{"id":1849,"date":"2007-01-27T12:56:31","date_gmt":"2007-01-27T11:56:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1849"},"modified":"2023-11-10T18:23:46","modified_gmt":"2023-11-10T17:23:46","slug":"armonistica-parte-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1849","title":{"rendered":"Armonistica &#8211; parte 4"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=66\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Scienza del Suono\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicoacustica.jpg\" alt=\"Scienza del Suono\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Scienza del Suono\" src=\"images\/topics\/Psicoacustica.jpg\" alt=\"Scienza del Suono\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>L\u2019armonistica applicata<\/p>\n<p>La convinzione dell\u2019esistenza di una stretta complementarit\u00e0 fra le leggi cosmiche e quelle musicali, che si esprime nel modo pi\u00f9 significativo nella predisposizione fisica e psichica del nostro udito, ha portato tutti i popoli che hanno nutrito questa convinzione, ed in particolare i greci, a trasferire le leggi armonistiche naturali ad ambiti di esclusiva pertinenza umana. Quest\u2019opera di trasferimento pu\u00f2 essere definita a pieno titolo \u201carmonistica applicata\u201d ed ha coinvolto principalmente la sfera delle arti.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Armonistica &#8211; parte 4<\/h3>\n<p align=\"left\">di Roberto Fondi<\/p>\n<p align=\"left\">saggio tratto dal sito <a href=\"http:\/\/www.estovest.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.estovest.net<\/a> previa autorizzazione dell\u2019autore alla pubblicazione<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><strong>Sommario:<\/strong> Introduzione &#8211; L\u2019antica scuola pitagorica e le esperienze con il monocordo &#8211; Risultati delle ricerche moderne sulla fisiologia dell\u2019udito &#8211; Johannes Kepler e l\u2019armonistica dell\u2019universo &#8211; Albert von Thimus e la riscoperta del \u201clambdoma\u201d neopitagorico &#8211; Hans Kayser e l\u2019armonistica dei regni naturali &#8211; <a href=\"#p7\">L\u2019armonistica applicata<\/a> &#8211; Analogie tra il lambdoma dei pitagorici, l\u2019antico sistema oracolare cinese e il codice ereditario dei sistemi viventi &#8211; Implicazioni dell\u2019armonistica sulla visione del mondo<\/p>\n<h4><a name=\"p7\"><\/a>L\u2019armonistica applicata<\/h4>\n<p>La convinzione dell\u2019esistenza di una stretta complementarit\u00e0 fra le leggi cosmiche e quelle musicali, che si esprime nel modo pi\u00f9 significativo nella predisposizione fisica e psichica del nostro udito, ha portato tutti i popoli che hanno nutrito questa convinzione, ed in particolare i greci, a trasferire le leggi armonistiche naturali ad ambiti di esclusiva pertinenza umana. Quest\u2019opera di trasferimento pu\u00f2 essere definita a pieno titolo \u201carmonistica applicata\u201d ed ha coinvolto principalmente la sfera delle arti.<\/p>\n<p>Ovviamente, pi\u00f9 di ogni altra arte ne ha tratto profitto la <em>musica <\/em>: tant\u2019\u00e8 che risulta fin troppo facile far risalire direttamente alle antiche esperienze pitagoriche la decisione di assumere i rapporti proporzionali tra gli accordi e gli intervalli musicali quali basi fondamentali di questa disciplina.<\/p>\n<p>Tra il 1911 e il 1920 il compositore viennese Arnold Sch\u00f6nberg (che fra l\u2019altro fu uno dei maestri di Kayser) credette che la capacit\u00e0 tutta particolare della musica di suscitare emozioni risiedesse in niente pi\u00f9 che in un fatto di abitudine o di condizionamento; per cui decise di continuare a comporre non pi\u00f9 in base a criteri che puntassero a produrre effetti gradevoli all\u2019orecchio, e perci\u00f2 gravitanti attorno ai classici accordi armonici, bens\u00ec trattando le 12 note della scala cromatica come se avessero tutte la medesima importanza. Egli per\u00f2 si sbagliava, perch\u00e9 la musica non \u00e8 arbitrariet\u00e0. Qualsiasi pitagorico gli avrebbe detto che la sua teoria si basava su un ragionamento