{"id":1844,"date":"2007-02-01T19:26:31","date_gmt":"2007-02-01T18:26:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1844"},"modified":"2023-10-01T00:55:19","modified_gmt":"2023-09-30T22:55:19","slug":"il-femminile-ed-il-sacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1844","title":{"rendered":"Il Femminile ed il Sacro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Se l\u2019elemento maschile nell\u2019Immaginario religioso \u00e8 sempre stato associato alla potenza ed alla stabilit\u00e0, il femminile \u2013 come abbiamo visto \u2013 richiama una costellazione di significati simbolici connessi alla trasformazione e al divenire. L\u2019archetipo della Madre impronta la fenomenologia sulla gestazione e sul concepimento, richiamando, ineluttabilmente, il potere fertile della Terra che feconda il seme, da cui nascer\u00e0 la pianta. La sacralit\u00e0 arcaica \u2013 prima che il pensiero speculativo si sviluppasse nelle raffinate Upani\u015bad o nelle meditazioni presocratiche \u2013 era fondata sull\u2019Immaginario mitico e sul simbolico, senza per questo ipotizzare una qualche forma di subordinazione evolutiva tra i due ambiti della conoscenza umana.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Il Femminile ed il Sacro<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Morfologia della sacralit\u00e0 femminile<\/h4>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"50%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20358%20262'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Femminile_sacro.jpg\" width=\"358\" height=\"262\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Femminile_sacro.jpg\" width=\"358\" height=\"262\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"50%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Se l\u2019elemento maschile nell\u2019Immaginario religioso \u00e8 sempre stato associato alla potenza ed alla stabilit\u00e0, il femminile \u2013 come abbiamo visto \u2013 richiama una costellazione di significati simbolici connessi alla trasformazione e al divenire. L\u2019archetipo della Madre impronta la fenomenologia sulla gestazione e sul concepimento, richiamando, ineluttabilmente, il potere fertile della Terra che feconda il seme, da cui nascer\u00e0 la pianta. La sacralit\u00e0 arcaica \u2013 prima che il pensiero speculativo si sviluppasse nelle raffinate Upani\u015bad o nelle meditazioni presocratiche \u2013 era fondata sull\u2019Immaginario mitico e sul simbolico, senza per questo ipotizzare una qualche forma di subordinazione evolutiva tra i due ambiti della conoscenza umana.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il <em>mythos <\/em> non \u00e8 assolutamente inferiore al <em>logos <\/em>, cos\u00ec come non lo \u00e8 la conoscenza simbolica rispetto ai sillogismi ed alla deduzione logica. Si tratta di strumenti differenti, che presentano la stessa dignit\u00e0 metodologica.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non ci si deve sorprendere troppo, quando rinveniamo mitologemi ed archetipi simili in culture eterogenee (si provi a comparare, ad esempio, la cosmogonia dei Bassari, popolo dell\u2019Africa occidentale, con il mito biblico dell\u2019Eden: il tessuto narrativo \u00e8 quasi identico, ritroviamo lo stesso Albero della Conoscenza, lo stesso serpente tentatore, ecc.). Questo pu\u00f2 portare ad ipotizzare la presenza dell\u2019identica Tradizione Primordiale all\u2019origine di tutte le religioni e tradizioni del mondo, cos\u00ec come pu\u00f2 rendere plausibile la formulazione di teorie pi\u00f9 \u201cscientifiche\u201d, quali la \u201cdiffusionista\u201d e dello scambio culturale. Condividere un sistema, anzich\u00e9 un altro, \u00e8 sempre un problema di fede e \u2013 come ha dimostrato l\u2019epistemologia novecentesca \u2013 anche il sapere scientifico non \u00e8 un edificio costruito un piano sopra l\u2019altro.<\/p>\n<p>La morfologia simbolica della Madre \u00e8 fondata sulla trasformazione del <em>corpus <\/em> femminile \u2013 pi\u00f9 appariscente di quella maschile \u2013 non soltanto in relazione allo stato della gestazione e della gravidanza, ma anche attraverso le metamorfosi puberali che regalano al corpo informe dell\u2019infante la sinuosa carnalit\u00e0 della donna.