{"id":1874,"date":"2006-12-09T17:56:31","date_gmt":"2006-12-09T16:56:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1874"},"modified":"2023-10-19T19:09:05","modified_gmt":"2023-10-19T17:09:05","slug":"ipnosi-la-storia-la-teoria-ed-il-metodo-1-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1874","title":{"rendered":"Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 1.3"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=73\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicologia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicologia\" src=\"images\/topics\/PsicheMeF.jpg\" alt=\"Psicologia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Storia dell&#8217;ipnosi<\/strong><br \/>\n10. James Braid e la nascita dell\u2019ipnosi. \u2014 11. L\u2019et\u00e0 d\u2019oro dell\u2019ipnosi. \u2014 12. La scuola della Salp\u00e9tri\u00e8re.<\/p>\n<p>In Inghilterra si era intanto sviluppato un movimento mesmerico particolarmente attivo che riconosceva in John Elliotson il suo caposcuola. Le ricerche di questo gruppo si erano indirizzate allo studio e all\u2019applicazione dell\u2019anestesia magnetica, senza rimettere per\u00f2 in discussione la base concettuale della teoria presentata da Mesmer.<br \/>\nUna radicale revisione teorica fu invece operata da James Braid, medico di Manchester.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Ipnosi \/ La Storia, la Teoria ed il Metodo &#8211; 1.3<\/h3>\n<p align=\"left\">di Guglielmo Gullotta<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<h4>Capitolo I \/ Storia dell&#8217;ipnosi<\/h4>\n<h5>In collaborazione con Francesca Ortu<\/h5>\n<p><strong>Sommario:<\/strong> 1. Introduzione. \u2014 2. Dal <em>\u00ab<\/em>magnetismo\u00bb al <em>\u00ab<\/em>magnetismo animale\u00bb<em>:<\/em> la teoria fluidica. \u2014 3. Mesmer e la fluidit\u00e0 animale. \u2014 4. Il periodo viennese e il magnetismo. \u2014 5. Il periodo parigino. \u2014 6. L&#8217;inchiesta. \u2014 7. Il marchese di Puys\u00e9gur e il sonnambulismo artificiale. \u2014 8. L&#8217;abate Faria e il sonno lucido. \u2014 9. Il rapporto Husson e la nuova scomunica accademica. \u2014 <a href=\"#p10\">10. James Braid e la nascita dell&#8217;ipnosi.<\/a><strong> \u2014 <\/strong><a href=\"#p11\">11. L&#8217;et\u00e0 d&#8217;oro dell&#8217;ipnosi.<\/a><strong> \u2014 <\/strong><a href=\"#p12\">12. La scuola della Salp\u00e9tri\u00e8re.<\/a> \u2014 13. Il problema criminologico-legale. \u2014 14. Li\u00e9beault, Bernheim e la scuola di Nancy. \u2014 15. Freud e l&#8217;ipnosi nel periodo prepsicoanalitico.<\/p>\n<h5 align=\"justify\"><strong><a name=\"p10\"><\/a><\/strong>10 \u2013 James Braid e la nascita dell&#8217;ipnosi<\/h5>\n<p>In Inghilterra si era intanto sviluppato un movimento mesmerico particolarmente attivo che riconosceva in John Elliotson il suo caposcuola. Le ricerche di questo gruppo si erano indirizzate allo studio e all&#8217;applicazione dell&#8217;anestesia magnetica, senza rimettere per\u00f2 in discussione la base concettuale della teoria presentata da Mesmer.<\/p>\n<p><a name=\"42\"><\/a>Una radicale revisione teorica fu invece operata da James Braid, medico di Manchester (<a href=\"#n42\">42<\/a>).<\/p>\n<p>Braid inizi\u00f2 nel 1841 lo studio del sonnambulismo artificiale: studio di cui rese note le conclusioni nel 1843 nella <em>Neurohypnalogy. <\/em>In esso Braid introduceva i termini neuroipnotismo o ipnosi e dimostrava che i fenomeni ipnotici dipendono esclusivamente da <em>\u00ab<\/em>un&#8217;impressione sui centri nervosi\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi del fluido si rivelava quindi una ipotesi superflua, insostenibile da un punto di vista scientifico.<\/p>\n<p>Le modificazioni dello stato di coscienza caratteristiche delle stato ipnotico dipendono, secondo Braid, dall&#8217;eccitazione dell&#8217;immaginazione, che giunge a un punto tale che <em>\u00ab<\/em><em>essi vedono, odono e si comportano come se tutte le impressioni che passano per la loro testa fossero la realt\u00e0; essi sono pieni di queste idee, ne sono posseduti ed agiscono di conseguenza, per quanto pazze esse siano\u00bb<\/em> .<\/p>\n<p>Braid in definitiva riteneva che i diversi fenomeni osservabili dipendano da un affaticamento del sistema nervoso, <em>\u00abaffaticamento prodotto dalla contemplazione prolungata di un oggetto luminoso situato un po&#8217; al di sopra degli occhi, in modo da provocare uno strabismo convergente\u00bb. <\/em> Denomin\u00f2 quindi come \u00abipnotici\u00bb i fenomeni osservati in questo stato, a sottolineare l&#8217;analogia con il sonno, fatto derivare anch&#8217;esso da un affaticamento del sistema nervoso.