{"id":1852,"date":"2007-01-22T00:00:31","date_gmt":"2007-01-21T23:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1852"},"modified":"2023-10-01T00:55:52","modified_gmt":"2023-09-30T22:55:52","slug":"la-signora-degli-animali-parte-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1852","title":{"rendered":"La Signora degli Animali &#8211; parte 3"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>A <strong>Catal H\u03cby\u03cbk<\/strong> sono state rinvenute diverse pitture murali, dove \u00e8 raffigurata una Dea dalla testa d\u2019ariete o di toro, dipinta nell\u2019atto di partorire, speculare a quelle dell\u2019Europa arcaica segnalate da Gimbutas.<\/p>\n<p><strong>Creta minoica<\/strong><br \/>\nLe difese naturali, peculiari ad ogni territorio insulare, resero Creta molto difficile da conquistare, cos\u00ec il matriarcato ed il culto della SdA resistettero fino al 1450 a.C., periodo che grosso modo segn\u00f2 l\u2019avvento della civilt\u00e0 micenea.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>La Signora degli Animali &#8211; parte 3<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Catal H\u03cby\u03cbk<\/h4>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"66%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Il sito di Catal H\u03cby\u03cbk dell\u2019Anatolia centrale \u00e8 stato portato alla luce e studiato da James Mellaart. A Catal H\u03cby\u03cbk sono state rinvenute diverse pitture murali, dove \u00e8 raffigurata una Dea dalla testa d\u2019ariete o di toro, dipinta nell\u2019atto di partorire, speculare a quelle dell\u2019Europa arcaica segnalate da Gimbutas.<\/p>\n<p>Altri dipinti associano spesso dei seni a delle teste di toro, a mascelle di cinghiali, o a crani di volpi. Accanto alla statuetta \u2013 gi\u00e0 incontrata, della SdA partoriente che si appoggia a due leopardi \u2013 \u00e8 stata rinvenuta un\u2019ulteriore scultura di una donna coperta da pelle di leopardo che si erge davanti ad un esemplare dello stesso felino.<\/p>\n<p>Mellaart ritiene che anche la civilt\u00e0 di Catal H\u03cby\u03cbk fosse matriarcale e matrilineare e che il culto della Dea fu diffuso e prioritario; incorreremmo, tuttavia, in conclusioni precipitose qualora volessimo disconoscere il legame tra la morfologia del territorio e la cultura locale.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"34%\">\n<div align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20221%20303'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Catal_Huyuk.jpg\" width=\"221\" height=\"303\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Catal_Huyuk.jpg\" width=\"221\" height=\"303\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Poich\u00e9 se \u00e8 vero che le trib\u00f9 nomadi del deserto dovevano necessariamente riflettere una struttura sociale di tipo patriarcale, fondata sul culto di un dio unico, antropomorfico e di sesso maschile, la cultura matriarcale di Catal H\u03cby\u03cbk \u00e8 senza dubbio anteriore rispetto allo sviluppo del nomadismo semitico e delle trib\u00f9 del deserto. L\u2019associazione tra il nomadismo e la cultura patriarcale e monoteistica \u2013 cos\u00ec come la corrispettiva rispondenza tra il rigoglio del territorio indoeuropeo con la sua ricchezza e variet\u00e0 geografica e la diffusione del politeismo \u2013 non confuta l\u2019ipotetica diffusione del culto universale di una Dea primordiale (sia che questa si manifesti come Madre Terra o come SdA).<\/p>\n<p>Non diversamente dagli altri archetipi femminili, la SdA di Catal H\u03cby\u03cbk richiama l\u2019idea della circolarit\u00e0 della vita e della morte. Alla SdA erano associati anche gli avvoltoi, perch\u00e9 la Dea regalava e sopprimeva la vita. Sotto i luoghi di culto della SdA sono stati rinvenuti cadaveri di donne e bambini offerti in pasto agli avvoltoi, forse vittime sacrificali (in genere le vittime di sacrifici religiosi erano scelte tra i prigionieri, piuttosto che tra i membri del clan o tra la popolazione locale: gli aztechi, per esempio, scendevano in guerra principalmente per procurarsi dei prigionieri da sacrificare agli dei).<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima ipotesi, tuttavia, sembra sconfessata dallo stesso Mellaart, convinto assertore dello spirito pacifico e sedentario che animava le societ\u00e0 matriarcali del Vicino Oriente, invase da rozze ed arretrate trib\u00f9 patriarcali discese dal Nord nel IV millennio a.C. (Cfr. J. Mellart, <em>Earliest Civilizations of the Near East, <\/em>Londra, 1965).