<\/p>\n<p><strong>Fenomenologia della <\/strong><strong>metamorfosi <\/strong> non solo rispetto al proprio corpo, ma anche come protezione amorevole assicurata ad un oggetto esterno, quale pu\u00f2 essere un neonato trasformato in bambino autosufficiente dalle cure materne. <em>Languida sensualit\u00e0 <\/em> e <em>cura <\/em> dell\u2019oggetto amoroso, ma non solo: l\u2019operosit\u00e0 stessa, le sue mansioni quotidiane, trasmutano \u201calchemicamente\u201d la materia naturale in indumenti e in cibo.<\/p>\n<p>La donna \u2013 ed in lei il suo archetipo pi\u00f9 importante, la Madre \u2013 \u00e8, dunque, sinonimo di trasformazione, di metamorfosi. L\u2019opposto complementare dell\u2019elemento maschile legato alla rocciosa stabilit\u00e0 e fermezza di carattere. Si spiega cos\u00ec l\u2019importanza dell\u2019elemento femminile in relazione allo sviluppo dell\u2019agricoltura, ai cicli lunari ed all\u2019alternarsi delle maree. Le donne si occuparono per prime della coltivazione delle piante, mentre gli uomini si dedicavano esclusivamente all\u2019attivit\u00e0 venatoria, ma, senza ombra di dubbio, in <em>Illo Tempore<\/em>, su questa scelta influirono anche le associazioni simboliche inconsce, di cui abbiamo parlato.<\/p>\n<h4>Il femminile e la Natura<\/h4>\n<p>Ritroviamo, in quasi tutte le tradizioni, l\u2019accostamento tra <strong>il femminile e la Natura<\/strong>. Sotto questo aspetto, Lovelock, con la sua \u201cIpotesi Gaia\u201d, non ha inventato nulla, ma ha comunque il merito di essere riuscito a riattualizzare il mitologema, presentandolo all\u2019opinione pubblica attraverso uno stile e dei concetti accattivanti ed al passo dei tempi.<\/p>\n<p>Il primo impatto che l\u2019uomo prova di fronte alla sinuosa armonia della Natura \u00e8 di terrore ed al contempo di piacere sensuale, di pathos ed ex-stasi; lo stesso Aristotele pone all\u2019origine della speculazione (come ricorda Heidegger, da che cosa nasce la metafisica occidentale, se non dalla contemplazione di ci\u00f2 che si presenta per la prima volta di fronte allo sguardo?), lo stupore, il senso della meraviglia. L\u2019associazione tra la Natura e la Madre \u00e8 scontata; l\u2019imprinting dell\u2019infante concerne l\u2019impatto visivo con due figure: con l\u2019ambiente esterno \u2013 specialmente nelle civilt\u00e0 premoderne dove si partoriva all\u2019aperto \u2013 e con il capezzolo materno.<\/p>\n<p>Nell\u2019 <em>Atharvaveda <\/em>si pu\u00f2 leggere un\u2019altra comparazione tra la Madre e la Natura: \u00ab <em>la terra \u00e8 la madre, ed io sono il figlio della terra <\/em>\u00bb (Cfr. <em>Atharvaveda, <\/em>12.11); nell\u2019omerico <em>Inno alla Terra, <\/em>la Natura \u00e8 presentata come \u00ab <em>madre di tutte le cose, che nutre tutto ci\u00f2 che esiste sul suo suolo <\/em>\u00bb; per gli Ogala dell\u2019America settentrionale, <em>\u00abla terra, infatti, \u00e8 vostra ava e vostra madre ed \u00e8 sacra\u00bb <\/em> (Cfr. J. E. Brown, <em>La sacra pipa, <\/em>Einaudi, Torino, p. 5, 1970).<\/p>\n<p>Nei templi ind\u00f9, essa \u00e8 raffigurata come prigioniera di un demone che la trascina nelle acque del mare, prima di essere liberata da un verro gigantesco, manifestazione di Vishnu. Non a caso la Terra si manifesta \u2013 come consorte di Vishnu \u2013 anche come Bh\u016b, dea del cambiamento e della metamorfosi. Dal canto suo, Buddha ne invoca il potere, accarezzando il suolo, per respingere le insidie di M\u0101r\u0101, il dio della morte e del desiderio (nel Buddhismo si svela il legame intrinseco tra il desiderio, la sofferenza e la morte, che in questo caso corrisponde ad una nuova rinascita a sua volta foriera di altre pene ed illusioni); la dea della Terra si erge dal suolo, mostrando a Buddha ed a M\u0101r\u0101 soltanto la parte superiore del busto, mentre la parte inferiore non \u00e8 distinta dal terreno: la stessa epifania appartiene anche alla greca Gaia, analogia che dimostra la matrice comune dell\u2019Immaginario indoeuropeo.