{"id":1793,"date":"2007-06-20T19:10:25","date_gmt":"2007-06-20T17:10:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1793"},"modified":"2023-09-25T13:55:03","modified_gmt":"2023-09-25T11:55:03","slug":"jung-e-lalchimia-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1793","title":{"rendered":"Jung e l&#8217;Alchimia \/4"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Il vero significato della Pietra<\/strong><\/p>\n<p>Jung rileva come Zosimo contrapponga l&#8217;uomo \u201ccarnale\u201d a quello \u201cspirituale\u201d. Il secondo \u00e8 caratterizzato dall&#8217;incessante ricerca di Dio: tuttavia, non si deve trascurare che l&#8217;uomo carnale \u2013 ribattezzato Thoth o Adamo da Zosimo \u2013 presuppone in nuce, nella sua essenza, l&#8217;uomo spirituale, denominato \u201cLuce\u201d. L&#8217;uomo carnale e quello spirituale sono anche appellati rispettivamente come Epimeteo e Prometeo, il titano che sposando Pandora \u00e8 corresponsabile delle disgrazie dell&#8217;umanit\u00e0 e il titano che regala agli uomini il fuoco. I due uomini, nell&#8217;esegesi junghiana, formano un unico uomo, ma l&#8217;uomo spirituale non pu\u00f2 liberarsi dal corpo, perch\u00e9 vi \u00e8 stato legato da Eva o Pandora.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Jung e l&#8217;Alchimia \/4<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><strong>Sommario <\/strong>: 1. Introduzione generale all&#8217;alchimia \u2013 2. Zosimo di Panopoli e le visioni del Peri aretes \u2013 3. Jung, studioso di dottrine esoteriche e della tradizione alchemica \u2013 4. Il contenuto nascosto del sogno di Zosimo, secondo l&#8217;analisi junghiana \u2013 5. Simboli alchemici \u2013 <a href=\"#p6\">6. Il vero significato della Pietra<\/a> \u2013 <a href=\"#p7\">Conclusione<\/a><\/p>\n<h4><a name=\"p6\"><\/a>6. Il vero significato della Pietra<\/h4>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20336%20430'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Alchimista.jpg\" width=\"336\" height=\"430\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"..\/img_art\/Alchimista.jpg\" width=\"336\" height=\"430\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Jung rileva come Zosimo contrapponga l&#8217;uomo \u201ccarnale\u201d a quello \u201cspirituale\u201d. <a name=\"1\"><\/a>Il secondo \u00e8 caratterizzato dall&#8217;incessante ricerca di Dio: tuttavia, non si deve trascurare che l&#8217;uomo carnale \u2013 ribattezzato Thoth o Adamo da Zosimo \u2013 presuppone in nuce, nella sua essenza, l&#8217;uomo spirituale, denominato \u201cLuce\u201d [<a href=\"#_ftn131\">131<\/a>]. L&#8217;uomo carnale e quello spirituale sono anche appellati rispettivamente come Epimeteo e Prometeo, il titano che sposando Pandora \u00e8 corresponsabile delle disgrazie dell&#8217;umanit\u00e0 e il titano che regala agli uomini il fuoco. <a name=\"2\"><\/a>I due uomini, nell&#8217;esegesi junghiana, formano un unico uomo, ma l&#8217;uomo spirituale non pu\u00f2 liberarsi dal corpo, perch\u00e9 vi \u00e8 stato legato da Eva o Pandora [<a href=\"#_ftn132\">132<\/a>]. Quest&#8217;ultima, dunque, altro non \u00e8 che l&#8217;Anima nel senso junghiano del termine, l&#8217;equivalente occidentale della <em>\u015aakti<\/em>, la sposa \u2013 prolungamento di <em>\u015aiva <\/em>o di Maya, l&#8217;illusione magica sottesa al mondo fenomenico. Nel pensiero junghiano la funzione animica regola l&#8217;atteggiamento che l&#8217;Io assume nei confronti del mondo interiore, dove si concretizzano tutti quegli aspetti sommersi della personalit\u00e0 che non possono affiorare alla coscienza, a causa dei meccanismi censori. La funzione animica maschile \u00e8 l <em>&#8216;Anima, <\/em> opposta al ruolo pubblico dell&#8217;identit\u00e0 e caratterizzata dal Logos, mentre quella femminile \u00e8 L <em>&#8216;Animus<\/em>, il cui principio \u00e8 l&#8217;Eros.