{"id":1843,"date":"2007-02-05T19:46:31","date_gmt":"2007-02-05T18:46:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1843"},"modified":"2023-10-19T18:58:17","modified_gmt":"2023-10-19T16:58:17","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-4-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1843","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 4.1"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" title=\"Psicologia\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Allo stato delle nostre conoscenze non \u00e8 ancora possibile definire concettualmente cosa sia l\u2019ipnosi. Qui di seguito tenter\u00f2 di passare in rassegna le teorie pi\u00f9 comuni su questo fenomeno che appare pi\u00f9 facile da descrivere che da spiegare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo<\/h3>\n\n\n\n<p>di Guglielmo Gullotta<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>\u00abOgni confutazione dovrebbe essere considerata come un grosso successo; non semplicemente dello scienziato che ha confutato la teoria, ma anche quello dello scienziato che ha creato la teoria confutata e che in questo modo ha suggerito in prima istanza, anche se solo in modo indiretto, l\u2019esperimento che l\u2019avrebbe confutata\u00bb<\/em>. &#8211; Karl Popper<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Capitolo IV \/ Paradigmi teoretici del fenomeno Ipnosi<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Sommario<\/strong>: <strong><a href=\"#p1\">1. Introduzione.<\/a> \u2014 <a href=\"#p2\">2. Teorie fisiologiche.<\/a> \u2014 <a href=\"#p3\">3. Ipnosi come sonno lucido.<\/a> \u2014 <a href=\"#p4\">4. Risposta condizionata.<\/a> \u2014 <a href=\"#p5\">5. Dissociazione.<\/a> \u2014 <a href=\"#p6\">6. Teoria dei tre fattori.<\/a> \u2014 <a href=\"#p7\">7. Sonno base.<\/a> \u2014 <a href=\"#p8\">8. Particolare stato psicofisico.<\/a> \u2014 <a href=\"#p9\">9. Labilizzazione del campo percettivo. <\/a>\u2014 <a href=\"#p10\">10. Comportamento diretto ad uno scopo in uno stato alterato della persona.<\/a> \u2014 <a href=\"#p11\">11. Transfert e riattivazione del complesso di Edipo.<\/a> \u2014 <a href=\"#p12\">12. Riduzione delle frontiere dell\u2019Io.<\/a> \u2014 <a href=\"#p13\">13. Reazione psicosomatica.<\/a> \u2014 <a href=\"#p14\">14. Autoesclusione dell\u2019Io.<\/a> \u2014 <a href=\"#p15\">15. Regressione al servizio dell\u2019Io.<\/a><\/strong> \u2014 16. Perdita dell\u2019orientamento generalizzato della realt\u00e0. \u2014 17. Teoria dello sviluppo interattivo. \u2014 18. Teoria neo dissociativa. \u2014 19. La logica della trance. \u2014 20. Role-enactment. \u2014 21. Teoria cognitivo-comportamentale. \u2014 22. I paradigmi nella scienza. \u2014 23. Il paradigma tradizionale \u2014 24. Il paradigma alternativo. \u2014 25. Punti di contatto tra i due paradigmi. \u2014 26. Ipnotizzabilit\u00e0: tratto o capacit\u00e0?. \u2014 27. Ipnosi ed altri stati di coscienza.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p1\">1 \u2013 Introduzione<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"1\">Allo stato delle nostre conoscenze non \u00e8 ancora possibile definire concettualmente cosa sia l\u2019ipnosi. Qui di seguito tenter\u00f2 di passare in rassegna le teorie pi\u00f9 comuni su questo fenomeno che appare pi\u00f9 facile da descrivere che da spiegare. Forse all\u2019ipnosi \u00e8 applicabile quello che Bertrand Russel diceva della matematica <em>\u00abuna scienza sulla quale non sappiamo di cosa stiamo parlando e se quello che stiamo dicendo \u00e8 vero\u00bb<\/em> (<a href=\"#n1\">1<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"2\">Esistono essenzialmente due tipi di approccio allo studio dell\u2019ipnosi da Sutcliffe denominati in modo ormai famoso \u00abcredulo\u00bb l\u2019uno e \u00abscettico\u00bb l\u2019altro (<a href=\"#n2\">2<\/a>). Il punto di vista <em>credulo <\/em>assume a priori una distinzione tra il comportamento della trance e quello frutto di simulazione ed accetta la testimonianza del soggetto circa la genuinit\u00e0 del fenomeno ipnotico. Gli Autori che possono farsi rientrare in questo punto di vista ritengono che l\u2019ipnosi attui delle reali alterazioni percettive, regressioni d\u2019et\u00e0, anestesie, ecc. L\u2019altro punto di vista, quello <strong><em>scettico<\/em><\/strong><em>, <\/em>non considera il comportamento ipnotico come distinguibile dalla simulazione dello stato ipnotico. Molto spesso ha poi dimostrato che ogni fenomeno ipnotico, pu\u00f2 essere prodotto anche senza il rituale dell\u2019induzione della trance e che i fenomeni prodotti sono spesso una inconsapevole risposta alle aspettative dell\u2019ipnotista, allo scopo di compiacerlo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"3\">Le teorie sull\u2019ipnosi possono essere distinte in due gruppi differenti: quelle fisiologiche, che vedono lo stato ipnotico come uno stato particolare del cervello, e quelle psicologiche, che lo descrivono in termini intrapsichici o interpersonali, con una terminologia di tipo prettamente psicologico. Talune di queste teorie psicologiche hanno poi matrice psicoanalitica. Qualche teoria combina l\u2019aspetto fisiologico a quello psicologico, di solito mantenendo una netta distinzione tra le due parti della teoria. Un sottotipo delle teorie psicologiche \u00e8 rappresentata da quelle che negano allo stato ipnotico una individuazione caratteristica rispetto allo stato di coscienza diciamo normale (<a href=\"#n3\">3<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n1\">(1) RUSSEL B., <em>Mysticism and Logic and Other Essays, <\/em>Longmans, London, 1916. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n2\">(2) SUTCLIFFE J. P., Credulous and Skeptlical Views of Hypnotic Phenomens: a Review of Certain Evidence and Methodology, in <em>Int. J. of Clin. Exp. Hyp., <\/em>1960, 73. Credulous and Skeptical Views of Hypnotic Phenomens: Experiments on Esthesia. Hallucination and Delusione, in <em>J. Abn. Soc. Psychol, <\/em>1961, 189. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n3\">(3) Per un esame delle teorie sull\u2019ipnosi (a parte quelle contenute nei manuali di lingua italiana, come quelli di Granone, Guantieri, di Pavesi e Mosconi) si veda: BRENMAN M., GILL I., <em>Hypnoiherapy, <\/em>I.U.P., New York, 1947, 91; PATTIE T., Theories of Hypnosis, in DORCUS R., <em>Hypnosis and its Therapeutic Applications, <\/em>McGraw-Hill, New York, 1956, 1. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p2\">2 \u2014 Teorie fisiologiche<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"4\">Vediamo dapprima quelle di <strong><em>tipo fisiologico<\/em><\/strong>. Lo stesso Mesmer credeva in una teoria essenzialmente organica. Chiam\u00f2 \u00abmagnetismo animale\u00bb la forza che produceva gli effetti ipnotici (<a href=\"#n4\">4<\/a>). Sebbene il magnetismo animale di Mesmer sia caduto in discredito, vi \u00e8 una concorde indagine speculativa sui termini di correlazione fisiologici dell\u2019ipnosi.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"5\">Crasilneck e Hall (<a href=\"#n5\">5<\/a>) hanno introdotto il termine \u00abipnosi neutra\u00bb per designare lo stato ipnotico, prima che siano date specifiche suggestioni di cambiamento. Essi hanno riferito di non aver riscontrato nell\u2019ipnosi neutra alterazioni statisticamente rilevanti nelle pulsazioni, nella pressione arteriosa e nella frequenza del respiro. Sempre Crasilneck (<a href=\"#n6\">6<\/a>) riporta un importante caso clinico che reca un solido sostegno alla base neurofisiologica dell\u2019ipnosi. Una paziente sottoposta ad anestesia tanto ipnotica quanto chimica del cuoio capelluto si risvegli\u00f2 improvvisamente quando il neuro chirurgo tocc\u00f2 la regione dell\u2019ippocampo. Fu subito reipnotizzata, ma interruppe di colpo l\u2019ipnosi quando venne nuovamente toccato l\u2019ippocampo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"7\">Fu ripetuta l\u2019induzione ipnotica e l\u2019operazione continu\u00f2. Ovviamente si pens\u00f2 che in qualche modo la stimolazione meccanica della regione dell\u2019ippocampo avesse un\u2019influenza immediata sullo stato ipnotico, avvalorando chiaramente l\u2019ipotesi che l\u2019ippocampo sia interessato in qualsivoglia circuito neurale che sia sotteso all\u2019ipnosi. Lieberson, Smith e Stern (<a href=\"#n7\">7<\/a>) effettuarono degli esperimenti \u00absulla ipnosi animale\u00bb nelle cavie trovando che gli ippocampogrammi erano utili come indicatori del grado di attivit\u00e0 interna dell\u2019animale.