<\/p>\n<p>Proposta quindi una interpretazione fisiologica del fenomeno, cerca di smontare una delle obiezioni pi\u00f9 gravi mosse all&#8217;uso della trance ipnotica considerata come uno strumento di corruzione morale. <em>\u00ab<\/em><em>Sono certo che l&#8217;ipnotismo, indotto con il metodo esposto in questo trattato non \u00e8 soggetto a questa critica. Ho dimostrato con esperienze pubbliche e private che nel periodo di eccitazione il giudizio rende il paziente ancora pi\u00f9 circospetto di quanto non sia in stato di veglia&#8230; <a name=\"43\"><\/a>passano dallo stato di insensibilit\u00e0 e di rigidit\u00e0 a quello di mobilit\u00e0 e di esaltazione della sensibilit\u00e0 a causa di un movimento un po&#8217; brusco o di un soffio d&#8217;aria&#8230; Infine non \u00e8 possibile determinare lo stato ipnotico senza il consenso della persona\u00bb<\/em> (<a href=\"#n43\">43<\/a>).<\/p>\n<p><a name=\"44\"><\/a>L&#8217;ipnosi appare inoltre a Braid molto meno pericolosa di certi farmaci di uso corrente <em>\u00abci\u00f2 che non si deve mai perdere di vista \u00e8 la differenza tra uso ed abuso. \u00c8 l&#8217;uso dell&#8217;ipnosi, il suo uso appropriato quello che noi prendiamo in considerazione\u00bb<\/em> (<a href=\"#n44\">44<\/a>).<\/p>\n<p>L&#8217;importanza di Braid non \u00e8 soltanto di tipo teorico: egli propone, e descrive con esattezza, un metodo d&#8217;induzione della trance che dimostrava senza possibilit\u00e0 di equivoco, che tra il paziente e l&#8217;ipnotista non si verificava alcun passaggio di fluido.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Braid descrive il procedimento adottato: <em>\u00ab<\/em><em>Prendete un oggetto splendente qualsiasi&#8230; tenetelo alla distanza di 20-25 cm. dagli occhi al di sopra della fronte ed in una posizione tale che il soggetto, per guardarlo, debba fare necessariamente un grande sforzo con gli occhi e con lo spirito. Si osserva che, a cagione dell&#8217;azione convergente degli occhi, le pupille dapprima si contraggono, poco dopo si dilatano&#8230; i globi oculari devono essere mantenuti nella stessa <\/em><em> posizione e lo spirito fisso alla sola idea dell&#8217;oggetto che sta sopra agli occhi. Accadr\u00e0 in genere che gli occhi si chiuderanno con un movimento vibratorio, cio\u00e8 spasmodico <\/em>. <em>Siccome l&#8217;esperienza riesce nei ciechi, cos\u00ec io credo che l&#8217;impressione non si trasmette tanto per mezzo del nervo ottico, quanto per mezzo dei nervi sensitivi, motori simpatici e per mezzo dello spirito&#8230; <a name=\"45\"><\/a>io sono convinto, che i fenomeni sono unicamente provocati da un&#8217;impressione prodotta sui centri nervosi dalla condizione fisica e psichica del paziente, esclusa ogni altra forza proveniente direttamente o indirettamente da altri\u00bb<\/em> (<a href=\"#n45\">45<\/a>).<\/p>\n<p>Braid nota inoltre l&#8217;efficacia dell&#8217;ipnosi nella cura dei disturbi funzionali:<\/p>\n<p><em><a name=\"46\"><\/a>\u00abPossiamo, mediante l&#8217;ipnosi, guarire rapidamente numerosi disturbi funzionali, intrattabili o incurabili con la medicina solita&#8230; questi disturbi, non accompagnati da modificazioni patologiche nella struttura degli organi, sono considerati affezioni nervose e si pensa dipendano dallo stato particolare del sistema nervoso\u00bb<\/em> (<a href=\"#n46\">46<\/a>).<\/p>\n<p>Occorre notare che \u00e8 soprattutto con Braid che i fenomeni che stiamo studiando vengono fatti rientrare nell&#8217;ambito delle esperienze comuni e consce. <a name=\"47\"><\/a>Gi\u00e0 qualche anno prima invero Alexandi Bertrand nel 1823, evidenziando il ruolo fondamentale che la suggestione svolge nell&#8217;ipnosi, dichiarava esplicitamente che i fenomeni psicologici che si verificano durante lo stato magnetico non sono fenomeni eccezionali, ma normali, o al limite che possono essere osservati in altre varie situazioni (<a href=\"#n47\">47<\/a>).<\/p>\n<p>Braid riformul\u00f2 pi\u00f9 volte la propria teoria sull&#8217;ipnosi. Quel finale, formula dei principi analoghi a quelli delle moderne teorie che definiamo scettiche, che descriveremo arrivando al fenomeno ipnotico.<\/p>\n<p>1) Non \u00e8 necessario che il soggetto fissi un oggetto alla lue L&#8217;ipnosi pu\u00f2 essere fatta al buio e con un cieco. Al soggetto semplicemente si dice di chiudere gli occhi, senza che abbia fissato a lungo;<\/p>\n<p>2) l&#8217;ipnosi si realizza solo se il soggetto sa cosa ci si aspetta da lui e si uniforma volontariamente alle richieste dell&#8217;ipnotista;<\/p>\n<p>3) la volont\u00e0 non \u00e8 intaccata, si ha aumento di valori morali, il crimine suggerito \u00e8 impossibile da ottenere;<\/p>\n<p>4) la mente sana \u00e8 la pi\u00f9 facile da influenzare, la pi\u00f9 difficile \u00e8 quella isterica;<\/p>\n<p>5) esistono importanti differenze fra l&#8217;ipnosi e il sonno normale;<\/p>\n<p>6) la suggestione \u00e8 il mezzo usato per provocare i fenomeni e non \u00e8 sufficiente per spiegarli.