{"id":1782,"date":"2007-07-19T17:44:25","date_gmt":"2007-07-19T15:44:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1782"},"modified":"2023-09-29T20:34:10","modified_gmt":"2023-09-29T18:34:10","slug":"il-testo-della-tavola-di-smeraldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1782","title":{"rendered":"Il testo della Tavola di Smeraldo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=93\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"L'Opera al Rosso\" src=\"images\/topics\/Opera_in_Rosso.jpg\" alt=\"L'Opera al Rosso\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il presente famosissimo testo di Hahaja rappresenta la pi\u00f9 chiara (se cos\u00ec si pu\u00f2 dire) interpretazione della Tabula Smaragdina. L&#8217;epoca di trascrizione del testo non \u00e8 chiara, ed \u00e8 attribuito filologicamente a un periodo che spazia dal IX al XIII secolo. La leggenda afferma che la Tavola \u00e8 stata incisa da Toth-Ermete Trismegisto, con la punta di un diamante, su una lastra di smeraldo. Il commento per quanto dichiaratamente riservato ai circoli interni, venne pubblicato nella Rivista Ibis, nel 1950, e nel 1979 fu ripubblicata dalla Phoenix, per volere del Maestro Benno e con l&#8217;autorizzazione dell&#8217;Ord. Os. Eg.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Il testo della Tavola di Smeraldo<\/h3>\n<p align=\"left\">a cura di Vittorio Vanni<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Il presente famosissimo testo di Hahaja rappresenta la pi\u00f9 chiara (se cos\u00ec si pu\u00f2 dire) interpretazione della Tabula Smaragdina. L&#8217;epoca di trascrizione del testo non \u00e8 chiara, ed \u00e8 attribuito filologicamente a un periodo che spazia dal IX al XIII secolo. La leggenda afferma che la Tavola \u00e8 stata incisa da Toth-Ermete Trismegisto, con la punta di un diamante, su una lastra di smeraldo. Il commento per quanto dichiaratamente riservato ai circoli interni, venne pubblicato nella Rivista Ibis, nel 1950, e nel 1979 fu ripubblicata dalla Phoenix, per volere del Maestro Benno e con l&#8217;autorizzazione dell&#8217;Ord <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript> Os <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript> Eg <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Il testo qui riprodotto si basa appunto su questa ripubblicazione [<a href=\"#ftn1\">1<\/a>]:<\/p>\n<p>Con commento <em>pro circulis agentibus internis <\/em><\/p>\n<h3 align=\"center\">La Tavola di Smeraldo<\/h3>\n<p align=\"center\">di <strong>HAHAJA <\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"7%\">\n<p align=\"center\">1\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"93%\">\n<p align=\"justify\"><em>\u00c8 vero, \u00e8 vero senza errore, \u00e8 certo e verissimo.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">2\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>Ci\u00f2 che \u00e8 in basso \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in alto, ci\u00f2 che \u00e8 in alto \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in basso, per fare il miracolo di una cosa sola. <\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">3\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>Come tutte le cose sono sempre state venute da Uno, cos\u00ec tutte le cose sono nate per adattamento di questa cosa unica.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">4\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>Il Sole ne \u00e8 il Padre, la Luna ne \u00e8 la Madre, il Vento lo ha portato nel suo ventre, la Terra \u00e8 la sua nutrice. Il Padre di tutto, il Telesma di tutto il Mondo \u00e8 qui; la sua potenza \u00e8 illuminata se \u00e8 convertita in Terra.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">5\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>Tu separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso, dolcemente, con grande industria. Ei rimonta dalla Terra al Cielo, subito ridiscende in Terra, e raccoglie la forza delle cose superiori ed inferiori.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">6\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>Tu avrai, con questo mezzo, tutta la gloria del Mondo, e perci\u00f2 ogni oscurit\u00e0 andr\u00e0 lungi da te. E&#8217; la forza forte di ogni forza, perch\u00e9 vincer\u00e0 ogni cosa sottile e penetrer\u00e0 ogni cosa solida.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">7\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>\u00c8 in questo modo che il Mondo fu creato.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">8\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>Da questa sorgente usciranno innumerevoli adattamenti, il cui mezzo si trova qui indicato.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">9\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>\u00c8 per questo motivo che venni chiamato Ermete Trismegisto, perch\u00e9 possiedo le tre parti della filosofia del Mondo.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">10\u00b0<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\"><em>Ci\u00f2 che ho detto dell&#8217;operazione del Sole \u00e8 perfetto e completo.<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Autore di questa Tavola fu un <em>Hermes <\/em> un essere, cio\u00e8, umano e divino, il quale aveva saputo fondere nel proprio crogiuolo tutto se stesso, sollevandosi nella natura essenziale del ternario, fonte perenne di vita incorruttibile, operazione che lo rese tre volte grande, o trismegisto.<\/p>\n<p>Il particolare nucleo di praticanti a cui queste note sono indirizzate mi dispensa da chiarimenti audaci e, peraltro, essi costituirebbero nei loro confronti un&#8217;irriverente pretesa, se non fossero ispirati dal principio ammesso e permesso in taluni casi dall&#8217;Or <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript> Os <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript> Eg <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript> di:<\/p>\n<p><em>\u201cpotersi consultare su determinati punti di controllo, secondo la formula fondamentale della rivelazione ermetica\u201d <\/em><\/p>\n<p>che \u00e8 superfluo ripetere a chi gi\u00e0 la conosce.