errato, sull\u2019incapacit\u00e0 di capire che proprio una ragione matematica nascosta spiega perch\u00e9 solo <em>determinate <\/em> sovrapposizioni di suoni, e non <em>qualsiasi <\/em> sovrapposizione arbitrariamente scelta, risultino \u201cin sintonia\u201d con l\u2019anima di tutti gli uomini. \u00c8 perci\u00f2 significativo che, a circa un secolo di distanza, le opere di Sch\u00f6nberg e quelle della sua scuola continuino a sembrare strane e dissonanti, malgrado esprimano con indubbia efficacia le lacerazioni, le nevrosi, le tensioni e le inquietudini del nostro tempo. Ancora oggi la presenza di questo tipo di musica nel programma di un concerto \u00e8 sufficiente per garantire una riduzione delle vendite dei biglietti. \u201cL\u2019osservatore rimane stupito dall\u2019abisso che continua a regnare fra la cosiddetta arte moderna e il pubblico\u201d, scrive Kurt Pahlen. \u201cLa voce di popolo \u00e8 voce di Dio? Ha forse ragione Hans Sachs lasciando giudice il popolo almeno una volta all\u2019anno, perch\u00e9 i custodi dell\u2019arte non si perdano nelle astrazioni? Il pubblico contemporaneo ha emesso un giudizio molto chiaro contro l\u2019arte moderna. Fiero del XX secolo, esso si sente per\u00f2 irresistibilmente attratto dal romanticismo sognante, dal limpido classicismo, dall\u2019entusiasmo rinascimentale, dal misticismo gotico. In arte gli uomini non vogliono comprendere, vogliono sentire. E soprattutto la musica, la pi\u00f9 sensuale delle arti, pu\u00f2 cercare le proprie radici ovunque, ma non certo l\u00e0 dove il nostro secolo tenta di farla allignare: nella ragion pura. <a name=\"43\"><\/a>I repertori dei nostri teatri e dei nostri concerti comprendono, per il novanta per cento, musica del passato; assetate di arte come mai prima d\u2019ora, le masse si rifugiano nel passato perch\u00e9 il presente non le soddisfa. E si rifugiano nel cinematografo, che d\u00e0 loro ci\u00f2 che l\u2019arte moderna nega: l\u2019illusione.\u201d [<a href=\"#n43\">43<\/a>].<\/p>\n<p>A questo proposito, del resto, non \u00e8 priva di significato la traiettoria compiuta dal tedesco Paul Hindemith, contemporaneo del creatore della musica atonale, o pantonale, o dodecafonica. Vero e proprio <em>enfant terrible <\/em> tra i musicisti del suo tempo, Hindemith si fece conoscere ed apprezzare per le sue composizioni ribollenti, inquiete, piene di fantasia, iconoclaste ed aperte ad ogni novit\u00e0: composizioni che, in netto contrasto sia con quelle tardo-romantiche che con quelle del suo contemporaneo Stravinsky, corrispondevano ad una sorta di neoclassicismo personalissimo, denso e sanguigno, \u201cmotoristico\u201d, spesso atonale, con un contrappunto caratteristicamente vigoroso ed intricato ma sempre plastico ed espressivo. Poco dopo il 1930, comunque, Hindemith (il quale ebbe una lunga relazione epistolare con Kayser e manifest\u00f2 addirittura l\u2019intenzione fondare con lui una scuola di musica) ebbe un ripensamento radicale di tutta la sua posizione di musicista, che lo port\u00f2 ad opporsi polemicamente alla dodecafonia. Da allora, Hindemith scriver\u00e0 soltanto opere pacate, liricamente distese e solidamente appoggiate ad una severa disciplina tonale, basata sul diatonismo ed esposta nel 1937-39 nell\u2019ampia opera teorica <em>Unterweisung im Tonsatz <\/em> (\u201cIntroduzione alla composizione tonale\u201d).<\/p>\n<p><a name=\"44\"><\/a>Il fatto che nell\u2019ultimo romanzo di Hermann Hesse, <em>Das Glasperlenspiel <\/em> (\u201cIl gioco delle perle di vetro\u201d), vi sia notevole ricchezza di influenze armonicali [<a href=\"#n44\">44<\/a>], pu\u00f2 servire da spunto efficace per comprendere come le leggi dell\u2019armonistica siano suscettibili di essere trasferite anche all\u2019arte letteraria e, pi\u00f9 in particolare, alla <em>poesia <\/em>. \u00c8 infatti ben noto come esistano vari tipi di tecnica metrica per la composizione di versi, in ragione della natura di ciascuna lingua e delle convenzioni estetiche seguite. Esiste infatti una <em>metrica quantitativa <\/em>, essenzialmente rivolta alla durata dei suoni ed alla cura dell\u2019alternanza delle sillabe lunghe e brevi, ed una <em>metrica ritmica <\/em> per la quale l\u2019elemento basilare cade sull\u2019accento, sul numero e sull\u2019alternanza delle sillabe toniche ed atone.