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"8\">Bench\u00e9 non sia del tutto chiaro il rapporto fra ipnosi animale e ipnosi umana, posteriori studi sul funzionamento del cervello potrebbero mostrare che durante l\u2019ipnosi vi \u00e8 qualche evidente alterazione neurofisiologica. Bartlett (<a href=\"#n8\">8<\/a>) ha avanzato l\u2019ipotesi che l\u2019ipnosi possa alterare il rapporto della comunicazione corticale e subcorticale, interessando particolarmente l\u2019ipotalamo, la formazione reticolare ed il sistema limbico. La possibilit\u00e0 di modelli ipnotici del sistema nervoso centrale \u00e8 stata considerata anche da Granone (<a href=\"#n9\">9<\/a>) e da Rey-her (<a href=\"#n10\">10<\/a>). Pi\u00f9 volte in questo testo si dir\u00e0 come i neuropsicologi moderni attribuiscano, nel processo ipnotico, grande importanza alla differenza di funzioni collegate ai due emisferi cerebrali.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nelle teorie che equiparano l\u2019ipnosi al sonno e nel modello del riflesso condizionato elaborato dai pavloviani \u00e8 evidente il fondamento fisiologico. L\u2019osservazione clinica pi\u00f9 concorde ed impressionante, una di quelle che avvalorano le teorie fisiologiche, riguarda il fatto che l\u2019aspetto dei soggetti in stato sonnambulico di trance \u00e8 identico ovunque, nonostante le enormi differenze di \u00abruolo\u00bb e di presupposti culturali.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"11\">In buoni soggetti ipnotici provenienti da pi\u00f9 culture diverse, appare spesso un pallore periorale ai margini delle labbra. In Italia Pinelli (<a href=\"#n11\">11<\/a>) con accurati studi sperimentali ha potuto affermare che \u00abnella trance ipnotica profonda pu\u00f2 verificarsi una duplice attivazione; anzitutto qualcosa di analogo a quanto sperimentalmente si realizza con l\u2019eccitamento del sistema talamico intrinseco di Morrei e Jasper; vale a dire una attivazione di fondo molto intensa di settori corticali circoscritti (possiamo parlare dello sfondo dell\u2019ipnosi). In secondo luogo, su questo sfondo, vengono facilitati alcuni modelli interni: il contenuto dell\u2019ipnosi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I maggiori rappresentanti della concezione dell\u2019ipnosi come risultato di un fenomeno neurale patologico, sono stati Charcot ed i suoi allievi. Charcot riteneva che l\u2019isteria e l\u2019ipnosi fossero entrambe originate da un disturbo del sistema nervoso, ponendo l\u2019accento su un supposto sostrato neurale delle due condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"12\">Recentemente \u00e8 stata avanzata l\u2019ipotesi che l\u2019induzione di ipnosi, soprattutto quale manipolazione dell\u2019attenzione pu\u00f2 anche essere intesa come un mezzo per impegnare l\u2019emisfero dominante del cervello che presiede alle attivit\u00e0 razionali e alle attivit\u00e0 linguistiche (quello sinistro per i destrimani) e per accedere a quello non dominante che presiede alla attivit\u00e0 immaginativa e fantastica (<a href=\"#n12\">12<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"13\">Per Ornstein (<a href=\"#n13\">13<\/a>) sia la struttura che la funzione di queste due met\u00e0 del cervello in una certa misura sottolineano i due modi di coscienza che coesistono simultaneamente all\u2019interno di ciascuno di noi. Sebbene ciascun emisfero condivida il potenziale di molte funzioni, e sebbene entrambi i lati partecipino a molte attivit\u00e0, nella persona normale i due emisferi tendono a specializzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"14\">L\u2019emisfero sinistro si occupa prevalentemente del pensiero analitico, logico, specialmente nelle funzioni verbali e matematiche. La sua modalit\u00e0 di funzionamento \u00e8 principalmente lineare. L\u2019emisfero destro pare sia specializzato nel lavoro mentale olistico. La sua capacit\u00e0 di linguaggio \u00e8 limitata. Questo emisfero risponde soprattutto al nostro orientamento nello spazio, al lavoro d\u2019arte, d\u2019artigianato, all\u2019immagine del corpo (<a href=\"#n14\">14<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"15\">Se l\u2019EEG \u00e8 registrato in entrambi gli emisferi di una persona normale, durante azioni di manipolazione della informazione verbale o spaziale risultano diversi modelli di \u00abonde cerebrali\u00bb (<a href=\"#n15\">15<\/a>). Durante un\u2019azione verbale il ritmo alfa nell\u2019emisfero destro aumenta rispetto al sinistro, e in un\u2019azione spaziale l\u2019alfa aumenta nell\u2019emisfero sinistro rispetto al destro. Quasi come per ridurre le interferenze tra i due modi di operazione in conflitto nei suoi due emisferi cerebrali, il cervello tende a mettere fuori circuito il lato non usato in una situazione specifica (<a href=\"#n16\">16<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 su questa base che si pu\u00f2 spiegare l\u2019analogia tra i fenomeni che si producono nell\u2019ipnosi, nello yoga, nello zen, nel training autogeno, le istruzioni di un \u00abguru\u00bb (T.M.) ecc, dove in uno stato di rilassamento e di manipolazione si riscontra un aumento della suggestionabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"17\">Reyher ricorda che rispetto al linguaggio l\u2019emisfero cerebrale sinistro effettua una selezione voluta e difficile tra \u00abbit\u00bb differenti di informazione (le parole) e le dispone secondo una sequenza particolare (sintassi) a secondo di certe regole allo scopo di comunicare (<a href=\"#n17\">17<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo processo rappresenta una trasformazione del linguaggio da analogico in digitale. A differenza di un\u2019immagine visiva la parola infatti \u00e8 un simbolo, il che significa che esiste una relazione semantica tra la sua struttura grafica o fonetica ed il suo referente. I significati emergono dall\u2019ordinamento sintattico delle parole a formare delle frasi. Reyher chiama l\u2019operazione di scegliere le parole a seconda dei loro significati e di formulare le frasi come \u00abil sistema espressivo semantico-sintattico di elaborazione informativa\u00bb. L\u2019ascoltare coinvolge un sistema di conversione da digitale ad analogico, conversione che si suppone debba essere mediata da una precisa area corticale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 l\u2019ascolto ed il discorso linguistico rappresentano parecchie vie di elaborazione semantico-sintattica, non possono procedere simultaneamente senza qualche interferenza reciproca, che raggiunge il massimo quando si parla ed ascolta insieme (per esempio si perde il filo del discorso, si dimentica cosa si voleva dire, ecc). Normalmente poi questa situazione si verifica per le parole che entrano nei reciproci discorsi e per le regole implicite della conversazione, che mantiene la relazione come a due vie. Ma la situazione \u00e8 ben distinta per chi ascolta in silenzio e acriticamente chi parla, come avviene appunto nell\u2019ipnosi, training autogeno, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2 la conversione da digitale ad analogico \u00e8 mediata dal sistema recettivo semantico-sintattico, ed \u00e8 incorporata nella sottostante funzione cerebrale di sintesi, che rende possibile alle suggestioni di influenzare i processi percettivi, cognitivi e neurofisiologici. Dunque la suggestionabilit\u00e0 aumenta quando c\u2019\u00e8 un\u2019interruzione dell\u2019esprimersi del sistema espressivo semantico-sintattico che si verifica nelle situazioni sopra viste. In altre parole nella attesa acritica i modelli sintattico-semantici dell\u2019emisfero sinistro sono soppressi ed il modello sintetico analogico incorpora le istruzioni, attraverso il modello semantico sintattico in una sintesi.