<\/p>\n<p>Ai fini, pertanto, di una sempre pi\u00f9 salda impostazione del teorema alchimico non mi pare di offendere la loro sensibilit\u00e0 ricordando che lo smeraldo \u00e8 il colore di Venere e che il segno corrispondente a questo pianeta \u00e8 lo stesso segno di Mercurio, privato della luna, ossia privato del principio formale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 poi le proposizioni siano dieci, cio\u00e8 uno e zero, \u00e8 perch\u00e9 in essa sia molto richiamata e commentata la decima chiave del Tarocco, \u00e8 cosa che essi certamente sanno.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 mai troppo soffermarsi su certe coincidenze di numero e di simbolo, riunitamente e separatamente considerate, perch\u00e9 a volte piccoli (apparentemente piccoli) riferimenti trascurati, possono interferire negativamente sui risultati attesi, donde disinganni e reazioni, che richiedono tempo, soprattutto tempo, per poter essere assorbiti, ovverosia eliminati.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Se non che codesto fattore, il tempo, cio\u00e8, quando non \u00e8 tenuto nella debita considerazione, mal si accorda con il successo ambito, perch\u00e9 \u2013 come in tutte le opere di creazione \u2013 esso ha un&#8217;importanza specifica [<a href=\"#ftn2\">2<\/a>], mentre col fare, sostare, disfare e rifare se ne va nel suo fiume la parte pi\u00f9 preziosa della nostra esistenza, oltre la quale non restano che la rassegnazione e\u2026 la morte.<\/p>\n<p>E consideriamo ora brevemente \u2013 come si conviene a siffatti rispettabili praticanti \u2013 il testo della prima proposizione.<\/p>\n<h4>I Proposizione<\/h4>\n<p><em>\u00c8 vero, \u00e8 vero senza errore, \u00e8 certo e verissimo. <\/em><\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>Su questa triplice affermazione se ne sono scritte di tutti i colori. Vi si diffondono Eliphas Levi [<a href=\"#ftn3\">3<\/a>], il Cremonesi [<a href=\"#ftn4\">4<\/a>] e, con grande sfoggio di filosofia, il dott. Iesboama nel <em>Commentarium <\/em>, al cui testo rimandiamo il lettore interessato o curioso. Ma \u00e8 bene precisare che l&#8217;ermetico classico non ha niente a che vedere con il filosofo pedante, tutto assorto e assurto nelle astrazioni concettuali dei pi\u00f9 arditi pensieri e delle pi\u00f9 sottili induzioni. L&#8217;ermetista classico \u00e8 un pratico, che ha constatato dei fatti e a essi si riferisce, pi\u00f9 che alle loro cause, sulle quali non \u00e8 raro che, anche per lui, resti inesplicabile il velo del mistero.<\/p>\n<p><a name=\"5\"><\/a>E proprio per questo, per non poterne dare, cio\u00e8, una spiegazione esauriente e tale che soddisfi le esigenze di una logica spesso trionfante per facile dialettica, \u00e8 costretto a darne ripetute assicurazioni, come chiunque \u00e8 ansioso di corroborarle con insistenza, magari giurando su questo o su quello [<a href=\"#ftn5\">5<\/a>]. Interpretata in questo spirito, semplicemente, la triplice affermazione appare legata non solo al desiderio, ma anche al bisogno di persuadere e di guadagnar credito.<\/p>\n<p>Al desiderio, per le ragioni anzidette, ed al bisogno, perch\u00e9 il Trismegisto, che sa il fatto suo, preso da perplessit\u00e0, vuol dare il massimo incoraggiamento all&#8217;impresa. Perch\u00e9 poi questa perplessit\u00e0? Perch\u00e9 gli errori e gli insuccessi non sono n\u00e9 pochi, n\u00e9 rari; non mancano mai di conseguenze e disarmerebbero le pi\u00f9 forti e tenaci volont\u00e0.<\/p>\n<p>Ma quando uno, che nel prosieguo delle sue enunciazioni mostra una ammirabile scienza, insiste nel dire che \u00e8 vero, \u00e8 vero senza errore, ed \u00e8 certo e verissimo quello che dichiara, allora vuol dire, a mio avviso, che malgrado gli errori, gli insuccessi e le conseguenze, di cui sopra, non bisogna desistere, n\u00e9 infirmare la validit\u00e0 del procedimento suggerito, ma piuttosto rivedere il proprio operato con fede e sagacia se\u2026 il tempo e le altre condizioni richieste sono ancora matematicamente armonizzate alla bisogna. Pertanto, il testo della prima proposizione va tradotto: <em>\u201cPuoi essere sicuro, perch\u00e9 mi consta personalmente e mi devi credere, la cosa va fatta certamente in questo modo\u201d<\/em>.<\/p>\n<h4>II Proposizione<\/h4>\n<p><em>Ci\u00f2 che \u00e8 in basso \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in alto, e ci\u00f2 che \u00e8 in alto \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in basso, per fare il miracolo di una cosa sola. <\/em><\/p>\n<p>Questa proposizione va esaminata, per cos\u00ec dire, \u201cdi dentro\u201d e \u201cdi fuori\u201d, vale a dire che, prima, bisogna mettersi nella condizione di chi l&#8217;ha scritta, di un hermes, cio\u00e8, come innanzi ricordato, e poi nella condizione di un uomo comune, aspirante a sua volta a quello stato. Ma come fare?<\/p>\n<p>Occorre aiutarsi con delle immagini, e sar\u00e0 poi il lettore intelligente a spingerne oltre le analogie per rendersi conto sempre pi\u00f9 completo del loro valore. Immaginiamo, ad esempio, un bel vaso pieno d&#8217;acqua, e immaginiamo altres\u00ec che l&#8217;acqua non sia, come abitualmente la consideriamo, un elemento materiale qualsiasi, ma un <em>\u201cessere cosciente e sensibile\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Cotesto \u201cstrano essere acqua\u201d sposa i limiti della forma che lo contiene e ne avverte, contro le pareti, la natura resistente e solida, fissa e stabile, tutta opposta alla propria, di consistenza sua particolare.<\/p>\n<p>A poco a poco, per assuefazione della sua coscienza, finir\u00e0 per sentirsi \u201ctutt&#8217;uno\u201d con la forma che lo contiene, tranne dalla parte per la quale vi \u00e8 entrato (bocca del vaso) la cui superficie libera, che per analogia si potrebbe paragonare al cervello, \u00e8 a contatto con l&#8217;aria e gli d\u00e0 l&#8217;impressione dell&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Qui, proseguendo nell&#8217;analogia, si potrebbe dire che se il vaso \u00e8 trasparente non gli mancher\u00e0, anche dal limite che lo circoscrive, la visione e quindi l&#8217;impressione dell&#8217;infinito, mentre pi\u00f9 il vaso \u00e8 opaco e meno per questa via tale visione gli sar\u00e0 possibile.