{"id":1835,"date":"2007-03-02T16:57:31","date_gmt":"2007-03-02T15:57:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1835"},"modified":"2023-10-19T18:56:04","modified_gmt":"2023-10-19T16:56:04","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-4-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1835","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 4.2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Paradigmi teoretici del fenomeno Ipnosi<\/strong><\/p>\n<p>16. Perdita dell\u2019orientamento generalizzato della realt\u00e0. \u2014 17. Teoria dello sviluppo interattivo. \u2014 18. Teoria neo dissociativa. \u2014 19. La logica della trance. \u2014 20. Role-enactment.<\/p>\n<p>Sviluppando un concetto di White, la perdita dell\u2019orientamento generalizzato della realt\u00e0 per Shor \u00e8 l\u2019essenza dell\u2019ipnosi. Mentre la spinta motivazionale serve per comprendere la relazione ipnotica, tuttavia la \u00abvera\u00bb ipnosi \u00e8 caratterizzata da cambiamenti cognitivi del soggetto nella situazione ipnotica.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 4.2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Capitolo IV \/ Paradigmi teoretici del fenomeno Ipnosi<\/h4>\n<p><strong>Sommario<\/strong>: 1. Introduzione. \u2014 2. Teorie fisiologiche. \u2014 3. Ipnosi come sonno lucido. \u2014 4. Risposta condizionata. \u2014 5. Dissociazione. \u2014 6. Teoria dei tre fattori. \u2014 7. Sonno base. \u2014 8. Particolare stato psicofisico. \u2014 9. Labilizzazione del campo percettivo. \u2014 10. Comportamento diretto ad uno scopo in uno stato alterato della persona. \u2014 11. Transfert e riattivazione del complesso di Edipo. \u2014 12. Riduzione delle frontiere dell&#8217;Io. \u2014 13. Reazione psicosomatica. \u2014 14. Autoesclusione dell&#8217;Io. \u2014 15. Regressione al servizio dell&#8217;Io. \u2014 <a href=\"#p16\">16. Perdita dell&#8217;orientamento generalizzato della realt\u00e0.<\/a> \u2014 <a href=\"#p17\">17. Teoria dello sviluppo interattivo.<\/a> \u2014 <a href=\"#p18\">18. Teoria neo dissociativa.<\/a> \u2014 <a href=\"#p19\">19. La logica della trance.<\/a> \u2014 <a href=\"#p20\">20. Role-enactment.<\/a> \u2014 21. Teoria cognitivo-comportamentale. \u2014 22. I paradigmi nella scienza. \u2014 23. Il paradigma tradizionale \u2014 24. Il paradigma alternativo. \u2014 25. Punti di contatto tra i due paradigmi. \u2014 26. Ipnotizzabilit\u00e0: tratto o capacit\u00e0?. \u2014 27. Ipnosi ed altri stati di coscienza.<\/p>\n<h5><a name=\"p16\"><\/a>16 \u2014 Perdita dell&#8217;orientamento generalizzato della realt\u00e0<\/h5>\n<p>Sviluppando un concetto di White, <strong><em>la perdita dell&#8217;orientamento generalizzato della realt\u00e0 <\/em><\/strong>per Shor \u00e8 l&#8217;essenza dell&#8217;ipnosi. <a name=\"36\"><\/a>Mentre la spinta motivazionale serve per comprendere la relazione ipnotica, tuttavia la \u00abvera\u00bb ipnosi \u00e8 caratterizzata da cambiamenti cognitivi del soggetto nella situazione ipnotica (<a href=\"#n36\">36<\/a>).<\/p>\n<p>Shor ha definito l&#8217;orientamento generalizzato della realt\u00e0 come esistente nel normale stato di coscienza e quale status che fornisce la struttura del background che regge, interpreta e da significato a tutte le esperienze. La perdita dell&#8217;usuale orientamento generalizzato della realt\u00e0 non \u00e8 specifica dell&#8217;ipnosi, ma pu\u00f2 verificarsi anche in altri tipi di comportamento. <em>Esperienze mistiche <\/em> e certi stati patologici sono altri accadimenti dove l&#8217;orientamento generalizzato della realt\u00e0 \u00e8 intaccato.<\/p>\n<p>L&#8217;orientamento generalizzato della realt\u00e0 richiede uno sforzo attivo per mantenerla. Quando questo manca, l&#8217;orientamento scivola sempre pi\u00f9 nel background di attenzione, e diviene dal punto di vista funzionale, meno valido. La perdita dell&#8217;orientamento si verifica quando diveniamo cos\u00ec assorbiti da un aspetto della realt\u00e0 che il resto temporaneamente scompare.<\/p>\n<p>Le procedure ipnotiche di induzione, tendono a creare una situazione in cui il soggetto focalizza l&#8217;attenzione su un fuoco limitato, cio\u00e8 permette che un orientamento pi\u00f9 generale sia ignorato. Questo non significa che in uno stato di trance l&#8217;orientamento generale della realt\u00e0 non sia utilizzabile; si tratta di una utilizzabilit\u00e0 relativa per la percezione cosciente, e il grado di utilizzazione indica la profondit\u00e0 della trance.<\/p>\n<p>Shor definisce l&#8217;ipnosi come la somma di due processi fondamentali: quello di un orientamento speciale e temporaneo verso un fuoco limitato, e quello di relativa scomparsa dell&#8217;orientamento generale della realt\u00e0 in una inconsapevolezza non funzionale. Quando ci\u00f2 avviene esistono allora altre possibilit\u00e0 di comportamento che definiamo come tipiche della trance. Particolari orientamenti (compiti ipnotici) diventano cos\u00ec la sola \u00abrealt\u00e0 per il soggetto\u00bb.<\/p>\n<p>Shor definisce un buon soggetto ipnotico come colui che \u00e8 capace di rinunciare, volutamente, e per una certa estensione, al suo normale orientamento della realt\u00e0, e che contemporaneamente costituisce un nuovo e speciale orientamento della realt\u00e0 che diventa la sua unica realt\u00e0.<\/p>\n<p>Egli ha specificato tre dimensioni della profondit\u00e0 ipnotica: il coinvolgimento del ruolo, la profondit\u00e0 della trance e il coinvolgimento arcaico.<\/p>\n<p><strong><em>Il coinvolgimento del ruolo <\/em><\/strong>ipnotico \u00e8 definito come il punto in cui le spinte motivazionali e le conoscenze del soggetto circa il ruolo ipnotico sono pi\u00f9 soggette agli atteggiamenti e alla volont\u00e0 cosciente. Dal coinvolgimento del ruolo quando \u00e8 profondo deriva una qualit\u00e0 comportamentale involontaria e compulsiva.