{"id":1867,"date":"2006-12-21T09:22:31","date_gmt":"2006-12-21T08:22:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1867"},"modified":"2023-10-16T19:21:30","modified_gmt":"2023-10-16T17:21:30","slug":"sulle-forme-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1867","title":{"rendered":"Sulle Forme-Pensiero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>In questo intervento si tratter\u00e0 di quelle entit\u00e0 elusive e paradossali note come \u201cforme-pensiero\u201d. La Scienza non pu\u00f2 occuparsene, perch\u00e9 non possono essere oggetto di verifiche sperimentali e non \u00e8 possibile trattare questo argomento nemmeno da un punto di vista solo intellettuale: pu\u00f2 porsi la domanda se le forme pensiero esistano o no solo chi compia un radicale lavoro su se stesso.<br \/>\nSi esaminer\u00e0 la relazione tra forme pensiero, corpi \u201csottili\u201d dell\u2019uomo e Materia prima degli alchimisti, si tratter\u00e0 della natura delle larve, dei gusci e di altre entit\u00e0 invisibili che l\u2019uomo pu\u00f2 alimentare e addirittura dotare di vita propria attraverso le sue energie psichiche e, infine, delle forme pensiero create da una collettivit\u00e0 di uomini, che prendono il nome di Eggregore.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Sulle Forme-Pensiero<\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>In questo intervento si tratter\u00e0 di quelle entit\u00e0 elusive e paradossali note come \u201cforme-pensiero\u201d. La Scienza non pu\u00f2 occuparsene, perch\u00e9 non possono essere oggetto di verifiche sperimentali e non \u00e8 possibile trattare questo argomento nemmeno da un punto di vista solo intellettuale: pu\u00f2 porsi la domanda se le forme pensiero esistano o no solo chi compia un radicale lavoro su se stesso. <\/em><\/p>\n<p><em>Si esaminer\u00e0 la relazione tra forme pensiero, corpi \u201csottili\u201d dell\u2019uomo e Materia prima degli alchimisti, si tratter\u00e0 della natura delle larve, dei gusci e di altre entit\u00e0 invisibili che l\u2019uomo pu\u00f2 alimentare e addirittura dotare di vita propria attraverso le sue energie psichiche e, infine, delle forme pensiero create da una collettivit\u00e0 di uomini, che prendono il nome di Eggregore. <\/em><\/p>\n<h4>1. Materia prima dell\u2019opera alchemica, corpi sottili dell\u2019uomo e forme pensiero<\/h4>\n<p>C\u2019\u00e8 una infinita diatriba tra tre diversi modi di concepire la Materia Prima degli alchimisti.<\/p>\n<p>Una prima impostazione \u00e8 quella degli junghiani-spirtualisti, i quali sostengono che l\u2019Opus Alchemicum riguardi soprattutto il rapporto con il nostro immaginario, la relazione tra animus e anima, la conciliatio oppositorum intesa nel senso in cui la tratta Neumann in <em>\u201cLa Grande Madre\u201d <\/em> e in <em>\u201cStoria delle origini della coscienza\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Alcuni massoni, invece, collegano le trasformazioni dell\u2019Opus alchemicum ai vari gradi iniziatici e all\u2019integrazione con la propria Ombra che si consegue nel cammino all\u2019interno di una Organizzazione Tradizionale.<\/p>\n<p>Infine una Via spiccatamente spagirica sottolinea l\u2019importanza del Laboratorio accanto all\u2019Oratorio, la realt\u00e0 di una Materia su cui operare (spesso viene sottolineata l\u2019opportunit\u00e0 di operare specificamente sui metalli), la necessit\u00e0 di disporre di un forno, di un fuoco e di un Vaso che vanno riconosciuti, costruiti e adoperati per non restare nel regno delle parole e delle illusioni\u2026<\/p>\n<p>Qualcuno ha ragione o torto? O per caso&#8230; non saranno corrette (e sbagliate) tutte e tre le impostazioni&#8230; non ci sar\u00e0 qualcosa di fondamentale che viene trascurato?<\/p>\n<p>Molte delle affermazioni che vengono espresse a proposito dell\u2019alchimia vertono sul fatto che il vaso su cui operare debba o no essere il corpo umano (fino alla impostazione alla Crowley, che vede nelle pulsioni sessuali un fuoco che pu\u00f2 dare origine a molte trasformazioni) ma si dimentica un fatto fondamentale.<\/p>\n<p>Secondo tutte le tradizioni il \u201ccorpo\u201d umano non si limita alla sola componente visibile. Per gli egiziani accanto al corpo fisico soggetto alla putrefazione, il <em>khat <\/em>o <em>sahu,<\/em> sussistevano lo <em>shut <\/em> (o <em>khabbit <\/em>), il corpo eterico, l\u2019umbra dei latini, anch\u2019esso destinato a dissolversi dopo la morte, il <em>Ka,<\/em> il corpo astrale o corpo delle emozioni, che poteva evitare di dissolversi dopo la morte grazie al supporto del corpo fisico mummificato, dei vasi canopi, delle scritte sulle pareti del sepolcro e delle offerte, ma non era suscettibile di ulteriore evoluzione. Quindi il <em>Ba,<\/em> l\u2019anima che collegava tra loro il piano spirituale e divino con quello terreno,e infine l\u2019<em>Akh,<\/em> l\u2019immortale corpo di luce.