<\/p>\n<p>Come per assuefazione egli si sente tutt&#8217;uno col suo contenente, cos\u00ec tutt&#8217;uno si sentir\u00e0 pure con l&#8217;infinito, dalla parte in cui il contatto gli \u00e8 possibile. Ma in tali condizioni, vero cristo in croce, egli alterner\u00e0 il suo stato di coscienza, secondo che pi\u00f9 \u00e8 esaltato il senso dell&#8217;uno o dell&#8217;altro contatto, dubitando alternativamente della propria realt\u00e0 limite o della propria realt\u00e0 infinita. \u00c8 la sua condizione speciale che lo fa dimentico di \u201cse stesso\u201d e tutto permeato dalle sensazioni inevitabili che gli vengono dal suo mondo-ambiente specifico.<\/p>\n<p>Ma se gli fosse possibile \u201cesaltare\u201d se stesso fino a sentirsi \u2013 come realmente \u00e8 \u2013 \u201cacqua\u201d, allora, per assuefazione con il proprio elemento, egli avvertirebbe soprattutto la propria natura, in una specie di separazione, o di oblio delle impressioni precedenti, senza tuttavia perdere il privilegio della propria forma dovuta al vaso n\u00e9 quello del contatto con l&#8217;infinito dovuto alla propria superficie libera.<\/p>\n<p>In tali condizioni, prevalendo cio\u00e8 la coscienza del suo \u201cvero stato di essere\u201d, il basso (vaso) e l&#8217;alto (aria) verrebbero partecipi come due contatti di analoga importanza, ma di diversa natura: uno limitativo, concentrativo, fisso; l&#8217;altro estensivo, dispersivo, mobile. Egli potrebbe allora dire:<\/p>\n<p><em>\u201cQuello che \u00e8 in basso \u00e8 come quello che \u00e8 in alto e viceversa, ecc.\u201d<\/em>. E cio\u00e8:<\/p>\n<p>a) alto e basso mi sono egualmente estranei;<\/p>\n<p>b) esercitano ugualmente un&#8217;influenza interferente sulla mia identit\u00e0;<\/p>\n<p>c) ma sono le condizioni indispensabili di contrasto alle quali debbo se posso sentirmi veramente \u201cio\u201d <em>in una forma e a contatto con l&#8217;infinito<\/em>, e cio\u00e8 per sentirmi \u201cuna cosa sola o unica\u201d con me stesso.<\/p>\n<p>Ecco cosa vuol dire che il basso \u00e8 come l&#8217;alto e viceversa, per produrre il miracolo di una cosa unica in un vaso, si intende, perch\u00e9 fuori di questa condizione non avrebbe alcun interesse alchimico. <a name=\"6\"><\/a>Esaminata \u201cdal di fuori\u201d da un essere cio\u00e8 non pervenuto alla identificazione con se stesso, la proposizione va rettificata cos\u00ec: \u201cPer produrre il miracolo della cosa unica occorre che l&#8217;alto sia come il basso e viceversa\u201d, vale a dire che tu pervenga alla constatazione degli inversi limiti che ti condizionano, attraverso una forma di <em>separando <\/em> che in realt\u00e0 non ti separa [<a href=\"#ftn6\">6<\/a>] dal tutto, ma ti restituisce a te stesso.<\/p>\n<h4>III Proposizione<\/h4>\n<p><em>Come tutte le cose sono sempre state e venute da Uno, cos\u00ec tutte le cose sono nate per adattamento di questa Cosa Unica. <\/em><\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 chiarito, grosso modo, cosa sia questo <strong>Uno<\/strong>, o <strong>Cosa Unica<\/strong>, o <strong>Hermes<\/strong>, e cio\u00e8:<\/p>\n<p>a) Un essere umano e divino<\/p>\n<p>b) Tutto fuso nel proprio crogiuolo<\/p>\n<p>c) Sciolto nella natura essenziale del ternario<\/p>\n<p>d) Uno con se stesso<\/p>\n<p>Per l&#8217;avvenuto miracolo di una cosa sola. Miracolo \u201cda mirare\u201d, cio\u00e8 fissare e perci\u00f2 stabilmente integrato, immortale ed eterno espressione purissima della volont\u00e0-intelligenza divina, in esercizio perpetuo e polluente di creazione. <a name=\"7\"><\/a>Cos\u00ec caratterizzato, egli \u00e8 omologo, nella propria sfera, al Principio-Uno da cui tutto \u00e8 derivato e tutto \u00e8 derivabile e, per analogo potere di adattamento, pu\u00f2 derivare da se stesso ci\u00f2 che vuole, <strong>se pure \u00e8 il caso di operare derivazioni volute<\/strong>, con l&#8217;implicita conseguenza di assoggettarvisi [<a href=\"#ftn7\">7<\/a>] e non, invece, come crediamo, quello di restare puro e in se stesso, lasciando agli accostamenti passivi la cura di ingravidarsene a tutto loro vantaggio o rischio.<\/p>\n<p>Egli, difatti, sempre puro e vittorioso, non ha bisogno alcuno di volere, ma sar\u00e0 chi gli si accosta a sviluppare, volente o nolente, per fatale copulazione, i suoi germi fecondi, con risultato benefico o malefico, secondo che, nell&#8217;avvicinarlo, abbia concepito il bene o il male, mentre egli resta inalterato e al limite superiore all&#8217;uno e all&#8217;altro. Nasce da qui il grosso equivoco dei dilettanti, dei principianti e dei vagheggiatori sui poteri della \u201cmagia\u201d.<\/p>\n<p>I poteri dell&#8217;Hermes (o del mago) non sono suoi, (non saprebbe che farsene) ma sono lo sviluppo che conseguono (in campo iliaco e per la sua virt\u00f9 o forza generante attiva) quelli che gli sono attribuiti, con l&#8217;immaginazione, con la fede, o con la consapevolezza della tecnica di meccanismo che li rende propizi e benefici. E quando non \u00e8 cos\u00ec, trattasi di sacrificio o di missione accettata. Ecco l&#8217;Unus, pollentissimus omnium, e non per nulla mercurio (Hermes) \u00e8 raffigurato irto e teso su un piede solo, in uno slancio nervoso verso l&#8217;alto, tutto pervaso di forza, quasi prossimo a spiccare il volo.<\/p>\n<p>Ma qui la forma non inganni, perch\u00e9 \u00e8 la sostanza che interessa. Sostanza Una, s&#8217;intende, e non bina, sostanza che sta al nucleo di ogni cosa esistente e che fa dire all&#8217;hermes:<\/p>\n<p><em>\u201cCome tutte le cose sono sempre state e venute da Uno, cos\u00ec tutte le cose sono nate per adattamento di questa cosa unica\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro, pertanto, che in sede di adattamento la cosa una diventa bina e cio\u00e8 partecipe alla natura essenziale delle forme create, e mal si oppongono coloro che a questa rivolgono la loro attenzione, perch\u00e9 l&#8217;UNO \u00e8 Uno e in cifra araba si scrive: 1.<\/p>\n<h4>IV proposizione<\/h4>\n<p><em>Il Sole ne \u00e8 il Padre, la Luna ne \u00e8 la Madre, il Vento lo ha portato nel suo ventre, la Terra \u00e8 la sua nutrice. Il Padre di tutto, il Telesma di tutto il Mondo \u00e8 qui; la sua potenza \u00e8 illimitata se viene convertita in Terra. <\/em><\/p>\n<p>Il Sole ne \u00e8 il Padre, la Luna ne \u00e8 la Madre.<\/p>\n<p>Di chi?