<p>Anche per individuare il \u00absistema rappresentazionale\u00bb \u00e8 stata suggerita l&#8217;osservazione dei movimenti degli occhi che sarebbe differente nei vari sistemi. Per esempio per la persona destrimana gli occhi si muovono in alto e verso sinistra per le immagini eidetiche (di che colore sono gli occhi di sua moglie?) e nella immaginazione costruttiva (riesce a immaginare un asino giallo?), in posizione sfocata durante i sogni ad occhi aperti e la fantasia pura e semplice, in basso verso sinistra per vissuti auditivi (riesce a sentire nella sua mente la sua musica preferita?), occhi in basso e verso destra nei vissuti cinestetici (si sente calmo sulla sedia?).<\/p>\n<p><a name=\"27\"><\/a>In generale si \u00e8 notato che quando i destrimani rispondono a una domanda di tipo analitico, per esempio aritmetico, rivolgono gli occhi verso destra quando pensano alla risposta, mostrando che stanno impegnando il loro emisfero sinistro; se la domanda invece coinvolge l&#8217;immaginazione, allora il soggetto tende a muovere i suoi occhi verso sinistra indicando che \u00e8 l&#8217;emisfero destro che \u00e8 stato attivato (<a href=\"#ftn27\">27<\/a>).<\/p>\n<p>Inoltre soggetti non selezionati, richiesti di rispondere ad un gruppo misto di problemi, dimostravano di possedere una certa \u00abpreferenza\u00bb nel divergere in una data direzione gli occhi, in presenza di uno stesso tipo di problema. <a name=\"28\"><\/a>Questa \u00abpreferenza\u00bb sembra rappresentare un attributo personale ed essere correlata al livello di ipnotizzabilit\u00e0: infatti soggetti destrimani, che hanno manifestato, in questo test, una \u00abpreferenza emisferica destra\u00bb si sono rivelati pi\u00f9 ipnotizzabili rispetto ad un gruppo di controllo (<a href=\"#ftn28\">28<\/a>).<\/p>\n<p>Ogni ipnotista \u00e8 attento al tipo di esperienza che pu\u00f2 pi\u00f9 facilmente risvegliare nel soggetto (ma di solito la individuazione \u00e8 per tentativi ed errori, il che pu\u00f2 pregiudicare l&#8217;induzione e la profondit\u00e0 della trance). Per esempio dicendo al soggetto visivo \u00abLei vedr\u00e0 con gli occhi della mente una foresta di alberi\u00bb e a quello uditivo \u00abUdir\u00e0 lo stormire delle fronde in una foresta di alberi\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;individuazione del sistema di rappresentazione \u00e8 importante perch\u00e9 dopo avere ottenuto che il soggetto constati e controlli che l&#8217;esperienza che gli \u00e8 stata suggerita si \u00e8 verificata, \u00e8 possibile che questa esperienza si sviluppi verso un sistema rappresentazionale diverso facendo per esempio vivere al paziente visivo esperienze uditive, cinestetiche e olfattive.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 perch\u00e9 \u00e8 evidente che ciascuno di noi ha esperienza di tutte queste dimensioni, ma solo talune di esse sono vissute consapevolmente. L&#8217;ipnotista con una tecnica adeguata pu\u00f2 allargare la consapevolezza del soggetto verso una gamma pi\u00f9 vasta e consapevole di esperienze, trascinandolo verso il suo mondo interno e favorendo fantasie dirette ad uno scopo; anzi secondo alcuni autori il cambiamento del \u00absistema rappresentazionale\u00bb costituisce gi\u00e0 un mutamento nello stato di coscienza. Si pensi per esempio a come suggerendo di essere in un ascensore o davanti a un televisore e ponendo un braccio del soggetto in posizione catalettica, cio\u00e8 sospeso nell&#8217;aria, trattenendolo inizialmente con la propria mano, si possono suggerire un complesso di sensazioni uditive, visive e cinestetiche, in aggiunta a quella che si \u00e8 \u00abspontaneamente verificata\u00bb.<\/p>\n<p>Spesso la \u00abresistenza\u00bb del soggetto altro non dipende che dal fatto che l&#8217;ipnotista ha sbagliato sistema rappresentazionale ed ha usato, per esempio con un soggetto di forti capacit\u00e0 immaginative (un sognatore ad occhi aperti), una tecnica di tipo cinestetico come quella della levitazione della mano.<\/p>\n<p><a name=\"29\"><\/a>Vediamo questo magnifico esempio di Erickson in cui si passa da un sistema rappresentazionale all&#8217;altro, accettando ci\u00f2 che il paziente offre (<a href=\"#ftn29\">29<\/a>).