{"id":1794,"date":"2007-06-20T16:44:25","date_gmt":"2007-06-20T14:44:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1794"},"modified":"2023-09-25T13:56:53","modified_gmt":"2023-09-25T11:56:53","slug":"jung-e-lalchimia-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1794","title":{"rendered":"Jung e l&#8217;Alchimia \/3"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" title=\"Alchimia\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" title=\"Alchimia\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In questa sezione, analizzer\u00f2 diversi simboli onirici presenti nel sogno di Zosimo ed interpretati da Jung. Da notare come sia possibile ritrovare molti di questi simboli anche al di fuori della produzione onirica propriamente detta, ad esempio nell\u2019iconografia religiosa, nella produzione letteraria o nell\u2019elaborazione figurativa artistica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Jung e l\u2019Alchimia \/3<\/h3>\n\n\n\n<p>di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Sommario <\/strong>: 1. Introduzione generale all&#8217;alchimia \u2013 2. Zosimo di Panopoli e le visioni del Peri aretes \u2013 3. Jung, studioso di dottrine esoteriche e della tradizione alchemica \u2013 4. Il contenuto nascosto del sogno di Zosimo, secondo l&#8217;analisi junghiana \u2013 <a href=\"#p5\">5. Simboli alchemici <\/a>\u2013 6. Il vero significato della Pietra \u2013 Conclusione<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"p5\">5. Simboli alchemici<\/h4>\n\n\n\n<p>In questa sezione, analizzer\u00f2 diversi simboli onirici presenti nel sogno di Zosimo ed interpretati da Jung. Da notare come sia possibile ritrovare molti di questi simboli anche al di fuori della produzione onirica propriamente detta, ad esempio nell\u2019iconografia religiosa, nella produzione letteraria o nell\u2019elaborazione figurativa artistica. Possiamo, dunque, rilevare insieme a Jung, come il simbolismo religioso \u2013 e quello alchemico in particolare \u2013 costituiscano il fondamento strutturale in grado di connettere la produzione inconscia del soggetto all\u2019esperienza ordinaria della sfera razionale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Ouroboros.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-9041\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"240\" height=\"255\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Ouroboros.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9041\"\/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>a) L\u2019acqua e l\u2019ouroboros.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Jung focalizza la sua attenzione sul simbolismo dell\u2019acqua \u2013 introdotto dallo stesso Zosimo nell\u2019apertura del trattato \u2013 perch\u00e9 nelle diverse tradizioni religiose \u00e8 associata al sorgere della vita ed alla purificazione. Inoltre, nella psicoanalisi, l\u2019acqua raffigura l\u2019inconscio. Nell\u2019alchimia, l\u2019acqua \u00e8 detta <em>Aqua Divina<\/em> o <em>Permanens<\/em>, e viene estratta dal Lapis \u2013 in questo caso inteso come Materia Primordiale \u2013 attraverso la cottura del fuoco o con un colpo di spada dall\u2019Uovo Cosmico, simbolo della totalit\u00e0 allo stato potenziale, oppure viene ricavata tramite la <em>Separatio,<\/em> la scomposizione nei quattro elementi (R<em>adices<\/em>). L<em>\u2019aqua divina<\/em> si trova nella materia come Anima Mundi (anche detta <em>Anima Aquina<\/em>). Il processo della s<em>eparatio <\/em>viene rappresentato allegoricamente con lo smembramento del corpo umano e simboleggia il principio della trasformazione che scandisce le diverse fasi dell\u2019opus ed il passaggio dalla <em>nigredo <\/em>all\u2019<em>albedo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"79\">Un altro simbolo dell<em>\u2019aqua divina<\/em> \u00e8 il serpente mercuriale che viene fatto a pezzi e richiama lo smembramento del corpo umano, metafora dell\u2019autotrasformazione rigeneratrice, efficacemente richiamata dall\u2019o<em>uroboros<\/em>, il rettile che si divora la coda. Secondo Mertens, Zosimo potrebbe aver preso l\u2019idea dello smembramento del serpente, funzionale all\u2019edificazione del tempio, da un testo magico denominato <em>lapidario Orfico, <\/em>dove si affronta la tematica dello smembramento del rettile con l\u2019aiuto di una spada ed in prossimit\u00e0 di un altare. <a href=\"#_ftn79\">[79]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante notare come nel simbolismo dell\u2019<em>Ouroboros <\/em>il contatto della bocca con la coda, possa presentare un significato ambivalente. Alla prima impressione, sembra che il rettile si stia mangiando le estremit\u00e0 inferiori, ma niente vieta di pensare che, al contrario, stia fecondandosi la coda ed il corpo stesso. Quest\u2019ambivalenza deve essere intesa come un tentativo di uscire dalla dicotomia dell\u2019esperienza empirica, in cui l\u2019osservatore \u00e8 sempre costretto a riconoscere davanti a se un oggetto, riportando la speculare metafisica cristiana al paradigma neoplatonico d\u2019ispirazione monistica, mentre nella prospettiva junghiana testimonia il tentativo di sciogliere la polisemia dei costrutti onirici nel principio della sincronicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso, nella prima visione di Zosimo appare la figura del sacerdote che sacrifica se stesso: richiamo evidente all\u2019o<em>uroboros<\/em>, ma anche \u2013 secondo Jung \u2013 a Cristo. Non \u00e8 casuale \u2013 nell\u2019interpretazione junghiana \u2013 che l\u2019autosacrificio sia perpetuato attraverso lo smembramento, motivo che richiama la tradizione misterica dei culti di Dioniso, fatto a pezzi dai Titani, e dell\u2019Orfismo, in cui lo stesso eroe viene dilaniato dalle menadi. Del resto, nelle <em>Baccanti,<\/em> Euripide descrive le menadi all\u2019estatico inseguimento di un cervo da dilaniare ancora vivo con i denti come massima manifestazione dell\u2019orgasmo dionisiaco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>b) Lo scorticamento e la decapitazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"80\">L\u2019altare a forma di coppa, in cui nel sogno di Zosimo vengono fatti bollire gli uomini, rimanda al simbolismo dell\u2019<em>Atanor <\/em>e del forno alchemico. La morte e resurrezione simbolica per scorticamento, cui viene sottoposta la principale figura del sogno di Zosimo, rimanda, secondo Jung, al mito del dio Attis \u2013 morto dissanguato, dopo essere stato attaccato da un cinghiale \u2013 a quello di Marsia, che aveva osato sfidare Apollo in una prova musicale, ed allo stesso Mani, contemporaneo di Zosimo. Il rito dello scorticamento, ricorda Jung, era presente ad Atene, dove ogni anno si scuoiava ed impagliava un bue, ma esisteva anche tra gli sciiti, i cinesi, gli abitanti della Patagonia. Anche nel pantheon meso-americano, a fronte di una complessa cosmologia simbolico-numeriaria, gli dei si sottopongono a numerose morti per scorticamento per riprodursi nei relativi doppioni delle stesse divinit\u00e0. Nella visione di Zosimo, il rito di scorticamento concerne il capo, ossia \u00e8 piuttosto uno scotennamento: Jung ricorda, dottamente, come divorare il cuore, il cervello, o indossare la pelle del nemico significasse assumerne le qualit\u00e0 e le caratteristiche vitali: ecco perch\u00e9, in molte tradizioni arcaiche, il rito era riservato al guerriero fatto prigioniero e sconfitto. Lo scorticamento rappresenta, dunque, la trasformazione rigeneratrice. Si tratta, nell\u2019universo simbolico alchemico, dell\u2019estrazione del pneuma, l\u2019elemento