{"id":1913,"date":"2006-10-24T18:23:33","date_gmt":"2006-10-24T16:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1913"},"modified":"2023-10-16T19:22:57","modified_gmt":"2023-10-16T17:22:57","slug":"perche-gli-dei-ritornano-parte-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1913","title":{"rendered":"Perch\u00e8 gli dei ritornano \u2013 Parte 3"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>Malia della Grande Madre<\/strong><\/p>\n<p>Se gli archetipi sono universali, variegata \u00e8 la loro manifestazione nelle diverse culture. Un popolo di cacciatori-raccoglitori non vive come un popolo di agricoltori. Presso gli agricoltori, l\u2019archetipo della Grande Madre si esprime nel culto della Madre Terra, signora della vegetazione e dell\u2019agricoltura. Presso i cacciatori-raccoglitori nel culto della Signora degli animali, cui il cacciatore lascia nel bosco un\u2019offerta primiziale, una parte del raccolto o una singola preda, come ringraziamento.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Perch\u00e8 gli dei ritornano \u2013 Parte 3<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Malia della Grande Madre<\/h4>\n<p>Se gli archetipi sono universali, variegata \u00e8 la loro manifestazione nelle diverse culture. Un popolo di cacciatori-raccoglitori non vive come un popolo di agricoltori. Presso gli agricoltori, l\u2019archetipo della Grande Madre si esprime nel culto della Madre Terra, signora della vegetazione e dell\u2019agricoltura. Presso i cacciatori-raccoglitori nel culto della Signora degli animali, cui il cacciatore lascia nel bosco un\u2019offerta primiziale, una parte del raccolto o una singola preda, come ringraziamento.<\/p>\n<p>Un\u2019importante chiave di lettura sulla genesi del monoteismo, deve essere ricercata nell\u2019interrelazione tra i popoli e l\u2019ambiente. Per gli indoeuropei, germani, celti, slavi, arii, ecc. che vivevano immersi in un ambiente naturale ricco di foreste, paludi, e corsi d\u2019acqua, era naturale identificare i luoghi naturali con molteplici divinit\u00e0, specialmente femminili. Mentre i nomadi del deserto erano portati ad idealizzare un modello patriarcale, dominato da un singolo capotrib\u00f9 maschio, dotato di potere assoluto sui sudditi. Lo stesso culto di Iside si \u00e8 diffuso pi\u00f9 velocemente tra le genti contadine, perch\u00e9 la donna \u00e8 tradizionalmente dedita alle piante e richiama l\u2019idea della fertilit\u00e0 universale.<\/p>\n<p>Al contrario, tra i semiti del deserto, popoli di pastori dove predominava l\u2019allevamento del bestiame, la donna \u00e8 sempre stata socialmente poco rilevante. L\u2019importanza dell\u2019archetipo femminile religioso deve essere ricercato nella scoperta dell\u2019agricoltura e nella coltivazione delle piante; o, comunque, nella vicinanza di importanti corsi d\u2019acqua, come il Nilo, ad esempio.<\/p>\n<p>Tra le civilt\u00e0 cosiddette \u201cprimitive\u201d, sono quelle appartenenti al gruppo dei \u201ccoltivatori\u201d a testimoniare una posizione femminile socialmente elevata: per esempio, gli Ao-Naga della pianura di Assam (India). Tuttavia, queste considerazioni diffuse dagli studi di geografia religiosa non inficiano l\u2019idea bachofeniana che all\u2019origine di tutte le civilt\u00e0, compresa quella semitica, vi sia il matriarcato ed il culto della Dea. Campbell dimostra benissimo come le religioni del Padre, rimangono chiuse all\u2019interno di schematismi prevalentemente dualistici (il Bene\/il Male, il Sole\/le Tenebre, il Maschile\/il Femminile, il Vero\/il Falso, ecc.), mentre le religioni della Madre considerano le coppie d\u2019opposti come semplici aspetti complementari della realt\u00e0, da ricondurre ad unit\u00e0. <a name=\"1\"><\/a>In questo senso, mentre nella spiritualit\u00e0 solare-maschile il Sole esclude le Ombre, in quella Lunare Luce e Ombre sono complementari e sussistono simultaneamente [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]<\/p>\n<p>La Grande Madre \u00e8 un archetipo religioso che simboleggia il ciclo della Natura, quindi la Vita, che crea-per-distruggere e distrugge-per-creare. Originariamente nelle civilt\u00e0 agricole arcaiche o \u201cprimitive\u201d, il culto della Grande Madre (Mater Natura) si diffonde con la scoperta delle piante alimentari.