{"id":1895,"date":"2006-11-20T12:32:33","date_gmt":"2006-11-20T11:32:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1895"},"modified":"2023-11-04T12:55:16","modified_gmt":"2023-11-04T11:55:16","slug":"teologia-degli-antichi-sacerdoti-catari-parte-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1895","title":{"rendered":"Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 13"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Simon-Pietro e Giuda: due traditori redenti<\/strong><\/p>\n<p>Nel Nuovo Testamento, degli apostoli Giuda e Simone non viene redatta una storia antecedente alla chiamata di Ges\u00f9. Per cui, se gli evangelisti non ne ritennero importante la storia ma solo il nome, potrebbe significare che dovrebbero rivelare un significato. Non a caso, infatti, Giuda e Simone non sono nomi qualunque, ma alludono a due trib\u00f9, che appartenevano al regno di Israele, sorto dalla suddivisione del regno di re Salomone.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 13<\/h3>\n<p align=\"left\">di Luigi G. Navigatore<br \/>\na cura di Athos A. Altomonte<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Simon-Pietro e Giuda: due traditori redenti<\/h4>\n<p>Nel Nuovo Testamento, degli apostoli Giuda e Simone non viene redatta una storia antecedente alla chiamata di Ges\u00f9. Per cui, se gli evangelisti non ne ritennero importante la storia ma solo il nome, potrebbe significare che dovrebbero rivelare un significato. Non a caso, infatti, Giuda e Simone non sono nomi qualunque, ma alludono a due trib\u00f9, che appartenevano al regno di Israele, sorto dalla suddivisione del regno di re Salomone.<\/p>\n<p>Il Regno di Giuda, ed in particolare la trib\u00f9 omonima, era la pi\u00f9 ricca e numerosa tra le XII trib\u00f9 di Israele, e si identificava con <em>il popolo eletto da Dio <\/em>, incaricato a rifondare il mondo afflitto dal peccato originale. Pretendendo l\u2019esclusivit\u00e0, per\u00f2, finivano per trasformare il ruolo di eletto in <em><strong>\u201cprivilegio razziale\u201d<\/strong><\/em>. Peccando di orgoglio, perch\u00e8, avrebbe dovuto essere trasmesso a tutta l\u2019umanit\u00e0, e non restare prigioniero dell\u2019egoismo di una etnia particolare.<\/p>\n<h4>I \u201cNomi\u201d sintesi di antico e di nuovo<\/h4>\n<p>I valori fonetici dei nomi \u201cGiuda\u201d e \u201cSimone\u201d, aggiungono alla ricerca altre considerazioni.<\/p>\n<p>\u201cIou da\u201d significa <strong><em>Terra dell\u2019Unico <\/em><\/strong> cio\u00e8 <em>terra di Dio<\/em>, altrimenti <em>terra del solo eletto<\/em>, oppure <em>terra del veleno <\/em> (ios). Mentre \u201cSimon\u201d deriva dal verbo \u201csimao\u201d che significa <strong><em>ripiegato su s\u00e9 stesso<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Seguendo la logica dagli evangelisti, questi \u201cNomi\u201d vengono utilizzati come metafora di un significato particolare: Giuda simbolo del pi\u00f9 forte e Simone, simbolo del pi\u00f9 debole. Indicando che nel regno del Cristo, il pi\u00f9 forte (la forte e popolosa trib\u00f9 di Giuda) s\u2019impegnava a servire il pi\u00f9 debole (l\u2019umanit\u00e0), invertendo l\u2019ordine esistente all\u2019interno del Regno materiale degli Eletti.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 consisteva nell\u2019attribuire una dimensione totale al cosiddetto \u201cpopolo eletto\u201d, comprendendo tutti gli uomini, anche quelli che gli <em>eletti <\/em> consideravano \u201cesseri inferiori\u201d, chiarendo come non ci fossero uomini privilegiati, tanto meno per ragioni di sangue.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019uso dei \u201cNomi\u201d, gli evangelisti ribadivano che nella Chiesa nascente non ci fosse posto per privilegi dati dall\u2019appartenenza ad una certa discendenza . E che \u201cGiuda\u201d, che si vantava di essere l\u2019unico eletto (vedi le polemiche fra Ges\u00f9 e i Giudei), non poteva pi\u00f9 vantare nessuna pretesa sulla Chiesa affidata a Simone (l\u2019umanit\u00e0).