{"id":1806,"date":"2007-05-24T15:31:25","date_gmt":"2007-05-24T13:31:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1806"},"modified":"2023-09-25T14:21:10","modified_gmt":"2023-09-25T12:21:10","slug":"la-ragione-ermeneutica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1806","title":{"rendered":"La ragione ermeneutica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=88\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Se l&#8217;immaginario pu\u00f2 essere pensato come un arch\u00e9 sottratto alla dimensione del tempo, il logos non pu\u00f2 prescindere dalla filogenesi e dalla storicit\u00e0 dell&#8217;esperienza. Il pensiero deve sforzarsi di pensare criticamente il proprio tempo. Possiamo anche ammettere una facolt\u00e0 trascendente alla ragione speculativa, di solito denominata come nous o intelletto. Ma la possibilit\u00e0 di accertare la plausibilit\u00e0 di tale dimensione ontologica concerne piuttosto quello che rimane della mistica, non interessa pi\u00f9 la disciplina che designiamo comunemente con il nome di \u00abfilosofia\u00bb. Questa cesura da alcuni \u00e8 considerata una grave lacuna e da altri come un&#8217;inevitabile e fausta conseguenza del processo d&#8217;emancipazione antropologico promosso dalle scienze umane.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>La ragione ermeneutica<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<br \/>\ngrafica di Adriano Nardi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"36%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20243%20243'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-5958\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dialoghi-Filosofici.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"243\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5958\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dialoghi-Filosofici.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dialoghi-Filosofici.jpg 243w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dialoghi-Filosofici-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/noscript><br \/>\n<em><a href=\"#n1\">significato dell&#8217;immagine<\/a><\/em><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"64%\">\n<p align=\"justify\"><a name=\"1\"><\/a>La fenomenologia delle religioni contemporanea considera l&#8217;essenza umana come una monade indefettibile ed immutabile, riqualificandone la struttura epistemologica attraverso classificazioni alternative. Non pi\u00f9 \u2013 o non soltanto \u2013 <em>homo sapiens<\/em>, ma anche, e soprattutto, <em>homo religiosus<\/em>: dimensione spirituale trascendente rispetto ai processi di secolarizzazione e scristianizzazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;immaginario, ieri, oggi e domani, abita attraverso la dimensione dell&#8217;<em>homo religiosus<\/em>; in questa prospettiva, la laicizzazione contemporanea \u00e8 soltanto un fenomeno marginale ed incompleto: si tratta del rovesciamento speculare della dottrina marxista delle sovrastrutture. Se lo strutturalismo religioso che ha oggi in Julien Ries, il principale ed indiscusso esponente \u2013 tra le tante teorie che si richiamano all&#8217;antistoricismo diffuso nel dopoguerra \u2013 poggia le sue basi su apprezzabili fondamenta teoriche, presentando alcuni notevoli punti di forza, al contrario per la filosofia contemporanea \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile prescindere dalla storicizzazione della ragione.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In altre parole, se l&#8217;immaginario pu\u00f2 essere pensato come un arch\u00e9 sottratto alla dimensione del tempo, il logos non pu\u00f2 prescindere dalla filogenesi e dalla storicit\u00e0 dell&#8217;esperienza. Il pensiero deve sforzarsi di pensare criticamente il proprio tempo. Possiamo anche ammettere una facolt\u00e0 trascendente alla ragione speculativa, di solito denominata come nous o intelletto. Ma la possibilit\u00e0 di accertare la plausibilit\u00e0 di tale dimensione ontologica concerne piuttosto quello che rimane della mistica, non interessa pi\u00f9 la disciplina che designiamo comunemente con il nome di \u00abfilosofia\u00bb. Questa cesura da alcuni \u00e8 considerata una grave lacuna e da altri come un&#8217;inevitabile e fausta conseguenza del processo d&#8217;emancipazione antropologico promosso dalle scienze umane. In tutti i casi, questo \u00e8 lo stato attuale dell&#8217;arte.