{"id":1873,"date":"2006-12-09T19:08:31","date_gmt":"2006-12-09T18:08:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1873"},"modified":"2023-11-04T12:54:14","modified_gmt":"2023-11-04T11:54:14","slug":"teologia-degli-antichi-sacerdoti-catari-parte-17","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1873","title":{"rendered":"Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 17"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>La chiamata dei due primi discepoli<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019anonimato costituisce un tratto caratteristico del sacerdozio eucaristico. Il primo \u201cInnominato\u201d si incontra ai versi 35 e ss. del primo capitolo di Giovanni che, pur cos\u00ec preciso nell\u2019indicare i protagonisti del suo racconto, e nel fissare l\u2019ora degli accadimenti, in un momento tanto solenne qual \u00e8 la chiamata dei primi due discepoli, si trattiene dal nominare di uno di loro.<br \/>\nSarebbe stato in qualche modo accettabile se entrambi fossero rimasti anonimi, ma indicare l\u2019uno e tacere l\u2019altro pare incomprensibile, oppure una segnale lasciato al lettore. Rimane indubbio che l\u2019omissione sia voluta.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 17<\/h3>\n<p align=\"left\">di Luigi G. Navigatore<br \/>\na cura di Athos A. Altomonte<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>La chiamata dei due primi discepoli<\/h4>\n<p>L\u2019anonimato costituisce un tratto caratteristico del sacerdozio eucaristico. Il primo \u201cInnominato\u201d si incontra ai versi 35 e ss. del primo capitolo di Giovanni che, pur cos\u00ec preciso nell\u2019indicare i protagonisti del suo racconto, e nel fissare l\u2019ora degli accadimenti, in un momento tanto solenne qual \u00e8 la chiamata dei primi due discepoli, si trattiene dal nominare di uno di loro.<\/p>\n<p>Sarebbe stato in qualche modo accettabile se entrambi fossero rimasti anonimi, ma indicare l\u2019uno e tacere l\u2019altro pare incomprensibile, oppure una segnale lasciato al lettore. Rimane indubbio che l\u2019omissione sia voluta. Infatti, nel descrivere il colloquio al quale partecipano i due personaggi, l\u2019evangelista annota (v.40): \u00ab\u2026uno dei due\u2026era Andrea fratello di Simone\u00bb, citando quindi non solo il nome proprio, ma anche il loro rapporto di parentela; specificando che quest\u2019ultimo era il <strong><em>\u201cton idion\u201d<\/em><\/strong> cio\u00e8 un suo \u201cspeciale\u201d fratello. Ci\u00f2 detto, tace dell\u2019altro e lo lascia nell\u2019ombra senza che ricompaia mai pi\u00f9 nel suo racconto.<\/p>\n<p>Verosimilmente, l\u2019identificazione va cercata nella logica della dualit\u00e0 in uso nell\u2019Antico Testamento e poi nei Vangeli. Poich\u00e9 il nome \u201cAndrea\u201d ha come radice <em><strong>\u201candr\u201d <\/strong><\/em> che significa uomo, e <em><strong>\u201crea\u201d<\/strong><\/em> che corrisponde a \u201cterra\u201d, ha i requisiti per essere la rappresentazione dei gentili, mentre la figura del secondo discepolo potrebbe nascondere un personaggio speciale, discendente di Abramo: un\u2019anima risvegliata dalla circoncisione che viene chiamato \u201cEletto\u201d, che si potrebbe riconoscere con Giuda (eponimo della trib\u00f9 che si vantava formata da \u201cEletti\u201d da Dio).<\/p>\n<p>In Giovanni (18,15.16) nel passo si narra che \u00ab\u2026venivano dietro a Ges\u00f9, Simone e un altro discepolo. Quel discepolo era conosciuto dal Sommo Sacerdote\u2026\u00bb; precisazione questa, che viene ripetuta due volte. Ma perch\u00e9 Giovanni non lo ha nominato?