{"id":1779,"date":"2007-07-24T14:10:25","date_gmt":"2007-07-24T12:10:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1779"},"modified":"2023-10-19T18:54:23","modified_gmt":"2023-10-19T16:54:23","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-5-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1779","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 5.1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Tecniche e strategie dell&#8217;induzione e dell&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi<\/strong><\/p>\n<p>1. Introduzione. Limitazione della motilit\u00e0. \u2014 2. Limitazione degli stimoli esterni. \u2014 2a. Chiusura degli occhi. \u2014 3. Informazioni disinibitorie sulla ipnosi. \u2014 4. Definizione esplicita della situazione come ipnosi. \u2014 4a. Definizione implicita della situazione come ipnosi. \u2014 5. Istruzioni per ottenere la massima collaborazione. \u2014 6. Istruzioni di rilassamento, torpore, sonno, ipnosi. \u2014 7. Manipolazione dell&#8217;attenzione: concentrazione. \u2014 7a. Manipolazione dell&#8217;attenzione: confusione.<\/p>\n<p>Col termine ambiguo di induzione di ipnosi si allude al complesso di manovre comunicazionali che l&#8217;ipnotista compie per ottenere dal soggetto delle risposte che solitamente si ascrivono alla trance.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 5.1<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u00abScreditare tutto questo in quanto manipolazione \u00e8 errato come il definire il cibo come manipolato perch\u00e9 \u00e8 stato cucinato appropriatamente\u00bb <\/em>. \u2013 Milton Erickson<\/p>\n<h4>Capitolo V \/ Tecniche e strategie dell&#8217;induzione e dell&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi<\/h4>\n<p><strong>Sommario<\/strong>: <a href=\"#p1\">1. Introduzione. Limitazione della motilit\u00e0.<\/a> \u2014 <a href=\"#p2\">2. Limitazione degli stimoli esterni.<\/a> \u2014 <a href=\"#p2a\">2a. Chiusura degli occhi.<\/a> \u2014 <a href=\"#p3\">3. Informazioni disinibitorie sulla ipnosi.<\/a> \u2014 <a href=\"#p4\">4. Definizione esplicita della situazione come ipnosi.<\/a> \u2014 <a href=\"#p4a\">4a. Definizione implicita della situazione come ipnosi.<\/a> \u2014 <a href=\"#p5\">5. Istruzioni per ottenere la massima collaborazione.<\/a> \u2014 <a href=\"#p6\">6. Istruzioni di rilassamento, torpore, sonno, ipnosi.<\/a> \u2014 <a href=\"#p7\">7. Manipolazione dell&#8217;attenzione: concentrazione.<\/a> \u2014 <a href=\"#p7a\">7a. Manipolazione dell&#8217;attenzione: confusione.<\/a> \u2014 8. Strutturazione verbale dei messaggi. \u2014 8a. Strutturazione non verbale dei messaggi. \u2014 9. Sollecitazione di fantasie dirette allo scopo di far credere nell&#8217;immaginato. \u2014 10. Prescrizione di ci\u00f2 che avverr\u00e0 naturalmente. \u2014 11. Qualificazione positiva di qualsiasi risposta del soggetto. \u2014 12. Utilizzazione nella procedura di qualsiasi risposta del soggetto. \u2014 13. La ratificazione della trance. \u201414. Il contesto clinico. \u2014 14a. Il contesto sperimentale. \u2014 15. L&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi. \u2014 16. La deipnotizzazione.<br \/>\n<a name=\"p1\"><\/a><\/p>\n<h5>1. Introduzione. Limitazione della motilit\u00e0.<\/h5>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Col termine ambiguo di induzione di ipnosi (<a href=\"#ftn1\">1<\/a>) si allude al complesso di manovre comunicazionali che l&#8217;ipnotista compie per ottenere dal soggetto delle risposte che solitamente si ascrivono alla trance.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Anche se ogni ipnotista ha il suo repertorio strategico preferito, una tipica sequenza pu\u00f2 essere la seguente (<a href=\"#ftn2\">2<\/a>):<\/p>\n<p>a) l&#8217;ipnotista ed il soggetto, di solito sono entrambi seduti, ma a volte il soggetto \u00e8 sdraiato;<\/p>\n<p>b) l&#8217;ipnotista conversa col soggetto in modo da mettere il soggetto a proprio agio e di consentirgli di prepararsi alle manovre seguenti;<\/p>\n<p>c) in una situazione sperimentale si discute solitamente dell&#8217;esperimento e della rilevanza dell&#8217;ipnosi o dei fraintendimenti tipici su essa tra i non iniziati. Il soggetto viene rassicurato circa la semplicit\u00e0 e facilit\u00e0 dell&#8217;esperimento e gli si chiede collaborazione. In una situazione clinica si discutono di solito approfonditamente le motivazioni per la seduta;<\/p>\n<p>d) in quasi tutte le situazioni sperimentali e in molte di quelle cliniche, l&#8217;inizio della induzione ipnotica \u00e8 