<\/p>\n<p>La nascita per emersione dal sottosuolo \u00e8 un mitologema diffuso in molte tradizioni. Malinowski, nei suoi studi etnologici sulle isole Trobriand, riferisce come l\u2019antenato mitico di ogni clan fosse emerso, in quel tempo remoto, dal sottosuolo. Anche gli Ashanti africani credevano che i loro antenati spuntassero dal terreno. Per gli Oglala tutti gli uomini vivevano sottoterra: furono condotti alla luce del sole da un inganno ordito da due trickster, il Ragno Inktomi e la Donna Cervo Anukite.<\/p>\n<h4>Concepimento dalla Terra<\/h4>\n<p>Il mitologema del <strong>concepimento diretto dalla Terra <\/strong> \u2013 senza il concorso sessuale di un compagno mitico \u2013 \u00e8 a tal punto diffuso presso le isole Trobriand, che le donne ritengono di rimanere incinta per l\u2019influsso degli antenati e depongono il neonato al suolo per riattualizzare la partenogenesi verginale della Madre Terra. In molte altre tradizioni \u00e8 diffuso il mitologema dello <em>Hieros gamos <\/em>cosmogonico dove l\u2019elemento maschile \u00e8 identificato con il Cielo ed il femminile con la Terra, ad eccezione della tradizione egizia dove a raffigurare il Cielo \u00e8 la dea Nut. Il racconto mitico presenta una situazione iniziale di fusione nell\u2019Unit\u00e0 delle due polarit\u00e0, che in seguito ad un evento straordinario \u2013 volontario o involontario \u2013 si scindono, determinando il mondo fisico che conosciamo. Lo stesso mitologema ricorre in diversi racconti sulla separazione dei sessi: tutti ricorderanno il celebre mito platonico dell\u2019Androgino, narrato nel Simposio, scisso in due a causa della gelosia provata da Zeus ( Cfr. <strong>Platone, <\/strong><em>Simposio, <\/em>BUL) .<\/p>\n<p>\u00c8 curioso constatare come in molti miti sia la Terra a respingere il Cielo, rovesciando il tema classico del deus otiosus che si ritrae sdegnato nell\u2019iperuranio. \u00c8 il caso della cosmogonia degli Zumi, dell\u2019America settentrionale, dove la Madre Terra ripudia il marito Cielo dopo essere rimasta incinta. Altre volte interviene un agente esterno. Tane-Mahuta \u2013 \u00abpadre delle foreste\u00bb nella mitologia Arawa, trib\u00f9 della Nuova Zelanda \u2013 separa a forza la Madre Terra ed il Padre Cielo dal loro abbraccio primordiale per scacciare le tenebre e dare inizio al mondo. Nella mitologia greca Crono non esita a separare \u2013 evirando il padre con una falce \u2013 l\u2019abbraccio infinito di Urano e di Gaia.<\/p>\n<p>In molti casi, l\u2019inviolabilit\u00e0 sacrale del corpo della Madre Terra conduce l\u2019Immaginario primitivo all\u2019equiparazione dell\u2019agricoltura con atti di violenza inflitta al corpo femminile. Un mitologema che vede protagonista l\u2019archetipo del Dema \u00e8 tramandato a Ceram, in Indonesia, dove la fanciulla mitica Hainuwele viene smembrata e sepolta: dai suoi arti sotterrati nasce l\u2019igname, l\u2019ortaggio principale dell\u2019isola. Il profeta indiano americano Smohalla esprime tutto il disagio che provoca nel suo popolo l\u2019idea di praticare l\u2019agricoltura: <em>\u00abtu mi chiedi di arare la terra. Posso forse prendere un coltello e squarciare il petto di mia madre?\u00bb <\/em>(Cfr, <strong>J. Mooney, <\/strong><em>Annual Report of the Bureau of American Ethnology<\/em>, vol.14, Washington\/D.C. 1986).<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 in molte tradizioni agricole si celebravano riti cruenti, che terminavano con il sacrificio di una vittima, spesso umana. Il cosmo non era considerato infinito ma coincidente con l\u2019unit\u00e0 temporale di un anno (Cfr. <strong>M. Eliade<\/strong>, <em>Il sacro ed il profano, <\/em> Bollati Boringhieri, Torino 1984); al termine dell\u2019anno il mondo sarebbe finito, se non si fosse reiterato mimeticamente il sacrificio originario degli dei, da cui era nato il cosmo. Secondo lo stesso schema simbolico, la terra avrebbe cessato di regalare piante e frutta, qualora non si fosse replicato ad ogni stagione il rituale della violenza inferta alla Madre con la scoperta dell\u2019agricoltura. Quindi, erano scelte vittime umane in grado d\u2019incarnare mimeticamente il mitologema del Dema.