{"id":1890,"date":"2006-11-24T00:00:32","date_gmt":"2006-11-23T23:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1890"},"modified":"2023-11-04T12:55:02","modified_gmt":"2023-11-04T11:55:02","slug":"teologia-degli-antichi-sacerdoti-catari-parte-14","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1890","title":{"rendered":"Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 14"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Raffigurazioni e attributi dei \u201cNomi\u201d evangelici<\/strong><\/p>\n<p>Esaminare nel profondo il significato dei \u201cNomi\u201d riportati dai cronachisti, porta alla luce risvolti inaspettati.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 14<\/h3>\n<p align=\"left\">di Luigi G. Navigatore<br \/>\na cura di Athos A. Altomonte<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Raffigurazioni e attributi dei \u201cNomi\u201d evangelici<\/h4>\n<p>Esaminare nel profondo il significato dei \u201cNomi\u201d riportati dai cronachisti, porta alla luce risvolti inaspettati.<\/p>\n<h4>Giuda Iscariota<\/h4>\n<p><strong>I oudas, I Ou das <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIouda &#8211; Ioudas\u00bb, gi\u00e0 presente nel Vecchio Testamento, nel NT indica diversi personaggi:<\/p>\n<p>&#8211; il figlio di Giacobbe che d\u00e0 nome alla trib\u00f9 ed alla terra che circonda Gerusalemme;<\/p>\n<p>&#8211; due altri apostoli e cio\u00e8 Giuda di Giacomo (Lc.6,16) e Giuda \u201cnon l\u2019iscariota\u201d di Atti 1,13 e Giovanni 14,22;<\/p>\n<p>&#8211; il fratello di Ges\u00f9 (Mt. 13,55 e Mc. 6,3)<\/p>\n<p>&#8211; Giuda Iscariota [citato in Matteo: Iouda iskariotes; in Marco: Iouda o Ioudas iskariot; in Luca: Iouda (declinabile) Iskariot o iskariotes; in Giovanni Iskariotes. In alcuni codici e sempre in Giovanni, viene riportato (6,71) \u201cIouda apo Karuotou\u201d]<\/p>\n<p>&#8211; Iouda (in Giovanni Ioudas), pu\u00f2 scomporsi in \u201cIou\u201d \u201cda\u201d: l\u2019Uno, l\u2019Unico (popolo) o un umore velenoso ; e terra &#8211; uomo terrestre.<\/p>\n<p>&#8211; I ou diventa : \u201cEgli \u00e8 sua terra\u201d \u2013 \u201cEgli \u00e8 suo uomo\u201d<\/p>\n<p>&#8211; I ou udas: \u201cQuello del suo Canto\u201d (scrittura)<\/p>\n<p>Al nome Giuda viene quasi sempre aggiunto l\u2019espressione, tradotta con <strong><em>Iscariote <\/em><\/strong> o <strong><em>Iscariota,<\/em><\/strong> a cui non \u00e8 mai stata data una spiegazione specifica, se si esclude quella forzata di <em>sikariot,<\/em> usata per definire <em>sicari <\/em> gli <em>zeloti,<\/em> che in greco suona <em>Iskariot <\/em> oppure <em>o\u2019 iskariotes.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>O Is kar i O-t <\/em><\/strong> : <strong><em>Egli omega e messo a morte <\/em><\/strong><\/p>\n<p>La lettera <strong>O<\/strong>, omega <strong>\u03a9<\/strong>, significa <em>perfezione <\/em> mentre la <strong>T <\/strong> (th di teta) \u00e8 <strong><em>thanatos <\/em><\/strong><em>morte o annullamento,<\/em> \u00e8 usata per indicare i condannati a morte.<\/p>\n<p><strong><em>Ois kar io t <\/em><\/strong> : <strong><em>O agnello che stai a capo guarisci i moribondi<\/em><\/strong>. A cui pu\u00f2 seguire <strong><em>O Is kar io t<\/em><\/strong>; <strong><em>Is kario t es<\/em><\/strong>; <strong><em>Ois ka r\u2019 iota es.<\/em><\/strong> La frase \u00ab<strong><em>apo karuotou<\/em><\/strong>\u00bb sillabata \u00ab<strong><em>apo ka rua otou<\/em><\/strong>\u00bb significa \u201csulle alture come figlio delle folle\u201d mentre \u00ab<strong><em>karua otou<\/em><\/strong>\u00bb <em>\u201ci semi del debole di mente\u201d<\/em>.