{"id":1865,"date":"2006-12-22T19:12:31","date_gmt":"2006-12-22T18:12:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1865"},"modified":"2023-10-19T18:59:53","modified_gmt":"2023-10-19T16:59:53","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1865","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Analogie per l\u2019ipnosi<\/strong><br \/>\n1. Le analogie in psicologia. \u2014 2. Il sonnambulo. \u2014 3. L\u2019attore. \u2014 4. Lo spettatore. \u2014 5. Il corteggiatore e l\u2019innamorato. \u2014 6. Il malato immaginario.<\/p>\n<p>In psicologia e in psichiatria, come in genere nelle scienze, vengono spesso usate metafore e analogie per spiegare taluni fenomeni: cos\u00ec come si parla di \u00abcorrente elettrica\u00bb, si parla di \u00abesaurimento\u00bb nervoso, di \u00abenergia psichica\u00bb, \u00abdi esplosione\u00bb della aggressivit\u00e0, di \u00abattrazione \u00bb interpersonale, ecc.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u00abTutto ci\u00f2 che \u00e8 incomprensibile non per questo cessa di esistere<\/em><em>\u00bb.<\/em> &#8211; Blasie Pascal<\/p>\n<h4>Capitolo II \/ Analogie per l&#8217;ipnosi<\/h4>\n<p><strong>Sommario <\/strong>: <a href=\"#p1\">1. Le analogie in psicologia.<\/a> \u2014 <a href=\"#p2\">2. Il sonnambulo.<\/a> \u2014 <a href=\"#p3\">3. L&#8217;attore.<\/a> \u2014 <a href=\"#p4\">4. Lo spettatore.<\/a> \u2014 <a href=\"#p5\">5. Il corteggiatore e l&#8217;innamorato.<\/a> \u2014 <a href=\"#p6\">6. Il malato immaginario.<\/a><\/p>\n<h5><a name=\"p1\"><\/a>1 \u2013 Le analogie in psicologia<\/h5>\n<p><a name=\"1\"><\/a>In psicologia e in psichiatria, come in genere nelle scienze, vengono spesso usate <em>metafore <\/em>e <em>analogie <\/em>per spiegare taluni fenomeni: cos\u00ec come si parla di \u00abcorrente elettrica\u00bb, si parla di \u00abesaurimento\u00bb nervoso, di \u00abenergia psichica\u00bb (<a href=\"#n1\">1<\/a>), \u00abdi esplosione\u00bb della aggressivit\u00e0, di \u00abattrazione \u00bb interpersonale, ecc.<\/p>\n<p>Si manifesta cos\u00ec talvolta il pericolo che queste metafore vengano reificate, nel senso che a forza di usare queste analogie ci si dimentica che sono soltanto delle finzioni utili per concettualizzare taluni fenomeni, e si cominci a ritenere veramente che i nervi si esauriscano, che sfogare l&#8217;aggressivit\u00e0 diminuisca la tensione, ecc. Anche lo studio dell&#8217;ipnosi \u00e8 ricco di usi di metafore poi reificatesi, basti pensare per esempio alla teoria del \u00abmagnetismo\u00bb animale di Mesmer, che pure domin\u00f2 la scena per qualche tempo. Attualmente le analogie che si riscontrano maggiormente sono quelle del sonnambulismo, della recitazione, del coinvolgimento nella lettura, in uno spettacolo o in una rappresentazione scenica. Esaminiamole partitamente.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n1\"><\/a>(1) Cfr. per es. REY J., La psicoanalisi e la metafora, in PAGANINI A., <em>Psicoanalisi come filosofia del linguaggio, <\/em>Longanesi, Milano, 1976, 182. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p2\"><\/a>2 \u2013 Il sonnambulo<\/h5>\n<p>La metafora classica nello studio dell&#8217;ipnosi consiste nel rapportare la condotta dell&#8217;ipnotizzato a quella del sonnambulo. Essa \u00e8 solitamente reificata al punto che quando ci si riferisce allo stato sonnambolico come uno degli stadi pi\u00f9 avanzati della trance, taluni ritengono che effettivamente l&#8217;ipnotizzato presenti la stessa situazio ne fisiopsichica del sonnambulo.