volatile o liquido, dalla materia, attraverso la mortificazione del corpo di quest\u2019ultima. L\u2019<em>Aqua Divina <\/em>estratta serviva per rinvigorire il corpo deceduto, ma anche per completare l\u2019ulteriore processo d\u2019estrazione dell\u2019anima. Ecco, dunque, il motivo della circolarit\u00e0 dell\u2019autotrasformazione rigeneratrice presente nell\u2019alchimia: l\u2019essenza \u00e8 presente ed obliterata nello stesso corpo corruttibile e deve essere estratta per rinvigorire ci\u00f2 che era destinato alla decadenza della corruzione, o, in alternativa, per assicurare la liberazione dell\u2019anima. Lo schema \u00e8 presente nel mitologema della morte per smembramento del vecchio re, simbolo dell\u2019ipertrofia dell\u2019Io, sopraffatto \u2013 giacch\u00e9 ignaro \u2013 dall\u2019inconscio. <a href=\"#_ftn80\">[80]<\/a> L\u2019estrazione dell\u2019edema e l\u2019asciugamento del cadavere preludono al rinvigorimento ed alla rinascita vitale: mentre all\u2019inizio il corpo del re era sopraffatto dall\u2019acqua \u2013 ossia dall\u2019inconscio \u2013 adesso asciugata e separata l\u2019acqua dal corpo si \u00e8 come aperta la via dell\u2019analisi e si \u00e8 presa coscienza dei contenuti rimossi. <a href=\"#_ftn81\">[81]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nel sogno di Zosimo, anche la decapitazione assume un significato importante, perch\u00e9 la testa, effigie di rotondit\u00e0, simboleggia il movimento circolare che sottende la trasformazione della sostanza arcana. La decapitazione del serpente, dunque, significa che l\u2019adepto \u00e8 entrato in possesso della sostanza arcana. Da notare, ricorda Jung, come la testa richiami allegoricamente anche il sole, in connessione simbolica con l\u2019oro, dunque con la stessa sostanza arcana o lapis.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>c) Il cratere, gli angeli, Iside.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"82\">L\u2019altare a forma di coppa richiama un\u2019immagine ermetica che Zosimo conosce certamente, quella del cratere pieno di <em>nous <\/em>del IV trattato del <em>Corpus hermeticum, <\/em>simbolicamente equiparabile anche alla caverna iniziatica, o all\u2019acqua battesimale che racchiude il passaggio da una stato di coscienza ad un altro. Infatti, Jung riporta un passo in cui Zosimo esorta una discepola ad affrettarsi a immergersi nel cratere, cosicch\u00e9 possa risalire alla sua vera stirpe. <a href=\"#_ftn82\">[82]<\/a> \u00c8 evidente, quindi, il valore iniziatico della coppa-altare: immergendosi in essa, la discepola riuscir\u00e0 a realizzare il passaggio iniziatico \u2013 nella scansione della morte profana per immersione e della rinascita per emersione \u2013 entrando a far parte a tutti gli effetti della scuola o del circolo degli alchimisti:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"83\">\u00ab<em>il cratere di Poimandres \u00e8 la vasca battesimale in cui possono acquisire consapevolezza gli uomini ancora inconsapevoli e privi della conoscenza, i quali anelano all\u2019ennoia\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn83\">[83]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Anche in un altro testo citato da Jung, <em>Iside e Horus<\/em>, l\u2019acqua assume importanza primaria; del resto \u2013 come ricorda lo stesso autore \u2013 essa rimanda al Nilo, al grande fiume che in Egitto assicura lo scorrere della vita. Osiride, dio smembrato come Dioniso ed Orfeo, simboleggia il piombo e lo zolfo, quindi, la sostanza arcana. Il piombo \u00e8 l\u2019acqua che proviene dall\u2019elemento maschile, il quale a sua volta \u00e8 in connessione con il fuoco, dunque con lo spirito: infatti, come ricorda lo stesso Jung, nel concetto di <em>acqua nostra <\/em>alchemica, si richiamano simbolicamente, oltre all\u2019elemento acquatico, anche il fuoco e lo spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Iside e Osiride,<\/em> la dea egizia rifiuta l\u2019unione con due angeli, il secondo dei quali le rivela il segreto della preparazione dell\u2019oro e dell\u2019argento, tradizione che la stessa dea egizia trasmette al figlio Horus. Secondo Jung, l\u2019angelo richiama, al contempo, la sostanza volatile, il pneuma \u2013 nell\u2019alchimia da sempre in relazione con l\u2019acqua, in altre parole con la sostanza arcana \u2013 ma anche la personificazione delle forze inconsce che si presentano alla coscienza. Non a caso nel sesto capitolo del Genesi, gli angeli dimostrano particolare interesse per le donne della terra, e nel libro di Enoch si congiungono carnalmente con loro. Da questo mito, ricorda Jung, deriva l\u2019usanza delle donne di velarsi la testa, quando entrano in Chiesa. In tutti e due i casi, sia che gli angeli simboleggino la sostanza volatile o le forze dell\u2019inconscio \u2013 il perturbante \u2013 \u00e8 evidente il motivo junghiano che attribuisce ad essi la valenza di potenti ierofanie, in grado di simboleggiare l\u2019irrompere epifanico di energie che oltrepassano la sfera della razionalit\u00e0 e della coscienza, segnavia della probit\u00e0 nel cammino d\u2019individuazione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"84\">Ma la stessa Iside, ricorda Jung, pu\u00f2 essere identificata anche come Materia Primordiale e polarit\u00e0 femminile preposta alla trasmutazione. <a href=\"#_ftn84\">[84]<\/a> Il motivo dell\u2019archetipo della Grande Madre simboleggia l\u2019insostanzialit\u00e0 del divenire e deve essere ricercato nello scatenamento degli istinti contrapposti presenti allo stesso tempo nel femminile:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"85\">\u00ab<em>come Ker\u00e9ny ha dimostrato brillantemente sulla base dell\u2019esempio della Medea, si tratta di una tipica combinazione di motivi di amore, perfidia, crudelt\u00e0, maternit\u00e0, assassinio di congiunti e infanticidio, magia, ringiovanimento e\u2026 oro. La medesima combinazione compare in Iside e nella prima materia, e forma il nucleo del dramma causato dal mondo materno, senza il quale pare essere impossibile qualsiasi riunificazione<\/em>\u00bb. <a href=\"#_ftn85\">[85]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>d) Sole e Luna.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il femminile \u00e8 da sempre elemento ambivalente, com\u2019\u00e8 evidente nel simbolismo lunare, dove una faccia del pianeta \u00e8 illuminata dalla notte e l\u2019altra rimane oscura. Dunque, per questo suo carattere ambivalente \u2013 al contrario del simbolismo solare in cui tutti i lati sono uguali \u2013 la Luna \u00e8 considerata come una porta aperta sul mondo sublunare, punto di passaggio tra il regno della luce, fuori della caverna platonica, e quello delle tenebre demoniache. La \u201c<em>sponsa<\/em>\u201d, ossia la Luna, ammalia e suscita timore, \u00e8 una tenera amante, ma pu\u00f2 anche essere terribile, secondo il profilo sotto cui si mostra. Ecco perch\u00e9 la magia \u00e8 da sempre messa in connessione con l\u2019eclissi e la luna piena: per agire sulla realt\u00e0 deve essere possibile il cambiamento regolato dai cicli naturali.