<\/p>\n<p>Anche nelle dottrine asiatiche troviamo simili distinzioni: Nella tradizione tibetana nello stato del Bardo, successivo alla morte, mentre il corpo materiale si dissolve, la consapevolezza del morto si aggira in una sorta di labirinto di incubi e viene messa di fronte alle forme-pensiero alimentate durante la vita, che possono assumere diverse colorazioni, alcune che conducono verso la Liberazione e verso i corpi sottili e spirituali, altre verso la rinascita verso forme sempre meno evolute. Queste forme-pensiero sarebbero una sorta di estroflessione delle speranze e delle paure, consapevoli e inconsce, che il defunto aveva alimentato durante la sua vita. Alimentatesi delle sue energie per decenni reclamano ancora nutrimento dal corpo sottile che sopravvive (temporaneamente) alla morte fisica e cos\u00ec appaiono al defunto come \u201cdivinit\u00e0 divoratrici\u201d che reclamano le sue energie.<\/p>\n<p>Nello Yoga ind\u00f9 e nel taoismo lunga \u00e8 la via che conduce l\u2019anima a identificarsi con lo <em>Atman <\/em> delle <em>Upanisad,<\/em> immortale e definito da: \u201cnon \u00e8 questo, non \u00e8 quello\u201d e assai complessa la struttura dei corpi in cui il cosmo si riflette. Si pu\u00f2 per\u00f2 accennare alle essenze eteriche dette <em>\u201cPo\u201d,<\/em> che muoiono insieme al corpo fisico, e a quelle astrali dette <em>\u201cHum\u201d,<\/em> che perdurano oltre la morte e che contribuiscono a formare lo <em>Shen <\/em> o corpo spirituale. Gli alchimisti orientali credono che purificando i soffi vitali o <em>Qi <\/em>si possa pervenire a formare un \u201cembrione di luce\u201d che trae il suo nutrimento dalla identificazione dell\u2019uomo con il Tao, con la Via.<\/p>\n<p>Disciplina regia per approdare a questo risultato \u00e8 quella predicata, ad esempio nel Bahagavad Gita, dagli induisti: non nutrirsi del frutto delle proprie azioni, oppure il \u201c<em>Wu Wei\u201d<\/em>, il \u201cnon fare\u201d dei taoisti, che ha sempre a che fare con l\u2019agire senza attaccamento. L\u2019immortalit\u00e0 viene conseguita dall\u2019alchimista \u201crafforzando\u201d il proprio corpo di luce e trasferendovi la consapevolezza.<\/p>\n<p>Nella Tradizione ebraica la riflessione mistica della <em>Qabbalah <\/em> sulla <em>Torah <\/em> non si discosta troppo da tali concezioni.<\/p>\n<p>Un celebre versetto della <em>Torah <\/em>dice: \u201cIl Signore Dio plasm\u00f2 l\u2019uomo con polvere del suolo (<em>adamah<\/em>) e soffi\u00f2 (<em>ruah<\/em>) nelle sue narici un alito di vita (<em>neshamah<\/em>) e l\u2019uomo divenne un essere vivente (<em>nefesh<\/em>)\u201d [Gen2,7] Ebbene accanto al corpo fisico (<em>adam\u00e0 <\/em> o meglio <em>basar,<\/em> Gen 6,3) i cabalisti contemplano un\u2019anima o entit\u00e0 psichica (<em>nefesh,<\/em> Gen 1,30 e 9, 4-5) e l\u2019intelletto vero e proprio (<em>ruah,<\/em> Gen 7,22). Secondo lo <em>Zohar,<\/em> uno dei testi chiave della <em>Qabbalah,<\/em> <em>Nefesh, Ruah e Neshamah <\/em> sono parti dell\u2019anima umana che formano una sequenza dall\u2019inferiore al superiore e intermediario tra il corpo fisico dell\u2019uomo e la sua anima \u00e8 lo <em>Zelem <\/em> (Gn 1, 26), la sua configurazione spirituale o princ\u00ecpio di individualit\u00e0, composto di materia sottile come un corpo etereo.<\/p>\n<p>Scrive in merito Rabbi Shimeon: \u201cIl corpo dell\u2019uomo serve da piedistallo a un a altro piedistallo che \u00e8 nefesh. Quest\u2019altro piedistallo serve a Ruah, e Ruah serve da piedistallo a Neshamah. Rifletti su queste gradualit\u00e0 dell\u2019essere umano e scoprirai il mistero dell\u2019Eterna Sapienza che le ha formate a immagine del Mistero Supremo\u201d.<\/p>\n<p>Gli sciamani di tutte le latitudini parlano di un <em>Doppio,<\/em> ignoto alla nostra coscienza diurna, che gli uomini che non sono iniziati sono destinati ad incontrare per un breve istante, solo al momento della morte mentre la loro consapevolezza si dissolve inesorabilmente, e che, invece, consente agli iniziati, che vi possono trasferire la consapevolezza, imprese inimmaginabili e la possibilit\u00e0 di bilocarsi. In particolare gli sciamani messicani parlano del \u201c<em>Nagual\u201d<\/em>, variamente interpretato come un animale totemico nel quale pu\u00f2 trasferirsi l\u2019identit\u00e0 dello sciamano o come una sorta di \u201cDoppio energetico\u201d dello stregone (tale, ad esempio, \u00e8 la concezione che hanno del <em>Nagual <\/em> gli stregoni del lignaggio di Don Juan nei libri di Carlos Castaneda). Previa l\u2019acquisizione di alcune discipline del corpo e della mente, la \u201cconsapevolezza diurna\u201d pu\u00f2 trasferirsi nel <em>Nagual <\/em> rendendo anche possibili fenomeni di bilocazione. Tra le tecniche da acquisire per rendere possibile il trasferimento nel proprio Doppio energetico, sembra fondamentale quella consistente nel rimanere consapevoli durante il sonno.<\/p>\n<p>Una circostanza curiosa \u00e8 che gli sciamani africani chiamino una analoga entit\u00e0 legata al Doppio: \u201c<em>Ngwel\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>I cristiani, sia cattolici che ortodossi, insistono per lo pi\u00f9 su una triplicit\u00e0 dell\u2019uomo: corpo, anima e spirito, anche se molti degli attributi che oggi vengono riferiti all\u2019anima anticamente non erano che elementi pi\u00f9 sottili del corpo. Fa anche parte della tradizione cristiana la credenza che alcuni uomini, per lo pi\u00f9 i santi, possano godere della bilocazione e possano trasferire la consapevolezza a piacimento in una sorta di <em>\u201cdoppio energetico\u201d<\/em> che agisce in loro vece e compie anche \u201cmiracoli\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>&#8230;Torniamo