{"id":1901,"date":"2006-11-06T00:00:33","date_gmt":"2006-11-05T23:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1901"},"modified":"2023-10-01T00:57:40","modified_gmt":"2023-09-30T22:57:40","slug":"i-riti-agrari-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1901","title":{"rendered":"I Riti Agrari \u2013 parte 2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Plutarco \u00e8 stato il primo a cadere nell\u2019equivoco etnocentrico, quando scrive che gli egizi attribuendo le piante ad un dono degli dei hanno finito per confondere gli uni con le altre. In particolare le ultime generazioni sarebbero incorse in un equivoco verbale, confondendo il nome divino associato alla pianta e finendo con l\u2019adorare quest\u2019ultima.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>I Riti Agrari \u2013 Parte 2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"43%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20311%20234'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/agricoltura2.jpg\" width=\"311\" height=\"234\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/agricoltura2.jpg\" width=\"311\" height=\"234\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"57%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Plutarco \u00e8 stato il primo a cadere nell\u2019equivoco etnocentrico, quando scrive che gli egizi attribuendo le piante ad un dono degli dei hanno finito per confondere gli uni con le altre. In particolare le ultime generazioni sarebbero incorse in un equivoco verbale, confondendo il nome divino associato alla pianta e finendo con l\u2019adorare quest\u2019ultima.<\/p>\n<p>Questa sorta di leit-motiv etnocentrico sull\u2019inversione della causa (gli dei) con gli effetti (le piante), ritorna periodicamente come asse portante della polemica dei greci contro gli egizi e degli ebrei contro gli idolatri, irrorando il pregiudizio evoluzionistico ottocentesco che trasforma la religione in superstizione.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I popoli senza scrittura sono ridotti alla stregua di selvaggi, privi di elevatezze interiori ed incapaci di provare quei sentimenti autenticamente spirituali che sono peculiari invece ai fedeli del dio monoteistico. Al contrario, come ricorda Eliade, una pianta o un sasso sono sacri non in s\u00e9 stessi, ma in quanto ierofanie, manifestazioni del sacro che irrompe attraverso di essi.<\/p>\n<p>La pianta \u00e8 dunque un simulacro della forza (cratofania) o del <em>sacer <\/em> (ierofania): in ogni caso si tratta di un rapporto di irruzione del mana; cos\u00ec come nelle religioni estatiche l\u2019invasato \u00e8 un semplice supporto dell\u2019entit\u00e0 che si manifesta attraverso il suo corpo, anche se il rapporto gerarchico tra copia e modello platonico non \u00e8 mai del tutto trasceso. Soltanto nell\u2019attimo della possessione la diversit\u00e0 ontologica tra l\u2019uomo e lo spirito \u00e8 annullata nel corpo-ricettacolo e l\u2019invasato diventa dio; ma con la fine dell\u2019ebbrezza estatica i normali rapporti sono restaurati fino alla prossima teofania: non a caso lo spirito della vegetazione \u00e8 incarnato da un animale o da un uomo da sacrificare o da bandire, una volta esaurito il compito di fungere da ricettacolo del mana.<\/p>\n<p>Questo dimostra che chi praticava i riti agrari era in grado di distinguere tra il fenomeno ed il noumeno, il simulacro ed il trascendente (anche se nel culto della Madre Terra non si arriver\u00e0 mai ad elaborare il concetto di trascendenza con la stessa intensit\u00e0 delle religioni del dio celeste).<\/p>\n<p>Il pregiudizio etnocentrico \u2013 per il quale l\u2019unica scala di valori universalmente estendibile \u00e8 quella desunta dall\u2019eredit\u00e0 dei Lumi \u2013 si fonda prevalentemente sulle lezioni di filosofia della storia di Hegel. Il filosofo tedesco neg\u00f2 la possibilit\u00e0 di uno sviluppo storico alle popolazioni africane \u2013 relegandole in una perenne infanzia dello spirito \u2013 cos\u00ec come rifiut\u00f2 l\u2019equiparazione tra la filosofia greca ed il pensiero indiano e cinese.<\/p>\n<p>Oggi \u2013 esautoratasi la vecchia chiave interpretativa hegeliana \u2013 un barlume della spocchia coloniale persiste nell\u2019immaginario dell\u2019uomo comune. Vale la pena, dunque, ribadire ancora una volta che se \u00e8 vero che l\u2019uomo moderno possiede uno sviluppo cognitivo superiore \u2013 dovuto all\u2019intelligenza nozionistica o \u201ccristallizzata\u201d \u2013 sul piano delle capacit\u00e0 logiche innate (intelligenza \u201cfluida\u201d), il \u201cprimitivo\u201d possiede le stesse potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Al contrario, le differenze devono essere ricercate nella sfera emotiva ed intuitiva, giacch\u00e9 la vita moderna atrofizza quelle qualit\u00e0 indispensabili per sopravvivere nella foresta o nella steppa.<\/p>\n<p>La condizione moderna \u2013 lungi dal risuonare l\u2019ultimo squillo di una marcia trionfale \u2013 \u00e8 piuttosto una zoppia, una menomazione irreversibile, cui l\u2019apparato cerca invano di rimediare con la diffusione di mondi cibernetici e virtuali. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Plutarco \u00e8 stato il primo a cadere nell\u2019equivoco etnocentrico, quando scrive che gli egizi attribuendo le piante ad un dono degli dei hanno finito per confondere gli uni con le altre. In particolare le ultime generazioni sarebbero incorse in un equivoco verbale, confondendo il nome divino associato alla pianta e finendo con l\u2019adorare quest\u2019ultima. 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