{"id":1916,"date":"2006-10-21T00:00:33","date_gmt":"2006-10-20T22:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1916"},"modified":"2023-11-04T12:56:37","modified_gmt":"2023-11-04T11:56:37","slug":"teologia-degli-antichi-sacerdoti-catari-parte-9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1916","title":{"rendered":"Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 9"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>I simboli della fede cristiana<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl Credo\u201d, simbolo per eccellenza della fede cristiana, viene proposto nel catechismo cattolico con articoli tanto evidenti da rendere superfluo ogni approfondimento.<br \/>\nNel battesimo non si chiede l\u2019adesione alle rivelazioni divine, come avveniva presso i Catari con l\u2019imposizione del IV Vangelo, perch\u00e8 a questo \u201cdocumento\u201d ha creato non pochi problemi nella Chiesa cattolica. In sostanza, il credo di Ges\u00f9 \u00e8 reso in termini tanto mondani da metterne in ombra la dimensione animica e divina.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 9<\/h3>\n<p align=\"left\">di Luigi G. Navigatore<br \/>\na cura di Athos A. Altomonte<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>I simboli della fede cristiana<\/h4>\n<p>\u201cIl Credo\u201d, simbolo per eccellenza della fede cristiana, viene proposto nel catechismo cattolico con articoli tanto evidenti da rendere superfluo ogni approfondimento.<\/p>\n<p>Nel battesimo non si chiede l\u2019adesione alle rivelazioni divine, come avveniva presso i Catari con l\u2019imposizione del IV Vangelo, perch\u00e8 a questo \u201cdocumento\u201d ha creato non pochi problemi nella Chiesa cattolica. In sostanza, il credo di Ges\u00f9 \u00e8 reso in termini tanto mondani da metterne in ombra la dimensione animica e divina. Il Credo liturgico propone come verit\u00e0 che Ges\u00f9 \u201cfu crocifisso sotto Ponzio Pilato, mor\u00ec e fu sepolto, discese agli inferi e il terzo giorno \u00e8 resuscitato per salire in cielo, dove siede alla destra del Padre\u201d.<\/p>\n<p>Il primo articolo di fede viene attestato al sacerdote Rufino di Aquileia (404), speculare a quello contenuto nella Apologia di Marcello vescovo di Ancira (Cappadocia) del 340; il testo di Rufino \u00e8 considerato importantissimo perch\u00e9 coincidente con l\u2019antico \u201cCredo Romano\u201d in lingua latina, che una tradizione voleva fosse stato scritto dai 12 apostoli. Il secondo articolo, quello della \u201cdiscesa agli inferi\u201d \u00e8 attestato nella Formula di Sirmio.<\/p>\n<p>Chi ha scritto i testi era ben consapevole che i <em>sommari <\/em> sono utili per coloro che gi\u00e0 conoscono la materia, ma del tutto negativi per chi solo da essi deve apprendere la sapienza. Perch\u00e9 prestare fede ad un sommario quando si dispone del testo originale? Ancora oggi, dopo duemila anni, continuare a motivare dicendo che alla massa competono i sommari, pi\u00f9 che una giustificazione costituisce una condanna per la Chiesa docente.<\/p>\n<p>Se da un lato la ragione teologica che ha indotto la Chiesa a costruire formule di fede consisteva nell\u2019impedire che la <em>storicit\u00e0 <\/em>di Ges\u00f9 oscurasse la figura del Cristo Eucaristia; dall\u2019altra parte sembra incredibile che uomini di fede si siano sbranati a vicenda, non gi\u00e0 sull\u2019esegesi dei testi sacri, ma sulle loro formulazioni di verit\u00e0 concepite da quei testi.<\/p>\n<p>Nelle \u201cgiostre oratorie\u201d del Mezzogiorno di Francia, i sacerdoti si scontrarono su ci\u00f2 che stava dietro le formule. In pratica, lo scontro era sul come dedurre il Cristo dalla scrittura e sulla opportunit\u00e0, per i sacerdoti catari, di non formulare soltanto il Credo che avrebbe ingessato il fedele ad interpretazioni che avrebbero circoscritto la fede alla sola persona storica di Ges\u00f9; che cio\u00e8 egli venisse inteso solamente come fondatore di una religione (fra le tante) e come soggetto che aveva goduto (lui solo) di un regime corporale, animico e divino del tutto speciale.<\/p>\n<p>Un esempio eclatante sono le parole che fanno capo alla \u201cResurrezione\u201d: Egli \u00e8 risorto. Questo vocabolo sottrae alla meditazione di un articolato di rivelazioni, che gli evangelisti hanno affidato a termini diversi, che intendono come significato quello di \u201csvegliare\u201d, e \u201ccollocarsi in alto\u201d [egheiro e anistemi]. Cos\u00ec, ci\u00f2 che noi intendiamo vagamente per \u201crisorgere\u201d non trova un vocabolo corrispondente nei vangeli originari e, di conseguenza, si invita a credere ad una dubbia parola umana, proprio mentre si invita il fedele a leggere ed approfondire la Sacra Scrittura.<\/p>\n<p>Questi dibattiti, in oggetto al tempo dei catari, non rimasero sotterranei; ma per gli \u201cabilitati\u201d dalla Chiesa erano \u2026 perle date ai porci.