<\/p>\n<p>Nella metrica classica, con la lirica greca in primo luogo, era fondamentale il concetto di quantit\u00e0, cio\u00e8 di durata di un suono vocalico o consonantico, di un dittongo o di una sillaba. Venivano pertanto considerate brevi ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> ) le sillabe aperte con vocale breve e lunghe ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%206%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><\/noscript> ) tutte le altre. Per ottenere una loro alternanza regolare, cio\u00e8 ritmica, le sillabe venivano poi riunite in gruppi chiamati piedi o metri, nei quali era percepibile un movimento di ascesa, o arsi, che cadeva sulla sillaba lunga ed uno di riposo, o tesi, che cadeva sulla sillaba breve. L\u2019inizio di ogni nuova arsi era segnato da un colpo di mano o di piede. Assunta come unit\u00e0 di tempo la durata di una sillaba breve, la sillaba lunga veniva ad avere durata doppia, per cui si otteneva l\u2019equivalenza e quindi la possibilit\u00e0 di sostituzione di due brevi con una lunga e viceversa. I tipi fondamentali di piedi erano il <em>giambo <\/em> ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%206%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><\/noscript> ), il <em>trocheo <\/em> ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%206%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> ), l\u2019 <em>anapesto <\/em> ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%206%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><\/noscript> ) e il <em>dattilo <\/em> ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%206%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> ). Applicando la norma dell\u2019equivalenza di una sillaba lunga con due brevi, dagli schemi precedenti se ne potevano ricavare altri come il <em>tribraco <\/em> ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%207%206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb3.gif\" width=\"7\" height=\"6\" \/><\/noscript> ) e lo <em>spondeo <\/em> ( <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%206%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><\/noscript> <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%206%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/KayserSimb4.gif\" width=\"6\" height=\"15\" \/><\/noscript> ): metri che, formati unicamente da sillabe lunghe o da sillabe brevi, non avevano un ritmo ben determinato. Pur non allontanandosi mai dal suo ambito squisitamente musicale, dunque, la metrica greca era tutt\u2019altro che rigida, ed i latini vi attinsero gradualmente fino a farla loro, con quella originalit\u00e0 legata ai loro maggiori poeti. D\u2019altra parte, dall\u2019antichit\u00e0 ad oggi, le proporzioni ed i ritmi musicali sono stati impiegati nella poesia in svariati modi. \u00c8 stato detto, ad esempio, che nelle <em>Laudi <\/em> di Gabriele d\u2019Annunzio la purezza e la musicalit\u00e0 dei versi riescono perfino a far dimenticare le singole parole, tutto traducendosi in suoni ed in concerti di sensazioni che non hanno bisogno di comunicare alcun messaggio particolare in quanto non si rivolgono ad interlocutori: \u00e8 soltanto il poeta a parlare con se stesso, inventando nomi e memorie, evocando luoghi e tempi in una favola sinfonica che in realt\u00e0 non ha n\u00e9 nomi n\u00e9 memorie n\u00e9 tempi n\u00e9 luoghi.<\/p>\n<p>Le proporzioni sono state utilizzate in modo particolarmente esteso ed approfondito nelle <em>arti figurative<\/em>, con in primo piano l\u2019architettura. Gi\u00e0 nel <em> De architectura <\/em> di Vitruvio Pollione, opera in 10 libri scritta durante il I secolo a.C., si afferma che i greci costruivano in base a leggi musicali. Del resto, \u00e8 stato lo stesso Kayser, con il suo studio armonistico dei templi di Paestum, a confermarci che le misure di questi ultimi potevano essere interpretate come proporzioni di intervalli musicali e quindi convertite in note da trascrivere sul pentagramma; e poich\u00e9 Paestum \u00e8 una localit\u00e0 non molto lontana da Crotone, dove Pitagora svolse gran parte della sua attivit\u00e0, non \u00e8 gratuito ipotizzare che proprio l\u00e0 le leggi armonicali venissero applicate nel modo pi\u00f9 puro.