ora alla Materia Prima dell\u2019Opus alchemicum. Quel che sembra evidente \u00e8 che quando si parla di \u201cinterazione con la materia\u201d e di \u201cMateria prima\u201d dell\u2019Opera bisogna vedere \u201cchi\u201d in noi percepisce questa materia&#8230; con quali \u201cocchi\u201d la guardiamo [<a href=\"#ftn1\">1<\/a>]. Se \u00e8 il nostro <em>\u201cDoppio Energetico\u201d<\/em> a \u201cguardare\u201d, allora la distinzione che oppone \u201cspiritualisti\u201d a \u201cspagirici\u201d scompare. Infatti la percezione del mondo, e della materia in particolare, che, se esistesse, avrebbe il <em>Doppio, <\/em> sarebbe radicalmente diversa da quella della ordinaria coscienza diurna ed \u00e8 anche molto arduo stabilire se il <em>Doppio <\/em> di ognuno risieda \u201cdentro\u201d o \u201cfuori\u201d di lui&#8230; \u00c8 impossibile stabilire nello stato di consapevolezza ordinaria quali siano le relazioni tra i nostri corpi \u201csottili\u201d e il mondo che li circonda, i suoi oggetti, le sue sostanze&#8230; e inoltre, guardando le sostanze da una prospettiva diversa, le trasformazioni materiali di una sostanza potrebbero essere il riflesso visibile di qualcosa che sta avvenendo su un piano pi\u00f9 sottile. Se cos\u00ec fosse, chiunque non potesse trasportare la propria consapevolezza al livello dei corpi sottili sarebbe cieco di fronte alle cause delle trasformazioni alchemiche e non potrebbe che osservarne le conseguenze sul piano della materia, magari percependole come \u201cmiracolose\u201d.<\/p>\n<p>Vista sotto questa prospettiva la problematica su quali siano le sostanze su cui lavorare (Cinabro? Stibina? Antimonio? \u2026e via degradando verso sostanze sempre meno nobili come l\u2019urina) appare come del tutto mal posta. Chi \u00e8 \u201cspiritualmente cieco\u201d non pu\u00f2 sperare di \u201ctoccare\u201d la materia nel modo corretto per trasformarla, n\u00e9 di riconoscere quelle caratteristiche che la rendono la sostanza prescelta per l\u2019Opus alchemicum. Per cos\u00ec dire, chi non ha risvegliato il proprio \u201ccorpo sottile\u201d interagisce con la materia e la \u201ctocca\u201d in un piano di esistenza che non consente alcuna significativa trasformazione.<\/p>\n<p>Dunque le parole degli alchimisti \u201cscoprire la materia prima \u00e8 un dono di Dio\u201d e \u201cla materia \u00e8 una sola, non userai nulla che provenga da altrove\u201d non sono in contraddizione con l\u2019idea di lavorare con una sostanza in \u201claboratorio\u201d, dovunque questo sia allocato&#8230;<\/p>\n<p>Jung sosteneva che gli alchimisti proiettassero sulla materia il loro \u201cpercorso di individuazione del S\u00e9\u201d, ma la sua visione presupponeva solo una coscienza diurna ed ordinaria, una coscienza notturna e rimossa e una sorta di Inconscio Collettivo o Princ\u00ecpio Sopraordinato che si manifestano attraverso i sogni e l\u2019immaginazione attiva&#8230; Jung non prevedeva \u201cesplicitamente\u201d alcun \u201ccorpo sottile\u201d, perch\u00e8 altrimenti sarebbe stato bandito dalla comunit\u00e0 scientifica.<\/p>\n<h4>2. Larve e forme-pensiero<\/h4>\n<p>\u00c8 mera superstizione credere che la mente abbia il potere di creare <em>golem,<\/em> forme-pensiero quasi dotate di vita autonoma, animate dall\u2019energia di cui le abbiamo dotate?<\/p>\n<p>Stabilire se credere o meno nella loro esistenza ha degli effetti considerevoli sia su noi stessi che sul nostro rapporto con la realt\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Se ammettiamo che sia possibile creare con la nostra \u201cimmaginazione creativa\u201d dei <em>\u201cgolem\u201d <\/em> dotati di vita propria, il pensiero corre subito alle cosiddette \u201clarve\u201d, quelle entit\u00e0 di cui gli uomini hanno parlato fin dalla pi\u00f9 remota antichit\u00e0 in tutte le tradizioni (egiziani, maya e tibetani ci hanno tramandato addirittura l\u2019equivalente di una \u201cguida Michelin\u201d sull\u2019argomento).<\/p>\n<p>Le \u201ccosiddette\u201d larve sono gusci, \u201ccadaveri psichici\u201d, cascami dei corpi sottili e possono restare attive per molto tempo dopo la morte fisica, animate da quello che gli egizi chiamavano <em>khabbit <\/em> (da non confondere col <em>ka<\/em>), l\u2019ombra inferiore del defunto&#8230; generate dal suo aver animato durante la vita una o pi\u00f9 forme-pensiero con paura, rabbia, collera, gelosia, dolore, brama, morbosit\u00e0 e cosi via&#8230; Questi \u201cgusci animati\u201d possono disfarsi in tempi lunghissimi ed essere temporaneamente abitati da \u201centit\u00e0 sottili\u201d parassite ben pi\u00f9 pericolose, magari temporaneamente evocate dalla sconsiderata attivit\u00e0 di qualche medium, le quali assumono le forme esteriori della \u201clarva\u201d nella quale sono entrate.<\/p>\n<p>La esistenza delle \u201clarve\u201d spiegherebbe una gran parte dei fenomeni di evocazione spiritica i quali apparirebbero, se tale spiegazione fosse vera, destituiti da ogni \u201caura\u201d di tipo spirituale e, anzi, del tutto sconsigliabili in quanto nocivi alla salute, sia fisica che psichica, di chi pratica lo spiritismo.