{"id":1788,"date":"2007-07-06T00:56:25","date_gmt":"2007-07-05T22:56:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1788"},"modified":"2023-09-25T14:20:35","modified_gmt":"2023-09-25T12:20:35","slug":"bataille-mistico-nietzscheano-delleterno-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1788","title":{"rendered":"Bataille, mistico nietzscheano dell&#8217;eterno ritorno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=88\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Quasi tutta la filosofia francese ha sempre tentato di leggere Nietzsche in parallelo con Sade, non soltanto lungo l&#8217;asse Freud-Marx. La volont\u00e0 di potenza ed il superuomo si correlano molto bene con il trasgressivo soggettivismo \u2013 ratiocentrico o psicotico\/onirico \u2013 del libertino francese. Meno bene di quanto avviene con l&#8217;Eterno Ritorno, che apparentemente costituisce una vera e propria soluzione di continuit\u00e0 nel pensiero nietzcheano. Almeno fino a Bataille: quest&#8217;ultimo costruisce la sua lettura nietzscheana proprio su quello che \u00e8 stato un elemento di difficile armonizzazione con il resto del pensiero del filosofo tedesco.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Bataille, mistico nietzscheano dell&#8217;eterno ritorno<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"31%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20209%20196'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Georges_Bataille.jpg\" width=\"209\" height=\"196\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Georges_Bataille.jpg\" width=\"209\" height=\"196\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"69%\">\n<p align=\"justify\">Georges Bataille prov\u00f2 sempre un grande interesse per le forme di erotismo estremo, fino ad avvicinarsi alla \u201cVia della mano sinistra\u201d. Negli anni \u201830 progett\u00f2 la formazione di una societ\u00e0 neopagana imperniata sulla celebrazione di sacrifici umani. Fu persino designata una prima vittima sacrificale, ma l&#8217;inizio del secondo conflitto mondiale annull\u00f2 il progetto. In certi periodi della sua vita, Bataille, con la sua ricerca esasperata di imprese oltraggiose e con la persistente teorizzazione della trasgressione assurta a stile di vita, si avvicin\u00f2 all&#8217;estrema destra. L&#8217;assimilazione giovanile di una certa critica di stampo marxista dell&#8217;ideologia borghese, contribu\u00ec a rettificarne il pensiero: sebbene anche la sua adesione all&#8217;idea rivoluzionaria dovesse fondarsi non tanto sulla societ\u00e0 senza classi, ma su un mondo libertino in cui poter godere senza remore delle sensazioni estreme.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In questo Bataille, come Foucault, si mostr\u00f2 pronto nel recepire il messaggio sadiano in termini di critica della cultura. I postrutturalisti utilizzarono il pensiero del divino marchese in funzione della liberazione del rimosso e del negativo contro le sublimazioni sociali, mentre i critici marxisti vi lessero l&#8217;edificazione della ragione materialistica nell&#8217;et\u00e0 dei Lumi.<\/p>\n<p>Quasi tutta la filosofia francese ha sempre tentato di leggere Nietzsche in parallelo con Sade, non soltanto lungo l&#8217;asse Freud-Marx. La volont\u00e0 di potenza ed il superuomo si correlano molto bene con il trasgressivo soggettivismo \u2013 ratiocentrico o psicotico\/onirico \u2013 del libertino francese. Meno bene di quanto avviene con l&#8217;Eterno Ritorno, che apparentemente costituisce una vera e propria soluzione di continuit\u00e0 nel pensiero nietzcheano. Almeno fino a Bataille: quest&#8217;ultimo costruisce la sua lettura nietzscheana proprio su quello che \u00e8 stato un elemento di difficile armonizzazione con il resto del pensiero del filosofo tedesco.