<\/p>\n<h4>Diabolos<\/h4>\n<p>Qualificato con espressioni negative a secondo dei ruoli ricoperti nei racconti, da Giovanni (6,70) Giuda \u00e8 chiamato <strong><em>diabolos<\/em><\/strong>, o <strong><em>satan<\/em><\/strong>. Ma il fonema, che viene comunemente collegato all\u2019idea di diabolico, compitato in diversi modi assume diversi significati:<\/p>\n<p><strong><em>Di abolos<\/em><\/strong>, <em>doppiamente infantile,<\/em> designa la dimensione <strong><em>mascolina-femminina <\/em><\/strong> dell\u2019uomo. In senso negativo, \u00e8 l\u2019uomo che rifiuta di crescere e di conseguenza, incapace di raggiungere il livello dell\u2019anima. In senso positivo, invece, la doppia dimensione indica il raggiungimento del massimo sviluppo materiale, ed essere pronti a ricevere i benefici dell\u2019anima.<\/p>\n<p><strong><em>Dia abolos <\/em><\/strong> \u00e8 colui <strong><em>incapace di considerare le cose divine<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Dia bolos,<\/em><\/strong> significa <strong><em>gettare la rete per catturare cose divine <\/em><\/strong> e <strong><em>chi imprigiona le aeriformi cose divine<\/em><\/strong>. In negativo l\u2019espressione allude all\u2019esclusivismo del popolo giudeo. In positivo segna la predicazione delle verit\u00e0 divine che, volando fra cielo e terra, vengono fermate e raccolte dal mistico uccellatore, cos\u00ec che possano essere annunciate al mondo.<\/p>\n<h4>Satanas<\/h4>\n<p>Luca (22,3) riferendosi a Giuda parla di <em>Satanas,<\/em> e come accade col <em>Diabolos <\/em> di Giovanni la tendenza comune \u00e8 di accostare il termine al concetto di demonio.<\/p>\n<p>Compitando il fonema <strong><em>Sat anas <\/em><\/strong> e considerando che \u201canas\u201d equivale ad \u201canacs\u201d si arriva a leggere <strong><em>il Signore vaglia<\/em><\/strong>. Il senso dell\u2019espressione va dedotto dal libro di Giobbe, dove viene descritta la figura del \u201cSatan\u201d, che tratta la vicenda dell\u2019Eletto. Qui il Satana \u00e8 un arcangelo partecipe della corte di Dio, che a lui si relaziona e che da Dio riceve il comando di tentare Giobbe. Satan, dunque, non \u00e8 stato da tutti identificato con il \u201cdemonio\u201d, ma con la tentazione che assale chi non sa darsi completamente a Dio. Nel qual caso, \u201cSatan\u201d simboleggia il tormento di un uomo incapace di dare prevalenza all\u2019anima, soffrendo a quelle inquietudini occorse anche a s. Agostino. \u00c8 questo il senso del giudizio di Ges\u00f9 quando defin\u00ec \u201cSatana\u201d Simone-Pietro. Non perch\u00e8 \u201cdiabolico\u201d, ma perch\u00e8 ragionava nei ristretti limiti della propria corporeit\u00e0.<\/p>\n<p>Satan, allora, \u00e8 la raffigurazione del sacerdote diviso fra la totale adesione a Dio, che ha assimilato nel \u201cboccone\u201d del cenacolo, e la dipendenza dalla \u201cdura cervice\u201d che vuole affermarsi nella dimensione dell\u2019esistenza fisica. Satan \u00e8 la tentazione alla quale fuggivano i monaci medievali (rendendosi \u201cautonomi\u201d) ed i sacerdoti catari (rendendosi \u201cindipendenti\u201d), evitando di incontrare i vescovi che volevano strapparli dal romitorio, ordinandoli preti secolari cos\u00ec da renderli loro sottoposti.<\/p>\n<h4>Uno dei Dodici<\/h4>\n<p><strong>\u201cEis \u00abek\u00bb ton dodeka\u201d <\/strong> nei racconti evangelici connota specificamente Giuda dandogli una forte valenza teologica. Ordinariamente si legge l\u2019eis per tis e si intende <em>uno qualsiasi<\/em>; esso indica invece l\u2019individualit\u00e0, la specialit\u00e0, l\u2019isolamento, perci\u00f2, deve considerarsi un vero e proprio sostantivo. Se poi l\u2019espressione viene compitata come <strong>\u201ceis ekton do deka\u201d<\/strong>, rivela che Giuda \u00e8 \u201cl\u2019unico che appartiene alle dieci chiese\/case\/famiglie\u201d. \u00c8 il singolo (eis) sacerdote eucaristico fra \u201ci Dieci\u201d cio\u00e8 in mezzo alle Genti raccolte in assemblee. Se <strong>\u201ckton\u201d <\/strong> si intende come participio sostantivato di <strong>\u201cktao\u201d <\/strong> (possessore, sposo) si pu\u00f2 leggere <em>l\u2019unico sposo delle dieci famiglie.