<\/p>\n<p>A questo proposito in \u201cMistici e maghi del tibet\u201d Alexandra David Neel, cita il discorso di un eremita tibetano il quale cos\u00ec rispondeva alla domanda se si dovesse essere scettici sulla possibilit\u00e0 che le creazioni della mente potessero \u201coggettivarsi\u201d: <em>\u201cSecondo voi basta non credere all\u2019esistenza delle tigri per essere sicuri di non essere divorati da queste?&#8230; Sia che operi coscientemente o incoscientemente, l\u2019oggettivazione delle creazioni mentali \u00e8 un procedimento molto misterioso. Che divengono queste creazioni? Non pu\u00f2 essere che come i bambini nati dalla nostra carne, questi figli del nostro spirito sfuggano al nostro controllo e giungano sia in un tempo futuro, sia immediatamente a vivere una vita propria?\u201d<\/em>&#8230; \u201c<em>Facendo un paragone immaginate un fiume ed a qualche distanza dalla sua riva, uno spazio di terra asciutta dove voi abitate. I pesci non si avvicinano mai alla vostra abitazione, ma se scavate un canale tra il fiume e il luogo dove voi vivete ed alla fine di questo canale uno stagno, allora con l\u2019acqua che scorrer\u00e0 e riempir\u00e0 lo stagno, i pesci arriveranno dal fiume e voi potrete vederli nuotare proprio davanti a voi. Bisogna stare attenti a non aprire questi \u201ccanali\u201d alla leggera. Poche persone si preoccupano di quel che contiene il fondo dell\u2019universo che essi trivellano sconsideratamente\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ebbene, parlando delle larve-vampiro che si nutrono delle forme pensiero dei viventi, che giungono a guidarne pensieri ed emozioni, succhiando energia vitale, \u00e8 che l\u2019unica vera difesa da queste entit\u00e0 \u00e8 <strong>il lavoro su se stessi.<\/strong> Queste larve possono essere cadaveri psichici, residuo di vite dominate da passioni ed emozioni negative, come si \u00e8 detto, o addirittura venire create artificialmente da operatori inconsapevoli di ci\u00f2 che fanno, o, consapevolmente, da adepti della controiniziazione, o essere cadaveri psichici \u201cabitati\u201d da entit\u00e0 non-umane pi\u00f9 o meno pericolose, ma la presa che hanno sui viventi consiste nella \u201crisonanza\u201d con analoghe passioni negative, con l\u2019indulgere nella morbosit\u00e0, nella rabbia, nell\u2019ipertrofia dell\u2019Ego, nelle paure&#8230;.Chi percorre una Via luminosa non offre alcun \u201cappiglio\u201d a queste entit\u00e0, potremmo dire che la sua anima ha, per loro, \u201cun sapore sgradevole\u201d&#8230;<\/p>\n<p>Certo, per motivi facilmente intuibili, i luoghi dove queste \u201clarve\u201d trovano lauti banchetti e si rinforzano non sono solo ospedali o cimiteri, ma anche le adunate di massa di ogni segno e colore&#8230; Questo ci porter\u00e0 a parlare, nell\u2019ultima parte di questo articolo, degli \u201ceggregori\u201d, le forme-pensiero create da una collettivit\u00e0 di uomini che condivide passioni, un comune intento e un immaginario attivo delle forze che operano nell\u2019universo.<\/p>\n<p>Nel suo libro dal titolo <em>\u201cIl regno della quantit\u00e0 e i segni dei tempi\u201d<\/em> Ren\u00e9 Guenon accennava a pericoli gravissimi che minacciano l\u2019umanit\u00e0, pericoli di ordine sottile&#8230; Pericolosi varchi per queste \u201centit\u00e0 sottili\u201d, egli diceva, vengono creati dall\u2019esercizio indiscriminato di attivit\u00e0 come lo spiritismo e il <em>channelling, <\/em> cosi cari alla New Age, dallo sviluppo sconsiderato dei cosiddetti \u201cpoteri psichici\u201d, varchi aperti che abbattono l\u2019invisibile \u201cmuraglia\u201d che ci protegge dal contatto con siffatte entit\u00e0, senza alcun riguardo per le qualificazioni di equilibrio, sobriet\u00e0 e forza interiore che chi subisce tali contatti dovrebbe possedere come doti&#8230; Aggiungerei che l\u2019uso che facciamo dei mezzi di comunicazione di massa, radio, tv, internet, particolarmente per ci\u00f2 che riguarda propaganda politica e pubblicitaria, rendono l\u2019umanit\u00e0, il \u201cvillaggio globale\u201d di McLuhan, uno sterminato allevamento di polli, una riserva inesauribile di emozioni negative in cui queste \u201clarve\u201d possono prosperare indisturbate\u2026 non citerei quindi in modo particolare mattatoi o allevamenti di tacchini\u2026 la stessa utenza mass mediatica \u00e8 un gigantesco allevamento di tacchini umani.<\/p>\n<p>Progredire nella conoscenza e ampliare la capacit\u00e0 di percepire \u201crealt\u00e0 sottili\u201d richiede le necessarie qualificazioni: finch\u00e9 siamo completamente ciechi rispetto ai mondi sottili siamo anche protetti da influssi e interazioni, che solo chi \u00e8 saldamente centrato in se stesso \u00e8 in grado di affrontare. Il guscio di cecit\u00e0 e inconsapevolezza che circonda quasi tutti gli esseri umani \u00e8 anche una protezione e una difesa, un dono che li protegge dalla vocazione predatoria delle entit\u00e0 ultrasensibili.<\/p>\n<p>Se ci prendiamo la responsabilit\u00e0 di parlare di larve ci spetta anche la fatica di ricordare a noi stessi che \u00e8 in corso un combattimento della Luce contro le Tenebre, un combattimento che siamo in primo luogo chiamati ad affrontare nella nostra anima, lottando per affermare il Silenzio al posto del Rumore, la Sintesi al posto della Dialettica (e dunque il risveglio del potere unificante dei simboli), l\u2019Amore al posto dell\u2019Odio, la Bellezza al posto della Volgarit\u00e0 e l\u2019Unit\u00e0 al posto della Frammentazione.