<\/p>\n<p>Dunque Pandora o Eva, nel pensiero junghiano, designa l&#8217;Anima. Ma anche il Lapis indica l&#8217;uomo interiore, il <em>deus absconditus <\/em> obliato nella materia; Jung, a questo punto coglie bene l&#8217;analogia tra il lapis e Cristo: il Figlio assumendo la natura umana, rivestendosi di un corpo corruttibile destinato alla sofferenza ed alla morte, \u00e8 in relazione simbolica con il Lapis, il Principio divino nascosto nella materia; ma per Jung, i due termini pi\u00f9 che in un rapporto d&#8217;identit\u00e0 sono, piuttosto, complementari, ed il simbolo del Lapis serve a compensare la spiritualit\u00e0 troppo rarefatta e lontana dalle possibilit\u00e0 dell&#8217;uomo comune. Al contrario, nel lapis, sempre secondo Jung, lo spirito si trasforma nella \u201ccarnalit\u00e0\u201d della materia, fissando gli attributi del Cristo interiore presente nel cuore di ogni uomo. <a name=\"3\"><\/a>Il lapis dunque completa e corona la redenzione cristica, <em>\u00abesso \u00e8 il Filius Macrocosmi, al contrario del \u201cfiglio dell&#8217;uomo\u201d, che viene definito filius microcosmi\u00bb <\/em>[<a href=\"#_ftn133\">133<\/a>].<\/p>\n<p>Ma il <em>filius macrocosmi<\/em>, immagine che da sola evoca la reificazione concreta del Principio divino in grado di trasmutare operativamente la natura interiore, non \u00e8 messo da Jung tanto in relazione con l&#8217;Io, quanto con le zone psichiche di confine. <a name=\"4\"><\/a>Sotto l&#8217;aspetto teologico, secondo Jung, il dogma della Trinit\u00e0 \u00e8 incompleto ed imperfetto, perch\u00e9 amputato del quarto termine \u2013 dall&#8217;autore, peraltro, richiamato incessantemente nella struttura onirica e nel simbolismo del mandala \u2013 il femminile, ossia in termini psicoanalitici, l&#8217;Anima [<a href=\"#_ftn134\">134<\/a>]. Il dogma dell&#8217;assunzione e incoronazione di Maria, per lo psicologo svizzero, in un certo modo riesce a compensare questa carenza, accogliendo l&#8217;elemento femminile e conducendo dalla Trinit\u00e0 alla Quaternit\u00e0. L&#8217;equiparazione del femminile alla materia, contrapposta al maschile-spirituale, \u00e8 raffigurato, nella mentalit\u00e0 degli alchimisti, dal lapis, termine che oltre che pietra, significa anche sostanza arcana, <em>Aqua Divina, <\/em> materia primordiale. <a name=\"5\"><\/a>Jung, completa l&#8217;identificazione tra il femminile (che diventa demoniaco nei contenuti della rimozione) e la pietra, sovente associata all&#8217;utero materno, citando dei paralleli con altre tradizioni, come per esempio Mithra, nato da una pietra o la credenza australiana che ritiene le anime dei bambini non ancora nati, generate dalle pietre o come nel caso dei churingas australiani, pietre di forma allungata, che si crede contengano il mana dell&#8217;antenato totemico [<a href=\"#_ftn135\">135<\/a>]. La pietra, secondo la tradizione, cura la pazzia di Oreste ed il mal d&#8217;amore di Zeus, inoltre in India \u00e8 usata come fondamento che testimonia la probit\u00e0 dei giuramenti pronunciati da adolescenti e giovani spose [<a href=\"#_ftn136\">136<\/a>]. Anche <em>Ests\u00e0natlehi<\/em>, la <em>Changing-Woman <\/em>Apache, concepita dallo <em>Hieros gamos <\/em> del padre Cielo e della Madre Terra, \u00e8 generata dalla pietra, precisamente dal turchese, che Jung identifica con una delle molteplici manifestazioni dell&#8217;Anima, equiparabile in tutto alle mediterranee Onfale, Circe ed Atlantide [<a href=\"#_ftn137\">137<\/a>].