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n4\">(4) CRASILNECK H. B., HALL J. A., <em>Ipnosi clinica, <\/em>Astrolabio, Roma, 1977, 34 s. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n5\">(5) CRASILNECK H. B., HALL J. A., Physiological Changes Associated with Hypnosis: A Review of the Literature since 1948, in <em>Int. J. din. Exp. Hypnosis, <\/em>1959, 50; CRASILNECK H. B., HALL J. A., Blood Pressure and Pulse Rates in Neutral Hypnosis, in <em>Int. J. Clin. Exp. Hyp., <\/em>1960, 137 s. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n6\">(6) CRASILNECK H. B., Me CRANIE E. G., JENKINS M. T., Special Indications for Hypnosis as a Method of Anesthesia, in \/. <em>Ani. Med. Assoc, <\/em>1956, 162, 1606 s. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n7\">(7) LIEBERSON W. T., SMITH R. W., STERN M. A., Experimental Studies of the Prolonged \u00abHypnotic Withdrawal\u00bb in the Guinea Pig, in <em>J. Neuropsychiatry, <\/em>1961, 28 s. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n8\">(8) BARTLETT E. E., A Proposed Definition of Hypnosis with a Theory of its Mechanism of Action, in <em>Am. J. Clin. Hyp., <\/em>1968, 69 s. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n9\">(9) GRANONE F., <em>Trattato di ipnosi (Sofrologia), <\/em>Boringhieri, Torino, 1972. (<a href=\"#8\">torna al t<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"n9\"><a href=\"#8\">esto<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n10\">(10) REYHER J., Brain Mechanisms, Intrapsychic Processes in Behavior: A Theory of Hypnosis and Psychopathology, <em>Am. J. Clin. Hyp., <\/em>1964, 7, 107 s. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n11\">(11) PINELLI P., Il tests di Shagass nell\u2019ansia e nella trance ipnotica, in <em>Rass. di Ipnosi e Med. Psicosomatica, <\/em>1976, 32, 868. (<a href=\"#11\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n12\">(12) LEVY J., <em>Psychobiological Implication of Bilaterai Asymmetry in He- m\u00ecsphere Function in Human Brain, <\/em>Wiley, New York, 1974; DENES F., UMILT\u00c0 C. (a cura di), \/ <em>due cervelli; neuropsicologia dei processi cognitivi, <\/em>II Mulino, Bologna, 1978. (<a href=\"#12\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n13\">(13) ORNSTEIN R. E., <em>La psicologia della coscienza, <\/em>Angeli, Milano, 1978. 70 s. (<a href=\"#13\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n14\">(14) Kinsbourne, dell\u2019Universit\u00e0 di Duke, ha compiuto esperimenti che confermano la specializzazione differenziata dei due emisferi. Se si chiede ad una persona di tenere in equilibrio un bastone di legno sull\u2019indice di ciascuna mano, una mano alla volta, chiedendogli anche di parlare mentre compie questa azione, il tempo di equilibrio della mano destra diminuisce, visto che l\u2019aggiungersi di questo compito interferisce con l\u2019azione in corso. Ma il tempo di equilibrio della mano sinistra aumenta con l\u2019aggiungersi di questa azione di verbalizzazione. La mano destra \u00e8 controllata dall\u2019emisfero sinistro. Quando questo \u00e8 occupato dal discorso, il suo controllo sulla mano destra ne soffre. Ma se questo lavoro \u00e8 fatto dalla mano sinistra, l\u2019emisfero sinistro ha la possibilit\u00e0 di interferire con il suo lavoro. Cfr. KINSBOURNE M., COOK J., Generalized and Lateralized Effects of Concurrent Verbalization on a Unimanual Skill, in <em>Quarterly J. of Exp. Psychology, <\/em>1971, 341. (<a href=\"#14\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n15\">(15) GALIN D., ORNSTEIN R., Lateral Specialization of Cognitive Mode: An EEG Study, <em>Psychophysiology, <\/em>1972. (<a href=\"#15\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n16\">(16) Per una disamina dei rapporti dei due emisferi con l\u2019ipnosi, cfr. HILGARD E. R., <em>Divided Consciousness: Multiple Controls in Human Thought and Action, <\/em>Wiley, New York, 1977, 109 ss.; e GRINDER J., DE LORIER J., BANDER R., <em>Patterns of the Hypnotic Techniques of Milton H. Erickson M. D., <\/em>Meta Cupertino, voi. II, 1977, 34 ss., i quali esemplificano come il movimento degli occhi possa segnalare utilmente il tipo di emisfero impegnato e il tipo di vissuto del soggetto. Per una estensione dell\u2019argomento alla psicoterapia in generale cfr. WATZLAWICK P., <em>The Language of Change, <\/em>Basic, New York, 1979. (<a href=\"#15\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n17\">(17) REYHER J., Clinical and Experimental Hypnosis: Implications for Theory and Methodology, in EDMONSTON W. (a cura di), <em>Conceptual and Investigative Approaches to Hypnosis and Hypnotic Phenomena, <\/em>Academy of Science, New York, 1977. (<a href=\"#17\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p3\">3 \u2014 Ipnosi come sonno lucido<\/h5>\n\n\n\n<p>L\u2019abate Faria defin\u00ec l\u2019ipnosi come un <em>sonno lucido<\/em>. Anche Pavlov con la sua teoria dei riflessi condizionati sembra accreditare questa ipotesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli not\u00f2 che la ripetizione di uno stimolo condizionato senza alcuna presentazione di stimoli non condizionati, cio\u00e8 senza rinforzo, causava uno stato letargico e sonnolente negli animali, qualcuno addirittura si addormentava. Ne deduceva che quella parte del cervello che era pi\u00f9 direttamente attaccata dallo stimolo condizionante diveniva il centro di un processo inibitorio che si irradiava in altre parti del cervello stesso, fino a che lo stimolo era presentato in modo monotono. La parte finale di questa inibizione era il sonno, gli stadi precedenti al sonno erano chiamati ipnosi.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"18\">Pavlov (<a href=\"#n18\">18<\/a>) spiegava perci\u00f2 l\u2019ipnosi, come sonno parziale provocato dall\u2019inibizione degli emisferi cerebrali, originata da diversi stimoli: presenta cos\u00ec gradi diversi di estensione ed intensit\u00e0, lasciando per\u00f2 dei punti vigili in alcune zone che rimangono sveglie ed attive. Per lui l\u2019ipnosi provoca una dissociazione delle funzioni del cervello: il soggetto ipnotizzato pur comprendendo ci\u00f2 che gli si dice, perde il controllo dei suoi muscoli; pur volendo non pu\u00f2 cambiare la posizione di nessuna parte del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa prima manifestazione, la catalessia, risulta da una inibizione isolata della zona corticale motoria, che per\u00f2 non scende nei centri motori situati pi\u00f9 in basso negli emisferi, che infatti possono funzionare normalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Una seconda manifestazione da Pavlov individuata \u00e8 l\u2019automatismo.<\/p>\n\n\n\n<p>I soggetti ipnotizzati riproducono in maniera stereotipata le azioni compiute dall\u2019ipnotizzatore davanti ad essi oppure compiono correttamente movimenti difficili e complessi. Nell\u2019ipnosi si produce il riflesso di imitazione che durante l\u2019infanzia ha permesso a tutti di elaborare il comportamento individuale e sociale. Inoltre, come gi\u00e0 detto, in ipnosi rimangono \u00abpunti vigili\u00bb nella corteccia cerebrale che permettono il contatto tra soggetto ed ipnotista, mentre altre zone sono inibite. Questi punti vigili sono estremamente recettivi alle parole, che agiscono in modo pi\u00f9 intenso ed immediato di altri fattori esterni reali. La parola \u00e8 collegata esperienzialmente a tutti gli stimoli esterni ed interni che pervengono al cervello. La suggestione \u00e8 il riflesso condizionato pi\u00f9 semplice, e il pi\u00f9 tipico dell\u2019uomo. La parola suggestiva, concentrando la stimolazione in una zona ristretta degli emisferi, esclude altre stimolazioni per cui assume una particolare forza, sia durante che dopo l\u2019ipnosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle ricerche di Pavlov sull\u2019ipnosi si riscontra che dal punto di vista fisiologico, ipnosi e sonno si differenziano tra loro per il grado di irradiazione dell\u2019induzione, per la localizzazione e per la misura delle differenziazioni (estensione ed intensit\u00e0 dei processi di eccitazione ed inibizione della corteccia cerebrale).