<\/p>\n<p>So che in molti sostengono che ravvisare un simile conflitto, in atto o in potenza, nel mondo sia una forma di accecamento e di unilateralit\u00e0, un cedere a una visione parziale del gioco degli opposti. Forse per questo mi sembra cosi utile che i concetti di \u201cbene\u201d e \u201cmale\u201d, cosi come vengono proposti dalla Tradizione, (iniziazione e controiniziazione, radunare e disperdere, conoscenza e inconsapevolezza di s\u00e9, immagini scaturite dal cuore e immagini ingannevoli prodotte dalla sola mente&#8230;) vengano di tanto in tanto ripresi in considerazione. La via della ricerca interiore pullula di Superuomini e Superdonne che collocano se stessi di l\u00e0 del Bene e del Male&#8230; Proprio <strong>questa,<\/strong> io credo, \u00e8 una delle forme-pensiero pi\u00f9 pericolose&#8230; la larva di una larva, la vittoria definitiva dell\u2019Ego. Pu\u00f2 darsi che, progredendo nel cammino, si giunga alla fine a scorgere la ragione profonda di tutto, ad intuire come ogni aspetto oscuro e tenebroso non sia che la segreta preparazione dell\u2019alba che verr\u00e0. Ma chi pu\u00f2 andare oltre la Maya accecante generata dal gioco degli opposti? Solo chi abbia giocato quel gioco fino in fondo con ognuna delle sue cellule!<\/p>\n<p>Questo ci conduce a parlare del Diavolo, inteso come centro organizzatore del \u201cMale\u201d e delle \u201cTenebre\u201d e della sua relazione con le nostre forme-pensiero.<\/p>\n<h4>3. La figura del diavolo nella concezione cristiana del male e il suo rapporto con le forme-pensiero<\/h4>\n<p>\u00c8 forse possibile affrontare l\u2019argomento \u201cDiavolo\u201d da un punto di vista \u201cinteriore\u201d? Il vantaggio di un simile approccio sarebbe di partire da ci\u00f2 che possiamo veramente conoscere ed affrontare per poi, eventualmente, \u201criconoscere\u201d gli aspetti fenomenici e le forze sottili che hanno origine fuori di noi, sui quali \u00e8 possibile almanaccare tutto e il contrario di tutto, oppure, attingendo a piene mani da ci\u00f2 che dicono le varie Tradizioni, fare uno sterile sfoggio di erudizione&#8230;<\/p>\n<p>Nel cammino evolutivo che ognuno di noi percorre \u00e8 inevitabile l\u2019incontro con le due forze che giustificano pienamente il diaballein, il \u201cdividere\u201d, da cui trae origine il termine \u201cdiavolo\u201d.<\/p>\n<p>Una \u00e8 di <em>natura satanica <\/em> e conduce l\u2019uomo a una discesa nella materia, a sacrificare tutto al Dio Denaro e alla propria maschera sociale, a quello che chiamiamo \u201cil successo\u201d, lo sospinge verso il sonno della coscienza e la negazione di ogni trascendenza. Come risultato secondario di questa \u201cmalattia dell\u2019anima\u201d abbiamo la lettera senza lo spirito, le morali e i precetti applicati in modo meccanico, non vivificati da un percorso interiore, un utilitarismo, non importa se finalizzato al proprio destino personale o al trionfo di una causa sociale o religiosa, che non scorge alcun ostacolo nel sacrificio di vite umane, perch\u00e9 alla vita non viene attribuito alcun valore.<\/p>\n<p>L\u2019altro pericolo \u00e8 quello di uno <em>spiritualismo luciferico,<\/em> che si perde nella propria spinta ascendente e rifiuta orgogliosamente la discesa nella materia. Chi concepisce il proprio percorso spirituale come altezzoso rifiuto di tutto ci\u00f2 che \u00e8 concreto e materiale, come fuga dello spirito dalla materia, come elitario disprezzo di chiunque non faccia parte di una ristretta cerchia di \u201celetti\u201d e non ne condivida l\u2019idioma, le idee e i crismi, non fa che costruire l\u2019abisso in cui dovr\u00e0 poi precipitare: il richiamo della materia che reclama i suoi diritti \u00e8 il destino di chiunque voglia volare fino al sole con ali di cera.<\/p>\n<p>Molte sette della \u201cNew age\u201d partecipano di questa malattia dello spirito e contribuiscono ad incrementarla e, in generale, \u00e8 una manifestazione di questa degenerazione la ricerca di poteri psichici o \u201cparanormali\u201d fine a se stessa, quella brama di potere che gabella come \u201csapienza dei Magi\u201d la capacit\u00e0 di caricare con energie \u201cnegative\u201dazioni od oggetti, produrre fenomeni a distanza per realizzare desideri o danneggiare altri esseri e, comunque, servirsi della Magia Tradizionale per scopi personali.<\/p>\n<p>Solamente la ricerca interiore pu\u00f2 condurre al principio unificante, che ha il potere di neutralizzare sia il potere distruttivo della forza ascendente di tipo luciferico che quello discendente della forza satanica, tesa alla dispersione e alla dissipazione delle energie dell\u2019uomo. Nel cristianesimo uno dei significati del simbolo della croce \u00e8 proprio quello di compensare e rivolgere verso l\u2019Unit\u00e0 dell\u2019essere le due spinte disgregatrici, l\u2019orizzontale satanica e la verticale, luciferica.<\/p>\n<p>Affrontare il nodo della dispersione e del male ci conduce a un confronto profondo con la nostra condizione umana. Chi vuole progredire nel proprio cammino deve riconoscere e combattere le forze che, dentro e fuori di lui, lavorano per separare ci\u00f2 che dovrebbe essere unito. Di natura sia sottile che materiale, sia invisibile che visibile, esse sono al servizio della frammentazione dell\u2019essere, nonch\u00e9 della disgregazione, scissione e dissipazione delle nostre energie e si rafforzano attraverso una forma di intorpidimento e \u201canestetizzazione\u201d nei confronti dell\u2019anima producendo sterilit\u00e0 creativa, una sorta di vuoto di valori e una cecit\u00e0 percettiva, che si manifesta con una totale mancanza di bellezza in ci\u00f2 che ci circonda.