stata precedentemente concordata ed \u00e8 in questo senso che si sviluppa quella che viene chiamata l&#8217;ipnosi diretta. In alcune sedute cliniche e sperimentali l&#8217;ipnotista pu\u00f2 evitare di definire la situazione come ipnotica. Questa tecnica clinicamente \u00e8 usata soprattutto con persone che facilmente potrebbero essere spaventate dall&#8217;annuncio che saranno ipnotizzate o con coloro che intendano resistere all&#8217;ipnosi. Sperimentalmente si adotta questa strategia per vedere quali effetti si ottengono con una procedura identica a quella ipnotica ma senza che la situazione sia definita n\u00e9 implicitamente n\u00e9 esplicitamente come \u00abipnosi\u00bb.<\/p>\n<p>e) L&#8217;induzione di solito comincia con le istruzioni di rilassamento. Queste sono date con molta precisione e sono ricche di dettagli, ma con tono di voce basso e monotono. Al soggetto si dice di concentrare il proprio pensiero su un oggetto particolare mentre ascolta l&#8217;ipnotista. Quando queste istruzioni ottengono l&#8217;effetto desiderato l&#8217;ipnotista vi aggiunge delle suggestioni di torpore e di rilassamento e pi\u00f9 avanti di sonno. Incoraggia poi il soggetto ad accettare tale sonnolenza specificando che nonostante che egli dorma sentir\u00e0 ugualmente la voce dell&#8217;ipnotista e risponder\u00e0 ad essa e che non si sveglier\u00e0 finch\u00e9 non glielo verr\u00e0 chiesto.<\/p>\n<p>f) Quando il torpore e il rilassamento sono raggiunti l&#8217;ipnotista suggerisce al soggetto di esperire delle risposte a specifiche istruzioni che egli gli sottopone. Se ha cominciato con la suggestione di fissare qualcosa passa a quella di stanchezza agli occhi, eventualmente specificando che la stanchezza diventer\u00e0 tale che gli occhi gli si chiuderanno senza bisogno di alcun suo atto volontario,<\/p>\n<p>g) Il resto dell&#8217;induzione consiste nel somministrare altre istruzioni pi\u00f9 difficili, generalmente accompagnate da un discorso continuo sulla profondit\u00e0 del rilassamento e del sonno; talvolta la risposta a taluni test di comportamento viene legata al rilassamento, per esempio \u00abOra sentirai la tua mano molto leggera come se vi fossero dei palloncini legati al polso che la sollevano e pi\u00f9 si solleva pi\u00f9 ti senti rilassato\u00bb.<\/p>\n<p>h) Il rapporto ipnotico si conclude con una fase di deipnotizzazione con la quale l&#8217;ipnotista \u00abrisveglia\u00bb il soggetto, favorendo il suo riorientamento nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>La tecnica ipnotica, sia in un contesto clinico, che in quello sperimentale, consiste in variabili antecedenti procedurali e quindi indipendenti, che sono mediate dalle variabili proprie del soggetto e variabili interpersonali con l&#8217;ipnotista, rispetto ai risultati che si vogliono ottenere, e che sono rappresentati dalle variabili conseguenti e quindi dipendenti.<\/p>\n<p>Ho cercato qui di seguito di riassumere in uno schema, che commenter\u00f2, le variabili che da un punto di vista sperimentale e\/o clinico sono apparse rilevanti nella fenomenologia ipnotica. <a name=\"3\"><\/a>Ci\u00f2 sia chiaro non significa che tutte sono necessarie, anzi conviene sottolineare come nessuna di esse \u00e8 in senso assoluto essenziale in quanto, soprattutto nell&#8217;ipnosi cosiddetta indiretta, molte di esse sono mascherate o addirittura assenti (<a href=\"#ftn3\">3<\/a>).<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20693%20415'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi4.gif\" width=\"693\" height=\"415\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi4.gif\" width=\"693\" height=\"415\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>La <strong><em>limitazione della motilit\u00e0 <\/em><\/strong>\u00e8 una delle prime operazioni della procedura di induzione. Anche se la cosa non mi risulta essere stata sperimentalmente controllata, \u00e8 di nozione comune la difficolt\u00e0 di ipnotizzare chi passeggi o comunque sia in movimento. Ci\u00f2 essenzialmente in connessione con le esigenze di manipolare l&#8217;attenzione del soggetto (cfr. punto 7): per questo l&#8217;ipnotista chiede solitamente al soggetto di sedersi o di sdraiarsi o qualora, si muovesse subito, prima che la procedura abbia inizio gli chiede di non compiere movimenti inutili. Nulla impedisce per\u00f2 che l&#8217;attenzione del soggetto possa essere manipolata mentre \u00e8 in movimento, nei limiti naturalmente in cui ci\u00f2 sia possibile (cfr. per esempio il punto 12).