<\/p>\n<p>La seconda dimensione, quella della <strong><em>profondit\u00e0 di trance<\/em><\/strong>, \u00e8 determinata dal grado in cui l&#8217;orientamento usuale nella realt\u00e0 svanisce in una inconsapevolezza non funzionale. Pi\u00f9 \u00e8 profondo e pi\u00f9 il mondo intorno scompare diventando l&#8217;ipnotista l&#8217;unica realt\u00e0.<\/p>\n<p>La terza dimensione, cio\u00e8 <strong><em>la profondit\u00e0 del coinvolgimento arcaico<\/em><\/strong>, \u00e8 definita con tre caratteristiche:<\/p>\n<p>a) la portata della proiezione di relazione con oggetti di relazione psicologica arcaici durante l&#8217;ipnosi, sulla persona dell&#8217;ipnotista;<\/p>\n<p>b) la portata della relazione di transfert;<\/p>\n<p>c) l&#8217;intensit\u00e0 con cui la parte pi\u00f9 profonda della personalit\u00e0 del soggetto \u00e8 coinvolta nei processi ipnotici.<\/p>\n<p>La profondit\u00e0 del coinvolgimento arcaico \u00e8 data dall&#8217;aumentare della corrispondenza emotiva del soggetto con l&#8217;ipnotista. Le sue reazioni e le percezioni della situazione ipnotica vanno sempre pi\u00f9 basandosi su ci\u00f2 che \u00e8 rimasto nel soggetto di esperienze precedenti con persone importanti, il pi\u00f9 delle volte si tratta dei genitori o di chi li ha sostituiti.<\/p>\n<p>Shor sottolinea che l&#8217;ipnosi non pu\u00f2 essere vista come un fenomeno unidimensionale e come l&#8217;uso di scale che comporta la misurazione di un solo aspetto del fenomeno manchi della necessaria sensibilit\u00e0 per comprendere il comportamento in ipnosi. Cos\u00ec presenta delle combinazioni dei tre tipi di profondit\u00e0, che determinano i classici comportamenti associati con l&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p>Nella prima combinazione tutte e tre le dimensioni hanno un&#8217;uguale intensit\u00e0 e sono molto profonde. In questo caso, (coinvolgimento del ruolo, profondit\u00e0 di trance, coinvolgimento arcaico), tutti i classici comportamenti ipnotici sono presenti. Quando le dimensioni hanno la stessa intensit\u00e0, indipendentemente dalla profondit\u00e0, non \u00e8 possibile individuare il ruolo che ciascuna svolge.<\/p>\n<p>Solo quando hanno una intensit\u00e0 diversa \u00e8 possibile individuare questo ruolo. Una di queste \u00e8 data da una profondit\u00e0 superficiale di trance, ma dalle altre due dimensioni profonde. Il soggetto \u00e8 allora relativamente cosciente della singolarit\u00e0 di quanto accade, sebbene realizzi tutti i compiti tipici dello stato ipnotico. Shor fa l&#8217;esempio del sonnambulo che ha allucinazioni, ma nello stesso tempo \u00e8 consapevole che sono false percezioni e come tali le descrive.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra combinazione si ha quando il coinvolgimento di ruolo \u00e8 superficiale, ma la profondit\u00e0 della trance e il coinvolgimento arcaico sono alti. Il soggetto in queste condizioni \u00e8 in difficolt\u00e0, o sembra non essere incline a passare con facilit\u00e0 da una suggestione ad un&#8217;altra. E fortemente emotivo e pu\u00f2 sfuggire perci\u00f2 al controllo dell&#8217;ipnotista.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra combinazione consiste in un superficiale coinvolgimento arcaico, mentre quello del ruolo e la profondit\u00e0 della trance sono elevati. Un soggetto in questa situazione \u00e8 pi\u00f9 facile trovarlo in un laboratorio di psicologia che in una seduta clinica. L&#8217;ipnosi \u00e8 troppo superficiale per raggiungere la personalit\u00e0 pi\u00f9 interna del soggetto; infatti questo presenta una modesta reazione emotiva. Egli sperimenta l&#8217;isolamento associato a profondit\u00e0 di trance in risposta alle suggestioni e istruzioni dell&#8217;ipnotista, tuttavia non \u00e8 emozionalmente coinvolto nel rapporto con l&#8217;ipnotista.<\/p>\n<p>Shor riconosce che interazioni e interrelazioni possono verificarsi fra le dimensioni, una cio\u00e8 pu\u00f2 aiutare ad aumentare un&#8217;altra, o al contrario, l&#8217;aumento dell&#8217;una ostacola l&#8217;altra. Ad esempio, pi\u00f9 la trance \u00e8 profonda, pi\u00f9 alto \u00e8 il coinvolgimento arcaico. L&#8217;ipnotista pu\u00f2 infatti costruire al soggetto un&#8217;immagine parentale che facilita le libere associazioni con le vere figure genitoriali del soggetto. Al contrario, un profondo coinvolgimento arcaico pu\u00f2 interferire con quello del ruolo, in quanto il soggetto non interpreta accuratamente le direttive dell&#8217;ipnotista.<\/p>\n<p>Implicitamente la teoria di Shor \u00e8 un tentativo di spiegare la variazione individuale attraverso l&#8217;analisi qualitativa della trance. L&#8217;ipnotista e le sue istruzioni diventano la sola \u00abrealt\u00e0\u00bb per il soggetto. A secondo della entit\u00e0 di questo fenomeno, si osserva una discontinuit\u00e0 di comportamento.<\/p>\n<p>Il coinvolgimento arcaico spiega i cambiamenti emozionali che non sono continui con il comportamento di pre-trance e quello di post-trance, mentre il coinvolgimento del ruolo spiega il genere di cambiamenti che si verificano. Quest&#8217;ultima dimensione \u00e8 pi\u00f9 pertinente per spiegare l&#8217;apparente automaticit\u00e0 del soggetto. Quanto pi\u00f9 \u00e8 inconscio il coinvolgimento del ruolo tanto pi\u00f9 automatiche saranno le risposte.<\/p>\n<p>L&#8217;ampiezza della risposta ad uno stimolo favorevole pu\u00f2 essere considerata conseguenza della combinazione della profondit\u00e0 della trance e del coinvolgimento arcaico, che dipendono dal comportamento osservato. La perdita di memoria ed i comportamenti dissociati dipendono dal grado in cui muta la normale coscienza (profondit\u00e0 della trance), mentre le risposte emotive si comprendono meglio se si considera che dipendono dal grado in cui il soggetto entra in un rapporto di transfert con l&#8217;ipnotista (coinvolgimento arcaico). La spiegazione delle differenze individuali \u00e8 in armonia con i tre concetti di profondit\u00e0.