<\/p>\n<p>Giuda, simbolo di quanti si ritengono gli unici eredi di Abramo <em>, <\/em>diventa l\u2019anonimo servo della <em>\u00abMensa del Pane e del Vino\u00bb<\/em>, mentre Simone, simbolo dell\u2019umanit\u00e0 insignificante, assurge al ruolo di Pastore Universale col \u201cNome\u201d di Pietro.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 di questa metafora, sia Simone che Giuda divennero immeritevoli di svolgere funzioni ecclesiali, per aver disatteso il patto di amicizia con Ges\u00f9, Dio incarnato, a cui erano stati chiamati per grazia della \u201cdivina misericordia\u201d.<\/p>\n<h4>Il pentimento di Simone detto Pietro<\/h4>\n<p>Nei racconti evangelici, Simone non \u00e8 descritto migliore di Giuda. Anche ammettendo la grande perfidia di Giuda, come dimenticare Pietro che trad\u00ec il Dio incarnato, rinnegandolo pubblicamente tre volte?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 aveva qualificato Simone detto Pietro \u201cuomo di poca fede e poi satanasso\u201d. Forse proprio a lui andava applicato il giudizio di Ges\u00f9 sui rinnegati: <em><strong>\u201c<\/strong><\/em><strong><em>Non ti riconoscer\u00f2 davanti al Padre mio perch\u00e9 mi hai rinnegato davanti agli uomini\u201d<\/em><\/strong>. N\u00e9 si pu\u00f2 credere che il suo pianto allegger\u00ec il suo tradimento. Infatti, Pietro non si schier\u00f2 mai apertamente con Ges\u00f9, preferendo rintanarsi al sicuro fino alla sua morte sulla croce.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 gli evangelisti non chiariscono la causa di quel pianto, forse si potrebbe trarne un segno di suo ravvedimento, oppure, uno sfogo di rabbia, o delusione. Il dubbio resta. Simone-Pietro, sentendosi destinato ad essere il Capo, aveva gi\u00e0 discusso con gli altri discepoli su chi fosse il pi\u00f9 importante tra loro, nel ricordo della promessa fattagli da Ges\u00f9: \u201c\u2026 tu sei Pietro e su questa pietra costruir\u00f2 la mia Chiesa\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Ma Simone- Pietro scappa vigliaccamente, e non si mostrer\u00e0 neppure sotto la croce, durante tutto il supplizio, n\u00e9 alla morte del Cristo, n\u00e9 all\u2019atto della sua deposizione. Saranno delle donne a scovarlo, dandogli la notizia della resurrezione di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 Pietro: un rinnegato scandaloso, protagonista di una latitanza ingloriosa e di una ripresa d\u2019interesse solo alla resurrezione di Ges\u00f9, e al delinearsi di una posizione prestigiosa nel <strong><em>\u201cNuovo Regno di Dio\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><em>Tre momenti negativi <\/em>che si anticipano <em> nella triplice richiesta <\/em>che Ges\u00f9 gli rivolse al lago di Tiberiade: \u201cPietro mi ami tu\u2026?\u201d Dunque, mentre il pianto di Simone detto Pietro gli viene accreditato come assoluzione dopo il pentimento; il pentimento di Giuda (che l\u2019evangelista annota: \u201cEgli si pent\u00ec\u201d) non lo libera dall\u2019accusa di aver tradito Ges\u00f9, e Dio stesso. Ma cos\u00ec facendo, i redattori dei Vangeli pare usino due pesi e due misure. Riducono a momento di debolezza umana il tradimento di Simone detto Pietro, mentre, seppur grave, condannano per l\u2019eternit\u00e0 quello di Giuda.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato facile per i redattori dei Vangeli assolvere il rinnegamento dell\u2019apostolo Pietro. Ma \u00e8 comprensibile quanto fosse per loro importante, visto che il suo tradimento nei confronti del Figlio di Dio poteva trasmettersi alla Chiesa ed al papato, mettendo in discussione la sacralit\u00e0 del Pontefice in quanto suo prosecutore.<\/p>\n<h4>La testimonianza nei Vangeli<\/h4>\n<p>I Vangeli raffigurano una Chiesa ancorata a Pietro quale supremo Pastore di Unit\u00e0, e presidio di Verit\u00e0 dei XII apostoli. A Pietro, per\u00f2, manca la designazione a sacerdote eucaristico. E senza eucarestia non c\u2019\u00e8 Chiesa, togliendo senso al suo magistero di verit\u00e0 e di santificata unit\u00e0 <em>. <\/em>Come \u00e8 possibile che nelle scritture evangeliche, non vi sia traccia di quel santo ufficio?<\/p>\n<p>Gli evangelisti hanno definito il sacerdozio come ministero anonimo, servendosi di strumenti omologhi, come l\u2019anonimato e il silenzio.