{"id":1924,"date":"2006-10-12T18:59:33","date_gmt":"2006-10-12T16:59:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1924"},"modified":"2023-09-18T17:14:53","modified_gmt":"2023-09-18T15:14:53","slug":"vangelo-di-tommaso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1924","title":{"rendered":"Vangelo di Tommaso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=75\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Studi Biblici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Studi Biblici\" src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Racconti di Tommaso filosofo israelita sull&#8217;infanzia del Signore<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Vangelo di Tommaso<\/h3>\n<p align=\"left\">a cura di Adriano Nardi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Racconti di Tommaso filosofo israelita sull\u2019infanzia del Signore<\/h4>\n<p>(Testo greco \u201cA\u201d)<\/p>\n<h4>I<\/h4>\n<p>1. Io, Tomaso israelita, ho ritenuto necessario far conoscere a tutti i fratelli venuti dal gentilesimo i fatti dell\u2019infanzia e le gesta del Signore nostro Ges\u00f9 compiute in questa nostra regione ove \u00e8 nato. Il principio \u00e8 come segue.<\/p>\n<h4>II &#8211; Ges\u00f9 e i passeri.<\/h4>\n<p>1. All\u2019et\u00e0 di cinque anni questo ragazzo stava giocando sul greto di un torrente: raccoglieva in fosse le acque che scorrevano e subito le rendeva limpide comandandole con la sola sua parola. Impastando argilla molle, fece dodici passeri. Quando fece questo era un giorno di sabato. C\u2019erano pure tanti ragazzi che giocavano con lui.<\/p>\n<p>2. Un ebreo vedendo quanto faceva Ges\u00f9 giocando di sabato, and\u00f2 subito a riferirlo a suo padre Giuseppe: \u201cGuarda che tuo figlio \u00e8 al ruscello; ha preso dell\u2019argilla e ne ha formato dodici uccellini, profanando il sabato\u201d.<\/p>\n<p>3. Giuseppe, recatosi sul posto, vide e lo sgrid\u00f2 dicendo: \u201cPerch\u00e9 di sabato hai fatto queste cose che non \u00e8 lecito fare?\u201d. Ma Ges\u00f9, battendo le mani, grid\u00f2 ai passeri dicendo loro: \u201cAndate!\u201d. E i passeri se ne volarono via cinguettando.<\/p>\n<p>4. A questa vista, gli ebrei, presi da stupore, andarono a raccontare ai loro capi quanto avevano visto fare da Ges\u00f9.<\/p>\n<h4>III &#8211; Ges\u00f9 e il figlio di Anna.<\/h4>\n<p>1. Era l\u00ec presente con Giuseppe il figlio dello scriba Anna, e preso un ramo di salice, faceva scorrere via le acque raccolte da Ges\u00f9.<\/p>\n<p>2. Quando Ges\u00f9 vide ci\u00f2 che accadeva, sdegnato gli disse: \u201cMalvagio, empio e insensato! Che fastidio ti davano le fosse e le acque? Ecco, ora anche tu seccherai come un albero e non porterai n\u00e9 foglie, n\u00e9 radici, n\u00e9 frutto\u201d.*<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* Nei Vangeli canonici (Mc.XI 12-14; Mt. XXI 18-19) la maledizione del fico.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>3. Subito quel ragazzo si secc\u00f2 tutto. Mentre Ges\u00f9 se ne and\u00f2 a casa di Giuseppe. I genitori del (ragazzo) disseccato presero su il figlio piangendo la sua tenera et\u00e0; lo portarono da Giuseppe e lo rimproveravano: \u201cPerch\u00e9 hai un figlio che fa tali cose?\u201d.<\/p>\n<h4>IV &#8211; Ges\u00f9 urtato da un ragazzo.