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Barber (<a href=\"#n2\">2<\/a>) ha mostrato come gli studi sul sonnambulismo hanno provato che il sonnambulo, <em>contrariamente all&#8217;ipnotizzato<\/em>, durante l&#8217;episodio di sonnambulismo presenta un elettroencefalogramma che dimostra che egli rimane add ormentato, inoltre ha movimenti rigidi e stentati, una notevole inconsapevolezza di ci\u00f2 che lo circonda, un livello di attivit\u00e0 motorie estremamente basso e uno sguardo fisso e attonito; difficilmente risponde a qualcuno che gli parla e per attirare la sua attenzione \u00e8 necessario parlare in continuazione per interrompere i suoi movimenti; quando poi risponde ha la tendenza a mormorare o a parlare in maniera vaga e distaccata; difficilmente inoltre quando gli si ordina di svegliarsi egli obbedisce, per svegliarlo occorrono persistenti manovre; come per esempio scuoterlo, chiamarlo pi\u00f9 volte, ecc. Il mattino poi, quando si sveglia, o, se viene svegliato durante l&#8217;episodio di sonnambulismo, non da mai segni di ricordare l&#8217;episodio stesso.<\/p>\n<h5><a name=\"p3\"><\/a>3 \u2013 L&#8217;attore<\/h5>\n<p>Poich\u00e9, come ved remo meglio pi\u00f9 avanti talune reazioni che l&#8217;ipnotizzato dichiara di non esperire si riscontrano oggettivamente, per esempio la persona a cui \u00e8 stato detto in ipnosi che non udir\u00e0, si dichiara sorda e si comporta come se lo fosse, ma test appropriati dimos trano che in realt\u00e0 ci sente. <a name=\"3\"><\/a>Taluni autori (<a href=\"#n3\">3<\/a>) hanno ritenuto che l&#8217;ipnotizzato si comporta come chi <em>\u00ab<\/em><em>fa la parte della persona ipnotizzata e che prova ci\u00f2 che gli \u00e8 stato suggerito<\/em><em>\u00bb <\/em> (role enactment).<\/p>\n<p>Per cogliere l&#8217;aspetto precisamente analogico bisogna tenere presente che <em>l&#8217;attore,<\/em> anche fortemente coinvolto come vuole la scuola di Stanislavski, ha una piena consapevolezza di non essere il personaggio cui da vita, tanto che il suo talento consiste proprio nel mostrarsi il personaggio che rappresenta, mentre consapevolmente per lui e per il pubblico egli non \u00e8 quel personaggio, cosicch\u00e9 la sua abilit\u00e0 deriva dalla credibilit\u00e0 e dalla verosimiglianza del suo apparire.<\/p>\n<p>L&#8217;ipnotizzato invece si autoinganna al punto di credere, per esempio, nel fenomeno della trans-identificazione, di essere Amleto e nel voler far creder e di esserlo, negando ostinatamente una qualsiasi altra identit\u00e0, nonostante le prove contrarie. Potrebbe comunque sostenersi per dare valore di realt\u00e0 a questa metafora drammaturgica che la \u00absua parte\u00bb consiste proprio nel recitare la parte di colui che non ammette di essere quello che \u00e8 realmente, ma colui che pretende, da ipnotizzato, di essere.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n2\"><\/a>(2) Barbert T., Spanost N, Chaves J., <em>Hypnotism Immagination and Human Potentialities, <\/em>Pergamon, New York, 1974. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n3\"><\/a>(3) Sarbin T., Coe W., <em>Hypnosis, <\/em>Hold-Rinehart-Winstoru New York, 1972. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p4\"><\/a>4 \u2013 Lo spettatore<\/h5>\n<p><a name=\"4\"><\/a>Shor (<a href=\"#n4\">4<\/a>) discutendo recentemente la propria teoria della ipnosi, ha formulato una analogia fra l&#8217;ipnotizzato e colui che \u00e8 immerso nella lettura di un libro. Per Shor, cos\u00ec come l&#8217;ipnotizzato, anche colui che legge crea le proprie fantasie per i propri fini, per soddisfare determinate esigenze che gli sono personali. La fantasia non \u00e8 suscitata nella mente dalle parole del libro, che rappresentano un semplice stimolo. D&#8217;altronde questi non \u00e8 addormentato, pu\u00f2 controllare la propria volont\u00e0, la propria mente, non \u00e8 un automa che obbedisce a ci\u00f2 che lo scrittore gli presenta.