<\/p>\n<p>Dunque: \u00abquesto paziente entr\u00f2 nello studio molto energicamente e dichiar\u00f2 subito che non sapeva se poteva essere ipnotizzato. Era disposto a entrare in ipnosi se appena fosse possibile, purch\u00e9 l&#8217;autore affrontasse la questione a un livello intellettuale anzich\u00e9 mistico, rituale. Dichiar\u00f2 che per molte ragioni aveva bisogno di una psicoterapia e che aveva provato per lungo tempo e senza alcun vantaggio varie scuole di psicoterapia. In varie occasioni era stata tentata un&#8217;ipnosi, ma tutti i tentativi erano miseramente falliti a causa del \u201cmisticismo\u201d e di una scarsa valutazione dell&#8217;approccio intellettuale\u00bb.<\/p>\n<p>Un&#8217;indagine rivel\u00f2 che per approccio \u201cintelligente\u201d non intendeva una suggestione di idee, ma che invece gli fossero poste delle domande circa i suoi pensieri e le sue convinzioni in rapporto alla realt\u00e0. Dichiar\u00f2 che l&#8217;autore doveva riconoscere che egli era seduto su di una sedia, che la sedia si trovava di fronte a un tavolo e che questi costituivano fatti assoluti della realt\u00e0, e che come tali, non potevano essere trascurati, dimenticati, negati o ignorati. Per chiarire ancor meglio, egli indic\u00f2 di essere ovviamente teso, ansioso e preoccupato per i tremori dovuti alla tensione delle sue mani appoggiate sui braccioli della sedia; spieg\u00f2 inoltre che si distraeva molto facilmente per la sua tendenza a notare ogni cosa attorno a lui.<\/p>\n<p>L&#8217;autore colse immediatamente quest&#8217;ultimo commento come base per iniziare la collaborazione col paziente, e quindi gli disse: \u00abContinui a parlarmi delle sue idee e dei suoi pensieri, solo mi permetta di tanto in tanto qualche interruzione <em>per essere sicuro di capirla completamente e di seguirla. <\/em>Lei, per esempio, ha menzionato la sedia, ma \u00e8 ovvio che ha visto il mio tavolo e che \u00e8 stato distratto dagli oggetti che vi si trovano sopra. Mi spieghi bene\u00bb.<\/p>\n<p>Rispose verbosamente, con un&#8217;abbondanza di commenti pi\u00f9 o meno pertinenti su tutto ci\u00f2 che cadeva sotto i suoi occhi. A ogni minima pausa l&#8217;autore si intrometteva con una parola o con una frase per dirigere di nuovo la sua attenzione. Le interruzioni, compiute con frequenza sempre maggiore, furono le seguenti: \u00abE quel fermacarte; lo schedario; il suo piede sul tappeto; la luce sul soffitto; le tende; la sua mano destra sul bracciolo della sedia; i quadri sulla parete, la messa a fuoco dei suoi occhi che cambia mentre si guarda attorno; l&#8217;interesse per il titolo del libro; la tensione che c&#8217;\u00e8 nelle sue spalle; la sensazione che le viene dalla posizione sulla sedia; i rumori e i pensieri che disturbano; il peso delle mani e dei piedi; il peso dei problemi; il peso del tavolo; la vaschetta degli oggetti di cancelleria; le schede di molti pazienti; i fenomeni della vita, della malattia, dell&#8217;emozione, del comportamento fisico e mentale; il senso di riposo del rilassamento; la necessit\u00e0 di badare ai propri bisogni; il bisogno di prestare attenzione alla propria tensione mentre guarda il tavolo, o il fermacarte o lo schedario; la sensazione di comodit\u00e0 che viene dal distaccarsi da ci\u00f2 che lo circonda; il crescere della fatica e della sensazione di fatica; il carattere immutato del tavolo; la monotonia dello schedario; il bisogno di concedersi un riposo; il senso di comodit\u00e0 nel chiudere gli occhi; la sensazione rilassante di un respiro profondo; il piacere di imparare in maniera passiva; la capacit\u00e0 dell&#8217;inconscio di un apprendimento intellettuale\u00bb.<\/p>\n<p>Vennero fatte varie altre simili brevi interruzioni, dapprima una ogni tanto, poi con sempre maggiore frequenza. Tali interruzioni furono inizialmente soltanto complementari del corso dei pensieri e delle espressioni del paziente, e dapprima tendevano semplicemente a stimolarlo a continuare. Una volta ottenuta questa risposta, divent\u00f2 possibile utilizzare la sua accettazione della stimolazione del suo comportamento mediante un procedimento basato su pause ed esitazioni usate per riempire un&#8217;interruzione. Questo serv\u00ec a instaurare in lui un&#8217;attesa e una dipendenza da una stimolazione ulteriore e pi\u00f9 completa da parte dell&#8217;autore.