<\/em><\/p>\n<p>Per intendere meglio questo titolo conviene fare un discorso pi\u00f9 articolato sui <em>\u201cDodici\u201d,<\/em> tenendo conto che i vangeli parlano anche dei <em>\u201cdieci\u201d <\/em> e degli <em>\u201cundici\u201d,<\/em> numeri che sembrano indicare la perdita di uno o due membri del collegio, ma che invece hanno un loro autonomo significato teologico.<\/p>\n<p>Anche se la chiamata dei Dodici avviene progressivamente, alla fine sembra che si formi un unico e nuovo soggetto, cio\u00e8, che il collegio dei dodici subirebbe la perdita di qualche membro. Ma, a ben riflettere questo gruppo non \u00e8 composto di soggetti omogenei, in quanto comprende due personaggi qualificati che sono Pietro il Pastore Universale e <em>\u201cl\u2019isolato fra i dodici\u201d <\/em>cio\u00e8 Giuda l\u2019eletto. Ne consegue che se il collegio perde uno dei due, non conserva pi\u00f9 quella struttura che lo caratterizza, e si muta in qualcosa di diverso. Proviamo allora ad operare delle distinzioni affidandoci al termine che mostra di poter essere variamente inteso.<\/p>\n<p>Se <strong>\u201cdodeka\u201d <\/strong> viene considerato nella sua unit\u00e0, come insieme di soggetti disomogenei, esso indica ci\u00f2 che oggi chiamiamo <em>\u201cclero\u201d,<\/em> cio\u00e8 l\u2019insieme dei ministri (e servi) della Chiesa.<\/p>\n<p>Quando per\u00f2 lo si compita come <strong><em>\u201cDo deka\u201d <\/em><\/strong><em>(\u201cDo\u201d <\/em> sta per case, famiglie, templi) si pu\u00f2 individuare un\u2019altra figura, quella dei <em>\u201cDieci per le famiglie-templi\u201d <\/em> che evidenzia all\u2019interno del <em>\u201cclero\u201d <\/em> i <em>\u201cdieci servi\u201d <\/em> di unit\u00e0, presenti nelle chiese particolari e cio\u00e8 quelli che oggi sono i Vescovi residenziali.<\/p>\n<p>A questi <em>\u201cdieci\u201d <\/em> si possono aggiungere i titolari delle due mansioni speciali, e cio\u00e8 Pietro pastore e Giuda sacerdote; ed allora si invera quanto profetizzato dalle dodici trib\u00f9 che, dopo Salomone, si divisero tra loro. Di esse, <em>\u201cdieci\u201d <\/em> formarono il regno di Samaria, considerato <em>\u201cgentile\u201d,<\/em> e <em>\u201cdue\u201d <\/em> (Simone e Giuda) il Regno di Giuda che si proclamava unico titolare della funzione sacerdotale (<em>Sacerdoti dell\u2019origine<\/em>). Quest\u2019insieme di <em>ministri <\/em> diversi (Dodici indica totalit\u00e0) possiamo chiamarlo <em>\u201cclero\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Quando ai <em>\u201cdieci\u201d <\/em> (vescovi) si aggiunge Pietro Pastore Universale, si ha una nuova figura, quella degli <em>\u201cUndici\u201d <\/em> che non esprime la quantit\u00e0 ridotta dei membri del collegio, ma <em>l\u2019ordine episcopale <\/em> unito a Pietro. Per intenderci, quel Concilio Ecumenico al quale non partecipano i sacerdoti eucaristici.