<\/p>\n<p>La teoria di Shor presenta varie difficolt\u00e0, in particolare \u00e8 potenzialmente tautologico il concetto di trance. Shor non ha fornito un mezzo di misura delle varie profondit\u00e0 di trance se non attraverso il verificarsi di comportamenti che si suppone la spieghino. Le speculazioni psicologiche circa la trance per\u00f2 non spiegano molto, a meno che non possano essere ancorate ad eventi osservabili.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n36\"><\/a>(36) SHOR R. E., Hypnosis and the Concept of the Generalized Reality-Orientation, in <em>Am. J. of Psychotherapy, <\/em>1959, 13, 582-602; Three Dimension of Hypnotic Depth., in <em>Int J. of Clinical and Experimental Hypnosis, <\/em>1962, 10, 23-28. (<a href=\"#36\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p17\"><\/a>17 \u2014 Teoria dello sviluppo interattivo<\/h5>\n<p><a name=\"37\"><\/a>Hilgard (<a href=\"#n37\">37<\/a>) nel 1965, ha presentato una teoria ipnotica dello <strong><em>sviluppo interattivo <\/em><\/strong>basata su tre ordini di proposizioni:<\/p>\n<p><strong><em>proposizioni inerenti allo sviluppo <\/em><\/strong>(proposizioni- <strong>D <\/strong>), che trattano le esperienze del soggetto, e che sono tese a spiegare il grado di risposta ipnotica del soggetto;<\/p>\n<p><strong><em>proposizioni di interazione <\/em><\/strong>(proposizioni- <strong>I <\/strong>) che sottolineano i caratteri fondamentali della relazione soggetto-ipnotista, e le caratteristiche interpersonali della rispondenza affettiva;<\/p>\n<p><strong><em>proposizioni di stato <\/em><\/strong>(proposizioni- <strong>S <\/strong>) hanno a che fare con lo stato ipnotico e con le caratteristiche del comportamento ipnotico e che differiscono o non vi sono necessariamente correlate, con l&#8217;interazione ipnotista-soggetto o con le esperienze storiche del soggetto. Le proposizioni-S riflettono l&#8217;ipotesi di Hilgard intorno all&#8217;unicit\u00e0 del comportamento ipnotico.<\/p>\n<p>Egli stesso ammette la natura di tentativo delle sue proposizioni e la possibilit\u00e0 di revisione sulla base di evidenze empiriche nuove. Afferma anche che \u00e8 una teoria limitata, in quanto le sue proposizioni si occupano solo delle differenze individuali nella prontezza di risposta.<\/p>\n<p>Esaminiamo le <strong><em>proposizioni inerenti allo sviluppo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione D-1 <\/em><\/strong>. Ogni persona ha la capacit\u00e0 innata di sperimentare una ipnosi profonda. Le esperienze inerenti allo sviluppo (apprendimento) riducono questa capacit\u00e0. La capacit\u00e0 ipnotica non deve essere imparata, ma piuttosto pu\u00f2 non essere persa. Infatti vi sono esperienze che mantengono questa abilit\u00e0. La prova fondata sulla ereditariet\u00e0 non \u00e8 valida per dare supporto a questa affermazione o al suo contrario. La rispondenza ipnotica \u00e8 un fatto normale come le altre risposte umane e pu\u00f2 essere interrotta in ugual modo. Hilgard si riferisce per analogia all&#8217;insonnia come una rottura della risposta innata e normale al sonno.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione D-2. <\/em><\/strong> I modelli parentali sono ipotizzati come modelli fondamentali nel mantenere la capacit\u00e0 della esperienza ipnotica. Nella misura in cui i genitori sono capaci di coinvolgere, incoraggiare o tollerare \u00abdistorsioni del reale\u00bb il bambino imparer\u00e0 a realizzare la \u00abdissociazione parziale\u00bb e ad essere capace di staccarsi temporaneamente dalla realt\u00e0. Ci\u00f2 gli consentir\u00e0 anche da adulto di esperire l&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione D-3. <\/em><\/strong> Il periodo della mezza infanzia appare essere quello in cui le esperienze di apprendimento hanno il maggiore impatto sulla successiva rispondenza ipnotica. Da interviste \u00e8 risultato che esperienze favorevoli alla distorsione della realt\u00e0, che si verificano dopo l&#8217;inizio della adolescenza, non sono correlate al livello di rispondenza ipnotica, a meno che vi siano state esperienze precedenti nello stesso senso.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione D-4. <\/em><\/strong> Un bambino che ha imparato ad usare la fantasia senza contrastarla sar\u00e0 anche capace di incorporare nuovi interessi come la lettura e la musica. La soddisfazione derivante da queste nuove esperienze manterr\u00e0 la sua propensione ad essere ipnotizzato da adulto.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione D-5. <\/em><\/strong>Le influenze e le identificazioni parentali svolgono un ruolo importante nel preservare, estendere o ridurre e distruggere la suscettibilit\u00e0 ipnotica. Questa proposizione accentua ancor di pi\u00f9 l&#8217;importanza delle esperienze precoci anche nel comportamento ludico e dell&#8217;apprendimento attraverso modelli parentali.