<\/p>\n<p>Continuando il procedimento l&#8217;attenzione del paziente, in maniera graduale e impercettibile, venne progressivamente diretta verso oggetti di esperienza interna soggettiva. Allora divenne possibile usare quasi direttamente una semplice tecnica di rilassamento progressivo per l&#8217;induzione dell&#8217;ipnosi e ottenere una trance fra leggera e media.<\/p>\n<p>Le altre induzioni di trance nel corso della terapia furono sostanzialmente simili alla prima, anche se il procedimento pot\u00e9 essere progressivamente abbreviato.<\/p>\n<p>Altre volte, sempre allo scopo di ratificare situazioni non osservabili, e quindi difficilmente conoscibili, la strategia argomentativa pu\u00f2 essere organizzata in modo talmente ambiguo, da non potere essere scorretta: \u00abMentre lei si rende conto che sta provando una qualche sensazione\u00bb &#8230; \u00abLei \u00e8 curioso di sapere cosa succeder\u00e0 adesso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn25\"><\/a>(25) Per questo nel capitolo che \u00e8 dedicato alle comunicazioni mi tratterr\u00f2 a lungo sui messaggi non verbali che si riferiscono ad emozioni che possono essere attribuite all&#8217;ipnotizzato. (<a href=\"#25\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn26\"><\/a>(26) Cfr. GRINDER J., LORIER J., BANDER R., <em>Patterns of th\u00e8 Hypnotic Techniques of Milton H. Erickson, <\/em>Meta, Cupertino, voi. II, 1977, 34. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn27\"><\/a>(27) BAKAN P., Hypnotizability, Lateratily of Eye Movements, and Functio- nal Brain Assymetry, in <em>Perceptual and Motor Skills, <\/em>1969, 927. (<a href=\"#27\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn28\"><\/a>(28) GUR R. E., GUR C, Handedness, Sex and Eydnenss as Moderating Variables in the Relationship Between Hypnotic Susceptibility and Functional Brain Asymmetry, in \/. <em>of Abn. <\/em><em>Psychol, \/91A, <\/em>635. (<a href=\"#28\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn29\"><\/a>(29) ERICKSON M. H., Altre tecniche di induzione. Tecniche di utilizzazione, in HALEY J. (a cura di), <em>Le nuove vie della ipnosi, <\/em>Astrolabio, Roma, 1978, 60. (<a href=\"#29\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<h5><a name=\"p14\"><\/a>14. Il contesto clinico.<\/h5>\n<p>Il <em>contesto <\/em>connota la relazione tra il soggetto che compie manovre dirette ad indurre la trance e quello che la deve esperire. Esso pu\u00f2 definirsi sia topograficamente, perch\u00e9 si \u00e8 in un ospedale, in una clinica o in uno studio privato di psicoterapia, o bolo per il fatto che il soggetto sa di essere a colloquio con una persona che \u00e8 un ipnotista.<\/p>\n<p>In quello <em>clinico <\/em>\u00e8 chiaro che le aspettative e le motivazioni del paziente sono dirette alla guarigione, ma cariche delle resistenze al cambiamento che tendono a mantenere lo status quo proprio perch\u00e9 il sintomo appare rappresentare una utilit\u00e0 per l&#8217;organismo dell&#8217;individuo malato, che la sceglie come \u00abminore dei mali\u00bb.<\/p>\n<h5><a name=\"p14a\"><\/a>14a. Il contesto sperimentale.<\/h5>\n<p>Il <em>contesto sperimentale <\/em>, studiato particolarmente da Orne e da Barber, pu\u00f2 giocare un ruolo diverso a seconda che il soggetto sappia o non sappia che si tratta di un esperimento ipnotico.<\/p>\n<p>Il meccanismo della profezia che si autodetermina al quale mi sono cos\u00ec spesso richiamato gioca evidentemente un ruolo diverso nei due casi. Orne riferendosi, in generale, alle contaminazioni che lo sperimentatore pu\u00f2 anche involontariamente compiere sulla condotta dello sperimentato fa riferimento alla <strong><em>richiesta caratteristica <\/em><\/strong>dell&#8217;esperimento, cio\u00e8 all&#8217;aspettativa dello sperimentatore che quasi sempre \u00e8 involontariamente trasmessa, o comunque percepita dal soggetto che vi si adegua per compiacergli.<\/p>\n<p>\u00c8 molto importante notare che il contesto, che qualifica le comunicazioni, spiega la possibilit\u00e0 di utilizzare come mezzi di induzione della trance tecniche indirette e puramente conversazionali. Si pensi alla tecnica della interposizione: \u00e8 chiaro che raggiunge l&#8217;effetto voluto soprattutto perch\u00e9 il soggetto sa di parlare con un ipnotista.<\/p>\n<h5><a name=\"p15\"><\/a>15. L&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi.<\/h5>\n<p>Le tecniche fin qui descritte sono adatte sia all&#8217;induzione che all&#8217;<em>approfondimento della trance<\/em>, che rappresenta in pratica il coinvolgimento sempre maggiore del soggetto nel rapporto interpersonale guidato dall&#8217;ipnotista. Vedremo nel capitolo dedicato alle fenomenologie della trance, quale sia il significato di questa \u00abprofondit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Vediamo ora pi\u00f9 da vicino quali strategie ad hoc vengono adottate per aumentare questo coinvolgimento.<\/p>\n<p><a name=\"30\"><\/a>Erickson e Weitzenhoffer giustamente sottolineano che nella ipnosi bisogna distinguere la fase dell&#8217;induzione del cosiddetto stato ipnotico da quella della utilizzazione di questo stato (<a href=\"#ftn30\">30<\/a>).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sconcerta \u00e8 che il livello di coinvolgimento del soggetto, quale che sia, tende a fluttuare, a riemergere improvvisamente (per esempio da uno stato <strong><em>stuporoso <\/em>o <em>sonnambolico<\/em><\/strong>), essendo capace di una condotta, solitamente ascritta a stati profondi dell&#8217;ipnosi, in una trance, che con le Scale comuni di ipnotizzabilit\u00e0, si definirebbe \u00ableggera\u00bb, (o viceversa in una \u00abtrance profonda\u00bb essere incapace di rispondere a istruzioni semplici). Questa complessa situazione che trova le sue radici nell&#8217;atteggiamento, nelle emozioni e nelle aspettative del soggetto, e nella relazione con l&#8217;ipnotista, \u00e8 data per scontata da chi abbia esperienza; ci\u00f2 non toglie comunque che le tecniche di coinvolgimento manipolativo del rapporto debbano essere il pi\u00f9 possibile perfezionate.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 numerosi dubbi sorgono quando si voglia determinare quanto tempo di induzione bisogna impiegare per poter utilizzare convenientemente i fenomeni ipnotici. Erickson, che all&#8217;epoca dell&#8217;articolo citato aveva gi\u00e0 ipnotizzato pi\u00f9 di tremilacinquecento individui, ricorda come mentre uno dei suoi soggetti era stato ipnotizzato la prima volta in meno di trenta secondi, un altro aveva avuto bisogno di pi\u00f9 di trecento ore di lavoro sistematico prima che i primi segni di una qualche trance si producessero.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente quindi che non si possono fare generalizzazioni anche perch\u00e9 spesso i soggetti che entrano facilmente in ipnosi tendono a ritornare facilmente a stadi pi\u00f9 leggeri quando vengono date delle istruzioni ipnotiche un po&#8217; complicate.<\/p>\n<p>Erickson dice che normalmente dalle quattro alle otto ore di training nella induzione iniziale sono sufficienti. Chi deve imparare le tecniche chiede sempre quali sono le regole pragmatiche cui bisogna attenersi per coinvolgere sempre di pi\u00f9 il soggetto. Volendo riassumere alcune delle principali bisogna dire che intanto tutte le procedure ipnotiche devono essere orientate sul soggetto tal che tutti i suoi bisogni, aspettative, desideri, atteggiamenti si incontrino nello stato ipnotico, in modo che la strategia venga adattata al soggetto e non viceversa. \u00c8 molto importante poi che si chiarisca al soggetto che durante la induzione e l&#8217;utilizzazione dei fenomeni ipnotici egli potr\u00e0 proteggersi non tenendo alcun comportamento sconveniente, n\u00e9 rispondendo a domande che sia pure involontariamente potrebbero imbarazzarlo; queste paure sono frequenti e vanno fugate prima dell&#8217;induzione e durante la stessa, ogni volta che viene dato un certo tipo di istruzione ipnotica.<\/p>\n<p>Raccontando un caso Erickson ha spiegato tre fasi di un approccio che us\u00f2 per ottenere quella che si chiama una trance profonda:<\/p>\n<p>1) Lo sviluppo di uno stato di trance nel quale per venti minuti sono date istruzioni di sonno profondo continuato e sempre pi\u00f9 profondo. Ci\u00f2 in modo che lo stato si radicasse fortemente proteggendosi da eventuali disturbi o interruzioni;<\/p>\n<p>2) Lo sviluppo di uno stato di trance stuporoso in cui per venti minuti furono date successioni di \u00abun sonno senza interessi, desideri, sentimenti\u00bb, e su \u00abun pensare, un sentire, un provare nulla se non un sonno stuporoso, letargico, senza tempo in una strada senza fine\u00bb. Ci\u00f2 allo scopo di impiantare uno stato mentale e un atteggiamento estremamente passivo e stabile;<\/p>\n<p>3) Lo sviluppo di uno stato sonnambolico in cui approssimativamente pi\u00f9 di quindici minuti furono spesi perch\u00e9 il soggetto che era in una trance stuporosa rimanesse in questo stato, ma al tempo stesso riacquistasse piano e gradualmente la propria capacit\u00e0 di pensare, di muoversi, e di rispondere, come se fosse sveglio, ma solo per il grado necessario per rispondere alle istruzioni che gli sarebbero state date, in modo che gli era permesso di essere passivamente rispondente solo nell&#8217;ambito della situazione ipnotica.