<\/p>\n<h4>Colui che consegna<\/h4>\n<p>Usato in tutti i testi evangelici viene il termine <strong><em>\u201co paradidous\u201d <\/em><\/strong>(dal verbo <em>paradidomi<\/em>) significa <em>colui che consegna,<\/em> che nel linguaggio dell\u2019epoca indicava <em>trasmettere, tramandare, accordare, permettere, concedere<\/em>. S olo in un contesto legale <em>dare in potere, e consegnare ad una autorit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Se si compita <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>opa ra didous\u201d <\/em><\/strong> si pu\u00f2 leggere <em>la Porta che dona <\/em> (Ges\u00f9 \u00e8 la porta). Comunemente, a questo verbo viene aggiunto il pronome <strong><em>\u201cauton\u201d <\/em><\/strong> tradotto con \u201cLui\u201d (riferito a Ges\u00f9), ma \u00e8 possibile considerare questa parola anche come aggettivo del verbo <strong><em>\u201cauo\u201d <\/em><\/strong><em>ardere.<\/em> Si pu\u00f2 intendere, allora, che si sta consegnando l\u2019ardente e cio\u00e8 lo spirito, considerando le parole di Giovanni alla morte di Ges\u00f9:<em> che rese il suo spirito. <\/em><\/p>\n<p>La scelta fra le due accezioni del verbo dipende dal lettore. Se ritiene di trovarsi in un contesto giudiziario, opta per il significato di <em>consegnare al giudice<\/em>; presupponendo cos\u00ec il tragico epilogo: <em>\u201cConsegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocefisso\u201d.<\/em> Mentre, nel contesto teologico della crocifissione e della <em>Cena,<\/em> vedr\u00e0 in Giuda la figura che presenta a Dio l\u2019Agnello pasquale (Ges\u00f9 crocifisso) e che distribuisce quel pane che Ges\u00f9 aveva posto nella sua bocca di <em>mistico pellicano.<\/em><\/p>\n<p>Di fatto, per\u00f2, l\u2019accezione negativa <em>\u201ctradire\u201d <\/em> \u00e8 prevalsa su quella pi\u00f9 precisa di <em>\u201cconsegnare\u201d.<\/em> E il <em>consegnare al giudizio,<\/em> atto di per s\u00e9 neutro, viene inteso come <em>consegnare alla morte.<\/em> Ed \u00e8 proprio sulla scelta dell\u2019accezione negativit\u00e0 del termine che si regge la condanna irreversibile di Giuda.<\/p>\n<h4>Il tesoriere infedele<\/h4>\n<p>In Giovanni 12,6 Giuda viene segnato con il marchio infamante di <em>cassiere ladro.<\/em><\/p>\n<p>Per indicare <em>\u201cborsa del danaro\u201d<\/em>, pur disponendo di vocaboli come <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>ballantion\u201d<\/em><\/strong>, e <em><strong>\u201cfaskolion\u201d <\/strong><\/em>(Gv.12,6) il cronachista sceglie un termine che ha assonanze con l\u2019eucarestia, perch\u00e8 <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>glossokomon\u201d <\/em><\/strong> pu\u00f2 significare anche <em>sarcofago,<\/em> ma contiene il fonema <em>glossa <\/em>che indica la <em>parola. <\/em> E se si considera <strong><em>\u201ckomos\u201d <\/em><\/strong> un deverbale da <strong><em>\u201ck omeo\u201d<\/em><\/strong>, allora <em>la borsa <\/em> diventa <em>nutrimento della Parola <\/em> e il suo contenuto si tramuta da vile moneta, in divine rivelazioni. Ne scaturisce una icona rispetto alla quale il termine ladro configura una <em>indebita appropriazione <\/em><em>delle Verit\u00e0 della fede,<\/em> equivalente a quella <em>gelosia della Parola<\/em>, tratto caratteristico di certo clero.<\/p>\n<p>In questa ottica, si pu\u00f2 leggere diversamente l\u2019intero passo, e dedurne una profezia sul sacerdozio poco misericordiosa: <em>\u201c<\/em>(Giuda) <em>disse questo non perch\u00e9 gli interessassero i poveri <\/em> (gentili), <em>ma perch\u00e9 era uno che si appropriava delle cose degli altri, perci\u00f2, disponendo dell\u2019accessibile Arca della Parola (Rivelazione), ne traeva solo gli scarti. Egli faceva colare solo gocce\u201d <\/em> (&#8230; <strong><em>ta ballomena eba stazen <\/em><\/strong>).