<\/p>\n<p>La prima opera filosofica di Bataille \u00e8 <em>L&#8217;exp\u00e9rience int\u00e9rieure<\/em>, che insieme agli altri due volumi <em>Le coupable <\/em>e <em>Sur Nietzsche <\/em> formano quello che egli stesso defin\u00ec-parodiando San Tommaso, una \u00absumma atheologica\u00bb, una mistica senza Dio. L&#8217;opera pi\u00f9 importante di Bataille \u00e8, per\u00f2, <em>La part maudite<\/em>, nella quale il pensatore francese si occupa del problema della produzione e del dispendio dell&#8217;energia, individuale e collettiva. Secondo Bataille, l&#8217;uomo dispone di un&#8217;energia eccedente alla sua crescita ontogenetica. Questa \u00abparte maledetta\u00bb deve essere scaricata attraverso la nutrizione, la riproduzione, la morte. \u00c8 possibile organizzare delle feste e dei baccanali, durante i quali si ha il dispendio (<em>d\u00e9pense<\/em>) della parte maledetta. In questo frangente l&#8217;individuo acquista sovranit\u00e0 sul processo catartico. Viceversa, nei cataclismi civili e nelle guerre, l&#8217;uomo si trasforma in soggetto passivo ed il dispendio acquista sovranit\u00e0 su di lui, essendo regolato da processi ordinati estrinsecamente per regolare la catarsi del sistema sociale. \u00c8 cos\u00ec possibile correlare il <em>wille zur macht <\/em> (\u00abvolont\u00e0 di potenza\u00bb) nietzscheano con la parte maledetta batailleana. L&#8217;eccesso del dispendio \u00e8 la rilettura della concezione energetistica del mondo nietzscheana, intesa come perenne lotta delle volont\u00e0 di potenza. Inoltre, la sovranit\u00e0 attiva che l&#8217;uomo acquisisce con la festa, richiama le pagine della <em>Nascita della Tragedia<\/em>, dove i baccanali diventano il momento catartico per eccellenza in cui l&#8217;uomo rientra nel Tutto e pu\u00f2 guardare attraverso l&#8217;abisso del fondo primordiale. Nella parte maledetta, Bataille vede la negazione della possibilit\u00e0 hegeliana di ridurre totalmente, il pensabile all&#8217;esistenza: in quanto eccesso energetico \u2013 la volont\u00e0 di potenza \u2013 si configura come scarto e iato irriducibile. L&#8217;<em>Alles ist kraft <\/em>nietzscheano proietta Bataille verso una mistica dell&#8217;Altro, un&#8217;eterologia, che incomincia principalmente con l&#8217;opera sul filosofo tedesco.<\/p>\n<p><em><a name=\"1\"><\/a>Sur Nietzsche <\/em>[<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>] \u00e8 un testo complesso e di non facile lettura. La struttura del saggio, frammentaria e dispersiva, ricorda molto lo stile aforismatico del Nietzsche del periodo di Basilea. Il saggio \u00e8 una sorta di diario che racconta gli anni di Bataille nella Parigi dei primi anni quaranta, durante l&#8217;occupazione nazista. Bataille racconta le speranze e le delusioni, fino al festoso preludio della liberazione americana. Nel diario compare una misteriosa donna K., con cui Bataille ha una relazione e di cui si serve come strumento, per una serie di viaggi introspettivi di avvicinamento allo stadio supremo della chance come possibilit\u00e0 di esperienza-limite. Nell&#8217;attesa spasmodica della liberazione dall&#8217;occupazione, Bataille incastra aforismi nietzscheani e dialoghi improvvisati con interlocutori enigmatici, in una pluralit\u00e0 di piani narrativi che ricorda molto la tecnica dei flussi di coscienza joyceani. Il quadro che ne viene fuori \u00e8 bizzarro ma interessante: forse \u00e8 uno dei primi tentativi di stile postmoderno. Bataille nella prima parte definisce Nietzsche come filosofo del male. Pi\u00f9 degli altri filosofi francesi, Bataille ha l&#8217;abitudine di non argomentare sufficientemente le sue idee. Egli si limita a dire che il male \u00e8 antitetico alla costrizione, cio\u00e8 alla morale imposta. Bataille avvicina l&#8217;immoralismo di Nietzsche a quello di William Blake: per quest&#8217;ultimo l&#8217;energia viene solo dal corpo, che \u00e8 eterno diletto e si contrappone al bene come espressione di decadenza della ragione. Ma nello stesso tempo \u00e8 qui presente la solita lettura sadiana di Nietzsche: la liberazione del negativo, la critica alla morale