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n42\"><\/a>(42) BRAID J., <em>Neuroypnology: th\u00e8 Rationale of Nervous Sleep Considerei in Relation with Animai Magnetisme, Illustrateci by Numerous Cases of its Succesfu Application in th\u00e8 Reliei and Cure of Disease, <\/em>Churchili, London, 1843. (<a href=\"#42\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n43\"><\/a>(43) BRAID J., <em>Neuroypnology, <\/em>cit. da VEITH I., <em>L&#8217;Histoire de l&#8217;Hysterie, <\/em>Seghers, Parigi, 1973, 223. (<a href=\"#43\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n44\"><\/a>(44) BRAID L, <em>op. cit. <\/em>(<a href=\"#44\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n45\"><\/a>(45) BRAID J., in GILLES DE LA TOURETTE, <em>op. cit., <\/em>68. (<a href=\"#45\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n46\"><\/a>(46) BRAID J., in VEITH L, <em>op. cit., <\/em>p. 225. (<a href=\"#46\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n47\"><\/a>(47) BERTRAND A. J. F., <em>Traile du Sonnambulisme et des Differentes Mefications qu&#8217;il Presente, <\/em>Dentu J. G., Paris, 1823. (<a href=\"#47\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><a name=\"p11\"><\/a>11 \u2013 L&#8217;et\u00e0 d&#8217;oro dell&#8217;ipnosi<\/h5>\n<p>Come abbiamo visto la storia dell&#8217;ipnosi si sviluppa, fin dai suoi inizi, secondo due filoni distinti: il primo sottolineava l&#8217;importanza dell&#8217;elemento fisiologico, l&#8217;esistenza del fluido, l&#8217;azione dei magneti svalutando, o quanto meno confinando sullo sfondo l&#8217;importanza dell&#8217;elemento psicologico.<\/p>\n<p><a name=\"48\"><\/a>Il secondo, che trovava in Deslon uno dei caposcuola, proponeva la creazione di una \u00abmedicina d&#8217;immaginazione\u00bb (<a href=\"#n48\">48<\/a>).<\/p>\n<p>Il contrasto tra fluidisti e animisti caratterizzer\u00e0 tutto il dibattito della met\u00e0 del XIX secolo; successivamente si trasformer\u00e0 in una opposizione tra i sostenitori di un&#8217;ipotesi fisiologica e i sostenitori di un&#8217;ipotesi psicologica.<\/p>\n<p>Braid si inserisce nel dibattito dimostrando l&#8217;inesistenza di una qualsiasi sostanza trasmessa dall&#8217;ipnotizzatore all&#8217;ipnotizzato: i fenomeni ipnotici erano ottenibili semplicemente stimolando i centri nervosi. In tal modo riconduce ad una base sicuramente fisiologica lo studio dei fenomeni ipnotici, elaborando una metodologia di analisi nettamente distinta da quella dei magnetizzatori.<\/p>\n<p>Dopo un periodo di silenzio, successivo alla <em>\u00ab<\/em>scomunica\u00bb del 1840, l&#8217;ipnosi si pone nuovamente al centro del dibattito scientifico alla fine dell&#8217;800 con gli studi di Charcot e con la polemica che contrappose Charcot e la scuola della Salp\u00e8tri\u00e8re a Bernheim e alla scuola di Nancy.<\/p>\n<p><a name=\"49\"><\/a>Charcot sosteneva la prevalenza dell&#8217;elemento somatico e riteneva fondamentale, nell&#8217;induzione dello stato ipnotico, la stimolazione fisica: i fenomeni suggestivi, di cui per altro non si negava la realt\u00e0, assumevano un&#8217;importanza di secondo piano rispetto agli indici <em>\u00ab<\/em>obiettivi, somatici\u00bb (<a href=\"#n49\">49<\/a>).<\/p>\n<p><a name=\"50\"><\/a>La suggestione si trova invece al centro dell&#8217;interpretazione sostenuta dalla scuola di Nancy, secondo cui <em>\u00ab<\/em><em>l&#8217;ipnosi \u00e8 semplicemente suggestione, e la suggestione pu\u00f2 essere ottenuta senza sonno, quest&#8217;ultimo \u00e8 anzi un fenomeno da attribuirsi alla suggestione, che esalta la suggestione, ma non \u00e8 indispensabile per la riuscita della suggestione\u00bb<\/em> (<a href=\"#n50\">50<\/a>).<\/p>\n<p><a name=\"51\"><\/a>Mentre Charcot poi riteneva che la trance costituisse uno stato di coscienza peculiare, la scuola di Nancy sosteneva che l&#8217;ipnosi potesse ricondursi allo stato psicologico normale. Anche qui troviamo un contrasto, che ritroveremo studiando i differenti paradigmi teoretici attuali (<a href=\"#n51\">51<\/a>).<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n48\"><\/a>(48) Per una discussione approfondita del termine <em>\u00ab<\/em>immaginazione\u00bb vedi CHERTOCK L., From Suggestion to Metapsychology, in <em>Brit. J. Med. Psychol., <\/em>1968, 95. (<a href=\"#48\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n49\"><\/a>(49) Babinski ad esempio scrive: <em>\u00abi caratteri somatici sono di fondamentale importanza&#8230; possono svilupparsi indipendentemente da qualsiasi forma di suggestione\u00bb . <\/em>Citato in CHERTOCK L., Theories of Hypnosis, in <em>Amer. J. Psycho <\/em>1967, 62. (<a href=\"#49\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n50\"><\/a>(50) CHERTOCK L., <em>L&#8217;Hypnose depuis le premier Congres International, 1 Presse Medicai, <\/em>1965, 149-150. (<a href=\"#50\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n51\"><\/a>(51) SARBIN T. R., ANDERSEN M. L., Role-Theoretical Analysis of Hypnoi Behavior, in GORDON E. (a cura di), <em>Clinical and Experimental Hypnosis, <\/em>MacMill; Company, New York, 1967, 319. (<a href=\"#51\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h5><strong>12 \u2013 La scuola della Salp\u00e9tri\u00e8re<\/strong><\/h5>\n<p>Le teorie sostenute dalla scuola della Salp\u00e9tri\u00e8re possono essere ricondotte fondamentalmente al pensiero del neuropatologo Jean Martin Charcot, figura per molti versi contraddittoria.