<\/p>\n<p>Spesso con un soggetto ipnotico che risponde solo parzialmente si pu\u00f2 inibirgli la risposta frustrandola non appena inizia. Quando l&#8217;istruzione la cui risposta era stata frustrata viene riproposta, essa \u00e8 migliore in quanto il desiderio di rispondere \u00e8 aumentato a seguito della frustrazione precedente.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra tecnica per approfondire la trance \u00e8 quella di usare <strong><em>comandi post-ipnotici<\/em><\/strong>, cio\u00e8 durante la trance e valevoli per il periodo successivo, dati in modo casuale e non specifico, quanto alla risposta del soggetto. Per esempio ogni volta che mi accender\u00f2 una sigaretta, questo sar\u00e0 un segnale perch\u00e9 il suo braccio si sollevi, perch\u00e9 lei dorma pi\u00f9 profondamente, comunque ogni volta che ricever\u00e0 il segnale lei sar\u00e0 sempre pi\u00f9 pronto a rispondere.<\/p>\n<p>Con questo metodo ci si assicura anche la continuit\u00e0 della condizione ipnotica tra una seduta e l&#8217;altra in quanto nella successiva l&#8217;ipnotista producendo lo stimolo post-ipnotico ottiene di far rientrare rapidamente in trance il soggetto.<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 tra una seduta e l&#8217;altra viene da Erickson ottenuta attraverso una breve <strong><em>ricapitolazione <\/em><\/strong>della seduta precedente che riporta emotivamente il soggetto alla situazione gi\u00e0 vissuta: \u00abVorrei ora ricominciare da dove ci eravamo lasciati\u00bb oppure \u00abEd ora si sentir\u00e0 come l&#8217;ultima volta\u00bb, \u00abDunque l&#8217;ultima volta lei si sentiva molto rilassato\u00bb&#8230;<\/p>\n<p>Wolberg usa questa tecnica per superare le resistenze: \u00abquanto pi\u00f9 lei cerca di resistere tanto pi\u00f9 si addormenter\u00e0, cerchi e vedr\u00e0 che quanto pi\u00f9 lei resister\u00e0 dall&#8217;addormentarsi, tanto pi\u00f9 si addormenter\u00e0. Combatta pure contro la voglia di addormentarsi cos\u00ec si addormenter\u00e0 di pi\u00f9. Cerchi di resistermi, e quanto pi\u00f9 cercher\u00e0 di resistermi, tanto pi\u00f9 si addormenter\u00e0&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Erickson nella tecnica di visualizzare momenti della vita nella sfera di cristallo, usa il sistema di allucinare varie sfere di cristallo, in modo che il soggetto vi veda dentro differenti momenti della sua vita, superando le barriere del tempo.<\/p>\n<p><a name=\"31\"><\/a>Kroger e Fezler (<a href=\"#ftn31\">31<\/a>) hanno descritto venticinque immagini standard strutturate (una specie di suggestione) che sono gerarchicamente organizzate per far raggiungere livelli sempre pi\u00f9 profondi, con scene che avvengono sulla spiaggia, in giardino, tra le montagne, in campagna ecc, in cui vari fenomeni ipnotici possono essere gradualmente vissuti.<\/p>\n<p>Volendo schematizzare l&#8217;orientamento dell&#8217;ipnotista per indurre la trance si pu\u00f2 dire che egli deve:<\/p>\n<p>A) Acquisire fiducia dal soggetto: 1) partendo dal momento psicologico in cui il soggetto si trova; 2) ratificando ci\u00f2 che il soggetto sta attualmente provando o facendo; 3) accettando tutto quello che egli offre; 4) somministrando suggestioni che prevengono ci\u00f2 che avverr\u00e0 naturalmente.<\/p>\n<p>B) Acquisire controllo su di lui modificando la sua esperienza e il suo comportamento.<\/p>\n<p>C) Utilizzare il controllo ottenuto per strutturare un cambiamento nel comportamento del soggetto che sia compatibile con il \u00absistema\u00bb del soggetto stesso.