dell&#8217;epoca. Come ho scritto, l&#8217;eccesso di energia, la parte maledetta di Bataille, \u00e8 correlabile con la volont\u00e0 di potenza. La liberazione incontrollata della volont\u00e0 di potenza \u2013 la parte maledetta \u2013 sarebbe un male e procurerebbe dei disastri sociali: di qui la necessit\u00e0 del dispendio, come economia generale dell&#8217;energia eccedente. Bataille decide che la via privilegiata attraverso cui avverr\u00e0 la sua interpretazione di Nietzsche non passer\u00e0 tanto attraverso il <em>wille zur macht<\/em>, quanto attraverso l&#8217;idea del ritorno. Infatti, in <em>Sur Nietzsche<\/em>, si affretta a svalutare la volont\u00e0 di potenza:<\/p>\n<p><em><a name=\"2\"><\/a>\u00abla \u201cvolont\u00e0 di potenza\u201d, considerata come un termine, sarebbe ritornare indietro. Seguendola, ritornerei alla frammentazione servile. Mi prefiggerei di nuovo un dovere e il bene che \u00e8 la potenza voluta mi dominerebbe\u00bb<\/em>[<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>].<\/p>\n<p>Per Bataille la volont\u00e0 di potenza \u00e8 legata alla pesantezza, al vassallaggio della <em>\u00abKraft durch Freude\u00bb<\/em>. Quest&#8217;ultimo termine usato dal pensatore francese \u00e8 uno slogan nazista, segno evidente che Bataille si rende conto che porre troppo l&#8217;accento sul <em>wille zur macht <\/em> significa cadere in una pericolosa ambiguit\u00e0; del resto, non si deve dimenticare che egli sta scrivendo in una Parigi occupata. Viceversa, porre l&#8217;accento sull&#8217;eterno ritorno significa sottolineare la danza e il riso di Zarathustra, la leggerezza rarefatta, l&#8217;assenza di uno scopo, il rifiuto di ogni progetto, ovvero la pi\u00f9 convincente antitesi di tutte le ideologie nazista:<\/p>\n<p><em><a name=\"3\"><\/a>\u00abDi ci\u00f2 non si dubiti nemmeno un attimo: non si \u00e8 capita una sola parola dell&#8217;opera di Nietzsche prima di aver vissuto questa smagliante dissoluzione nella totalit\u00e0\u00bb<\/em>[<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>].<\/p>\n<p>Il progetto di Bataille \u00e8 determinato da un intento primario: la messa in questione della sovranit\u00e0 del soggetto. Bataille \u00e8 stato il primo a parlare di eterologie, di un sapere che non deve essere ricondotto al gi\u00e0-noto, ma deve aprirsi come spazio in cui gioca l&#8217;esperienza del non-sapere, del limite, dell&#8217;incommensurabile. Bataille vede l&#8217;eterno ritorno come dissoluzione dell&#8217;identit\u00e0 verso l&#8217;Altro. Il filo di Arianna che Nietzsche vagamente ricerca nei \u00abbiglietti della pazzia\u00bb \u00e8 una totale assenza di finalit\u00e0, una rinuncia prestabilita a qualsiasi progettualit\u00e0 esistenziale. Per Bataille \u00e8 questa la volont\u00e0 di deserto e il pathos della solitudine di Nietzsche: la possibilit\u00e0 di vivere l&#8217;attimo sconnesso dallo scopo. Il superuomo, che Bataille ribattezza qui \u00abuomo-totale\u00bb, \u00e8 colui che vive l&#8217;attimo non come prometeica determinazione pragmatica, ma come pura ed evanescente assenza di motivazione: il superuomo di Bataille \u00e8 simile all&#8217;Ulrich dell&#8217;<em>Uomo senza qualit\u00e0 <\/em> di Musil.<\/p>\n<p>Tuttavia Bataille si affretta a distinguere fra il mondo dei fini e quello del non-senso, teorizzando per il suo uomo totale la possibilit\u00e0 di una terza alternativa che prescinda dai due mondi e contemporaneamente le presupponga entrambi. L&#8217;azione pura sconnessa dai fini, porterebbe alla trascendenza dell&#8217;azione sull&#8217;uomo totale che sarebbe cos\u00ec interamente risolto e dissolto in una praxis solipsistica e avulsa da qualsiasi scopo. Viceversa, l&#8217;uomo totale non pu\u00f2 trascendere l&#8217;azione, sottomettendola ad un fine o ad uno scopo, pena una ricaduta nell&#8217;utilitarismo del Just-in-time che rifiuta qualsiasi applicazione immediata. L&#8217;uomo totale ha cos\u00ec, per Bataille, una terza possibilit\u00e0: circoscrivere l&#8217;azione ad un principio di libert\u00e0, purch\u00e9 sia un principio razionale. La ragione deve limitare l&#8217;energia, la parte maledetta, secondo l&#8217;istanza di principi libertari e ragionevoli.