<\/p>\n<p>Esponente rigoroso della teoria organicista, apre di fatto la via ad una psichiatria dinamica, portando ad accettare la realt\u00e0 dei fenomeni ipnotici, quelle stesse autorit\u00e0 accademiche che dal 1784 negavano loro la dignit\u00e0 di oggetto scientifico.<\/p>\n<p>Il punto di partenza della ricerca di Charcot sull&#8217;ipnosi pu\u00f2 esser considerato lo studio della isteria post-traumatica, cui venne riconosciuta una etiologia prevalentemente psichica.<\/p>\n<p><em>\u00abQual&#8217;\u00e8 la causa dei fenomeni isterici?\u00bb <\/em> si chiede Charcot <em>\u00abSi tratta forse di una lesione cerebrale? Soltanto una lesione o cerebrale pu\u00f2 produrre simili disturbi. A livello della corteccia sono localizzabili i disturbi della sensibilit\u00e0&#8230; Vi \u00e8 soltanto una malattia in cui si manifestano disturbi di questo genere: l&#8217;isteria&#8230; Nell&#8217;isteria vi \u00e8 quindi una lesione corticale che per\u00f2 non \u00e8 una lesione organica. Non si tratta n\u00e9 di rammollimento cerebrale, n\u00e9 di emorragia, n\u00e9 di nessun altro tipo di lesione grossolana&#8230; <a name=\"52\"><\/a>Si tratta di una lesione dinamica&#8230; Sono sicuro di poter riprodurre questi disturbi nelle persone colpite da grande isteria che sono, al tempo stesso, fortemente ipnotizzabili\u00bb <\/em> (<a href=\"#n52\">52<\/a>).<\/p>\n<p>Partendo dalla convinzione che i presupposti teorici non possono nascondere la realt\u00e0 dei fenomeni clinici, basandosi proprio su un metodo di indagine anatomo-clinica, giungeva a postulare, in tutti i casi in cui non fosse riscontrabile una lesione organica alla base del disturbo, l&#8217;esistenza di una lesione funzionale <em>\u00ab<\/em>dinamica\u00bb sempre localizzata nel sistema nervoso.<\/p>\n<p>Charcot riteneva anzi che il progresso nelle tecniche di indagine anatomica avrebbe dimostrato inconfutabilmente la realt\u00e0 della lesione funzionale.<\/p>\n<p>Secondo questa interpretazione apparivano quindi identici i meccanismi responsabili dell&#8217;isteria e dei disturbi sottesi da una base organica ben dimostrabile: si giunge cos\u00ec ad ammettere che nella paralisi isterica la lesione dinamica interessi la stessa area anatomica responsabile dell&#8217;insorgenza dei disturbi osservabili nelle paralisi organiche.<\/p>\n<p>Il metodo anatomo-clinico, si articola in due momenti fondamentali: la <em>ricerca della differenza <\/em>e lo studio del <em>reperto anatomico. <\/em>I casi simili vengono confrontati l&#8217;un l&#8217;altro in modo tale da evidenziarne le differenze; dalla identit\u00e0 dei sintomi viene dedotta l&#8217;identit\u00e0 delle sindromi. L&#8217;esattezza della diagnosi trova definitiva conferma nell&#8217;esame del reperto anatomico: l&#8217;anatomia patologica permette cio\u00e8 di ricucire i sintomi osservati clinicamente.<\/p>\n<p><a name=\"53\"><\/a>Per usare le parole di Charcot: <em>\u00ab<\/em><em>Ad un certo momento diviene possibile, confrontando osservazioni diverse, identificare un certo numero di tratti fondamentali che ci permetteranno, in seguito, di riconoscere il disturbo\u00bb<\/em> (<a href=\"#n53\">53<\/a>).<\/p>\n<p>L&#8217;esistenza di una lesione anatomica permette quindi di raggruppare, gli elementi sparsi, in precedenza divisi dal metodo della differenziazione: i diversi sintomi manifestati dal paziente si trasformano in attributi della lesione. Cos\u00ec quest&#8217;ultima, raggruppando alcuni sintomi ed eliminandone altri, viene ad assumere il valore di elemento costitutivo della malattia.<\/p>\n<p>Questo metodo, applicato alla osservazione delle malate isteriche e\/o epilettiche che affollavano il reparto di Charcot, finisce per collocare, l&#8217;una accanto all&#8217;altra, la convulsione isterica e la convulsione epilettica. Cos\u00ec, pur se l&#8217;analisi metteva in evidenza delle differenze, isteria ed epilessia finivano per configurarsi come sindromi simili, appartenenti alla stessa categoria. <a name=\"54\"><\/a>Anzi \u00abpi\u00f9 da un lato si accumulavano differenze, pi\u00f9 dall&#8217;altro divenivano necessarie le assimilazioni. Se in un caso (epilessia) si constatano lesioni anatomiche, anche nell&#8217;altro (isteria) si identificheranno necessariamente lesioni puramente dinamiche ristabilendo cos\u00ec quel parallelismo tra le due serie che rendeva a sua volta possibile stabilire le differenze\u00bb (<a href=\"#n54\">54<\/a>).<\/p>\n<p>In base ad un ragionamento \u00abcircolare\u00bb di questo tipo diventava necessario avanzare l&#8217;ipotesi della dipendenza delle sindromi isteriche da lesioni dinamiche localizzate a livello corticale.