<\/p>\n<p>Ricordiamo, come nel dopoguerra sia stata teorizzata la fine della filosofia. In particolare:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">a)<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">L&#8217;idea stessa di una \u201cfine\u201d della filosofia \u2013 apparsa con il compimento sistematico del pensiero hegeliano \u2013 \u00e8 rielaborata con l&#8217;idea di un oltrepassamento della metafisica.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">b)<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Il pensiero filosofico, concepito come sapere esaustivo e sistematico \u00e8 articolato nella molteplicit\u00e0 delle scienze umane, considerate pi\u00f9 idonee a scandagliare i tradizionali campi d&#8217;indagine della filosofia classica.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">c)<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Il trionfo della tecnica rende inadeguato il vecchio sapere umanistico.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">d)<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">La nascita del postmoderno, che svuota le tradizionali categorie del pensiero metafisico, rende necessario un nuovo modo d&#8217;interrogare il mondo o l&#8217;essere, un pensiero \u201cironico\u201d o \u00abpostfilosofico\u00bb.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">e)<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">L&#8217;equiparazione del pensiero ad una molteplicit\u00e0 di \u201cgiochi linguistici\u201d compiuta da Wittgenstein, al quale fa da pendant \u201ccontinentale\u201d la teorizzazione di Heidegger di un <em>dichtendes Denken, <\/em>un pensiero \u00abpoetante\u00bb.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La consapevolezza dell&#8217;impossibilit\u00e0 di un sapere universale e metafisico, insieme alla necessit\u00e0 di elaborare un pensiero consono allo spirito del tempo e alla nuova condizione \u00abpostmoderna\u00bb o \u00abpostfilosofica\u00bb, mise in discussione la sopravvivenza dello stesso insegnamento filosofico nelle scuole secondarie. La filosofia appariva come una disciplina superata ed anacronistica, equiparabile ad altre dottrine che hanno segnato il passo rispetto ai nuovi ambiti di ricerca. Si pensava che anche la filosofia metafisicizzante dovesse trapassare nell&#8217;antropologia, nella psicologia, nella sociologia. La discussione sulla fine della filosofia \u00e8 andata avanti per un certo periodo, soprattutto in Francia, finch\u00e9 non si \u00e8 convenuto sulla necessit\u00e0 di mantenere in vita la vecchia disciplina che si era sviluppata all&#8217;interno della cultura occidentale. Nuove correnti di pensiero di tipo \u00abcontinentale\u00bb ed \u00abanalitico\u00bb hanno introdotto una nuova era nella storia del pensiero occidentale: l&#8217;\u00abermeneutica\u00bb, il \u00abpoststrutturalismo\u00bb, il \u00abdecostruzionismo\u00bb, il \u00abpostmodernismo\u00bb, la \u00abteoria critica\u00bb, la \u00abnuova epistemologia\u00bb, la \u00abfilosofia della mente\u00bb, il \u00abpratical reasoning\u00bb, la \u00abnuova retorica\u00bb, la filosofia \u00abpratica\u00bb, ecc.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, si \u00e8 deciso di mantenere anche il vecchio termine \u00abfilosofia\u00bb per richiamare un&#8217;idea stessa di continuit\u00e0 tra la speculazione dei Greci e l&#8217;era della Tecnica. Opzione che personalmente non condivido, in quanto penso che un qualunque prefisso \u00abpost-\u00bb avrebbe richiamato in modo efficace quelle soluzioni di continuit\u00e0 e quelle differenze epistemologiche che caratterizzano il pensiero contemporaneo, rispetto a quello antico o medievale. Al contrario, negli anni sessanta si \u00e8 preferito compiere una scelta diversa, mettendo l&#8217;accento sulla continuit\u00e0, piuttosto che sulla trasformazione e sulla frattura. Naturalmente, nel pensiero razionale non si deve ricorrere a principi apodittici o ad irrigidimenti dogmatici: le professioni di fede devono restare fuori del logos. Il pensiero filosofico o \u00abpostfilosofico\u00bb \u00e8 un seminario di discussione permanente. Non esistono corone che non possono essere deposte.