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"86\">Jung ricorda come lo stesso Agostino considerasse la Luna come un\u2019immagine della stoltezza e volubilit\u00e0 delle creature che appartengono al mondo della corruzione: <em>\u00abil sole determina costanza e saggezza, mentre la luna causa mutamento e stoltezza (inclusa la pazzia)\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn86\">[86]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Sole e Luna diventano dunque simboli contrapposti rispettivamente della sostanzialit\u00e0 e della trasmutazione, ma soprattutto l\u2019astro solare \u00e8 spesso identificato con Cristo:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"87\"><em>\u00abla sponsa \u00e8 l\u2019oscura luna nuova (nell\u2019interpretazione cristiana \u00e8 la Chiesa al momento dell\u2019amplesso nuziale) e questa unione implica nello stesso tempo una ferita allo sponsus, Sol o Cristo che sia\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn87\">[87]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Jung riporta l\u2019identificazione tra Mercurio e la Luna, l\u2019elemento della trasformazione con il pianeta della volubilit\u00e0. Ma, con un accostamento in un primo tempo sorprendente, Mercurio \u00e8 identificato, da Jung, con lo stesso Figlio dell\u2019Uomo, che nel passo prima citato era associato al Sole ed alla sostanzialit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"88\"><em>\u00abl\u2019equivalente alchemico dell\u2019uomo-Dio e del Figlio di Dio era Mercurio il quale, in quanto ermafrodito, conteneva in s\u00e9 sia l\u2019elemento femminile, la sapientia e la materia, sia il maschile, lo Spirito Santo e il diavolo\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn88\">[88]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe dunque rimanere sconcertati da questa sorta di anarchia dei significati simbolici, in cui sembra incorrere Jung: Cristo \u00e8 il Sole, sostanzialit\u00e0 e rettitudine, ma giacch\u00e9 Mercurio \u2013 a sua volta associato alla Luna \u2013 \u00e8 il corrispettivo di Cristo (con la differenza che essendo ermafrodito \u00e8 al contempo, principio maschile e femminile, materia e Spirito Santo o diavolo), il Redentore \u00e8 per inferenza equiparato anche all\u2019astro lunare, ossia alla trasformazione ed alla volubilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"89\">Tuttavia, si deve tener presente la grande quantit\u00e0 di testi e di autori analizzati da Jung, per cui \u00e8 impossibile, ovviamente, ritrovare delle concezioni unilaterali su archetipi e mitologemi; inoltre, la polisemia \u00e8 sempre stata una caratteristica essenziale ed inerente al simbolismo, che testimonia la capacit\u00e0 di esprimere contemporaneamente dei significati differenti e contribuisce all\u2019arricchimento dei contenuti semantici dell\u2019Immaginario Collettivo. Infatti, proprio perch\u00e9 ogni simbolo rimanda a una pluralit\u00e0 di significati, l\u2019altra faccia della Luna non esprime soltanto il demoniaco, ma anche la <em>Kenosis, <\/em>l\u2019incarnazione della natura umana di Cristo per \u201csvuotamento\u201d dell\u2019essenza divina, come \u00e8 testimoniato da un passo del <em>Mysterium Lunae <\/em>di Rahner, riportato da Jung. <a href=\"#_ftn89\">[89]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>e) Circolarit\u00e0 del processo conoscitivo e la morte profana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"90\">Continuando nell\u2019analisi dei simboli alchemici interpretati da Jung, l\u2019acqua che bolle nell\u2019<em>Atanor<\/em> dell\u2019alchimista \u2013 il crogiolo delle trasmutazioni mistiche \u2013 testimonia il passaggio dallo stato corporeo a quello etereo-spirituale <a href=\"#_ftn90\">[90]<\/a>. Un altro passaggio allegorico inerente al legame tra lo spirito e l\u2019acqua, secondo Jung, deve essere ricercato nel corpo rotondo dei pesci, che richiama la circolarit\u00e0 dell\u2019autotrasformazione rigeneratrice, dunque l\u2019autoreferenziale compiutezza dell\u2019Opera: <em>\u00abil \u201crotondo\u201d \u00e8 quindi nella sua veste esteriore acqua, ma interiormente \u00e8 l\u2019arcanum. Acqua e spirito, spesso si identificano\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn91\">[91]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"92\">Ma la forma circolare richiama anche l\u2019Anima Mundi, come ricorda Jung, riportando un passo di Cristophorus Steebus, dove si evince che l\u2019acqua vivificata dallo spirito compie un perfetto moto circolare, che rimanda alla compiutezza del Creato: \u00ab<em>in modo che lo spirito sovraceleste dell\u2019acqua, unito alla luce, possa essere chiamato giustamente anima del mondo\u00bb. <\/em><a href=\"#_ftn92\">[92]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"93\">Anche nel <em>Rosarium Philosophorum<\/em>, l\u2019acqua \u00e8 equiparata allo spirito, mentre nel Trattato di Comario, <a href=\"#_ftn93\">[93]<\/a> l\u2019acqua \u00e8 descritta come un farmaco di vita, in grado di ridare la giovinezza ai defunti. L\u2019azione dell\u2019acqua sulla materia \u00e8 equiparabile a quella divina sulla creazione. Secondo Jung, l\u2019importanza dell\u2019acqua nell\u2019alchimia e nella simbologia religiosa in genere, risale a Genesi 1.3, ierofania che trova un interessante parallelo anche all\u2019inizio del <em>Poimandres, <\/em>primo trattato del <em>Corpus hermeticum<\/em>, dove in origineesistevano soltanto le acque e le tenebre. Dunque, essa \u00e8 un elemento primordiale, in grado di agire sulla qualit\u00e0 della materia e trasformare spiritualmente, come nel rito battesimale neotestamentario e nelle immersioni purificatrici che ancora oggi si compiono in molti fiumi dell\u2019India, in particolare nel Gange durante il rito di <em>Maha Kunbha Mela<\/em> ad Allahabahd. Ma nell\u2019alchimia ogni elemento ha una doppia natura e l\u2019<em>elixir<\/em> pu\u00f2 sovente trasformarsi in un potente veleno: come l\u2019acqua purifica e regala la vita, cos\u00ec pu\u00f2 anche uccidere. Ancora una volta, secondo Jung, \u00e8 il simbolo dell\u2019<em>Ouroboros<\/em>, il serpente che si divora la coda, ad illustrare intuitivamente le dinamiche dell\u2019autoannientamento rigeneratore: \u00e8 proprio il congiungersi della fauci e della coda ad esprimere il significato di un autoconcepimento. <em>L\u2019acqua divina<\/em> \u2013 sempre secondo Jung \u2013 contiene il principio maschile attivo e quello femminile passivo, che richiamano la circolarit\u00e0 dell\u2019alternanza tra la vita e la morte, dunque, in ultima analisi, simboleggiano il ritmo dell\u2019ordine cosmico. L\u2019acqua divina, sempre per Jung, simboleggia \u00ab<em>l\u2019anima media natura o anima mundi confinata nella materia\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn94\">[94]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"95\">Il processo di liberazione dell\u2019acqua divina \u00e8 perpetuato mediante la cottura della materia, ma anche tramite la forza laceratrice della spada, capace di separare i corpi nei quattro elementi primari. L\u2019acqua divina <em>\u00abtramuta con un\u2019abluzione miracolosa la nigredo in albedo, anima ci\u00f2 che \u00e8 inerte, fa resuscitare i morti e possiede perci\u00f2 la virus dell\u2019acqua battesimale nel rito ecclesiale\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn95\">[95]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"96\">I personaggi della visione zosimiana sono rappresentazioni del processo di trasformazione \u2013elevazione spirituale, attuato mediante il contatto con l\u2019acqua divina contenuta nel corpi, nei quali occultamente risiede. Come ricorda Pereira, <a href=\"#_ftn96\">[96]<\/a> essa \u00e8 la vera materia prima dei metalli, in grado di operare, successivamente, come causa efficiente, sulle operazioni di \u201cfissazione\u201d della \u201ctintura\u201d alchemica: il <em>coagula<\/em> che consegue al s<em>olve<\/em>. L\u2019acqua purifica ed al contempo trasforma: \u00e8 contenuta come materia prima nei corpi e nei metalli, come scintilla divina nell\u2019anima