{"id":1891,"date":"2006-11-22T00:00:32","date_gmt":"2006-11-21T23:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1891"},"modified":"2023-09-25T14:33:11","modified_gmt":"2023-09-25T12:33:11","slug":"il-senso-della-visione-nella-poesia-hermetica-di-william-blake","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1891","title":{"rendered":"Il senso della visione nella poesia hermetica di William Blake"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=52\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Fino a qualche tempo fa, William Blake era sempre stato considerato un grande poeta visionario, oltre che un eccentrico ribelle. La critica letteraria era quasi unanime nel rintracciare nella sua poesia il filo rosso che la univa con i grandi poeti romantici inglesi, come Byron, Shelley, Keats, facendo cos\u00ec di Blake un antesignano pre-romantico, se non addirittura uno dei primi esponenti della corrente. In fondo, in quell\u2019epoca che avrebbe percorso il sentiero che portava all\u2019arroccamento dell\u2019Io nella propria interiore liricit\u00e0, non poteva certo suscitare scalpore tra i letterati, uno stile di vita anticonformistico, cos\u00ec come il parossismo di certe visioni; l\u2019enfasi era la norma e il riflesso dello spirito del tempo, non certo un\u2019eccezione. <br \/>Tuttavia, nel novecento si andava delineando anche una chiave di lettura parallela \u2013 piuttosto che alternativa \u2013 che vedeva nella poesia blakeiana, non solamente i germi del successivo \u201cIo poetante\u201d ottocentesco, ma anche un rimando a suggestioni appartenenti al mondo dell\u2019arcano.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Il senso della visione nella <em>poesia hermetica <\/em>di William Blake<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"41%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20289%20354'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/william_blake.jpg\" width=\"289\" height=\"354\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/william_blake.jpg\" width=\"289\" height=\"354\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"59%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Fino a qualche tempo fa, William Blake era sempre stato considerato un grande poeta visionario, oltre che un eccentrico ribelle. La critica letteraria era quasi unanime nel rintracciare nella sua poesia il filo rosso che la univa con i grandi poeti romantici inglesi, come Byron, Shelley, Keats, facendo cos\u00ec di Blake un antesignano pre-romantico, se non addirittura uno dei primi esponenti della corrente. In fondo, in quell\u2019epoca che avrebbe percorso il sentiero che portava all\u2019arroccamento dell\u2019Io nella propria interiore liricit\u00e0, non poteva certo suscitare scalpore tra i letterati, uno stile di vita anticonformistico, cos\u00ec come il parossismo di certe visioni; l\u2019enfasi era la norma e il riflesso dello spirito del tempo, non certo un\u2019eccezione.<\/p>\n<p>Tuttavia, nel novecento si andava delineando anche una chiave di lettura parallela \u2013 piuttosto che alternativa \u2013 che vedeva nella poesia blakeiana, non solamente i germi del successivo \u201cIo poetante\u201d ottocentesco, ma anche un rimando a suggestioni appartenenti al mondo dell\u2019arcano.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>T.S. Eliot, ad esempio, fu uno dei primi a tentare di superare la facile lettura del \u201cBlake visionario\u201d, provando a riconoscere nelle sue opere i rimandi e le suggestioni della letteratura mitologica (tuttavia, Eliot, essendo un uomo di fede, si arrest\u00f2 di fronte alla possibilit\u00e0 di rintracciare nella poesia e nelle incisioni blakeiane dei simboli appartenenti a delle tradizioni apertamente sconfessate dalla dottrina cristiana).<\/p>\n<p>In ogni caso, questa tendenza inizi\u00f2 a diffondersi e a trovare proseliti anche tra altre personalit\u00e0 della cultura accademica. Si rilessero le sue poesie e si osservarono le sue incisioni con un interesse pi\u00f9 marcato a quegli aspetti simbolici e allegorici che potevano rivelare l\u2019influenza, in essa, delle correnti esoteriche occidentali. Ovviamente questo non significa che non esistessero gi\u00e0 da tempo delle private letture esoteriche della poesia blakeiana, ma soltanto che fiorirono una serie di studi accademici su questa tendenza, principalmente nel secolo scorso.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"66%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>William Blake (1757-1827), fin dalla prima infanzia sembra essere afflitto da delle strane apparizioni. All\u2019et\u00e0 di quattro anni, ebbe la sua prima visione: Dio stesso che gli appare alla finestra. Compiuti gli otto anni, le allucinazioni diventarono ricorrenti; raccont\u00f2 alla madre di aver visto il profeta Ezechiele sotto un albero. Anticipando curiosamente in qualche similitudine il celeberrimo caso clinico freudiano dell\u2019uomo dei lupi, sempre nello stesso anno, sostenne di aver visto degli angeli sugli alberi.[<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]<\/p>\n<p>A dieci anni, Blake comincia a scrivere le prime poesie e dimostra anche la sua attitudine verso il disegno; frequenta una scuola artistica e compie le sue prime letture giovanili: la Bibbia, Milton, Shakespeare, Dante. A quattordici anni inizia ad interrogarsi sul tema biblico della Caduta. A ventun anni s\u2019iscrive alla Royal Academy e si specializza nella tecnica dell\u2019incisione. Blake, racconta che suo fratello, morto qualche anno prima, gli appare in sogno e gli insegna come incidere sullo stesso foglio, poesia e disegno. La scrittura ed i disegni sono trattati sul rame con un liquido che ha la capacit\u00e0 di resistere agli acidi; tutto il resto della lastra, viene invece attaccato dall\u2019acido, in modo che si producano delle incisioni in cui il disegno e la poesia restino in rilievo.