<\/p>\n<p>La povert\u00e0 di elaborazione che si accompagna a queste malattie dell\u2019anima riduce l\u2019immagine del mondo di chi vi \u00e8 afflitto alla fissazione su poche forme-pensiero ossessivamente ricorrenti.<\/p>\n<p>Chi si circonda di simili forme-pensiero \u00e8 gi\u00e0 pronto a diventare veicolo inconsapevole di forze sottili che possono manipolarlo a sua insaputa. E purtroppo non \u00e8 impossibile che molti degli uomini che guidano i destini della storia contemporanea si trovino in questa condizione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che, fuori di noi, possiamo chiamare \u201cil Diavolo\u201d sono proprio quelle forze ed energie di natura sottile che si servono, come veicoli per manifestarsi, delle forme-pensiero che si accompagnano alle due \u201cmalattie dell\u2019anima\u201d che abbiamo citato, la satanica e la luciferica.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque completamente inutile elencare in modo dotto i vari nomi del Diavolo, le immagini che l\u2019uomo si \u00e8 costruito nelle diverse tradizioni, riferirsi a quella presenza paragonandola ai Jinn, al Dio della morte che tenta il Buddha in meditazione, ai demoni del Cristianesimo, a Satana e agli altri demoni della tradizione ebraica, etc&#8230;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, come \u00e8 completamente inutile restare nell\u2019ambito fenomenico e tracciare una mappa dei fenomeni paranormali connessi al manifestarsi del cosiddetto \u201cDiavolo\u201d&#8230;<\/p>\n<p>Le forze sottili si manifestano ad ogni uomo e ad ogni cultura secondo forme diverse che si adattano alle forme-pensiero dominanti in quella cultura o in quella esistenza individuale. Da questo punto di vista, se paragoniamo le immagini dell\u2019al di l\u00e0 che le diverse culture religiose hanno elaborato, immagini diverse e contrastanti tra loro, potremmo dire che quelle immagini sono tutte \u201cvere\u201d!<\/p>\n<p>Le forze negative a noi esterne, che chiamiamo \u201cDiavolo\u201d, utilizzano come veicolo una condizione di scissione dell\u2019anima e le forme-pensiero che di quella scissione sono espressione. L\u2019effetto di una \u201cpossessione\u201d sottile da parte loro \u00e8 proprio quel <em>diaballein <\/em> a cui si contrappone il <em>synballein,<\/em> il <em>riunire <\/em> ci\u00f2 che \u00e8 disperso, caratteristico dei simboli. Le forze di ordine spirituale rivolte alla dispersione agiscono servendosi delle disarmonie e utilizzano gli esseri umani come veicoli, spesso inconsapevoli, per realizzare i loro disegni. La natura dei simboli viene da esse rovesciata e rivolta ad aumentare la confusione e rendere sempre pi\u00f9 numerosi e oscuri i \u201cdialetti\u201d con i quali gli uomini si rivolgono al loro Creatore e con i quali descrivono la Via della loro evoluzione interiore. Un cammino di consapevolezza deve quindi cominciare dai conflitti interni ed esterni, dalla incapacit\u00e0 di amare e di abbandonare le false certezze dell\u2019Ego, dall\u2019ignoranza della corrispondenza tra ci\u00f2 che siamo veramente e ci\u00f2 che accade intorno a noi.<\/p>\n<p>Queste considerazioni si riferiscono in modo particolare alla differenza tra la via iniziatica, propria delle grandi tradizioni, e, in senso proprio, caratteristica dell\u2019unica Tradizione, e la via contro-iniziatica, praticata da gruppi pseudo iniziatici che scimmiottano i modi e il linguaggi dell\u2019iniziazione e finiscono con l\u2019alimentare una Torre di Babele di dialetti che sembrano creati per rendere impossibile la comunicazione tra gli uomini.<\/p>\n<p>Dice Elemire Zolla in \u201cUscite dal Mondo\u201d: <em>\u201cNelle iniziazioni maligne l\u2019Io deve affrontare sacrifici come nelle altre ma, qui la differenza, esse non mirano alla sua completa estinzione, ne isolano anzi un nucleo fatto di purissima vendicativit\u00e0 verso il cosmo, di vampiresca brama dell\u2019altrui vita, di furibonda e nuda volont\u00e0. A questo nucleo il tremendo sacrificio \u00e8 fatto, la mutilazione di ogni altra parte dell\u2019uomo dedicata\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Che questo processo sia del tutto consapevole e avvenga all\u2019interno di una organizzazione contro-iniziatica o che sia dettato da contingenze storiche e riguardi migliaia di individui (si pensi al terrorismo) non fa poi una grande differenza dal punto di vista dei risultati finali per l\u2019anima&#8230;<\/p>\n<p>Va detto che la psicologia \u00e8 un prezioso strumento di studio e di comprensione al fine di penetrare meglio la natura e il dominio dei fenomeni che attribuiamo al \u201cDiavolo\u201d. Ma resta il fatto che, quando si parla di \u201cDiavolo\u201d e di \u201cpossessione\u201d, se si eccettuano quei casi nei quali gravi disturbi come la schizofrenia sono stati fraintesi e male interpretati, si tratta di una sfera di ordine eminentemente spirituale, che ha a che fare con l\u2019evoluzione degli individui, con le loro scelte etiche e con le \u201cdeformit\u00e0\u201d dell\u2019anima. Una psicologia non suffragata dalla \u201cvisione\u201d che proviene dallo spirito \u00e8 destinata a restare irrimediabilmente cieca di fronte a questo tipo di \u201crealt\u00e0\u201d.