{"id":1828,"date":"2007-03-30T19:10:30","date_gmt":"2007-03-30T17:10:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1828"},"modified":"2023-09-25T14:23:14","modified_gmt":"2023-09-25T12:23:14","slug":"il-viandante-metafora-delluomo-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1828","title":{"rendered":"Il Viandante, metafora dell\u2019uomo contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=88\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Dialoghi Filosofici\" src=\"images\/topics\/Filosofia.jpg\" alt=\"Dialoghi Filosofici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>L\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 il signore della Natura, \u00e8 pi\u00f9 simile ad un viandante che passa, osserva e cerca di assimilare ci\u00f2 che vede: l\u2019ergersi trionfale del titanico apparato tecnologico. Il viandante che ha rinunciato ad abitare nella comunit\u00e0 delle macchine fa professione di irriducibile nichilismo e tuttavia rivolge un\u2019attenzione vigile all\u2019inesorabile crescita del deserto spirituale circostante. Non crede quasi pi\u00f9 in nulla, ma ha la capacit\u00e0 di gettare uno sguardo sulle cose che anima ed illumina.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Il Viandante, metafora dell&#8217;uomo contemporaneo<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"39%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20263%20333'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Viandante.jpg\" width=\"263\" height=\"333\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Viandante.jpg\" width=\"263\" height=\"333\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"61%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>La crisi nichilista della cultura occidentale esprime, nella contemporaneit\u00e0, l&#8217;apogeo dell&#8217;autoreferenzialit\u00e0. Una testimonianza di questo fenomeno si trova nel linguaggio ordinario influenzato dal massiccio bombardamento mediatico, che non lascia spazio \u2013 non diciamo alla speculazione \u2013 ma a qualche enunciato che abbia la parvenza di un&#8217;argomentazione e non sia la solita sterile vacua imitazione di modelli televisivi. In questa era di \u201cdesertificazione spirituale\u201d domina incontrastato l&#8217;apparato della tecnocrazia, che elevando ad unico scopo dell&#8217;esistenza il proprio autopotenziamento tecnico, dissolve la storia nel fluire insignificante del tempo. Secondo la concezione biblica il tempo \u00e8 una linea retta che conduce ad un fine (<em>\u00e9schaton<\/em>), ovvero alla venuta del regno di Dio, in cui si risolver\u00e0 la storia, corruzione temporale originata dal peccato primordiale. Il tempo dell&#8217;era moderna \u00e8 rettilineo perch\u00e9 abbiamo assimilato la trasformazione romana e giudaico-cristiana del divenire greco.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il tempo della scienza moderna \u00e8 dominato da un fine, assicurare il trionfo dell&#8217;uomo sulla natura, il tempo dell&#8217;utopia dal raggiungimento della societ\u00e0 \u201cgiusta\u201d e ugualitaria. La scienza e l&#8217;utopia, proiettano alla fine del tempo un fine ultimo, trasformando il divenire irrazionale in storia: entrambe sono debitrici alle radici giudaico-cristiane. Ora, la tecnica rende possibile la fine della storia, non perch\u00e9 restaura la concezione greca del tempo circolare, ma perch\u00e9 mantenendo il paradigma rettilineo non pone un fine ultimo al di fuori del tempo, ma <em>nel <\/em>tempo, anzi nel tempo immediato: il potenziamento infinito del proprio apparato.