<\/p>\n<p>In ogni tipo di trasgressione codificata possiamo individuare gli stratagemmi per circoscrivere e controllare i margini esterni del sistema sociale. Alla resistenza sono concesse delle piccole nicchie, comunque sotto il rigoroso controllo della ragione che ne sorveglia l&#8217;evoluzione. Ma Bataille non si avvede del pericolo insito nella trasgressione conformistica e scorge in questo principio di libert\u00e0 razionale, l&#8217;equivalente della possibilit\u00e0 di raggiungere un&#8217;azione, che non si pone come finalit\u00e0 eterogenea. \u00c8 convinto di aver raggiunto Zarathustra, nella sua danza, nel suo riso. L&#8217;uomo totale pu\u00f2 avvicinarsi al superuomo solo affrancandosi da ogni perch\u00e8, da ogni scopo: l&#8217;immanenza, cio\u00e8 l&#8217;agire liberato, \u00e8 l&#8217;avvento del regno del riso.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti, Bataille introduce i termini del \u00abculmine\u00bb e del \u00abdeclino\u00bb, da intendere rispettivamente come esuberanza ed esaurimento consequenziale. Il culmine \u2013 il <em>wille zur <\/em><em>macht<\/em>, la parte maledetta \u2013 \u00e8 paragonato al castello di Kafka, in quanto come quest&#8217;ultimo \u00e8 inaccessibile. Il culmine pu\u00f2 essere raggiunto soltanto involontariamente, evenienzalmente: la dissolutezza stessa, sempre secondo Bataille, una volta che diventa un obiettivo di vita, cessa di essere tale. Per arrivare veramente al culmine della dissolutezza si deve restare innocenti, puri. \u00c8 presente in queste pagine un chiaro richiamo ai Tantra, che d&#8217;altronde Bataille conosce bene. Tutto il pensiero di Bataille sembra orientarsi verso una mistica negativa, una teologia senza il Dio cristiano. Verso una dissoluzione dell&#8217;identit\u00e0 nell&#8217;assenza, nel non-sapere.<\/p>\n<p><em><a name=\"4\"><\/a>\u00abIl culmine non \u00e8 \u201cci\u00f2 che bisogna raggiungere\u201d; il declino non \u00e8 \u201cci\u00f2 che bisogna eliminare\u201d. Come il culmine alla fine non \u00e8 che l&#8217;inaccessibile, il declino \u00e8 fin dall&#8217;inizio l&#8217;inevitabile<\/em><em>\u00bb<\/em>[<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>].<\/p>\n<p>Ma se il culmine, la catarsi dell&#8217;energia eccedente, pu\u00f2 essere raggiunta individualmente e non socialmente solo se abbandoniamo la ricerca di uno scopo, di un motivo determinato, non resta che aprire il nostro quotidiano al tempo del gioco. Per Bataille si pu\u00f2 distruggere la trascendenza \u2013 l&#8217;identit\u00e0, l&#8217;Io \u2013 solo con il riso. La risata e la danza di Zarathustra non sono per\u00f2 espressione della volont\u00e0 di gioco ma apertura al gioco:<\/p>\n<p><em><a name=\"5\"><\/a>\u00abLa risposta che ci vien data al desiderio \u00e8 vera soltanto se non afferrata\u00bb<\/em>[<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>].<\/p>\n<p>La chance pu\u00f2 solo accadere, non pu\u00f2 essere ricercata. La chance, come l&#8217;<em>ereignis <\/em> heideggeriano, \u00e8 lo spazio in cui l&#8217;uomo, evenenzialmente, pu\u00f2 venire a trovarsi. In Bataille vi \u00e8 volont\u00e0 di chance, solo nel senso che, quando la possibilit\u00e0 accade si deve mettere in gioco la vita stessa per realizzarla, o pi\u00f9 esattamente \u2013 dato il carattere casuale della chance \u2013 per viverla. Questo mettere in gioco s\u00e9 stessi, fino a correre il rischio di perdere il bene pi\u00f9 prezioso \u2013 la vita \u2013 \u00e8 ci\u00f2 che si deve intendere per esperienza-limite. L&#8217;esperienza-limite \u00e8 stata quindi aperta non dallo slancio di una volont\u00e0 titanica, ma da una chance, da un evento casuale. Bataille si affretta a dirci che il vero seguace di