<\/p>\n<h4>4. Gli eggregori: forme-pensiero generate da una collettivit\u00e0<\/h4>\n<p>Dedichiamo infine alcune considerazioni a quelle forme pensiero che non scaturiscono dall\u2019immaginario, dalle proiezioni e dalle emozioni di un singolo individuo, ma dall\u2019intento e dalle passioni di una intera comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Sembra che il termine \u201ceggregore\u201d, impiegato per designare forme-pensiero scaturite dalla attivit\u00e0 psichica di un gruppo umano, sia stato utilizzato in questa precisa accezione per la prima volta dall\u2019esoterista Eliphas Levi nel suo libro <em>The Great Secret <\/em>(1897). Levi fa a sua volta risalire il termine al <em>Libro di Enoch,<\/em> un apocrifo biblico considerato fino al III secolo come parte dei testi canonici. Nel Libro di Enoch il termine sarebbe derivato dal greco \u201cegeiro\u201d: \u201cessere vigili, guardare\u201d, riferito agli angeli che si mescolarono alle figlie degli uomini dando origine, tra l\u2019altro, alla mitica razza dei Giganti. Questi angeli vengono anche denominati \u201cI Vigilanti\u201d. Il termine \u00e8 stato poi ripreso da numerosi altri autori e viene spesso utilizzato in ambienti massonici.<\/p>\n<p>In sostanza un \u201ceggregore\u201d sarebbe una forma-pensiero scaturita dall\u2019attivit\u00e0 immaginativa ed emotiva di un gruppo umano che condivide un intento comune.<\/p>\n<p>Tale forma-pensiero pu\u00f2 acquistare una vita propria e caratterizzare per lungo tempo (anni, secoli, millenni) la storia, le credenze, i riti religiosi, i riti di trasformazione e di passaggio, l\u2019immaginario relativo alle \u201centit\u00e0 sottili\u201d proprio di una collettivit\u00e0. Persino il \u201cGenius loci\u201d del luogo ove un gruppo vive o si riunisce sarebbe un eggregore, magari generato nel corso di varie generazioni (pu\u00f2 trattarsi di piccoli gruppi umani, come sette o logge massoniche o di grandi masse di persone che condividono un\u2019idea o comuni interessi, come partiti politici, Nazioni o Istituzioni religiose). Da questo punto di vista ricadrebbero sotto l\u2019egida della definizione che abbiamo appena dato, sia le forze che agiscono durante le iniziazioni e i rituali magici, che gli D\u00e8i del pantheon di una data religione, quelle \u201centit\u00e0 sottili\u201d che a volte vengono considerate nel novero degli Angeli o dei Demoni, le manifestazioni che accompagnano una catena spiritica, alcuni fenomeni ordinariamente classificati come \u201cparanormali\u201d, i cosiddetti \u201cspiriti familiari\u201d, quelli che i latini chiamavano Lari e Penati, la moda e le tendenze che caratterizzano un\u2019Epoca, che gli inglesi chiamano \u201cthe mood of the time\u201d e persino alcune delle catastrofi che segnano un periodo storico, le quali sarebbero determinate, a volte, da forze scaturite dall\u2019Immaginario collettivo.<\/p>\n<p>In sostanza, se questa visione delle cose fosse vera bisognerebbe riscrivere gran parte della storia dell\u2019Umanit\u00e0. Infatti sarebbero non tanto le persone a servirsi delle idee per determinare il corso degli eventi, quanto gli eggregori, le forme-pensiero collettive, a servirsi degli esseri umani come di burattini animati per \u201ccorporificare\u201d e dare forma a ci\u00f2 che esse contengono in potenza.<br \/>\nUna teoria apparentemente simile venne formulata dal biologo Richard Dawkins nel suo libro Il gene egoista. Secondo Dawkins l\u2019attivit\u00e0 intellettuale umana finirebbe col produrre unit\u00e0 di pensiero indipendenti, da lui denominate \u201cmemi\u201d, ciascuna delle quali pu\u00f2 racchiudere una visione filosofica e teleologica del futuro dell\u2019uomo e tende a riprodursi, come un organismo vivente, attraverso chi aderisce a quel sistema di pensiero. Sarebbero i memi a servirsi degli esseri umani per realizzare il loro \u201cprogetto interno\u201d nell\u2019arco di varie generazioni.<br \/>\nTuttavia gli eggregori, le forme pensiero, differiscono dai memi di Dawkins in un punto fondamentale: per accettare che gli eventi storici, siano essi positivi o calamitosi, siano determinati dalla invisibile azione di forme-pensiero, dobbiamo ammettere: da una parte una azione magica a distanza della psiche umana su entit\u00e0 invisibili che vengono alimentate e quasi \u201cchiamate alla vita\u201d dagli intenti, dai pensieri e dalle emozioni di una collettivit\u00e0 di uomini; dall\u2019altra che, una volta acquistata una sorta di \u201cesistenza indipendente\u201d dai loro creatori, come nella storia del Golem di Rabbi Loew, queste entit\u00e0 fantomatiche, queste forme-pensiero collettive, possano avere il potere di influenzare gli esseri umani con i quali vengono a contatto attraverso una sorta di magia simpatica per contagio, condizionando le convinzioni e le emozioni di alcuni uomini.<br \/>\n\u00c8 del tutto evidente che una simile teoria non potr\u00e0 mai far parte di alcuna scienza, perch\u00e9 gli oggetti di cui si parla non sono osservabili, la loro stessa definizione \u00e8 evanescente ed \u00e8 del tutto inverificabile che gli effetti che scaturiscono dalla presunta azione delle forme pensiero non abbiano, invece, altre cause.