<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn30\"><\/a>(30) ERICKSON M. H., L&#8217;ipnosi profonda e la sua induzione, in HALEY J. (a cura di), <em>Le nuove vie dell&#8217;ipnosi, <\/em>cit., 23; WEITZENHOFFER A., <em>General Techniques of Hypnotism, <\/em>Grane and Stratton, New York, 1957, 268. (<a href=\"#30\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn31\"><\/a>(31) KROGER W. S., FEZLER W., <em>Hypnosis and Behavior Modification: Imagery Conditioning, <\/em>Lippincott Company, 1977, 101 ss. (<a href=\"#31\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<h5><a name=\"p16\"><\/a>16. La deipnotizzazione<\/h5>\n<p>La <strong><em>deipnotizzazione <\/em><\/strong>costituisce la fase finale della sessione ipnotica. Essa consiste nel riportare il soggetto alla condizione psicologica precedente alla induzione. Ci\u00f2 comporta la necessit\u00e0 di un riorientamento facendo s\u00ec che il soggetto riguadagni il suo assetto mentale quotidiano.<\/p>\n<p>Essa di solito viene ottenuta lentamente magari se l&#8217;induzione usava la tattica di farlo contare all&#8217;indietro, contando in avanti. Erickson consiglia di far chiudere gli occhi al soggetto poco prima della deipnotizzazione anche se la sessione si \u00e8 svolta ad occhi aperti in quanto ci\u00f2 suggerisce per analogia l&#8217;esperienza del risveglio comune a chiunque.<\/p>\n<p><a name=\"32\"><\/a>Talvolta dopo l&#8217;ipnosi il soggetto lamenta mal di testa abbastanza forte, sia subito dopo che un po&#8217; pi\u00f9 tardi. La sua origine, come ricorda Weitzenhoffer (<a href=\"#ftn32\">32<\/a>) non \u00e8 del tutto chiara. \u00c8 da escludere che sia dovuta all&#8217;uso della tecnica di induzione di fissare un oggetto, perch\u00e9 si \u00e8 verificata anche quando questa tecnica non era stata utilizzata.<\/p>\n<p>Secondo alcuni ha origine psicogenetica quale reazione all&#8217;esperienza ipnotica, soprattutto quando l&#8217;ipnotista cerca di spingere il soggetto a fare qualcosa di ansiogeno.<\/p>\n<p>Il soggetto potrebbe soffrire anche di altri disturbi, una volta deipnotizzato, quali confusione, sonnolenza persistente, nausee, brividi, ipereccitabilit\u00e0 e iperattivit\u00e0. Di solito questi disturbi scompaiono entro poco tempo. Certamente sono disturbi di origine psicologica e la soluzione migliore \u00e8 di ipnotizzare di nuovo il soggetto e suggerirgli post-ipnoticamente la scomparsa di tali sintomi. A volte essi possono essere dovuti ad una suggestione post-ipnotica ansiogena che occorre quindi rimuovere, a meno che l&#8217;unica soluzione non sia per il soggetto quella di eseguirla. Quando sono invece reazioni nevrotiche, non rimane che trattarle come qualsiasi altro sintomo nevrotico. Spesso tali manifestazioni permettono di capire meglio i problemi del paziente, poich\u00e9 potrebbero essere forme di resistenza o di difesa alla \u00abminaccia dell&#8217;ipnosi\u00bb. Se tali disturbi si verificano in un soggetto che non \u00e8 un paziente ma un soggetto per esperimento \u00e8 meglio rinunciare a lui.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 succedere, anche se raramente, che il soggetto, nonostante l&#8217;ordine dell&#8217;ipnotista, non si riorienti prontamente nella realt\u00e0. Per lo pi\u00f9 ci\u00f2 dipende da un errore di procedimento commesso dallo sperimentatore, anche se vi sono casi, particolarmente in psicoterapia, dove nessun errore \u00e8 stato commesso.<\/p>\n<p><a name=\"33\"><\/a>Sakata riporta il caso di un ragazzo che aveva partecipato con un gruppo di studenti volontari ad un esperimento ipnotico, e che non si riusc\u00ec a deipnotizzare facilmente (<a href=\"#ftn33\">33<\/a>).<\/p>\n<p>Mentre era ancora in ipnosi il soggetto fu interrogato sul perch\u00e9 non si deipnotizzasse, ed egli disse che si sentiva pesante e stanco. Dopo che gli fu concesso di riposarsi per qualche istante accett\u00f2 di sottoporsi alla procedura di deipnotizzazione che questa volta riusc\u00ec. In successive interviste dichiar\u00f2 che non aveva voluto deipnotizzarsi perch\u00e9 \u00absi sentiva pesante e stanco e non voleva fare lo sforzo di svegliarsi\u00bb anche se aveva udito i messaggi deipnotizzativi.<\/p>\n<p>Il soggetto poteva ricordare tutti i compiti impartitigli durante l&#8217;ipnosi tranne uno, che non aveva eseguito, e questa per l&#8217;autore, tenendo conto della personalit\u00e0 del ragazzo con bisogni di dipendenza e di sottomissione, pu\u00f2 essere la spiegazione del fallimento nella deipnotizzazione. Il fallimento del compito assegnatogli durante l&#8217;ipnosi potrebbe aver contribuito a provocare il suo rifiuto iniziale di svegliarsi, il non riuscire a ricordare il compito in cui aveva fallito e, una volta sveglio, la sonnolenza e la difficolt\u00e0 di concentrarsi e svegliarsi.