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 posto, anticipando in parte quanto verr\u00e0 esposto in seguito, per focalizzare la teologia di quegli antichi sacerdoti catari, sarebbe utile considerare ci\u00f2 che loro hanno considerato:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"7%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>1)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"93%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Che oggetto della ricerca \u00e8 sempre e comunque il Cristo, Via della Vita.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>2)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Che la Scrittura non \u00e8 esposta in una parlata materna, ma attraverso un metalinguaggio.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>3)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Che per la plasticit\u00e0 propria del parlare ed ancor pi\u00f9 dello specifico metalinguaggio \u00e8 Polisemica.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>4)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Che le narrazioni hanno valore metaforico, pur senza escludere che i fatti possano essere reali. Che hanno per tema il Cristo e non la storia dell\u2019umanit\u00e0 o di una etnia.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>5)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Che la Verit\u00e0 di fede \u00e8 un mistero mai totalmente conosciuto e quindi ingabbiabile in una struttura concettuale e linguistica umana, ma \u00e8 proteiforme ed a misura di colui al quale va predicata.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>6)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Che ogni ricerca deve partire da quell\u2019unico punto comune costituito dal testo sacro biblico (Antico e Nuovo Testamento) e gli Atti.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>7)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Che l\u2019uomo \u00e8 anticamente un\u2019Anima, ed il suo corpo costituisce la dimensione transitoria dell\u2019anima. La sua storia \u00e8 gestazione dell\u2019anima.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>8)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Che va predicato ci\u00f2 che si crede, nell\u2019 <em>osservanza <\/em> al sensus fidei dei Sacri Testi che predicano il Cammino di Verit\u00e0 mai totalmente conoscibile.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il limite dell\u2019approccio alla Bibbia consiste nella eccessiva storicizzazione del Libro che in pratica viene letto quasi fosse l\u2019epopea dell\u2019intera umanit\u00e0, e poi di una singola anche se fantasmatica etnia. C\u2019\u00e8 quasi un orgoglio luciferino nel considerarla come narrazione di una serie di storie umane, nelle quali si cerca poi di ritrovare un significato di fede. Non a caso interi libri (Levitico e Numeri) sono solennemente dichiarati \u201cParola di Dio\u201d, ma in pratica risultano totalmente emarginati.<\/p>\n<p>Tutta la Rivelazione (Antico e Nuovo Testamento) aveva una forte caratterizzazione esoterica; gli accademici che la studiano conoscono bene questo fenomeno, ma in pratica ne prescindono, preferendo considerare il testo sacro alla stregua di un qualsiasi documento laico. Cos\u00ec \u00e8 stato relegato nel limbo delle curiosit\u00e0 l\u2019amore degli agiografi e poi dei Padri per la gematria*, la isopsefia**, la metafora, il simbolo, e si riconosce un valore quasi nullo alla meditazione del Talmud e della Kabbalah.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* <strong>Gematria <\/strong> \u2013 (o gimatr\u00e9yah) Sistema criptico nel quale ogni lettera dell\u2019 alfabeto <strong><em>ebraico<\/em><\/strong> indica un numero; dunque ciascuna parola della Bibbia ha un proprio valore numerico, dato dalla somma dei valori numerici delle lettere che la compongono.<\/p>\n<p>** <strong>Isopsefia <\/strong> &#8211; Quando due o pi\u00f9 parole hanno identico valore numerico si dicono \u201cisopsefiche\u201d; l\u2019\u201cisopsefia\u201d accomuna parole di significato diverso. Il termine deriva da Psefia che \u00e8 un sistema abbreviativo criptico basato sui valori numerici delle lettere dell\u2019alfabeto <strong><em>greco<\/em><\/strong>. Accanto alle abbreviazioni, comuni alle scritture delle due lingue greca e latina, la sola lingua greca adott\u00f2 un altro tipo di abbreviazione, basata sulla propriet\u00e0 delle lettere di quell\u2019alfabeto di essere impiegate come numeri. Questo sistema (una specie di criptogramma che esprimeva lo stesso concetto della parola) non incontr\u00f2 grande favore presso i primi cristiani per via delle oscurit\u00e0 cui dava luogo.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Il sacerdote antico (ed <em>anziano <\/em>) che conosceva bene questa struttura, sapeva di doversi sganciare dalla fattualit\u00e0 che connota la superficie del testo, per evidenziarne all\u2019ascoltatore il nascosto o \u201cmisterioso\u201d contenuto; consapevole del metodo esegetico della scuola di Alessandria, conosciuto anche dai Padri.