<\/p>\n<p><a name=\"5\"><\/a>Barber (<a href=\"#n5\">5<\/a>) estende questa metafora paragonando l&#8217;esperienza dell&#8217;ipnotizzato alla gamma delle esperienze che esperisce lo <em>spettatore di una rappresentazione scenica. <\/em><\/p>\n<p>Questi pensa con le sensazioni che gli vengono suggerite dalla scena. Nella misura in cui \u00e8 coinvolto nell&#8217;azione poi, non ha pensieri negativi, del tipo \u00absi tratta semplicemente di uno spettacolo\u00bb, questi \u00absono soltanto attori\u00bb&#8230; Per\u00f2 ha delle reazioni che sono in accordo con l&#8217;intenzione dello scrittore del dramma, che voleva rendere felice o triste lo spettatore, cos\u00ec come il soggetto ipnotizzato risponde alle suggestioni che gli vengono comunicate dall&#8217;ipnotista.<\/p>\n<p>Le comunicazioni derivanti dallo spettacolo, osserva Barber \u00absono dirette ad ottenere particolari tipi di pensieri, emozioni o esperienze, sentirsi eccitato, fortemente turbato, partecipare, ridere o gridare, sentirsi felici o tristi. Quelle impartite dall&#8217;ipnotista sono invece dirette ad ottenere diversi tipi di pensieri, emozioni, o esperienze; le sensazioni che un braccio sia leggero o stia alzandosi, sentirsi bambino, avere una fervida immaginazione o avere allucinazioni, ecc. Quando una persona sta ricevendo suggestioni in stato ipnotico essa prova, dunque, esperienze differenti da quelle che pu\u00f2 ricevere guardando una rappresentazione scenica, non perch\u00e9 si trova in uno \u201cstato\u201d diverso (trance ipnotica) ma perch\u00e9 sta ricevendo diverse comunicazioni\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"6\"><\/a>Certo, anche se Barber non vi accenna, la metafora \u00e8 pi\u00f9 calzante se avviciniamo la condizione psicologica dell&#8217;individuo ipnotizzato a chi sia coinvolto, in particolare, in una rappresentazione cinematografica (<a href=\"#n6\">6<\/a>). Il cinema \u00e8 infatti uno strumento particolare i cui effetti psicologici sono differenti da quelli prodotti da un libro o da una rappresentazione teatrale. Mentre infatti le vicende di un romanzo sono per il lettore una realt\u00e0 immaginata, il teatro una realt\u00e0 rappresentata, il cinema \u00e8 una realt\u00e0 presentata.<\/p>\n<p>Nella lettura di un libro il lettore \u00e8, seppur avvinto dalla vicenda, sempre presente a se stesso, pronto a distaccarsi dall&#8217;azione per lo squillo del telefono, o per un qualsiasi altro stimolo della sua realt\u00e0; e a teatro lo spettatore non perde mai completamente la consapevolezza che tutto quanto avviene, per quanto avvincente, soltanto scenicamente, in palcoscenico; al cinema invece lo schermo non \u00e8 visto come tale ma diventa realt\u00e0 effettiva, come se fosse una finestra dalla quale si vedono gli avvenimenti.<\/p>\n<p>Ne deriva cos\u00ec che qualsiasi azione vista al cinema ci appare sempre come pi\u00f9 reale che se fosse descritta in un libro o rappresentata in un teatro; da qui d&#8217;altronde dipende la maggiore possibilit\u00e0 di raggiungere la sfera emotiva dello spettatore e, probabilmente, tutta la fortuna che il cinema ha come forma di spettacolo.<\/p>\n<p>Questa impressione di realt\u00e0, con i conseguenti riflessi emotivi, non \u00e8 per\u00f2 totale, naturalmente, neppure al cinema. Se una madre spettatrice si immedesimasse nella scena rappresentante un bambino fucilato da dei soldati \u00abcattivi\u00bb, probabilmente si commuoverebbe e forse verserebbe qualche lacrima, ma il suo modo di piangere sarebbe diverso da quello che si verificherebbe se realmente un bambino venisse ucciso davanti ai suoi occhi. Non vi \u00e8 disperazione nelle lacrime al cinema: c&#8217;\u00e8 solo una leggera commozione che dipende dalla immedesimazione dello spettatore nella scena.