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"34%\">\n<div align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20224%20328'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/unione_anima_dio.jpg\" width=\"224\" height=\"328\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/unione_anima_dio.jpg\" width=\"224\" height=\"328\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Blake, nel 1795, realizza una serie di dipinti ispirati alle sue tematiche preferite: <em>Elia sul Carro di Fuoco, Newton, La casa della Morte, Elohin che crea Adamo. <\/em>Negli anni successivi continua a raffinare la sua tecnica, e comincia ad assaporare il gusto di una discreta notoriet\u00e0, sia come artista di tempi apocalittici e profetici, che come poeta: escono i suoi <em>Canti d\u2019innocenza e d\u2019Esperienza. <\/em>Wordsworth, dar\u00e0 un giudizio curioso su Blake, dichiarandosi certo della sua pazzia, nondimeno dichiarandosi interessato ad essa pi\u00f9 della salute di Byron e di Walter Scott. [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]<\/p>\n<p>Nel 1782 sposa Catherine Boucher, ed i due iniziano una vita coniugale alquanto eccentrica, anche in quell\u2019epoca che aveva conosciuto l\u2019egocentrismo bizzarro di Byron e di Shelley. Un amico comune di Blake e Catherine riferisce di averli sorpresi un giorno nudi nel giardino della loro casa, mentre incuranti di essere osservati, impersonavano le parti di Adamo ed Eva, e William recitava dei passi del <em>Paradiso Perduto <\/em>di Milton. In questo periodo, Blake continua, tuttavia, con pieno vigore la pubblicazione delle sue opere.<\/p>\n<p>Nel 1784, una stamperia aperta in compropriet\u00e0 con un amico, porta Blake finanziariamente quasi sul lastrico; \u00e8 questo un periodo di grandi difficolt\u00e0 per il poeta segnato anche dalle incomprensioni con i suoi occasionali mecenati, anche per via delle sue simpatie rivoluzionarie. Riesce comunque a terminare la pubblicazione e l\u2019incisione dei suoi Libri Profetici. Nel 1793, Blake dichiara apertamente il suo favore per i moti della rivoluzione francese, rifiutandosi di diventare maestro di disegno per la casa reale. Nel 1797, va incontro ad un ulteriore insuccesso nel pubblicare le tavole dei <em>Nights Thoughts <\/em>di Edward Young.<\/p>\n<p>Nel 1803, un soldato del Reggimento dei Dragoni, sorpreso da Blake nel giardino di casa e buttato fuori con violenza, lo denuncia con l\u2019accusa di aver gridato frasi ingiuriose contro il re. Blake, comunque, sebbene con difficolt\u00e0 riesce ad essere assolto. Nel 1827, il poeta muore a Londra.<\/p>\n<p>Blake, nella sua opera si presenta subito, come un acerrimo nemico del razionalismo dei Lumi e un fautore dell\u2019 <strong>immaginazione,<\/strong> concepita come una facolt\u00e0 in grado di creare e di operare \u201cmagicamente\u201d. Gi\u00e0 da questa predilezione possiamo notare l\u2019impronta teosofica, che conferiva una grande importanza a questa facolt\u00e0, ritenuta capace di disvelare all\u2019uomo i mondi superiori divini (l\u2019immaginazione rivestiva lo stesso importante ruolo nel paracelsismo, corrente che storicamente precede la teosofia, alla quale trasmise questa concezione).<\/p>\n<p>Del resto, Blake \u00e8 da subito influenzato dal pensiero di Jacob Boehme (1575-1624) e soprattutto da quello di Emanuel Swedenborg (1688-1772): in particolare la dottrina di quest\u2019ultimo fu condivisa apertamente dal fratello di Blake, che entr\u00f2 a far parte della cerchia dei fedeli nella \u201cchiesa swedenborghiana\u201d. Si deve ricordare che Swedenborg rimase storicamente un po\u2019 pi\u00f9 marginale alla teosofia, di Boehme, la cui ascesa coincise con il massimo fulgore della corrente. Del resto il pensiero di Swedenborg ricevette forse della linfa vitale da questa marginalit\u00e0, andando ad influenzare ecletticamente ambiti che eccedono le stesse correnti esoteriche occidentali; di sicuro Swedenborg \u00e8 un pensatore di passaggio tra la ricezione della teosofia boehmiana e quelle di Martines de Pasqually, Saint Martin, Friedrich Christoph Oetinger. Ovviamente, questa \u201cperifericit\u00e0\u201d non intacca l\u2019importanza essenziale che ha il pensiero di Swedenborg per lo studio delle correnti esoteriche occidentali, perch\u00e9 vi sono pensatori di passaggio destinati comunque a lasciare il segno.<\/p>\n<p>Blake, nei suoi <em>Canti d\u2019Esperienza, <\/em>fa immediatamente suo questo ripudio del meccanicismo newtoniano e del razionalismo lockiano. I versi dedicati all\u2019agghiacciante bellezza belluina della tigre, rivelano che ci troviamo di fronte ad un\u2019energia primordiale, al <em>Chaos sine forma,<\/em> in cui ci\u00f2 che ribolle sono le forze elementari della Natura:<\/p>\n<p align=\"center\"><em>Tigre! Tigre! Che bruci luminosa\/ nelle foreste della notte,\/ <br \/>Quale fu l\u2019immortale mano o l\u2019occhio\/ <br \/>Ch\u2019ebbe la forza di formare\/ La tua agghiacciante simmetria?<br \/><\/em><em>In quali abissi o in quali cieli\/ Accese il fuoco dei tuoi occhi?\/ <br \/>Sopra quali ali osa slanciarsi?\/ E quale mano afferra il fuoco? <\/em>[<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]<\/p>\n<p>La Tigre che brucia \u201cluminosa nelle foreste della notte\u201d \u00e8 appunto questa facolt\u00e0 essenziale e primordiale, l\u2019immaginazione perduta in seguito alla Caduta, ma anche occultata dal razionalismo illuminista. \u201cLe foreste della notte\u201d, simboleggiano il profondo, il rimosso, ma anche ovviamente la contrapposizione alle illusioni dell\u2019<em>Aufklarung, <\/em> del rischiaramento positivista. Leggiamo nel passo successivo come quest\u2019energia sia in realt\u00e0 un archetipo:<\/p>\n<p align=\"center\"><em>Quali spalle, quale arte\/ pot\u00e8 torcerti i tendini del cuore?\/<br \/><\/em><em>E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,\/ Quale tremenda mano?\/ <br \/>Quale tremendo piede?\/ <\/em><em>Quale mazza e quale catena?\/ <br \/>Il tuo cervello fu in quale fornace?\/ e quale incudine?