Zarathustra, ovvero l&#8217;uomo totale, non \u00e8 colui che vive pericolosamente, ma colui che ha non ha pi\u00f9 niente da fare o da realizzare nella sua esistenza. Si \u00e8 con Zarathustra solo se non si ha pi\u00f9 fede in ci\u00f2 che si compie. \u00c8 la Liberazione, il Satori dello Zen: si mette totalmente in gioco l&#8217;identit\u00e0, l&#8217;Io, in una possibilit\u00e0 che si apre improvvisamente, nella sua casualit\u00e0, all&#8217;interno del nostro quotidiano. Non si persegue pi\u00f9 la volont\u00e0 di chance quando si rischia per qualcosa che non \u00e8 evenenziale ma finalistico, per esempio una concatenazione di obiettivi parziali per un grande progetto. Ecco perch\u00e8 l&#8217;uomo totale di Bataille somiglia all&#8217;Ulrich musiliano nel suo non persistere negli intenti: anche se mette in gioco la sua vita, non si sa mai dove sar\u00e0 l&#8217;attimo successivo. Mette in gioco se stesso in ci\u00f2 che accade cercando di raggiungere l&#8217;impossibile nella casualit\u00e0 della chance, non riesce per\u00f2 a vivere il quotidiano, inteso come impegno giornaliero e progressivo:<\/p>\n<p><em><a name=\"6\"><\/a>\u00abNon aver nessuna esigenza finita. Non ammettere limiti in alcun senso\u00bb<\/em>[<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>].<\/p>\n<p><em>\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>Nel prosieguo del suo testo, Bataille identifica la volont\u00e0 di chance con l&#8217;amor fati nietzscheano. Si sofferma anche a contrapporre la volont\u00e0 di chance e la temporalit\u00e0 a Dio e al tutto: se si vuole la chance non si pu\u00f2 desiderare, sempre secondo Bataille, Dio. Verso la fine del suo libro, Bataille sottolinea ancora la quasi identit\u00e0 della sua idea della chance con quella dell&#8217;eterno ritorno nietzscheano. In entrambi i casi la condizione essenziale dell&#8217;amor fati \u00e8 l&#8217;assenza di uno sforzo, il vivere l&#8217;attimo come leggerezza e nonsenso:<\/p>\n<p><em><a name=\"7\"><\/a>\u00abSe non esiste pi\u00f9 un grande meccanismo in nome del quale si possa parlare: come tendere l&#8217;azione, come domandar di agire, che fare?\u00bb<\/em>[<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>].<\/p>\n<p>La risposta se la da Bataille stesso, quando dice di volere unicamente la chance, sia come scopo che come mezzo in s\u00e9. Bataille definisce teopatico questo stato di immanenza in cui si risolve completamente l&#8217;identit\u00e0 nella chance, aggiungendo anche che questo culmine \u00e8 ci\u00f2 che trasforma l&#8217;essere in tempo \u2013 qui \u00e8 evidente il richiamo al famoso passo di Nietzsche sul culmine della contemplazione \u2013 ovvero lo apre all&#8217;immanenza, in una non differenziazione dell&#8217;essere dall&#8217;oggetto possibile. \u00c8 davvero impossibile non avvedersi di questa apertura mistica nel pensiero del francese, il quale usa termini come teopatia e parla di stati di indifferenziazione con l&#8217;essere, che sembrano essere usciti pi\u00f9 dagli scritti di un Meister Eckhart che di un nietzscheano. Per Bataille, Nietzsche \u00e8 soprattutto il profeta di una volont\u00e0 ossimoricamente assente di finalit\u00e0, totalmente priva di una qualsiasi direzione utilitaristica: gi\u00e0 il termine volont\u00e0 di potenza \u00e8 equivoco. Vi \u00e8 volont\u00e0 di potenza solo perch\u00e8 si richiede una catarsi dell&#8217;energia eccedente, solo perch\u00e8 la parte maledetta si spenger\u00e0 nel dispendio. Ma per Bataille la soggettivit\u00e0 si esaurisce in un&#8217;azione liberata dagli scopi, che proprio per questo non si ferma all&#8217;essente, alla datit\u00e0, ma va oltre verso il possibile. A nostro avviso il <em>Possibile <\/em> di Bataille \u00e8 il <em>Trascendens <\/em> del pensiero mistico: infatti, si rinuncia al progetto dell&#8217;esserci, che \u00e8 ci\u00f2 che getta l&#8217;autenticit\u00e0 della dimensione esistentiva, per limitarsi ad abitare lo spazio del