<\/p>\n<p>L&#8217;unico fine \u00e8 in realt\u00e0 quello che dovrebbe essere un mezzo: il perfezionamento della tecnica come <em>mezzo <\/em> per raggiungere il benessere diventa il <em>fine<\/em>, cui il benessere sociale \u2013 trasformato in <em>mezzo \u2013 <\/em>deve tendere. Rovesciando i fini in mezzi, la tecnica trasforma la storia in un fluire insignificante del tempo, dove l&#8217;unico scopo \u00e8 la crescita dell&#8217;apparato con le sue novit\u00e0 tecnologiche, presto dichiarate obsolete e soppiantate da altre pi\u00f9 avveniristiche, proprio perch\u00e9 inutili ai fini dell&#8217;economia della vita quotidiana.<\/p>\n<p>La tecnica non avalla pi\u00f9 il <em>continuum <\/em>di un&#8217;azione storica che conduce ad un fine ad essa estrinseca, con il quale giustificare la persistenza dell&#8217;azione (sia tale fine la Parusia , il trionfo della societ\u00e0 perfetta, o il dominio sulla natura). La tecnica pone dei fini all&#8217;interno dell&#8217;immediato, mezzi trasformati in fini e posti per essere subito superati da altri, considerati migliori (le novit\u00e0 tecnologiche). Tutto questo in un processo infinito che infrange il sogno di una storia umana, trasformandola nell&#8217;idea di un indefinito e alienante percorso di progresso tecnologico.<\/p>\n<p>Nell&#8217;era del dominio tecnocentrico, l&#8217;uomo perde cos\u00ec la sua essenza di <em>animal rationalis <\/em>, in quanto si trova immerso in un macrocosmo di informazioni e nozioni specialistiche che nessun singolo pu\u00f2 interamente possedere. Si rende cos\u00ec necessaria la divisione specialistica dei saperi che priva l&#8217;uomo dell&#8217;universalit\u00e0 della conoscenza e gli impedisce di poter gettare uno sguardo d&#8217;assieme sul mondo circostante. L&#8217;uomo diventa cos\u00ec l&#8217;abitante spaesato di un mondo tecnologico da lui interamente creato, ma che ormai gli \u00e8 diventato estraneo. Egli attraversa lo spazio circostante e si trova ad affondare in un oceano mediatico, di cui non riesce interamente a comprendere il significato, ma che agisce in modo subliminale sul suo inconscio. A causa della divisione dei saperi, l&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 ritornato a guardare il proprio cosmo con lo stesso sguardo stranito con cui il suo antenato preistorico scrutava il dispiegarsi di fronte a lui di un mondo estraneo ed ostile: ha perduto il possesso della terra e lo ha ceduto alle macchine.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 il signore della Natura, \u00e8 pi\u00f9 simile ad un viandante che passa, osserva e cerca di assimilare ci\u00f2 che vede: l&#8217;ergersi trionfale del titanico apparato tecnologico. Il viandante che ha rinunciato ad abitare nella comunit\u00e0 delle macchine fa professione di irriducibile nichilismo e tuttavia rivolge un&#8217;attenzione vigile all&#8217;inesorabile crescita del deserto spirituale circostante. Non crede quasi pi\u00f9 in nulla, ma ha la capacit\u00e0 di gettare uno sguardo sulle cose che anima ed illumina. Nietzsche descrive bene questa condizione di solerte vigilanza, nella sua teorizzazione di un nichilismo attivo, perfetto, che assuma su di s\u00e9 la consapevolezza della fine dei valori tradizionali e possa permettere all&#8217;uomo di attraversare il \u201cdeserto che cresce\u201d del nichilismo.