<\/p>\n<p><a name=\"45\"><\/a>Nel Medioevo l\u2019intera architettura gotica venne basata sul rispetto delle proporzioni corrispondenti agli accordi musicali [<a href=\"#n45\">45<\/a>]. Nella cattedrale di Chartres, ad esempio, tali proporzioni rifletterebbero addirittura la gamma musicale basata sulla nota Re del primo modo gregoriano [<a href=\"#n46\">46<\/a>]. D\u2019altra parte, i canoni costruttivi che allora venivano impiegati \u2013 ad uno dei quali, dovuto a Villard de Honnecourts, Kayser dedic\u00f2 uno studio speciale \u2013 ponevano in relazione quegli stessi accordi con le diverse parti del corpo umano.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20480%20559'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Kayser7.gif\" width=\"480\" height=\"559\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Kayser7.gif\" width=\"480\" height=\"559\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><em>Fig. 7 &#8211; Geometrie di ispirazione vitruviana, analogicamente associate alle proporzioni armoniche del corpo umano: a) secondo Leonardo; b) secondo Agrippa; c) secondo Fludd; d) secondo Villard de Honnecurts, rielaborato da Kayser nel suo Lehrbuch der Harmonik. <\/em><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"47\"><\/a>Nel Rinascimento, poi, gli scritti di Vitruvio produssero nell\u2019architettura una vera e propria rivitalizzazione dell\u2019armonistica applicata; tant\u2019\u00e8 che tutti i grandi teorici ed architetti che crearono la nuova et\u00e0 artistica &#8211; da Leon Battista Alberti a Francesco di Giorgio Martini, da Luca Pacioli ad Andrea Palladio &#8211; riconobbero appunto in Vitruvio il loro principale maestro ed ispiratore. Cos\u00ec il <em>De Divina Proportione <\/em> di Pacioli discusse appunto in termini vitruviani le proporzioni di origine divina, argomento centrale del pensiero rinascimentale [<a href=\"#n47\">47<\/a>].<\/p>\n<p><a name=\"48\"><\/a>La geometria vitruviana del cerchio e del quadrato, analogicamente associati alle misure proporzionali del corpo umano (Fig. 7), fu ben nota a pittori come Piero della Francesca, Albrecht D\u00fcrer e Leonardo da Vinci [<a href=\"#n48\">48<\/a>], e divenne il principio-guida soprattutto per la costruzione delle chiese a pianta rotonda quali il tempietto romano di S. Pietro in Montorio di Donato Bramante. Enrico Cornelio Agrippa adatt\u00f2 a tale geometria perfino i segni astrologici, ponendo cos\u00ec l\u2019anima e gli effetti della musica in relazione armonica con l\u2019intero universo. Questo tipo di matematica simbolica traspare anche dall\u2019opera di Juan Herrera, l\u2019architetto che disegn\u00f2 il palazzo dell\u2019Escorial per il re Filippo II di Spagna e che con quest\u2019ultimo condivise un profondo interesse per le opere di Ermete Trismegisto e di Raimondo Lullo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"43%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20288%20428'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Kayser8.gif\" width=\"288\" height=\"428\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Kayser8.gif\" width=\"288\" height=\"428\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"57%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Il dr. John Dee, il famoso mago elisabettiano che per primo introdusse e fece conoscere in Inghilterra le idee di Vitruvio e che nella sua biblioteca aveva il libro di Pacioli, cur\u00f2 una nuova edizione dell\u2019opera di Euclide, aggiungendovi una lunga prefazione che illustrava il concetto rinascimentale di architetto, con lunghe citazioni da Vitruvio e dall\u2019Alberti. La prefazione iniziava con una discussione generale a carattere pitagorico-platonico