Possibile. In Heidegger la dimensione esistenzialistica si evolve in un movimento spiraliforme centrifugo che porta a focalizzare l&#8217;attenzione non pi\u00f9 sull&#8217;esserci, ma sull&#8217;<em>ereignis<\/em>, sull&#8217;av-vento. Non vi \u00e8 nel suo pensiero una reale svolta, tra un primo e un secondo Heidegger: i due momenti si rimandano presupponendosi a vicenda. Heidegger prima tratta dell&#8217;esserci dell&#8217;uomo, poi dell&#8217;<em>ereignis<\/em>, ovvero la radura in cui si aprono le possibilit\u00e0, ma anche la progettualit\u00e0 dell&#8217;uomo. In Bataille, viceversa, \u00e8 assente qualsiasi parvenza di progettualit\u00e0: anzi, la chance accade proprio perch\u00e8 non si ricerca pi\u00f9 niente nella vita. In altre parole, perch\u00e8 si annulla l&#8217;io e l&#8217;identit\u00e0. La peculiarit\u00e0 del misticismo di Bataille risiede nella sua negativit\u00e0, nel suo rifiuto della trascendenza, nella sua assoluta immanenza, che si determina come un panteismo ateo:<\/p>\n<p><em><a name=\"8\"><\/a>\u00abLo stato di immanenza implica una completa esposizione al gioco, tale che soltanto un evento indipendente dalla volont\u00e0 possa disporre di un essere cos\u00ec a fondo [&#8230;] il gioco \u00e8 la ricerca, di sorte in sorte, degli infiniti possibili\u00bb <\/em>[<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>].<\/p>\n<p>Bataille, da buon nietzscheano, identifica questo stato di immanenza come un essere al di l\u00e0 del bene e del male, alla libert\u00e0 dei sensi ed al rifiuto dell&#8217;ascesi: \u00e8 la via del tantrismo dove si usa l&#8217;energia del corpo per raggiungere la <em>mok\u015ba<\/em>, la liberazione finale. La sua originalit\u00e0 consiste nel tentativo di coniugare un nietzscheanesimo, finalmente denazificato, con una mistica negativa d&#8217;ispirazione orientale. Solo l&#8217;essere riuscito a concepire questa lettura nell&#8217;ora della disfatta, in una Parigi occupata, gli vale pi\u00f9 di plauso. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. G.Bataille, <em>Su Nietzsche <\/em> (trad. italiana di <em>Sur Nietzsche <\/em>), Cappelli, Bologna 1980 (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. Id, p. 31. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Id, p. 32. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Id, p. 63. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Id, p. 89. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Id, p. 121. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>7. Id, p. 153. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>8. Id, p. 161. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi tutta la filosofia francese ha sempre tentato di leggere Nietzsche in parallelo con Sade, non soltanto lungo l&#8217;asse Freud-Marx. La volont\u00e0 di potenza ed il superuomo si correlano molto bene con il trasgressivo soggettivismo \u2013 ratiocentrico o psicotico\/onirico \u2013 del libertino francese. Meno bene di quanto avviene con l&#8217;Eterno Ritorno, che apparentemente costituisce una vera e propria soluzione di continuit\u00e0 nel pensiero nietzcheano. Almeno fino a Bataille: quest&#8217;ultimo costruisce la sua lettura nietzscheana proprio su quello che \u00e8 stato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5919,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-1788","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dialoghi-filosofici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1788","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1788"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1788\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9719,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1788\/revisions\/9719"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1788"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1788"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1788"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}