\/ <br \/>Quale morsa robusta os\u00f2 serrarne i terrori funesti? <\/em>[<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>]<\/p>\n<p>La Tigre, archetipo allegorico della immaginazione originaria, \u00e8 stata creata da un demiurgo estremamente potente, perch\u00e9 la sua genesi richiede un complesso di qualit\u00e0 \u201cterribili\u201d e titaniche, che l\u2019artefice proietta nella creatura. L\u2019immaginazione creatrice, quindi appartiene alla Tigre come al demiurgo, perch\u00e9 il secondo ha trasposto nella prima i suoi poteri divini. Rispetto alla dicotomica separazione hobbesiana del regno della natura <em>(\u201chomo, homini lupus\u201d)<\/em> dall\u2019ordine statale, dove nella prima si scatenano le bestiali compulsioni naturali, nella Tigre blakeiana accanto all\u2019energia primordiale \u00e8 presente anche l\u2019afflato demiurgico. La Tigre, allora non \u00e8 solamente l\u2019archetipo della ferocia distruttrice, ma anche del potere dell\u2019Immaginazione creatrice. Pensare la Tigre, non aiuta solamente a liberare le compulsioni del rimosso, ma anche ad evocare questa forza, questa energia che apre le <em>porte <\/em>alla percezione sovrasensoriale:<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Se si pulissero le porte della percezione, ogni cosa apparirebbe all\u2019uomo come essa veramente \u00e8, infinita <\/em>[<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>]<\/p>\n<p>Blake quindi aderisce alla classica dottrina platonica dei due mondi, ma a differenza del filosofo greco, ritiene che sia l\u2019Immaginazione la facolt\u00e0, che contrapponendosi all\u2019inganno dei sensi, pu\u00f2 condurre l\u2019uomo alla conoscenza assoluta. L\u2019Essere divino si svela nel linguaggio del poeta e dell\u2019oracolo, e solo in questo modo, per Sua Volont\u00e0 pu\u00f2 avvenire la gnosi: ma l\u2019uomo deve aver risvegliato ed esercitato quella facolt\u00e0 divina per accedere all\u2019infinito. Chiunque possieda quest\u2019Immaginazione \u00e8 in grado di superare sia l\u2019illusorio mondo della materia (<em>\u201cnelle epoche dell\u2019immaginazione, questa ferma convinzione spostava le montagne\u201d<\/em> [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>])<em>,<\/em> che l\u2019astrazione della legge morale, da Blake identificata con la sottomissione passiva alle regole della ragione. Per certi aspetti, Blake si rivela quindi uno dei primi \u201cimmoralisti\u201d, precursore dei vari Byron, Shelley e Nietzsche, mentre la concezione demiurgica dell\u2019Immaginazione lo allontana, viceversa, dal glaciale e iper-razionale universo sadiano.<\/p>\n<p>Sull\u2019\u201cimmoralismo\u201d blakeiano ritorneremo in seguito; per il momento continuiamo ad intrattenerci su questo potere della visione che alberga nell\u2019animo del poeta, mentre \u00e8 latente in quello dell\u2019uomo comune.<\/p>\n<p>Per Blake, quindi, l\u2019Immaginazione permette all\u2019uomo di ricongiungersi, almeno per un momento, con l\u2019Universale, riconoscendone l\u2019affinit\u00e0 con la propria natura. Al contrario, sia l\u2019empirismo filosofico sia la matematica applicata sono da Blake svalutati, perch\u00e9 circoscrivono le loro competenze al campo fenomenico, e si privano cos\u00ec della possibilit\u00e0 di oltrepassare il mutevole mondo del divenire, aprendosi contemporaneamente al mondo delle essenze. In questo senso si comprende allora il biasimo di Blake verso Bacone, Newton, Locke, Voltaire, Rousseau: tutti strenui difensori della ragione, tranne l\u2019ultimo \u2013 che per\u00f2 in quanto padre del romanticismo \u2013 tender\u00e0 a cadere nell\u2019eccessiva idealizzazione del regno naturale.<\/p>\n<p>Del resto non \u00e8 certamente la filosofia dei Lumi o il pre-romanticismo di Rousseau a catalizzare il pensiero di Blake:<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Poich\u00e9 un nuovo cielo \u00e8 incominciato, e sono passati dal suo nascere trentatr\u00e8 anni, l\u2019Eterno Inferno rivive. <br \/>Ed ecco! Swedenborg \u00e8 l\u2019Angelo seduto sulla tomba; sono i suoi scritti quel lenzuolo piegato. <br \/>Ora domina Edom, e Adamo fa ritorno in Paradiso: vedi Isaia, Capp. XXXIV e XXXV. <\/em>[<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>]<\/p>\n<p>Abbiamo ricordato come Swedenborg possa essere considerato \u2013 pur appartenendo a pieno titolo la terza parte della sua speculazione all\u2019universo teosofico \u2013 come un autore che segna un passaggio tra una fase e l\u2019altra nella storia della teosofia, vale a dire da Boehme a Martines de Pasqually e Saint Martin. In effetti, le prime due fasi della sua produzione sono consacrate ad interessi che eccedono l\u2019ambito di ricerca dei teosofi: dapprima Swedenborg si dedica alla filosofia scientista e razionalista, poi approda al neoplatonismo che lo porta ad interessarsi agli aspetti visionari e ascetici della mistica. Successivamente, ed \u00e8 questo il terzo periodo, aderisce all\u2019impianto concettuale teosofico.<\/p>\n<p>Caratteristico del pensiero di Swedenborg \u00e8 il dualismo manicheo che sboccia in una nitida visione soteriologica: il Male \u00e8 il peccato che trasforma l\u2019anima intuitiva in coscienza razionale; la storia \u00e8 la dissoluzione progressiva della prima chiesa, che raggiunge la sua punta di massimo oblio e corruzione nell\u2019et\u00e0 moderna, per essere infine destinata a realizzare l\u2019avvento di una nuova unione spirituale dell\u2019uomo con Dio, in cui la scissione \u00e8 superata. Il Bene quindi \u00e8 quella scintilla intuitiva originaria e divina, il Male \u00e8 la deriva razionalista. Troviamo nel pensiero di Swedenborg i capisaldi caratteristici del pensiero esoterico, cominciando dall\u2019idea delle corrispondenze universali tra macro e microcosmo. Idea che conduce ad una pratica delle stesse, quindi il mondo della materia \u00e8 ricco di segni e tracce di quello divino. Sono presenti anche tutti gli altri assunti: la Natura vivente, il valore dell\u2019immaginazione e della meditazione, ecc.<\/p>\n<p>Blake, senz\u2019altro condivide tutto questo: ma ci sono dei punti in cui il suo pensiero si differenzia nettamente dalla dottrina swedenborghiana.<\/p>\n<p>Leggiamo, il successivo passo della poesia:<\/p>\n<p><em>Senza Contrari non c\u2019\u00e8 progresso. Attrazione e Ripulsa, Ragione e Energia, Amore e Odio sono necessari all\u2019Umana esistenza. Da questi contrari scaturisce ci\u00f2 che l\u2019uomo religioso chiama Bene e Male. Bene \u00e8 la passivit\u00e0 che obbedisce a Ragione. Male \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 che scaturisce da Energia. Bene \u00e8 il Cielo. Male \u00e8 l\u2019Inferno. <\/em>[<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>]<\/p>\n<p>A prima vista sembrerebbe di essere alla presenza di una sorta di dialettica hegeliana intrinseca al divenire. Per Hegel, i contrari sono necessari al superamento del presente e coincidono con lo stesso moto storico. Tuttavia, in questo passaggio non appaiono richiami all <em>\u2019aufhebung, <\/em>alla negazione della negazione, per questo sarebbe forse pi\u00f9 plausibile pensare ad una specie di proto \u201cdialettica aperta\u201d o \u201cnegativa\u201d: si parla sempre di contrapposti (Amore e odio, ecc.), ma manca il terzo termine della sintesi che raccoglie e supera la scansione dei primi due. Tuttavia, possiamo senz\u2019altro mantenere come punto fermo della visione blakeiana il superamento del rigido manicheismo swedenborghiano: per il poeta inglese il dualismo diventa inerente al tessuto ontologico del Reale. Per Swedenborg il Bene ed il Male sono drasticamente separati, ed il cammino dello Spirito verso la salvezza \u00e8 orientato unilateralmente. Nemmeno per un istante Swedenborg contempla la possibilit\u00e0 che nel Male sia contenuto un riflesso del suo opposto, che sia possibile una redenzione finale anche del negativo: non a caso intitola la sua opera <em>Cielo e Inferno, <\/em>mentre viceversa Blake postula letteralmente la possibilit\u00e0 di un <em>Matrimonio <\/em>tra i due termini antitetici. Nella successiva <em>Jerusalem,<\/em> il poeta inglese suggerir\u00e0 che \u201c<em>l\u2019Inferno \u00e8 aperto al Cielo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Per Blake il Bene \u00e8 la passivit\u00e0 della Ragione, il Male invece \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 straripante Energia; ma appare evidente che siamo in presenza di un rovesciamento ironico in cui la preferenza va piuttosto a quest\u2019ultimo polo. Non a caso il capitolo successivo di <em>Il Matrimonio del Cielo e dell\u2019Inferno,<\/em> \u00e8 intitolato <em>Proverbi Infernali. <\/em>Ritroviamo la stessa ontologia energetistica, anche nel passo successivo a quello sopra riportato, in cui Blake si abbandona ad enunciare questa sorta di \u201crivelazione\u201d satanica, emblematicamente denominata <em>La Voce del Diavolo <\/em>(molti sedicenti \u201csatanisti\u201d, anche contemporanei, che amano pubblicizzare le loro letture, in particolare quella di una presunta \u201cBibbia satanica\u201d, in realt\u00e0 si stanno riferendo per lo pi\u00f9 a questi passi di Blake. In particolare, l\u2019organizzazione dei <em>Bambini di Satana, <\/em>diretta dal discutibile Marco Dimitri, fa sovente riferimento alla concezione energetistica di Blake \u2013 oltre che alla solita lettura contraffatta di Nietzsche).<\/p>\n<p><em>Tutte le Bibbie, codici sacri, sono state causa dei seguenti errori <\/em><\/p>\n<p><em>Che nell\u2019Uomo ci sono due principi reali di esistenza, cio\u00e8 un Corpo e un\u2019Anima. <\/em><\/p>\n<p><em>Che l\u2019energia chiamata Male, procede solo dal Corpo, che la Ragione, chiamata Bene, procede solo dall\u2019Anima. <\/em><\/p>\n<p><em>Che Dio in eterno torturer\u00e0 l\u2019Uomo avendo egli seguito le proprie Energie. <\/em><\/p>\n<p><em>Ma seguenti Contrari a tali Errori sono Verit\u00e0: <\/em><\/p>\n<p><em>Nell\u2019Uomo non c\u2019\u00e8 un Corpo distinto dall\u2019Anima; il cosiddetto Corpo \u00e8 una parte dell\u2019Anima che i cinque Sensi, maggiori antenne dell\u2019Anima in questo evo, discernono. <\/em><\/p>\n<p><em>Solo l\u2019Energia \u00e8 vita, e procede dal Corpo; la Ragione non \u00e8 che il confine o il cerchio esterno dell\u2019Energia. <\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019Energia \u00e8 l\u2019Eterno Piacere&#8230;<\/em>[<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>]<\/p>\n<p>Certamente siamo in presenza di una sorta d\u2019immoralismo, che potremmo definire pre-nietzscheano; le categorie concettuali di questo passo sembrerebbero appartenere alle successive <em>lebenphilosophie <\/em>d\u2019inizio secolo: l\u2019ideale ascetico propugnato dal Cristianesimo, appare cos\u00ec come una mortificazione degli istinti vitali, a cui solo la riscoperta delle forze primarie e la corrispettiva liberazione delle compulsioni inibite, pu\u00f2 porre rimedio. Ma le antitesi blakeiane corpo-ragione, ideale-vita si arricchiscono di tutto un impianto mitico attinto dalla letteratura cabbalistica, gnostica, catarica.<\/p>\n<p>Albione \u00e8 l\u2019Uomo Eterno, primogenito, l\u2019Uno-Tutto, smembratosi nella Caduta nei quattro elementi <em>(Zoa) <\/em>che abitano all\u2019interno del macro-microcosmo: <em>Urizen, <\/em>l\u2019intelletto, <em>Luvah, <\/em>l\u2019emozione, <em>Tharmas, <\/em>la sensazione, <em>Urthona, <\/em>l\u2019immaginazione. L\u2019Uomo Eterno, in un primo tempo appartiene alla categoria degli Eterni ed \u00e8 quindi solo uno degli elementi dell\u2019Universale, ma in una successiva versione del mito s\u2019identifica integralmente con quest\u2019ultimo. Nelle mitologie, le successive riletture operate sull\u2019originale, devono essere considerate come effetti inevitabili della circolarit\u00e0 del processo interpretativo; la trasmissione orale stratifica il significato primario in significanti addizionali, destinati a sovrapporsi irreversibilmente ai segni originari. Secondo la prima versione, l\u2019Uomo Eterno si stacca e cade dall\u2019Unit\u00e0 Divina: successivamente gli altri Eterni cercheranno di ricondurlo nel seno di questa; nella seconda, l\u2019Uomo Eterno pu\u00f2 essere identificato con <em>l\u2019Adam Kadmon <\/em> dei cabbalisti, oppure con l\u2019<em>\u201cUomo esemplare\u201d <\/em>di Boehme, o con <em>\u201cUomo\u201d <\/em>di Swedenborg.<\/p>\n<p>Comunque in tutte e due le versioni del mito, sono gli <em>Zoa <\/em> \u2013 guidati dalla ribellione di <em>Urizen <\/em>\u2013 a provocare la Caduta dell\u2019Uomo Eterno: si formano cos\u00ec queste quattro facolt\u00e0 dalla disintegrazione dell\u2019Intero, ma \u00e8 la fredda e gelida ragione prometeica la vera radice del Male.<\/p>\n<p>I quattro Zoa assumono altri nomi nel regno del divenire: Urizen diventa <em>Satana,<\/em> Luvah si chiama <em>Orc,<\/em> Tharmas diventa <em>Cherubino <\/em> e Urthona, <em>Los.<\/em><\/p>\n<p>La lotta \u00e8 ora soprattutto tra Urizen-Satana e Urthona-Los: il primo ha infranto la Divina Totalit\u00e0 e nell\u2019autocoscienza d\u00e0 origine al mondo della Caduta. Nel riconoscimento della propria individualit\u00e0 distinta dal Tutto, Urizen genera le dicotomie dell\u2019illusione fenomenica: la separazione dei sessi, la nascita e la morte, il tempo. Infatti, in un curioso slittamento di significato Los \u2013 identificato con il Tempo \u2013 si presenta ora come lo stesso figlio di Urizen e contribuisce fattivamente alla progettazione demiurgica del mondo. Ma contemporaneamente si contrappone radicalmente al principio dell\u2019intelletto raziocinante e normativo, incarnato da Urizen:<\/p>\n<p><em>Urizen giaceva nelle tenebre e nella solitudine, incatenato nella mente <br \/><\/em><em>Los afferr\u00f2 il suo Martello e le sue Tenaglie: si mise al lavoro alla risoluta sua Incudine.