dell\u2019iniziato o anche come Atman che riconosce la propria consustanzialit\u00e0 con Brahman, identit\u00e0 micro-macrocosmica. Riconciliazione con il Principio assoluto, che nel pensiero junghiano significa, innanzi tutto, principio d\u2019individuazione del S\u00e9, generato dall\u2019interrelazione dinamica dell\u2019Io e dell\u2019Es. Del resto Jung giustifica lo stesso sogno di Zosimo con la rivelazione dell\u2019acqua miracolosa, autentico <em>corpus mysticum<\/em> del panopolita:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"97\"><em>\u00abl\u2019Acqua Divina \u00e8 l\u2019Alfa e l\u2019Omega dell\u2019Opus, cercata e desiderata disperatamente dai \u201cfilosofi\u201d. Il sogno appare perci\u00f2 come una spiegazione drammatica della natura di quest\u2019acqua\u00bb. <\/em><a href=\"#_ftn97\">[97]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua divina, perci\u00f2 era un dono dello spirito santo ed anche un segno della redenzione. Le scene drammatiche del sogno, l\u2019agonia di Ione e degli uomini-metallo testimoniano la difficolt\u00e0 cosciente di recepire il processo della metamorfosi sapienziale ed introspettiva: tale osservazione si fonda anche sulla constatazione che il ritorno del perturbante, l\u2019irrompere epifanico dell\u2019inconscio si carica di significati inquietanti e spaventosi, giacch\u00e9 i meccanismi censori della coscienza, regolati dal freudiano Super-Io, presentano come minaccioso tutto ci\u00f2 che, provenendo dal profondo, scavalca le difese. In altre parole, il sogno \u201cterrificante\u201d richiama la <em>nigredo,<\/em> la discesa <em>ad inferos<\/em> o nella bocca del mostro marino, una fase preparatoria e necessaria per assurgere a stadi superiori di autocoscienza e perfezionamento spirituale. Per rinascere ai Misteri, il neofita deve dapprima morire allo stato profano, un rito di passaggio che in tutte le tradizioni religiose ed iniziatiche si riveste di significati e simboli mortali. Il rito d\u2019iniziazione ha successo soltanto quando il candidato sia \u201cmorto\u201d alla condizione precedente, alla vita profana che fino a quel momento aveva condotto. Il neofita ottenendo l\u2019iniziazione rinasce in un nuovo corpo immortale: apparentemente egli \u201cabita\u201d ancora le vecchie spoglie profane, ma in realt\u00e0 egli \u00e8 un individuo ontologicamente nuovo ed infinitamente superiore.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"98\">Acqua Divina, Lapis, Mercurio, <em>Filius Philosophorum, Anthropos, <\/em>ecc., sono, dunque, tutti sinonimi, dietro ai quali si designa \u2013 volta per volta \u2013 l\u2019oggetto reale dell\u2019alchimia. Il vero fine dell\u2019alchimia, secondo Jung, \u00e8 la realizzazione della completezza e dell\u2019equilibrio interiore, in altri termini, della capacit\u00e0 d\u2019integrare ed accettare nel dominio della coscienza i contenuti inconsci rimossi: processo che Jung indica con il termine processo d\u2019individuazione e che \u00e8 a fondamento della strutturazione dinamica del S\u00e9, facolt\u00e0 formata dell\u2019interrelazione della coscienza con l\u2019inconscio. Ecco perch\u00e9 il <em>lapis philosophorum<\/em>, l\u2019a<em>qua divina, l\u2019anthropos <\/em>ermafrodito, ecc, rimandano tutti all\u2019idea della circolarit\u00e0 o della quaternit\u00e0. La c<em>oniunctio <\/em>e lo <em>Hieros gamos <\/em>alchemico necessitano di simboli in grado di esprimere la totalit\u00e0 e la completezza, oltrepassando al contempo le dicotomiche metafisiche dualistiche con elaborazioni speculative pi\u00f9 raffinate: l\u2019idea del \u201cquattro\u201d, ossia il femminile (<em>Anima<\/em>) nel maschile, ed il maschile (<em>Animus<\/em>) nel femminile: immagine espressa benissimo dai mandala, termine che in sanscrito significa \u201ccerchio\u201d. L\u2019opus dell\u2019arte regia, dunque, sempre secondo Jung, non \u00e8 altro che <em>\u00abil processo di individuazione in forma proiettata, perch\u00e9 inconscia\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn98\">[98]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>f) Nigredo, albedo, rubedo; gli uomini-metallo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo stadio della <em>nigredo <\/em>simboleggia il caos iniziale del processo di autorigenerazione purificatrice, in cui Mercurio ha il ruolo della prima materia<em>, <\/em>equivalente allo stadio della caduta gnostica. Secondo la psicologia del profondo junghiana, in questo stato sono presenti dei contenuti inconsci che \u201cpremono\u201d per diventare coscienti, sovente indicati metaforicamente con il tema della lotta tra un drago marino ed uno terrestre o anche tra un animale favoloso terrestre \u2013 tigre, serpente \u2013 ed un altro celeste. In questo caso, il mostro terrestre indica la coscienza, quello celeste i contenuti inconsci del perturbante. L\u2019<em>Albedo<\/em>, che nell\u2019alchimia corrisponde alla Luna, all\u2019Argento ed al Femminile, \u00e8 una fase intermedia in cui s\u2019illumina la coscienza e si prende consapevolezza delle spinte conflittuali inconscie, che non vengono pi\u00f9 semplicemente rimosse o camuffate, ma analizzate preventivamente. Con la <em>Rubedo \u2013 <\/em>alchemicamente simboleggiata dal Sole e dall\u2019Oro e dal principio Maschile \u2013 si porta a compimento lo <em>Hieros gamos, <\/em>la reminiscenza dell\u2019unit\u00e0 e dell\u2019identit\u00e0 originaria dell\u2019eterno androgino. Con la <em>Rubedo<\/em>, si realizza la <em>Coniunctio <\/em>tra la Luna ed il Sole, l\u2019Argento e l\u2019Oro, il Femminile ed il Maschile: il contenuto inconscio viene definitivamente integrato nella coscienza, realizzando cos\u00ec il processo d\u2019individuazione, che per Jung equivale alla strutturazione dinamica del S\u00e9,<\/p>\n\n\n\n<p id=\"99\"><em>\u00abquando un contenuto diventa cosciente, ci\u00f2 significa che esso viene integrato nella psiche cosciente, ossia avviene una Coniunctio solis et Lunae [\u2026] questo processo di integrazione costituisce uno dei pi\u00f9 importanti fattori coadiuvanti, che modifica la natura della coscienza e allo stesso tempo quella dell\u2019inconscio. Il recesso viene accompagnato di solito dal cosiddetto fenomeno di tralsazione, vale a dire dalla proiezione di contenuti inconsci sul medico. \u00c8 un fenomeno, questo, che s\u2019incontra anche nell\u2019alchimia, dove una donna svolge spesso il ruolo di soror mystica (Zosimo e Teosebia, Nicolas Flamel e Perronelle, John Pordagee Jane Leade, e nel diciannovesimo secolo Mr. South e sua figlia Mrs Atwood)\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn99\">[99]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"100\">Una sequenza di strani personaggi compaiono nel sogno, tutti destinati ad autosacrificarsi: Ione, il barbiere, l\u2019uomo di rame, l\u2019uomo aureo, Culminazione del Sole, ecc. Ognuna di queste figure simboleggia la \u201cmorte\u201d del metallo ricondotto alla materia primordiale, metafora della dissoluzione mistica del sacrificante-sacrificato nella rigenerazione spirituale e nell\u2019indeterminatezza dell\u2019Uno-Tutto. Il barbiere \u00e8 essenzialmente un simbolo della purificazione, necessaria alla fase della <em>Nigredo: <\/em>tra gli egizi, egli acconciava il defunto, prima del viaggio ultraterreno. L\u2019uomo di rame, rappresenta lo stadio iniziale dell\u2019Opera, ma anche il metallo per colore pi\u00f9 vicino all\u2019oro, che trova la sua giustificazione nella successiva trasformazione in uomo Aureo, compimento e realizzazione finale del percorso iniziatico. Inoltre, osserva Mertens, l\u2019uomo