<\/p>\n<p><a name=\"55\"><\/a>Muovendosi quindi in una linea segnata dall&#8217;esigenza di una classificazione nosografica, il problema della diagnosi differenziale tra paralisi organica e funzionale, facendo ricorso all&#8217;ipnosi (considerata pi\u00f9 uno strumento di indagine sperimentale che una tecnica terapeutica), Chacot dimostra l&#8217;etiologia psicologica della paralisi post-traumatica e pi\u00f9 in generale dell&#8217;isteria, che viene cos\u00ec ricondotta nell&#8217;ambito della ricerca clinica ufficiale (<a href=\"#n55\">55<\/a>).<\/p>\n<p>Il 13 febbraio 1887 Charcot presentava alla Accademia delle Scienze una relazione sui diversi stati nervosi determinati dall&#8217;ipnotismo nelle isteriche: il criterio obiettivo era costituito dal livello di eccitazione neuromuscolare.<\/p>\n<p><a name=\"56\"><\/a>L&#8217;interesse prevalente di Charcot nello studio dell&#8217;ipnotismo e dell&#8217;isteria era rivolto, come abbiamo gi\u00e0 accennato, alla individuazione di segni diagnostici e fisici facilmente individuabili (<a href=\"#n56\">56<\/a>), i soli che rendessero possibile una discriminazione tra il fenomeno patologico \u00abgenuino\u00bb e i casi di simulazione.<\/p>\n<p>Identificare i casi di simulazione sembrava di primaria importanza non solo da un punto di vista scientifico ma anche, come vedremo, da un punto di vista medico-legale.<\/p>\n<p><a name=\"57\"><\/a>Secondo Charcot \u00e8 un fatto incontestabile che la percentuale pi\u00f9 alta di soggetti ipnotizzabili si trovi tra gli isterici e in quei soggetti caratterizzati da un <em>temperamento nervoso, <\/em>e cio\u00e8 in \u00absoggetti in cui l&#8217;isterismo non chiede che di manifestarsi\u00bb (<a href=\"#n57\">57<\/a>), come \u00e8 dimostrato dal fatto che il <em>grande ipnotismo, <\/em>l&#8217;unico che meriti la qualifica di scientifico, \u00e8 stato osservato solo negli isterici.<\/p>\n<p>Charcot riteneva inoltre che <em>solo negli isterici potessero svilupparsi i veri fenomeni ipnotici<\/em>.<\/p>\n<p>Indicativo del tipo di logica usata \u00e8 il seguente passo di Gilles de la Tourette: <em>\u00ab<\/em><em>Non che l&#8217;ipnotismo sia isterismo, tutti gli ipnotici non sono isterici e tutti gli isterici non sono ipnotici, ma l&#8217;ipnotismo si innesta sull&#8217;isterismo come sul tronco pi\u00f9 favorevole al suo pi\u00f9 completo sviluppo&#8230; \u00e8 sulla base di ci\u00f2 che si chiama grande isterismo che Charcot ha stabilita la dottrina del grande ipnotismo, l&#8217;ipnotismo a tre fasi&#8230; \u00c8 dunque permesso pensare che vi \u00e8 una grande affinit\u00e0 fra questi due stati. In ogni caso, se l&#8217;uno \u00e8 una malattia, \u00e8 impossibile che non lo sia anche l&#8217;altra, giacch\u00e9 hanno sintomi comuni. <a name=\"58\"><\/a>Senza dubbio, si possono avere ipnosi pure, ipnosi incomplete, ipnosi progredenti pi\u00f9 o meno verso lo stato normale come avviene dello stesso isterismo, della follia e di tutte le malattie in generale, ma il tipo puro \u00e8 una nevrosi caratterizzata\u00bb<\/em> (<a href=\"#n58\">58<\/a>).<\/p>\n<p>Secondo Charcot \u00e8 dunque possibile individuare tre stati distinti: la letargia, la catalessi e il sonnambulismo, dotato ognuno di caratteristiche proprie, riconducibili tutti allo stesso stato nervoso, il che permette di comprendere l&#8217;esistenza di stati intermedi. Il criterio differenziale usato per distinguere i tre stati ipnotici \u00e8, come abbiamo gi\u00e0 detto, l&#8217;eccitabilit\u00e0 neuromuscolare.<\/p>\n<p>a) <em>Lo stato catalettico <\/em>\u00e8 quello che si osserva pi\u00f9 di frequente anche al di fuori di una situazione ipnotica! (ad esempio in occasione di una forte emozione o di uno spavento causato da un forte rumore). Il suo sintomo pi\u00f9 evidente \u00e8 costituito dalla immobilit\u00e0 del soggetto: gli occhi sono spalancati, la fisionomia impassibile e inespressiva, i movimenti respiratori deboli. Nel soggetto in stato catalettico \u00e8 abolita inoltre la sensibilit\u00e0 generale: si trova in balia dello sperimentatore anche se una qualsiasi modificazione ambientale pu\u00f2 farlo uscire dal suo stato.<\/p>\n<p><a name=\"59\"><\/a>b) <em>Lo stato letargico <\/em>\u00e8 caratterizzato dalla flaccidit\u00e0 degli arti, dalla chiusura delle palpebre, dalla respirazione irregolare e dalla pi\u00f9 completa mancanza di sensibilit\u00e0. Il soggetto \u00e8 completamente in <em>\u00ab<\/em>balia dello sperimentatore; essendo completamente abolita la coscienza; questo stato \u00e8 singolarmente propizio alla perpetrazione di attentati sopra la persona\u00bb (<a href=\"#n59\">59<\/a>).<\/p>\n<p>c) <em>Lo stato sonnambolico <\/em>\u00e8 caratterizzato dalla flaccidit\u00e0 degli arti, dalla insensibilit\u00e0 completa, da una ipereccitabilit\u00e0 paradossale e dalla comparsa di alcuni fenomeni psicologici specifici, quali l&#8217;esaltazione della memoria e dell&#8217;intelligenza.