{"id":1803,"date":"2007-05-30T17:06:25","date_gmt":"2007-05-30T15:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1803"},"modified":"2023-09-25T14:20:51","modified_gmt":"2023-09-25T12:20:51","slug":"il-nichilismo-come-realizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1803","title":{"rendered":"Il nichilismo come realizzazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=88\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il deserto-nichilismo, dal filosofo tedesco identificato con la svalutazione di tutti i valori vigenti del mondo borghese-cristiano, \u00e8 un evento in fieri: non si pu\u00f2 semplicemente negarlo o combatterlo. Tentare di restaurare la vecchia scala di valori \u00e8 altrettanto superfluo, perch\u00e9 questi si disgregano dall&#8217;interno, si decompongono in sabbia: il mondo \u00abvero\u00bb \u00e8 diventato una favola. Non soltanto il mondo \u00abvero\u00bb \u2013 il dominio della metafisica \u2013 \u00e8 diventato una favola, ma anche il mondo \u00abapparente\u00bb \u00e8 altrettanto fallace.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Il nichilismo come realizzazione<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"44%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20308%20232'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/deserto.jpg\" width=\"308\" height=\"232\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/deserto.jpg\" width=\"308\" height=\"232\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"56%\">\n<p align=\"justify\">In un celebre passo, Nietzsche identifica il nichilismo con il deserto che avanza. La sabbia, evocata dalla metafora, richiama la polverizzazione degli ideali, il diventare-rovina degli antichi regni: <em>\u00ab<\/em><em>Incontrai un viandante da un&#8217;antica terra\/che disse: Due immensi arti di pietra, senza tronco\/ s&#8217;ergono nel deserto\u00bb<\/em>. Cos\u00ec Shelley in Ozymandias esenta il gusto romantico per le rovine, il malinconico ma consolante languore di chi, malgrado tutto, si scopre sopravvissuto al tempo. Si tratta dello stesso moto descritto da Lucrezio, quando dall&#8217;alto di un promontorio contempla l&#8217;inutile lotta di una nave tra i flussi delle onde in tempesta. Intimistico e cinico (ma umano) tepore di chi si sente al sicuro e scruta le sorti avverse altrui.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Al contrario, il passo di Nietzsche ci dice un&#8217;altra cosa. Il deserto sta per sommergerci, eppure non possiamo fatalmente abbandonarci alla furia della sabbia, o rifugiarci su un&#8217;altura per organizzare la nostra nuova vita come nomadi del deserto. Il suggerimento di Nietzsche ci sprona ad attraversare il deserto, non semplicemente a cercare rifugio. La distinzione tra chi con un atto di coraggio decide l&#8217;attraversamento dello spazio e del vuoto \u2013 nichilismo \u00abattivo\u00bb \u2013 e chi rimane dove si trova, nichilismo \u00abpassivo\u00bb.<\/p>\n<p>Il deserto-nichilismo, dal filosofo tedesco identificato con la svalutazione di tutti i valori vigenti del mondo borghese-cristiano, \u00e8 un evento in fieri: non si pu\u00f2 semplicemente negarlo o combatterlo. Tentare di restaurare la vecchia scala di valori \u00e8 altrettanto superfluo, perch\u00e9 questi si disgregano dall&#8217;interno, si decompongono in sabbia: il mondo \u00abvero\u00bb \u00e8 diventato una favola. Non soltanto il mondo \u00abvero\u00bb \u2013 il dominio della metafisica \u2013 \u00e8 diventato una favola, ma anche il mondo \u00abapparente\u00bb \u00e8 altrettanto fallace. Una conclusione che trova la sua analogia nella dottrina indiana di Maya, l&#8217;illusione che soggiace alla sfera del divenire. Mentre, per\u00f2, la filosofia indiana ci spinge a riconoscere l&#8217;illusione in quanto tale e a trascendere le dicotomie del divenire, Nietzsche ci sprona a reagire, ad attraversare il deserto, assumendolo come compito essenziale dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>La reazione non \u00e8 una svalutazione dell&#8217;esistenza mondana \u2013 sebbene non in tutte le dottrine indiane si presenta una sconfessione della prassi e dell&#8217;impegno karmico, pensiamo al buddhismo mahayana o al tantrismo \u2013 ma un invito a cercare un nuovo spazio dove fondare nuovi valori. Spazio che pu\u00f2 essere pensato come <em>a) <\/em> situato nel deserto o <em>b) <\/em> al di fuori di esso. Nel primo caso, prende consistenza la tesi heideggeriana che interpreta la filosofia di Nietzsche come massima espressione del nichilismo, assicurato dalla volont\u00e0 di potenza pensata come dominio