<\/p>\n<p>Si ritiene che certi tipi di identificazione parentale favoriscano la suscettibilit\u00e0 ipnotica:<\/p>\n<p>1) la somiglianza con il genitore del sesso opposto anche se questi non \u00e8 sensibile all&#8217;ipnosi. Ci\u00f2 si spiega con il fatto che \u00e8 culturalmente accettabile identificarsi con gli aspetti ricreativi del \u00abplay-ego\u00bb del genitore del sesso opposto piuttosto che con gli aspetti pi\u00f9 vincolanti del \u00abwork-ego\u00bb. Perci\u00f2 una identificazione incrociata \u00e8 di solito compiuta nell&#8217;area della funzione che promuove la distorsione della realt\u00e0 e il rilassamento dei controlli normali sopra le esperienze psicologiche;<\/p>\n<p>2) se i genitori sembrano essere buoni soggetti da ipnotizzare la somiglianza con il genitore dello stesso sesso favorisce la sensibilit\u00e0 all&#8217;ipnosi;<\/p>\n<p>3) cos\u00ec consegue che i soggetti altamente ipnotizzabili si identificano con i genitori altamente sensibili nella sfera del \u00abplay- ego\u00bb, piuttosto che in quella del \u00abwork-ego\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione D-6. <\/em><\/strong> La \u00absalute mentale\u00bb come criterio comune nella psichiatria non \u00e8 correlato alla ipnotizzabilit\u00e0. Hilgard ha ipotizzato che il primo fattore che favorisce la ipnotizzabilit\u00e0 \u00e8 il modo in cui si \u00e8 risolto l&#8217;adattamento alla difficolt\u00e0 piuttosto che il giudizio finale circa la salute mentale del soggetto.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione D-7. <\/em><\/strong> Le esperienze individuali di vario genere possono produrre una rispondenza selettiva alla ipnosi. \u00c8 risultato inoltre che persone che presentano circa lo stesso livello di suscettibilit\u00e0, presentano anche sorprendenti differenze nel genere di comportamenti che tengono durante l&#8217;ipnosi. La validit\u00e0 di questa affermazione sta soprattutto nell&#8217;associare le esperienze antecedenti del soggetto con particolari tipi di item da compiere. Ad esempio le persone che sono facilmente assorbite dalla musica hanno pi\u00f9 facilmente delle allucinazioni ipnotiche.<\/p>\n<p>Vediamo ora le <strong><em>proposizioni interattive<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione I-1. <\/em><\/strong> Fino a che l&#8217;ipnotista \u00e8 percepito come compiacente, sensibile, disponibile, le altre sue caratteristiche hanno poca rilevanza per la rispondenza iniziale del soggetto all&#8217;ipnotista.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione I-2. <\/em><\/strong> Nelle prime sedute un soggetto suscettibile impara ad entrare in trance molto pi\u00f9 prontamente di quanto facesse inizialmente, ma ci\u00f2 non significa che aumenta anche la profondit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione I-3. <\/em><\/strong> Con il ripetersi delle induzioni ipnotiche da parte dello stesso ipnotista si verificano diversi tipi di transfert, le caratteristiche individuali del soggetto e dell&#8217;ipnotista fra loro in relazione diventano sempre pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione I-4. <\/em><\/strong> La interazione ipnotica cade facilmente in aree prive di conflitti. Se \u00e8 toccata un&#8217;area conflittuale il soggetto oppone allora delle difese che possono interferire con l&#8217;ipnosi, difese del tipo di quelle di solito usate in stato di veglia. Hilgard nota che possono verificarsi per\u00f2 anche cambiamenti nei meccanismi difensivi in un soggetto particolare quando \u00e8 ipnotizzato. L&#8217;Autore postula un cambiamento verso una difesa di tipo isterico, come la tendenza ad allontanare il materiale disturbante dalla sfera cosciente.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione I-5. <\/em><\/strong> Hilgard ipotizza che le diverse esperienze dissociative attivate con l&#8217;induzione e le suggestioni ipnotiche sono correlate con specifiche esperienze di sviluppo. Cos\u00ec il fatto che la madre dica al bambino che se gli bacer\u00e0 la parte dolente il dolore sparir\u00e0 costituisce un esempio di una prima esperienza che entrando a far parte del background del soggetto lo prepara ad accettare il controllo del dolore attraverso la suggestione. Esperienze opposte invece possono essere la causa di mancanza di rispondenza nel soggetto.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione I-6. <\/em><\/strong> Molti sono i canali (paths) che durante l&#8217;ipnosi l&#8217;induzione pu\u00f2 attivare; se uno di questi \u00e8 pi\u00f9 forte degli altri o come struttura o come stile della personalit\u00e0, l&#8217;induzione pu\u00f2 comunicare attraverso esso e cos\u00ec condurre pi\u00f9 facilmente allo stato ipnotico. Questi fattori che mantengono la rispondenza possono essere diversi ma spesso la loro combinazione non aumenta ancora di pi\u00f9 la sensibilit\u00e0 del soggetto.<\/p>\n<p>Secondo Hilgard, se ci fossero degli strumenti per misurare accuratamente questi canali, si potrebbero rintracciare differenze nei comportamenti tenuti durante l&#8217;ipnosi a seconda dei canali attivati attraverso i quali il soggetto \u00e8 caduto in ipnosi. Tuttavia potrebbe anche esserci una sovrapposizione a causa del fattore generale osservato nel comportamento ipnotico. L&#8217;implicazione interattiva sta nella frase \u00abl&#8217;induzione pu\u00f2 comunicare con il canale particolare\u00bb. Un soggetto pu\u00f2 rispondere ad una parte particolare della procedura di induzione, mentre un altro ad un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Da ultimo Hildgard articola le <strong><em>proposizioni di stato<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione S-1. <\/em><\/strong> La trance \u00e8 essa stessa un prodotto di suggestione e pu\u00f2 essere considerata separatamente dalla sensibilit\u00e0 alle suggestioni date in questo stato. L&#8217;ipnosi non \u00e8 quindi solo uno stato di ipersuggestionabilit\u00e0, ma vi \u00e8 un&#8217;altra componente, la trance. Infatti i soggetti riferivano di un sentimento di \u00abentrata in trance\u00bb, sebbene essi fossero altamente obiettivi nelle loro risposte alle suggestioni. Le persone fortemente suggestionabili non devono farsi ipnotizzare per dimostrare la loro suggestionabilit\u00e0, tuttavia essi devono ricevere l&#8217;induzione ipnotica per sperimentare la trance.