<\/p>\n<p>Jung, per avallare le sue teorie fondate sull&#8217;identificazione tra la Pietra e l&#8217;Anima \u2013 equiparazione che, considerando la maggior diffusione dell&#8217;arte regia tra gli uomini, rispetto alle donne, deve introdurre in maniera preliminare quella pi\u00f9 estesa tra la pietra ed il S\u00e9, ossia il principio d&#8217;individuazione \u2013 si appoggia ad una vastissima letteratura mitologica, dove si narra la nascita dalla roccia, intesa, dunque, come utero materno. Ma la pietra richiama altri motivi simbolici correlati con la nascita, assumendo la forma del corpo di un gemello malvagio \u2013 come nel mito irochese \u2013 oppure servendo, addirittura, da principio fertilizzante. <a name=\"8\"><\/a>Tra i Pueblo del Nuovo Messico, l&#8217;eroe civilizzatore nasce da una vergine ingravidata da delle pietre, mentre Quetzalcoatl, il serpente piumato del pantheon meso-americano, nasce dopo essere stato concepito da una gemma di color verde [<a href=\"#_ftn138\">138<\/a>]; colore che \u2013 associato ad un minerale \u2013 svolge una funzione vivificatrice anche in altre tradizioni: si narra, ad esempio, che il Graal sia uno smeraldo caduto dalla fronte di Lucifero. Considerando anche il culto dei menhir megalitici e quello aborigeno dei <em>churinga<\/em>, sopra citati, possiamo convenire, insieme a Jung, come il Lapis da sempre sia un simbolo dell&#8217;immortalit\u00e0 che sopravvive al cambiamento del divenire. Quindi il lapis conferisce ricchezza e salute a chi lo possiede, \u00e8 un <em>elixir <\/em>ed una panacea. In altri termini, secondo la prospettiva della psicologia del profondo \u2013 l&#8217;unica che pu\u00f2 interessare Jung \u2013 il Lapis, proiezione maschile e femminile rispettivamente dell&#8217;Anima e dell&#8217;Animus, \u00e8 il S\u00e9, il <em>Principium Individuationis<\/em>, l&#8217;idea della totalit\u00e0 trascendente. Il Lapis \u00e8 l&#8217;uomo interiore, integrale o primordiale, armoniosamente equilibrato nelle sue componenti di corpo, anima e spirito. La seicentesca metafisica cartesiana, al contrario, rimuover\u00e0 la dimensione spirituale, equiparando l&#8217;anima allo spirito e ricadendo nelle dicotomiche contraddizioni del dualismo meccanicistico. Il lapis, al contrario, presume lo sviluppo armonioso dell&#8217;uomo integrale in tutte le sue funzioni. Certamente Jung rifiuta la possibilit\u00e0 di considerare lo spirito secondo categorie metafisiche, ma non per questo ne rifiuta l&#8217;istanza a priori. Al contrario, per il fondatore della psicologia del profondo, lo spirito \u00e8 il S\u00e9, mentre l&#8217;Anima o l&#8217;Animus equivalgono a proiezioni inconscie. In tal senso, l&#8217;equiparazione proposta dagli alchimisti tra il lapis e l&#8217;uomo interiore non poteva non condurre \u2013 in epoca cristiana \u2013 a quella con il Redentore. Nel sogno di Zosimo, il lapis si manifesta come <em>acqua divina<\/em>, motivo in se stesso correlato con il rito battesimale. Come ricorda Jung, l&#8217;acqua miracolosa rappresenta \u2013 richiamando la metafora dello scorrere delle onde \u2013 il flusso della morte e delle nascite, il divenire. <em><a name=\"9\"><\/a>Produrre <\/em>il lapis, tuttavia, significa generare, <em>\u00abil corpo incorruttibile, la \u201ccosa che non muore\u201d, la pietra \u201cinvisibile\u201d e \u201cspirituale\u201d, il lapis aethereus, la panacea di tutti i mali e l&#8217;alessifarmaco\u00bb <\/em>[<a href=\"#_ftn139\">139<\/a>].