<\/h4>\n<p>1. Un\u2019altra volta camminava per il villaggio, quando un ragazzo, correndo, and\u00f2 ad urtare contro la sua spalla. Ges\u00f9, irritato, gli disse: \u201cNon proseguirai la tua strada!\u201d. E subito cadde morto. Ma alcuni, vedendo ci\u00f2 che accadeva, dissero: \u201cDa dove viene questo ragazzo, che ogni sua parola \u00e8 un fatto compiuto?\u201d.<\/p>\n<p>2. I genitori del morto, andati da Giuseppe, lo biasimavano dicendo: \u201cTu che hai un simile ragazzo, non puoi abitare nel villaggio con noi; a meno che tu gli insegni a benedire e a non maledire. Egli, infatti, fa morire i nostri ragazzi\u201d.<\/p>\n<h4>V<\/h4>\n<p>1. Giuseppe, chiamato il ragazzo in disparte, lo ammoniva dicendo: \u201cPerch\u00e9 fai tali cose? Costoro ne soffrono, ci odiano e perseguitano\u201d. Ges\u00f9 rispose: \u201cIo so che queste tue parole non sono tue. Tuttavia star\u00f2 zitto per riguardo a te; ma quelli riceveranno la loro punizione\u201d. E subito gli accusatori divennero ciechi.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* (Gi.XII 39-40) Ma in Giovanni, l\u2019accecamento degli increduli \u00e8 soltanto metaforico.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>2. Quanti videro questo, si spaventarono molto, restarono perplessi, e dicevano a proposito di lui, che ogni parola che pronunciava, buona o cattiva che fosse, era un fatto compiuto. E divenne una meraviglia. Vedendo che Ges\u00f9 aveva fatto una tale cosa, Giuseppe si alz\u00f2, gli prese l\u2019orecchio e glielo tir\u00f2 forte.<\/p>\n<p>3. Il ragazzo allora si adir\u00f2 e gli disse: \u201c\u00c8 gi\u00e0 abbastanza per te cercare e non trovare! Veramente non hai agito in modo sensato. Non sai che non sono tuo figlio? Non farmi del male!\u201d.<\/p>\n<h4>VI &#8211; Ges\u00f9 e il primo maestro.<\/h4>\n<p>1. Un rabbino di nome Zaccheo, trovandosi da quelle parti, ud\u00ec Ges\u00f9 che diceva queste parole a suo padre e si meravigli\u00f2 grandemente che, bambino com\u2019era parlasse in tal modo.<\/p>\n<p>2. E, pochi giorni dopo, si avvicin\u00f2 a Giuseppe e gli disse: \u201cTu hai un ragazzo saggio, dotato di intelligenza. Su, affidalo a me, affinch\u00e9 impari le lettere. Con le lettere, gli insegner\u00f2 ogni scienza, e ad onorare i vecchi e a rispettarli come avi e padri, e ad amare i suoi coetanei\u201d.<\/p>\n<p>3. Gli spieg\u00f2 con grande cura e chiarezza tutte le lettere, dall\u2019alfa fino all\u2019omega. Ma Ges\u00f9, fissando lo sguardo sul rabbino Zaccheo, gli disse: \u201cTu che non sai la natura dell\u2019alfa, come puoi insegnare agli altri la beta? Ipocrita! Se la sai, insegna prima l\u2019alfa, poi ti crederemo quanto alla beta\u201d. Incominci\u00f2 poi a interrogare il maestro sulla prima lettera, ma non gli seppe rispondere.<\/p>\n<p>4. Alla presenza di molti, il ragazzo disse allora a Zaccheo: \u201cAscolta, maestro, la costituzione della prima lettera: osserva come essa ha due linee, unite da un trattino, che tu puoi vedee insieme divergenti e convergenti, che ascendono e che corrono in basso, unite al vertice, tre segni della stessa specie, proporzionati, uniti insieme, di uguale misura: tali sono le linee che ha l\u2019alfa\u201d.