<\/p>\n<p>Il silenzio diventa eloquente quando si considera che, a differenza di altre funzioni teologiche, il sacerdote eucaristico, operante <strong>\u201cin persona Christi\u201d<\/strong>, \u00e8 un ministro senza nome, perci\u00f2, di una dimensione non identificabile con quella degli apostoli.<\/p>\n<p>Presentare il sacerdote eucaristico come <strong><em>soggetto nominato<\/em><\/strong>, per\u00f2 avrebbe avuto conseguenze molto negative; perch\u00e8, quella persona sarebbe stata equiparata al Cristo, unico sacerdote di una Chiesa che non aveva sacerdoti carismatici. E non doveva accadere che i fedeli provassero un senso di appartenenza nei confronti di questo o quel ministro eucaristico.<\/p>\n<p>Come disse Paolo l\u2019evangelista, \u00abloro appartengono solo a Cristo\u00bb. Dunque, la condizione di anonimato, che sembra impoverire il sacerdote, in realt\u00e0 serve ad esaltare la funzione eucaristica che s\u2019identifica direttamente col Cristo.<\/p>\n<p>La funzione eucaristica fu coperta dall\u2019anonimato, come fu velato in quel generico <em>discepolo che Ges\u00f9 amava<\/em>, al quale affid\u00f2 sua Madre Maria, il simbolo della comunit\u00e0 eucaristica. Uno \u201cdiscepolo\u201d speciale ma non \u201capostolo\u201d identificabile nella figura di Giuda: l\u2019Eletto, in altre parole <em>il Giudeo ravveduto<\/em>.<\/p>\n<p>In conclusione, con le figure di Giuda e di Simone, gli evangelisti vollero sottolineare che nonostante Ges\u00f9 sia stato tradito dal suo popolo di adozione, con misericordia, dallo stesso popolo che lo tradisce e lo rinnega, chiama i suoi \u201cservitori eucaristici\u201d.<\/p>\n<h4>La rivelazione di Giuda<\/h4>\n<p>Emerge come nella narrazione evangelica il ruolo di Giuda oltrepassa la storia, usato per descrivere come Ges\u00f9 possa eleggere in situazioni anche drammatiche; risollevando nel silenzio che eclissa sia la persona che i suoi peccati, adesioni allo Spirito cristico (e cristiano) difficili e controverse. Cos\u00ec a dire, che ognuno pu\u00f2 trasformarsi in \u201cdiscepolo amato\u201d, attraverso l\u2019investitura incognita della \u00abmisericordia di Dio\u00bb, capace di superare ogni colpa.<\/p>\n<p>Quella stessa misericordia che, con la morte di Ges\u00f9 sulla croce, volle conoscere la miseria interiore dell\u2019uomo fino a toccarne il fondo, accettando anche al malfattore, non importa chi sia e cosa abbia fatto, per introdurlo nel Giardino dell\u2019Eden della Chiesa spirituale.<\/p>\n<h4>Collegamento tra funzione pastorale e funzione eucaristica<\/h4>\n<p>Esiste un\u2019intima relazione tra funzione pastorale e funzione eucaristica. Esse debbono coesistere, perch\u00e8, in maniera evidente o enigmatica, queste due figure scorrono parallelamente fin dal momento in cui \u00e8 Pietro a decidere della sostituzione di Giuda. Scindere queste due sagome, allora, \u00e8 pericoloso, perch\u00e9 scompagina il pensiero teologico sottinteso dalla narrazione.<\/p>\n<p>Vedere i due apostoli solo in veste di personaggi storici ne impoverisce il valore teologico, e riduce l\u2019investitura data da Ges\u00f9 a carica istituzionale, trasmissibile secondo i criteri di una mera successione. Strutturando in tal modo la narrazione, invece, gli evangelisti si preoccuparono di porre un freno alla superbia che segue talvolta l\u2019esercizio delle funzioni ecclesiali. In questo modo la commedia umana tace, facendo emergere solo Cristo incarnato, il mondo e la sua misericordia che abbraccia tutti, nessuno escluso.<\/p>\n<p>Ma <em>l\u2019universalit\u00e0 della redenzione <\/em> non sottomette l\u2019uomo: egli \u00e8 libero di scegliere. L\u2019uomo \u00e8 libero di scegliere, anche la stessa libert\u00e0 non \u00e8 stata estesa alle icone della teologia.<\/p>\n<p>La promessa di Dio ad Abramo \u00e8 resa. Per via di \u201cmisericordia\u201d i ruoli capitolari della Chiesa vanno a Simone detto Pietro, elevato a principio di unit\u00e0 (\u00ab\u2026 pasci i miei agnelli\u00bb), ed a Giuda, diventato l\u2019anonimo \u201cdiscepolo che Ges\u00f9 amava\u201d, chiamato a custodire la Chiesa eucaristica di Maria, non gi\u00e0 donna da cui nacque il corpo del Messia, ma Madre che continuer\u00e0 a <em>generarlo spiritualmente<\/em>.