<\/p>\n<p>Inoltre, dato che l&#8217;acqua richiama metaforicamente il flusso delle rinascite, essa \u00e8 connessa simbolicamente all&#8217;<em>ouroboros<\/em>, il serpente che si morde la coda, a sua volta \u2013 per certi aspetti \u2013 <em>imago <\/em>dello stesso Cristo: accostamento, peraltro, ricorrente nello stesso gnosticismo. Tuttavia, l&#8217;acqua miracolosa e l&#8217;<em>ouroboros <\/em> non intendono certamente avallare la figura del Salvatore cos\u00ec come viene \u201csemplicemente\u201d propugnata dai Vangeli Canonici. Il Cristo di cui parlano gli alchimisti ha forti similitudini con il <em>deus absconditus <\/em>obliterato nella materia, con il Nous gnostico caduto nel regno del mondo corruttibile, che attende di essere liberato con l&#8217;arte regia e la produzione del lapis.<\/p>\n<h4><a name=\"p7\"><\/a>Conclusione<\/h4>\n<p>Sul pensiero di Zosimo, che aveva conosciuto una grande diffusione tra il V ed il VII secolo d.C., era caduto il silenzio. Il medioevo cristiano non apprezz\u00f2 il carattere pagano della sua filosofia, mentre gli eruditi del Rinascimento furono allontanati dalle sue opere, dal carattere oscuro e bizzarro delle sue visioni. Si deve, dunque, dare merito a Jung di aver contribuito a salvare Zosimo dall&#8217;oblio, dedicando al panopolita uno studio specifico in <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em>oltre che numerose citazioni e richiami disseminati nel resto della sua opera, anche se gi\u00e0 all&#8217;inizio del \u2018900 era stato Richard Reitzenstein \u2013 uno degli ultimi esponenti della <em>Religionsgeschichtliche Schule <\/em> \u2013 ad inaugurare il filone di studi sull&#8217;alchimia. Dopo Reitzenstein e Jung, lo studio storico dell&#8217;alchimia e dell&#8217;esoterismo in genere, non \u00e8 pi\u00f9 guardato con sufficienza e supponenza dal mondo accademico, che, fino a pochissimo tempo fa, relegava ad un&#8217;improvvida infanzia dello spirito tutte quelle discipline che si erano sviluppate al di fuori dei rassicuranti confini della scienza moderna.<\/p>\n<p>In particolare, Jung ha dimostrato come nel simbolismo alchemico non solo si cela un senso compiuto, ma anche che tutte le operazioni astruse e bislacche degli alchimisti ineriscono all&#8217;evoluzione ed alla completezza interiore. Gli alchimisti, dunque, non erano allora molto diversi dai moderni e le loro ricerche riproducevano sul piano simbolico le istanze dell&#8217;uomo contemporaneo. Non solo. Il simbolismo alchemico era presente nel contenuto dei sogni di molti pazienti affetti da nevrosi, e conoscerlo significava accelerare il processo terapeutico. Jung fu il primo a capire che il <em>lapis philosophorum<\/em>, l&#8217;oscura pietra ricercata incessantemente dagli alchimisti, non era altro che il S\u00e9, il processo dinamico delle interrelazione tra la coscienza e l&#8217;inconscio. Jung fu il primo a percepire che, dietro alla molteplicit\u00e0 dei contenuti e alla polisemia simbolica degli scritti alchemici, il messaggio era univoco ed universale, poich\u00e9 parlava all&#8217;uomo di tutte le epoche e condizioni.