della tecnica. Se lo spazio in cui fondare nuovi valori non \u00e8 al di fuori del deserto, ma soltanto qualche miglia pi\u00f9 in l\u00e0 e comunque sempre all&#8217;interno di esso, i valori che devono essere posti sono gli stessi del mondo capitalistico-tecnocratico. \u00c8 il trionfo della \u00absociet\u00e0 dello spettacolo\u00bb, come scrive Debord, in cui l&#8217;apparato ed il postmoderno hanno \u00abliquidato\u00bb \u2013 altra celebre definizione coniata da Baumann \u2013 le stesse categorie della nostra esperienza del mondo. In questo senso, se Nietzsche ha pensato di trasvalutare i valori senza avere oltrepassato le sabbie, allora ha effettivamente ragione Heidegger. Ma se, al contrario, facciamo nostra la seconda opzione, il mondo della tecnica \u00e8 ancora compreso nel deserto e noi siamo ancora in cammino verso nuovi territori. Condizione paradossale, questa tensione utopica verso un altrove, pensato come un topos escatologico che verifica ed accredita quanto fin qui accaduto: non era stato forse proprio lo stesso Nietzsche a sconfessare qualsiasi finalismo storicistico, riducendo la metafisica a mera favola? Come deve essere pensata, allora, questa seconda possibilit\u00e0, qualora si verifichi un&#8217;improvvisa nuova convergenza nel pensiero escatologico?<\/p>\n<p>Esiste forse una terza possibilit\u00e0, da elaborare in connessione con il pensiero dell&#8217;eterno ritorno. Secondo il noto passo della <em>Gaia Scienza <\/em>si tratta di rispondere ad un demone che ci presenta la possibilit\u00e0 che ogni attimo della nostra esistenza, cos\u00ec come la stiamo vivendo, si riproduca all&#8217;infinito, innumerevoli altre volte. La dottrina dell&#8217;amor fati era gi\u00e0 stata elaborata dallo stoicismo, non \u00e8 certo una teoria originale. Ma, Nietzsche dice che non basta volere semplicemente l&#8217;eterno ritorno dell&#8217;identico, si deve anche e soprattutto <em>amarlo <\/em>, desiderarlo intensamente. Con la differenza che l&#8217;universo degli stoici \u00e8 pensato e disciplinato da una mente razionale, mentre per il filosofo tedesco tutta l&#8217;esistenza \u00e8 intrinsecamente irrazionale, priva di una qualsiasi parvenza di ordine e giustizia.<\/p>\n<p>Alla luce di questa chiave di lettura, perch\u00e9 si dovrebbe desiderare di uscire dal deserto del nichilismo se ogni attimo della nostra vita deve essere amato? Non dobbiamo anche desiderare in eterno le sabbie del nulla? Quale strana situazione ci si presenta davanti, quale bizzarro conflitto tra lo sguardo ed il pensiero? Con lo sguardo cerchiamo la fine della distesa di sabbia, con il pensiero aneliamo, bramiamo il deserto. Il lettore di Nietzsche sa che il carattere asistematico del suo pensiero, rende improbabile qualsiasi facile appropriazione e riduzione unilaterale. Vi sono molti Nietzsche nell&#8217;opera di Nietzsche, ognuno deve ricercare il proprio, senza unilateralit\u00e0.<\/p>\n<p>A me sembra che lo sguardo non debba essere per forza proiettato in una direzione rettilinea, orizzontale. Se tutto ritorna, attraversare il deserto vuol dire lasciarsi alle spalle anche l&#8217;idea che dal deserto si pu\u00f2 veramente uscire. Vuol dire rinunciare alla speranza utopica dell&#8217;avvento di una nuova era, di una fine del nichilismo. Leggere il passo sul \u00abdeserto che avanza\u00bb attraverso la dottrina dell&#8217;eterno ritorno, significa constatare come l&#8217;oltrepassamento non riguarda tanto il deserto, quanto l&#8217;idea che sia possibile uscire dal deserto. Il nichilismo \u00e8 come un labirinto senza uscita: l&#8217;unica possibilit\u00e0 \u00e8 rinunciare a cercare l&#8217;uscita per cominciare ad amarlo.<\/p>\n<p>Abituarsi al labirinto del nichilismo, per\u00f2, implica necessariamente potenziarne i margini con la tecnica, o, forse, sentirsi talmente bene in esso da dimenticarlo? Ricordiamo la distinzione tra il nichilismo passivo e quello attivo. Il nichilista passivo si arrende all&#8217;avanzare del deserto, ne \u00e8 sommerso: atteggiamento che potrebbe coesistere con quello del postmoderno <em>homo tecnologicus<\/em>, il quale non nega pi\u00f9 il mondo, vi abita <em> e basta <\/em>. L&#8217;altro atteggiamento del nichilista attivo che attraversa il deserto per approdare all&#8217;idea che non vi \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 uscita, n\u00e9 deserto, non potrebbe coincidere con la <em>sublimazione <\/em>stessa del deserto? Il dire s\u00ec alla vita ed al deserto, non conduce dritto all&#8217;<em>oltrepassamento <\/em>delle sabbie del nichilismo? Credo che sia possibile presentare questa lettura alternativa del passo in questione, in raffronto ad un mero radicamento tecnocratico nel nichilismo o all&#8217;impossibilit\u00e0 di una tensione utopico-millenaristica venata da suggestioni new-age. Si deve abitare all&#8217;interno del deserto, sublimandolo nella mente, dicendo s\u00ec, per coglierne l&#8217;oltrepassamento. Oltrepassamento che supera, dissolve, la stessa contrapposizione tra nichilismo e volont\u00e0 di potenza, tra decadenza spirituale e utopismo millenaristico. Il nichilismo \u00e8, dunque, superato dall&#8217;interno.