<br \/><\/em><em>Fra Rocce Druidiche indefinite e nevi di dubbio e di dialettica <\/em>[<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>]<em> (<\/em>da <em> \u201cMilton\u201d). <\/em><\/p>\n<p>Urizen, Causa Prima del mondo materiale, \u00e8 condannato lui stesso all\u2019aridit\u00e0 cognitiva e alla morale repressiva imposta alle sue creature; \u00e8 prigioniero dello stesso universo autoritario e gelido, generato dalla sua ribellione individualistica e da pulsioni emancipatrici. Los \u00e8 il Tempo, uno dei due figli o poli in cui Urizen si scinde \u2013 l\u2019altro \u00e8 lo Spazio simboleggiato da <em>Enitharmon,<\/em> principio femminile al contrario del maschile Los \u2013 entrambi determineranno le dimensioni esistenziali della nostra esperienza fisica.<\/p>\n<p>Come Prometeo, anche Urizen \u00e8 mosso dallo stesso sentimento di insofferenza verso l\u2019Ordine costituito, verso la Totalit\u00e0. Mentre Prometeo disubbidisce al volere di Zeus e ruba la folgore per donarla agli uomini, Urizen afferma la propria volont\u00e0 di potenza contro l\u2019Unit\u00e0 Indivisa dell\u2019Uomo Eterno: entrambi paladini della ragione strumentale contro l\u2019amorfo ordine della metafisica. L\u2019uomo sarebbe allora, quasi costretto dalla sua stessa essenza a trasgredire e ad assaggiare il frutto della Conoscenza. Nel morso di Adamo al pomo proibito, come nel furto di Prometeo o nella volont\u00e0 di potenza di Urizen, \u00e8 celato il destino della violenza umana come lacerazione dell\u2019ordine divino.<\/p>\n<p>Una prima riflessione s\u2019impone allora. Malgrado tutte le cosmogonie e le metafisiche della storia, questo strappo, questa <em>volont\u00e0-di-lacerazione <\/em> fa parte dell\u2019essenza propriamente umana? Potrebbe l\u2019uomo non strappar- <em>si <\/em> dall\u2019Ordine costituito e vivere cos\u00ec inconsapevolmente come le bestie e gli angeli, accontentandosi della propria sorte? Oppure nella storia umana \u00e8 celato un disegno faustiano che porta gli umani a ripudiare anche i cancelli dell\u2019eden, in favore dell\u2019autocoscienza?<\/p>\n<p>Abbiamo quindi visto che Los rappresenta il Tempo. In particolare, secondo Sloss-Wallis, Los avrebbe la funzione di <em>\u201c<\/em><em>fissare\u201d<\/em> i mutamenti di Urizen, secondo una scansione temporale, in grado di infrangere l\u2019orizzonte inviolato delle possibilit\u00e0 infinite degli Eterni [<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>]. Sloss-Wallis rovescia l\u2019impianto classico della metafisica, perch\u00e9 adesso non \u00e8 pi\u00f9 il divenire a sciogliere la rigidit\u00e0 monista dell\u2019Essere, a relativizzare la valenza ontologica dell\u2019istante nel suo superamento diacronico. In altre parole, secondo questa lettura, il divenire non si limita a contestualizzare e a relativizzare l\u2019accadere, ma al contrario conferisce densit\u00e0 al significato, traccia l\u2019irreversibilit\u00e0 del dispiegarsi nell\u2019evento.<\/p>\n<p>L\u2019insegnamento di Los \u00e8 che il nostro tempo non deve essere letto come espressione della finitezza terrena, per questo nel fiume eracliteo tutto diviene e non \u00e8 possibile bagnarsi due volte di seguito nelle stesse acque. Ma, viceversa, come restringimento dell\u2019orizzonte del destino esistenziale, perci\u00f2 la scelta di una determinata possibilit\u00e0 comporta per converso l\u2019esclusione di altre e la concatenazione di successivi eventi.<\/p>\n<p>Nel film <em>Sliding Doors, <\/em>la vita futura della protagonista dipender\u00e0 dal fatto se riuscir\u00e0 o no a prendere la metropolitana. \u00c8 evidente che in quest\u2019ultimo caso diventa pi\u00f9 difficile parlare di scelta quando ci troviamo di fronte ad un evento aleatorio, come un ritardo di fronte alla partenza di un treno; ma in fondo, secondo questa concezione, alla radice della concatenazione di eventi ineluttabili c\u2019\u00e8 sempre un gesto o un atto arbitrario. Il battito delle ali di una farfalla nella foresta equatoriale che provoca un terremoto a Los Angeles, cos\u00ec come un passo pi\u00f9 veloce per correre all\u2019appuntamento con il treno del destino: si decida di chiamarlo <em>Moira <\/em>o <em>Karma. <\/em>Del resto anche il procrastinare la scelta delle possibilit\u00e0 \u00e8 comunque una scelta. L\u2019esteta kierkegaardiano o il musiliano uomo senza qualit\u00e0, scelgono la possibilit\u00e0 <em>della <\/em> possibilit\u00e0, il rinvio, la possibilit\u00e0 <em>fine a se stessa. <\/em>Ma comunque sia, questa scelta comporta la possibilit\u00e0 di sottrarsi ad altre possibilit\u00e0, come la vita etica o l\u2019impegno politico, ad esempio. \u00c8 comunque uno smacco, perch\u00e9 come sosteneva Heidegger \u00e8 la dimensione stessa della finitezza umana, <em>l\u2019essere-per-la-morte, <\/em>a impedire all\u2019uomo di sottrarsi al tentativo di progettare il proprio esistere (ancora: il progettare di non fare progetti \u00e8 autoreferenziale, perch\u00e9 \u00e8 comunque un progetto. Si tratta di un circolo vizioso del pensiero).<\/p>\n<p>Los, quindi per Blake simboleggia il Tempo che segna la scansione del punto di non-ritorno (<em>\u201c\u00e8 cos\u00ec ormai, e non pu\u00f2 pi\u00f9 essere altrimenti\u201d<\/em>), ma contemporaneamente anche lo Spirito della Profezia, la certezza che il gelido e arido mondo della materia determinato dalla scissione di Urizen \u00e8 destinato a finire. Los \u00e8 la Visione profetica che arriva ad avvertire gli uomini che stanno per essere sciolti dai legacci raziocentrici e dall\u2019inganno dei sensi. In altre parole, Los \u00e8 per Blake quella stessa immaginazione creatrice o capacit\u00e0 visionaria che pone fine alla Caduta nel mondo della materia. La Visione \u00e8 quindi connaturata al Tempo che annuncia la profezia: del resto \u00e8 Los che genera il mondo, sotto la costrizione di Urizen. Ma che funzione ha nel cosmo mitico blakeiano l\u2019altra categoria della nostra esperienza, Enitharmon, lo spazio?