<\/p>\n<p>Per Marija Gimbutas, la discesa dei patriarcali e nomadi protoindoeuropei deve essere collocata tra il 4.500 ed il 2.500 a.C. Anche per la studiosa, le trib\u00f9 nomadi e guerriere colonizzarono e sottomisero le antiche civilt\u00e0 matriarcali fondate sull\u2019agricoltura e sul culto della Dea.<\/p>\n<p>Il risultato dell\u2019acculturazione protoindoeuropea fu il ridimensionamento del prestigio e dell\u2019autorit\u00e0 della Dea, declassata a \u201csemplice\u201d madre, moglie o figlia, di divinit\u00e0 maschili, regali e solari. La stessa civilt\u00e0 patriarcale sumera potrebbe essere il risultato del processo di acculturazione protoindoeuropeo portato a termine nel 3.500 a.C.<\/p>\n<h4>Creta minoica<\/h4>\n<p>Le difese naturali, peculiari ad ogni territorio insulare, resero Creta molto difficile da conquistare, cos\u00ec il matriarcato ed il culto della SdA resistettero fino al 1450 a.C., periodo che grosso modo segn\u00f2 l\u2019avvento della civilt\u00e0 micenea. Dal 2000 al 1450 a.C. \u2013 periodi indicati come del <em>Vecchio <\/em> e del <em>Nuovo Palazzo <\/em>\u2013 si svilupp\u00f2 una cultura pre-ellenica fondata sull\u2019agricoltura, sull\u2019artigianato e sul commercio marittimo. La mancata traduzione del Lineare A \u2013 lingua scritta del periodo minoico \u2013 impedisce di avallare ricostruzioni storiografiche ed archeologiche esatte, ma sembra plausibile, dalle oscure fonti in nostro possesso, che il sacerdozio femminile fosse molto importante.<\/p>\n<p>Alcuni studiosi \u2013 Jacquetta Hawkes, Stylianous Alexiou, Helga Reusch, Ruby Rohrlich \u2013 attribuiscono ad una sacerdotessa il possesso del celebre trono del re Minosse. Nella grotta di Dh\u00edkti \u00e8 stata rinvenuta l\u2019immagine di una SdA o di una Dea dalla testa di serpente affiancata da due grifoni alati: gli stessi animali mitici ritratti sul trono di Minosse.<\/p>\n<p>Altri numerosi sigilli sono stati rinvenuti \u2013 nelle grotte, nelle abitazioni, nei templi \u2013 raffiguranti una Dea che, probabilmente, rivestiva contemporaneamente il ruolo di SdA e di \u00abMadre della montagna\u00bb; altre immagini la ritraggono insieme a serpenti e colombe, in prossimit\u00e0 di ulivi. Altre volte, la SdA minoica \u00e8 raffigurata con corna taurine, le braccia sollevate ed un\u2019ascia a doppio taglio, che Marija GImbutas identifica con una farfalla.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"31%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20220%20227'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/labirinto_minoico.jpg\" width=\"220\" height=\"227\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/labirinto_minoico.jpg\" width=\"220\" height=\"227\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"69%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>La spiritualit\u00e0 minoica era molto vitalistica e legata ai cicli della Natura; ne recano tracce evidenti alcune ceramiche ed affreschi tesi a raffigurare le onde del mare ed i delfini, ma anche spirali (simboli del labirinto), serpenti (simboli della circolarit\u00e0 della vita e della morte) e tori (simboli dell\u2019energia cosmica). In particolare, l\u2019arte minoica era tesa a fissare l\u2019attimo, ad arrestare nell\u2019immagine il flusso esuberante della vita.<\/p>\n<p>Per i Minoici la Natura era sacra, non certamente il prodotto degenerato della Caduta e del peccato originale come nella tradizione giudaico-cristiana, ma il Regno dove il Divino si manifestava nell\u2019immanenza delle creature e non si era ancora ritirato in irraggiungibili e silenziosi mondi iperuranici o iperborei (il Divino <em>hic et nunc: <\/em>un\u2019idea che sarebbe perennemente ritornata nella storia del pensiero occidentale, da Spinoza a Nietzsche).<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Da l\u00ec a poco, l\u2019avvento della cultura patriarcale indoeuropea e le seriori religioni semitiche del deserto, avrebbero cancellato questa gioiosa ed ottimistica spiritualit\u00e0 dalla civilt\u00e0 cretese e, successivamente, dall\u2019intera storia dell\u2019Occidente. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Catal H\u03cby\u03cbk sono state rinvenute diverse pitture murali, dove \u00e8 raffigurata una Dea dalla testa d\u2019ariete o di toro, dipinta nell\u2019atto di partorire, speculare a quelle dell\u2019Europa arcaica segnalate da Gimbutas. 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