<br \/>\nGli Eggregori e le Forme-pensiero costituiscono un capitolo del sapere umano nel quale la conoscenza astratta ha una importanza molto relativa: solo chi (eventualmente) sappia riconoscere ed \u201cadoperare\u201d, controllare, dissolvere le forme-pensiero ha poi titolo per discuterne l\u2019esistenza\u2026<br \/>\nLa pratica spirituale e la scelta consapevole di un cammino di conoscenza fanno da discrimine tra chi pu\u00f2 e chi non pu\u00f2 percepire l\u2019esistenza di simili entit\u00e0. Non tutti gli osservatori si equivalgono in questo dominio del sapere. Interagire consapevolmente con l\u2019oggetto osservato \u00e8 la condicio sine qua non perch\u00e9 l\u2019oggetto osservato \u201cesista\u201d per chi vorrebbe percepirlo.<br \/>\nTerminiamo con l\u2019esempio di una tradizione in cui viene esplicitamente insegnato come dissolvere le Forme pensiero: la tradizione tibetana. Abbiamo detto che nel buddhismo tibetano si crede che ogni uomo alimenti attorno a s\u00e9, con le proprie energie, delle invisibili forme-pensiero che si nutrono dei suoi desideri, speranze e timori.<br \/>\nNel corso di una vita le forme-pensiero acquistano col tempo forza e indipendenza e attendono l\u2019uomo alla sua morte per banchettare come vampiri con le sue energie psichiche. Il Bardo Thod\u00f6l, il libro tibetano dei morti, vuol essere una guida spirituale per indicare ai trapassati la via per riconoscere i mostri che si fanno incontro allo spirito del morto nell\u2019Oltretomba, come produzioni illusorie della sua stessa mente e delle azioni passate, risalenti alla vita appena trascorsa o ad altre vite ancora precedenti. <a name=\"2\"><\/a>Solo riconoscendo l\u2019illusoriet\u00e0 delle proprie forme pensiero, il defunto non perder\u00e0 la via della luce e non sar\u00e0 ricondotto a rinascere dal suo karma negativo, magari in forme bestiali o demoniche [<a href=\"#ftn2\">2<\/a>]. Questa visione delle forze disgreganti di ordine psichico che operano nel mondo dell\u2019Oltretomba \u00e8 comune anche al Libro Egiziano dei Morti e la morte dell\u2019anima per smembramento e divoramento da parte dei mostri psichici alimentati durante la vita \u00e8 nota come \u201cseconda morte\u201d dell\u2019uomo ed \u00e8 temuta molto pi\u00f9 di quella fisica per il suo carattere definitivo.<br \/>\nIl monaco tibetano pu\u00f2 per\u00f2 ricorrere ad un rito, detto Tchod, per disfarsi, gi\u00e0 durante la vita, delle vampiresche forme pensiero che lo accompagnano sempre e dovunque vada.<br \/>\n<a name=\"3\"><\/a>Il rituale del Tchod [<a href=\"#ftn3\">3<\/a>] conosce due fasi: durante la prima fase detta \u201cdel banchetto rosso\u201d l\u2019officiante oggettiva i propri fantasmi interiori mediante la propria immaginazione creativa.<br \/>\nQuesti, materializzatisi, si cibano del suo corpo e delle sue energie che egli offre loro in sacrificio, smembrandolo. Nell\u2019invocazione questi fantasmi vengono descritti come i \u201cvampiri di energia\u201d che l\u2019officiante utilizzava per salvare il proprio corpo dalla morte in questa ed in altre esistenze. Egli dice: \u201cOggi pago i miei debiti offrendo, perch\u00e9 sia distrutto, questo corpo che ho tanto amato\u201d.<br \/>\nDurante la seconda fase, detta del \u201cBanchetto Nero\u201d, invece, l\u2019officiante immagina se stesso come un mucchio di resti carbonizzati e concepisce il proprio sacrificio precedente come illusorio. Poich\u00e9 egli, non essendo in verit\u00e0 nulla, non poteva avere nulla da offrire.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p><a name=\"ftn1\"><\/a>1. \u00c8 qui difficile non pensare al passo della Bahagavad Gita sul Campo e sull\u2019Osservatore del Campo. <a href=\"#1\">^<\/a><\/p>\n<p><a name=\"ftn2\"><\/a>2. Cos\u00ec dice ad esempio un brano del Bardo Thod\u00f6l intitolato: \u201cIl sentiero dei buoni voti per essere salvati dal pericoloso passaggio stretto nel Bardo\u201d: <em>\u201cL\u2019ora \u00e8 venuta di separarmi da questo corpo di carne e di sangue; possa io riconoscere il corpo come impermanente ed illusorio. Ora che il Bardo della realt\u00e0 risplende su di me, abbandonando ogni orrore, ogni paura, ogni terrore di tutti i fenomeni, possa io riconoscere ogni cosa che mi appare come mie stesse forme-pensiero&#8230;<br \/>\n<\/em><em>&#8230; Quando le chiare irradiazioni delle cinque saggezze brilleranno su di me possa accadere che, non essendo n\u00e9 spaventato n\u00e9 pieno di terrore, io sappia riconoscerle come provenienti da me stesso\u201d<\/em>. <a href=\"#2\">^<\/a><\/p>\n<p><a name=\"ftn3\"><\/a>3. Cfr. A David-Neel Mistici e Maghi del Tibet, Roma 1965 cap. 4. <a href=\"#3\">^<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo intervento si tratter\u00e0 di quelle entit\u00e0 elusive e paradossali note come \u201cforme-pensiero\u201d. La Scienza non pu\u00f2 occuparsene, perch\u00e9 non possono essere oggetto di verifiche sperimentali e non \u00e8 possibile trattare questo argomento nemmeno da un punto di vista solo intellettuale: pu\u00f2 porsi la domanda se le forme pensiero esistano o no solo chi compia un radicale lavoro su se stesso. 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