<\/p>\n<p>Enitharmon, il principio femminile della cosmogonia, si \u00e8 scissa da Los all\u2019inizio della lacerazione originaria di Albione, l\u2019Uomo Eterno. L\u2019Androgino, fusione perfetta dei due sessi, si lacera in due principi, Los ed Enitharmon, il Tempo e lo Spazio. Enitharmon, lo spazio, \u00e8 in fondo il principio d\u2019individuazione che conferisce il sesso e la personalit\u00e0 agli esseri viventi. Essa incarna anche, in quanto principio femminile, l\u2019inganno dei sensi e la morale repressiva.<\/p>\n<p>A prima vista, la lettura blakeiana di Sloss-Wallis, sembra cadere in un evidente ossimoro, perch\u00e9 non si pu\u00f2 nascondere la radicale contrapposizione del binomio <em>sensualit\u00e0-legge. <\/em>Esiste una fiorente tradizione letteraria che assimila la donna ad un dono, ad un frutto della Natura. La donna dal corpo \u201csessuato\u201d, che scioglie le trecce nei fluenti capelli che cadono in basso e richiamano il radicamento alla Terra. Le lunghe chiome simboleggiano le radici, l\u2019attaccamento al Suolo, al mondo della Natura. Secondo Kierkegaard l\u2019uomo \u00e8 un principio dello spirito, perch\u00e9 tende sempre all\u2019assoluto, mentre la donna ha la semplice funzione di distoglierlo dalla contemplazione delle Vette, perch\u00e9 il suo corpo sensuale richiama alla semplicit\u00e0 ed alla naturalezza del creato.[<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>]<\/p>\n<p>Ovviamente si tratta di una lettura che risente degli ingenui stereotipi del tempo; nessuno oggi potrebbe pi\u00f9 sostenere una simile tesi. Tuttavia, all\u2019epoca di Blake queste concezioni erano molto radicate; ed inoltre l\u2019arte classica, avvalendosi anche della letteratura mitologica, ha raffigurato a lungo la donna come una ninfa che si bagna nei ruscelli, o come una fata incantatrice in possesso dei segreti della natura, perch\u00e9 lei stessa figlia di quest\u2019ultima. Donne erano anche le menadi che danzavano tutta la notte nei boschi in onore di Dioniso, cos\u00ec come donne erano anche le seguaci di Orfeo e le prime streghe medioevali.<\/p>\n<p>Non si deve dimenticare che l\u2019idealizzazione della donna come \u201cdono della natura\u201d, risente profondamente dell\u2019importanza assunta da questa nel neolitico, in coincidenza con la scoperta dell\u2019agricoltura. Eliade descrive molto bene la rivoluzione culturale, sociale e religiosa, che porta ad assimilare il lavoro agricolo al rinnovamento ciclico del cosmo, al ritmo delle morti e delle rinascite che si susseguono incessantemente. La fecondit\u00e0 della terra viene allora equiparata simbolicamente a quella della donna, con conseguente identificazione della prima con la seconda e proiezione idealizzata dell\u2019archetipo corrispondente: la Madre-Terra <em>(Tellus Mater). <\/em>[<a href=\"#_ftn13\">13<\/a>]<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">D\u2019altro canto, nell\u2019era moderna la rigida educazione borghese impartita alla donna risentiva pesantemente di questo pregiudizio, perch\u00e9 serviva ad incanalare l\u2019effluvio di compulsioni selvagge, ad \u201caddomesticare\u201d l\u2019elemento sensuale che dimorava pericolosamente nella donna. Si trattava quindi di rimuovere la paura archetipa (la <em>\u201cDonna-lupo\u201d, <\/em>la \u201c<em>Donna-vampira\u201d), <\/em>cos\u00ec presente nella cultura letteraria del tempo. Nessun mistero allora che Enitharmon incarni sia l\u2019inganno dei sensi sia la morale repressiva.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo Sloss-Wallis, Enitharmon genera tre figli: il \u201cprete bicorne\u201d, la \u201cregina dell\u2019arco d\u2019argento\u201d, il \u201cprincipe del sole\u201d. I tre rappresentano rispettivamente, la natura animale e la corrispettiva legge morale, la luna e la desolazione dello spirito (possibile interpretazione misogina del simbolo), ed infine il sole ed il brulicante calore dello spirito. La carne e lo spirito sono allora prodotti da Enitharmon, lo spazio, che riafferma il principio d\u2019individualit\u00e0, ponendolo per\u00f2 \u2013 in quanto madre \u2013 sotto la morale cristiana (Freud qui parlerebbe del conflitto tra l\u2019inconscio e i meccanismi difensivi del super-io). Da quanto letto, Blake sembrerebbe suggerirci, di cercare di superare la dicotomia sensualit\u00e0-morale \u2013 le due facce della stessa medaglia \u2013 per scrutare il mondo vero delle essenze: \u201c<em>La strada dell\u2019eccesso porta al palazzo della saggezza<\/em>\u201d. <a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref1\">[14]<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Enitharmon e Los, Spazio e Tempo, s\u2019innestano per\u00f2 all\u2019interno di un progetto escatologico che ha come risultato la ritrovata armonia tra la natura spirituale e la natura intellettuale nell\u2019Uomo Eterno, primordiale. La proiezione messianica, l\u2019\u00e9s<em>chaton,<\/em> \u00e8 destinata a riguardare entrambe le polarit\u00e0 del principio d\u2019interdipendenza universale, sul piano del macro come del microcosmo (<em>Tavola Smeraldina: \u201cCi\u00f2 che \u00e8 in alto \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in basso, e ci\u00f2 che \u00e8 in basso \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in alto\u201d).<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel macrocosmo la dilatazione del divenire arrester\u00e0 la Caduta contraendosi in un segmento divino ed imperituro, che segner\u00e0 il ritorno del tempo mitico, ma questa volta eternamente e senza pi\u00f9 sottostare alla fuga nel ciclo dell\u2019anello eterno. L\u2019avvento del ritorno dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro sar\u00e0 definitivo e senza pi\u00f9 il pericolo di altre discese cicliche, perch\u00e9 in quell\u2019istante il tempo si dileguer\u00e0 nell\u2019immobile eternit\u00e0 del Regno. Anche sul piano microcosmico l\u2019uomo ritrover\u00e0 la sua essenza spirituale che l\u2019arida ragione e l\u2019insulso empirismo avevano imprigionato, consegnandola all\u2019oblio. Ma l\u2019importanza del progetto escatologico nella visione di Blake \u00e8 attestato anche dalla subordinazione di Enitharmon a Los; lo spazio, semplice emanazione e scissione negativa, \u00e8 destinato a non sopravvivere alla frantumazione del tempo profano nell\u2019incontro con l\u2019avvento dell\u2019\u00e9<em>schaton <\/em>messianico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Atterrito, Los si teneva ritto sull\u2019Abisso, e le sue membra immortali crescevano mortalmente pallide; divenne ci\u00f2 che guardava; per via D\u2019un rosso Rotondo Globo che gli era grondato dal Seno nell\u2019Abisso &lt;\u2026&gt; Soffrendo mortalmente che il Globo si sciolse in una Femmina pallida simile a nuvola che rechi neve: dalla sua Schiena allora un fluido azzurro trasud\u00f2 che si form\u00f2 in Muscoli indurendosi nell\u2019Abisso tanto che si sciolse in una Forma Maschile urlante di Gelosia.