{"id":1909,"date":"2006-10-28T00:00:33","date_gmt":"2006-10-27T22:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1909"},"modified":"2023-10-01T00:58:01","modified_gmt":"2023-09-30T22:58:01","slug":"i-riti-agrari-parte1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1909","title":{"rendered":"I Riti Agrari &#8211; parte1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Nei riti della vegetazione possiamo rinvenire il tentativo strutturale di umanizzare una Natura originariamente esperita come ostile nella sua inalienabile alterit\u00e0.<br \/>\nIl \u201cprimitivo\u201d proietta nell\u2019ambiente circostante \u2013 nelle rocce, nelle piante e negli animali \u2013 il senso riposto della propria esperienza e del proprio destino, alla stregua di un\u2019autentica tecnica primordiale per fronteggiare quella stessa \u201cansia di disintegrazione\u201d che De Martino ribattezza come \u201ccrisi della presenza\u201d.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>I Riti Agrari<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"46%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20324%20217'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/agricoltura.jpg\" width=\"324\" height=\"217\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/agricoltura.jpg\" width=\"324\" height=\"217\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"54%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Nei riti della vegetazione possiamo rinvenire il tentativo strutturale di umanizzare una Natura originariamente esperita come ostile nella sua inalienabile alterit\u00e0.<\/p>\n<p>Il \u201cprimitivo\u201d proietta nell\u2019ambiente circostante \u2013 nelle rocce, nelle piante e negli animali \u2013 il senso riposto della propria esperienza e del proprio destino, alla stregua di un\u2019autentica tecnica primordiale per fronteggiare quella stessa \u201cansia di disintegrazione\u201d che De Martino ribattezza come \u201ccrisi della presenza\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Cercando di conferire un ordine ed un significato al proprio humus, l\u2019uomo si salva dall\u2019angoscia lacerante di essere estraneo a se stesso: in fondo la letteratura, la filosofia e l\u2019arte che altro sono, se non dei tentativi di rintracciare il senso dell\u2019Io di fronte al Mondo?<\/p>\n<p>Kafka salv\u00f2 il suo traballante equilibrio mentale attraverso la descrizione dei suoi universi allucinati; in maniera non troppo difforme anche il \u201cprimitivo\u201d costruisce senso antropomorfizzando la Natura. La Madre Terra non soltanto abbandona la sua intangibile alterit\u00e0 per assumere comportamenti aperti all\u2019offerta di significato, ma consente anche di <em>cosmicizzare <\/em> le stesse attitudini umane, elaborando \u2013 dall\u2019interno di una dimensione feroce ed arcaica \u2013 il gioco delle corrispondenze macro-microcosmiche tramandate successivamente dall\u2019ermetismo neoalessandrino.<\/p>\n<p>Per gli indios Warao del Delta dell\u2019Orinoco nel Nord America, la produzione di cesti ha avuto origine, in <em>illo tempore, <\/em>da un atto primordiale. La pianta usata per la fabbricazione dei canestri deriva dal sacrificio originario di un Dema, il quale, immolandosi, ha trasformato il suo corpo nella pianta <em>ittiriti<\/em>. In Indocina, il riso in fiore \u00e8 equiparato al corpo incinta di una giovane donna, mentre a Giava nei campi di riso, una coppia si unisce in un rito della fertilit\u00e0. Secondo la medesima costellazione simbolica incentrata sulla fertilit\u00e0 dei campi e la sessualit\u00e0 umana, la vita e la morte, l\u2019immolazione e la rigenerazione, gli Ewe dell\u2019Africa consacrano le loro giovinette al dio Pitone.<\/p>\n<p>La Natura antropomorfica pretende che gli uomini coordino le loro attivit\u00e0 con il suo ritmo ciclico, per questo i riti agrari terminavano sovente in sacrifici cruenti, dove la vittima prescelta poteva essere un animale o un essere umano. La morte fisica simboleggia la fine di una stagione, cos\u00ec come il nascituro l\u2019avvento di quella nuova: riti di passaggio che devono essere suggellati con il sangue delle vittime e la fecondit\u00e0 dei giovani amanti.<\/p>\n<p>Questo radicamento della Terra nel sangue e nello sperma, in eros e thanatos, segna anche la distanza dal Cielo. Mentre quest\u2019ultimo diventa sempre pi\u00f9 trascendente rispetto al tempo ed alla materia, acquistando connotazioni simboliche che richiamano la distanza, l\u2019altezza, l\u2019elevazione spirituale e la sovranit\u00e0 assoluta, la Terra non pu\u00f2 prescindere dal ritmo che contrassegna l\u2019alternarsi delle stagioni. La Terra segna il trionfo del tempo e della materia: non a caso la Caduta dall\u2019Eden segna la mortalit\u00e0 dell\u2019uomo e la sua condanna al lavoro fisico. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei riti della vegetazione possiamo rinvenire il tentativo strutturale di umanizzare una Natura originariamente esperita come ostile nella sua inalienabile alterit\u00e0. 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