<\/p>\n<p>Il nichilismo passivo, al contrario, \u00e8 la passiva accettazione della crisi spirituale dell&#8217;epoca, ed \u00e8 tipico di chi si limita a subire passivamente il Nulla; senza pi\u00f9 il coraggio \u2013 che \u00e8 proprio del viandante \u2013 di osservare, passare e preparare l&#8217;alba di un nuovo inizio. Il viandante proprio perch\u00e9 non abita pi\u00f9 in nessun luogo, pu\u00f2 nel suo incessante peregrinare assimilare la frantumazione dei saperi, e riproporre l&#8217;aspirazione all&#8217;universalit\u00e0 della conoscenza, che oggi pu\u00f2 realizzarsi soltanto attraverso una nuova ermeneutica che riesca a correlare il linguaggio del logos e del mythos.<\/p>\n<p>Oltre a Nietzsche, un&#8217;altra possibile lettura del pellegrinaggio spirituale \u00e8 stata elaborata da Hermann Hesse. In <em>Il lupo della Steppa<\/em>, Hesse pensa che la panacea in grado di curare la lacerazione psichica del suo viandante \u2013 rappresentato da un intellettuale di cinquanta anni incapace di far convivere nella sua anima cultura e pulsionalit\u00e0 \u2013 sia di discendere dalle vette dello spirito per tuffarsi nel fluire irrazionale del divenire, abbandonandosi alla gioiosa imprevedibilit\u00e0 della vita. Anche in <em>Siddharta <\/em>il tema \u00e8 speculare.<\/p>\n<p>Dopo tanto peregrinare, il protagonista arriva alla meta della ricerca, che non \u00e8 altro che l&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;Io e del Mondo, abbandonandosi al fiume eracliteo, alla magica sinfonia del creato. Il percorso del viandante per Hesse \u00e8 sempre lo stesso, dalla cultura alla vita, ed \u00e8 simbolicamente ribadito nell&#8217;abbandono di Castalia da parte dell&#8217;asceta della conoscenza, Josef Knecht, che per incontrare la vita ordinaria esce dalla propria torre di avorio e si riappropria dell&#8217;umanit\u00e0 perduta.<\/p>\n<p>Il significato simbolico della figura del viandante \u00e8 racchiuso nell&#8217;idea di perdita del controllo dell&#8217;alterit\u00e0, che costringe a rimettersi in giuoco e a confrontarsi con un vitalismo che ribadisce la priorit\u00e0 del vitalismo fenomenico, la sua irriducibilit\u00e0 alle categorie puramente astratte della ragione. \u00c8, in fondo, la metafora dell&#8217;estraneamento spirituale dell&#8217;uomo contemporaneo che abita il Mondo della tecnica. \u00c8 l&#8217;attraversare un Mondo, improvvisamente diventato estraneo, nell&#8217;attesa di una riappropriazione, pi\u00f9 utopica che pianificabile. Il vagabondare del viandante pu\u00f2 rimandare anche ad un&#8217;ulteriore significazione, dove il viaggio diventa allegoria del cammino spirituale, che cerca e trova alla fine se stesso nel mondo delle cose oggettivate. Per Hegel nella <em>Fenomenologia dello spirito<\/em>, la coscienza, che ancora ignora, intraprende il suo cammino per giungere alla scienza dell&#8217;Assoluto stesso. Nel neoplatonismo il viaggio per mare simboleggia il cammino iniziatico che l&#8217;anima compie per arrivare alla conoscenza.<\/p>\n<p>Nell&#8217;induismo il viaggio \u00e8 simboleggiato dal Samsara, l&#8217;infinita concatenazione di nascite-morti- rinascite che l&#8217;anima subisce per poter realizzare la Moksha o Mukti, la Liberazione. Anche il buddismo popolare ha prodotto innumerevoli storie di viaggi spirituali, anche ultraterreni. Leggendari sono i viaggi nel mondo sotterraneo di personaggi della mitologia buddista come Devadatta o il Bodhisattva Kuan-Yin. Nello sciamanismo, lo stregone effettua dei viaggi estatici nella terra degli spiriti, per ottenere la guarigione del malato o acquisire la protezione del villaggio. Nell&#8217;islamismo, il 27 del mese di <em>ragab<\/em>, Maometto viene rapito dall&#8217;arcangelo Gabriele e portato dalla Mecca a Gerusalemme. Durante questo viaggio notturno egli riesce miracolosamente a salire nei sette cieli dove incontra Adamo, Giovanni e Ges\u00f9, Giuseppe, Idris, Aronne, Mos\u00e8 e Abramo. Prima del suo ritorno sulla terra il fondatore dell&#8217;Islam ottiene una riduzione dei doveri originariamente imposti da Allah ai fedeli.