<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn1\"><\/a>(1) Melica ha giustamente criticato questo termine che si presta a molti fraintendimenti anche derivanti dalla sua origine storica. Si \u00e8 cominciato ad utilizzarlo infatti quando si riteneva che l&#8217;ipnosi fosse una specie di fluido che si trasmetteva da un soggetto ad un altro. Cfr. MELICA V., Una ipotesi sui dinamismi ipnotici, Cadmos, Milano, 1974, 75 ss. La metafora per\u00f2 \u00e8 ormai invalsa nella letteratura: l&#8217;importante, al solito, \u00e8 non reificarla. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn2\"><\/a>(2) LONDON P., The Induction of Hypnosis, in GORDON J., <em>Clinical and Experimental Hypnosis, <\/em>MacMillan, New York, 1967, 59 ss. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn3\"><\/a>(3) Per questo schema, sia pure pi\u00f9 limitatamente, cfr. BARBER T. X., DE MOORE V. D., A Theory of Hypnotic Induction Procedures, in <em>Am. J. Clin. <\/em><em>Hypn., <\/em>1972, 112. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p2\"><\/a><\/p>\n<h5>2. Limitazione degli stimoli esterni.<\/h5>\n<p>Per le stesse ragioni l&#8217;ipnotista produce una <strong><em>limitazione degli stimoli esterni <\/em><\/strong>cercando di evitare che il soggetto sia distratto, chiusa cos\u00ec la finestra, la luce \u00e8 di solito tenue e diffusa. <a name=\"4\"><\/a>C&#8217;\u00e8 come una limitata <em><strong>\u00absensory deprivation\u00bb<\/strong><\/em> che l&#8217;ipnotista induce onde poter meglio utilizzare contenuti intrapsichici del soggetto come la fantasia e l&#8217;immaginazione. Secondo Wickramasekera (<a href=\"#ftn4\">4<\/a>) dal punto di vista psicoanalitico l&#8217;aumento di suscettibilit\u00e0 all&#8217;ipnosi con l&#8217;uso di tecniche di deprivazione sensoriale \u00e8 da attribuire ad una maggior probabilit\u00e0 di \u00abregressione\u00bb in tali condizioni. Sono state suggerite tre interpretazioni di questo fenomeno di evoluzione comportamentale:<\/p>\n<p>1) una la fa derivare dalla limitazione di stimoli sociali;<\/p>\n<p>2) per un&#8217;altra la limitazione sensoriale attiva il meccanismo dell&#8217;ansia e l&#8217;insorgere dell&#8217;ansia \u00e8 responsabile degli effetti di regressione;<\/p>\n<p>3) secondo un terzo punto di vista la maggiore suscettibilit\u00e0 \u00e8 dovuta all&#8217;aumento dell&#8217;attenzione.<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn4\"><\/a>(4) WICKRAMASEKERA I. E., On Attemps to Modify Hypnotic Susceptibility: Some Psychophysiological Procedures and Promising Directions, in EDMONSTON. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p2a\"><\/a><\/p>\n<h5>2a. La chiusura degli occhi.<\/h5>\n<p><a name=\"5\"><\/a>\u00c8 ottenuta a seguito di una pura e semplice richiesta o attraverso una suggestione diretta ad ottenere questa risposta involontariamente. Essa soddisfa l&#8217;esigenza di limitare gli stimoli visivi. Secondo Reyher questa variabile pu\u00f2 influenzare notevolmente le risposte dei soggetti (<a href=\"#ftn5\">5<\/a>).<\/p>\n<p>Quando gli individui con gli occhi chiusi stanno sperimentando un&#8217;azione richiesta di tipo dinamico, non possono sapere se hanno \u00abpassato\u00bb o meno l&#8217;esperimento perch\u00e9 hanno solo sensazioni propriocettive, insufficienti per poter valutare delle distanze. Invece un comando di tipo statico fornisce importanti stimoli di controllo propriocettivi. Anche un piccolo movimento infatti indica il fallimento, anche con gli occhi chiusi, della suggestione ipnotica di immobilit\u00e0. Nella situazione ad occhi aperti, invece, il grado di ambiguit\u00e0 di risposta agli items di movimento \u00e8 molto ridotto dall&#8217;utilizzazione da parte del soggetto di stimoli visivi. Per quanto riguarda i comandi statici invece, la vista non influenza l&#8217;esecuzione del comando, per cui non si notano differenze tra le due situazioni a occhi aperti e\/o chiusi: infatti un piccolo movimento pu\u00f2 essere propriocettivamente importante ma visivamente trascurabile.<\/p>\n<p>La chiusura degli occhi ha per\u00f2, comunque, la funzione di facilitare l&#8217;accesso al vissuto interno del soggetto.<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn5\"><\/a>(5) REYHER J., Clinical and Experimental Hypnosis: Implications for Theory and Methodology, in EDMONSTON W., <em>op. cit., <\/em>76. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p3\"><\/a><\/p>\n<h5>3. Informazioni disinibitorie sulla ipnosi.