<\/p>\n<p>La risposta a questo interrogativo \u00e8 fornita dai tre sinottici dai quali ricaviamo che solo Giuda era conosciuto dai sacerdoti, avendo contrattato con loro la consegna di Ges\u00f9. Ci\u00f2 spiega come un discepolo del tanto odiato Ges\u00f9, potesse impunemente entrare in una casa ostile; ed ancora perch\u00e9 mai la serva, senza alcun apparente motivo, considerasse Pietro, a lei sconosciuto, un seguace di Ges\u00f9. Evidentemente lo deduceva da chi lo accompagnava, e cio\u00e8 da Giuda.<\/p>\n<h4>Il Grande Innominato<\/h4>\n<p>Nel IV vangelo troviamo pi\u00f9 volte ripetuta, e sempre in contesti di alto valore teologico (Gv.13,23-26; 19,26 ss; 20,2-10; 21,7.20.23.24), una espressione singolare che non viene n\u00e9 chiarita n\u00e9 commentata: <em><strong>\u201cmatetes on egapa Iesous\u201d<\/strong><\/em> tradotta con: <em>il discepolo che Ges\u00f9 amava.<\/em> Solo in 20,2 il verbo <strong><em>\u201cagapao\u201d <\/em><\/strong> viene sostituito da <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>fileo\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 improbabile che Ges\u00f9 abbia \u201camato\u201d solo due persone; mentre \u00e8 ragionevole pensare che a questo \u201camore\u201d debba riconoscersi un contenuto squisitamente teologico.<\/p>\n<p>La prima considerazione attiene alla struttura della formula, che si presenta chiaramente unidirezionale. In pratica Ges\u00f9 ama il discepolo; ma non si pu\u00f2 dire che quest\u2019ultimo ami Ges\u00f9. Il IV vangelo afferma che: \u00abDio ama il mondo ma&#8230;\u00bb. Questo, allora, diventa il profilo del personaggio anonimo e del suo indefinito corrispondere all\u2019amore di Ges\u00f9. Una situazione presente anche nel racconto di Marco, dove l\u2019allontanarsi del \u201cgiovane ricco\u201d non manifesta una rottura con Ges\u00f9, ma che in quel momento egli non riesce a seguire la nuova strada che Ges\u00f9 gli propone.<\/p>\n<p>La seconda considerazione attiene al momento nel quale il misterioso personaggio compare per la prima volta. Il contesto \u00e8 quello della Cena e da quel punto che diventa protagonista di eventi di fondamentale importanza perch\u00e9 lo rendono destinatario di un grande mandato attestato solennemente da Ges\u00f9. L\u2019ingresso in scena non \u00e8 anticipato in alcun modo. Lui compare mentre viene annunciato \u00ab\u2026uno di voi mi consegner\u00e0\u2026\u00bb. E questo dato finisce per collegarlo con l\u2019eucarestia, che si configura nella consegna sacrificale di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che al suo comparire Giuda si dilegua, ricomparendo solo nell\u2019Orto degli Ulivi per compiere il gesto della \u201cconsegna sacrificale\u201d. I due non possono stare in scena insieme perch\u00e8 rappresentano i due volti di uno stesso personaggio.<\/p>\n<p>In Giovanni, per\u00f2, la presenza di Giuda nell\u2019orto viene narrata in forma indiretta, e senza alcuna relazione con quello che Ges\u00f9 stava facendo. Di lui si scrive che conosceva il luogo (ton topon), che venne con uomini in armi muniti di lanterne, e che stava con quelli venuti a prendere Ges\u00f9. Il passo \u00e8 strutturato con sapienza. Rivela che l\u2019unico autentico attore dell\u2019Eucarestia \u00e8 Ges\u00f9, che liberamente si consegna, e non chi materialmente lo consegna, anche se \u201cconosce\u201d il \u201cton topon\u201d (ton t. opon \u201cLa perfetta Linfa\u201d) il valore del suo sangue-vita.