<\/p>\n<p>\u00c8 ipotizzabile per l&#8217;autore un&#8217;altra spiegazione di questo caso.<\/p>\n<p>Da alcuni fatti gli sperimentatori si accorsero che il soggetto si era reso conto che poteva controllare la propria trance ipnotica indipendentemente dall&#8217;ipnotista. Ora, dato che la trance d\u00e0 al soggetto un certo grado di sollievo o una difesa generale contro l&#8217;ansiet\u00e0, \u00e8 possibile che il soggetto se ne servisse appunto a questo scopo.<\/p>\n<p>I casi di soggetti rimasti ipnotizzati per giorni, nonostante gli sforzi dell&#8217;ipnotista di deipnotizzarli, sono da guardare con molto scetticismo, anche se non si pu\u00f2 escludere che possa capitare. Ma si pu\u00f2 pensare, se ci\u00f2 veramente \u00e8 accaduto, che si tratti di casi in cui i soggetti entrano in altre condizioni diverse da quelle di una ipnosi protratta e incontrollata. Per esempio sappiamo di individui che entrano spontaneamente in uno stato di \u00abfuga\u00bb che pu\u00f2 durare per molti giorni e che ricorda molto l&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p>La trasformazione in una forma di svenimento, di cui spesso l&#8217;ipnotista non ha consapevolezza, \u00e8 probabilmente una manifestazione nevrotica. \u00c8 possibile anche la trasformazione della ipnosi in un cosiddetto coma isterico. Inoltre l&#8217;esperienza ipnotica pu\u00f2 fare scattare la formazione in uno stato catatonico nei soggetti psicotici o potenzialmente psicotici. La resistenza alla deipnotizzazione pu\u00f2 assumere altre forme oltre che l&#8217;aperto rifiuto a svegliarsi. A volte il soggetto sembra uscire dalla trance, ma rimane in una condizione di semi-stupore, oppure trasporta nel presunto stato di veglia elementi comportamentali evocati durante l&#8217;ipnosi. Tali individui devono essere considerati ancora ipnotizzati. In altri casi il soggetto sembra completamente deipnotizzato, ma dopo poco ricade in uno stato ipnotico. Anche ci\u00f2 \u00e8 una resistenza alla deipnotizzazione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa resistenza? A volte, come visto, pu\u00f2 essere dovuta a risposte che nella veglia diventano incompatibili con certe suggestioni date in precedenza, ad ostilit\u00e0 verso l&#8217;ipnosi, ad autosuggestione del soggetto, oppure ad una esplicita o implicita suggestione postipnotica che il soggetto non vuole realizzare. Come gi\u00e0 detto, la resistenza del soggetto pu\u00f2 riflettere alcuni importanti aspetti psicodinamici della sua personalit\u00e0: un bisogno di dipendenza e sottomissione, un bisogno di essere passivo, o pu\u00f2 addirittura rappresentare una fuga dalla realt\u00e0, dal conflitto.<\/p>\n<p>Lo stato di trance pu\u00f2 essere vissuto in molti modi, come un evento minaccioso o come uno che da sollievo dalla tensione e dalle minacce, o come altamente piacevole in se stesso. La resistenza alla deipnotizzazione pu\u00f2 riflettere una riluttanza del soggetto ad abbandonare una condizione che lo solleva dai bisogni. Quando l&#8217;ipnosi \u00e8 usata in terapia, il rifiuto di svegliarsi pu\u00f2 far parte della resistenza del soggetto.<\/p>\n<p><a name=\"34\"><\/a>Williams (<a href=\"#ftn34\">34<\/a>) cos\u00ec riassume le cause di resistenza alla deipnotizzazione pi\u00f9 frequenti:<\/p>\n<p><em>a) <\/em>il soggetto potrebbe voler mettere alla prova l&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;ipnotista nel controllarlo; <em>b) <\/em>errori ed ambiguit\u00e0 di istruzioni, in particolare il fatto che nella regressione spontanea o suggerita la<\/p>\n<p>perdita di contatti con l\u2019ipnotista \u00e8 l\u2019unico risultato logico; <em>c)<\/em> reintegrazione di esperienze precedenti provocate da elementi di un\u2019esperienza suggerita o da un\u2019attivit\u00e0; <em>d) <\/em>trasformazione dell\u2019ipnosi in un sonno isterico e un sonnambulismo spontaneo.<\/p>\n<p>Williams nota che la difficolt\u00e0 con questo tipo di resistenza si verifica per lo pi\u00f9 solo dopo la seconda o perfino dopo successive induzioni di trance, quando il soggetto ha imparato come lo stato ipnotico possa servire ai suoi bisogni. Il successo di una volta nella deipnotizzazione, non garantisce quindi i successivi.