<\/p>\n<p>Dell&#8217;Uno, s&#8217;intende, dell&#8217;Uno sempre, come innanzi esteso, il quale, nascendo dal connubio degli opposti, ne riproduce i caratteri, riuniti in se stesso, ovverosia in una \u201ccasa unica\u201d. Processo genetico, cotesto, di inattaccabile verit\u00e0, confermato in fisica, cio\u00e8 in natura, e da rettificare con l&#8217;aiuto dell&#8217;arte.<\/p>\n<p>Il Vento lo ha portato nel suo ventre.<\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a>Il Vento, come si sa, \u00e8 circolatorio e nasce da due zone di opposta temperatura. E qui si tratta appunto di circolazione, come rilevasi altres\u00ec dalla decima chiave del Tarocco [<a href=\"#ftn8\">8<\/a>].<\/p>\n<p>Vento di scirocco o di tramontana?<\/p>\n<p>Temerario colui che, impugnando il manubrio, ne imprenda il moto con ignara mano! \u00c8 necessario sapere per osare, volere per creare, tacere per serbare.<\/p>\n<p>Un ansito di produzione gli gonfier\u00e0 il petto, un&#8217;emozione trepida gli annunzier\u00e0 che la m\u00e9ta \u00e8 vicina, un&#8217;illusione ottica \u2013 quanto pi\u00f9 vorticoso sar\u00e0 il giro \u2013 fonder\u00e0 in una visione unica i due genii\u2026 Poi ruota e genii e asse e manubrio spariranno, mentre il cuore vacilla (peccato!) \u2026 e un negrore ottenebrante (lapis niger) tutto offusca e involve.<\/p>\n<p>Ove sono? Chi sono? \u00c8 la morte?<\/p>\n<p>No, \u00e8 la vita.<\/p>\n<p>A me la terra, la nutrice inesausta si prodighi!<\/p>\n<p>Non v&#8217;\u00e8 produzione che non si nutra al suo seno ricolmo; ogni cosa attinge ai suoi fianchi possenti il tessuto del proprio sviluppo: la lussureggiante flora, ricca di semi che ne perpetuano la specie, la fauna copiosa, che sfida i secoli e le inclemenze.<\/p>\n<p>Il Padre di tutto, il Talesma di tutto il Mondo \u00e8 qui.<\/p>\n<p>Attenzione. C&#8217;\u00e8 un errore: manca una virgola. Il testo va rettificato cos\u00ec:<\/p>\n<p>Il Padre di tutto, il Telesma di tutto, il Mondo \u00e8 qui.<\/p>\n<p>Il Padre di tutto: \u00e8 la forza generante attiva.<\/p>\n<p>Il Telesma di tutto: \u00e8 una ripetizione pleonastica rafforzativa.<\/p>\n<p>Telesma, da teleo \u00e8 compiere, condurre a termine, divenir compiuto, perfetto, giunto a maturit\u00e0. Il Mondo \u00e8 qui: mondo (apri bene le orecchie) sta per contrario d&#8217;im-mondo; da mondare, mondato, cio\u00e8 senza scorza; il purificato. Quindi: il puro da ogni scoria \u00e8 qui. La sua potenza \u00e8 illimitata se \u00e8 convertita in Terra\u2026 rossa (ci manca ma si intende) perch\u00e9 nella terra comune, a questo punto, crescerebbe solo petrusino (prezzemolo) e vasenicola (basilico).<\/p>\n<p>Sta di fatto, comunque, che sole, luna, vento e terra sono il solito quadrimonio ricorrente, senza del quale l&#8217;Uno non si elabora, non si manifesta, non si purifica e non si converte. Sennonch\u00e9 il quadrimonio \u00e8 raccostabile ai quattro elementi: fuoco, aria, acqua e terra, da cui si estrae la quintessenza, e alle quattro lettere del Tetragramma, che, opportunamente scongiurato, ne manifesta una quinta (scin), la quale, inserita nel bel mezzo di esso, forma il nome cabalistico del Cristo (iod-h\u00e8-scin-vau-h\u00e8) che \u00e8 l&#8217;Emmanuel o il redentore della natura umana.<\/p>\n<h4>V Proposizione<\/h4>\n<p><em>Tu separerai la Terra dal fuoco, il sottile dallo spesso, dolcemente, con grande industria. Ei rimonta dalla Terra al Cielo, subito ridiscende in Terra, e raccoglie le forze delle cose superiori e inferiori. <\/em><\/p>\n<p>\u00c8 opinione notoriamente diffusa che un segreto alchimico esista e sia gelosamente custodito. Anzi, perfino coloro che non ne sanno niente, ma hanno letto Schur\u00e9, Papus, magari B\u00e9sant e qualche rivistucola esoterica, ostentano un&#8217;aria di sufficienza e spesso ammiccano significativamente per passare tra loro che sanno.<\/p>\n<p>Essi sono, in verit\u00e0, i pi\u00f9 sicuri custodi del segreto e bisogna riconoscere che non ne parlano mai apertamente, n\u00e9 per rivelazione appropriata, per la semplice ragione che non ne sanno niente. Costoro, in fondo, non fanno male a nessuno, perch\u00e9 non danno \u201cvie\u201d non prescrivono \u201cpratiche\u201d e non militano \u201cpoteri\u201d, paghi soltanto di darsi un po&#8217; di innocente importanza.<\/p>\n<p>Ma ci sono quelli che hanno udita o credono di aver capita qualche notizia sicura, o che posseggono addirittura libri segreti, tanto segreti, invero, da cadere sotto gli occhi stupefatti perfino degli idioti, e non a caso.<\/p>\n<p>Costoro hanno anche praticato, allettati da miraggi profani, e non ne hanno ricavato niente. Ma si gonfiano di sapienza, si circondano di mistero, si infiltrano tra i creduli, parlano a met\u00e0 e, appena possono, stampano pure qualche libriciattolo sconclusionato, frutto molto spesso di plagio sfacciato e deformato, o di filosofia da strapazzo, sofisticando pedestremente su ci\u00f2 che manifestamente non hanno digerito.<\/p>\n<p>Essi prendono molto sul serio ci\u00f2 che dicono in lingua assai maltrattata e, frammezzo a notizie di seconda o di terza mano, arricchite di citazioni autorevoli, personalmente non riescono a concludere nulla. Sono poveri diavoli che credono con le loro indiscrezioni di violare il \u201csecreto nella rivelazione\u201d, assumendosene la responsabilit\u00e0 (come se fossero dei responsabili) con aria da Maestri emancipati. Ma come spiegare l&#8217;assolutezza di cotesto secreto con le indiscrezioni che ne trapelano? Come spiegare l&#8217;esistenza di un Ordine costituito che si proclama in grado di garantirlo e le profanazioni dilaganti?<\/p>\n<p><a name=\"9\"><\/a>\u00c8 semplice: notizie e testi (quando risalgono a persone serie) sono una <strong>\u201cProva\u201d<\/strong> e cio\u00e8 soltanto un&#8217;indicazione per giungere, <strong>Se Degni<\/strong>, alla conoscenza del segreto, ma non sono il segreto [<a href=\"#ftn9\">9<\/a>].<\/p>\n<p>Anche il Trismegisto, difatti, nella sua tavola laconica quanto completa, non appena si tratta di toccare l&#8217;argomento principale, dice soltanto: <em>\u201cTu separerai, ecc.\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ma in che modo?