<\/p>\n<p>Viene cos\u00ec equiparato ai Dottori della Legge, che offrivano ai poveri una rivelazione spicciola, goccia a goccia, oppure, riprendendo l\u2019espressione di Giovanni, i suoi aspetti pi\u00f9 miserevoli: <em>\u201cquelli che si potevano anche gettar via come scarti <\/em> (ballomena)<em>\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Inteso in tal senso, il testo Giovanneo delinea un profilo negativo dell\u2019Eletto (Giuda) che la Chiesa non poteva eliminare, in quanto profezia sul futuro sacerdozio eucaristico. Tuttavia, nell\u2019acquisirlo, non ce se ne pu\u00f2 servire per condannare senza appello Giuda, perch\u00e9 ci si deve ricordare che anche Simone-Pietro, pur qualificato \u201cuomo di poca fede\u201d, godette della fiducia di Ges\u00f9.<\/p>\n<h4>I versetti infamanti<\/h4>\n<p>Disseminati nel testo evangelico, seppure diretti ad un personaggio innominato, vengono riferiti a Giuda i trancianti e definitivi giudizi riportati da Luca (22,22), Marco (14,21), Matteo (26,24) e Giovanni 17,12. Espressioni come <em>\u201cGuai a lui\u2026meglio se non fosse mai nato\u201d e \u201cFiglio della perdizione\u201d<\/em> sembrano marchiarlo in modo definitivo e senza via di uscita.<\/p>\n<p>Chi recepiva questi come irretrattabili giudizi di condanna a Giuda, non riusciva a cogliere le tante contraddizioni presenti nell\u2019immagine convenzionale del <em>\u201ctraditore\u201d,<\/em> n\u00e9 poteva aprirsi ad una lettura positiva del \u201cpersonaggio\u201d.<\/p>\n<p>Ne da testimonianza s. Girolamo, che pur avendo a disposizione molti vocaboli per inchiodare Giuda al suo tradimento, nella sua <em>Vulgata <\/em> non calca la mano, e col suo <em>\u201ctradere\u201d, <\/em> verosimilmente comprende, come il <em>Giuda letterario <\/em> profetizzava un sacerdote che soffre un\u2019intima contraddizione, che viene tuttavia incaricato di <em>consegnare <\/em><em>Ges\u00f9 al mondo,<\/em> quale Ministro della Parola e della Cena.<\/p>\n<p>Che i <em>versetti infamanti <\/em> meritino un approfondimento lo suggerisce il comportamento dei commensali della \u201cCena\u201d, che sembrano non dare troppo peso a quel <em>\u201cGuai&#8230;\u201d<\/em> detto da Ges\u00f9, interrogandosi su chi avrebbe dovuto <em>consegnarlo.<\/em> Essi possono essere intesi in maniera diversa.<\/p>\n<p>13,2: <em>\u201cE mentre cenavano, quando gi\u00e0 il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, di Simone, di consegnarlo&#8230;\u201d<\/em>; pu\u00f2 essere intesa in modo diverso se solo quel \u201cDiabolos\u201d lo si traduce come \u201cdoppiamente bambino\u201d, riferendolo alla persona di Ges\u00f9. Per quanto ci\u00f2 possa sembrare paradossale, gli si accredita quella <em>infanzia <\/em> che permette di entrare nel Regno di Dio; e se si d\u00e0 peso al termine <em>cuore <\/em> si svela come Ges\u00f9 avesse chiamato il suo discepolo: per via di amore.<\/p>\n<p>13,18: <em>\u201cNon parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho eletto; ma deve adempiersi la Scrittura: uno che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno&#8230;\u201d<\/em> esprime qualcosa di ben diverso se <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>ep eme\u201d <\/em><\/strong><em> viene tradotto \u201cper me\u201d e non \u201ccontro di me\u201d.<\/em> Avverte infatti che il sacerdote si sta mettendo in moto per consegnare al mondo la divinit\u00e0 di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>13,27: <em>\u201cE dopo quel boccone entr\u00f2 in lui Satana. Ges\u00f9 allora gli dice: quello che devi fare, fallo presto&#8230;\u201d<\/em>; ricava la sua negativit\u00e0 dalla negativit\u00e0 del termine \u201cSatan\u201d anche se la parola ha un valore neutro. Si intende, allora, che proprio la missione affidata mise in crisi Giuda, e che Ges\u00f9 lo confort\u00f2 dicendo: <em>\u201cNon titubare, agisci di slancio\u201d <\/em> perch\u00e9, come aveva insegnato, il Regno di Dio va conquistato con le azioni e l\u2019audacia.