<\/h5>\n<p>L&#8217;ipnotista prima di iniziare la vera e propria strategia ipnotica, e dunque prima ancora della chiusura degli occhi, se il soggetto non \u00e8 assuefatto all&#8217;ipnosi e non ha delle conoscenze esatte su ci\u00f2 che sta per esperire, cerca di superare le disinformazioni e le paure circa l&#8217;ipnosi, con delle <strong><em>informazioni disinibitorie<\/em><\/strong>. Ci\u00f2 soprattutto allo scopo di incidere positivamente sulle variabili personali del soggetto, quali gli atteggiamenti, le motivazioni e le aspettative, e su quelle interpersonali che si fondano sulla fiducia. Le disinformazioni da affrontare di solito derivano dalle errate convinzioni che l&#8217;ipnotizzabile abbia una volont\u00e0 poco forte o comunque inferiore a quella dell&#8217;ipnotista, che l&#8217;ipnosi sia un fenomeno paranormale, per cui l&#8217;ipnotizzato deve essere un medium, che l&#8217;ipnotizzato \u00e8 completamente in balia dell&#8217;ipnotista, ecc.<\/p>\n<p>Le paure possono essere quelle di un&#8217;aggressione sessuale, di fare cose sconvenienti, di non essere pi\u00f9 in grado di svegliarsi, di morire, ecc.<\/p>\n<p><a name=\"6\"><\/a>Si \u00e8 potuto sperimentalmente constatare che attraverso questa <strong><em>educazione preinduttiva <\/em><\/strong>diretta a rimuovere paure e disinformazioni, la risposta dei soggetti migliorava (<a href=\"#ftn6\">6<\/a>) ci\u00f2 essenzialmente perch\u00e9 gli atteggiamenti, le motivazioni e le aspettative del soggetto diventavano sempre pi\u00f9 positive verso la procedura ipnotica.<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn6\"><\/a>(6) CRONIN D. M., SPANOS M. P., BARBER T. X., Augmentic Hypnotic Suggestibility by Providing Favorable Information About Hypnosis, in <em>Am. J. Cl\u00ecn. <\/em><em>Hypn. <\/em>, 1971, 259. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p4\"><\/a><\/p>\n<h5>4. Definizione esplicita della situazione come ipnosi.<\/h5>\n<p><a name=\"7\"><\/a>Il punto 3 sottintende che la <em>definizione della situazione come ipnosi sia esplicita<\/em>. Il ruolo positivo di questa variabile \u00e8 stato controllato con due esperimenti (<a href=\"#ftn7\">7<\/a>) in cui i soggetti venivano distribuiti a caso in due gruppi. Al primo gruppo si diceva che avrebbero partecipato ad un esperimento di ipnosi, all&#8217;altro che facevano parte di un gruppo di controllo. Nonostante che in entrambi i gruppi fossero state date le stesse istruzioni, il gruppo in cui la situazione veniva definita come ipnosi in entrambi gli esperimenti mostr\u00f2 un livello di suggestionabilit\u00e0 superiore.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 \u00e8 opinione comune presso i profani che l&#8217;ipnosi aumenti la suggestionabilit\u00e0 si pu\u00f2 concludere che il definire la situazione come ipnosi comporta una specie di <strong><em>profezia che s\u00ec autodetermina <\/em><\/strong>nel senso che la suggestionabilit\u00e0 aumenta perch\u00e9 ci si aspetta che aumenti. <a name=\"8\"><\/a>In questo senso pu\u00f2 dimostrarsi utile anche se decisamente non necessaria una certa liturgia magica, il lasciar credere che l&#8217;ipnotista abbia dei \u00abpoteri\u00bb particolari, ecc. (<a href=\"#ftn8\">8<\/a>).<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn7\"><\/a>(7) BARBER T. X., CALVERLEY D. S., Empirical Evidence for a Theory of \u00abHypnotic\u00bb Behavior, in <em>Psychological Record, <\/em>1964, 547 e in <em>Journal Counsulting Psychology, <\/em>1965, 98. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn8\"><\/a>(8) Per il meccanismo della profezia che si autodetermina cfr. ROSENTHAL R., JACOBSON L., <em>Pigmalione in classe, <\/em>Angeli, Milano, 1975, in cui si nota come aspettative favorevoli degli insegnanti favoriscano un rendimento migliore degli al lievi. Per gli effetti di questo meccanismo nella psicologia sperimentale si veda ROSENTHAL R., <em>Experimenter Effects in Behavioral Research, <\/em>Irvington, New York, 1976. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p4a\"><\/a><\/p>\n<h5>4a. Definizione implicita della situazione come ipnosi.<\/h5>\n<p>La definizione della situazione come ipnotica pu\u00f2 anche essere <em>implicita <\/em>o per il contesto (per esempio Istituto di Ipnosi, Scuola di Ipnosi) o per la fama dell&#8217;operatore o per la conoscenza che il soggetto ha della procedura; (per esempio quale studente di psicologia o perch\u00e9 gi\u00e0 sottoposto alla procedura). Anche in questo caso valgono le considerazioni svolte nel punto 4.<br \/>\n<a name=\"p5\"><\/a><\/p>\n<h5>5. Istruzioni per ottenere la massima collaborazione.