di rame, rientra nella categoria dei liberi donatori, poich\u00e9 si libera spontaneamente delle sostanze volatili trattate nell\u2019apparecchio alchemico: \u00e8 facile riconoscere in questo personaggio lo stesso Ione sotto altre spoglie. <a href=\"#_ftn100\">[100]<\/a> L\u2019uomo di rame\/Ione, che controlla i processi alchemici del <em>k\u00e9rotakis, <\/em>raffigura il castigo, la punizione \u2013 la <em>nigredo <\/em>o lo stadio della morte profana \u2013 dei metalli che devono essere purificati prima di essere sottoposti alla trasmutazione. <a href=\"#_ftn101\">[101]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Gli uomini-metallo, dal corpo di piombo e rame, simboleggiano, quindi, lo stato della \u201cmorte profana\u201d, l\u2019Opera al Nero, il <em>descensus ad inferos<\/em>, preludio della purificazione e della rigenerazione interiore. Immergendosi nell\u2019altare-coppa ed andando incontro alla loro sorte, essi subiscono il rito dell\u2019iniziazione, che nel simbolismo alchemico riflette le fasi del passaggio dal <em>nigredo <\/em>all\u2019a<em>lbedo <\/em>per approdare allo stadio del <em>rubedo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"102\">Ione, la prima figura che incontriamo nel sogno di Zosimo, \u00e8 il sacerdote che volontariamente si sottopone al trattamento alchemico nella coppa-altare, anche se a trafiggere e a trapassare Ione con la spada \u00e8 un\u2019altra figura. La spada, sempre secondo Jung, \u00e8 un attributo di Mercurio ed una variante della freccia di Cupido, ma nella sua forma fallica richiama anche il serpente, dunque la circolarit\u00e0 del processo dell\u2019autotrasformazione rigeneratrice. La spada, in molte tradizioni, \u00e8 in rapporto con la luce ed il lampo, ma anche con l\u2019acqua ed il drago, poich\u00e9 essa \u00e8 temprata nell\u2019unione dell\u2019acqua e del fuoco. La spada sacra giapponese, ad esempio, secondo la tradizione \u00e8 stata estratta dalla coda del drago, quella del <em>Sadet del fuoco<\/em> fu trovata nel Mekong. In Cina, invece, le spade che precipitano in acqua da sole si trasformano in draghi di luce. <a href=\"#_ftn102\">[102]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"103\">Ione, simbolo solare e dunque dell\u2019oro deve sottoporsi al sacrificio ed alla decapitazione, poich\u00e9 \u2013 come sopra abbiamo ricordato \u2013 la testa richiama la circolarit\u00e0 del processo lavorativo della materia arcana. Naturalmente, Jung ricorda come la testa rappresenti anche la sede della coscienza: dunque, per la psicologia del profondo si tratta di un superamento dell\u2019Io verso l\u2019inconscio Collettivo. Secondo Mertens, il trattamento di Ione richiama il processo di decomposizione e ricomposizione delle sostanze: in questo caso Ione incarna una sostanza gettata nel <em>k\u00e9rotakis<\/em>, per ricondurne le componenti ai principi primi. <a href=\"#_ftn103\">[103]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>g) L\u2019uovo cosmico e il drago.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"104\">Ione, trafitto e decapitato da una spada, ricorda l\u2019uovo cosmico, simbolo della totalit\u00e0 primordiale da cui si scaturisce il mondo della manifestazione, anch\u2019esso suddiviso in quattro parti per significare le direzioni cardinali, la rosa dei venti o la croce. L\u2019albume corrisponde alle acque sopracelesti, <a href=\"#_ftn104\">[104]<\/a> il tuorlo al mondo della manifestazione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"105\">L\u2019uovo, non a caso, richiama anche l\u2019acqua e il drago, anch\u2019esso smembrato e fatto a pezzi dalla spada. <a href=\"#_ftn105\">[105]<\/a> Nelle cosmogonie arcaiche, il drago rappresenta il caos primordiale, la totalit\u00e0 indifferenziata ed inespressa da abbattere per realizzare il cosmo ed il mondo della manifestazione. Nell\u2019<em>Enuma Elish<\/em>, poema babilonese sulla Creazione, Marduk sconfigge il drago Tiamat e, smembrandolo, d\u00e0 origine all\u2019universo. <a href=\"#_ftn106\">[106]<\/a> Il motivo della cosmogonia derivata dallo smembramento di un drago, di un serpente marino, o di un gigante primordiale, rientra nella tipologia dei mitologemi denominati \u201cDema\u201d, all\u2019origine della scoperta della cerealicoltura. Il drago, simbolo dell\u2019energia precosmica primordiale, \u00e8 spesso raffigurato come un guardiano di tesori nascosti, ossia stati o condizioni spirituali da conseguire. In Occidente \u00e8 il guardiano del Vello d\u2019oro e del Giardino delle Esperidi, in Cina, secondo un racconto dei <em>T\u2019ang<\/em>, il guardiano della Perla; anche nella tradizione nordica, Sigfried deve affrontare un drago che custodisce il tesoro dell\u2019immortalit\u00e0. Anche se il drago rappresenta il \u201cquaternario\u201d, l\u2019unione dei quattro elementi, il simbolismo acquatico resta il principale, poich\u00e9 esso vive nell\u2019acqua e fa sgorgare le sorgenti, restando legato alla produzione della pioggia e del tuono. Inoltre, il drago, unione di terra e acqua, simboleggia la pioggia celeste che rende fertile la terra: motivo che ricorre anche nelle danze del drago cinesi per interrompere la siccit\u00e0. <a href=\"#_ftn107\">[107]<\/a> Secondo la particolare esegesi junghiana, il drago raffigura l\u2019originario stato d\u2019incoscienza, poich\u00e9 il mostro si trova spesso nelle caverne e nei luoghi bui. Uccidere il drago, quindi, sempre secondo Jung, riveste un particolare significato esplorativo: significa confrontarsi con la parte nascosta e compulsiva anteriore al regno delle idee chiare e distinte. Dunque, sconfiggere il drago o il serpente marino significa rischiarare la coscienza: nel testo di Zosimo, il drago che custodisce il tempio deve essere abbattuto e scorticato; le ossa e le membra devono essere deposti davanti all\u2019entrata del tempio, originariamente custodito dal favoloso rettile: si tratta, quindi, di prendere coscienza di quello che originariamente era velato o rimosso, dell\u2019Ombra, intesa in senso junghiano. Inoltre, nell\u2019alchimia posteriore, il serpente \u00e8 una manifestazione dello stesso mercurio, elemento fondamentale dei processi di trasformazione. <a href=\"#_ftn108\">[108]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>h) La scala, il barbiere, Agatod\u00e9mone.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"109\">All\u2019inizio della seconda trattazione, Zosimo si trova ad affrontare una salita, che si esplica attraverso sette gradi. Esiste una vasta letteratura sull\u2019importanza di questo numero nella tradizione occidentale, dai giorni della settimana, al numero dei pianeti, dal giorno del mese in cui si celebrava il culto apollineo, alla <em>Menorah<\/em>, il celebre candelabro a sette braccia dell\u2019ebraismo, ai gradi dell\u2019iniziazione mithraica, ecc. Nel sogno, Zosimo col suo salire e scendere i quindici gradini di luce e tenebre, testimonia un processo psichico di trasformazione. Il simbolismo delle scale \u00e8 presente non soltanto nella tradizione cristiana con Giacobbe e la sua visione degli angeli che salgono e scendono i gradini, ma anche nel sufismo e nello shintoismo. Secondo Mertens, il simbolismo delle scale da discendere prima e poi da risalire, richiama il motivo dell\u2019oscurit\u00e0 profana seguita dall\u2019illuminazione iniziatica. Nel mithraismo, l\u2019iniziato sale una scala di sette ante, composta da metalli differenti che richiamano il processo anabatico. Mertens riconduce il gesto della salita e della discesa al processo di circolazione delle sostanze che si sono volatilizzate nel <em>k\u00e8rotakis<\/em>, apparecchio che, nelle intenzioni degli alchimisti, avrebbe dovuto scomporre le sostanze nei loro principi primi. <a href=\"#_ftn109\">[109]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"110\">Dopo aver percorso il sentiero Zosimo, che gi\u00e0 sta sognando, sogna di addormentarsi e sognare: come se la modalit\u00e0 del doppio sogno volesse introdurre un ulteriore livello di segretezza e competenza iniziatica. In questa seconda parte del sogno, compare di nuovo il barbiere che, come nella prima parte incarna il ruolo di guida spirituale, indossa per\u00f2 un mantello rosso ed un abito regale e sta per essere avvolto dalle fiamme. Il barbiere \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019uomo di rame, che nella prima sequenza sorvegliava la cottura degli uomini-metallo. L\u2019abito rosso di foggia reale, secondo Mertens, simboleggia una superficiale trasmutazione in oro, ancora non perfettamente completata. L\u2019uomo di rame riflette, sempre per Mertens, lo stadio spirituale al quale \u00e8 giunto Zosimo durante il percorso onirico-iniziatico: l\u2019autodaf\u00e8 dell\u2019uomo di rame per ritornare allo stadio originario \u00e8 un monito ad evitare di eludere l\u2019opera al nero, il supplizio iniziale della condizione profana, indispensabile alla trasmutazione e al successivo perfezionamento interiore. <a href=\"#_ftn110\">[110]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"111\">Successivamente, compare un vecchio di nome Agatod\u00e9mone, <a href=\"#_ftn111\">[111]<\/a> dalle vesti cos\u00ec candide che abbagliano lo sguardo, anch\u2019egli pronto a gettarsi tra le fiamme per sacrificarsi. Il vecchio vestito di bianco splendente \u00e8 un evidente richiamo alla purezza dell\u2019argento fuso, ottenuta durante il processo di trasformazione del piombo in argento; dunque, Agatod\u00e9mone, che rivela a Zosimo la propria identit\u00e0 di Uomo di Piombo, simboleggia la trasformazione alchemica del piombo in argento. <a href=\"#_ftn112\">[112]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"113\">\u00c8 evidente come, sia il barbiere o uomo di rame, sia Agatod\u00e9mone richiamino la circolarit\u00e0 della conoscenza che si concreta nell\u2019autotrasformazione rigeneratrice raffigurata dall\u2019<em>Ouroboros<\/em>. A questo punto Zosimo si sveglia e comprende il significato di quanto ha sognato. Poi, continuando nel viaggio onirico, incontra un altro sacerdote, sempre vestito di bianco, che annuncia la trasformazione dei corpi in sangue e la resurrezione dei morti. <a href=\"#_ftn113\">[113]<\/a> Zosimo, il testo non specifica se si era nel frattempo destato, si addormenta di nuovo e vede tre figure. La prima brandisce una spada, la seconda trascina una terza legata. Il prigioniero \u00e8 luminoso e candido ed il suo nome \u00e8 \u00ab<em>Culminazione del Sole<\/em>\u00bb. [<a href=\"#_ftn114\">114<\/a>] Egli sar\u00e0 decapitato e squartato, i suoi muscoli saranno cotti e separati dalle parti grasse; si tratta sempre del motivo dell\u2019autotrasformazione rigeneratrice incarnata dal simbolo del serpente che si morde la coda. Zosimo, infine, si sveglia di nuovo e comprende di aver assistito ad un altro processo di trasmutazione alchemico, mentre colui che impugna la spada annuncia il compimento dell\u2019ascesa per i sette gradi \u2013 ancora un riferimento al potente numero \u2013 e la realizzazione dell\u2019Arte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>i) L\u2019omuncolo, il vaso ermetico, ed il pellicano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Jung sottolinea soprattutto un importante aspetto del sogno di Zosimo: l\u2019identit\u00e0 del sacerdote con la stessa vittima sacrificale, nella trasmutazione di Ione nell\u2019<em>omonculus<\/em> che divora e vomita se stesso, richiamo evidentissimo al simbolismo dell\u2019<em>ouroboros<\/em>, ma anche all\u2019estasi dell\u2019autotrasformazione rigeneratrice:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"115\"><em>\u00abnella misura in cui l\u2019omuncolo rappresenta una trasformazione di Ione, quest\u2019ultimo \u00e8 sostanzialmente identico all\u2019Ouroborus e perci\u00f2 anche allo hierourgos\u00bb<\/em>. <a href=\"#_ftn115\">[115]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"116\">Per Mertens, l\u2019<em>omonculus <\/em>che vomita le sue stesse carni simboleggia l\u2019espulsione delle parti molli dalla materia. Inoltre, il gesto di divorare le proprie carni, rimanda alla lenta consumazione delle propriet\u00e0 del metallo, sottoposto all\u2019azione dei vapori purificatori. <a href=\"#_ftn116\">[116]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"117\">Inoltre, sempre per Mertens, Zosimo potrebbe essersi ispirato, per formulare l\u2019idea dell\u2019<em>omonculus, <\/em>alla teofania del dio egizio Ptah, protettore degli orefici e capace di manifestarsi sotto forma di nano ipercefalo, dal ventre molle e dagli arti sproporzionati. Sempre Mertens specifica come in Egitto si trovino delle tombe dove sono raffigurati degli orefici sotto forma di nani. <a href=\"#_ftn117\">[117]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"118\">Ritornando a Jung, si deve notare come l\u2019autore svizzero, forte di una grande erudizione, richiami altri motivi legati alla circolarit\u00e0 dell<em>\u2019ouroboros<\/em>, come la forma del tempio \u2013 connessa all\u2019idea dell\u2019infinit\u00e0, poich\u00e9 priva dell\u2019inizio e della fine \u2013 e la separazione del caos nei quattro elementi, a sua volta equiparabile alla separazione dell\u2019acqua in quattro parti nel rito della benedizione delle fonti. Il tempio, <em>Imago <\/em>dell\u2019universo e quindi dell\u2019uomo, \u00e8 anche una metafora del lapis, perch\u00e9 la brillantezza della pietra, riconducibile all\u2019illuminazione spirituale, \u00e8 simbolo della Totalit\u00e0, ossia del cosmo. Il monolite splendente simboleggia anche il vaso ermetico, che secondo l\u2019opinione che Michael Maier attribuisce a Maria l\u2019Ebrea, sarebbe stato celato agli uomini, perch\u00e9 divino.  [<a href=\"#_ftn118\">118<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p id=\"119\">Per Mylius [<a href=\"#_ftn119\">119<\/a>] il vaso \u00e8 il principio stesso dell\u2019arte, per Lorenzo Ventura equivale alle madre del lapis, che chiama anche Luna. <a href=\"#_ftn120\">[120]<\/a> Ma il vaso ermetico rimanda anche all\u2019anima, perch\u00e9 quest\u2019ultima contiene un certo grado di umidit\u00e0, come rugiada. <a href=\"#_ftn121\">[121]<\/a> Secondo Dorneus, autore citato spesso da Jung, il vaso ermetico \u00e8 prodotto dalla quadratura del cerchio. <a href=\"#_ftn122\">[122]<\/a> Nel <em>Bahir,<\/em> i sei giorni della Creazione sono chiamati i \u00ab<em>sei bei vasi<\/em>\u00bb, mentre la <em>Shekina<\/em> \u00e8 anch\u2019essa paragonata ad un bellissimo vaso. <a href=\"#_ftn123\">[123]<\/a> Nella letteratura medievale, il vaso simboleggia il Graal; il vaso alchemico rappresenta il luogo delle meraviglie, che racchiude l\u2019elixir della vita: immagine che richiama, immediatamente, l\u2019associazione con l\u2019utero materno, l\u2019organo che regala la vita. <a href=\"#_ftn124\">[124]<\/a> Nel T<em>ractatus Aureus<\/em> <a href=\"#_ftn125\">[125]<\/a><em> <\/em>il vaso \u00e8 messo in relazione con un altro importante simbolo alchemico, il pellicano. Quest\u2019uccello acquatico ha colpito la fantasia degli alchimisti, perch\u00e9 si credeva che nutrisse i piccoli con la sua carne ed il suo sangue. Un\u2019immagine dell\u2019amore paterno e, dunque del Cristo \u2013 simbolo