<\/p>\n<p>Nei testi citati c\u2019\u00e8 un passaggio che generalmente non viene sottolineato in quanto il <strong><em>topos <\/em><\/strong>diabolico \u00e8 in pratica diventato per molti teologi una specie di frullato, una tenebra in cui tutte le vacche sono nere con riferimento al fatto che a suggerire a Giuda l\u2019idea di \u201cconsegnare\u201d Ges\u00f9 \u00e8 il \u201cdiabolos\u201d, mentre chi lo fa entrare in azione \u00e8 il \u201cSatan\u201d.<\/p>\n<p>Questo variare di nomi diabolici \u00e8 segno di un dinamismo teologico, di un procedere (in senso buono o cattivo) della sagoma ambivalente di Giuda-sacerdote. Tralasciamo allora l\u2019idea secondo cui il fonema \u201cDiabolos\u201d vada riferito proprio a Ges\u00f9 che elegge, e riferiamolo invece a Giuda. Il testo annuncerebbe allora che il desiderio di consegnare non nasce da un io superiore, cio\u00e8 quello animico, ma da quello corporeo che \u00e8 <em>doppiamente infantile <\/em> (di-abolos).<\/p>\n<p>L\u2019uomo Giuda considera il ministero che gli viene offerto solo nella dimensione umana del potere personale e della supremazia sociale. E per questo la sua adesione a Ges\u00f9 (come quella di Simone), \u00e8 puramente esistenziale, il suo stesso ministero diventa tentazione (Satan).<\/p>\n<p>Giuda entra in crisi quando (a somiglianza di Giobbe) si rende conto di perdere tutto se stesso, e di non dover seguire quella falsa strada di vita (mondana) profetizzata nel racconto di Adamo. Per intenderci, Adamo prefer\u00ec una eventuale e limitata immortalit\u00e0 biologica alla eternit\u00e0 animica promessagli da Dio; e per attuare il suo piano gener\u00f2 un <em>figlio della carne<\/em>, attraverso il quale si illudeva di aver conseguito l\u2019immortalit\u00e0, perch\u00e9 anch\u2019egli avrebbe generato un altro figlio. Ma naturalmente fall\u00ec, e la morte regn\u00f2 nel mondo.<\/p>\n<p>Giobbe, che credeva di essere buono e gradito a Dio perch\u00e9 colmo di ricchezze, perdette beni e famiglia ed entr\u00f2 in una crisi profonda. Solo quando comprese, ritorn\u00f2 a quel Dio che mai lo aveva abbandonato. Per\u00f2, quando si slancia nella morte (appeso al legno), recupera la fiducia dalla quale nasce chiarezza e pentimento. Matteo chiaramente attesta che Giuda si pent\u00ec.<\/p>\n<h4>I Sacerdoti dell\u2019origine<\/h4>\n<p>Gli <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>archiereis\u201d <\/em><\/strong> indicano gli eletti, che ereditano da Abramo la promessa di essere sacerdoti e che vantano di rimanere tali anche nella Chiesa di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Intendendo il fonema <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>arch\u00e8\u201d <\/em><\/strong> non nel significato di superiorit\u00e0 (sommo), ma di una antecedenza (primo), si intendono gli <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>archiereis\u201d <\/em><\/strong> come <em>\u201ci sacerdoti di prima o dell\u2019origine\u201d<\/em>. Il tratto che li distingue e cio\u00e8 il <em>potere e la supremazia<\/em>, configura il motivo per cui si oppongono a Ges\u00f9 che ha impostato il suo sacerdozio sul principio di \u201cservire\u201d.<\/p>\n<h4>Simone<\/h4>\n<p>Dall\u2019Antico Testamento i cronachisti recuperarono l\u2019endiadi Simone-Giuda <em>\u201ccompagni di cattiverie\u201d <\/em> (come dice Zenobio) quando vendicano atrocemente il rapimento della sorella Dina (Gen 34). Questo richiamo serve a precisare che entrambe le figure, nate per camminare insieme, simboleggiano qualcosa di negativo che viene attuato a danno dei \u201cgentili\u201d. E qui va ricordata la polemica di Paolo che contesta a Pietro il suo giudaismo.