<\/p>\n<p>Dopo la rappresentazione dell\u2019orto Giuda non compare pi\u00f9; Giovanni omette di riferire il successivo incontro con i sacerdoti per restituire il danaro, e neppure narra la sua morte. Sicch\u00e9, leggendo solo il IV vangelo, ci si formerebbe una idea del diversa di Giuda e del suo destino. Ne consegue che il personaggio individuato come il \u201cdiscepolo che Ges\u00f9 amava\u201d resta da solo in scena, e fino alla fine. Nato dal nulla, diventa il protagonista degli eventi importantissimi, descritti in tutti i testi fondamentali.<\/p>\n<p>Riassumendoli:<\/p>\n<p>&#8211; il 13,23 <strong>l\u2019annuncio del tradimento di Giuda:<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cOra uno dei discepoli, quello che Ges\u00f9 amava, si trovava, seduto, vicino al petto di Ges\u00f9&#8230;\u201d<\/em>;<\/p>\n<p>&#8211; il 19,26 <strong>la morte di Ges\u00f9:<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cE Ges\u00f9 vedendo la Madre e, di fianco a lei, il discepolo che amava, dice alla Madre&#8230;\u201d<\/em>;<\/p>\n<p>&#8211; il 20,2 <strong>l\u2019esperienza del sepolcro:<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cAllora (Maria di Magdala) corre e va da Pietro e da quell\u2019altro discepolo che Ges\u00f9 amava\u201d<\/em>;<\/p>\n<p>-il 21,7 <strong>l\u2019apparizione del Risorto sul lago di Tiberiade:<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>Allora quel discepolo che Ges\u00f9 amava disse a Pietro: \u00e8 il Signore&#8230;\u201d<\/em>;<\/p>\n<p>-il 21,20 <strong>nello stesso contesto:<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cPietro, voltatosi, vede venire dietro quel discepolo che Ges\u00f9 amava, quello che nella cena si chin\u00f2 sul suo petto e disse: Signore chi ti tradisce?&#8230;\u201d<\/em>.<\/p>\n<h4>La \u201cformula\u201d<\/h4>\n<p>I verbi usati da Giovanni per indicare il vincolo di amore sono <strong><em>Agapao <\/em><\/strong> e poi <strong><em>Fileo <\/em><\/strong> (una sola volta). Che senso possono avere queste parole ?<\/p>\n<p>Si ricorre all\u2019Antico Testamento per spiegare i vangeli.<\/p>\n<p><strong><em>Agapein <\/em><\/strong> viene usato da <em>Gen.<\/em>22, 2 e ripreso in 24,67; 25,28 (due volte); 29,19. Questi testi si riferiscono a Isacco e Giacobbe e permettono di tracciare la figura di un sacerdozio eucaristico.<\/p>\n<p>L\u2019espressione <em>\u201csacrificami tuo figlio che \u00e8 l\u2019amato, che tu ami\u201d<\/em> rendeva Isacco figura del Cristo e del suo sacerdote; l\u2019altra: <em>\u201c<\/em><em>Entr\u00f2 Isacco nella tenda di sua madre ed am\u00f2 Rebecca\u201d <\/em> allude all\u2019ingresso di Ges\u00f9 nella Rivelazione del Vecchio Testamento (tenda di Sara) dove si congiunge con la sua sposa (la Chiesa).<\/p>\n<p>Quando si dice che <em>\u201cIsacco am\u00f2 Esa\u00f9\u201d <\/em> si attesta che il Cristo sar\u00e0 unito ai gentili nella Chiesa; e quando si afferma: <em>\u201cRebecca am\u00f2 Giacobbe\u201d <\/em> si profetizza l\u2019amore che la Chiesa \u201cMadre\u201d avr\u00e0 per il sacerdote. Infine, l\u2019espressione <em>\u201cGiacobbe am\u00f2 Rachele\u201d <\/em> attesta che la comunit\u00e0 gentile accetter\u00e0 il sacerdote straniero perch\u00e8 \u00e8 da esso amata.