<\/p>\n<p>Dopo questa breve introduzione, mi dedicher\u00f2 ad approfondire soprattutto l&#8217;ermeneutica filosofica, corrente nata in seno all&#8217;heideggerismo ed elaborata da Gadamer. L&#8217;ermeneutica non \u00e8 una vera e propria disciplina o metodologia, come del resto non lo sono le altre correnti. \u00c8 pi\u00f9 esatto dire che vi \u00e8 un gruppo di pensatori \u2013 i cui interessi e campi di ricerca sono eterogenei \u2013 che condividono alcune premesse. Precisamente:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"7%\">\n<p align=\"center\">1.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"93%\">\n<p align=\"justify\">La teoria della circolarit\u00e0 del conoscere.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">2.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">La riabilitazione del principio d&#8217;autorit\u00e0 e della tradizione.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">3.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Il mantenimento della distanza temporale.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">4.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">La struttura dialogica dell&#8217;interpretazione.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">5.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">L&#8217;orizzonte linguistico.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>1. Ogni processo conoscitivo si realizza attraverso dinamiche circolari, dove il pre-giudizio, lungi dal costituire una mera forma di chiusura ed ignoranza, acquista spessore gnoseologico in qualit\u00e0 di struttura dell&#8217;intuizione. Il pre-giudizio \u00e8 una componente pre-tematica, prospettica, opinativa che apre lo spazio dell&#8217;intuizione. La comprensione stessa \u00e8 spesso anticipata nel pre-giudizio soggettivo. In altre parole, molte volte i giudizi che formuliamo a livello inconscio si rivelano attendibili perch\u00e9 articolano l&#8217;orizzonte dell&#8217;interpretazione.<\/p>\n<p>2. L&#8217;autorit\u00e0 e la tradizione non devono essere ridotte a survivals della superstizione e dell&#8217;anacronismo, ma, al contrario, ad elementi costitutivi dello stesso orizzonte prodotto dalla continuit\u00e0 storica. Non ha senso respingere per principio l&#8217;autorit\u00e0 del Padre, poich\u00e9 un fondamento culturale non si stratifica per caso e non deve essere ignorato per partito preso. La tradizione deve essere ascoltata e, soltanto in un secondo tempo, eventualmente oltrepassata.<\/p>\n<p>3. La storicit\u00e0 della ragione non pu\u00f2 essere messa tra parentesi per calarsi empaticamente nel passato, come teorizzato dallo storicismo. Aprirsi al dialogo con Platone, significa essere consapevoli della distanza temporale che ci separa dal mondo greco; ma proprio per questo evitare d&#8217;incorrere nell&#8217;errore di produrre forzature storiche ed anacronismi, compiendo letture unilaterali ed ideologiche (es: la vulgata che identifica Platone come un nemico della democrazia, ecc.). Soltanto dalla consapevolezza della distanza che intercorre tra noi e Platone \u00e8 possibile aprirci allo spazio della comprensione e realizzare la fusione degli orizzonti temporali. Soltanto comprendendo che il testo \u00e8 il prodotto del pensiero di un filosofo ateniese del IV secolo a.C. \u2013 dal quale siamo separati da pi\u00f9 di duemila anni di storia \u2013 si rende possibile l&#8217;apertura dello spazio dialogico. \u00c8 proprio la consapevolezza della differenza storica e culturale che attualizza e rende contemporaneo il pensiero di Platone. Riconoscendolo nella sua specificit\u00e0 ci apriamo al suo pensiero.