<\/p>\n<p><a name=\"60\"><\/a>Il manifestarsi dell&#8217;amnesia al risveglio, le analogie che presenta con il sonnambulismo naturale, isterico ed epilettico, la facilit\u00e0 di passare dal sonnambulismo naturale a quello artificiale sono tutti argomenti a favore degli stretti rapporti tra lo stato ipnotico e lo stato isterico (<a href=\"#n60\">60<\/a>). La differenza fondamentale tra i due stati, per gli allievi di Charcot, consiste semplicemente nel diverso atteggiamento del soggetto nei confronti dello sperimentatore. Nel sonnambulismo isterico lo sperimentatore \u00abnon pu\u00f2 interrompere o modificare il corso delle idee del paziente&#8230; Inoltre non esiste alcun fenomeno somatico simile alla contrattura sonnambolica dell&#8217;ipnosi&#8230; <a name=\"61\"><\/a>Il sonnambulismo ipnotico, oltre che dai segni somatici, \u00e8 caratterizzato dalla totale mancanza di attivit\u00e0 spontanea del soggetto, che \u00e8 passivamente docile a tutte le suggestioni\u00bb (<a href=\"#n61\">61<\/a>).<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20638%20206'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/ipnosi1.gif\" width=\"638\" height=\"206\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/ipnosi1.gif\" width=\"638\" height=\"206\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Il nucleo della ricerca di Charcot \u00e8 costituito dalla analisi dello stato di coscienza specifico degli isterici, cio\u00e8 dalla analisi dei fenomeni di dissociazione psichica.<\/p>\n<p>Nella sua teoria ipnosi e isteria sono strettamente legate, al punto che l&#8217;ipnosi viene considerata una nevrosi isterica artificialmente indotta. <em><a name=\"62\"><\/a>\u00ab<\/em><em>L&#8217;ipnosi \u00e8 uno stato nevrotico artificiale o sperimentale in cui le diverse manifestazioni compaiono e scompaiono a seconda delle necessit\u00e0 di studio, in base alla volont\u00e0 dell&#8217;osservatore\u00bb<\/em> (<a href=\"#n62\">62<\/a>).<\/p>\n<p>L&#8217;ipnotizzabilit\u00e0 diviene cos\u00ec un indice della disposizione alla isteria, alla tendenza cio\u00e8 a mettere in atto meccanismi di dissociazione mentale. In taluni soggetti lo stato ipnotico pu\u00f2 costituire lo stato normale, cio\u00e8 lo stato di base caratterizzato da un alto livello di suggestionabilit\u00e0: il che favorisce l&#8217;effetto patogeno di un trauma qualsiasi che si verifichi in tale situazione.<\/p>\n<p><em>\u00abIn alcuni soggetti, e forse in molti di pi\u00f9 di quanti comunemente si crede, \u00e8 possibile trovare allo stato di veglia le manifestazioni sia psichiche che somatiche dello stato ipnotico senza che sia necessario indurre in essi uno stato ipnotico. Sembra che l&#8217;ipnotismo che per altri \u00e8 uno stato artificiale, sia per loro, per queste straordinarie creature (le isteriche), uno stato ordinario, normale&#8230; <a name=\"63\"><\/a>Queste persone dormono proprio quando sembrano pi\u00f9 sveglie, si muovono come in un sogno, pongono sullo stesso piano la realt\u00e0 obiettiva e il sogno\u00bb<\/em> (<a href=\"#n63\">63<\/a>).<\/p>\n<p>Charcot dimostra cos\u00ec la consistenza scientifica dell&#8217;ipnosi, un disturbo del funzionamento nervoso assimilabile all&#8217;isteria. Diverse analogie lo provano: il fatto che negli isterici sia facile indurre l&#8217;ipnosi e che l&#8217;anamnesi possa dimostrare in tutti i soggetti ipnotizzabili una isteria in stato latente, un temperamento nervoso. <a name=\"64\"><\/a>La scarsa accuratezza delle anamnesi spiegava, secondo gli allievi di Charcot, il fatto che non sempre si notasse la coincidenza tra ipnosi e isteria. In chiara polemica con la scuola di Nancy scrive ad esempio Gilles de La Tourette: (<a href=\"#n64\">64<\/a>)<\/p>\n<p><em>\u00abFacciamo prima di tutto quest&#8217;osservazione generale, che questi autori nelle loro opere non riferiscono gli antecedenti dettagliati dei loro soggetti, mentre coloro che sostengono che gli ipnotici sono quasi tutti isterici, nevropati, in una parola, non temono di appoggiare la loro parola ad osservazioni molto concludenti\u00bb <\/em>.<\/p>\n<p><a name=\"65\"><\/a>L&#8217;ipnosi appare quindi assimilabile ad un vero e proprio disturbo mentale caratterizzato da una particolare situazione psicologica e da indici fisiologici facilmente evidenziabili, quali, ad esempio, il restringimento del campo visivo e i disturbi della sensibilit\u00e0, riconducibili, data l&#8217;identit\u00e0 postulata tra ipnosi ed isteria, ad una tendenza ereditaria costituzionale alla dissociazione mentale (<a href=\"#n65\">65<\/a>).<\/p>\n<p>Appare quindi evidente come, da un lato l&#8217;impiego dell&#8217;ipnosi nello studio dell&#8217;isteria abbia profondamente influenzato la teoria etiologica di questa sindrome, cos\u00ec come definita da Charcot e co me d&#8217;altro lato, la scelta delle isteriche come soggetti privilegiati abbia influenzato il modo di concepire il meccanismo responsabile dei fenomeni ipnotici.<\/p>\n<p>Se i fenomeni isterici infatti possono essere ricondotti all&#8217;ipnosi, risulta ulteriormente confermata l&#8217;identit\u00e0 fra le condizioni che rendono possibile l&#8217;insorgenza della sindrome isterica e quelle che rendono attuabile l&#8217;induzione della trance.