<\/p>\n<p>L&#8217;induzione \u00e8 un insieme di suggestioni che provocano la trance, l&#8217;ipnotista ricorda sottilmente e ripetutamente al soggetto che tipo di trance egli si aspetta.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione S-2. <\/em><\/strong> Sebbene vi sia un certo aumento della suggestionabilit\u00e0 che segue alla induzione della trance \u00e8 scarso e insufficiente definirla suscettibilit\u00e0. Questa proposizione nega una definizione di ipnosi basata solamente sulla risposta al test obiettivo delle suggestioni. Le scale di suscettibilit\u00e0 sono usate in quanto vi \u00e8 uno scarso aumento della suggestionabilit\u00e0 che segue all&#8217;induzione di trance e anche perch\u00e9 la persona che risponde alle suggestioni in base alla scala \u00e8 la stessa che risponder\u00e0 alle suggestioni di trance e riferir\u00e0 le esperienze soggettive della trance.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione S-3. <\/em><\/strong> L&#8217;ipnosi non si pu\u00f2 identificare con la suggestionabilit\u00e0 in generale. Hilgard la distingue dagli altri comportamenti anch&#8217;essi etichettati come risultato di suggestionabilit\u00e0. Altri tipi di suggestionabilit\u00e0, come la credulit\u00e0 rispondono alla suggestione personale e non per questo sono necessariamente predittivi di suggestionabilit\u00e0 ipnotica.<\/p>\n<p><strong><em>Proposizione S-4. <\/em><\/strong> Lo stato ipnotico \u00e8 caratterizzato da parziali e varie dissociazioni. Questa proposizione spiega come le dissociazioni parziali siano un&#8217;importante, anche se non necessario, evento, nell&#8217;ipnosi. Hilgard definisce la dissociazione come qualcosa che va al di l\u00e0 del riconoscimento consapevole. Per esempio nella scrittura automatica l&#8217;attenzione normale \u00e8 diretta altrove e non sull&#8217;attivit\u00e0 che si sta compiendo. L&#8217;Autore deduce che la capacit\u00e0 per la dissociazione pu\u00f2 essere il risultato di una identificazione scissa con le figure parentali; ad esempio un maschio pu\u00f2 identificarsi con il padre come ego-work e con la madre come ego-play perch\u00e9 lo stato ipnotico risveglia pi\u00f9 del solito espressioni di identificazione con la madre.<\/p>\n<p>La teoria di Hilgard ha deliberatamente sottolineato l&#8217;importanza della conoscenza delle differenze individuali nelle risposte ipnotiche.<\/p>\n<p>Le proposizioni <strong>D <\/strong> suggeriscono ipotesi circa le precedenti esperienze che possono essere ritenute responsabili della differente suscettibilit\u00e0 ipnotica. In molti casi si \u00e8 affermato che esse possono essere chiaramente misurate e correlate alle osservazioni empiriche del comportamento ipnotico. Nello stesso modo le proposizioni sono definite in maniera da incoraggiare lo studio empirico e da cercare un test della loro validit\u00e0. Entrambi i gruppi di queste proposizioni tuttavia hanno qualche rilevanza in rapporto ad altre classi di osservazioni come la discontinuit\u00e0 del comportamento, l&#8217;automaticit\u00e0 del comportamento e l&#8217;ampiezza delle risposte.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n37\"><\/a>(37) HILGARD E. R., <em>Hypnotic Susceptibility, <\/em>Harcourt Brace &amp; World Inc., New York, 1965. (<a href=\"#37\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p18\"><\/a>18 \u2014 Teoria neo dissociativa<\/h5>\n<p><a name=\"38\"><\/a>Lo stesso Hilgard, poi, singolarmente e insieme alla moglie, (<a href=\"#n38\">38<\/a>) ha sviluppato una diversa teoria che si pu\u00f2 definire <strong><em>neodissociativa <\/em><\/strong>sulla base di alcune osservazioni ricavate da studi sull&#8217;anestesia in ipnosi.<\/p>\n<p>Essi, ricordando come il dolore si manifesti sia come dolore sensoriale che come sofferenza, cio\u00e8 esperienza soggettiva consapevole, hanno constatato strumentalmente che l&#8217;anestesia ipnotica toglie la sofferenza ma non elimina il dolore sensoriale. Infatti le risposte fisiologiche dell&#8217;ipnotizzato in anestesia sono quelle di un organismo che sta soffrendo. Eppure se al soggetto ipnotizzato si chiede se stia soffrendo, questi lo nega.<\/p>\n<p>Hilgard ha intervistato ulteriormente gli ipnotizzati attraverso il metodo della scrittura automatica, riscontrando che, nonostante negassero verbalmente la sofferenza, essi scrivevano di soffrire. Ha proposto la metafora dell&#8217;\u00abosservatore nascosto\u00bb che corrisponderebbe ad una parte dissociata dell&#8217;Io.<\/p>\n<p>A mio parere questo <strong><em>osservatore nascosto <\/em><\/strong> altro non \u00e8 che una parte di cui \u00e8 formata la personalit\u00e0, cio\u00e8 <strong><em>gli altri dentro di noi<\/em><\/strong>. Noi non solo compiamo delle azioni ma ci osserviamo compierle. Cos\u00ec in condizioni particolari come quelle che stiamo studiando, il soggetto a causa delle circostanze prova sensazioni di dolore ma al tempo stesso viene indotto a non esperirle come tali vivendo simultaneamente questa esperienza contraddittoria.<\/p>\n<p>Questa situazione comunque ha indotto Ernest Hilgard a proporre una teoria neodissociativa dell&#8217;ipnosi generalizzando questi studi sulla anestesia. L&#8217;esistenza di una risposta aperta e di una risposta coperta al dolore gli suggerisce la presenza nella consapevolezza di sistemi di controllo alternativi. L&#8217;ipnosi in questo senso sarebbe in grado di alterare i rapporti tra le gerarchie di questi sistemi di controllo attraverso una scissione della consapevolezza.<\/p>\n<p>La teoria di Hilgard si riferisce sia all&#8217;ipnosi come stato, sia all&#8217;ipnosi come tratto della personalit\u00e0, ma essenzialmente \u00e8 diretta allo studio dei processi causali dell&#8217;ipnosi come stato.