<\/p>\n<p>Ebbene il modo non \u00e8 stato mai trasmesso n\u00e9 con parole, n\u00e9 con testi scritti ed \u00e8 questa la garanzia sicura della custodia tra coloro che, pervenuti a conoscerlo, sanno di dover tacere e perch\u00e9. Il <strong>\u201cmodo\u201d<\/strong>, quando non \u00e8 tramandato per simboli pressoch\u00e9 ininterpretabili, si apprende per <strong>\u201cvisione diretta\u201d<\/strong> entrando, in compagnia di un Maestro Iniziatore, nel laboratorio alchimico di una Loggia Ammonta e assistendo a una trasmutazione reale nel silenzio pi\u00f9 rigoroso del Maestro e del Novizio.<\/p>\n<p><a name=\"10\"><\/a>Ma anche qui, per ovvie ragioni, la trasmutazione che consta di quattro operazioni con quattro risultati specifici, non viene \u201cMostrata\u201d intera [<a href=\"#ftn10\">10<\/a>]. Si ferma alla terza operazione, e tutto ci\u00f2 che se ne pu\u00f2 dire a edificazione del circolo interno per il quale sono redatte queste note, qui di seguito sar\u00e0 per la prima volta riferito senza fitti velami. Il laboratorio alchimico \u00e8 una comune stanzetta di forma quadrata, dalle pareti tinte rigorosamente in nero, con due opposte aperture piuttosto basse: una d&#8217;ingresso e una d&#8217;uscita.<\/p>\n<p>Al centro si trova un cubo sul quale \u00e8 disposto verticalmente un serpente di soffiato di Murano, che s&#8217;incurva circolarmente su se stesso, (il serpente che si mangia la coda) avendo le fauci aperte, a poca distanza delle quali termina la coda. Il serpente, internamente cavo, ha una rigonfiatura ovoidale nella gola, alla cui base, presso la strozzatura inferiore, \u00e8 inserito un filtro, a lato del quale si apre una valvola di scarico. La coda, cava come si \u00e8 detto, termina con un&#8217;apertura, e tutto \u00e8 riscaldato a bagnomaria con temperatura costante.<\/p>\n<p>Il Maestro ingozza nelle fauci dell&#8217;animale una sostanza gelatinosa che preleva da apposito serbatoio laterale munito di rubinetto e questa va a cuocersi nella rigonfiatura menzionata, donde poco a poco sciogliendosi, attraversa il filtro e comincia a gocciolare nella parte inferiore. (Tu separerai la terra dal fuoco).<\/p>\n<p>Quando attraverso il filtro non passa pi\u00f9 nulla, per mezzo della valvola laterale si scaricano i depositi insoluti e con un ingegnoso dispositivo a manovra esterna, si porta su, attraverso la coda del serpente, il liquido ottenuto (sale dalla Terra al Cielo) fino a che dalla parte incurvata verso le fauci aperte esso vi comincia a ricadere (subito ridiscende in Terra).<\/p>\n<p>A questo punto si sostituisce il filtro con un altro pi\u00f9 sottile e si ripete tutto come prima. E cos\u00ec di seguito: sempre con un filtro pi\u00f9 sottile fino a quando dall&#8217;estremit\u00e0 della coda non viene fuori alcun liquido, ma un vapore prezioso, cio\u00e8 uno stato di essere della materia che sta fra il liquido e il gassoso.<\/p>\n<p>Qui si chiude la prima operazione trasmutatoria, che allora pu\u00f2 dirsi riuscita quando il vapore raccolto si congela in una massa omogenea opalina, che, ottenuta per passaggio di materia da uno stato all&#8217;altro, \u201craccoglie la forza delle cose superiori e inferiori\u201d, cio\u00e8 la consistenza eterea e quella materiale. L&#8217;insuccesso di questa prima operazione \u00e8 fatale per chi si intestardisce nel prosieguo senza le dovute rettifiche, le quali possono riguardare il tempo di apertura e di chiusura, la temperatura, le ostruzioni, le interruzioni, il bagnomaria e molte altre che stimo superfluo enumerare.<\/p>\n<p>In caso di riuscita, invece, poich\u00e9 il \u201cprocedimento \u00e8 lineare\u201d si passa alla seconda operazione, che \u00e8 identica alla prima, ma varia per un composito accessorio, il quale va miscelato al primo elemento trasmutatorio, con \u201cdeterminati accorgimenti che sono la condizione indispensabile e necessaria all&#8217;ossidabilit\u00e0, senza la quale la pratica resta nullificata e pu\u00f2 divenire addirittura controproducente\u201d.<\/p>\n<p>Esso si estrae da \u201cl&#8217;ortosvodum\u201d (inutile che i latinisti s&#8217;immischino in questo arcaismo) rigorosamente custodito da impenetrabile recinto e precluso alla follia di qualsiasi animale maschio.<\/p>\n<p>Cotesto reagente, per reiterare centrifugazioni, operate sempre per cozione e filtro, dinamizza la miscela al punto che bisogna sorvegliare con la massima attenzione la sua espansione nell&#8217;alambicco, pena lo scoppio dell&#8217;apparecchio e l&#8217;irreparabile perdita della sostanza. Ma se tutto procede con le dovute cautele, mettendo la mano all&#8217;estremit\u00e0 della coda, si avvertir\u00e0 prima una zaffata di aria caldo-secca e poi si raccoglier\u00e0 una sottilissima polverina (polvere di proiezione) che ha la propriet\u00e0 di \u201cseparare\u201d la forza dalla materia, ma non in maniera esplosiva (niente bombe atomiche!!!) <strong>\u201csibbene inducendo tendenza alla mobilita\u201d<\/strong> nei corpi animati (ibi mobile).<\/p>\n<p>Per\u00f2 \u00e8 leggermente stupefacente e afrodisiaca, donde il pericolo, per l&#8217;incauto che vi dedica facendone cattivo uso, di permanere in simili stati, dando cos\u00ec modo e tempo al serpente sempre vigile di profittare del suo momentaneo incantesimo per divorare il piccolo implume.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;alchimista austero non si lascia sedurre dalle attrattive erotiche e prosegue imperterrito alla terza operazione. Egli opera, cio\u00e8, una seconda miscela, traendo da un barattolo pronto per l&#8217;uso due boccette ripiene di due diverse essenze provenienti da piante della Repubblica Argentina: una di colore rosso fiammante e l&#8217;altra di colore bianco latteo.<\/p>\n<p>Codeste due sostanze hanno propriet\u00e0 reciprocamente divoranti, talch\u00e9, messe assieme, si distruggerebbero a vicenda e non lascerebbero altro di se stesse che un odore caratteristico molto noto ai praticanti di alto grado.