<\/p>\n\n\n\n<p>Contro la teoria che equipara l\u2019ipnosi al sonno militano gran parte delle prove che oggi abbiamo, come i riflessi plantari, la respirazione, l\u2019attivit\u00e0 cardiaca, la circolazione cerebrale, l\u2019encefalogramma, la resistenza elettrica della pelle, del metabolismo basale, che sono sempre differenti nell\u2019ipnosi e nel sonno.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"19\">I risultati delle indagini dimostrano che l\u2019ipnotismo \u00e8 pi\u00f9 vicino ad uno stato di veglia piuttosto che ad uno stato di sonno. In taluni esperimenti \u00e8 stato dimostrato che quando il soggetto viene ipnotizzato col metodo della fissazione oculare e facendogli chiudere gli occhi, l\u2019elettroencefalogramma \u00e8 lo stesso che nella situazione, diciamo, di veglia comune, ma quando vengono date suggestioni specifiche per la produzione del sonno, allora vi sono delle caratteristiche encelafografiche che si avvicinano al sonno fisiologico (<a href=\"#n19\">19<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"20\">Evans (<a href=\"#n20\">20<\/a>) in base a suoi esperimenti afferma per\u00f2 che la capacit\u00e0 di raggiungere un profondo grado di ipnosi e l\u2019abilit\u00e0 di addormentarsi facilmente, hanno in comune almeno qualche meccanismo. \u00c8 stato ipotizzato che questo meccanismo coinvolge differenze individuali nella capacit\u00e0 di mantenere un controllo sul livello di funzionamento corporeo o di stato di coscienza che a quella persona sembra opportuno al momento.<\/p>\n\n\n\n<p>In apparenza questo meccanismo di controllo coinvolge l\u2019abilit\u00e0 di passare prontamente da un tipo di stato psicologico o di attivit\u00e0 ad un altro tipo; cio\u00e8 mantenere l\u2019elasticit\u00e0 nel variare l\u2019assetto psicologico. Il tipo di controllo che permette ad una persona di scegliere di entrare in ipnosi, o di addormentarsi o di raggiungere diversi stati di coscienza pu\u00f2 essere una capacit\u00e0 pi\u00f9 ampia, generale, appannaggio di alcune persone e pu\u00f2 manifestarsi in un gran numero di circostanze. Le persone che hanno questa abilit\u00e0 possono sviluppare una variet\u00e0 di strumenti o modi di affrontare la realt\u00e0 e di funzionare a differenti livelli psichici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel numero delle possibili condizioni psicologiche in cui un individuo pu\u00f2 decidere di entrare, quelle scelte dipendono da capacit\u00e0 che egli possiede o meno. Per esempio molti individui hanno la capacit\u00e0 di addormentarsi in qualsiasi momento lo desiderino, mentre altri non hanno il necessario controllo del meccanismo per addormentarsi prontamente, possono avere difficolt\u00e0 a raggiungere il sonno, o aver bisogno di tutta una variet\u00e0 di rituali o una rigidit\u00e0 di abitudini temporali per aumentare la probabilit\u00e0 di ottenere il sonno. D\u2019altra parte la capacit\u00e0 di sperimentare lo stato ipnotico \u00e8 una capacit\u00e0 ancora meno diffusa. Ma il fatto che un individuo possieda una notevole \u00abflessibilit\u00e0\u00bb nel modificare il proprio assetto psicologico, \u00e8 irrilevante se non possiede altre \u00abcapacit\u00e0\u00bb o non ha motivazioni a sperimentare l\u2019ipnosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se una persona possiede un buon meccanismo per addormentarsi pu\u00f2 avere le doti indispensabili per provare l\u2019ipnosi, ma pu\u00f2 anche non averle. Cio\u00e8 ipnosi e sonno non sono interscambiabili o funzionalmente equivalenti, piuttosto l\u2019abilit\u00e0 di raggiungere stati diversi \u00e8 \u00abclassificata\u00bb sotto gli stessi meccanismi di controllo, che includono anche la capacit\u00e0 di modificare il proprio modello psicologico, il grado di concentrazione, i diversi livelli di veglia.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n18\">(18) PAVLOV L., \/ <em>riflessi condizionati, <\/em>Boringhieri, Torino, 1966 e VENTURINI R. (a cura di), \/ <em>livelli di vigilanza, <\/em>Bulzoni, Roma, 1973. (<a href=\"#18\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n19\">(19) Per un esame aggiornato delle differenze tra sonno ed ipnosi cfr., EVANS F., Hypnosis and Sleep: Techniques for Exploring Cognitive Activity during Sleep, in FROMM E., SHOR R., <em>Hypnosis: Research, Developments and Perspective, <\/em>Aldine, Chicago, 1972, 43; cfr. anche PINELLI P., <em>Sonno, sogno, ipnosi e stati patologici di inibizioni cerebrali, <\/em>Cortina, Padova, 1958. (<a href=\"#19\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n20\">(20) EVANS F., Hypnosis&nbsp; and Sleep: The Control of Altered States of Awareness, in EDMONSTON W. (a cura di), Conceptual and Investigative Approaches to Hypnosis and Hypnotic Phenomena, <em>cit., <\/em>171. (<a href=\"#20\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p4\">4 \u2014 Risposta condizionata<\/h5>\n\n\n\n<p>Strettamente connesse alla teoria del sonno quelle cos\u00ec dette <strong><em>ideomotorie<\/em><\/strong>o di <strong><em>risposta condizionata.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo James, sostenitore della teoria ideomotoria, ogni idea di movimento risveglia in qualche grado il movimento concreto di cui \u00e8 oggetto, e questa evocazione \u00e8 tanto maggiore quanto pi\u00f9 non vi \u00e8 una rappresentazione antagonistica simultanea nella mente, non deve esistere cio\u00e8 una situazione conflittuale. Modernamente chi sostiene questa teoria, sottolinea che il principio ideomotorio, consiste nel fatto che la ripetizione frequente di un antecedente di un atto, pu\u00f2 divenire uno stimolo condizionante dell\u2019atto stesso e le parole possono essere stimoli condizionati delle azioni.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"21\">Questa teoria \u00e8 stata sostenuta soprattutto da Hull (<a href=\"#n21\">21<\/a>). Esso per\u00f2 non riesce a spiegare come mai questi stimoli verbali e simbolici rappresentati dall\u2019ipnotista siano pi\u00f9 efficaci di quelli che il soggetto eventualmente potrebbe rappresentarsi da solo. Perch\u00e9, per esempio, il soggetto in trance eteroindotta \u00e8 pi\u00f9 abile che in stato di autosuggestione nell\u2019inibire certe risposte emozionali e somatiche, come risposta alla stimolazione dolorosa?<\/p>\n\n\n\n<p>Teniamo conto tra l\u2019altro che come Sarbin ha potuto dimostrare, taluni soggetti entrano in ipnosi senza il bisogno di questo stimolo ripetitivo e monotono, cio\u00e8, dicendo ad un soggetto, che era andato da lui per farsi ipnotizzare, stia comodo su questa poltrona, la lascio per cinque minuti e lei si rilassi, quando torner\u00f2 conter\u00f2 fino a 10 e lei entrer\u00e0 nel sonno ipnotico, il che puntualmente accadeva.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"22\">Pavlov, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato, riteneva che la parola sia uno stimolo che provoca riflessi condizionati di natura fisiologica, questi riflessi sarebbero copia di innati riflessi organici. Secondo questi autori, la suggestione sarebbe un tipico riflesso condizionato e per questa ragione non c\u2019\u00e8 nessuna funzione che non possa essere facilitata, inibita o cambiata attraverso mezzi verbali. Per Eysenck la suggestione \u00e8 la risultante di due forze: azione ideomotrice e inibizione (<a href=\"#n22\">22<\/a>). Non \u00e8 chiaro per\u00f2 come l\u2019ipnosi possa essere considerata un processo di condizionamento se talvolta la si pu\u00f2 produrre quasi immediatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n21\">(21) HULL C, <em>Hypnosis and Suggestibility, <\/em>Appleton, New York, 1933. (<a href=\"#21\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n22\">(22) Per una interessante discussione parzialmente a sostegno delle teorie di Pavlov e di Hull, cfr. EDMONSTON W., Stimulus: Response Theory of Hypnosis, in GORDON J., <em>Hand-book of Clinical and Experimental Hypnosis, <\/em>MacMillan, New York, 1967, 