<\/em><a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref2\">[15]<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 abbastanza chiaro il senso di questo passo. Los, il Tempo, il principio maschile, genera Enitharmon, lo Spazio, il polo femminile, che genera a sua volta una nuova forma maschile: \u00e8 iniziato il processo del concepimento terrestre, perch\u00e9 il primo uomo mortale \u00e8 venuto alla luce.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cUrlante di Gelosia\u201d, perch\u00e9 ovviamente aspira a quel senso di totalit\u00e0, a quel dimorare-presso-gli-dei che la Caduta gli ha impedito. Perch\u00e9 questa reintegrazione possa avvenire, perch\u00e9 si possano superare le categorie dello spazio-tempo, e riunirsi al Divino, \u00e8 necessario che l\u2019uomo potenzi la <em>vis immaginativa <\/em>e superi l\u2019inganno satanico del mondo sensibile e le sue effimere lusinghe. I contrapposti Energia-Ragione, Anima-Corpo, sono entrambi necessari, perch\u00e9 senza di essi non c\u2019\u00e8 progresso: ma questo solo sul piano storico. Sul piano messianico, viceversa, entrambi devono essere superati in favore della facolt\u00e0 dell\u2019immaginazione attiva e creatrice, la sola in grado di accelerare il compimento di quel processo che avverr\u00e0 <em>comunque<\/em>. \u00c8 questo il vero senso della visione nella poesia di William Blake. Abbiamo visto quali siano le influenze esoteriche nella poesia di Blake. Principalmente il poeta attinge dai cabalisti la suggestione dell\u2019Uomo Eterno \u2013 da lui ribattezzato \u201cAlbione\u201d anzich\u00e9 Adam Kadmon \u2013 e anche l\u2019idea che alcune parole siano dotate di un potere mistico <em>(Fiat) <\/em>in grado di incidere sul macrocosmo. Abbiamo anche analizzato i suoi crediti dalla dottrina swedenborghiana, cos\u00ec come i suoi punti di divergenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Prima di concludere, raffronteremo le elaborazioni di Blake anche con quelle dell\u2019altro grande esponente della corrente teosofica: Jacob Boehme. In Boehme l\u2019atto divino con il quale l\u2019Assoluto esce dalla propria perfetta ed eterna unit\u00e0 (Padre) per manifestarsi come determinazione (Figlio) \u2013 attraverso l\u2019Amore creaturale (Spirito) \u2013 \u00e8 al contempo un\u2019espressione della sapienza divina, un <em>Mysterium Magnum, <\/em>ma anche un\u2019inevitabile allontanamento della Natura dal Principio. Dio riflette nella Natura le sue sette qualit\u00e0, quest\u2019ultima \u00e8 quindi uno specchio divino, ma nello stesso tempo \u00e8 anche separata e lontana da Dio a causa dell\u2019atto di determinazione (Figlio). Ogni essere creato ha quindi in s\u00e9 una duplice natura, il bene ed il male, e questo costituisce la cifra tragica della vita. Tuttavia questa tragicit\u00e0 non \u00e8 radicale, perch\u00e9 mentre rivela all\u2019uomo l\u2019abisso della propria disperazione e limitatezza, getta al contempo anche la possibilit\u00e0 della redenzione. Se l\u2019uomo assume su di s\u00e9 il senso di questa tragicit\u00e0, nella consapevolezza della scissione della propria anima, nella polarit\u00e0 del bene e del male, allora assicura mediante un atto d\u2019amore il suo ritorno a Dio. La volont\u00e0 libera allora il suo anelito d\u2019amore, e mediante la redenzione del Figlio, l\u2019essere finito si ricongiunge al Principio Assoluto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa dialettica degli opposti boehmiana, appare senz\u2019altro eccessivamente edulcorata rispetto a quella che scaturisce dal torbido ribellismo di Blake. Fermo restando che anche per Blake la contrapposizione deve essere oltrepassata nella reintegrazione dell\u2019origine, il poeta inglese \u2013 rispetto all\u2019equilibrio \u201cscolastico\u201d della dottrina boehmiana \u2013 sembra prediligere uno slancio volontaristico e prometeico, che Hutin non esita a definire nietzscheano.<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref3\">[16]<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Blake non si limita ad interiorizzare la volont\u00e0 in un atto d\u2019amore, egli vuole superare immediatamente la dicotomia e pertanto si affida al potere del negativo, a quella \u201cstrada dell\u2019eccesso\u201d che forzando l\u2019equilibrio dei contrapposti, si augura di riuscire a trasmutare dialetticamente l\u2019opposto nel suo contrario (\u201cil castello della saggezza\u201d).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come nel Tantrismo \u2013 che certo non era sconosciuto al poeta inglese \u2013 si crede che la trasgressione reiterata e sistematica possa condurre prima alla saziet\u00e0 ed alla nausea dell\u2019eccesso ed infine alla Liberazione. Blake suggerisce questa via come una possibilit\u00e0 per ritrovare l\u2019energia soffocata dai rigidi dettami morali della ragione repressiva; ma, come abbiamo visto, si tratta solo di un traguardo intermedio, perch\u00e9 il vero obiettivo non \u00e8 la liberazione dei corpi, ma la restaurazione dell\u2019Immaginazione creatrice. Egli oppone il corpo alla ragione per spezzarne il predominio, ma subito abbandona anche il primo in favore del potere della Visione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Blake aderisce invece alla dottrina boehmiana delle creazione per scissione atomistica di elementi, che affermano la propria identit\u00e0 nella ribellione al potere omologante dell\u2019Intero. L\u2019anelito individualista \u00e8 la causa della frantumazione originale che recide dall\u2019Intero e proietta gli elementi nella corrosione della scissione dei due mondi, il sensibile e il sovrasensibile. Per Boehme, le creature che hanno deciso di piegarsi alla volont\u00e0 di Dio sono angeli, mentre gli altri \u2013 i ribelli \u2013 sono demoni. Il gesto faustiano della resistenza all\u2019Ordine divino, che allontana chi lo compie dal Principio, \u00e8 caratteristico delle creature infernali, perch\u00e9 \u00e8 frutto di una volont\u00e0 di potenza non irradiata dall\u2019amore: mentre solo la devozione e la sottomissione creaturale possono garantire il ritorno a Dio. Abbiamo visto che Blake non ha mai accettato quest\u2019ultimo punto, tuttavia anche per lui la creazione nasce da un atto di rivolta individualista, quella di Urizen verso Albione. Gli Zoa si sono scissi dal morbido abbraccio panteista, facendoci precipitare nelle tenebre del mondo sensibile; ma all\u2019Intero siamo comunque destinati a ritornare. Blake concorda con Boehme sulla diagnosi del male, per dissentire sulla scelta del rimedio terapeutico; ma su un punto si riconcilia con il secondo. La vera trasformazione interiore pu\u00f2 avvenire solo in virt\u00f9 della forza dell\u2019Immaginazione creatrice: ed allora che si opti per l\u2019amore o per l\u2019eccesso, \u00e8 la ritrovata capacit\u00e0 visionaria ad assicurare la reintegrazione nel Centro divino. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">__________<\/p>\n<h4>Bibliografia essenziale<\/h4>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Gilchrist,<\/strong> <em>The life of William Blake, <\/em>1928 John Lane The Bodeley Head, Londra<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">Wilson<\/strong><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">, <\/span><em style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">The life of William Blake, <\/em><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">Rupert Art-Davis 1948, Londra<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sloss-Wallis<\/strong>, <em>The Prophetic Writing of William Blake\u2026 <\/em>2 vol, Clarendon Press, 1926.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">Kierkegaard<\/strong><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">, <\/span><em style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">Aut-Aut, 1956 <\/em><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">Mondadori<\/span><em style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">; Diario del seduttore, <\/em><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">1990 Bur<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">Eliade<\/strong><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">, <\/span><em style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">Sacro e Profano; La prova del labirinto, <\/em><span style=\"font-family: inherit; font-size: inherit;\">1990 Jaca Books<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Hutin<\/strong>, <em>Les disceples anglais de Jacob Boehme aux XVII\u00b0-XVIII s<\/em><em>i\u00e8cles,<\/em> 1960 ed. \u00a0Deno\u00ebl. Pris.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Keynes<\/strong>, <em>Poetry and Prose of William Blake. <\/em>The Nonesuch Press, London 1961<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Note<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p id=\"_ftn1\">[1] Cfr. <strong>A. Gilchrist<\/strong>, <em>The life of William Blake, <\/em>1928 John Lane The Bodeley Head, Londra; M. Wilson, <em>The life of William Blake,<\/em> Rupert Art-Davis 1948, Londra.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn2\">[2] Cfr. <strong>id<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn3\">[3] <strong>W. Blake, <\/strong><em>The Tiger, Da canti d\u2019Esperienza, <\/em>1794; <em>Visioni, <\/em>Mondadori, 2001.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn4\">[4] Cfr. <strong>Id.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn5\">[5] Cfr. <strong>W. Blake, <\/strong><em>Il matrimonio del cielo e dell\u2019inferno,1790, Visioni, <\/em>Mondadori, 2001.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn6\">[6] Cfr. <strong>Id.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn7\">[7] Cfr. <strong>Id.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn8\">[8] Cfr. <strong>Id.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn9\">[9] Cfr. <strong>Id.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn10\">[10] Cfr. <strong>W. Blake, <\/strong><em>Milton, <\/em>1804, <em>Visioni, <\/em>Mondadori, 2001.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn11\">[11] Cfr. <strong>Sloss-Wallis<\/strong>, <em>The Prophetic Writing of William Blake\u2026 <\/em>2 vol, Clarendon Press, 1926.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn12\">[12] Cfr. <strong>S<\/strong>. <strong>Kierkegaard<\/strong>, <em>Aut-Aut, <\/em>1956<em>, <\/em>Mondadori <em>; Diario del seduttore, <\/em>1990, Rizzoli<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn13\">[13] Cfr. <strong>M<\/strong>. <strong>Eliade<\/strong>, <em>Sacro e Profano; La prova del labirinto, <\/em>1990 Jaca Books.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn14\"><a href=\"applewebdata:\/\/A2F238F2-3B6F-4F8C-A3C9-0840E97E598B#_ftnref1\">[14]<\/a> Cfr. <strong>W. Blake, <\/strong><em>Il matrimonio del cielo e dell\u2019inferno, Visioni, <\/em>Mondadori, 2001.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn15\"><a href=\"applewebdata:\/\/A2F238F2-3B6F-4F8C-A3C9-0840E97E598B#_ftnref2\">[15]<\/a> Cfr. <strong>W. Blake, <\/strong><em>Milton, Visioni, <\/em>Mondadori, 2001<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn16\"><a href=\"applewebdata:\/\/A2F238F2-3B6F-4F8C-A3C9-0840E97E598B#_ftnref3\">[16]<\/a> Cfr. <strong>Hutin<\/strong>, Les disceples anglais de Jacob Boehme aux XVII\u00b0-XVIII si\u00e8cles, 1960, Paris, ed. Deno\u00ebl).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a qualche tempo fa, William Blake era sempre stato considerato un grande poeta visionario, oltre che un eccentrico ribelle. La critica letteraria era quasi unanime nel rintracciare nella sua poesia il filo rosso che la univa con i grandi poeti romantici inglesi, come Byron, Shelley, Keats, facendo cos\u00ec di Blake un antesignano pre-romantico, se non addirittura uno dei primi esponenti della corrente. In fondo, in quell\u2019epoca che avrebbe percorso il sentiero che portava all\u2019arroccamento dell\u2019Io nella propria interiore liricit\u00e0, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5752,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-1891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-ed-esoterismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1891"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1891\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9751,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1891\/revisions\/9751"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}