<\/p>\n<p>Non sarebbe, tuttavia, onesto tacere sugli eccessi dell&#8217;esegesi junghiana, sul suo carattere a tratti inopportunamente programmatico nel tentativo di voler ridurre molte interpretazioni nelle maglie sistematiche della sua personale lettura; limite, del resto, che si pu\u00f2 riscontrare in molti illustri interpreti del passato e che l&#8217;ermeneutica contemporanea ha cercato di superare con il principio della c.d. \u201cfusione degli orizzonti\u201d. Forse l&#8217;analisi junghiana incorre nel difetto di sopravvalutare in maniera unilaterale l&#8217;importanza della dimensione simbolica, dimenticando o trascurando la funzione operativa concreta, su cui lo stesso simbolo alchemico deve essere intrinsecamente fondato. <a name=\"10\"><\/a>Inoltre, l&#8217;interpretazione junghiana risente, forse, per alcuni [<a href=\"#_ftn140\">140<\/a>] \u2013 ma non certamente per noi \u2013 di un approccio metodologicamente confuso, troppo \u201cfilosofico\u201d e non abbastanza storico o empirico, giacch\u00e9 impegnata, principalmente, a rintracciare archetipi indipendenti dalle contingenze storiche di ogni singola civilt\u00e0 o testo consultato, anch&#8217;esso inevitabile prodotto del suo tempo. In tutti i casi, le opere junghiane sull&#8217;alchimia rimangono una pietra miliare per chiunque voglia accostarsi a quest&#8217;ambito di ricerche, indipendentemente dalle diverse finalit\u00e0 che possono delinearsi nel lettore contemporaneo. Il resto, lo regala la \u201ccapacit\u00e0 d&#8217;ascolto\u201d. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Bibliografia essenziale<\/h4>\n<p><strong>C. G. Jung<\/strong>, Ricordi, sogni, riflessioni, traduzione italiana di Erinnerung, Traume, Gedanken von Carl Gustav Jung, (Saggi Bur), Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 2004.<\/p>\n<p><strong>C. G. Jung, R. Wilhelm<\/strong>, Il segreto del fiore d&#8217;oro, traduzione italiana di Das Geheimnis der Goldenen Bl\u00fcte. Ein chinesisches Lebensbuch ( Saggi Psicologia), Bollati Boringhieri, Torino, 2004.<\/p>\n<p><strong>C. G. Jung<\/strong>, Psicologia e religione, traduzione italiana di Zur Psychologie Westlicher und \u00f6stlicher Religion, (Opere) vol. 14, Bollati Boringhieri, Torino, 2004.<\/p>\n<p><strong>C. G. Jung<\/strong>, Psicologia e alchimia, traduzione italiana di Psychologie und Alchemie (Opere)Vol. 12 Bollati Boringhieri, Torino, 2003.<\/p>\n<p><strong>C. G. Jung<\/strong>, Studi sull&#8217;alchimia, traduzione italiana di Studien \u00fcber alchemistische Vorstellungen (Opere) vol. 13, Bollati Boringhieri, Torino, 2002.<\/p>\n<p><strong>C. G. Jung<\/strong>, Mysterium Coniunctionis, (Opere), vol. 14, Bollati Boringhieri, Torino 1989.<\/p>\n<p><strong>C. G. Jung<\/strong>, Pratica della psicoterapia, traduzione italiana di Praxis der Psychotherapie (Opere), vol. 16 II, Bollati Boringhieri, Torino 2002.<\/p>\n<p><strong>Zosimo di Panopoli<\/strong>, Visioni e risvegli, a cura di A. Tonelli (classici greci e latini), Bur, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 2004.<\/p>\n<p><strong>M. Heidegger<\/strong>, Nietzsche, Adelphi, Milano 1995.<\/p>\n<p><strong>M. Pereira<\/strong>, Arcana Sapienza, Carocci, Roma 2001.<\/p>\n<p><strong>A. A. V. V. <\/strong>diretta da M. Eliade, \u201cAlchimia\u201d, in Enciclopedia delle religioni, vol. 1, vol. 2, edizione italiana curata da R. Scagno, Marzorati, Jaca Books, Milano 1993.<\/p>\n<p><strong>M. Eliade<\/strong>, Il sacro ed il profano, Bollati Boringhieri, Torino 1984.<\/p>\n<p><strong>M. Eliade<\/strong>, Arti del metallo e alchimia, traduzione italiana di Forgerons et alchimistes Bollati Boringhieri, Torino 1980 ).<\/p>\n<p><strong>M. Mertens<\/strong>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte \u2013 Zosime de Panapolis, m\u00e8moires authentiques, Les Belles Lettres, Paris 2002.