345. (<a href=\"#22\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p5\">5 \u2014 Dissociazione<\/h5>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra teoria \u00e8 quella della <strong><em>dissociazione<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Storicamente sostenuta da Pierre Janet e da Morton Prince si basava sul fatto che molti fenomeni di tipo isterico e di personalit\u00e0 multipla, possono essere facilmente imitati o riprodotti per mezzo dell\u2019ipnosi. Questa teoria sostiene che l\u2019ipnosi consiste nella produzione di una secondaria coscienza dissociata, cio\u00e8 nella formazione di un gruppo di inconscie memorie ed attivit\u00e0 che temporaneamente prendono il posto della coscienza. La profondit\u00e0 dello stato ipnotico dipenderebbe quindi dal grado di dissociazione. Oggi il concetto di stato dissociato \u00e8 stato ripreso da alcuni per spiegare l\u2019ipnosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo McDougall il soggetto non riesce a compiere un certo movimento non solo perch\u00e9 non vuole o non ha sufficiente motivo per farlo, ma perch\u00e9 muscoli antagonistici entrano in gioco e prevengono i movimenti. Questa teoria pur suggestiva non spiega per\u00f2 come mai \u00e8 poi piuttosto semplice in ipnosi, togliere, scotomizzare, il suono di una voce particolare e non di altre, nell\u2019amnesia consentire di ricordare certi fatti e non altri. In questi casi come applicare la teoria della dissociazione della personalit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Si dovrebbe ammettere la possibilit\u00e0 di selezionare le dissociazioni all\u2019interno delle dissociazioni; McDougall riconosce che questo \u00e8 un problema piuttosto oscuro. \u00c8 stato d\u2019altronde notato come quei sistemi che si suppone debbano essere dissociati o isolati, partecipano notevolmente nella determinazione del comportamento ipnotico, per esempio, in una allucinazione negativa di certe carte rispetto ad altre carte, \u00e8 chiaro che in qualche modo le carte che devono essere allucinate negativamente debbono essere selezionate.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p6\">6 \u2014 Teoria dei tre fattori<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"23\">Quella dei <strong><em>tre fattori<\/em><\/strong>\u00e8 una teoria eclettica avanzata da Weitzenhoffer (<a href=\"#n23\">23<\/a>) basata sul verificarsi di tre processi separati: \u00abomoazione\u00bb, \u00abgeneralizzazione di suggestionabilit\u00e0\u00bb e uno \u00abstato alterato di consapevolezza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Uomoazione<\/em><\/strong><em> <\/em>\u00e8 riferita alla efficacia progressiva delle suggestioni. Se l\u2019ipnotista ad esempio, insiste nell\u2019affermare che le palpebre diventano pesanti, la risposta iniziale a questa suggestione, anche se limitata, facilita le risposte successive, cosicch\u00e9 prontezza e adeguatezza di esse aumentano. Le procedure ipnotiche creano appunto una situazione che favorisce l\u2019omoazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Weitzenhoffer spiega il comportamento omoattivo utilizzando la fisiologia neuromuscolare. La suggestione iniziale di pensare di muovere un muscolo comporta una risposta all\u2019inizio impercettibile del muscolo. Con l\u2019aumento dell\u2019eccitazione la possibilit\u00e0 di una aperta contrazione muscolare aumenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo processo \u00e8 quello della generalizzazione di suggestionalit\u00e0 o <em>eteroazione<\/em>, che \u00e8 un ampliamento del principio di generalizzazione dell\u2019apprendimento. Una risposta appresa in rapporto ad uno stimolo particolare, pu\u00f2 essere provocata anche da uno simile a quello originario. Lo stesso vale se anzich\u00e9 ad uno stimolo ci si riferisce ad una situazione, con ci\u00f2 si spiega la tendenza a dare una risposta in una data situazione, in quanto viene nel suo insieme associata con la risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 il soggetto durante l\u2019ipnosi \u00e8 sollecitato a dare risposte che gli vengono rinforzate dalla approvazione dell\u2019ipnotista, le suggestioni di per s\u00e9 agiscono come una base di generalizzazione. Cos\u00ec il soggetto tende a dare le risposte suggerite anche quando da sole non si sarebbero verificate. Mentre la omoazione aumenta, la situazione \u00e8 fissata dal processo di generalizzazione della suggestionabilit\u00e0. L\u2019ipnosi \u00e8 definita uno stato di ipersuggestionabilit\u00e0 eteroattiva, in cui eteroazione significa che una risposta ad una suggestione tende a facilitare la risposta a suggestioni differenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo processo, quello di <strong><em>consapevolezza limitata<\/em><\/strong>(ristretta), comporta che il soggetto agisca nel modo che per lui \u00e8 l\u2019unico possibile secondo la sua percezione dell\u2019ambiente circostante. Tale processo \u00e8 dovuto al fatto che l\u2019induzione ipnotica isola il soggetto dall\u2019ambiente. Il soggetto \u00e8 cosciente solo della voce dell\u2019ipnotista a cui risponde, che sostituisce la consapevolezza normale.<\/p>\n\n\n\n<p>Weitzenhoffer attraverso l\u2019analisi delle caratteristiche dell\u2019induzione ha cercato di studiarne gli effetti sulle risposte ipnotiche individuando i tre processi sopra visti. Da essi dipende la discontinuit\u00e0 del comportamento del soggetto una volta ipnotizzato. In particolare l\u2019automaticit\u00e0 delle risposte \u00e8 dovuta al processo di restrizione della sfera consapevole, l\u2019amplificazione delle risposte all\u2019omoazione, quando vi \u00e8 un leggero stato ipnotico, all\u2019eteroazione quando questo \u00e8 moderato; dalla consapevolezza ristretta dipendono infine i comportamenti con caratteristiche dissociate che sono per lo pi\u00f9 associati a stati profondi di ipnosi. Ma rimangono inspiegate per\u00f2, le differenze di risposta da individuo ad individuo; cos\u00ec l\u2019autore non giustifica il perch\u00e9 un soggetto mostra solo risposte omoattive, mentre un altro tutte le risposte. Si pu\u00f2 arguire solo che ci\u00f2 pu\u00f2 dipendere dal diverso grado di sensibilit\u00e0 all\u2019induzione e alla conseguente capacit\u00e0 di esperire i cambiamenti interni suggeriti.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n23\">(23) WEITZENHOFFER A. M., <em>Hypnotism, <\/em>Wiley, New York, 1953. (<a href=\"#23\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p7\">7 \u2014 Sonno base<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"24\">Benussi (<a href=\"#n24\">24<\/a>) ha studiato i fenomeni suggestivi ed ipnotici teorizzando l\u2019esistenza di un <em>sonno base <\/em>cio\u00e8 lo stato basale di quiete mentale \u00abprivo di pensieri e di immagini\u00bb, caratterizzato da una forma respiratoria specifica, su cui \u00e8 possibile innestare suggestivamente situazioni emotive diversissime. Queste situazioni, che partono tutte da quello stato di piacevole estinzione intellettiva che \u00e8 il sonno base, vengono considerate come situazioni emotive pure, prive cio\u00e8 di qualsiasi interferenza con altri stati emotivi o intellettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo suggestivo, e le forme respiratorie, diverse per ogni singola situazione emotiva animata in sonno base, e raggruppabili in serie secondo le analogie formali esistenti tra le singole situazioni lo provano, pu\u00f2 darci lo stato emotivo puro. Il fatto che sia possibile animare situazioni emotive in forma pura, che cio\u00e8 situazioni come quelle di tristezza, felicit\u00e0, dolore fisico, simpatia, odio, ecc. possano insorgere e sussistere senza alcuna base o giustificazione, o motivo di ordine intellettivo, \u00e8 una prova per Benussi che al concetto di unit\u00e0 della coscienza, quale si era inteso e si intende abitualmente, si deve sostituire quello di collegamento armonico tra le varie funzioni di coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n24\">(24) BENUSSI V., La suggestione e l\u2019ipnosi come mezzi di analisi psichica del reale, in <em>Suggestione e psicoanalisi<\/em>, Principato, Messina, s.d.; Cesare Musatti ha recentemente ripreso gli studi di Benussi che fu suo maestro e ne ha promesso la pubblicazione di una edizione commentata, cfr. MUSATTI C, Il linguaggio ed i fenomeni ipnosuggestivi, in MOSCONI G., WEILBACHER R., <em>Atti del V convegno nazionale medico di studi sull\u2019ipnosi clinica, <\/em>Milano 11-12-13 novembre, Ed. AMISI, Milano, 1979. (<a href=\"#24\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p8\">8 \u2014 Particolare stato psicofisico<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"25\">Per Granone (<a href=\"#n25\">25<\/a>) l\u2019ipnotismo \u00e8 la possibilit\u00e0 di indurre in un soggetto un <em>particolare stato psicofisico <\/em>che permette di influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali del soggetto stesso per mezzo del \u00abrapporto\u00bb creatosi fra questo e l\u2019ipnotizzatore, e l\u2019ipnosi rappresenta uno stato di coscienza particolare che presenta una modificazione di natura psichica che riguarda la coscienza e la volont\u00e0 e a tali modificazioni seguono quelle di ordine somatico, viscerale e umorale. Nonostante le lunghe discussioni per mostrare come queste modificazioni si manifestino e si rilevino, a Granone non interessa esaminare se tali manifestazioni si possano ottenere senza un\u2019induzione ipnotica preventiva.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n25\">(25) GRANONE F., Trattato, <em>op. cit., <\/em>321 ss. (<a href=\"#25\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p9\">9 \u2014 Labilizzazione del campo percettivo<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"26\">Per Melica (<a href=\"#n26\">26<\/a>) i dinamismi ipnotici \u2013 che di solito, in un qualunque soggetto sono avviati su processi di progressiva <em>labilizzazione della trama connettiva del campo percettivo, <\/em>ma che a tali processi non sono assolutamente legati da necessit\u00e0 \u2013 consistono nella costruzione di un tipo di realt\u00e0, cosiddetta ipnotica, operata apparentemente dall\u2019esterno, a spese di quella, cosiddetta normale, in qualche modo gi\u00e0 costruita dal soggetto. Tali dinamismi sono caratterizzati da una sintomatologia fisica peculiare dei processi di progressiva labilizzazione del campo percettivo, con varianti dovute solo al tipo di processi all\u2019uopo prescelti e messi in atto, comunque non assolutamente correlata di necessit\u00e0 alla pi\u00f9 o meno contemporanea progressiva riduzione delle dimensioni dell\u2019io normale, al soggetto proprio in quel momento, ed al concomitante progressivo aumento compensativo di un io ipnotico coerente.<\/p>\n\n\n\n<p>Coerenza \u00absui generis\u00bb comunque derivante dal permanere, con modalit\u00e0 altrettanto \u00absui generis\u00bb ma reali, della efficienza del meccanismo di verifica del reale, tanto che il soggetto non si avvede di vivere una realt\u00e0 diversa, entro l\u2019ambito della quale gli \u00e8 agevole il raggiungimento di certezze, il patimento di conflitti, la assunzione di comportamenti, la attuazione di prestazioni per lui normalmente eccezionali, di solito quali reazione di tipo impellente ed, infine, dal fatto che si tratta di dinamismi labili e reversibili che possono cessare quando e come si voglia, con il ripristinarsi dei rapporti \u00abquo ante\u00bb con la realt\u00e0 normale, salvo in alcuni casi, o forse in tutti, il residuare di nuclei di rappresentazioni di frazioni di quella realt\u00e0 ipnotica, strutturati, agenti o non agenti secondo il meccanismo della difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n26\">(26) MELICA V., <em>Una ipotesi sui dinamismi ipnotici, <\/em>Cadtnos, Milano, 1974; e pi\u00f9 essenzialmente in La realt\u00e0 ipnotica, in <em>Dispense del I Corso di insegnamento della Scuola di Ipnosi dell\u2019AMISI, <\/em>Milano, 1977, 45. (<a href=\"#26\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p10\">10 \u2014 Comportamento diretto ad uno scopo in uno stato alterato della persona<\/h5>\n\n\n\n<p>L\u2019ipnosi \u00e8 stata considerata anche come un <strong><em>comportamento diretto ad uno scopo in uno stato alterato della persona<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"27\">\u00c8 stato sostenuto nel 1941 da White (<a href=\"#n27\">27<\/a>) con un approccio di tipo motivazionale. Secondo l\u2019Autore, lo scopo dell\u2019ipnotizzato sarebbe quello di ottenere di dirigere il proprio comportamento verso gli scopi che l\u2019ipnotista si prefigge, in particolare l\u2019ipnotismo sarebbe un comportamento significativo diretto ad uno scopo, che in linea generale sarebbe quello di comportarsi come una persona ipnotizzata, il che \u00e8 definito continuamente dall\u2019operatore, cio\u00e8 l\u2019ipnotista, e accettato dal soggetto. Poich\u00e9 questo, secondo l\u2019Autore, non potrebbe spiegare comunque tutti i fenomeni ipnotici, White dice che il tutto avviene in uno stato alterato della persona. La debolezza di questa teoria sta nel fatto che non chiarisce in che cosa consista questo stato alterato della persona.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n27\">(27) WHITE R., A Preface to the Theory of Hypnotism, in Moss S., <em>Hypnosis in Perspective, <\/em>MacMillan, New York, 1965, 118. (<a href=\"#27\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p11\">11 \u2014 Transfert e riattivazione del complesso di Edipo<\/h5>\n\n\n\n<p>Talune spiegazioni del fenomeno ipnotico poi hanno una matrice psicoanalitica.<\/p>\n\n\n\n<p>Normalmente l\u2019interpretazione psicoanalitica dell\u2019ipnosi la considera una forma di <em>transfert<\/em>, attraverso il quale si riattiverebbe una forma di rapporto tipico del genitore (ipnotista) nei confronti del figlio (ipnotizzato).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo approccio ha il merito di enfatizzare l\u2019aspetto relazionale dell\u2019ipnosi ma, come ho gi\u00e0 detto nel secondo capitolo, rappresenta la reificazione di una metafora che non aiuta a distinguere ci\u00f2 che l\u2019ipnosi ha di peculiare riguardo ad altre situazioni interpersonali, in cui \u00e8 in gioco un alto grado di affettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"28\">Ferenzi consider\u00f2 il rapporto ipnotico come una <em>riattivazione del complesso di Edipo <\/em>in cui l\u2019ipnotizzato nei confronti dell\u2019ipnotista \u00e8 come un bambino nei confronti di un genitore, e differenzia l\u2019ipnosi materna da quella paterna, la prima basata sull\u2019amore, la seconda sulla paura (<a href=\"#n28\">28<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"29\">Freud, in accordo di fondo con Ferenzi, equipara l\u2019ipnosi all\u2019essere innamorati, osservando come ci sia la stessa umile sottomissione, la stessa complicit\u00e0, la stessa assenza di critica (<a href=\"#n29\">29<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipnotista si pone come Io ideale cos\u00ec il senso della realt\u00e0 diventa alterato in accordo con quanto suggerisce l\u2019ipnotista; per Freud l\u2019ipnosi \u00e8 un gruppo di due e la suggestione \u00e8 una condizione che non \u00e8 basata sulla percezione e sul ragionamento, ma sul <em>legame erotico <\/em>sottostante a questo rapporto interpersonale.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"30\">Schilder e Kauders (<a href=\"#n30\">30<\/a>) hanno approfondito questo tema insistendo che il rapporto tra ipnotizzato e ipnotista \u00e8 di natura erotica, tanto \u00e8 vero che il primo spesso accusa il secondo di aggressioni sessuali nei suoi confronti. L\u2019ipnotizzato si identifica con l\u2019ipnotista che vede come un aggressore, condividendone cos\u00ec infantilmente l\u2019onnipotenza operativa.