<\/p>\n<h4>VII<\/h4>\n<p>1. Quando il maestro ud\u00ec il ragazzo esporre tante e tali allegorie sulla prima lettera, rest\u00f2 sconcertato davanti alla profondit\u00e0 della risposta e dell\u2019insegnamento di lui, e disse ai presenti: \u201cPovero me! Sono stato messo in imbarazzo, io sventurato, procurandomi da me stesso siffatta vergogna, coll\u2019invitare questo bambino.<\/p>\n<p>2. Riprenditelo, dunque, te ne prego, fratello Giuseppe. Non posso sopportare l\u2019austerit\u00e0 del suo sguardo, non so proprio spiegarmi il suo parlare. Questo ragazzo non \u00e8 nato su questa terra: egli pu\u00f2 dominare persino il fuoco! Forse \u00e8 nato prima della creazione del mondo. Quale ventre l\u2019ha portato e quale seno l\u2019ha nutrito? Io non lo so. Povero me, amico mio. Mi fa andare fuori senno. Non posso pi\u00f9 tenere dietro alla sua intelligenza. Mi sono ingannato, io tre volte infelice! Cercavo di avere un discepolo e ho scoperto che avevo un maestro!<\/p>\n<p>3. Penso alla mia vergogna, amici miei, poich\u00e9 vecchio come sono, fui superato da un ragazzo. Non mi resta proprio altro che disperarmi e morire, a causa di questo ragazzo, perch\u00e9 in questo momento non posso guardarlo in faccia. E quando tutti diranno che sono stato superato da un ragazzino, che cosa potr\u00f2 replicare? E che cosa potr\u00f2 dire in merito a quanto mi ha detto sulle linee della prima lettera? Non so, amici, perch\u00e9, di lui, non comprendo n\u00e9\u201a l\u2019inizio n\u00e9\u201a la fine.<\/p>\n<p>4. Ti supplico, dunque, fratello Giuseppe, di ricondurlo a casa tua. Costui, infatti, \u00e8 qualcosa di Grande: o un dio o un angelo o non so come chiamarlo\u201d.<\/p>\n<h4>VIII<\/h4>\n<p>1. Mentre i Giudei consolavano Zaccheo, il ragazzo rise forte, e disse: \u201cOra portino frutto le cose accadute a te e aprano gli occhi quelli che sono cechi di cuore. Io sono venuto dall\u2019alto per maledirli, e a chiamarli alle cose dell\u2019alto, come mi ha ordinato colui che mi ha mandato per cagione vostra\u201d.<\/p>\n<p>2. Quando il ragazzo cess\u00f2 di parlare, tutti coloro che erano caduti sotto la sua maledizione furono subito risanati. Da allora, pi\u00f9 nessuno osava provocarlo, per non essere da lui maledetto e rimanere cieco.<\/p>\n<h4>IX &#8211; Ges\u00f9 gioca sulla terrazza.<\/h4>\n<p>1. Alcuni giorni dopo, mentre Ges\u00f9 giocava sulla terrazza di un tetto, uno dei bambini che giocavano con lui cadde dalla terrazza e mor\u00ec. Vedendo ci\u00f2 tutti gli altri bambini fuggirono e Ges\u00f9 rimase solo.<\/p>\n<p>2. Venuti i genitori del morto, l\u2019accusavano di averlo gettato gi\u00f9&#8230; Ges\u00f9 disse \u2013 Io proprio non l\u2019ho buttato gi\u00f9. Ma quelli lo maltrattavano.<\/p>\n<p>3. Ges\u00f9 allora discese in fretta gi\u00f9 dal tetto, si ferm\u00f2 vicino al cadavere del ragazzo e disse a gran voce: \u201cZenone, (questo era il suo nome) alzati e dimmi: sono io che ti ho gettato gi\u00f9?\u201d. E subito, alzatosi, rispose: \u201cNo Signore, tu non mi hai gettato gi\u00f9, ma mi hai risuscitato\u201d.<\/p>\n<p>I presenti rimasero attoniti, mentre i genitori del ragazzo glorificarono Dio per il segno avvenuto, e adorarono Ges\u00f9.<\/p>\n<h4>X &#8211; Ges\u00f9 e il giovane ferito.<\/h4>\n<p>1. Pochi giorni dopo, un giovane stava spaccando legna nelle vicinanze, quando gli cadde la scure e gli tagli\u00f2 la pianta del piede; perdeva molto sangue ed era sul punto di morire.