{"id":1836,"date":"2007-02-28T17:18:31","date_gmt":"2007-02-28T16:18:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1836"},"modified":"2023-10-01T00:54:44","modified_gmt":"2023-09-30T22:54:44","slug":"la-caduta-dalleden-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1836","title":{"rendered":"La Caduta dall&#8217;Eden \u2013 parte 2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il mitologema della Caduta se da un lato richiama velatamente la conoscenza perduta \u2013 la trascendenza sulla dicotomia fenomenica e la reintegrazione non-duale \u2013 dall\u2019altro ha la scelleratezza d\u2019inculcare nell\u2019Immaginario occidentale la superstizione che la vita sia una maledizione, un peccato.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>La Caduta dall&#8217;Eden \u2013 parte 2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D&#8217;Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"25%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20164%20417'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Eva_Durer.jpg\" width=\"164\" height=\"417\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Eva_Durer.jpg\" width=\"164\" height=\"417\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"75%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Il mitologema della Caduta se da un lato richiama velatamente la conoscenza perduta \u2013 la trascendenza sulla dicotomia fenomenica e la reintegrazione non-duale \u2013 dall&#8217;altro ha la scelleratezza d&#8217;inculcare nell&#8217;Immaginario occidentale la superstizione che la vita sia una maledizione, un peccato.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo comune non \u00e8 in grado d&#8217;interpretare allegoricamente il mitologema della cacciata dall&#8217;Eden \u2013 che, ripetiamo, nell&#8217;aspirazione alla \u201cpatria celeste\u201d perduta da riconquistare richiama piuttosto l&#8217;ideale della nostalgia ontologica e dell&#8217;anabasi trascendentale \u2013 ed \u00e8 condannato a reiterare nell&#8217;Inconscio collettivo l&#8217;equiparazione della sessualit\u00e0 al peccato e della donna alternativamente alla madre o alla meretrice, alla santa o alla strega.<\/p>\n<p>Questa connotazione negativa della donna e della femminilit\u00e0, propugnata nella storia dell&#8217;Occidente, non ha eguali: nell&#8217;Islam, ad esempio, l&#8217;uomo \u00e8 corresponsabile della Caduta quanto la donna, quest&#8217;ultima non \u00e8 pi\u00f9 colpevole del suo compagno; nella lettura esoterica e teosofica del <em>Genesi<\/em>, presentata da Martinez de Pasqually in <em>Trattato sulla reintegrazione degli esseri<\/em>, i responsabili della Caduta sono Adamo, il \u00abMinore Spirituale\u00bb, e gli angeli perversi. Soltanto nella tradizione giudaico-cristiana \u00e8 la donna ad essere ritenuta la principale colpevole.<\/p>\n<p>Eppure in <em>Genesi<\/em>, 3: 4-5, Eva dimostra in un primo tempo la sua ubbidienza al precetto divino, per poi lasciarsi tentare dal serpente dell&#8217;Albero della Conoscenza del Bene e del Male:<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>\u00ab[&#8230;] Dio sa che quando voi mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene ed il male\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Dopo aver assaggiato il frutto, Adamo ed Eva scoprono di essere nudi e provano vergogna. Fino ad allora giravano tranquillamente nudi per l&#8217;Eden senza il minimo imbarazzo. Dopo aver assaggiato il frutto scoprono la vergogna del corpo e corrono a cercare delle foglie per coprirsi.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il momento preciso in cui avviene la separazione metafisica dall&#8217;Uno: irrompendo la vergogna per la differenza sessuale, i due \u201cribelli\u201d si scoprono come dualit\u00e0 ed abbandonano lo stato indistinto della conciliazione originaria. La <em>coniunctio <\/em> primordiale, condizione perfetta ed esaustiva dell&#8217;amalgama preformale, antecedente al <em>principium individuationis <\/em>, \u00e8 lacerata dall&#8217;irrompere della dicotomia fenomenica; l&#8217;Androgino, colpito dalla saetta di Zeus, si scinde in due met\u00e0 destinate a ricercarsi per sempre. L&#8217;uomo e la donna, non a caso, conosceranno adesso la contrapposizione del bene e del male, mentre la vera conoscenza \u00e8 \u2013 citando Nietzsche \u2013 al di l\u00e0 del bene e del male, nel dionisiaco amor fati verso la tragicit\u00e0 dell&#8217;esistenza, nel corpo di Kali, <em>\u00abventre fertile e tomba del mondo\u00bb <\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Mentre la grecit\u00e0 \u2013 che pure s&#8217;interrogava sull&#8217;origine del male nel mondo \u2013 riconduceva la sconfitta ed il dolore al giogo di Moira, troneggiante sopra i destini degli stessi dei, la tradizione giudaico-cristiana ha avuto il torto di far risalire la sofferenza al peccato originale, innestando la perfida concatenazione della colpa e della pena.<\/p>\n<p>Dopo aver interpretato il mitologema dell&#8217;Eden e la figura della Donna come tentatrice, responsabile della Caduta (che altro non \u00e8 poi che la Dea-Madre dei canaanei). Rimane da chiarire chi sia veramente il serpente e che ruolo abbia nella vicenda.