<\/p>\n<p><strong><em>Filein <\/em><\/strong> connota l\u2019eucarestia sotto il profilo operativo. Quando Isacco dice: <em>\u201cPortami <\/em> (o Esa\u00f9 ) <em>un cibo come io lo amo\u201d<\/em> indica l\u2019agnello pasquale che diventa l\u2019eucarestia della Chiesa (Rebecca). Ed \u00e8 proprio questo \u201ccibo\u201d che Ges\u00f9 desidera, e chiede ai discepoli di preparare. Esso \u00e8 un cibo che \u201cIl Padre ama grandemente\u201d.<\/p>\n<p>Quando Rebecca prende \u201cdue agnelli\u201d (un pasto eccessivo per un solo commensale) per la cena che \u201cegli amava\u201d indica che l\u2019eucarestia \u00e8 l\u2019incontro tra due fratelli; la congiunzione di corpo e anima che si offrono a Dio.<\/p>\n<p>Isacco \u201cmangia e beve il vino\u201d e poi dice a Giacobbe, creduto Esa\u00f9: \u201cAccostati ed amami o figlio\u201d. \u201cE lo am\u00f2\u201d.<\/p>\n<p>Come la Madre a Cana, anche la Chiesa, simboleggiata da Rebecca, \u00e8 colei che costruisce l\u2019eucarestia (il \u201ccibo amato\u201d) e rinsalda i due fratelli facendo rivestire Giacobbe dei panni di Esa\u00f9; cio\u00e8 facendolo diventare greco con i greci e giudeo con i giudei.<\/p>\n<h4>Discepolo e non \u201capostolo\u201d<\/h4>\n<p><strong>\u201c<\/strong><strong>Matetes\u201d <\/strong> (discepolo) nel greco del I secolo d.C. faceva intendere: che il sacerdote sarebbe diventato un\u2019anima immateriale \u201cattraverso di Me (reso) invisibile\u201d, <strong><em>Moi atetos <\/em><\/strong> (teaomai) che sarebbe stato un \u201cvivente\u201d. \u201cAd opera mia non c\u2019era morte\u201d, concetto identico a quello esposto lungo il mare di Tiberiade che dette luogo alla tradizione dell\u2019immortalit\u00e0 promessa al discepolo amato <strong><em>Moi a-teta es <\/em><\/strong> (\u201cteta\u201d \u201ctanatos\u201d indica la morte ed indica i condannati a morte) ed infine che avrebbe goduto della sapienza del divino (eucarestia), come quel Giuda che \u201csapeva\u201d la \u201cPerfetta linfa\u201d (T opon): era apprendimento dell\u2019ottavo (giorno)\u201d. <strong><em>Mat\u2019 eta es<\/em><\/strong>, riferito a \u201cMatos\u201d che indica l\u2019apprendimento e la scienza ed \u201ceta\u201d il numero otto.<\/p>\n<p>Dunque per \u201cdiscepolo\u201d pu\u00f2 intendersi colui che si muove nella direzione della Vita; che, ove mai segua una via sbagliata \u00e8 \u201cmorte\u201d (\u201ca-teta\u201d dando ad \u201calfa\u201d un valore intensivo).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 posto, nei personaggi chiamati con tale nome si sperimenta la grande prova della fede, vive cio\u00e8 un momento decisivo della sua storia, e perci\u00f2 non \u00e8 possibile riferirgli un \u201cNome\u201d che lo connoti in maniera definitiva. Non potr\u00e0 essere chiamato n\u00e9 <strong><em>Episkopoi <\/em><\/strong>n\u00e9 <strong><em> Presbuteroi<\/em><\/strong>, cio\u00e8, n\u00e9 \u201capostolo\u201d e cio\u00e8 \u201cmandato\u201d, n\u00e9 \u201cdiacono\u201d che equivale a \u201cservo\u201d \u201cche guarda in basso\u201d.<\/p>\n<p>Pur facendo parte di una stessa funzione, sacerdozio eucaristico ed episcopato sono due cose distinte.<\/p>\n<p>Il termine <strong><em>matetes <\/em><\/strong> \u00e8 presente solo in tre passi del A.T.; di essi il pi\u00f9 significativo \u00e8 quello di Ger. 13,21 laddove dice <em>\u00abGerusalemme\u2026tu stesso li hai istruiti perch\u00e9 imparassero la lezione contro di te\u00bb.