sul numero, continuando con una elencazione delle scienze &#8211; l\u2019aritmetica, l\u2019algebra e la geometria &#8211; aventi a che fare con i numeri. Secondo Dee, discipline che utilizzavano argomenti vitruviani e che perci\u00f2, in un certo senso, potevano essere considerate come ancelle dell\u2019architettura, erano il calcolo, la musica, la misura di terreni, la pittura e il disegno proporzionali e prospettici, l\u2019arte militare, la macchinistica mobile, la misura del tempo, la cosmografia, la geografia e l\u2019astrologia. <a name=\"49\"><\/a>Dee trattava anche della progettazione dei templi, nei quali, secondo quanto aveva scritto Vitruvio, dovevano essere riprodotte le simmetria e le proporzioni fra le parti riscontrabili nel corpo umano. E ancora nel XVII secolo il dr. Robert Fludd [<a href=\"#n49\">49<\/a>], dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford, e Sir Christopher Wren, il costruttore della cattedrale londinese di San Paolo, continuavano a mantenersi fedeli ai principii del grande architetto romano dell\u2019et\u00e0 augustea (Fig. 8).<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fig. 8 &#8211; Le proporzioni dell\u2019universo, armonicamente riferite al monocordo nell\u2019opera di Fludd Utriusque Cosmi, majoris scilicet minoris, metaphysica, physica et technica historia. <\/em><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>In generale ogni sincera e non banale forma di classicismo, per il solo fatto di proporre un \u201critorno allo spirito antico\u201d, risulta potenzialmente suscettibile di riflettersi in espressioni armonicali. In ogni caso, non ci sentiamo di escludere che anche attualmente, magari sulla scia di impulsi provenienti dalla cosiddetta \u201cNew Age\u201d, non esistano un po\u2019 dovunque architetti che, in modo pienamente cosciente, progettano e costruiscono secondo proporzioni corrispondenti ad accordi musicali. In Svizzera, ad esempio, le opere di Andr\u00e8 Studer, nella cui casa Kayser teneva lezioni per giovani architetti, sono divenute particolarmente popolari grazie anche ad un documentario televisivo che all\u2019inizio degli anni \u201880 venne mandato in onda in tutti i Paesi di lingua tedesca.<\/p>\n<p>Uscendo all\u2019ambito delle arti e passando a quello delle <em>scienze<\/em>, sono indubbi i frutti portati dall\u2019armonistica applicata alla matematica. Poich\u00e9 la caratteristica di fondo dell\u2019armonistica \u00e8 la corrispondenza tra i principi matematico-geometrici e quelli acustici, non desta alcuna meraviglia scoprire che, ad esempio, numerose sezioni coniche sono facilmente convertibili in suoni. Anche la sezione aurea, come gi\u00e0 si \u00e8 visto accennando alla disposizione fogliare delle piante in successione di Fibonacci, pu\u00f2 essere tradotta in forma armonicale. Inoltre, come non ricordare il ben noto \u201cteorema di Pitagora\u201d, la cui rispondenza armonicale diventa addirittura sbalorditiva, quando si ricordi che la sua rappresentazione pi\u00f9 semplice \u2013 costituita, com\u2019\u00e8 noto, da un triangolo di lati 5, 4 e 3 \u2013 non fa che esprimere i suoni della triade maggiore musicale: ossia la quinta, la quarta e la terza?<\/p>\n<p>Ma le basi armonicali si dimostrano suscettibili di svolgere un ruolo notevole anche nella <em>medicina <\/em>, e in particolare nella musicoterapia, che negli ultimi decenni ha conosciuto un successo e una diffusione crescenti. \u201cDavanti a ci\u00f2 che esiste\u201d, scrive Alfred Tomatis, uno dei maggiori studiosi del suono dal punto di vista medico, \u201csiamo come in presenza di una \u2018sinfonia sonica\u2019, un singolare insieme musicale, diverso da ci\u00f2 che siamo abituati a sentire, orchestrato diversamente. E la diversit\u00e0 delle sue composizioni \u00e8 tanto pi\u00f9 grande in quanto la creazione non suona solo sulle undici ottave percepite dall\u2019essere umano, ma su migliaia di ottave complementari (&#8230;) Ogni struttura dunque \u00e8 una costruzione sonica, una sinfonia i cui canoni hanno composto l\u2019insieme pi\u00f9 armonioso che sia mai