<\/p>\n<p>Ma fatte cadere a gocce, separatamente, su qualche milligrammo di polverina ottenuta, perdono la loro caratteristica corrodente, si conciliano, cio\u00e8, nella natura essenziale dell&#8217;eccipiente, e si fondono sempre per effetto di cozione e filtro, in un amalgama fosforescente dai riflessi dell&#8217;arcobaleno. E qui termina la terza operazione ostensibile, dopo la quale, Maestro e Novizio escono dal laboratorio alchimico, muti come vi sono entrati. Essi si separano immediatamente con la tacita promessa del Novizio di rivedersi quando il suo <strong>Ibi <\/strong> avr\u00e0 messo le penne e gli consentir\u00e0 di tornarvi con il proprio volo, <strong>\u201cunico modo di ripresentarsi per il riconoscimento rituale\u201d<\/strong>, con diritto di assistere al finale dell&#8217;opera per essere consacrato Maestro Ammoneo nel Sinedrio Eterno dell&#8217;Or <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript> Os <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript> Eg <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%205%207'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/tre_punti.gif\" width=\"5\" height=\"7\" \/><\/noscript><\/p>\n<h4>VI Proposizione<\/h4>\n<p><em>Tu avrai con questo mezzo tutta la gloria del Mondo, epperci\u00f2 ogni oscurit\u00e0 andr\u00e0 lungi da te. \u00c8 la forza forte di ogni forza, perch\u00e9 vincer\u00e0 ogni cosa sottile e penetrer\u00e0 ogni cosa solida. <\/em><\/p>\n<p>A mano a mano che la complessit\u00e0 della vita sociale si \u00e8 andata organizzando in convivenza sempre pi\u00f9 mercantile, sempre pi\u00f9 indispensabile \u00e8 apparso alla base di molti godimenti umani e di molte imprescindibili necessit\u00e0 il possesso dell&#8217;oro.<\/p>\n<p>Cotesto metallo, indice dei pi\u00f9 svariati poteri, ha sempre esercitato il suo fascino trascinatore sull&#8217;animo umano, anche quando ne bastava pochissimo per emanciparsi da qualsiasi asservimento.<\/p>\n<p>Pertanto, la necessit\u00e0 di possederne \u00e8 stata sempre avvertita in ragione diretta delle brame che pu\u00f2 singolarmente soddisfare, o dei vantaggi che collettivamente pu\u00f2 arrecare. Esso splende tra le mani dei benefattori che ne profondono in opere umanitarie, scorre in rivoli fulgenti dalle casse di istituti consacrati al benessere e al progresso umano, ma occhieggia anche alle radici delle pi\u00f9 torve cupidigie, si annida nei meandri dei pi\u00f9 voraci appetiti, appare sinistro al fondo dei pi\u00f9 sordidi interessi e serpeggia livido tra le pi\u00f9 basse passioni.<\/p>\n<p>Innalza o annienta, sostiene o abbatte, nutrisce o corrode, ma sempre lusinga e seduce. Quando, perci\u00f2, gli alchimisti metallurgici annunziarono la possibilit\u00e0 di trasformare il piombo in oro, tesero alle turbe degli avidi e dei concupiscenti il laccio pi\u00f9 corrispondente alle loro bramosie.<\/p>\n<p>Ne alimentarono le speranze e le illusioni, costringendoli, cos\u00ec, alla custodia gelosa dei loro testi sibillini, alla loro paziente interpretazione e alla pratica indefessa dei fornelli e delle fusioni, per cui quegli stessi che amb\u00ecvano ai tesori \u2013 non esclusi principi e prelati \u2013 ne profusero a dovizia tra le pi\u00f9 pazzesche esperienze.<\/p>\n<p>Effetti utili e sorprendenti ugualmente sortirono dalle varie combinazioni e trasmutazioni, a cui tanto deve la chimica posteriore, n\u00e9 pu\u00f2 definirsi impostura un enunciato basato su possibilit\u00e0 analogiche oggi pienamente confermate dalla teoria dell\u2019unit\u00e0 della materia; ma l\u2019intenzione di quei saggi era quella di diffondere e tramandare una scienza superiore a ogni velleit\u00e0 profana, per cui la pratica e lo studio diretti al vagheggiato possesso della ricchezza non frutt\u00f2 neppure il becco di un quattrino.<\/p>\n<p>Negli antichi tempi, invece, tra coloro che primeggiavano sui volghi la ricchezza era piuttosto diffusa e, pertanto, non poteva costituire sufficientemente miraggio per scomodarli in ricerche, studi ed esperienze affannose. Occorreva allora polarizzare l\u2019attenzione verso qualcosa di altrettanto eccitante e desiderabile, e all\u2019uopo fu sapientemente prescelta la potenza fascinatrice della fama.<\/p>\n<p>Il Trismegisto, difatti, promette agli interpreti del suo verbo \u201c<strong>tutta la gloria del mondo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Ma se delusi furono coloro che tentarono l\u2019alchimia per conseguire ricchezze e tesori, altrettanto pu\u00f2 dirsi di quelli che praticano la magia per eccellere nell\u2019opinione del mondo. I falsi alchimisti, pertanto, perdettero il loro tempo.<\/p>\n<p>I veri alchimisti conseguirono tutti la \u201c<strong>gloria del mondo<\/strong>\u201d ma per essa, piuttosto che desiderarne, sacrificarono e spregiarono l\u2019oro e la fama, vivendo una vita tristissima, spesso conclusa nella persecuzione, nella miseria, nelle carceri e, talvolta, nel rogo e sul patibolo.<\/p>\n<p>La storia nota ufficialmente e quella conosciuta dai discepoli intimi narra le vicissitudini di cotesti eroi \u2013 spesso oscuri e ignorati \u2013 sempre vilipesi e calunniati, talora brillanti per ingegno eccezionale, tal altra stranamente piatti, incolori e stremati, circonfusi di piccole o grandi leggende, mitici o spiccioli per breve tempo luminosi come meteore, per lungo tempo pietosamente sopraffatti da se stessi e dal mondo&#8230; da quel mondo che avrebbe dovuto glorificarli!<\/p>\n<p>Mentiva, dunque, il Trismegisto?<\/p>\n<p>No. Mendace e falsa \u00e8 soltanto l\u2019interpretazione dei deviati, che alle sue parole attribuiscono non il significato che hanno, ma quello relativo alla propria \u201cforma mentis\u201d profana e impreparata, causa dei pi\u00f9 amari disinganni.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 le alte iniziazioni sono precedute da \u201cpreparazioni\u201d apposite, spoliative di ogni sovrapposizione culturale specifica, per il denudamento del proprio \u201cmono\u201d mentale, puro, unico interprete del retto senso di tutte le cose.<\/p>\n<p>L\u2019ingegnere, difatti, il medico, il matematico, il filosofo, imbevuti delle loro teorie, specialmente oggi che la scienza schiamazza i suoi postulati con un apparato suggestivo senza riscontro nei tempi, non possono prescindere dal proprio patrimonio di idee accettate.<\/p>\n<p>Essi, pertanto, in presenza dello strano linguaggio ermetico \u2013 qualora si dilettassero senza la dovuta preparazione a investigarne il senso \u2013 non potrebbero sottrarsi ai riferimenti della propria dottrina e in coordinazione con questa ne tenterebbero le pi\u00f9 pasticciate interpretazioni.