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n38\"><\/a>(38) HILGARD J. R., HILGARD E. R., <em>Hypnosis in the Relief of Pain, <\/em>Kaufmann, Los Altos, 1975; HILGARD E. R., Divided Consciousness, <em>cit. <\/em>(<a href=\"#38\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p19\"><\/a>19 \u2014 La logica della trance<\/h5>\n<p><a name=\"39\"><\/a>Orne, che come abbiamo gi\u00e0 visto, ha dato un notevole contributo al perfezionamento della tecnica sperimentale, indicando la necessit\u00e0 di utilizzare gruppi di simulatori, come teorico del fenomeno ipnotico rientra nel gruppo cos\u00ec detto <strong><em>scettico<\/em><\/strong>, ritenendo per\u00f2, al contrario dei teorici che esaminer\u00f2 tra poco, che essa rappresenti uno stato di coscienza peculiare (<a href=\"#n39\">39<\/a>).<\/p>\n<p>Egli ritiene che la manifestazione principale dello stato di trance sia la <strong><em>logica della trance<\/em><\/strong>, che consiste nella possibilit\u00e0, per il soggetto, di accettare delle incongruenze logiche.<\/p>\n<p>Orne ha dato alcune dimostrazioni interessanti di questo fenomeno. Per esempio ad un soggetto profondamente ipnotizzato viene dato un suggerimento : \u00abIl numero tre non ha pi\u00f9 senso, l&#8217;idea del tre \u00e8 un concetto senza significato\u00bb. Al soggetto vengono quindi proposti vari quesiti aritmetici, quali \u00abQuanto fa due pi\u00f9 uno?\u00bb. In base alle sue assunzioni sussidiarie, il soggetto evolve rapidamente una nuova logica aritmetica che non coinvolge il numero tre. Alla domanda \u00abquanto fa due pi\u00f9 uno?\u00bb risponde \u00abquattro\u00bb. <a name=\"40\"><\/a>Alla domanda \u00abquanto fa sei diviso due\u00bb risponde \u00abdue\u00bb o \u00abquattro\u00bb a secondo delle assunzioni sussidiarie (<a href=\"#n40\">40<\/a>). Ad una persona alla quale avevo suggerito di dimenticare l&#8217;esistenza del numero quattro, ho chiesto : \u00abQuanto fa due pi\u00f9 due?\u00bb mi ha risposto \u00abtre pi\u00f9 Uno\u00bb.<\/p>\n<p>Le incongruenze logiche che si riscontrano sono solitamente tanto ovvie che \u00e8 da escludere che il soggetto, se simulasse volontariamente, \u00abcadrebbe\u00bb in simili banalit\u00e0. \u00c8 per questo che Orne ritiene che l&#8217;incongnienza logica di cui parliamo segnali una condizione psicologica particolare. Regredendo un soggetto ad una et\u00e0 in cui non mi conosceva mi diceva: \u00abNon ti conosco eppure sento che ti conosco\u00bb.<\/p>\n<p>Orne ha anche enfatizzato molto il controllo sociale che si verifica in ipnosi. All&#8217;inizio di una conferenza universitaria, chiese ad uno studente di togliersi la giacca, ad un altro di scambiare la cravatta con il vicino, a un altro ancora di togliersi le scarpe. Gli studenti eseguivano questi atti senza senso, dimostrando completa compiacenza alla richieste del professore, il quale fece notare loro che, se le stesse richieste fossero state fatte in una situazione diversa (es. in autobus, in un bar, ecc.) non sarebbero state eseguite, mentre se fossero state fatte in una situazione di ipnosi, tutti i presenti non avrebbero mancato di osservare come il soggetto fosse incapace di resistere alla volont\u00e0 dell&#8217;ipnotista che \u00abgli fa fare quello che vuole\u00bb.<\/p>\n<p>Il comportamento degli studenti aveva invece dimostrato che tali atti potevano essere provocati anche da svegli da una semplice richiesta del conferenziere; questo perch\u00e9 Orne come professore, e in pi\u00f9 di psicologia, aveva un controllo sociale sugli studenti assai elevato e questi ultimi erano cos\u00ec pronti ad assecondarlo nei suoi esperimenti.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n39\"><\/a>(39) ORNE M. T., The Nature of Hypnosis: Antifact and Essence, in SHOR R., ORNE M. T., <em>The Nature of Hypnosis, <\/em>Holt, Rinehart, Winston, 1965, 89 s. (<a href=\"#39\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n40\"><\/a>(40) cfr. TART C. H., <em>Stati di coscienza, <\/em>Astrolabio, Roma, 1977. (<a href=\"#40\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p20\"><\/a>20 \u2014 Role-enactment<\/h5>\n<p>I pi\u00f9 autorevoli sostenitori <strong><em>dell&#8217;approccio scettico <\/em><\/strong>sono Sarbin e Barber. Essi insieme a vari collaboratori, hanno messo seriamente in dubbio che l&#8217;ipnosi rappresenti uno stato di coscienza peculiare.<\/p>\n<p><a name=\"41\"><\/a>Sarbin considera lo stato ipnotico come un <strong><em>role-enactment<\/em><\/strong>, l&#8217;investirsi cio\u00e8 della parte dell&#8217;ipnotizzato non distinguendolo dal coinvolgimento emozionale che avviene nella recitazione, tanto \u00e8 vero che facendo recitare delle pantomime a dei soggetti in condizioni di veglia gli esperti di recitazione diedero una votazione che era congrua con la valutazione che ottenevano con una scala appropriata per valutare la loro ipnotizzabilit\u00e0: i buoni soggetti ipnotici, cio\u00e8, erano anche dei buoni attori e viceversa (<a href=\"#n41\">41<\/a>).<\/p>\n<p><strong><em>La role-theory <\/em><\/strong> pur non negando che l&#8217;esperienza ipnotica possa essere densa di significato e drammatica per il soggetto, non vede la condotta ipnotica come unica ed isolata da altre forme di comportamento sociale e psicologico e come sostenuta da un processo specifico; cerca di conoscerne l&#8217;essenza studiando gli eventi antecedenti e concorrenti, associati a differenze individuali con le quali la persona esegue il ruolo ipnotico.<\/p>\n<p>Sarbin e Andersen descrivono sei variabili psicologiche in causa nel gioco del ruolo ipnotico: validit\u00e0 delle aspettive del soggetto circa il ruolo; precisione della percezione del ruolo; rilevanti capacit\u00e0 per il ruolo, congruenza tra ruolo e soggetto, sensibilit\u00e0 alle richieste del ruolo, sensibilit\u00e0 al rinforzo fornito dagli spettatori.