<\/p>\n<p>Come si deve comportare perci\u00f2 l\u2019ipnotista di fronte ad un soggetto che resiste alla deipnotizzazione?<\/p>\n<p>Il modo pi\u00f9 semplice \u00e8 di chiedergli perch\u00e9 non si sveglia. Molti soggetti desiderano darne una spiegazione. Se il soggetto non collabora si pu\u00f2 pretendere con pi\u00f9 perentoriet\u00e0 una risposta. Di solito la risposta dice all\u2019ipnotista cosa deve fare. Se ci\u00f2 non avviene \u00e8 possibile a volte ottenere che il soggetto dica specificatamente all\u2019ipnotista che cosa deve fare per svegliarlo, semplicemente chiedendoglielo.<\/p>\n<p>Rosen consiglia, al fine di individuare le cause della resistenza, di usare tecniche quali la scrittura automatica, la visione nella sfera di cristallo, l\u2019induzione di sogno ipnotico. Un modo eccellente per deipnotizzare un soggetto intrattabile consiste nel dirgli semplicemente: \u00abMolto bene allora, se non vuole svegliarsi, io sar\u00f2 costretto a lasciarla cos\u00ec com\u2019\u00e8\u00bb. Poi l\u2019ipnotista ignora completamente il soggetto e si occupa di altro. Naturalmente il soggetto non deve essere lasciato solo e ogni mezz\u2019ora \u00e8 comunque bene controllarne le condizioni.<\/p>\n<p>Qualunque sia il caso, al soggetto non deve essere permesso per nessuna ragione di lasciare la stanza dove si \u00e8 svegliato, senza prima fare un controllo preciso della sua condizione.<\/p>\n<p>Williams raccomanda quanto segue: <em>a) <\/em>usare metodi che il soggetto crede che lo deipnotizzeranno; <em>b) <\/em>correggere le istruzioni ambigue; <em>c) <\/em>indurre una trance secondaria (trance su una trance) con un altro ipnotista; <em>d) <\/em>controllare il riorientamento suggerendo varie esperienze che portano logicamente all\u2019esperienza di riorientamento; <em>e) <\/em>aderire ad alcune richieste del soggetto, a condizione che collabori in certe cose; <em>f)<\/em> usare molta scaltrezza per vincere la resistenza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 d\u2019altra parte consigliabile ricorrere a metodi drastici fra i quali lo schiaffeggiare in viso il soggetto, a meno che siano stati gi\u00e0 provati tutti gli altri metodi. Questi metodi di <em>extrema ratio<\/em> sono i pi\u00f9 indicati quando vi sono prove che il soggetto non \u00e8 pi\u00f9 nello stato ipnotico, ma \u00e8 probabilmente in un coma isterico o qualcos\u2019altro di simile. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><strong>__________<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn32\"><\/a>(32) WEITZENHOFFER A. R., <em>General Techniques of Hypnotism, <\/em>cit., 224. (<a href=\"#32\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn33\"><\/a>(33) SAKATA K. I., Report on a Case of Failure to Dehypnotize and Subsequent Reported Aftereffects, in <em>Int. J. of Clin. and Exp. Hypnosis, <\/em>1968. (<a href=\"#33\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn34\"><\/a>(34) WILLIAMS G. W., Difflculty in Dehypnotizing, in \/. <em>din. Exp. Psychol., <\/em>1953, 3 ss. (<a href=\"#34\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tecniche e strategie dell&#8217;induzione e dell&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi 13. La ratificazione della trance. \u2014 14. Il contesto clinico. \u2014 14a. Il contesto sperimentale. \u2014 15. L&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi. \u2014 16. La deipnotizzazione. L&#8217;ipnotista scaltro da una serie di indizi deduce quale strada scegliere per la induzione, suggerendo delle istruzioni che siano in linea con l&#8217;esperienza dell&#8217;altro. Per esempio se il soggetto usa l&#8217;intercalare \u00abveda\u00bb o \u00abascolti\u00bb, \u00e8 possibile che il suo sistema rappresentazionale sia di tipo visivo nel primo caso e uditivo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8983,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[86],"class_list":["post-1775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-ipnosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1775"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10418,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1775\/revisions\/10418"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}