<\/p>\n<p>Rispetto a quest&#8217;ultimo punto, in polemica con la scuola di Nancy, Charcot sostiene:<\/p>\n<p><em>\u00abSecondo gli autori di questa scuola l&#8217;ottanta per cento di voi signori sarebbe pi\u00f9 o meno ipnotizzabile, potrebbe cio\u00e8 presentare, successivamente ad opportune manovre il sonno ipnotico, che del resto non differirebbe da quello normale\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon sarebbe allora indicato praticare su di voi, a scopo dimostrativo questa ipnotizzazione di massa e quindi, approfittando della suggestionabilit\u00e0 cos\u00ec sviluppata in voi portarvi a sostenere queste posizioni, che di conseguenza verrebbero accettate acriticamente e rimarrebbero nel vostro pensiero fissate dal meccanismo della suggestione post-ipnotica? Il buon senso, come la semplice osservazione, si sollevano contro tali insinuazioni\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abChe tra di voi si trovino due o tre nevropatici, questo lo vedo bene, ma non credo proprio che il loro numero sia pari all&#8217;ottanta per cento. Non tutti possono essere ipnotizzati allo stesso modo e nel sonno ipnotico, che tra parentesi non \u00e8 sonno naturale, non \u00e8 possibile ricondurre tutti i fenomeni alla suggestione. <a name=\"66\"><\/a>La suggestione, a causa dell&#8217;abuso che di questo termine \u00e8 stato fatto, \u00e8 divenuta una specie di Deus ex machina, di cui sarebbe meglio diffidare\u00bb <\/em> (<a href=\"#n66\">66<\/a>). <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><a name=\"n52\"><\/a>(52) CHARCOT J. M., Paralysie hystero traumatique, in CHARCOT J. M., <em>L&#8217;Hyst\u00e9rie, <\/em>Textes choisis et pr\u00e9sente\u00e9s par Trillat E., Toulouse, Privat, 1971, 93. (<a href=\"#52\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n53\"><\/a>(53) CHARCOT J. M., <em>L&#8217;Hyst\u00e9rie&#8230;, <\/em>cit, 12. (<a href=\"#53\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n54\"><\/a>(54) TRILLAT E., in CHARCOT J. M., <em>op. cit., <\/em>14. (<a href=\"#54\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n55\"><\/a>(55) Come dice lui stesso <em>\u00ab<\/em>La <em>paralisi istero-traumatica <\/em>&#8230; possiamo riprodurla artificialmente in alcune circostanze&#8230; Poter riprodurre uno <em>stato patologico \u00e8 di estrema importanza perch\u00e9 possiamo avere in mano completamente la teoria quando s\u00ec riesce a padroneggiare un mezzo per riprodurre i fenomeni morbosi&#8230;. Non ho bisogno di dirvi in quali condizioni \u00e8 possibile riprodurre gli attacchi isterici che designiamo come psichici perch\u00e9 \u00e8 proprio agendo sulla immaginazione del soggetto che riusciamo a riprodurli&#8230; Le isteriche ipnotizzabili sono pazienti che presentano quei fenomeni che abbiamo indicato di grande ipnotismo, stato che differisce in effetti dall&#8217;ipnotismo in generale&#8230; Notate come questi soggetti sono preziosi per l&#8217;interpretazione dei fenomeni isterici. Ci\u00f2 che noi otteniamo in loro \u00e8 proprio la paralisi dell&#8217;isteria, la paralisi istero-traumatica\u00bb,<\/em> CHARCOT J. M., La Paralysie Hystero-traumatique, in <em>L&#8217;Hyst\u00e9rie, <\/em>cit., 99-103. (<a href=\"#55\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n56\"><\/a>(56) <em>\u00abNon intendiamo dire, scrive il suo seguace De La Tourette, che la scoperta e la descrizione dell&#8217;ipnotismo si deve a Charcot ed alla scuola della Salp\u00e9tri\u00e8re, ma affermiamo, senza temere smentite, che prima del 1878 nulla esisteva di veramente scientifico su questo soggetto. Tutte le descrizioni s\u00ec aggiravano sul grado pi\u00f9 o meno profondo di sonno, gli stati si confondevano tutti in un vero caos. Del resto non si possedeva alcuna base fissa di classificazione e di studio. Per stabilirla era necessario ricercare se nell&#8217;ipnotismo, come in tutte le malattie, non esisteva un insieme di fenomeni naturali, sempre uguali a se stessi, indipendenti dalla volont\u00e0 del soggetto e pertanto impossibili a simularsi, cose di non piccola importanza. Charcot trov\u00f2 questa base nei fenomeni neuro-muscolari dei quali esistono tracce anche nel rapporto Husson e che del resto non sfuggirono a Braid e ad Azam. L&#8217;interpretazione di questi fenomeni doveva essere fecondissima e permettere all&#8217;ipnotismo di prendere ormai nella scienza il posto che fino ad allora gli era stato negato\u00bb,<\/em> DE LA TOURETTE G., <em>op. cit., <\/em>82. (Il corsivo \u00e8 nostro). (<a href=\"#56\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n57\"><\/a>(57) DE LA TOURETTE G., <em>op. cit., <\/em>55. (<a href=\"#57\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n58\"><\/a>(58) <em>lbid., <\/em>61. (<a href=\"#58\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n59\"><\/a>(59) DE LA TOURETTE G., <em>op. cit., <\/em>93. (<a href=\"#59\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n60\"><\/a>(60) Ecco