<\/p>\n<p>Per i Dotti Abilitati, frastornati dalla singolarit\u00e0, per non dire stranezza, delle conclusioni dei Padri (figurarsi degli antichi sacerdoti), il loro procedere viene considerato come una germinazione mentale confinante con la fantasia. Non sembravano rendersi conto che cos\u00ec facendo proiettavano sul passato (e avrebbero proiettato nel futuro) la mentalit\u00e0 da topi di biblioteca, studiosi cio\u00e8 adusi a trattare con testi ingessati e morti nella loro esposizione letteraria.<\/p>\n<p>Oltretutto la conclusione secondo cui i Padri condivano i testi sacri con la fantasia, non suggerisce un modo per andare oltre la vantata storicit\u00e0 dei testi. Se le narrazioni bibliche sono <em>storia <\/em> (per altro carica di dubbi ed incertezze) resta il problema di come trarre da questi <em>fatti <\/em> un messaggio divino.<\/p>\n<p>Gli attuali Dottori della Legge, ignorando l\u2019articolazione del metodo esegetico, hanno allora adottato dei procedimenti letterari derivanti dalla filologia laica, e li hanno direttamente applicati al testo sacro. Queste metodiche sono allora diventate subdoli strumenti che consentono una libera interpretazione, dissimulata sotto il manto di un procedere \u201cscientifico\u201d. Sostanzialmente i generi letterari dipendono infatti da chi li utilizza.<\/p>\n<p>Per fare un esempio: non \u00e8 comprensibile perch\u00e8 si debba riconoscere valore mitico alla storia di Adamo e non anche al Decalogo. Poco si riflette sul fatto che il genere letterario \u00e8 una specie di cavallo di Troia, che consente al Dottore della Legge di farsi giudice del valore e del significato dei testi. In questo modo sono loro a fissare il contenuto di ci\u00f2 che viene riconosciuto come Parola di Dio.<\/p>\n<p>In altre parole se, per lo storico che vuol comprendere il significato di eventi passati, il presupposto ineliminabile \u00e8 la determinazione del contesto storico. Per il teologo ed il sacerdote la posizione si inverte: egli deve esaminare e precisare il contesto nel quale sta predicando e attribuire un valore solo marginale a quello (sempre dubbio) nel quale si form\u00f2 il Libro.<\/p>\n<p>La Bibbia dovrebbe bastare a se stessa, e non va riconosciuto un peso determinante al momento della sua redazione. \u00c8 inconcepibile una Rivelazione che si porti a rimorchio la Biblioteca di Alessandria.<\/p>\n<p>Proviamo a spiegarci con un esempio: se per comprendere l\u2019assassinio di Aldo Moro \u00e8 imprescindibile fare chiarezza su quel periodo storico politico, \u00e8 insignificante per il teorema di Pitagora conoscere ed analizzare il mondo in cui visse ed oper\u00f2 Pitagora.<\/p>\n<p>Il teorema, come la Bibbia, predica direttamente tutto se stesso.<\/p>\n<p>Nel ripercorrere le interpretazioni, con particolare riferimento al IV Vangelo, che hanno guidato gli antichi sacerdoti, \u00e8 bene innanzitutto precisare due aspetti fondamentali per una corretta prosecuzione:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"7%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>1)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"93%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Nel linguaggio sacro, che \u00e8 metalinguaggio ieratico, la narrazione di eventi si trasforma in proiezione di un modello astratto. Proprio mentre fanno \u201ccronaca\u201d, gli Evangelisti costruiscono forme puramente letterarie, libere da connotazioni spazio-temporali (storicit\u00e0); sagome letterarie capaci di articolare un complesso e sotterraneo discorso teologico. Ed \u00e8 cos\u00ec che molti percorsi teologici si nascondono al di sotto della narrazione.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<div align=\"justify\">\n<p>2)<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>In questa ottica, nessuna opera \u00e8 stata mai tesa a dimostrare che Giuda e non Giovanni era il <em>discepolo amato<\/em>; ma la \u201csagoma\u201d di Giuda dovr\u00e0 pur avere una sua valenza teologica nei racconti Evangelici, per cui nessun a opera e nessun operatore avrebbe mai perso il proprio tempo a trattare di un personaggio, gi\u00e0 abbondantemente utilizzato come bersaglio per un tiro a segno teologico ed unico abitante dell\u2019Inferno. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I simboli della fede cristiana \u201cIl Credo\u201d, simbolo per eccellenza della fede cristiana, viene proposto nel catechismo cattolico con articoli tanto evidenti da rendere superfluo ogni approfondimento. Nel battesimo non si chiede l\u2019adesione alle rivelazioni divine, come avveniva presso i Catari con l\u2019imposizione del IV Vangelo, perch\u00e8 a questo \u201cdocumento\u201d ha creato non pochi problemi nella Chiesa cattolica. In sostanza, il credo di Ges\u00f9 \u00e8 reso in termini tanto mondani da metterne in ombra la dimensione animica e divina. 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