<\/p>\n<p><strong>J. M. Keynes<\/strong>, \u00abNewton the man\u00bb, Royal Society, Newton Tercentenary Celebrations, Cambridge University Press, Cambrideg 1947.<\/p>\n<p><strong>A. Faivre <\/strong><em>, Acc\u00e8s de l&#8217;\u00e9sot\u00e9risme occidental, <\/em>vol. II, Gallimard, Paris 1996.<\/p>\n<p><strong>Dizionario dei simboli<\/strong>, Bur, Milano 1999.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn131\"><\/a>131. Il passo citato da Jung \u00e8 tratto da <strong>Zosimo di Panopoli<\/strong>, <em>Commentario alla lettera Omega, <\/em>in <em>Visioni e risvegli, <\/em>a cura di A. Tonelli, pp. 156 \u2013158; cfr. <strong>Mertens<\/strong>, <em>Sur la lettre om\u00e9ga <\/em>in, <em> Les alchimistes grecs, tome IV, I parte <\/em>pp. 5-6. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn132\"><\/a>132. Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em>p. 107. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn133\"><\/a>133. Cfr. <strong> Jung<\/strong>, <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em>p. 107. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn134\"><\/a>134. Femminile che, in ragione di quest&#8217;esclusione, ha assunto spesso nella storia della teologia cristiana caratteri demoniaci, diabolici. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn135\"><\/a>135. Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em> p. 114. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn136\"><\/a>136. Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em> p. 115. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn137\"><\/a>137. Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em> pp. 116-117. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn138\"><\/a>138. Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em> p. 118. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn139\"><\/a>139. Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull&#8217;alchimia, <\/em> p. 121. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn140\"><\/a>140. Come ricorda Brelich, non tutti gli archetipi sono validi universalmente, come nel caso, per esempio, di quello della \u201cGrande Madre\u201d, diffuso tra le civilt\u00e0 \u201cprimitive\u201d agricole, ma assente in quelle dei cacciatori-raccoglitori. (<a href=\"#10\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vero significato della Pietra Jung rileva come Zosimo contrapponga l&#8217;uomo \u201ccarnale\u201d a quello \u201cspirituale\u201d. Il secondo \u00e8 caratterizzato dall&#8217;incessante ricerca di Dio: tuttavia, non si deve trascurare che l&#8217;uomo carnale \u2013 ribattezzato Thoth o Adamo da Zosimo \u2013 presuppone in nuce, nella sua essenza, l&#8217;uomo spirituale, denominato \u201cLuce\u201d. L&#8217;uomo carnale e quello spirituale sono anche appellati rispettivamente come Epimeteo e Prometeo, il titano che sposando Pandora \u00e8 corresponsabile delle disgrazie dell&#8217;umanit\u00e0 e il titano che regala agli uomini il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5931,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[107],"class_list":["post-1793","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alchimia","tag-le-visioni-di-zosimo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1793"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1793\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9667,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1793\/revisions\/9667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5931"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}