<\/p>\n<p>Qualche cosa dentro di lui dice per\u00f2 sempre che egli in realt\u00e0 \u00e8 estraneo all&#8217;azione. Quindi per quanto il cinema sia, emotivamente parlando, la pi\u00f9 attivante tra tutte le forme d&#8217;arte, certamente per\u00f2 i suoi effetti sono sempre limitati.<\/p>\n<p>La differenza dalla condizione di coinvolgimento relazionale determinata dall&#8217;ipnosi deriva dal fatto che, mentre nella scena filmica in ogni momento ci \u00e8 possibile ritrarci da essa prendendo consapevolezza che siamo soltanto al cinema, \u00abche la realt\u00e0 vera \u2013 come dice Musatti \u2013 dove si svolge la nostra vita \u00e8 un&#8217;altra\u00bb, nella ipnosi da un certo momento in poi ci\u00f2 appare pi\u00f9 complicato.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n4\"><\/a>(4) SHOR R. E., The Three -Factor Theory of Hypnosis as Applied to the Book Reading Fantasy and to the Concept of Suggestion, in <em>Int. J. din. Exp. Hypn., <\/em>1970, 89. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n5\"><\/a>(5) BARBER T. X., <em>op. cit. <\/em>(<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n6\"><\/a>(6) Cfr. Musatti C, Cinema e psicoanalisi, e i processi psichici attivati dal cinema, in Musatti C, <em>Psicoanalisi e vita contemporanea, <\/em>Boringhieri, Torino, 1960, 144 e 198. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p5\"><\/a>5 \u2013 Il corteggiatore e l&#8217;innamorato<\/h5>\n<p>Poich\u00e9 a me interessa l&#8217;aspetto relazionale <em>la metafora <\/em>c ui pi\u00f9 spesso faccio riferimento \u00e8 quella <em>dell&#8217;innamoramento <\/em>a seguito della <em>corte,<\/em> o della simpatia che sorge, a seguito della condotta di qualcuno che fa di tutto per essere simpatico ad un altro. \u00c8 chiaro che mi riferisco ad una semplice <em>analogia <\/em>e no n ad una \u00abteoria \u00bb della situazione ipnotica, cos\u00ec come \u00e8 per taluni ipnotisti di impostazione psicoanalitica, che definiscono l&#8217;ipnosi come \u00abtransfert\u00bb cio\u00e8 come corrente emozionale per lo pi\u00f9 individuata tra l&#8217;analizzato e lo psicoanalista.<\/p>\n<p><a name=\"7\"><\/a>A mio giudizio la teoria che sostiene che l&#8217;ipnosi \u00e8 una forma di transfert commette proprio l&#8217;errore di utilizzare una metafora e di dimenticarsi, via via, che era soltanto una metafora: Freud nota che l&#8217;ipnotizzato ha la stessa dedizione verso l&#8217;ipnotista che l&#8217;innamorato ha verso la persona amata (<a href=\"#n7\">7<\/a>). E questa \u00e8 la <em>prima analogia.<\/em><\/p>\n<p>Poi sostiene che la relazione emozionale che l&#8217;analizzato prova per l&#8217;analista, cio\u00e8 il transfert, ha come prototipo ci\u00f2 che il bambino prova nei confronti dei genitori. E questa \u00e8 la <em>seconda analogia.<\/em><\/p>\n<p>Infine assimila l&#8217;affettivit\u00e0 dell&#8217;analizzato a quella del bambino e a quella dell&#8217;ipnotizzato e chiama quest&#8217;ultima come la prima transfert. E questa \u00e8 la <em>terza analogia<\/em>: da ci\u00f2 deduce che l&#8217;ipnosi \u00e8 transfert.<\/p>\n<p>Ma se il transfert ha una accezione tanto vasta, \u00e8 chiaro che rappresenta un concetto di difficile utilizzazione dato che se vogliamo teorizzare, anzich\u00e9 usare semplicemente delle analogie, dobbiamo usare termini che denotino ci\u00f2 che il fenomeno ha di specifico pi\u00f9 che ci\u00f2 che ha di generico e che servano a distinguere l&#8217;ipnosi da ci\u00f2 che ipnosi non \u00e8.