ad esempio come Paul Blocq, allievo di Charcot, riporta in uno schema riassuntivo la classificazione dei fenomeni sonnambolici:<br \/>\nsecondo la schematizzazione di quest\u2019autore, il <em>sonnambulismo naturale o nottambulismo <\/em>pu\u00f2 essere considerato <em>\u00ab<\/em>l\u2019espressione motoria di un sogno che, a causa della sua intensit\u00e0&#8230; passa dall\u2019idea all\u2019atto. I soggetti, eccetto che durante l\u2019attacco notturno, non soffrono di alcun disturbo. Il <em>sonnambulismo epilettico <\/em>\u00e8 caratterizzato dalla presenza di automatismo: possono osservarsi azioni automatiche (le <em>\u00ab<\/em>fughe<em>\u00bb<\/em> accompagnate da alterazioni dello stato di coscienza) e atti impulsivi compiuti in situazione delirante.<br \/>\nIl <em>sonnambulismo isterico <\/em>\u00e8 caratterizzato da attacchi che in genere sono preceduti o seguiti dai fenomeni motori dell\u2019attacco isterico.<br \/>\n\u00c8 considerato come un attacco isterico il cui periodo convulsivo \u00e8 abbreviato, mentre il periodo passionale, esagerato nella durata, costituisce il vero e proprio episodio sonnambolico.<br \/>\nIl <em>sonnambulismo ipnotico <\/em>\u00e8 infine caratterizzato da ipereccitabilit\u00e0 muscolare prodotta da un semplice sfregamento della cute. Pu\u00f2 verificarsi un aumento della forza muscolare. Il soggetto \u00e8 inoltre completamente passivo: dipende totalmente dalle suggestioni dello sperimentatore.<br \/>\nAl risveglio il soggetto dimentica tutto ci\u00f2 che gli \u00e8 accaduto nello stato di sonnambulismo ma pu\u00f2 recuperarne il ricordo durante un nuovo episodio sonnambolico.<br \/>\nVedi PAUL BLOCQ, Des sonnambulismes, Cliniques des maladies du syst\u00e8me nerveux, in CHARCOT J. M., <em>Oeuvres Compl\u00e8tes, <\/em>Progr\u00e8s Medicai, Parigi, 1893, 57. (<a href=\"#60\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n61\"><\/a>(61) CHARCOT J. M., Legons du Mardi, citato da Chertock, in L\u2019Hypnose depuis le Pemier Congr\u00e8s, <em>La presse medicale, <\/em>1965, 1500. (<a href=\"#61\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n62\"><\/a>(62) CHARCOT J. M., <em>op. cit. <\/em>(<a href=\"#62\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n63\"><\/a>(63) CHARCOT J. M., Lec,ons sur les Maladies du Syst\u00e8me Nerveux, in Charcot, <em>Oeuvres Compl\u00e8tes, <\/em>Progr\u00e8s Medicai, Parigi, 1893, 357. (<a href=\"#63\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n64\"><\/a>(64) DE LA TOURETTE G., <em>op. cit. <\/em>(<a href=\"#64\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n65\"><\/a>(65) Come puntualizza Andersson il concetto di ereditariet\u00e0 a cui fa riferimento Charcot, si allontana notevolmente dal concetto analogo sviluppato dalla teoria della ereditariet\u00e0 di Mendel. La discussione del problema dell\u2019ereditariet\u00e0, come viene portata avanti per tutto il XIX secolo, \u00e8 caratterizzata da sfumature di carattere speculativo per quanto si riferisce alla ereditariet\u00e0 delle caratteristiche mentali. La ricerca di Ribot sulla <em>\u00ab<\/em>ereditariet\u00e0 psicologica<em>\u00bb<\/em> influenza il pensiero di Morel e di Magnan.<br \/>\nLa teoria della degenerazione in essa contenuta determiner\u00e0 per lungo tempo, fino ai primi anni del 900, l\u2019impostazione della psichiatria. Andersson sottolinea come la teoria della degenerazione sia strettamente legata al problema della ereditariet\u00e0 dei caratteri acquisiti, di modo che non \u00e8 sempre chiaro il margine che separa i concetti di degenerazione e di ereditariet\u00e0. Se si ammette come possibilit\u00e0 teorica l\u2019ereditariet\u00e0 dei caratteri acquisiti, si \u00e8 anche costretti ad ammettere la possibilit\u00e0 della trasmissione ereditaria di una degenerazione acquisita, ad esempio per via traumatica. In tal modo la degenerazione viene ad essere sia primaria che secondaria, derivante cio\u00e8 da un processo ereditario.<br \/>\nVedi ANDERSSON O., <em>Studies in Prehistory of Psychoanalysis, <\/em>Svenkax Bokforlaget, Stoccolma, 1962. (<a href=\"#65\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"n66\"><\/a>(66) CHARCOT J. M., <em>Clinique des Maladies du Sist\u00e8me Nerveux, <\/em>1893, 166. (<a href=\"#66\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia dell&#8217;ipnosi 10. James Braid e la nascita dell\u2019ipnosi. \u2014 11. L\u2019et\u00e0 d\u2019oro dell\u2019ipnosi. \u2014 12. La scuola della Salp\u00e9tri\u00e8re. In Inghilterra si era intanto sviluppato un movimento mesmerico particolarmente attivo che riconosceva in John Elliotson il suo caposcuola. Le ricerche di questo gruppo si erano indirizzate allo studio e all\u2019applicazione dell\u2019anestesia magnetica, senza rimettere per\u00f2 in discussione la base concettuale della teoria presentata da Mesmer. Una radicale revisione teorica fu invece operata da James Braid, medico di Manchester. 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