<\/p>\n<p>Si dovrebbe introdurre una prima distinzione tra i popoli cacciatori-raccoglitori, i popoli che praticano la pastorizia e quelli che conoscono l\u2019agricoltura (anche se a livello \u201cprimitivo\u201d: non certamente la cereocultura o l\u2019uso dell\u2019aratro). Per la mentalit\u00e0 \u201cprimitiva\u201d era strabiliante che dal suolo sorgessero le piante alimentari, dopo aver seminato. Questo \u201cevento\u201d fu messo in connessione con l\u2019alternarsi periodico delle stagioni e con la fertilit\u00e0 della donna. Sia perch\u00e9 il grembo femminile come la Terra partorisce i suoi frutti, sia perch\u00e9, probabilmente, la donna \u00e8 stata la prima a prendersi cura delle piante, mentre l\u2019uomo si dedicava alla caccia ed alla guerra.<\/p>\n<p>A questa importante serie di nessi simbolici, Terra\/Natura\/Stagioni\/Donna\/ciclo mestruale, si aggiunse anche il simbolismo lunare.<\/p>\n<p>La Luna simboleggia l\u2019eterno ritorno del divenire, la ciclicit\u00e0 dell\u2019Anno e del Cosmo, in quanto, a differenza dell\u2019astro solare, si trasforma evolvendosi nel cerchio perenne del tempo.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Al potere della Grande Madre erano associati regimi matriarcali [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>], come per esempio quello della civilt\u00e0 minoica, prima della conquista dell\u2019Ellade da parte degli Achei, adoratori del montone e del solare (ma anche lunare) Apollo. Cibele in Frigia, Iside in Egitto, Astarte in Fenicia, Inanna nella civilt\u00e0 sumera, Rea a Creta, Ecate dea degli inferi preellenica, ecc, sono tutte Grandi Madri. Naturalmente tra gli dei indoariani non si deve dimenticare Kal\u00ec la nera: forse la dea che pi\u00f9 di tutte, danzando sopra una piramide di teschi ed indossando una collana di mani, racchiude il significato profondo della Natura che genera-per-distruggere, ma sa proteggere i suoi figli.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>Dunque, un parallelismo tra l\u2019elemento tenebroso\/terribile\/distruttivo e quello materno\/protettivo\/generatore. Femmina sanguinaria ma al contempo, materna; assassina e, nello stesso tempo, madre: <em>\u00abventre fertile e tomba del mondo\u00bb<\/em>. [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]<\/p>\n<p>Nel <em>tantrismo shivaita<\/em>, l\u2019aspetto femminile rappresentato da Shakti \u00e8 pi\u00f9 importante di quello maschile. Shakti \u00e8 la manifestazione della potenza di Shiva. La lezione tantrica supera il dualismo gnostico-manicheo, per il quale la realt\u00e0 \u00e8 essenzialmente dicotomica. <a name=\"4\"><\/a>La lezione della Grande Madre \u00e8 in fondo questa: Kal\u00ec con la destra porge doni e con la sinistra cinge una spada [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>]. Circolarit\u00e0 dell\u2019essere articolata in una forma di sacralit\u00e0 dove il Sublime non \u00e8 contrapposto, ma speculare al Terribile, la noesis alla carne, la contemplazione al sangue ed alla violenza. <a name=\"5\"><\/a>Un tipo di metafisica che si trova anche presso gli Aztechi (anche se gli Inquisitori cristiani non avevano niente da invidiare a questi, sotto il profilo della crudelt\u00e0 e dell\u2019efferatezza). Un tipo di analisi simile \u00e8 proposta anche da R. Girard con i suoi studi sullo <em>scapegoat <\/em>[<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>].<\/p>\n<h4>Conclusione<\/h4>\n<p>La mancata armonia dei contrari \u00e8 peculiare al Cristianesimo post-paolino, che ha trionfato nel corso della storia e ha realizzato l\u2019apogeo del suo trionfo, con la persecuzione dei Quietisti alla fine del XVII secolo. La grande tradizione della mistica renano-fiamminga, che affonda le sue radici nel pensiero greco e che si estende fino al Quietismo francese, era in grado di superare qualunque apparente difficolt\u00e0 teoretica derivata dall\u2019impianto speculativo dualistico, basilare all\u2019elaborazione dottrinale della Chiesa Cattolica Romana. Ma la mistica dell\u2019essenza fu perseguitata e sconfitta dalla teocrazia sacerdotale. Il dualismo fondamentale \u00e8, dunque, rimasto irrisolto e latente, pronto a tornare in superficie alle prime crepe sul muro dell\u2019ortodossia religiosa.