della natura umida che, secondo la fisica antica, moriva sotto il calore estivo per rinascere in inverno, richiamando cos\u00ec la resurrezione di Lazzaro e dello stesso Redentore <a href=\"#_ftn126\">[126]<\/a> \u2013 ma anche la circolarit\u00e0 dell\u2019autotrasformazione rigeneratrice, motivo che rimanda <em>all\u2019ouroboros<\/em>. Non sfugge per\u00f2 a Jung, come il vaso richiami anche il simbolismo della testa, equiparazione che conferma come il processo di trasmutazione alchemica concerneva essenzialmente la psiche e ribadisce come gli alchimisti con la loro arte \u2013 proiettando gli archetipi sulla materia \u2013 esprimevano le fondamenta di un\u2019inconsapevole proto-psicologia. Per Jung, in definitiva, il vaso alchemico \u00e8 una delle tante immagini che l\u2019alchimia ha elaborato del S\u00e9. Ione, giacente all\u2019interno dell\u2019altare-coppa, si trasforma, dunque, nell\u2019<em>omonculus<\/em>, che vomita e divora le sue stesse carni. Secondo Jung, \u00e8 dunque l\u2019<em>omonculus<\/em> a dover percorrere tutti gli stadi della trasformazione alchemica, passando dal rame all\u2019argento, all\u2019oro. Lo psicologo svizzero ricorda, come per l\u2019uomo moderno sia molto curiosa la raffigurazione del processo di perfezionamento e trasformazione interiore attraverso la lavorazione dei metalli: ma il motivo \u00e8 presente anche in diverse tradizioni, come il mazdeismo, dove secondo la tradizione \u00e8 Ahura Mazda a regalare a Zarathrustra la coppa dell\u2019onniscenza. Dopo aver assaporato il nettare divino, la prima cosa che Zarathrustra vede in sogno \u00e8 un albero formato da quattro metalli diversi, oro, argento, acciaio e ferro. <a href=\"#_ftn127\">[127]<\/a> Jung fa proprio il concetto di <em>partecipation mystique <\/em>di L\u00e9vy-Bruhl <a href=\"#_ftn128\">[128]<\/a> per spiegare le proiezioni alchemiche che portano a vivificare e personificare gli oggetti inanimati. Secondo l\u2019etnologo francese, la psiche \u201cprimitiva\u201d proietta i contenuti inconsci sui feticci, processo che permette di riconoscere e rendere accessibili i significanti dell\u2019Inconscio, previa un\u2019oggettivazione che reifica gli stessi. Qualcosa del genere, secondo lo psicologo svizzero, doveva avvenire anche nella psiche degli alchimisti: il vaso, La pietra, la tintura, ecc., sono tutti contenuti inconsci reificati. Per Jung anche il folklore e le fiabe popolari sui nanetti non significano altro che questa reificazione di contenuti inconsci .Del resto, sempre per Jung, la stessa idea del macrocosmo altro non \u00e8 che un\u2019estensione ed un\u2019elaborazione dell\u2019originaria <em>partecipation mystique<\/em> \u201cprimitiva\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p id=\"129\"><em>\u00abl\u2019idea dell\u2019uomo in quanto microcosmo, che in tutte le sue parti riproduce la terra o il cosmo (si vedano per esempio le melotesie medievali), \u00e8 un residuo dell\u2019identit\u00e0 psichica originaria, la quale corrisponde a uno stato di Coscienza prevalentemente crepuscolare\u00bb. <\/em><a href=\"#_ftn129\">[129]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"130\">Cos\u00ec come l\u2019uomo \u00e8 raffigurato come un microcosmo, simmetricamente il macrocosmo assume le fattezze umane, dove egli diventa un centro del cosmo, in grado di custodire il meraviglioso segreto del lapis.In molti testi alchemici, infatti, si ripete l\u2019asserzione <em>\u201ctu sei il minerale (tu es minera)\u201d<\/em> <a href=\"#_ftn130\">[130]<\/a><em>, <\/em>quasi che gli alchimisti in molti punti delle loro opere fossero stati realmente vicini a svelare il segreto dell\u2019Arte e a riconoscere che la materia arcana, altro non era che la stessa reificazione del principio d\u2019individuazione, in altre parole, il S\u00e9. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p id=\"_ftn79\">[79] Cfr.<strong> Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 222<strong>.<\/strong> <a href=\"#79\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn80\">[80] <strong>Cfr.<\/strong> <strong>Jung, <\/strong><em>Mysterium coniunctionis,<\/em> p. 286. <a href=\"#80\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn81\">[81] <strong>Cfr.<\/strong> <strong>Jung, <\/strong><em>Mysterium coniunctionis,<\/em> p. 286. <a href=\"#80\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn82\">[82] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia,<\/em> p. 91. <a href=\"#82\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn83\">[83<a id=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\">]<\/a> Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia,<\/em> p. 91. l\u2019opera da cui Jung trae la citazione \u00e8 <strong>Zosimo di Panopoli, <\/strong><em>Il primo libro del computo finale, <\/em>in <em>Visioni e risvegli, <\/em>a cura di A. Tonelli, par. 8.5 p.196. <a href=\"#83\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn84\">[84] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Mysterium coniunctionis, <\/em>p. 26. <a href=\"#84\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn85\">[85] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Mysterium coniunctionis, <\/em>p. 27. <a href=\"#85\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn86\">[86] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Mysterium coniunctionis, <\/em>p. 30. <a href=\"#86\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn87\">[87] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Mysterium coniunctionis, <\/em>p. 36. <a href=\"#87\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn88\">[88] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Mysterium coniunctionis, <\/em>p. 34. <a href=\"#88\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn89\">[89] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Mysterium coniunctionis, <\/em>pp. 38 \u201339. <a href=\"#89\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn90\">[90] Cfr.<strong> Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia,<\/em> pp. 93 \u201394. <a href=\"#90\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn91\">[91] <strong>Cfr. Jung, <\/strong><em>Studi sull\u2019alchimia,<\/em> pp. 94 \u201395. <a href=\"#90\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn92\">[92] <strong>Cfr.<\/strong> <strong>Jung, <\/strong><em>Studi sull\u2019alchimia,<\/em> p. 95. <a href=\"#92\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn93\">[93] Importante filosofo-alchimista, vissuto nell\u2019Egitto ellenistico, presumibilmente intorno al I. d. C. <a href=\"#93\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn94\">[94] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia,<\/em>p. 86. <a href=\"#93\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn95\">[95] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia,<\/em>p. 87. <a href=\"#95\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn96\">[96] Cfr. <strong>Pereira<\/strong>, <em>Arcana Sapienza<\/em>, pp. 59-61. <a href=\"#96\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn97\">[97] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia<\/em>, p. 122. <a href=\"#97\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn98\">[98] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia<\/em>, p. 375. <a href=\"#98\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn99\">[99] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia<\/em>, p. 374. <a href=\"#99\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn100\">[100] Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em><strong>, <\/strong>p. 