<\/h5>\n<p>Mentre al punto 4 \u00e8 descritto come la procedura stessa stimoli aspettative positive, con le <strong><em>istruzioni per ottenere il massimo della collaborazione <\/em><\/strong>si tende a intervenire sugli atteggiamenti e sulle motivazioni del soggetto. <a name=\"9\"><\/a>L&#8217;ipnotista chiede al soggetto di collaborare attivamente, gli dice per esempio che in fondo ogni eteroipnosi \u00e8 un&#8217;autoipnosi, che senza il suo aiuto non potrebbe ottenere alcun risultato, che \u00e8 facile ottenere le risposte alle istruzioni, ecc. Barber in una serie considerevole di esperimenti (<a href=\"#ftn9\">9<\/a>) ha dimostrato come con istruzioni altamente motivanti al compito si possono ottenere gli stessi risultati che si ottengono con una vera e propria induzione ipnotica. Pertanto questa variabile \u00e8 da considerarsi particolarmente rilevante.<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn9\"><\/a>(9) BARBER T. X., Ipnosi, un approccio scientifico, <em>eh<\/em>. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p6\"><\/a><\/p>\n<h5>6. Istruzioni di rilassamento, torpore, sonno, ipnosi.<\/h5>\n<p>Nella induzione di ipnosi classica sono sempre presenti delle <strong><em>istruzioni di rilassamento, torpore, sonno, trance, ipnosi<\/em><\/strong>. L&#8217;importanza di questo fattore \u00e8 stata controllata con tre esperimenti in cui i soggetti venivano a caso distribuiti in due gruppi. Ad entrambi i gruppi si diceva che l&#8217;esperimento concerneva l&#8217;ipnosi, ma solo ad un gruppo si davano suggestioni di rilassamento, torpore, sonno, mantenendo costanti le altre variabili indipendenti. <a name=\"10\"><\/a>I soggetti del gruppo a cui era suggerito torpore e sonno risposero in modo statisticamente significativo pi\u00f9 positivamente degli altri alle suggestioni, nonostante che per il resto la procedura adottata fosse identica per i due gruppi (<a href=\"#ftn10\">10<\/a>). Anche in questo caso poich\u00e9 l&#8217;immagine convenzionale dell&#8217;ipnosi la considera una forma di sonno, questa variabile soddisfacendo delle aspettative, innesca il meccanismo della <strong><em>profezia che si autodetermina<\/em><\/strong>. Ma non credo che tutto possa ridursi a questo.<\/p>\n<p>Taluni ritengono che questa variabile provochi delle inibizioni corticali che favoriscono la suggestionabilit\u00e0. \u00c8 possibile che la tediosit\u00e0 e monotonia di certe suggestioni provochi la sonnolenza che depauperando contenuti critici dell&#8217;attenzione del soggetto favorisce la manipolazione interpersonale.<\/p>\n<p>\u00c8 alle istruzioni che stiamo esaminando, che bisogna far risalire la rigidit\u00e0 mimica, la fissit\u00e0 dello sguardo, la lentezza della parola e dei movimenti. Nonostante che questi comportamenti siano considerati tipici del quadro sintomatologico della trance, si \u00e9 potuto dimostrare che le risposte involontarie alle istruzioni che solitamente ascriviamo all&#8217;ipnosi, si ottengono anche se non si danno suggestioni di rilassamento e di torpore, o se una volta raggiunte vengano tolte.<\/p>\n<p>Erickson ottiene il rilassamento del soggetto anche con metodi indiretti, per esempio annoiandolo con sproloqui, tautologie, luoghi comuni e verit\u00e0 lapalissiane.<\/p>\n<p><a name=\"11\"><\/a>Due autori (<a href=\"#ftn11\">11<\/a>) hanno notato, con un loro esperimento, come fenomeni che si avvicinano alla trance possano essere evocati anche con tecniche che tendono a produrre uno stato di <strong><em>ipervigilanza <\/em><\/strong> (active-alert), con una tecnica di induzione che si potrebbe definire <strong><em>eccitatoria<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Nella procedura di induzione <strong><em>active-alert <\/em><\/strong> il soggetto era a cavallo di una bicicletta zavorrata con dei pesi. All&#8217;inizio il peso era tale che il soggetto non riusciva neanche a pedalare, poi veniva gradualmente ridotto (il peso variava da 1 a 3 kg., la pedalata variava da 1 a 2 rotazioni al secondo). Ai soggetti si chiedeva di incominciare a pedalare e di guardare diritto davanti a s\u00e9. La stanza era illuminata normalmente per tutta la durata della seduta.