stato realizzato. Vale a dire che dall\u2019uomo traspira una musica che corrisponde alla moltitudine delle vibrazioni interne di cui egli \u00e8 la risultante. La musica \u00e8 la pi\u00f9 profonda delle sue manifestazioni corporee. \u00c8 cos\u00ec insita in lui che non ne \u00e8 cosciente. Ed \u00e8 qui che comincia il dramma: quando, dimentico di questo canto melodioso che lo anima e che dovrebbe costituire la sua ragione d\u2019essere, l\u2019uomo \u00e8 in disaccordo con se stesso, cio\u00e8 in una postura sbagliata, in uno stato di malattia. Perde i ritmi che gli sono propri e vive in controtempo rispetto alle proprie regolazioni di base, quelle, ad esempio, che governano il sistema cardiovascolare e quello respiratorio. <a name=\"50\"><\/a>Per musicoterapia intendiamo la messa in atto di una riattivazione mirante a ristabilire l\u2019armonia originaria\u201d [<a href=\"#n50\">50<\/a>]. Le tecniche di Tomatis, adottate in circa 250 Centri sparsi in tutto il mondo, consistono nello stimolare opportunamente il paziente ad \u201caccettare di ascoltare\u201d e, successivamente, nel somministrargli i suoni e le musiche pi\u00f9 idonee per la cura dei propri squilibri organici. Ed \u00e8 oltremodo interessante, a questo proposito, ascoltare quanto ci viene detto sugli effetti prodotti dalla musica di Mozart. \u201cNon posso negare\u201d, scrive Tomatis, \u201cdi essere affascinato dall\u2019opera di Mozart, ma sono anche sensibile a molte altre espressioni musicali. Tuttavia \u00e8 Mozart che alla fine si \u00e8 imposto come l\u2019unico e solo compositore dei nostri approcci terapeutici. Deponevano a suo favore numerose risposte neurofisiologiche raccolte nel corso di molti decenni. I risultati ottenuti partendo dalla sua musica sono positivi e costanti, e le risposte identiche, quali che siano le etnie considerate. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 uno dei pi\u00f9 notevoli. Poich\u00e9 nessun altro compositore mi aveva assicurato risposte paragonabili, sono giunto a considerare Mozart \u2018unico\u2019 fra i pi\u00f9 grandi. \u00c8 come se fosse <em>pi\u00f9 <\/em> di un musicista. <a name=\"51\"><\/a>\u00c8 la musica stessa, l\u2019incarnazione dell\u2019armonia. In origine si trattava indubbiamente di un dono innato, ma egli ha saputo organizzarlo e sfruttarlo per la maggior gloria degli uomini &#8211; ed \u00e8 questo il \u2018miracolo mozartiano\u2019\u201d [<a href=\"#n51\">51<\/a>].<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere, quindi, l\u2019armonistica applicata rappresenta un vastissimo campo di ricerche, che per\u00f2 rimane a tutt\u2019oggi ben lontano dall\u2019essere stato adeguatamente esplorato. In pratica, siamo ancora di fronte ad una citt\u00e0 della quale sono state gettate soltanto le planimetrie ed un certo numero di fondamenta, sebbene consolidate da una notevole quantit\u00e0 di esempi. Spetta perci\u00f2 unicamente agli studiosi delle pi\u00f9 svariate discipline inoltrarsi in questo campo per cominciare ad innalzarvi nuove ed affascinanti costruzioni. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n43\"><\/a>43 Kurt Pahlen, <em>Musikgeschichte der Welt <\/em> (tr. it. di Giuseppe Bianchetti: <em>Storia della musica <\/em>, Martello, Milano 1971, pp. 463-464). (<a href=\"#43\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n44\"><\/a>44 Si veda, a questo proposito, l\u2019esauriente studio di Maria Franca Frola, <em>Hermann Hesse fra armonica e teosofia <\/em>, Editrice Tipografia Moderna, Nizza Monferrato (Asti) 1990. (<a href=\"#44\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n45\"><\/a>45 Jean Gimpel, <em>Les batisseurs de cathedrales <\/em>, Editions de Seuil, Paris 1961 (tr. it. di Giulia Veronesi: <em>I costruttori di cattedrali <\/em>, Mondadori, Milano 1961). Si vedano soprattutto, di Marius Schneider, il saggio tradotto da Augusto Menduni, <em>Pietre che cantano. Studi sul ritmo di tre chiostri catalani di stile romanico <\/em>(Arch\u00e8, Milano 1976) e <em>El origen musical de los animales-s\u00edmbolos en la mitolog\u00eda y la escultura