<\/p>\n<p>Torniamo all&#8217;analogia tra l&#8217;ipnotizzatore ed il corteggiatore.<\/p>\n<p>Chi vuol fare innamorare qualcuno tende a instaurare nell&#8217;altro motivazioni, aspettative, atteggiamenti e sentimenti a lui favorevoli. A questo scopo istituisce una strategia comportamentale e di comunicazione pi\u00f9 o meno elaborata. Se la sua iniziativa ha successo, l&#8217;altro sar\u00e0 coinvolto in questo rapporto al punto che i comportamenti del primo avranno per lui una forte risonanza emotiva. Sulla base di questa metafora possiamo renderci conto di come siano mal poste tante domande che solitamente ci si pongono sulla ipnosi.<\/p>\n<p>1) Qual \u00e8 la tecnica pi\u00f9 adatta per ipnotizzare?<\/p>\n<p>2) Quanto tempo ci vuole per ipnotizzare qualcuno?<\/p>\n<p>3) Tutti possono ipnotizzare?<\/p>\n<p>4) Tutti possono essere ipnotizzati?<\/p>\n<p>5) L&#8217;ipnosi \u00e8 uno stato fisiologico o uno stato psicologico?<\/p>\n<p>6) Si pu\u00f2 ipnotizzare qualcuno senza la sua volont\u00e0?<\/p>\n<p>7) Si pu\u00f2 ipnotizzare qualcuno contro la sua volont\u00e0?<\/p>\n<p>8) Si possono commettere dei crimini sulla persona ipnotizzata o fargliene commettere?<\/p>\n<p>1) Cos\u00ec come per fare la corte, non esiste una tecnica pi\u00f9 adatta ma dipende da caso a caso, da situazione a situazione, da individuo a individuo, talvolta \u00e8 pi\u00f9 opportuna una tattica di un&#8217;altra.<\/p>\n<p>2) Cos\u00ec come in amore nell&#8217;ipnosi talvolta c&#8217;\u00e8 il colpo di fulmine, e in pochi momenti il soggetto \u00e8 nella cosiddetta trance, altre volte, in un caso capitato a Erickson, certamente il pi\u00f9 bravo ipnotista che sia mai esistito, ci sono volute duecento ore per raggiungere una trance leggera.<\/p>\n<p>3) Esistono certamente persone pi\u00f9 capaci nel fare la corte, pi\u00f9 abili nella manipolazione interpersonale, ma come chiunque in astratto pu\u00f2 suscitare nell&#8217;altro emozioni che chiamiamo amore, cos\u00ec \u00e8 per l&#8217;ipnotista, che pu\u00f2 avere pi\u00f9 o meno talento.<\/p>\n<p>4) Analogamente poi, cos\u00ec come in amore, tutti sono suscettibili di esperire la trance, anche se alcuni, soprattutto per la maggiore capacit\u00e0 immaginifica, sono pi\u00f9 portati di altri, in taluni periodi lo sono pi\u00f9 che in altri, con certe persone possono esserlo pi\u00f9 che con altre.<\/p>\n<p>5) L&#8217;amore non sappiamo cosa \u00e8, cos\u00ec non sappiamo cosa sia l&#8217;ipnosi; il fondamento dell&#8217;emozione amorosa, come d&#8217;altra parte di ogni emozione, certamente \u00e8 di tipo biologico, lo stesso corredo cromosomico interviene nel processo, probabilmente ci sono alterazioni metaboliche, ormonali&#8230; ma chi si sentir\u00e0 di sostenere che l&#8217;amore sia soltanto questo? Certamente anche l&#8217;ipnosi non \u00e8 soltanto questo, ma \u00e8 soprattutto altro.<\/p>\n<p>6) Cos\u00ec come \u00e8 possibile fare innamorare qualcuno senza la sua iniziale volont\u00e0, con delle manipolazioni interpersonali che chiamiamo \u00abfare la corte\u00bb, \u00e8 possibile ipnotizzare qualcuno senza che in partenza questi abbia un atteggiamento positivo in questo senso.<\/p>\n<p>7) Contro la volont\u00e0 \u00e8 certamente pi\u00f9 difficile. Di solito questo rappresenta atteggiamenti, aspettative e motivazioni che ostano avverso il risultato che si vuole ottenere. Nulla impedisce per\u00f2 che in particolari condizioni anche questo sia possibile con accorgimenti strategici particolari.<\/p>\n<p>8) Cos\u00ec come una persona molto innamorata, l&#8217;ipnotizzato pu\u00f2 essere coinvolto al punto da diventare vittima o esecutore di atti criminosi. Come si vede nessuna risposta \u00e8 univoca, perch\u00e9 non \u00e8 esatta la formulazione delle domande.