<\/p>\n<p>Mentre il soggetto pedalava lo sperimentatore ripeteva una serie di suggestioni simili a quelle della Scala di Stanford forma B, tranne che le suggestioni di rilassamento e sonnolenza, a cui erano sostituite altre di attenzione, di vigilanza, di curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;induzione iniziava cos\u00ec: \u00abSto cercando di aiutarti a diventare il pi\u00f9 possibile attento e vigile, ci\u00f2 ti aiuter\u00e0 ad entrare gradualmente in uno stato di ipnosi vigile. Siediti sulla bicicletta e pedala. Io voglio che tu pedali deciso e mentre pedali ascolti ci\u00f2 che ti dico. La tua capacit\u00e0 di entrare in uno stato di ipnosi vigile dipende parzialmente dalla tua volont\u00e0 di collaborare e parzialmente dalla tua abilit\u00e0 di pedalare con decisione, mentre ti concentri sulle mie parole\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;induzione finiva con la suggestione: \u00abTu desidererai essere vigile e attento e sperimenterai ci\u00f2 che ho ora descritto\u00bb. A questo punto al soggetto che continuava a pedalare (con gli occhi aperti) si sottoponevano agli items di una scala di ipnotizzabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli items riguardavano la rigidit\u00e0 del braccio, risposte ideomotorie della mano, allucinazioni, suggestioni post-ipnotiche, amnesia post-ipnotica ecc. Nell&#8217;esperimento successivo di controllo, il soggetto fu esaminato dopo che aveva pedalato, senza utilizzare per\u00f2 le suggestioni tipiche dell&#8217;induzione active-alert. Prima tuttavia era stato informato che l&#8217;attivit\u00e0 di pedalare quando accompagnata da suggestioni era un metodo di induzione di ipnosi vigile. Ad ogni sessione seguiva una intervista dettagliata sulle esperienze del soggetto e dopo la seconda sessione veniva sottoposto ad un&#8217;intervista per confrontare gli stati sperimentati nelle due forme di induzione e la preferenza o meno per una induzione piuttosto che per l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Gli esperimenti svolti hanno dimostrato che con l&#8217;induzione di active-alert ipnosi si crea uno stato in cui sono presenti tutte le caratteristiche dell&#8217;ipnosi, ma non quelle simili al sonno.<\/p>\n<p>Il soggetto sperimenta uno stato particolare di alterazione, ma le capacit\u00e0 di risposta ai test sono uguali a quelle che si verificano in una ipnosi tradizionale.<\/p>\n<p>La domanda che si pone \u00e8 fino a che punto possiamo attribuire le caratteristiche di tale stato alla procedura di induzione. Per i due autori, sebbene alcune alterazioni furono riscontrate anche senza induzione, il comportamento risult\u00f2 essere rafforzato dalla procedura di induzione vigile, in modo simile al rafforzamento prodotto dalla procedura di induzione tradizionale. Ma nonostante che la capacit\u00e0 di produrre suggestioni sia tipica di entrambe le procedure, esistono differenze per quanto riguarda i loro effetti. Un generale rallentamento segue l&#8217;induzione tradizionale, mentre un aumento di attivit\u00e0 motoria segue l&#8217;induzione eccitatoria.<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn10\"><\/a>(10) BARBER T. X,, CALVERLEY T. S., da ultimo cit. e in <em>J. of Personalit\u00e0, <\/em>1965, 256. (<a href=\"#10\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn11\"><\/a>(11) BANYAI E. I., HILGARD E. R., A comparison of Active-Alert Hypnotic Induction with Traditional Relaxation Induction, in <em>J. of Abnormal Psychology, <\/em>1976, 218 ss. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p7\"><\/a><\/p>\n<h5>7. Manipolazione dell&#8217;attenzione: concentrazione.<\/h5>\n<p>La strategia di induzione \u00e8 essenzialmente rivolta alla manipolazione dell&#8217;attenzione. Come si \u00e8 gi\u00e0 detto, lo scopo di ottenere la <strong><em>concentrazione dell&#8217;attenzione<\/em><\/strong>, viene ottenuto di solito attraverso la limitazione della motilit\u00e0 e degli stimoli esterni. Normalmente poi il soggetto viene fatto concentrare richiedendo gli che guardi fissamente un punto, che pu\u00f2 essere rappresentato dagli occhi o da un dito dell&#8217;ipnotista, dalla fiamma di una candela, da una moneta, fino a che gli occhi non gli si affatichino.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che meccanismi psicofisiologici che presiedono all&#8217;attenzione, e la stanchezza che deriva dalla concentrazione abbiano un effetto positivo allo scopo che l&#8217;ipnotista si prefigge. Anzi, moderne teorie attribuiscono i fenomeni psichici particolari della ipnosi al fatto che la tecnica induttiva, soprattutto attraverso la manipolazione dell&#8217;attenzione, impegna l&#8217;emisfero dominante del cervello, nei destrimani quello sinistro, che presiede alle attivit\u00e0 razionali e logiche per lasciare spazio a quello non dominante, che presiede alle attivit\u00e0 immaginative e fantastiche.