<\/p>\n<p>4. L&#8217;elogio della <em>phr\u00f2nesis<\/em>, della saggezza, e non soltanto della <em>gn\u00f3sis <\/em> della conoscenza. La <em>phr\u00f2nesis <\/em> \u00e8 una forma di conoscenza che si apre nello spazio dialogico della domanda e della risposta, in cui non si ricade in un sapere oggettivante-dottrinale, o cumulativo-descrittivo; ma, alla maniera dei dialoghi platonici, si evincono le conclusioni dalla singolarit\u00e0 delle specifiche situazioni (superamento di stereotipi del tipo \u201cTutti i X sono Y\u201d: \u201cTutti gli stranieri sono barbari\u201d. Attraverso la struttura dialogica si com-prende che vi sono stranieri colti e raffinati).<\/p>\n<p>5. L&#8217;esperienza della comprensione si apre nel linguaggio. Il linguaggio costituisce la struttura fondamentale che apre l&#8217;esperienza del Mondo. Certamente, vi sono istanze che trascendono la mera razionalit\u00e0 discorsiva, come l&#8217;intelletto noetico o l&#8217;immaginario. Ma la comprensione come spazio di conoscenza con-divisa, anche nel caso dell&#8217;intelletto noetico o dell&#8217;immaginario, si apre nel linguaggio. Non possiamo comprendere l&#8217;immaginario se non rendendolo linguaggio; lacaniamente, lasciando che l&#8217;Es parli e decifrandone il linguaggio.<\/p>\n<p>Accettando queste premesse teoretiche si ottiene la possibilit\u00e0 di aprire uno spazio dialogico con gli autori del passato. Superando i limiti dello storicismo cumulativo, secondo il quale possiamo capire un autore, prevalentemente, attraverso l&#8217;inquadramento del suo pensiero in quello successivo o antecedente, Platone attraverso Aristotele o, al contrario, Aristotele come evoluzione di Platone, ecc.<\/p>\n<p>Non si tratta pi\u00f9 soltanto di subordinare o rivendicare la priorit\u00e0 di un&#8217;opera, quanto di lasciare parlare il testo. Vantaggio inequivocabile nei confronti di tutti quegli autori decifrati attraverso la bussola dello storicismo o (anche peggio) attraverso le lenti dottrinali della metafisica. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n1\"><\/a><strong><em>Significato dell&#8217;immagine <\/em><\/strong> \u2013 L&#8217;illusione ottica contenuta nell&#8217;immagine propone un calice e due volti a confronto, che nel nostro caso \u00e8 di tipo dialettico. L&#8217;illusione \u00e8 di per s\u00e9 rappresentativa della relativit\u00e0 nell&#8217;approccio della ragione ad ogni soggetto concettuale indagato. E questo \u00e8 particolarmente vero per un&#8217;area tematica dedicata all&#8217;ermeneutica.<br \/>\nIl calice, simbolo del cuore come sede delle \u201caccumulazioni\u201d di conoscenza e saggezza, risulta a sua volta da un <em>vuoto <\/em> riempito da un sole, che come luce dell&#8217;intelletto illumina il pensiero (elemento aria) sul mare della conoscenza. &#8211; <em>Adriano Nardi <\/em>(<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se l&#8217;immaginario pu\u00f2 essere pensato come un arch\u00e9 sottratto alla dimensione del tempo, il logos non pu\u00f2 prescindere dalla filogenesi e dalla storicit\u00e0 dell&#8217;esperienza. Il pensiero deve sforzarsi di pensare criticamente il proprio tempo. Possiamo anche ammettere una facolt\u00e0 trascendente alla ragione speculativa, di solito denominata come nous o intelletto. Ma la possibilit\u00e0 di accertare la plausibilit\u00e0 di tale dimensione ontologica concerne piuttosto quello che rimane della mistica, non interessa pi\u00f9 la disciplina che designiamo comunemente con il nome di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5959,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-1806","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dialoghi-filosofici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1806"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9721,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1806\/revisions\/9721"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}