<\/p>\n<h4>La caverna e il grembo materno<\/h4>\n<p>Nell\u2019Immaginario arcaico, <strong>la caverna <\/strong> \u00e8 sovente associata al grembo materno della Terra, da cui nascono tutte le creature. Nei miti di fondazione di alcune civilt\u00e0 \u201cprimitive\u201d, il luogo d\u2019origine \u00e8 individuato in una caverna: gli Oglala, ad esempio, credono che i loro antenati mitici siano usciti per la prima volta da una caverna situata sulle Colline Nere del Sud Dakota. La stessa pittura parietale del Neolitico e del Paleolitico pu\u00f2 essere interpretata come una sorta di arte sacra, dove le scene di caccia servivano ad arredare quelli che, presumibilmente, dovevano essere dei veri e propri santuari nascosti nelle caverne. Questa teoria \u00e8 corroborata dalla constatazione che i dipinti parietali si trovano in profondit\u00e0 e piuttosto lontano dall\u2019ingresso della caverna, probabilmente per supportare dei rituali d\u2019iniziazione in cui i candidati dovevano ripercorrere il processo inverso alla nascita, in una sorta di regressus ad uterum.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"41%\">\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20278%20355'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/caverna.jpg\" width=\"278\" height=\"355\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/caverna.jpg\" width=\"278\" height=\"355\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"59%\">\n<p align=\"justify\">Se gli antenati mitici erano nati dalle caverne, gli epigoni dovevano ripercorrere le orme dei padri addentrandosi negli antri della terra. Non a caso, in molte tradizioni, gli inferi sono collocati in caverne sotterranee. Nell\u2019 <em>Eneide <\/em>, Enea discende nel mondo sotterraneo attraverso la caverna di Cuma, poco distante da Napoli. Il Tartaro greco e lo She\u2019ol ebraico si trovano sottoterra. Lo Jahannam, l\u2019oltretomba islamico, \u00e8 un enorme cratere di fuoco. Parimenti, il nadir dell\u2019Inferno dantesco \u00e8 situato nelle viscere della terra.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019oltretomba, molte volte, \u00e8 governato da divinit\u00e0 femminili. La greca Persefone (Kore nell\u2019era pre-ellenica e Proserpina per i Romani) \u00e8 la consorte del re degli inferi, Ade o Plutone. Ereshkigal, vedova solitaria, \u00e8 la regina dell\u2019oltretomba sumero. La nordica Hel, figlia di Loki e della gigantessa Angurboda, sorella di Fenrir e del serpente Midgard, governa Nifelheim, il mondo delle nebbie. Il corrispettivo nipponico di Hel \u00e8 Izanagi, antenata primordiale che muore dopo aver partorito il fuoco. Hi-nui-te-po, \u00abgrande dea dell\u2019oscurit\u00e0\u00bb maori, fugge agli Inferi dopo aver scoperto che suo marito, in realt\u00e0, \u00e8 anche suo padre.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Altre volte un mostro di sesso femminile custodisce l\u2019ingresso dell\u2019Inferno. Le-hev-hev della Malekula, isola nell\u2019arcipelago delle Nuove Ebridi, si erge minacciosa davanti all\u2019anima che entra nell\u2019oltretomba. Tra l\u2019anima e Le-hev-hev \u00e8 disegnato sulla sabbia un labirinto, met\u00e0 distrutto dall\u2019avvicinarsi della mostruosa guardiana. Se l\u2019anima del trapassato non riesce a ricostruire la figura cancellata non pu\u00f2 entrare nell\u2019oltretomba e viene divorata da Le-hev-hev. I riti d\u2019iniziazione puberale dei Malekulani, non a caso, danno grande importanza alla conoscenza dei labirinti. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se l\u2019elemento maschile nell\u2019Immaginario religioso \u00e8 sempre stato associato alla potenza ed alla stabilit\u00e0, il femminile \u2013 come abbiamo visto \u2013 richiama una costellazione di significati simbolici connessi alla trasformazione e al divenire. 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