<\/p>\n<p>Dall\u2019Antico Testamento si evince che Simone e Giuda portano i nomi delle due trib\u00f9 che costituiscono il Regno di Giuda e ne diventano eponimi, sicch\u00e9, quando sono citati insieme, simboleggiano \u201cgli Eletti\u201d, giudei che si consideravano Unico Popolo di Dio, ma che al loro interno si contrapponevano in termini di forza. Questo equilibrio di forze servir\u00e0 a riempire di simbolismo l\u2019elezione di Simone al rango di \u201cPietro\u201d. Ed infatti nella Chiesa, <em>nuovo popolo eletto<\/em>, il rapporto si rovescer\u00e0 e sar\u00e0 il debole ed innominato Simone ad essere Pietro, segno visibile e storico dell\u2019unit\u00e0. Ma, in senso ancor pi\u00f9 generale, per questa sua antica posizione di subalternit\u00e0 nella Verit\u00e0 (la trib\u00f9 di Giuda se ne credeva unica titolare), Simone \u00e8 il simbolo di coloro che da deboli sono diventati forti, e cio\u00e8 proprio i Gentili. Non a caso egli \u00e8 presentato come un Galileo e un pescatore, cio\u00e8 un gentile ed uno che recupera e raccoglie dal mare quei \u201cpesci\u201d che simboleggiano i gentili. La figura letteraria di Pietro sar\u00e0 dunque bifronte: per un verso indicher\u00e0 la Chiesa Gentile a fronte del gruppo degli eletti (Giuda), per l\u2019altro ne mostrer\u00e0 l\u2019unit\u00e0 ricavata dal Cristo.<\/p>\n<p>Quanto a Giuda il discorso si fa pi\u00f9 complesso. Il profilo di Giuda, oltre ai tratti dominanti della trib\u00f9 omonima, eredita dall\u2019Antico Testamento un forte spessore. La trib\u00f9 era detentrice del Tempio, raccoglieva i Dottori della Legge, gli Scribi ed i molti gruppi religiosi. Possedeva l\u2019Arca dell\u2019Alleanza, cio\u00e8 la ricchezza di Dio, e offriva nel Tempio i sacrifici a Lui graditi.<\/p>\n<p>Osservati con attenzione, tutti questi elementi possono riferirsi a Giuda figura sacerdotale. Ed infatti all\u2019interno dei \u201cDodici\u201d Giuda \u00e8 colui che gestisce la ricchezza del Maestro (borsa); di essa (la sua parola) si impossessa (era ladro), per usarla come crede; gestisce il suo corpo (il tempio) che consegna ai sommi sacerdoti. Infine, proprio consegnando Ges\u00f9, che a lui esplicitamente si affida sotto le spoglie del \u201cdiscepolo amato\u201d, attua concretamente il sacrificio pasquale del vero Agnello di Dio. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<h4><\/h4>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raffigurazioni e attributi dei \u201cNomi\u201d evangelici Esaminare nel profondo il significato dei \u201cNomi\u201d riportati dai cronachisti, porta alla luce risvolti inaspettati. Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 14 di Luigi G. Navigatore a cura di Athos A. Altomonte Raffigurazioni e attributi dei \u201cNomi\u201d evangelici Esaminare nel profondo il significato dei \u201cNomi\u201d riportati dai cronachisti, porta alla luce risvolti inaspettati. Giuda Iscariota I oudas, I Ou das \u00abIouda &#8211; Ioudas\u00bb, gi\u00e0 presente nel Vecchio Testamento, nel NT indica diversi personaggi: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5385,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[114],"class_list":["post-1890","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-nascosta","tag-catarismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1890"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10816,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1890\/revisions\/10816"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}