<\/p>\n<p>Viste dettagliatamente queste variabili sono:<\/p>\n<p>1) <em>aspettative circa il ruolo<\/em>: riguarda lo sviluppo delle percezioni positive del ruolo, per comportarsi in modo appropriato;<\/p>\n<p>2) <em>precisione nella percezione del ruolo<\/em>: riguarda l\u2019abilit\u00e0 del soggetto a trovare il ruolo appropriato nella situazione specifica.<\/p>\n<p>Nella situazione ipnotica l\u2019ipnotista, affermandosi come professionista competente, emette informazioni che il soggetto utilizza almeno in parte per identificare ci\u00f2 che gli viene richiesto, proprio in quanto soggetto ipnotico;<\/p>\n<p>3) <em>rilevanti capacit\u00e0 per il ruolo<\/em>: riguardano il grado con cui il soggetto possiede le abilit\u00e0 richieste da un ruolo particolare, la capacit\u00e0 di identificarlo correttamente, di sviluppare aspettative positive, armonizzando l\u2019Io ed il ruolo;<\/p>\n<p>4) <em>congruenza tra ruolo e soggetto<\/em>: \u00e8 il grado con cui le caratteristiche del soggetto si armonizzano con il ruolo richiesto. Questa variabile si manifesta specialmente nel periodo preparatorio all\u2019induzione, in cui il soggetto riceve informazioni sull\u2019ipnosi e viene stimolato perch\u00e9 offra una buona prestazione;<\/p>\n<p>5) <em>sensibilit\u00e0 alle richieste del ruolo<\/em>: riguarda le modalit\u00e0 con cui il comportamento \u00e8 espresso in termini di regole della societ\u00e0 o di costumi sociali. Nella maggior parte delle situazioni sociali ed interpersonali vi sono limitazioni alle modalit\u00e0 di comunicazione e di espressione: tali limiti sono presenti anche nella situazione ipnotica ed aiutano il soggetto a reagire in modo adeguato;<\/p>\n<p>6) <em>sensibilit\u00e0 al rinforzo fornito dagli spettatori<\/em>: nella situazione ipnotica, il modo od il grado con cui l\u2019ipnotista manifesta la sua approvazione alla prestazione del soggetto pu\u00f2 aiutare a continuare nella prestazione positiva.<\/p>\n<p>La sua elaborazione non si limita per\u00f2 a questi fattori; mentre infatti all\u2019inizio accettava la formulazione dell\u2019ipnosi come \u00abstato alterato di coscienza\u00bb, a poco a poco tende a rifiutare questa posizione per la sua implicita tautologia (i soggetti rispondono alle suggestioni perch\u00e9 sono in stato ipnotico, il quale a sua volta \u00e8 rivelato dalla risposta dei soggetti alle suggestioni) e a descrivere piuttosto l\u2019ipnosi come risposta ad \u00abimmaginazioni ritenute reali\u00bb.<\/p>\n<p>Sarbin tuttavia riconosce che durante le situazioni ipnotiche avvengono alterazioni di processi cognitivi ed accetta le testimonianze dei soggetti ipnotizzati sulle loro esperienze come un probabile indice di alterazione soggettiva. Alcune di queste testimonianze mostrano la percezione interiore di un avvenimento contrario alla realt\u00e0 obiettiva ed espresso con intensa convinzione. E nota che i soggetti si differenziano nella intensit\u00e0 con cui credono alle loro fantasie e nelle circostanze in cui sperimentano tali fenomeni. Postula un continuum nella convinzione soggettiva correlato alle differenze individuali nella suscettibilit\u00e0 ipnotica, assumendo le condizioni ipnotiche come \u00abimmaginazioni\u00bb privilegia le circostanze sociali, situazionali e di aspettativa e le variabili di ruolo come elementi determinanti per la risposta, anzi si definisce un contestualista.<\/p>\n<p>Si considerino le suggestioni di allucinazioni e di credere di essere un bambino piccolo.<\/p>\n<p>In tali suggestioni, distinte da quelle di sogno ipnotico, le \u00abcaratteristiche\u00bb della situazione servono ad enfatizzare la richiesta di una particolare accuratezza da parte del soggetto, difatti spesso l\u2019ipnotista si rivolge al soggetto adulto col tono di chi sta parlando ad un bambino.<\/p>\n<p>Nella regressione di et\u00e0 in ipnosi, il soggetto regredito si comporta allora come un bambino per soddisfare l\u2019ipnotista sulla genuinit\u00e0 del suo comportamento. Il soggetto rivive l\u2019esperienza suggerita dall\u2019ipnotista come se fosse reale, ed \u00e8 la specificit\u00e0 della richiesta che determina per gran parte quanto il soggetto abbellir\u00e0, colorer\u00e0 il suo resoconto.<\/p>\n<p>Per Sarbin la concettualizzazione dell\u2019immaginazione, del ricoprire un ruolo, \u00e8 legata alla dimensione del \u00abcome se\u00bb. L\u2019imparare a rinvestire un ruolo, per esempio, dipende dall\u2019abilit\u00e0 con cui il soggetto tratta gli oggetti, gli eventi come se fossero qualcosa d\u2019altro, e la capacit\u00e0 che il soggetto mostra nel tenere e rivestire tale ruolo pu\u00f2 essere definita come il grado del suo successo nel manifestare un comportamento \u00abcome se\u00bb.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che il comportamento \u00abcome se\u00bb del soggetto ipnotizzato ha lo stesso fondamento di quello in cui normalmente un soggetto immagina o fantastica un oggetto recentemente visto, e ne riferisce come se quella precedente esperienza stesse accadendo nell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Un soggetto ipnotizzato che dice di avere un\u2019immagine mentale di un giardino non sta contemplando una somiglianza del giardino nel senso proprio del termine, ma \u00e8 paragonabile ad uno spettatore del giardino in modo che si comporta come se lo stesse percependo. Da questo comportamento noi deduciamo il processo di immaginazione.