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n28\">(28) FERENZI S., Introjection and Transference, in <em>First Contributions to Psychoanalysis, <\/em>Hogarth, London, 1952, 58. (<a href=\"#28\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n29\">(29) FERENZI S., <em>Psicologia delle masse e analisi dell\u2019Io, <\/em>in <em>Opere, <\/em>cit., Boringhieri, Torino, 1977, 257. (<a href=\"#29\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n30\">(30) SCHILDER P., KAUDERS O., Hypnosis, in <em>Nervous Meritai Disease Monogr., <\/em>Washington, 1927 e in SCHILDER P., <em>The Nature of Hypnosis, <\/em>I.U.P., New York, 1956. (<a href=\"#30\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p12\">12 \u2014 Riduzione delle frontiere dell\u2019Io<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"31\">In un articolo molto significativo, Kubie e Margolin (<a href=\"#n31\">31<\/a>) pur tenendo conto di fattori relativi al transfert enfatizzano insieme ad altri aspetti psicodinamici anche talaltri di tipo fisiologico. Questi Autori distinguono il processo ipnotico dallo stato ipnotico ritenendo che quest\u2019ultimo sia distinto in tre fasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima fase vi \u00e8 una progressiva eliminazione dei canali comunicazionali con l\u2019ambiente rimanendo salvi solo quelli che stabiliscono un rapporto tra il soggetto e l\u2019operatore; la condizione che ne deriva \u00e8 quella di un sonno parziale nei confronti del quale l\u2019ipnotista diviene l\u2019unico rappresentante della realt\u00e0 esterna, proprio come per il bambino in tenera et\u00e0 i genitori sono l\u2019unica realt\u00e0 pregnante.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda fase aumenta la riduzione delle frontiere dell\u2019Io, del soggetto in connessione alla riduzione dei rapporti con la realt\u00e0 che producono una specie di stato di fusione tra l\u2019ipnotista e l\u2019ipnotizzato, cos\u00ec che le parole del primo non sono per il soggetto pi\u00f9 distinguibili dai propri pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista fisiologico il processo appare una estensione del normale processo di attenzione che si risolve in una focalizzazione concentrata di eccitazione nel sistema nervoso centrale, cui \u00e8 correlata, in senso pavloniano, un\u2019area di inibizione; ci\u00f2 avverrebbe essenzialmente attraverso l\u2019immobilit\u00e0, la monotonia, il ritmo. Secondo questi due Autori da un punto di vista psicologico ci\u00f2 porterebbe poi ad un acquietamento dell\u2019ansia e di altre difese.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella terza fase si verifica una parziale riespansione delle frontiere dell\u2019Io attraverso la quale il soggetto pu\u00f2 comunicare pi\u00f9 ampiamente con l\u2019ambiente esterno avendo, tra l\u2019altro, incorporato frammenti dell\u2019immagine dell\u2019ipnotista nell\u2019ambito stesso delle frontiere dell\u2019io. L\u2019ipnotista diviene cos\u00ec una componente inconscia della nuova personalit\u00e0 del soggetto che emerge dal loro rapporto in questa fase. Ci\u00f2 avviene, per proseguire il parallelismo tra la ipnosi e il naturale processo di sviluppo, esattamente come per il bambino che in un certo stadio del suo sviluppo ha introiettato nella sua personalit\u00e0 le immagini parentali. L\u2019ipnosi dunque sarebbe una specie di ricapitolazione dello sviluppo infantile.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n31\">(31) KUBIE L., MARGOLIN S., The Process of Hypnotism and the Nature of Hypnotic State, in The Nature of Hypnosis, <em>op. cit., <\/em>217. (<a href=\"#31\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p13\">13 \u2014 Reazione psicosomatica<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"32\">Direttamente collegata con questa teoria \u00e8 quella di Wolberg (<a href=\"#n32\">32<\/a>) per cui l\u2019ipnosi \u00e8 una complessa <strong><em>reazione psico-somatica<\/em><\/strong>prodotta sia da fattori fisiologici che psicologici. Questo Autore ritiene che l\u2019ipnosi consista in un\u2019espansione di inibizione verso i pi\u00f9 alti centri corticali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipnosi rimuoverebbe le barriere fra aree corticali e sub-corticali in modo analogo alla situazione che esiste nell\u2019infante prima della mielinizzazione dei neuroni. Cos\u00ec nell\u2019ipnosi si avrebbe un tipo di regressione, che metterebbe in gioco aree del sistema nervoso centrale, che normalmente non sono accessibili al soggetto allo stato di veglia; ci\u00f2 spiegherebbe perch\u00e9 si possono stabilire dei riflessi condizionati pi\u00f9 facilmente che nella veglia.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa inibizione corticale per il quale il soggetto sperimenta una regressione generalizzata, il suo senso del tempo \u00e8 alterato, i legami tra l\u2019Io e il mondo esterno non sono nettamente delimitati e possono produrre un\u2019insicurezza, che spinge il soggetto ad identificare l\u2019ipnotista col genitore, onde ritrovare sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipnotizzabilit\u00e0 \u00e8 caratterizzata dal bisogno di soddisfare una carenza di sicurezza e di autostima riproducendo uno stadio di sviluppo infantile; con questo processo regressivo si ha quella inibizione dei pi\u00f9 alti centri corticali di cui si \u00e8 detto. La dipendenza diventa il pi\u00f9 importante meccanismo per acquisire sicurezza e l\u2019ipnotista diventa il sostituto del genitore.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n32\">(32) WOLBERG L., <em>Medicai Hypnosis, <\/em>Grune and Stratton, New York, 1960. (<a href=\"#32\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p14\">14 \u2014 Autoesclusione dell\u2019Io<\/h5>\n\n\n\n<p>Talune teorie sull\u2019ipnosi si ancorano su quella corrente psicoanalitica che va sotto il nome di \u00ab<strong><em>Psicologia dell\u2019Io<\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"33\">Secondo Bellak (<a href=\"#n33\">33<\/a>) l\u2019ipnosi \u00e8 un fenomeno di <strong><em>autoesclusione dell\u2019Io<\/em><\/strong>che per Hartmann, Kris ed altri, rappresenta una delle funzioni dell\u2019Io stesso consistente nella possibilit\u00e0 di escludere o diminuire le altre funzioni. Per es., nell\u2019addormentarsi l\u2019Io esclude le funzioni cognitive, ci\u00f2 avverrebbe analogamente ed in modo pi\u00f9 parziale nell\u2019ipnosi, che sarebbe anzi un caso speciale di autoesclusione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Io per raggiungere taluni scopi deve, attraverso la concentrazione, mettere a fuoco taluni oggetti, col risultato che altri ne scoloriscono. Si pensi al caso dello scienziato preso dai suoi problemi che \u00e8 poi cos\u00ec ridicolmente distratto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ipnosi talune funzioni dell\u2019Io sono delegate all\u2019ipnotista ed il grado di autoesclusione dell\u2019Io varia in relazione alla profondit\u00e0 dello stato ipnotico, comunque non \u00e8 cos\u00ec completa come nel sonno in quanto \u00e8 mantenuta la cognizione della presenza dell\u2019ipnotista (anche nel sonno comunque possiamo avere la consapevolezza di taluni specifici rumori, si ricordi, per es., il fenomeno della \u00abvigilanza\u00bb per cui la madre si sveglia se il figlio si muove, o la sentinella si desta se qualcuno si avvicina). Secondo questa teoria le persone non ipnotizzabili non sono in grado di escludere talune funzioni dell\u2019Io, cos\u00ec come le persone che soffrono di insonnia. Si verifica una regressione di tipo topologico della percezione conscia alla funzione preconscia simile a quei comportamenti che abbiamo per routine, per es., guidare l\u2019automobile, e che sono automatizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Bellak tutti i fenomeni prodotti nell\u2019ipnosi sono in pratica controllati dall\u2019Io, attraverso l\u2019autoesclusione; anche l\u2019ipermnesia, si pu\u00f2 interpretare come una diminuzione dei controlli dell\u2019Io, e nello stesso senso la perdita della percezione del dolore e della fatica.