<\/p>\n<p><a name=\"6\"><\/a>Il ritorno degli dei non \u00e8 altro che il ritorno del \u201cperturbante\u201d freudiano, il conflitto rimosso. Sta alla teologia contemporanea risolvere il conflitto psichico e religioso tra l\u2019Io e l\u2019Ombra, tra la Luce e le Tenebre, che tanti danni ha provocato nell\u2019Immaginario religioso collettivo [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>]. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Cfr. <strong>J. Campbell <\/strong>, <em>Mitologia occidentale, <\/em>Mondadori, Milano 1992 p. 35. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. Non tutti gli storici delle religioni concordano sulla plausibilit\u00e0 di un matriarcato primordiale, teoria propugnata per la prima volta da Bachofen. Tra i principali teorici del matriarcato primordiale troviamo il celebre studioso di mitologia comparata americana, J. Campbell. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Cfr. <strong>J. Campbell <\/strong>, <em>Mitologia occidentale, <\/em>Mondadori, Milano 1992 p. 35 (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Cfr. <em>Ibid <\/em>. p. 35. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Cfr. <strong>R. Girard, <\/strong><em>Il capro espiatorio<\/em>, Adelphi, Milano 1987. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Caso tipico di questa drammatizzazione epilettica del conflitto dei contrari \u00e8 la celebre vicenda delle indemoniate del convento di Loudun. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><strong>__________<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<h4>Bibliografia<\/h4>\n<p>\u2022 W. Mogge, <em>I Wanderv\u00f6gel: una generazione perduta. Immagini di un movimento nella Germania prenazista<\/em>, ed. Socrates, Roma 1999.<\/p>\n<p>\u2022 N. G. Clarke, <em>Le radici occulte del nazismo<\/em>, SugarCo edizioni, Varese 1992.<\/p>\n<p>\u2022 M. Eliade, <em>Enciclopedia delle religioni<\/em>, vol. 1, Marzorati, Jaca Book, Milano, 1993.<\/p>\n<p>\u2022 F. Nietzsche, <em>Genealogia della morale<\/em>, Adelphi, Milano, 1990.<\/p>\n<p>\u2022 Brelich, <em>Introduzione alla storia delle religioni<\/em>, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Pisa-Roma, 1995.<\/p>\n<p>\u2022 N. Turchi, <em>Storia delle Religioni<\/em>, vol. I, Sansoni, Firenze, 1954<\/p>\n<p>\u2022 H. Zimmer, <em>Filosofie e Religioni dell\u2019India<\/em>, Mondadori, Milano 2001.<\/p>\n<p>\u2022 S. Weil, <em>L\u2019Iliade poema della forza <\/em>in <em>La Grecia e le intuizioni precristiane<\/em>, Borla, Torino 1967.<\/p>\n<p>\u2022 S. Weil, <em>La pesanteur et la gr\u00e2ce<\/em>, Plon, Paris 1948.<\/p>\n<p>\u2022 Enciclopedia delle Religioni, <em>La religione dei Greci, <\/em>Garzanti, Milano 1991.<\/p>\n<p>\u2022 F. Nietzsche, <em>La nascita della tragedia<\/em>, Universale Laterza, Roma-Bari 1989.<\/p>\n<p>\u2022 G. Colli, <em>La sapienza greca<\/em>, Adelphi, Milano, 1987.<\/p>\n<p>\u2022 J. Campbell, <em>Mitologia occidentale<\/em>, Mondadori, Milano 1992.<\/p>\n<p>\u2022 F. Dimitri, <em>Neopaganesimo<\/em>, Castelvecchi, Roma 2005.<\/p>\n<p>\u2022 R. Girard, <em>Il capro espiatorio<\/em>, Adelphi, Milano 1987.<\/p>\n<p>\u2022 M. Eliade, <em>Il sacro ed il profano, <\/em> Bollati Boringhieri, Torino 1984.<\/p>\n<p>\u2022 M. Eliade, <em>Enciclopedia delle religioni<\/em>, vol. 1, p. 236, Marzorati, Jaca Book, Milano, 1993.<\/p>\n<p>\u2022 Faivre<em>, Acc\u00e8s de l\u2019\u00e9sot\u00e9risme occidental, <\/em>vol. II, Gallimard, Paris 1996.<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malia della Grande Madre Se gli archetipi sono universali, variegata \u00e8 la loro manifestazione nelle diverse culture. Un popolo di cacciatori-raccoglitori non vive come un popolo di agricoltori. 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