<\/p>\n<p>2. Essendo sorto un subbuglio e un accorrere di gente, corse l\u00e0 anche il ragazzo Ges\u00f9. Si apr\u00ec di forza un passaggio attraverso la folla, afferr\u00f2 il piede del giovane colpito e subito fu risanato; e disse al giovane: \u201cOra alzati, spacca la legna e ricordati di me\u201d.<\/p>\n<p>Alla vista dell\u2019accaduto, la folla ador\u00f2 il ragazzo e disse: \u201cIn questo ragazzo dimora veramente lo Spirito di Dio\u201d.<\/p>\n<h4>XI &#8211; Ges\u00f9 porta l\u2019acqua nel mantello.<\/h4>\n<p>1. Quando aveva sei anni, sua madre gli diede un\u2019anfora e lo mand\u00f2 ad attingere acqua e portarla a casa. Ma urt\u00f2 tra la folla e ruppe l\u2019anfora.<\/p>\n<p>2. Ges\u00f9 allora spieg\u00f2 il mantello che aveva addosso, lo riemp\u00ec d\u2019acqua e lo port\u00f2 a sua madre.<\/p>\n<p>3. Alla vista del segno che era avvenuto, la madre lo baci\u00f2 e conservava dentro di s\u00e9\u201a i misteri che gli vedeva compiere.<\/p>\n<h4>XII &#8211; Ges\u00f9 semina.<\/h4>\n<p>1. Un\u2019altra volta, al tempo delle semine, il ragazzo usc\u00ec con suo padre a seminare il grano nella terra. Mentre suo padre seminava, anche il ragazzo Ges\u00f9 semin\u00f2 un chicco di grano.<\/p>\n<p>2. Quando andarono a mietere e battere sull\u2019aia, quel chicco fece cento cori; chiam\u00f2 allora sull\u2019aia tutti i poveri del villaggio e regal\u00f2 loro del grano. Il resto del grano fu portato via da Giuseppe. Quando fece questo gesto aveva otto anni.<\/p>\n<h4>XIII &#8211; Ges\u00f9 aiuta il padre.<\/h4>\n<p>1. Suo padre era falegname, e, in quel tempo, faceva aratri e gioghi. Una persona ricca gli ordin\u00f2 di fare un letto. Ma una delle assi, quella detta trasversale, era troppo corta e Giuseppe non sapeva che fare.<\/p>\n<p>Il ragazzo Ges\u00f9 disse allora a suo padre Giuseppe: \u201cMetti per terra le due assi e pareggiale da una delle parti\u201d.<\/p>\n<p>2. Giuseppe fece come gli aveva detto il ragazzo: Ges\u00f9 si pose dall\u2019altra parte, afferr\u00f2 l\u2019asse pi\u00f9 corta e la tir\u00f2 a s\u00e9\u201a rendendola uguale all\u2019altra. A tale vista, suo padre Giuseppe rimase stupito: abbracci\u00f2 il ragazzo e lo baci\u00f2 esclamando: \u201cMe felice, perch\u00e9 Dio mi ha dato questo ragazzo!\u201d.<\/p>\n<h4>XIV &#8211; Ges\u00f9 e il secondo maestro.<\/h4>\n<p>1. Ora, Giuseppe vedendo che il senno e l\u2019et\u00e0 del ragazzo maturavano, decise nuovamente che non dovesse restare ignorante delle lettere e, condottolo da un altro maestro, glielo affid\u00f2.<\/p>\n<p>2. Il maestro disse a Giuseppe: \u201cGli insegner\u00f2 prima le lettere greche e poi quelle ebraiche\u201d. Il maestro, infatti, conosceva la bravura del ragazzo e aveva paura di lui. Ciononostante scrisse l\u2019alfabeto e si occup\u00f2 a lungo di lui con cura; ma Ges\u00f9 non diede mai risposta.<\/p>\n<p>3. Ges\u00f9 gli disse: \u201cSe veramente sei un maestro e sai bene le lettere, dimmi il valore dell\u2019alfa e io ti dir\u00f2 quello della beta\u201d. Ma il maestro si sdegn\u00f2 e lo picchi\u00f2 sulla testa: il ragazzo sent\u00ec dolore e lo maledisse. Subito quello svenne e cadde bocconi a terra.