<\/p>\n<p>Secondo Sarbin, dunque <strong><em>l\u2019immaginazione<\/em><\/strong> rappresenterebbe una sorta di \u00abcome se\u00bb certi accadimenti ipotetici veramente accadessero; consisterebbe dunque pi\u00f9 in una azione che in un attributo mentale che come tale sarebbe soltanto la reificazione di una metafora. Potrebbe allora spiegarsi perch\u00e9 l\u2019immaginarsi il movimento di un braccio provochi il movimento stesso: la risposta ideomotoria non sarebbe una traduzione in atto della immaginazione in quanto l\u2019immaginazione \u00e8 gi\u00e0 un\u2019azione.<\/p>\n<p>La formula \u00abcome se\u00bb \u00e8 condizionale, implica cio\u00e8 che la condizione \u00e8 irreale e impossibile. L\u2019immaginazione non \u00e8 il percepire e non si possono identificare. Non \u00e8 il fatto impossibile per se stesso che \u00e8 assunto come reale, ma la maniera di considerare il fatto in questione \u00e8 paragonata alle conseguenze che discendono da esso, e che sono necessariamente legate a questo. Ci\u00f2 non esclude che vi sia una stretta corrispondenza fra il comportamento di immaginazione e quello di percezione. Tale corrispondenza dipende dalle richieste di accuratezza suggerite dall\u2019ipnotista. Se colui che immagina agisce come se qualcosa sia realmente un avvenimento, deve essere cos\u00ec abile e realistico da convincere della sua pretesa, in modo che colui che lo osserva fallisca nel tentativo di smascherare che tale corrispondenza \u00e8 suggerita, la fantasia sembra particolarmente credibile e la probabilit\u00e0 di confusione aumenta. Cos\u00ec il soggetto ipnotizzato buon immaginatore si comporta come se l\u2019oggetto \u00aballucinato\u00bb fosse presente, e se ci\u00f2 avviene in maniera convincente, il comportamento verso l\u2019oggetto immaginato sar\u00e0 quello suggerito dall\u2019ipnotista, simile a quello del percepire.<\/p>\n<p>Gli eventi immaginari sotto la direzione implicita o esplicita dell\u2019ipnotista rendono il soggetto capace di reagire alle suggestioni come se fossero letteralmente veri. Le parole dell\u2019ipnotista contenute nella suggestione determinano il modo in cui il soggetto si conforma a queste ultime, che possono variare considerevolmente nelle costrizioni poste al soggetto. Ed \u00e8 altrettanto vero che le istruzioni dell\u2019ipnotista determinano l\u2019attivit\u00e0 immaginifica e fantastica, processi fra loro distinti.<\/p>\n<p>L\u2019immagine enfatizza la qualit\u00e0 degli oggetti specifici, come suggerito dall\u2019ipnotista, e serve a rievocare l\u2019esperienza percettiva in una maniera pi\u00f9 letterale che la fantasia. Se agisce \u00abcome se\u00bb in maniera poco convinta la pro-adatta all\u2019ipnotizzato quando con suggestioni gli si \u00abfa credere di\u00bb, cio\u00e8 quando manca una precisa costrizione nelle esplicite domande dell\u2019ipnotista di conformarsi alla realt\u00e0. Entrambe per\u00f2 sono necessarie al soggetto per permettergli di comportarsi come se ci\u00f2 che l\u2019ipnotista dice fosse vero.<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 non dimenticare che la teoria del rivestire un ruolo non basta da sola a spiegare la fenomenologia ipnotica. Infatti il soggetto ipnotizzato non solo pu\u00f2 comportarsi come se le sue immaginazioni fossero reali, ma sperimentarle egli stesso come tali.<\/p>\n<p>Io stesso per\u00f2 ho potuto constatare come i fenomeni che consideriamo riferiti all\u2019ipnosi non si possano imputare solamente all\u2019assunzione di un ruolo dell\u2019ipnotizzato: un giovane scolaro in una situazione non sperimentale, davanti alla madre, senza che questo sapesse che mi occupo di psicologia e che sono un ipnotista, \u00e8 stato da me ipnotizzato con una tecnica indiretta semplicemente osservando come un suo ultimo insuccesso scolastico poteva dipendere da una certa difficolt\u00e0 a concentrarsi ed invitandolo, cos\u00ec, a fissare la sua attenzione sul pollice e l\u2019indice della mano destra, facendo notare come si sarebbero pian piano avvicinati&#8230; quindi toccati, quindi incollati, ecc. In quell\u2019occasione riuscii a produrre regressione d\u2019et\u00e0, allucinazioni positive o negative e trans-identificazione (col suo professore di religione, ecc). <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n41\"><\/a>(41) SARBIN T., Contributions to Role Taking Theory: 1) Hypnotic Behavior, in SHOR R., ORNE M., <em>The Nature of Hypnosis, cit., <\/em>234; SARBIN T., ANDERSEN M., Role Theoretical Analysis of Hypnotic Behavior, in GORDON E., <em>op. cit., <\/em>319; SARBIN T., COE K., <em>Hypnosis, a Social Psychological Analysis of Influence Communication, <\/em>Holt, Rinehart, Winston, New York, 1972. (<a href=\"#41\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paradigmi teoretici del fenomeno Ipnosi 16. Perdita dell\u2019orientamento generalizzato della realt\u00e0. \u2014 17. Teoria dello sviluppo interattivo. \u2014 18. Teoria neo dissociativa. \u2014 19. La logica della trance. \u2014 20. Role-enactment. Sviluppando un concetto di White, la perdita dell\u2019orientamento generalizzato della realt\u00e0 per Shor \u00e8 l\u2019essenza dell\u2019ipnosi. Mentre la spinta motivazionale serve per comprendere la relazione ipnotica, tuttavia la \u00abvera\u00bb ipnosi \u00e8 caratterizzata da cambiamenti cognitivi del soggetto nella situazione ipnotica. Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8957,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[86],"class_list":["post-1835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-ipnosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1835"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1835\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10424,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1835\/revisions\/10424"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8957"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}