<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n33\">(33) BELLAK L., An Ego-Psychological Approach to Hypnosis, in <em>The Broad Scope of Psychoanalysis, <\/em>Grane and Stratton, New York, 1967, 85. (<a href=\"#33\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"p15\">15 \u2014 Regressione al servizio dell\u2019Io<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"34\">Secondo Gill e Brenman (<a href=\"#n34\">34<\/a>) l\u2019ipnosi \u00e8 una forma di <strong><em>regressione adattiva al servizio dell\u2019Io<\/em><\/strong><em>. <\/em>Essi distinguono la fase dell\u2019induzione in cui l\u2019Io perde il suo controllo e gran parte della sua autonomia, da quella della trance vera e propria. In quest\u2019ultimo status, l\u2019Io diventa potenzialmente capace di riguadagnare il controllo e l\u2019uso dei suoi apparati, intervenendo cos\u00ec, in luogo della deautomatizzazione provocata dall\u2019induzione, una reautomatizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per usare la terminologia di Hartmann, l\u2019ipnotista durante la induzione, canalizzando l\u2019attenzione dell\u2019ipnotizzato, tende a deautomatizzare apparati precedentemente automatici. L\u2019atto della deautomatizzazione fa sprecare delle energie, che prima venivano adoperate per altri usi e principalmente per mantenere la funzione sintetica dell\u2019Io per gran parte automatizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Disturbata la funzione sintetica dell\u2019Io, l\u2019Io stesso deve adattarsi a forme pi\u00f9 antiche di assestamento e quindi a stati pregressi che reciprocamente aumentano la perdita del potere di controllo delle strutture dell\u2019Io e aumentano le cariche pulsionali dell\u2019Es.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"35\">Oltre a questa attivit\u00e0 di deautomatizzazione, l\u2019ipnotista opera in altri due sensi che diminuiscono grandemente in via principale l\u2019autonomia primaria dell\u2019Io; da un lato egli tende a diminuire il nutrimento proveniente da informazioni (in senso lato) dall\u2019esterno, che, anche se difficilmente ce ne possiamo rendere conto, sostengono le strutture dell\u2019Io, dall\u2019altro crea una pulsione molto forte attraverso le \u00absuggestioni\u00bb e i comandi da lui operati verbalmente (<a href=\"#n35\">35<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il soggetto raggiunge la trance vera e propria, \u00abl\u2019Io diventa potenzialmente capace di riguadagnare il controllo e l\u2019uso dei suoi apparati, intervenendo cos\u00ec in un luogo della deautomatizzazione, provocata dall\u2019induzione, una reautomatizzazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Io ipnotico che si viene cos\u00ec a creare non \u00e8 l\u2019\u00abEgo\u00bb in senso metapsicologico, ma \u00e8 un subsistema dello stesso, al servizio dell\u2019Io vero e proprio o Io totale (over-all Ego), che ha il controllo dell\u2019apparato reautomatizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua natura \u00e8 regressiva e rappresentativa in modo selettivo di tutta la personalit\u00e0 ed ha pertanto contenuti dell\u2019Es, dell\u2019Io e del Super-Io. Si \u00e8 detto che questo sistema ha natura regressiva, ma non in senso vero e proprio; si tratta di una \u00abregressione a favore dell\u2019Io\u00bb secondo la terminologia di Kris, perch\u00e9 mentre nella regressione vera e propria le cariche sono ritirate da certe funzioni e distribuite tra le funzioni dell\u2019Io a scopo di difesa, nella regressione a favore dell\u2019Io le cariche sono ritirate dalle difese ed impiegate per costruire un subsistema, il cui mantenimento richiede alcune delle controcariche trattenute dall\u2019Io. \u00c8 soltanto questo subsistema, per Gill e Brenman, che \u00e8 sotto il controllo dell\u2019ipnotista, ed \u00e8 in virt\u00f9 di questo controllo, che l\u2019ipnotista, che capitalizza il transfert, pu\u00f2 manipolare o dirigere gli apparati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non che l\u2019Io lascia il controllo di se stesso all\u2019ipnotista in modo soltanto temporaneo, in quanto il cos\u00ec detto \u00abIo totale\u00bb (over-all Ego) mantiene il controllo della situazione, anche se pu\u00f2 capitare che la regressione adattiva sfugga per cos\u00ec dire dalle mani dell\u2019Io totale, invadendolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa teoria, che ottiene molto credito presso gl\u2019ipnotisti di orientamento psicoanalitico, non spiega adeguatamente le ragioni per le quali l\u2019Io nell\u2019ipnosi dovrebbe adottare meccanismi adattivi, che si instaurano naturalmente nel soggetto in condizioni che derivano da decisioni di altri quale \u00e8 l\u2019ipnotista. Nella produzione artistica o nell\u2019umorismo, due casi tipici di regressione adattiva a favore dell\u2019Io, quest\u2019ultimo produce, delle condotte per cos\u00ec dire regressive che lo arricchiscono senza incatenarlo a stadi pregressi dello sviluppo psichico in quanto sono strumentali, limitati nel tempo e reversibili. Ma quale \u00e8 per l\u2019Io la strumentalit\u00e0, lo scopo adattivo, nel caso di chi, per esempio in un salotto, venga richiesto ed accetta di essere ipnotizzato? <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n34\">(34) GILL M., BRENMAN M., <em>Hypnosis and Related States, <\/em>IUP, New York, 1959. Questa teoria \u00e8 stata controllata sperimentalmente da GRUENEWALD D., FROMM E., OBERLANDER M., Hypnosis and Adaptive Regression: an Ego Psychological Inquiring, in FROMM E., SHOR R., <em>op. cit., <\/em>495; e da LEVIN L., Hypnosis and Regression in the Service of the Ego, in <em>Int. J. din. Exp. Hypnosis, <\/em>1976, 400. \u00c8 risultato secondo gli Autori che in taluni soggetti l\u2019ipnosi favorisce l\u2019attivit\u00e0 mentale inconscia, in particolare i processi che in psicoanalisi vengono chiamati primari. (<a href=\"#34\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"n35\">(35) Cfr. HARTMANN H., <em>Psicologia dell\u2019Io e problemi dell\u2019adattamento, <\/em>Boringhieri, Torino, 1966.<br>La tesi di Hartmann \u00e8 che, mentre precedentemente in psicoanalisi tutte le strutture erano considerate come di origine conflittuale e difensiva, vi sono percezioni, intenzionalit\u00e0, comprensione, pensiero, linguaggio, memoria e produttivit\u00e0 che costituiscono apparati di <em>autonomia primaria <\/em>dell\u2019Io facenti parte di una sfera libera dai conflitti, la cui origine in un primo tempo \u00e8 indifferenziata dall\u2019Es. ma che nel corso dello sviluppo diventa peculiare dell\u2019Io.<br>Questi apparati funzionanti anche indipendentemente dai conflitti possono essere al loro servizio. \u00c8 vero d\u2019altronde anche il contrario, e che cio\u00e8 processi originati nella sfera conflittuale cio\u00e8 l\u2019Es, possono pi\u00f9 tardi fare parte della zona libera dei conflitti, e anche divenire attivit\u00e0 di controllo dell\u2019Io. Nello stesso senso, ma da un altro punto di vista, un comportamento originato come difesa contro una pulsione pu\u00f2 modificarsi divenendo una struttura automatizzata operante in modo indipendente dalle pulsioni originarie. Tale processo \u00e8 denominato <em>cambiamento di funzione, <\/em>questa relativa indipendenza che ne deriva \u00e8 chiamata <em>autonomia secondaria.<\/em> (<a href=\"#35\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" class=\"wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><\/noscript><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allo stato delle nostre conoscenze non \u00e8 ancora possibile definire concettualmente cosa sia l\u2019ipnosi. 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Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo di Guglielmo Gullotta \u00abOgni confutazione dovrebbe essere considerata come un grosso successo; non semplicemente dello scienziato che ha confutato la teoria, ma anche quello dello scienziato che ha creato la teoria confutata e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9108,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[86],"class_list":["post-1843","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-ipnosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1843"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1843\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10426,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1843\/revisions\/10426"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}