<\/p>\n<p>Un esempio di interpretazione corrispondente ai sogni pi\u00f9 comuni, alle aspettazioni pi\u00f9 profane, alle velleit\u00e0 pi\u00f9 specificatamente inerenti alla goffaggine umana, che amerebbe asservire l\u2019altissima scienza dell\u2019Assoluto alla miseria delle proprie vanit\u00e0, \u00e8 proprio questo della \u201cgloria del mondo\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"11\"><\/a>Ma dopo il tanto che si \u00e8 detto sul senso vero di questa parola <a href=\"#ftn11\" name=\"_ftnref1\">[11]<\/a> \u00e8 chiaro, invece, che esso (il mondo) partecipa direttamente alla creazione del \u201ccorpo glorioso\u201d (questa e non altra \u00e8 la sua gloria) creazione eccezionale e alchimica, veste indistruttibile dell\u2019Io, trionfatrice della morte e disimpegnata dalla catena delle nascite umane, per cui l\u2019Adepto, \u00e8 figlio di se stesso, erede della propria storia, immortale e redento dalla fermentazione venerea che assoggetta le anime alle imposizioni reincarnative.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 totalmente integrato con l\u2019eterno del proprio essere, aperto alla vita ininterrotta dell\u2019intelligenza, superiore e Signore della razza da cui proviene, della quale ha precorso l\u2019evoluzione finale in una cruda e coraggiosa sintesi delle tappe naturali.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il testo prosegue: \u201c<em>e ogni oscurit\u00e0 andr\u00e0 lungi da te<\/em>\u201d. Non si tratta di brillare quale astro di prima grandezza fra gli applausi della platea umana, non si diventa un luminare insignito di onori e di decorazioni, glorificato da turbe, prosternate a tanto passaggio sulla ribalta terrena.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 in lui \u00e8 consumato come nelle ceneri il fuoco.<\/p>\n<p>Ma l\u2019oscurit\u00e0 \u00e8 relativa agli antri, alle caverne, alle matrici, ove si incontrano e si sviluppano i germi delle vite; uteri di fecondazione vomitanti forme periture. Ed egli non vi pu\u00f2 ormai decadere, perch\u00e9 immortale ed eterno.<\/p>\n<p><a name=\"12\"><\/a>Tale oscurit\u00e0 andr\u00e0 lungi da lui. Ma se una missione umana elegge o \u00e8 chiamato a svolgere nella sfera degli incarnati, in ben altro modo che non coercito da un accoppiamento animale assolver\u00e0 il compito suo <a href=\"#ftn12\" name=\"_ftnref2\">[12]<\/a>. Pi\u00f9 sibillino, quanto pi\u00f9 grandiosamente allusivo al finale dell\u2019Opera, \u00e8 il resto della proposizione: \u201c\u00e8 la forza forte di ogni forza, perch\u00e9 vincer\u00e0 ogni cosa sottile e penetrer\u00e0 ogni cosa solida\u201d. Codesta \u201cveste gloriosa\u201d difatti \u00e8 proiettabile, da vivi, fuori del corpo, in una gamma variabile che va da certi \u201cinizi precisi\u201d fino a sua completa condensazione, a seconda del grado di \u201cseparando\u201d conseguito. Ecco perch\u00e9, giunta al massimo di sua formazione, vincer\u00e0 ogni cosa sottile e penetrer\u00e0 ogni cosa solida, vale a dire si affermer\u00e0 come secondo corpo, indipendente e resurrettivo, tale da imporsi all\u2019obbiettivit\u00e0 di qualsiasi controllo, come cosa reale, fisica, tangibile, capace di rendersi evidente (oh, San Tommaso!) e di sparire riassorbita dalla volont\u00e0 di emissione che ne comanda la esteriorizzazione totale.<\/p>\n<h4>VII Proposizione<\/h4>\n<p><em>\u00c8 in questo modo che il mondo fu creato. <\/em><\/p>\n<p>Vedi commento alla quinta proposizione.<\/p>\n<h4>VIII Proposizione<\/h4>\n<p><em>Da questa sorgente usciranno innumerevoli adattamenti, il cui mezzo si trova qui indicato. <\/em><\/p>\n<p>Dalla sorgente di questa Scienza, cio\u00e8 dalla Fonte Iniziatica \u2013 Unica Fonte di scienza \u201cumana\u201d eterna e assoluta \u2013 la catena ininterrotta dei Maestri sperimenter\u00e0 il Vero degli enunciati sinedriali in applicazioni innumerevoli.<\/p>\n<p>Esse saranno in rapporto col quadro dei tempi, attraverso i quali tramanderanno in riverberi adatti all\u2019evoluzione umana la continuit\u00e0 della Luce, preparandone l\u2019avvento finale per il trionfo radioso dei suoi abbaglianti fulgori. Gli Ordini costituiti, pertanto, e i singoli Maestri riusciti, hanno sempre prescelta una finalit\u00e0 \u201crivelatoria\u201d a cui sono rimasti fedeli \u201cusque ad mortem\u201d qualunque sia stata la sorte collettiva (vedi Templari, Rosa+Croce, ecc.) o personale (consulta le vite) che <strong>come un sigillo<\/strong>, ne ha consacrata la volont\u00e0 nella storia umana di tutti i tempi.<\/p>\n<h4>IX Proposizione<\/h4>\n<p><em>\u00c8 per questo motivo che io venni chiamato Ermete Trismegisto, perch\u00e9 possiedo le tre parti della filosofia del mondo.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 noto che non esiste alcuna filosofia tripartita. La filosofia anzi \u00e8 sintetica e riassuntiva, riassorbendo in s\u00e9 tutta la conoscenza umana per la celebrazione di un Vero Universale, attinto alle risultanze ultime del sapere scientifico, in contrasto col quale non potrebbe sostenere alcunch\u00e9 di valido e di rassicurante.<\/p>\n<p>Peraltro, il pieno possesso di una triplice filosofia, come teoria puramente concettuale e discorsiva, sarebbe ben povera cosa e non chiarirebbe il motivo per cui Ermete fu chiamato Trismegisto.<\/p>\n<p>Tris-meg-isto, difatti, \u00e8 corruzione di Tris-mag-isto (Tri-magister vuol dire Maestro di terzo grado) il che significa che Ermete esercitava il triplice \u201cmag\u201d dei corpi lunare, mercuriale e solare, cio\u00e8 della santissima (separatissima) Trinit\u00e0.<\/p>\n<p>E l\u2019autore, da quello che dice nella sua tavola, depone effettivamente in favore della qualit\u00e0 che si attribuisce. La parola \u201cfilosofia\u201d vale \u2013 come nel suo senso puramente etimologico \u2013 \u201cconoscenza\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"13\"><\/a>Ma per l\u2019iniziato \u201cconoscere\u201d significa \u201cessere\u201d.<a href=\"#ftn13\" name=\"_ftnref3\">[13]<\/a><\/p>\n<p>Pertanto, il Trismegisto \u201cera\u201d cio\u00e8 possedeva le tre parti dell\u2019essenza del \u201cmondo\u201d. Ed essendo il mondo ci\u00f2 che ripetutamente si \u00e8 detto, vuol dire che il Trismegisto era assurto a \u201ctrinit\u00e0 separata e gloriosa\u201d individuo assoluto e magnifico Eone della vita umana nell\u2019eterno delle essenze pure.<\/p>\n<h4>X Proposizione<\/h4>\n<p><em>Ci\u00f2 che ho detto dell\u2019operazione del Sole \u00e8 perfetto e completo.