<\/p>\n<p>In ambito letterario, il viaggio \u00e8 stato il simbolo controculturale per eccellenza. Ricordiamo la beat-generation ed i figli dei fiori che a cavallo tra gli anni sessanta e settanta sognavano la fuga verso sconfinati spazi e praterie del possibile: <em>On the road <\/em>di Kerouac \u00e8 il manifesto di un&#8217;intera generazione.<\/p>\n<p>Nella nostra cultura, un&#8217;altra figura di viaggiatore leggendario \u00e8 naturalmente Ulisse, e anche di questo mitico eroe si sono fornite interpretazioni molteplici e variegate chiavi di lettura sul significato del suo viaggio. Ci limiteremo, per ragioni di spazio, alle due pi\u00f9 celebri e contrastanti fra loro: quella della scuola di Francoforte e quella di James Joyce.<\/p>\n<p>Nella <em>Dialettica dell&#8217;illuminismo, <\/em>Horkheimer e Adorno postulano nel personaggio di Odisseo il simbolo dell&#8217;infanzia dell&#8217;umanit\u00e0, che nel viaggio si forma come soggetto razionale, contrapponendosi alla natura e dominandola. Odisseo compie un viaggio per mare \u2013 nella psicanalisi, simbolo dell&#8217;inconscio \u2013 combattendo e sconfiggendo mostri, ciclopi, creature fantastiche. Egli \u00e8 soverchiato dalla potenza di questi terribili avversari, nondimeno riesce a vincere con la sottile arma dell&#8217;astuzia: \u00e8 il trionfo del logos sulla forza del mito. L&#8217;errare di Odisseo riecheggia, quindi, la simbolica celebrazione del primo trionfo della neonata Ragione occidentale formatasi nella vittoriosa lotta contro le creature del mito. Alla fine del viaggio, la Ragione ha sconfitto la paura irrazionale della Natura, non pi\u00f9 scrigno segreto di orrori e magie, ma terra di conquista da parte del logocentrismo occidentale.<\/p>\n<p>Proponendo una lettura del viaggio omerico assolutamente antitetica, James Joyce incorona \u2013 come Horkheimer e Adorno \u2013 Ulisse simbolo della modernit\u00e0, ma, al contrario dei francofortesi, inscrive in lui la cifra della dissoluzione contemporanea della soggettivit\u00e0, rintracciando nelle peripezie dell&#8217;eroe la deflagrazione della discorsivit\u00e0 razionale e l&#8217;apoteosi dell&#8217;inconscio. L&#8217;<em>Ulisse <\/em> diventa cos\u00ec il tragicomico racconto di una giornata interminabile di un ebreo irlandese Leopold Bloom a spasso per Dublino, nel cui inconscio risuonano tutti i rumori, gli strepiti, le grida, i pensieri e le percezioni della citt\u00e0. Joyce con l&#8217;aiuto di tecniche innovative mutuate dalla psicanalisi come lo <em>Stream of Consciousness<\/em>, riesce a descrivere la perdita dello spessore di senso e la crisi del soggetto moderno aggredito dal frastuono nichilista e dal caos di un Mondo privo di direzione.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi due paradigmi antinomici del viaggio dell&#8217;eroe omerico: il primo celebra il trionfo della nascente razionalit\u00e0 moderna, il secondo la sua dissoluzione e decostruzione.