<\/p>\n<p>4. E il ragazzo se ne torn\u00f2 a casa da Giuseppe. Ma Giuseppe ne fu rattristato e ordin\u00f2 a sua madre: \u201cNon lasciarlo uscire fuori della porta, perch\u00e9 tutti quelli che lo irritano, muoiono\u201d.<\/p>\n<h4>XV &#8211; Ges\u00f9 e il terzo maestro.<\/h4>\n<p>1. Di l\u00ec a qualche tempo, un altro precettore che era amico intimo di Giuseppe, gli disse: \u201cConduci il ragazzo alla mia scuola; forse con molta delicatezza mi riuscir\u00e0 di insegnargli le lettere\u201d. Giuseppe gli rispose: \u201cSe non hai alcuna paura, fratello, prendilo con te\u201d. E lo prese con timore grande e preoccupazione, ma il ragazzo lo segu\u00ec volentieri.<\/p>\n<p>2. Entr\u00f2 deciso nella scuola, trov\u00f2 un libro posto sul leggio: lo prese e non lesse le lettere che c\u2019erano, ma apr\u00ec la bocca e parlava ispirato dallo Spirito Santo insegnando la Legge a quelli che gli stavano attorno e l\u2019ascoltavano.<\/p>\n<p>Accorse una grande moltitudine e lo circondava ascoltandolo meravigliata dalla grazia del suo insegnamento, e dalla prontezza delle sue parole, per il fatto che, ragazzo com\u2019era, parlasse in tal modo.<\/p>\n<p>3. Saputolo, Giuseppe ebbe paura e corse alla scuola temendo che anche quel precettore fosse inetto. Ma il precettore disse a Giuseppe: \u201cSappi, fratello, che io ho ricevuto questo ragazzo come uno scolaro, ma egli \u00e8 pieno di grazia e di sapienza. Ed ora ti prego, fratello, riprendilo a casa tua\u201d.<\/p>\n<p>4. All\u2019udire questo, il ragazzo sorrise e gli disse: \u201cSiccome hai parlato rettamente e hai reso una giusta testimonianza, per amore tuo, anche quello che \u00e8 stato colpito, sar\u00e0 risanato\u201d. E subito l\u2019altro precettore fu risanato. E Giuseppe prese il ragazzo e torn\u00f2 a casa sua.<\/p>\n<h4>XVI &#8211; Ges\u00f9 e Giacomo.<\/h4>\n<p>1. Giuseppe invi\u00f2 poi suo figlio Giacomo a raccogliere legna e portarla a casa; e lo segu\u00ec il ragazzo Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Ora mentre Giacomo raccoglieva legna, una vipera gli morse la mano; dolorante, era in procinto di morire, quando gli si accost\u00f2 Ges\u00f9: soffi\u00f2 sulla morsicatura, e il dolore subito cess\u00f2. La vipera crep\u00f2, e Giacomo fu guarito istantaneamente.<\/p>\n<h4>XVII &#8211; Ges\u00f9 risuscita un bambino.<\/h4>\n<p>1. Dopo queste cose, nelle vicinanze di Giuseppe, un bambino cadde ammalato e mor\u00ec: sua madre piangeva disperata.<\/p>\n<p>Sentito che c\u2019era gran pianto e confusione, Ges\u00f9 corse presto: trov\u00f2 il bambino morto, gli pos\u00f2 una mano sul petto e disse: \u201cDico a te, bambino, non morire, ma vivi e resta con tua madre\u201d. Subito alz\u00f2 lo sguardo e sorrise. Disse poi alla donna: \u201cPrendilo, dagli il latte, e ricordati di me\u201d.<\/p>\n<p>2. A tale vista, la folla circostante rimase stupita, e disse: \u201cDavvero! Questo ragazzo \u00e8 un Dio o un angelo di Dio, poich\u00e9 ogni sua parola \u00e8 un fatto compiuto\u201d.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 poi usc\u00ec di l\u00ec e si mise a giocare con gli altri ragazzi.<\/p>\n<h4>XVIII &#8211; Ges\u00f9 risuscita un operaio.<\/h4>\n<p>1. Dopo un certo tempo, si stava costruendo una casa, quando nacque un tumulto; e Ges\u00f9, alzatosi, and\u00f2 l\u00e0. Vide un uomo che giaceva morto, gli prese la mano e disse: \u201cDico a te, uomo, alzati e fai il tuo lavoro\u201d. E immediatamente s\u2019alz\u00f2 e l\u2019ador\u00f2.