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019assicurazione finale, che richiama l\u2019insistenza iniziale, a chiusura del ciclo esplicativo. L\u2019operazione del Sole, difatti, indicata nella quinta proposizione, racchiudendo intero il problema trasmutatorio, i mezzi e i risultati, pu\u00f2 considerarsi perfetta e completa. <em>Conclusione<\/em> L\u2019aureo Maestro J. M. Kremmerz diceva:<\/p>\n<p><a name=\"14\"><\/a>\u201c<em>Positivamente le investigazioni su queste ricerche, su questi studi, su queste idee, che presuppongono una deliberata preparazione in chi si accinge a intraprenderle, non sono di moda [&#8230;] L\u2019Ermetismo, la magia cabalistica, la filosofia dell\u2019Occulto e dell\u2019Invisibile? Troppo tempo, troppa fatica, troppa perdita di tempo!<\/em>\u201d <a href=\"#ftn14\" name=\"_ftnref4\">[14]<\/a><\/p>\n<p>E ancora:<\/p>\n<p><a name=\"15\"><\/a>\u201c<em>Con un senso d\u2019amarezza profonda scrivo due parole d\u2019introduzione alla lettura degli <\/em>Elementi di magia naturale e divina<em> &#8230; Credevo l\u2019umanit\u00e0 molti secoli pi\u00f9 innanzi e in venti anni non ho realizzato che assaggi e prove. Niente di concreto&#8230; cio\u00e8 di concreto le molte noie che mi son fabbricate con le mie mani<\/em>\u201d.<a href=\"#ftn15\" name=\"_ftnref5\">[15]<\/a><\/p>\n<p>Con quale speranza io, suo lontano discepolo, ho collaborato alla diffusione delle stesse idee su codesta Rivista ospitate? <strong>Nessuna<\/strong>. Io so che i tempi sono mutati; ma in peggio. Mi \u00e8 stato ordinato di parlare ai Circoli esterni e interni, di coordinarli entrambi con voce pi\u00f9 esplicita verso le rispettive finalit\u00e0 e di richiamare all\u2019ordine gli inadempienti. Ho obbedito.<\/p>\n<p>Non mi resterebbe, se ne avessi qualche speranza, che ripetere col \u201csempre presente\u201d J. M. Kremmerz:<\/p>\n<p><a name=\"16\"><\/a>\u201c<em>Una sola cosa desidero: che gli studiosi di ermetismo magico, italiani, non si separino, non si dividano, non si combattano tra di loro in aride polemiche, ma come <strong>figli della Grande Arte<\/strong> si tengano stretti intorno al punto criticissimo della ricerca per la scienza pi\u00f9 umana che l\u2019uomo sia mai audacemente pervenuto a possedere<\/em>\u201d.<a href=\"#ftn16\" name=\"_ftnref6\">[16]<\/a><\/p>\n<p>Ma io non ho questa speranza. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/div>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"ftn1\"><\/a>1. <em>S.P.H.C.I. Schola Philosophica Hermetica Classica Italica IBIS <\/em>, Phoenix, Genova, 1970 (<a href=\"#1\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn2\"><\/a>2. Le semine, ad esempio, hanno il loro tempo, la fecondazione animale e umana, ugualmente. (<a href=\"#2\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn3\"><\/a>3. <em>Dogma e rituale dell&#8217;alta magia <\/em>(<a href=\"#3\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn4\"><\/a>4. <em>Nosce te ipsum <\/em><a href=\"#3\">(^)<\/a><\/p>\n<p><a name=\"ftn5\"><\/a>5. Il valore di una intuizione, ad esempio, o di un presentimento, pu\u00f2 esser dato solo dai fatti e fin tanto che questi non si sono verificati pu\u00f2 esser sempre attaccato o discusso. (<a href=\"#5\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn6\"><\/a>6. <em>\u201cVedi povert\u00e0 del linguaggio\u201d<\/em> dice il Kremmerz. (<a href=\"#6\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn7\"><\/a>7. Il Principio Uno, prescelta che abbia un&#8217;adattazione, vi resta legato, perch\u00e9 si crea una necessit\u00e0, o fatalit\u00e0, che lo incapsula per la durata di essa. (<a href=\"#7\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn8\"><\/a>8. La decima chiave del Tarocco riproduce, fra l&#8217;altro, una ruota con due geni o generatori, la quale <em>gira <\/em>attorno ad un asse con <em>manubrio<\/em>. (<a href=\"#8\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn9\"><\/a>9. Alla conoscenza di questo segreto presiede, invisibile ai volgari ed agli indegni, un Gruppo di Intelligenze distributrici secondo giustizia. Gli indegni non perverranno ad intendere. Gli egoisti sbaglieranno la rotta. Coloro che parleranno durante la pratica dell&#8217;arcano incontreranno la morte. (J.M.Kremmerz) (<a href=\"#9\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn10\"><\/a>10. Gli alchimisti si guardano bene dall&#8217;affidare il segreto nella sua nudit\u00e0: essi hanno sempre predicato che solo per divina intercessione \u00e8 permesso di accedere per la Porta Maggiore, ma preparano il discepolo ad entrare in un ordine di idee senza la comprensione fondamentale delle quali sarebbe inesplicabile qualunque visione o manifestazione divina intorno all&#8217;argomento (J.M.Kremmerz) (<a href=\"#10\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn11\"><\/a>11. Vedi commento alla proposizione 4a (<a href=\"#11\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn12\"><\/a>12. Che un dio possa umanizzarsi, senza passare per le vie comuni alla propagazione della specie, lo afferma la Chiesa Cattolica col dogma dell&#8217;Immacolata Concezione, ma\u2026 (<a href=\"#12\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn13\"><\/a>13. Tieni presente l&#8217;aforisma ermetico: per conoscere una cosa bisogna essere la cosa stessa. (<a href=\"#13\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn14\"><\/a>14. Dialoghi sull&#8217;Ermetismo \u2013 Arti grafiche, 1929 (<a href=\"#14\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn15\"><\/a>15. Mondo Secreto (<a href=\"#15\">^<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"ftn16\"><\/a>16. Dialoghi sull&#8217;ermetismo (<a href=\"#16\">^<\/a>)<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente famosissimo testo di Hahaja rappresenta la pi\u00f9 chiara (se cos\u00ec si pu\u00f2 dire) interpretazione della Tabula Smaragdina. L&#8217;epoca di trascrizione del testo non \u00e8 chiara, ed \u00e8 attribuito filologicamente a un periodo che spazia dal IX al XIII secolo. La leggenda afferma che la Tavola \u00e8 stata incisa da Toth-Ermete Trismegisto, con la punta di un diamante, su una lastra di smeraldo. 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