<\/em> Questa affermazione \u00e8 paradigmatica:<\/p>\n<p>a) da un verso, Dio avrebbe indottrinato Giuda, accordandogli la propria Rivelazione; e proprio servendosi di essa ed in nome di essa che lui consegner\u00e0 Ges\u00f9-Verbo e lo far\u00e0 morire;<\/p>\n<p>b) in altro verso l\u2019espressione rende una realt\u00e0 diversa: \u00e8 Ges\u00f9, nella cena eucaristica, ad indicare ai propri discepoli come mandarlo misticamente a morte. Cos\u00ec l\u2019espressione \u201cdiscepolo che Ges\u00f9 amava\u201d si lega ancora di pi\u00f9 all\u2019eucarestia \u201cil cibo che Ges\u00f9 amava\u201d<\/p>\n<p>Questa traduzione del tutto corretta, si riferisce all\u2019espressione greca <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>On egapa Iesous\u201d<\/em><\/strong>. E nulla ci sarebbe da aggiungere se non fosse che restano nascosti i motivi e le modalit\u00e0 di questa preferenza. Analizzando la sequenza fonetica, si scopre che nasconde qualcosa di interessante e d\u00e0 ragione della formula e del rapporto interpersonale da essa indicato. <strong><em>Onegapa <\/em><\/strong> indica compiacimento e pena; <strong><em>One g\u2019 apa <\/em><\/strong> indica una specie di croce e delizia; <strong><em>On ega pa <\/em><\/strong> indica che pazientemente egli sopportava (come un padre).<\/p>\n<p>L\u2019anonimo \u00e8 l\u2019evangelista Giovanni?<\/p>\n<p>v.24: <em>\u00abQuesti \u00e8 il discepolo che attesta queste cose e che le ha scritte e sappiamo che la sua testimonianza \u00e8 vera&#8230;\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque il \u201cdiscepolo\u201d sarebbe un \u201capostolo\u201d e verosimilmente Giovanni. Questa \u00e8 la tesi corrente, tanto ripetuta da diventar de fide definita. Ma proviamo a verificare se possa considerarsi certo che l\u2019estensore del IV vangelo sia stato davvero l\u2019apostolo Giovanni.<\/p>\n<p>Proprio basandosi su questa tesi si \u00e8 concluso che \u201cil discepolo che Ges\u00f9 amava\u201d fosse Giovanni. Ma la cosa non \u00e8 per niente certa, perch\u00e9:<\/p>\n<p>a) l\u2019attribuzione del IV vangelo all\u2019apostolo Giovanni \u00e8 incerta. C\u2019\u00e8 una tradizione in tal senso, ma si parla del suo autore come \u201cGiovanni il presbitero\u201d che \u201cguarda lontano\u201d per le motivazioni gi\u00e0 esposte.<\/p>\n<p>b) Non si ritrovano ragioni che giustifichino una speciale predilezione di Ges\u00f9 per Giovanni; legarla alla <em>verginit\u00e0 di Giovanni <\/em> \u00e8 solo una delle tante deduzioni ancillari, infatti Pietro era sposato e tuttavia Ges\u00f9 lo preferisce tanto da farne il capo della Chiesa;<\/p>\n<p>Eliminato il \u201csesso\u201d in quanto dimensione esistenziale, si pu\u00f2 risalire al racconto genesiaco nel quale i progenitori, ancora in dimensione animica perci\u00f2 incorporea, non sperimentano i propri corpi <em>\u201cnon fanno da marito e moglie\u201d<\/em>. Erano \u201cvergini\u201d non nel senso di casti, ma perch\u00e8 nello stato animico, non avevano nessun attributo fisico che consentisse la pratica sessuale conseguente allo stato materiale. Uno stato superiore, dunque, che prescinde da quello inferiore. Il personaggio poteva essere amato da Ges\u00f9 in quanto \u201canima\u201d, cio\u00e8 nello stato in cui si trovano i sacerdoti al momento dell\u2019eucarestia. Questo stato di grazia, di cui la castit\u00e0 fisica \u00e8 solo una rappresentazione, viene riferita a Giovanni attraverso allusioni ma senza su alcun dato certo.<\/p>\n<h4>Ioannen<\/h4>\n<p>1. &#8211; La sequenza fonematica Ioannen si traduce con Giovanni identificando un apostolo.