<\/p>\n<p><a name=\"12\"><\/a>Per Erickson la focalizzazione dell&#8217;attenzione su pochi oggetti limitati, che egli pu\u00f2 ottenere anche solo con un gesto o con una pantomima, serve a depotenziare l&#8217;assetto mentale quotidiano (<a href=\"#ftn12\">12<\/a>).<\/p>\n<p>Talvolta l&#8217;attenzione viene manipolata con un comportamento atto a sorprendere (o a confondere come vedremo tra poco). Per esempio si pu\u00f2, stringendo la mano al soggetto, con gesto di saluto, interrompere questo gesto automatico e fissare interessato un punto del suo corpo. Erickson chiede a proposito: \u00abTra poco avr\u00e0 una sorpresa\u00bb oppure \u00abQuando vuole avere una sorpresa, adesso o pi\u00f9 tardi?\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"13\"><\/a>Per usare la terminologia di Hartmann (<a href=\"#ftn13\">13<\/a>), l&#8217;ipnotista, durante l&#8217;induzione, canalizzando l&#8217;attenzione cosciente dell&#8217;ipnotizzato, tende a deautomatizzare apparati precedentemente automatici. L&#8217;atto della deautomatizzazione fa sprecare delle energie che prima venivano adoperate per altri usi e principalmente per mantenere la funzione sintetica dell&#8217;Io per gran parte automatizzata.<\/p>\n<p>La concentrazione pu\u00f2 essere ottenuta, ai fini dell&#8217;ipnosi, anche riferendosi a condizioni gi\u00e0 conosciute dal soggetto, e che facilitano il processo: ad uno scrittore, un disegnatore, un credente pu\u00f2 essere richiesto \u00abprima di cominciare\u00bb di cercare di rivivere la condizione psichica di quando scrive, disegna o prega, oppure di quando guida l&#8217;automobile su una autostrada deserta (la cosiddetta \u00ab ipnosi dell&#8217;autostrada\u00bb).<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn12\"><\/a>(12) ERICKSON M. H., ROSSI E. L., Rossi S. I., <em>Hypnotic Realities, <\/em>Irvington, New York, 1976, (trad. it. <em>Tecniche di suggestione ipnotica, <\/em>Astrolabio, Roma, 1979). (<a href=\"#12\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn13\"><\/a>(13) HARTMANN H., <em>Psicologia dell&#8217;Io e problemi dell&#8217;adattamento, <\/em>Boringhieri, Torino, 1966. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________ <\/strong><br \/>\n<a name=\"p7a\"><\/a><\/p>\n<h5>7a. Manipolazione dell&#8217;attenzione: confusione.<\/h5>\n<p>Ma la manipolazione dell&#8217;attenzione non avviene solo attraverso la concentrazione ma anche con la <strong><em>confusione<\/em><\/strong>, anzi per Erickson ogni buona tecnica contiene un aspetto atto a confondere.<\/p>\n<p>Descriver\u00f2 meglio nel capitolo dedicato alla comunicazione come avvenga che il soggetto venga mistificato e confuso, gi\u00e0 qui per\u00f2 \u00e8 opportuno offrire qualche cenno. Una delle mie tecniche preferite, relativamente semplice da utilizzare, mostra chiaramente il legame tra attenzione e confusione nell&#8217;induzione ipnotica. Chiedo al soggetto seduto o sdraiato di contare a mezza voce da cento a uno tenendo gli occhi aperti quando pronuncia i numeri pari e chiusi quando pronuncia i numeri dispari, avvertendolo che se sbaglia o nel conteggio o nella chiusura degli occhi dovr\u00e0 ricominciare da capo. Contemporaneamente gli do delle suggestioni di levitazione della mano, di pesantezza delle palpebre ecc&#8230; Ottengo cos\u00ec l&#8217;attenzione del soggetto che per non sbagliare si concentra sui numeri, sull&#8217;apertura e sulla chiusura degli occhi, e la confusione per la difficolt\u00e0 di correlare la pronuncia dei numeri con l&#8217;apertura e la chiusura degli occhi mentre gli do delle istruzioni diversive. Cos\u00ec il soggetto si predispone ad una istruzione chiara e semplice cui possa abbarbicarsi. Nel caso di specie, favorito dalla stanchezza che l&#8217;operazione gli procura, precostituisco come unica istruzione chiara la stanchezza degli occhi, l&#8217;assonnamento, la voglia di dormire.<\/p>\n<p>Genericamente la tecnica della confusione consiste in una serie di manovre dell&#8217;ipnotista dirette a disorientare il soggetto anche per mezzo di una serie di giochi di parole e di lapsus in cui il soggetto non sa pi\u00f9 se \u00e8 la mano destra che \u00e8 leggera oppure la sinistra, ecc. fino a che nella confusione si \u00abpiazza\u00bb \u00abla suggestione\u00bb che si era precostituita come pi\u00f9 importante (per esempio \u00abdormi!\u00bb) in modo cos\u00ec chiaro che consente al soggetto di accettarla come fuga dal disordine, dal disorientamento, dalla confusione.