<\/p>\n<p>Un altro autore la cui opera \u00e8 indissolubilmente legata all&#8217;idea del viaggio, come allegoria di libert\u00e0 mentale e confronto-incontro con l&#8217;Altro, \u00e8 Bruce Chatwin. Nei suoi libri vi \u00e8 un&#8217;originale commistione e con-fusione di resoconti di viaggio, elementi autobiografici, creazioni letterarie, racconti storici, fantasticherie. Il reale si mescola con il fantastico e l&#8217;atto dell&#8217;esplorazione fisica si confonde e si annulla con l&#8217;esperienza del vagabondaggio mentale. Chatwin \u00e8 alla perenne ricerca di terre lontane e inesplorate, agli antipodi della civilt\u00e0 moderna, dove incontrare l&#8217;Altro non significa ricondurlo nella cerchia rassicurante dell&#8217;identit\u00e0 tautologica, operare un movimento interno di rassicurante rafforzamento ed esclusione del diverso, come se il riconoscimento dell&#8217;inferiorit\u00e0 apparente dell&#8217;\u201cesotico\u201d garantisse la certezza etnocentrica dell&#8217;identit\u00e0 occidentale. L&#8217;Io dal confronto con l&#8217;Altro trae motivi di arricchimento della soggettivit\u00e0 \u2013 non pi\u00f9 arroccata in una massiccia, ma sterile difesa della logica identitaria \u2013 attraverso una dialettica infinita tesa ad assimilare ci\u00f2 che nel diverso permette di potenziare l&#8217;identico, rispettandolo come tale e senza pretendere di annullarlo o di soffocarlo in un <em>Aufhebung<\/em>* hegeliano.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Aufhebung <\/strong> \u2013 termine tedesco difficilmente traducibile (in italiano si ricorre in genere a \u00absuperamento\u00bb) perch\u00e9 ha un duplice senso: \u00abconservare, mantenere\u00bb, e insieme \u00abmetter fine, toglier via\u00bb. Proprio per la compresenza di significati contrari in un&#8217;unica parola, Hegel la assume a designazione della dialettica, per indicare cio\u00e8 una negazione che non sia nullificazione o abolizione. L&#8217;<strong>A<\/strong>. si ha allorch\u00e9 una determinazione concettuale venga pensata in unit\u00e0 con il suo opposto (scienza della logica).<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Il viaggio diventa, quindi, con Chatwin l&#8217;allegoria dell&#8217;esplorazione spirituale e ci permette di chiudere la nostra carrellata sui cantori del vagabondaggio intellettuale con un rapido cenno alla psicologia del profondo junghiana.<\/p>\n<p>Jung fu un grande studioso di esoterismo, astrologia, alchimia, occultismo e mitologia. Nelle ricerche di Jung \u00e8 vivido il tentativo di mediare tra il conscio e l&#8217;inconscio, l&#8217;Io e l&#8217;Es, per realizzare l&#8217;unit\u00e0 androgina ed archetipica. Nell&#8217;ideale alchemico della congiunzione e della trasformazione degli elementi, Jung ha riconosciuto una dinamica analoga a quella del processo d&#8217;individuazione, ovvero alla formazione e al divenire del S\u00e9. Il tentativo di realizzare e riconoscere l&#8217;identit\u00e0 tra microcosmo e macrocosmo non \u00e8 altro che la proiezione allegorica della ricomposizione del conflitto e della scissione tra l&#8217;Io e l&#8217;inconscio. \u00c8 il principio d&#8217;individuazione che attiene al divenire del S\u00e9: in questo senso \u00e8 la riproposizione demitizzata di quel processo che la letteratura e la mitologia hanno simbolicamente indicato nel viaggio come allegoria della ricerca dell&#8217;armonia e della sintesi psichica.<\/p>\n<p>Il viaggio, quindi, diventa la ricerca di radici e d&#8217;identit\u00e0. Ma nel viaggio, in realt\u00e0, l&#8217;Io \u00e8 l&#8217;Altro. L&#8217;essenza del viaggio \u00e8 trovare il S\u00e9, ma come Altro.