<\/p>\n<p>2. A questa vista, la folla si stup\u00ec e disse: \u201cQuesto ragazzo \u00e8 del cielo! Poich\u00e9 ha salvato molte anime dalla morte, e pu\u00f2 salvarne per tutta la vita\u201d.<\/p>\n<h4>XIX &#8211; Ges\u00f9 nel tempio.<\/h4>\n<p>1. Quando ebbe dodici anni, i suoi genitori andavano, secondo l\u2019usanza, a Gerusalemme per la festa di Pasqua con la loro carovana e dopo la Pasqua se ne tornavano a casa.<\/p>\n<p>Ma quando loro ritornarono, il ragazzo Ges\u00f9 torn\u00f2 indietro a Gerusalemme, mentre i suoi genitori pensavano che egli fosse nella carovana.<\/p>\n<p>2. Dopo avere percorso la strada di un giorno, lo ricercarono tra i loro parenti e, non avendolo trovato, ne furono afflitti e tornarono di nuovo in citt\u00e0 in cerca di lui. Dopo tre giorni, lo ritrovarono nel tempio seduto in mezzo ai dottori mentre li ascoltava e li interrogava. Tutti ascoltavano e si stupivano che, ragazzo com\u2019era, chiudesse la bocca agli anziani e ai dottori del popolo, esponendo i punti principali della legge e le parabole dei profeti.<\/p>\n<p>3. Sua madre Maria gli si accost\u00f2 e gli disse: \u201cFiglio, perch\u00e9 ci hai fatto questo? Ecco che noi, addolorati, ti cercavamo\u201d. Ges\u00f9 rispose loro: \u201cPerch\u00e9 mi cercate? Non sapete che devo essere nella casa di mio Padre?\u201d.<\/p>\n<p>4. Allora gli scribi e i farisei le domandarono: \u201cTu sei la madre di questo ragazzo?\u201d. \u201cLo sono\u201d, lei rispose. Le dissero allora: \u201cBeata tu tra le donne, poich\u00e9 Dio ha benedetto il frutto del tuo seno. Noi, infatti, non abbiamo mai visto n\u00e9\u201a udito una tale gloria, virt\u00f9 e sapienza\u201d.<\/p>\n<p>5. E Ges\u00f9, levatosi, segu\u00ec sua madre ed era sottomesso ai suoi genitori. E sua madre custodiva il ricordo di tutti questi avvenimenti. Intanto Ges\u00f9 cresceva in sapienza, in statura e in grazia.<\/p>\n<p>A lui sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconti di Tommaso filosofo israelita sull&#8217;infanzia del Signore Vangelo di Tommaso a cura di Adriano Nardi Racconti di Tommaso filosofo israelita sull\u2019infanzia del Signore (Testo greco \u201cA\u201d) I 1. Io, Tomaso israelita, ho ritenuto necessario far conoscere a tutti i fratelli venuti dal gentilesimo i fatti dell\u2019infanzia e le gesta del Signore nostro Ges\u00f9 compiute in questa nostra regione ove \u00e8 nato. Il principio \u00e8 come segue. II &#8211; Ges\u00f9 e i passeri. 1. All\u2019et\u00e0 di cinque anni questo ragazzo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5663,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[75],"tags":[112],"class_list":["post-1924","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-studi-biblici","tag-vangeli-apocrifi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1924","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1924"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1924\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9408,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1924\/revisions\/9408"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5663"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}