antigua <\/em> (tr. it. di Gaetano Chiappini: <em>Gli animali simbolici e la loro origine musicale nella mitologia e nella scultura antiche<\/em>, Rusconi, Milano 1986). (<a href=\"#45\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n46\"><\/a>46 Cfr.: Louis Charpentier, <em>Les myst\u00e8res de la cath\u00e9drale de Chartres, <\/em> Laffont, Paris 1966 (tr. it. di Adriana Raspino: <em>I misteri della cattedrale di Chartres, <\/em> Arcana Editrice, Torino 1972); John James, <em>Chartres. The Masons who built a Legend, <\/em> Routledge &amp; Kegan, London 1982. (<a href=\"#45\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n47\"><\/a>47 Secondo Kayser, tuttavia, l\u2019architettura di Vitruvio e quella romana in genere avrebbe rispettato unicamente il lato esteriore dei canoni greci, indirizzandosi essenzialmente ad obiettivi pratico-funzionali a tutto detrimento di quelli musicali. Quanto all\u2019architettura del Rinascimento, essa avrebbe ulteriormente irrigidito, razionalizzandoli all\u2019estremo, i canoni romani. Per Kayser, invece, la vera armonistica applicata all\u2019architettura si troverebbe nel romanico e nel gotico medioevali. (<a href=\"#47\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n48\"><\/a>48 Di recente, il medico Renzo Mantero ha fatto notare come nell\u2019affresco dell\u2019 <em>Ultima cena <\/em> di Leonardo le posizioni relative delle mani di Ges\u00f9 e degli apostoli corrispondano a trascrizioni su pentagramma di altrettante note di un canto gregoriano. Su ci\u00f2, vedi l\u2019articolo di Giulia Gambino, <em>Le mani della Cena, un canto sublime<\/em>, in \u201cll Giornale\u201d dell\u20198.6.1997. (<a href=\"#48\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n49\"><\/a>49 Di Fludd abbiamo riportato la famosa illustrazione del \u201cmonocordo cosmico\u201d (fig. 7) solo perch\u00e9 ci sembrava particolarmente suggestiva; ma un parallelo tra le posizioni del medico rosacroce inglese e quelle di Kepler \u00e8 senz\u2019altro improponibile, in quanto Fludd, a differenza del secondo, era un pensatore fondamentalmente teorico, cio\u00e8 scarsamente interessato alla ricerca sul piano empirico. Cfr. A.C. Crombie, <em>Augustine to Galileo<\/em>, Heinemann, London 1957 (tr. it. di Vittorio Di Giuro: <em>Da S. Agostino a Galileo<\/em>, Feltrinelli, Milano 1970). (<a href=\"#49\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n50\"><\/a>50 Alfred Tomatis, <em>Ecouter l\u2019univers<\/em>, Laffont, Paris 1995 (tr. it. di Laura Merletti: <em>Ascoltare l\u2019universo. Dal Big Bang a Mozart <\/em>, Baldini &amp; Castoldi, Milano 1998, pp. 162-163). (<a href=\"#50\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n51\"><\/a>51 Alfred Tomatis, <em>Op. cit.<\/em>, p. 168. (<a href=\"#51\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4><\/h4>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019armonistica applicata La convinzione dell\u2019esistenza di una stretta complementarit\u00e0 fra le leggi cosmiche e quelle musicali, che si esprime nel modo pi\u00f9 significativo nella predisposizione fisica e psichica del nostro udito, ha portato tutti i popoli che hanno nutrito questa convinzione, ed in particolare i greci, a trasferire le leggi armonistiche naturali ad ambiti di esclusiva pertinenza umana. Quest\u2019opera di trasferimento pu\u00f2 essere definita a pieno titolo \u201carmonistica applicata\u201d ed ha coinvolto principalmente la sfera delle arti. Armonistica &#8211; parte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11026,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[67],"class_list":["post-1849","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza-del-suono","tag-scienzadellarmonica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1849","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1849"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1849\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10764,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1849\/revisions\/10764"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}