<\/p>\n<p>\u201c <strong><em>Ioan nen <\/em><\/strong>\u201d indica \u201cUna ruggine sconsiderata\u201d ovvero il Sacerdote eucarestia (il ferro forte) che si \u00e8 \u201cfatto debole\u201d perch\u00e8 si \u00e8 coperto di sangue;<\/p>\n<p>2. &#8211; Giovanni era fuggito insieme agli altri apostoli ed i Vangeli, sottolineando che \u201ctutti\u201d abbandonarono Ges\u00f9, non fanno alcun cenno ad una sua resipiscenza.<\/p>\n<p>3. &#8211; La sua presenza sotto la croce insieme alla madre di Ges\u00f9 \u00e8 improbabile, poi, stante il pericolo di essere catturato dai Giudei, un gesto di audacia di Giovanni sarebbe stato segnalato quanto meno perch\u00e9 contrastava con l\u2019unanime abbandono del Maestro.<\/p>\n<p>4. &#8211; La formula, ripetuta senza variazioni, non si riferisce ad un \u201capostolo\u201d ma ad un \u201cdiscepolo\u201d; termine, quest\u2019ultimo, assente nell\u2019Antico Testamento.<\/p>\n<p>5. &#8211; Non si comprende la ragione per cui l\u2019apostolo avrebbe taciuto il suo nome, quando questo poteva avvalorare la sua testimonianza. Era, infatti, l\u2019unico a poter vantare di essere stato testimone oculare della passione di Ges\u00f9. Tutti gli altri riportano solo quello che avevano sentito di seconda o terza mano.<\/p>\n<p>Leggendo senza pregiudizi si \u00e8 liberi di concludere che attribuire all\u2019apostolo Giovanni l\u2019estensione del IV Vangelo non \u00e8 sostenuto da alcun dato certo, se non la fede.<\/p>\n<p>Nel corso della storia ecclesiastica una parte del clero avr\u00e0 probabilmente considerato che l\u2019estensore, chiunque esso sia: Giovanni l\u2019Apostolo, l\u2019Evangelista, il Presbitero, Il discepolo che Ges\u00f9 amava, ha inteso rivelare qualcosa di importante, e cio\u00e8 che la predicazione resta all\u2019E letto come suo antico e specifico ministero, o privilegio. Ci\u00f2 non \u00e8 stato per i Catari, che ben sapevano che Giuda apprender\u00e0 non solo a servire alla tavola del Pane di Vita, ad uscire <em>nel mondo dove \u00e8 stridore di denti,<\/em> ma anche a non essere \u201cladro della borsa\u201d (le Olle della tradizione ermetica). <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<h4><\/h4>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiamata dei due primi discepoli L\u2019anonimato costituisce un tratto caratteristico del sacerdozio eucaristico. Il primo \u201cInnominato\u201d si incontra ai versi 35 e ss. del primo capitolo di Giovanni che, pur cos\u00ec preciso nell\u2019indicare i protagonisti del suo racconto, e nel fissare l\u2019ora degli accadimenti, in un momento tanto solenne qual \u00e8 la chiamata dei primi due discepoli, si trattiene dal nominare di uno di loro. Sarebbe stato in qualche modo accettabile se entrambi fossero rimasti anonimi, ma indicare l\u2019uno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5394,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[114],"class_list":["post-1873","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-nascosta","tag-catarismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1873","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1873"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1873\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10813,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1873\/revisions\/10813"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5394"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1873"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1873"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}