222. <a href=\"#100\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn101\">[101] Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em><strong>, <\/strong>p. 222. <a href=\"#100\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn102\">[102] Cfr. <strong>Dizionario dei simboli<\/strong>,Bur, pp. 412-414. <a href=\"#102\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn103\">[103] Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em><strong>, <\/strong>p. 217. <a href=\"#103\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn104\">[104] Come ricorda R. Gu\u00e9non camminare sulle acque \u00e8 un segno di una raggiunta elevazione spirituale, in grado di trascendere il regno della gravit\u00e0 e della manifestazione fenomenica. Cfr. <strong>R. Gu\u00e9non<\/strong>,<em>Gli stati molteplici dell\u2019essere, <\/em>Adelphi, Milano 1996, pag. 105. <a href=\"#104\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn105\">[105] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia<\/em>, p. 100. <a href=\"#105\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn106\">[106] Cfr. <strong>Eliade<\/strong>, <em>Il sacro ed il profano,<\/em> pp. 35-37. <a href=\"#105\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn107\">[107] Cfr. <strong>Dizionario dei simboli<\/strong>,pp. 394-397. <a href=\"#105\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn108\">[108] Cfr.<strong> Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 222. <a href=\"#105\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn109\">[109] Cfr.<strong> Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 217. <a href=\"#109\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn110\">[110] Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 227. <a href=\"#110\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn111\">[111] Agatod\u00e9mone nella mitologia greca era uno spirito benefico del grano e delle vigne. Allo spirito venivano offerte libagioni di vino durante i pasti. Nell\u2019arte greca era rappresentato come un adolescente con una cornucopia ed una coppa in una mano, un papavero e spighe di grano nell\u2019altra. Nella tradizione ermetica, Agatod\u00e9mone assume spesso il ruolo di guida spirituale e ieorofania profetica. Cfr. <strong>A. S. Mercante<\/strong>, <em>Dizionario universale dei simboli, <\/em>Newton &amp; Compton, Milano 2001, pag. 32. <a href=\"#111\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn112\">[112] Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 45. <a href=\"#111\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn113\">[113] Cfr. <strong>Zosimo di Panopoli<\/strong>, <em>Visioni e risvegli, <\/em>a cura di A. Tonelli, p. 109, Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 46. <a href=\"#113\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn114\">[114] Cfr. <strong>Zosimo di Panopoli<\/strong>, <em>Visioni e risvegli, <\/em>a cura di A. Tonelli, p. 109; Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 47. <a href=\"#113\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn115\">[115] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 102. <a href=\"#115\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn116\">[116] Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 218. <a href=\"#116\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn117\">[117] Cfr. <strong>Mertens<\/strong><em>, Les alchimistes grecs, tome IV, 1\u00b0 parte<\/em>p. 219. <a href=\"#117\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn118\">[118] Cfr.<strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia<\/em>,p. 103. Il testo cui si riferisce Jung \u00e8 <strong>M. Maier<\/strong><em>, Symbola aureae mensae, <\/em>Frrancoforte 1616Michael Maier, esponente di spicco del c.d. movimento \u201crosacruciano\u201d, pubblic\u00f2 due importanti testi <em>Silentium post clamores <\/em>(1617) <em>Themis aurea <\/em>(1618), nei quali la confraternita dei Rosacroce \u00e8 presentata come una societ\u00e0 segreta fondata sullo studio dell\u2019alchimia. Maier \u00e8 ricordato soprattutto per il testo <em>Atalanta fugiens <\/em>(1617). Cfr. <strong>Pereira<\/strong>, <em>Arcana sapienza, <\/em>p. 235, e <strong>C. Mc. Intosh<\/strong><em>, Storia dei Rosacroce<\/em>, Piemme, Casale Monferrato (Al) 2001. <a href=\"#118\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn119\">[119] Il testo cui si riferisce Jung \u00e8 <strong>J. D. Mylius<\/strong>,<em> Philosophia reformata contnens libros binos <\/em>(Francoforte) 1622. Cfr.<strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 103. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn120\">[120] Il testo cui si riferisce Jung \u00e8 <strong>L. Ventura<\/strong><em>,<\/em> <em>De papide philosophico <\/em>in<em> Theatrum chemichum, <\/em>vol. II, 1571. Cfr.<strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 103. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn121\">[121] <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 103. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn122\">[122] Il testo cui si riferisce Jung \u00e8 <strong>Dorneus Gherardus<\/strong>, <em>congerie Paracelisicae <\/em>in <em>Theatrum chemicum <\/em>vol. I. Cfr.<strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 104. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn123\">[123] Cfr, <strong>Dizionario dei simboli<\/strong>, pp. 532-533. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn124\">[124] Cfr. <strong>Dizionario dei simboli<\/strong>, pp. 532-533. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn125\">[125] Cfr, <strong>H. Trismegistus<\/strong>, <em>Tractatus aureus de lapidis phliosophici secreto, cum scholiis<\/em> in <em>Theatrum chemicum, <\/em>vol IV. Cfr.<strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 104. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn126\">[126] Cfr. <strong>Dizionario dei simboli<\/strong>, pp.196-197. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn127\">[127] Cfr.<strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 107. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn128\">[128] Il testo citato da Jung \u00e8 <strong>L. L\u00e8vi \u2013Brhul<\/strong><em>, Les fonctions mentales dans les soci\u00e9t\u00e8s inf\u00e9rieures, <\/em>in <em>Travaux de l\u2019Ann\u00e9 sociologique<\/em>, Paris 1912. Cfr.<strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 109. <a href=\"#119\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn129\">[129] Cfr. <strong>Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 109. <a href=\"#129\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn130\">[130] Cfr.<strong> Jung<\/strong>, <em>Studi sull\u2019alchimia, <\/em>p. 112. <a href=\"#130\">^<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\" style=\"width:44px;height:70px\" width=\"44\" height=\"70\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8333\" style=\"width:44px;height:70px\" width=\"44\" height=\"70\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa sezione, analizzer\u00f2 diversi simboli onirici presenti nel sogno di Zosimo ed interpretati da Jung. Da notare come sia possibile ritrovare molti di questi simboli anche al di fuori della produzione onirica propriamente detta, ad esempio nell\u2019iconografia religiosa, nella produzione letteraria o nell\u2019elaborazione figurativa artistica. Jung e l\u2019Alchimia \/3 di Antonio D\u2019Alonzo Sommario : 1. Introduzione generale all&#8217;alchimia \u2013 2. Zosimo di Panopoli e le visioni del Peri aretes \u2013 3. 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