<\/p>\n<p>D&#8217;altro canto sappiamo che per Heidegger il nichilismo coincide con la stessa storia dell&#8217;Occidente, nella quale dell&#8217;essere non vi \u00e8 pi\u00f9 traccia. <em>Idea <\/em> (Platone), <em>en\u00e8rgeia <\/em> (Aristotele), <em>ens creatum <\/em> (teologia cristiana), <em>soggettivit\u00e0 <\/em> (Descartes), <em>monade <\/em> (Leibniz), <em>spirito <\/em> (Hegel), <em>volont\u00e0 di potenza <\/em> (Nietzsche), <em>gestell\/impianto <\/em> (tecnica). Il nichilismo come destino dell&#8217;Occidente, gi\u00e0 insito nella stessa dottrina platonica delle idee. Diversamente dal pensiero della Tradizione, per Heidegger la risposta al nichilismo non consiste in un ritorno alla metafisica: anzi quest&#8217;ultima deve essere considerata come la radice stessa dell&#8217;oblio dell&#8217;essere. Soffermiamoci sull&#8217;idea heideggeriana di tecnica. Il <em>gestell<\/em>, la tecnica \u00e8 il compimento del nichilismo ed al contempo la possibilit\u00e0 di un nuovo inizio. La tecnica, attirando l&#8217;attenzione sul pericolo insito nella sua essenza, richiama contemporaneamente l&#8217;attenzione sul proprio mistero e \u00absu ci\u00f2 che salva\u00bb (Cfr. M. Heidegger, <em>La questione della tecnica<\/em>, in <em>Saggi e discorsi<\/em>, Mursia, Milano, 1985). Come nel caso di Nietzsche, anche per Heidegger, il culmine del nichilismo, il momento pi\u00f9 basso, coincide con l&#8217;inizio della riscossa. Heidegger cita l&#8217;elegia di H\u00f6lderlin: <em>\u00abMa dove \u00e8 il pericolo, cresce\/Anche ci\u00f2 che d\u00e0 salvezza\u00bb<\/em> ( Cfr. M. Heidegger, <em>La poesia di H\u00f6lderlin <\/em>, Adelphi, Milano, 1988).<\/p>\n<p>\u00c8 una sorta di trasmutazione alchemica, dove alla nigredo segue l&#8217;albedo, poi la rubedo: nel mezzo del deserto nietzscheano inizia il superamento stesso del nichilismo, nel <em>gestell <\/em> (impianto) della tecnica heideggeriana inizia la salvezza. Con questa traiettoria si apre una prospettiva radicalmente diversa, dalle solite metafisiche della storia che vedono la salvezza nell&#8217;avvento di un nuovo Yuga o era cosmica. \u00c8 superata anche la concezione galimbertiana della tecnica ridotta a circolo autoreferenziale, dal quale \u00e8 impossibile uscire. Nella stessa <em>t\u00e8chne-nigredo <\/em> si cela la <em>t\u00e9chne-albedo <\/em>. Le possibilit\u00e0 intrinseche alla realt\u00e0 virtuale sono state presentate da Zolla in <em>Uscite dal mondo <\/em> (Cfr. E. Zolla, <em>Uscite dal mondo <\/em>, Aldelphi, Milano 1992), ma fin dagli anni ottanta si \u00e8 diffusa una particolare corrente neopagana che cerca di utilizzare la cibernetica per ricercare nuove possibilit\u00e0 spirituali. In particolare, il <em>Pop Magick <\/em>, il <em>tecnopaganesimo<\/em>, lo <em>sciamanesimo metropolitano<\/em>, attraverso gli scritti di Grant Morrison, Neil Gaiman, Phil Hine, Peter Carrol, Taylor Ellwood, ecc.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che queste nuove correnti pagane siano delle mere mode, destinate a scomparire presto, assorbite dall&#8217;industria culturale. Tuttavia, il compito del pensiero \u00e8 di analizzare la contemporaneit\u00e0, non quello di elaborare visioni messianiche o dottrine escatologiche. La lezione della contemporaneit\u00e0 \u00e8 che la tecnica, lungi dal realizzare semplicemente l&#8217;eclisse del sacro, la perdita del Centro ed il trionfo del nichilismo \u2013 sta producendo nuove forme di spiritualit\u00e0. Non siamo in grado di sapere quanto esse potranno durare, n\u00e9 dove ci condurranno. Ma non \u00e8 una buona ragione per etichettarle frettolosamente come \u00abcontroiniziazione\u00bb. Si deve attendere per capire le possibili evoluzioni o regressioni del fenomeno. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il deserto-nichilismo, dal filosofo tedesco identificato con la svalutazione di tutti i valori vigenti del mondo borghese-cristiano, \u00e8 un evento in fieri: non si pu\u00f2 semplicemente negarlo o combatterlo. 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