<\/p>\n<p>A questo punto, a meno che non ci si sottometta al volere teologico della Chiesa di Roma, emerge come ogni <em>ragione teologica <\/em> redatta nei Vangeli possa diventare discutibile. E questo gli antichi sacerdoti catari lo avevano compreso perfettamente. Anche se il loro operato non era rivolto alla <em>autonomia <\/em><em>del sacerdozio eucaristico<\/em>, ma all\u2019<em>indipendenza <\/em> dalla funzione pastorale.<\/p>\n<p>Il <em>\u201cdiscepolo amato\u201d <\/em> non pu\u00f2 rimanere solo un personaggio letterario, n\u00e9 una nota drammatica che gli evangelisti hanno inserito nei loro Vangeli. \u00c8 tanto meno possibile considerarlo un riverbero della psicologia di Ges\u00f9. Troppo fatale \u00e8 il contesto in cui si presenta l\u2019ultima cena, e troppo allusivi gli eventi sia quelli sul lago di Tiberiade e fin sotto la croce. E resta difficile da comprendere come la Chiesa lo abbia completamente dimenticato, nonostante la presenza di attestazioni evangeliche molto forti. In questo senso la sua identificazione con l\u2019evangelista Giovanni resta improduttiva, sia sul piano della comprensione del messaggio di Ges\u00f9, che sul piano della struttura ecclesiale . E questa identificazione crea non pochi problemi. Di Giovanni, infatti, non \u00e8 chiaro il motivo perch\u00e9 venga <em>\u201c preferito\u201d<\/em>, visto la sua assenza nella struttura operativa della Chiesa. L\u2019apostolo Giovanni (non l\u2019evangelista Ireneo) \u00e8 nel gruppo degli XI apostoli che, uniti a Pietro, formano quel concilio Ecumenico da cui sono esclusi i sacerdoti eucaristici. Da questo \u00e8 possibile intravedere la umana tendenza ad accentrare la funzione pastorale e quella sacerdotale, in una <em>unica <\/em> figura ed in una <em>unica <\/em> colonna portante.<\/p>\n<p>Viceversa, la figura di Giuda (che col suo nome evoca il <em>popolo eletto<\/em>) ha un suo substrato teologico ed uno specifico spazio operativo nei Vangeli. Per collocarlo nella Passione di Ges\u00f9, tutti gli evangelisti usano vocaboli diversi, ma tutti derivanti dal verbo <em>Paradidomi <\/em> che indica offrire, consegnare. Inoltre, in tutti i libri del Nuovo Testamento mancano termini, o formule, che esprimano inequivocabilmente una sua condanna. C\u2019\u00e8 poi, il ripetersi del riferirsi a lui attraverso la formula <strong><em>\u201ceis ton dodeka o mateton\u201d <\/em><\/strong> (uno dei dodici o uno dei discepoli) che proprio per quel <strong><em>\u201ceis\u201d<\/em><\/strong>, sembra gli voglia riconoscere una posizione \u201cnominata\u201d all\u2019interno del collegio. Una dichiarazione che fa riferimento ad una \u201cdiaconia\u201d o \u201cepiscopia\u201d. A questo s\u2019aggiunge che, nel racconto di Matteo, la collocazione della sua morte \u00e8 impropria. Come si vedr\u00e0 in seguito. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<h4><\/h4>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Simon-Pietro e Giuda: due traditori redenti Nel Nuovo Testamento, degli apostoli Giuda e Simone non viene redatta una storia antecedente alla chiamata di Ges\u00f9. Per cui, se gli evangelisti non ne ritennero importante la storia ma solo il nome, potrebbe significare che dovrebbero rivelare un significato. Non a caso, infatti, Giuda e Simone non sono nomi qualunque, ma alludono a due trib\u00f9, che appartenevano al regno di Israele, sorto dalla suddivisione del regno di re Salomone. Teologia degli antichi sacerdoti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5382,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[114],"class_list":["post-1895","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-nascosta","tag-catarismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1895"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10817,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1895\/revisions\/10817"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}