<\/p>\n<p>Questo ci ricollega con l&#8217;assunto dal quale siamo partiti, quando abbiamo indicato nella figura del viandante la metafora della crisi contemporanea. Ora se il viandante \u00e8 l&#8217;emblema dell&#8217;estraneamento nichilistico, in qualche misura, egli \u00e8 anche la cifra del suo tentativo di superamento. Il girovagare del viandante inscrive la traccia nel sogno umanistico di un neoecumenismo culturale, ma questa nuova sintesi non pu\u00f2 avverarsi senza abbandonare la propria identit\u00e0 solipsistica e incontrare l&#8217;Altro. Solo dal confronto e incontro con il Totalmente Altro, con il Diverso, si pu\u00f2 superare l&#8217;impasse spirituale e costruire una nuova una nuova cultura. Questo significa avvicinarsi a tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato rimosso dalla cultura occidentale, aprirsi all&#8217;esplorazione di quei margini che costituiscono il Fuori dell&#8217;apparato tecnologico, cercare nuove forme e nuovi percorsi. Ma a differenza dello sterile pensiero controculturale, l&#8217;apertura deve essere realizzata senza rinunciare al tentativo di una forte teorizzazione che pu\u00f2 trovare la giustificazione solo in un&#8217;autentica <em>bildung*. <\/em>\u00c8 un andare verso l&#8217;Altro senza intenti coercitivi, ma neanche dissolvendosi nell&#8217;estraneit\u00e0 o liquidando l&#8217;identit\u00e0 nell&#8217;ibridismo multiforme delle mode, il cui livellante assecondare le capacit\u00e0 medie delle folle finisce per essere una nuova forma di massificazione, a discapito di ogni vera apertura sincretica. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Bildung <\/strong> \u2013 Termine tedesco che significa \u00abcultura\u00bb, \u00abformazione\u00bb, \u00abeducazione\u00bb<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5>Bibliografia<\/h5>\n<p>Galimberti, <em>Psiche e techne<\/em>, Feltrinelli.<\/p>\n<p>Nietzsche, <em>Opere complete <\/em>( a cura di G. Colli e M. Montinari) Adelphi.<\/p>\n<p>Hesse, <em> Il lupo della steppa<\/em>, Mondadori.<\/p>\n<p>Hesse, <em>Siddharta<\/em>, Adelphi.<\/p>\n<p>Hesse, <em>Il giuoco delle perle di vetro<\/em>, Mondadori.<\/p>\n<p>Hegel, <em>Fenomenologia dello spirito<\/em>, La Nuova Italia.<\/p>\n<p>De Places, <em>Platonismo e tradizione cristiana<\/em>, Celuc.<\/p>\n<p>Filippani &#8211; Ronconi, <em>Upanisad antiche e medie<\/em>, Bollati Boringhieri.<\/p>\n<p>Duyvendak, <em>A Chinese \u201cDivina Commedia\u201d<\/em>, Leiden.<\/p>\n<p>Eliade, <em>Lo sciamanismo<\/em>, ed. Mediterranee.<\/p>\n<p>Eliade, <em>Trattato di storia delle religioni, <\/em>Bollati Boringhieri.<\/p>\n<p>Kerouac, <em>On the road, <\/em>Mondadori.<\/p>\n<p>Horkheimer, Adorno, <em> Dialettica dell&#8217;illuminismo, <\/em>Einaudi.<\/p>\n<p>Joyce, <em>Ulisse<\/em>, Mondadori.<\/p>\n<p>Chatwin, <em>In Patagonia, <\/em>Adelphi.<\/p>\n<p>Jung, <em>Opere, <\/em>Boringhieri.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 il signore della Natura, \u00e8 pi\u00f9 simile ad un viandante che passa, osserva e cerca di assimilare ci\u00f2 che vede: l\u2019ergersi trionfale del titanico apparato tecnologico. Il viandante che ha rinunciato ad abitare nella comunit\u00e0 delle macchine fa professione di irriducibile nichilismo e tuttavia rivolge un\u2019attenzione vigile all\u2019inesorabile crescita del deserto spirituale circostante. Non crede quasi pi\u00f9 in nulla, ma ha la capacit\u00e0 di gettare uno sguardo sulle cose che anima ed illumina. Il Viandante, metafora [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5879,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-1828","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dialoghi-filosofici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1828"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1828\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9726,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1828\/revisions\/9726"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5879"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}