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"79%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Dopo che Eva ebbe additato il serpente come il vero responsabile della trasgressione, Dio si scagli\u00f2 contro il rettile pronunciando il terribile anatema:<\/p>\n<p><em>\u00abPoich\u00e9 tu hai fatto questo, sii maledetto pi\u00f9 di tutto il bestiame e pi\u00f9 di tutte le bestie selvatiche! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porr\u00f2 inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questo ti schiaccer\u00e0 la testa e tu le insedierai il calcagno\u00bb <\/em> (Cfr. Genesi, 3: 15).<\/p>\n<p>Una reazione davvero spropositata per una cos\u00ec lieve infrazione: cogliere un frutto da un albero&#8230;<\/p>\n<p>Ma quello che sorprende in questo mito di fondazione \u00e8 il ruolo <em>totalmente <\/em> negativo assunto dal rettile, alquanto inedito rispetto ad altre tradizioni. \u00c8 vero che nella mitologia egizia, Aphophis \u00e8 l&#8217;avversario <em>par excellence <\/em> del dio sole, mentre nel periodo romano compare l&#8217;Uroboros \u2013 \u00abcolui che si divora la coda\u00bb \u2013 speculare a Midgard, il serpente velenoso creato da Loki e vinto da Thorr nella tradizione nordica.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"21%\">\n<div align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20132%20318'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Eva_Durer_part.jpg\" width=\"132\" height=\"318\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Eva_Durer_part.jpg\" width=\"132\" height=\"318\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ma l&#8217;Uroboros non pu\u00f2 essere assunto ipso facto come simbolo del male, poich\u00e9 esso ha piuttosto una valenza cosmologica e richiama la tenebra esterna che avvolge il mondo: in una parola, il non-essere che si concreta nell&#8217;<em>anakuklesis<\/em>, l&#8217;eterno ritorno di tutte le cose. L&#8217;eterno ritorno, l&#8217;Uroboros, relativizza il valore dell&#8217;essere, poich\u00e9 se le stesse cose sono destinate a ritornare infinite volte, le azioni umane, i gesti storici, acquistano un carattere effimero ed illusorio.<\/p>\n<p>Sempre in Egitto, il cobra decorava il copricapo del Faraone, come <em>\u00abSignore della vita e della morte\u00bb<\/em>: Iside, porta sulla testa l&#8217;<em>uraeus<\/em>, il cobra reale. Il serpente \u00e8 anche il simbolo dell&#8217;energia maschile che crea e distrugge, come ricorda Crowley (Cfr. A. Crowley, <em>Il libro di Thoth: breve Saggio sul tarocco degli Egiziani<\/em>, Imola, Sarva, 1989): non a caso il serpente \u00e8 associato alla donna, alla Dea Madre. Nello gnosticismo antico, il serpente attorcigliato attorno all&#8217;Albero della Vita \u00e8 simbolo della <em>gnosis<\/em>, della conoscenza; mentre nel neoplatonismo si narra che alla morte di Plotino un serpente fosse uscito dalla sua bocca.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"32%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20206%20243'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/kundalini.jpg\" width=\"206\" height=\"243\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/kundalini.jpg\" width=\"206\" height=\"243\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"68%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Nella <em>kundalini<\/em>, il rettile addormentato in fondo alla spina dorsale richiama l&#8217;energia sessuale latente. Mucilinda \u00e8 il serpente che ripara Buddha dalla forza degli elementi che si era scatenata durante la quinta settimana, dopo l&#8217;illuminazione sotto l&#8217;albero della Bodhi. Il Serpente Piumato mesoamericano (il Quetzalcoatl tolteco, il Kukulk\u00e1n maya o il Gukumatz quich\u00e9) con il suo sacrificio volontario crea il cosmo. Nella mitologia greca, Zeus abbatte Tifone \u2013 il corrispettivo ellenico di Aphophis \u2013 ma lo stesso re degli dei non esita a trasformarsi in serpente per accoppiarsi a Persephone e generare Zagreo o Sabazio (epiteto di Dioniso nella tradizione cretese, frigia ed orfica). Il doppio serpente attorcigliato sul bastone di Asclepio \u2013 il Caduceo \u2013 simboleggia la rinascita e la guarigione.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Concludendo, possiamo notare come il serpente non sia in s\u00e9 n\u00e9 buono n\u00e9 cattivo, ma ambivalente. Dotato d&#8217;entrambe le valenze. Nel <em>Genesi <\/em> diventa un simbolo del male, poich\u00e9 gli ebrei devono rovesciare il culto della Dea Madre canaanea, dove il serpente \u2013 raffigurazione dell&#8217;energia maschile \u2013 si contrappone armonicamente all&#8217;archetipo femminile. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mitologema della Caduta se da un lato richiama velatamente la conoscenza perduta \u2013 la trascendenza sulla dicotomia fenomenica e la reintegrazione non-duale \u2013 dall\u2019altro ha la scelleratezza d\u2019inculcare nell\u2019Immaginario occidentale la superstizione che la vita sia una maledizione, un peccato. 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