<\/p>\n<p>Vediamo un altro esempio di come la tecnica della confusione possa essere utilizzata per disorientare nel tempo, per esempio ai fini di iniziare quel fenomeno ottenibile per mezzo dell&#8217;ipnosi, definito regressione di et\u00e0 e che consente di rivivere esperienze passate: \u00abPer il giorno prima di ieri, ieri era il domani, cio\u00e8 era il futuro, poi ieri \u00e8 divenuto oggi e dopo \u00e8 diventato il passato&#8230; Il domani molto presto diventer\u00e0 l&#8217;oggi e cos\u00ec anche ieri pu\u00f2 diventare oggi e anche prima di ieri&#8230;<\/p>\n<p>Spesso confondiamo i giorni della settimana, credevamo fosse mercoled\u00ec e invece \u00e8 gi\u00e0 gioved\u00ec, oppure delle volte scrivendo una data ci sbagliamo di anno e quando l&#8217;anno \u00e8 appena passato siamo portati a pensare che sia ancora l&#8217;anno precedente. Oggi pur essendo marted\u00ec possiamo pensare che sia mercoled\u00ec sbagliandoci, ma siccome oggi \u00e8 mercoled\u00ec e poich\u00e9 non \u00e8 importante per la situazione presente che sia mercoled\u00ec o luned\u00ec uno pu\u00f2 cercare di ricordare vivamente un&#8217;esperienza del luned\u00ec della settimana scorsa come se fosse presente&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Erickson ottiene l&#8217;effetto di depotenziare l&#8217;assetto mentale quotidiano creando una specie di stato confusionale sia come si \u00e8 visto verbalmente (per esempio dicendo durante l&#8217;induzione: \u00abLei crede di essere sveglio?!\u00bb con l&#8217;implicazione conseguente che probabilmente non lo \u00e8, o anche con mezzi non verbali, per esempio mentre stringe la mano per salutare guardando molto fisso dietro la testa del soggetto. <a name=\"14\"><\/a>Per Erickson tutto ci\u00f2 crea dubbio e perplessit\u00e0 cosicch\u00e9 la trance rappresenta un utile mezzo di fuga, egli dice: \u00abuno vuole uscire dalla situazione ma non c&#8217;\u00e8 altro luogo che la trance\u00bb (<a href=\"#ftn14\">14<\/a>); con questa strategia la realt\u00e0 esterna viene resa al soggetto sconcertante, il che lo spinge a rifugiarsi in una realt\u00e0 interna, che consente all&#8217;ipnotista di stimolare l&#8217;attivit\u00e0 immaginifica necessaria per l&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec alla destrutturazione dovuta alla manovra diretta a confondere segue una ristrutturazione di tipo ipnotico. Anzi per Erickson la suggestionabilit\u00e0 non \u00e8 attivata dall\u2019ipnosi, piuttosto rappresenta \u00abl\u2019accettazione automatica di ci\u00f2 che ristrutturando il modo accettabile, ponga fine alla intollerabile confusione creata dalla induzione ipnotica\u00bb. Per esempio durante una dimostrazione ad un soggetto riluttante gli chiese di avvicinarsi e di sedersi su una certa sedia verbalmente ma indicandogliene un\u2019altra con la mano. Poi disse: \u00abed ora appena seduta entrerai in trance\u00bb e contemporaneamente gli indicava chiaramente la sedia dove avrebbe dovuto sedersi, associando cos\u00ec la chiarezza comunicazionale alla trance. Quanto pi\u00f9 la tecnica utilizzata \u00e8 sofisticata tanto pi\u00f9 mantiene l\u2019assetto mentale del soggetto in una condizione fluida il che consente di rimodellarlo secondo le proprie esigenze. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><strong>__________<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"ftn14\"><\/a>(14) ERICKSON M. H. e al., <em>op. cit., 106<\/em>. (<a href=\"#14\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tecniche e strategie dell&#8217;induzione e dell&#8217;approfondimento dell&#8217;ipnosi 1. Introduzione. Limitazione della motilit\u00e0. \u2014 2. Limitazione degli stimoli esterni. \u2014 2a. Chiusura degli occhi. \u2014 3. Informazioni disinibitorie sulla ipnosi. \u2014 4. Definizione esplicita della situazione come ipnosi. \u2014 4a. Definizione implicita della situazione come ipnosi. \u2014 5. Istruzioni per ottenere la massima collaborazione. \u2014 6. Istruzioni di rilassamento, torpore, sonno, ipnosi. \u2014 7. Manipolazione dell&#8217;attenzione: concentrazione. \u2014 7a. Manipolazione dell&#8217;attenzione: confusione. Col termine ambiguo di induzione di ipnosi si allude [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8958,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[86],"class_list":["post-1779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-ipnosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1779"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10420,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1779\/revisions\/10420"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}