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n7\"><\/a>(7) FREUD S., Psicologia delle masse e analisi dell&#8217;Io, in <em>Opere, <\/em>Boringhieri, Torino, 1977, 257. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p6\"><\/a>6 \u2013 Il malato immaginario<\/h5>\n<p>Se poi spostiamo l&#8217;accento dal rapporto interpersonale alla condizione soggettiva dell&#8217;ipnotizzato, l&#8217;analogia che mi appare pi\u00f9 pregnante \u00e8 quella del <strong><em>malato immaginario<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Questi soggettivamente prova le sofferenze e i dolori della malattia che pretende di avere (anche se talvolta la sintomatologia tradisce la sua matrice immaginaria per la diversit\u00e0 da quella reale). Ed \u00e8 ovviamente banale dire che il paziente \u00abmente \u00bb o che simula solo per la mancanza di riscontro oggettivo della causa della sua sofferenza.<\/p>\n<p>L&#8217;ipnotista, tramite le manovre dell&#8217;induzione riesce a creare uno stato analogo per cui l&#8217;immaginazione diventa realt\u00e0 soggettiva. Cos\u00ec dunque, come nel malato immaginario, l&#8217;ipnotista pu\u00f2 fare in modo che il soggetto si senta come se fosse cieco, sordo, allucinato, anestetico, sonnambulo, anche se i riscontri obiettivi mostrano che in realt\u00e0 l&#8217;ipnotizzato ci vede, ci sente, non ha allucinazioni, non \u00e8 anestetico, ed \u00e8 sveglio.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde il ruolo dell&#8217;immaginazione sulle risposte dell&#8217;organismo non \u00e8 poi cos\u00ec sconosciuto. L&#8217;immaginare un amplesso, da talvolta delle risposte che appaiono analoghe a quelle che si provano quando il partner \u00e8 presente, e l&#8217;immaginare un pranzetto ben preparato quando si ha appetito provoca un aumento di salivazione. Resta da dire che l&#8217;ipnotizzato appare da un lato avere una logica tutta particolare, la cosiddetta <strong><em>logica della trance <\/em><\/strong>e che l&#8217;esperienza soggettiva dell&#8217;ipnotizzato \u00e8 talvolta cos\u00ec inaspettatamente drammatica che il fenomeno, al di l\u00e0 delle analogie finora presentate, abbisogna di ulteriori approfondimenti. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analogie per l\u2019ipnosi 1. Le analogie in psicologia. \u2014 2. Il sonnambulo. \u2014 3. L\u2019attore. \u2014 4. Lo spettatore. \u2014 5. Il corteggiatore e l\u2019innamorato. \u2014 6. Il malato immaginario. In psicologia e in psichiatria, come in genere nelle scienze, vengono spesso usate metafore e analogie per spiegare taluni fenomeni: cos\u00ec come si parla di \u00abcorrente elettrica\u00bb, si parla di \u00abesaurimento\u00bb nervoso, di \u00abenergia psichica\u00bb, \u00abdi esplosione\u00bb della aggressivit\u00e0, di \u00abattrazione \u00bb interpersonale, ecc. Ipnosi \/ La Storia, la Teoria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5698,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[86],"class_list":["post-1865","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-ipnosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1865","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1865"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1865\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10428,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1865\/revisions\/10428"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5698"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1865"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1865"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1865"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}