{"id":1949,"date":"2006-09-14T00:00:34","date_gmt":"2006-09-13T22:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1949"},"modified":"2023-10-01T00:58:51","modified_gmt":"2023-09-30T22:58:51","slug":"interpretazione-esoterica-ed-exoterica-dei-miti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1949","title":{"rendered":"Interpretazione esoterica ed exoterica dei miti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=64\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Miti e Simboli\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Miti e Simboli\" src=\"images\/topics\/Mitologia.jpg\" alt=\"Miti e Simboli\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Abbiamo visto come i miti forniscano diversi livelli d\u2019interpretazione e molteplici chiavi di lettura. Naturalmente a livello strutturale i diversi livelli esegetici devono necessariamente coesistere senza rivendicare pretese egemoniche o istanze esclusivistiche: anzi, la polisemia semantica dei mitologemi, \u00e8 provvidenziale in quanto permette d\u2019interagire con i molteplici stati dell\u2019essere della manifestazione individuale.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Interpretazione esoterica ed exoterica dei miti<\/h3>\n<p align=\"left\">di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"26%\">\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20170%20251'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/graal.jpg\" width=\"170\" height=\"251\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/graal.jpg\" width=\"170\" height=\"251\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"74%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Abbiamo visto come i miti forniscano diversi livelli d\u2019interpretazione e molteplici chiavi di lettura. Naturalmente a livello strutturale i diversi livelli esegetici devono necessariamente coesistere senza rivendicare pretese egemoniche o istanze esclusivistiche: anzi, la polisemia semantica dei mitologemi, \u00e8 provvidenziale in quanto permette d\u2019interagire con i molteplici stati dell\u2019essere della manifestazione individuale. Prendiamo, per esempio, il simbolo del Graal.<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Questo simbolo pu\u00f2 essere interpretato come il S\u00e9, il senso della pienezza interiore secondo Jung [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]. Al contempo, pu\u00f2 richiamare il senso della dimensione umana nella ricerca inesauribile e irrealizzabile dell\u2019oggetto oscuro del desiderio; o ancora, l\u2019avventura spirituale. Infine (ma il simbolo possiede numerosi altri significati, che non possiamo trattare completamente in questa sezione).<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Il Graal richiama la reintegrazione nel Centro e la conservazione della conoscenza tradizionale [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]. Tutti questi significati sono ugualmente validi, ma soltanto l\u2019ultimo \u00e8 propriamente iniziatico e destinato a rischiarare la percezione di chi ha \u201cocchi per vedere e orecchie per sentire\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019analisi dei miti, non si tratta, dunque, di tracciare dei contenuti fissati una volta per tutte, prescindendo dalle capacit\u00e0 intellettuali e spirituali dell\u2019interprete. Ma di comprendere come ognuno finisca per riconoscere nella trama semantica dei mitologemi, la propria condizione esistenziale, il proprio destino. Con la differenza fondamentale che il profano non penetrer\u00e0 mai il senso esoterico del mito, che in fondo non \u00e8 altro che <strong>un simbolo \u201cin movimento\u201d<\/strong>, il cui contenuto si articola in una narrazione: mentre, l\u2019iniziato \u00e8 in grado di richiamare sia il contenuto exoterico che quello propriamente esoterico.<\/p>\n<p>In altre parole, <strong>l\u2019iniziato <\/strong> pu\u00f2 muoversi verticalmente sull\u2019asse spirituale e perpendicolare della croce, mentre il profano \u00e8 costretto a spostarsi soltanto sulla traiettoria orizzontale e longitudinale della stessa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esoterista <\/strong> possiede il senso e la traiettoria dei due assi: dunque risiede sul Centro che orienta l\u2019uomo spiritualmente e diacronicamente.<\/p>\n<p><strong>L\u2019exoterista<\/strong>, invece, padroneggia soltanto l\u2019asse orizzontale del divenire, la storia che acquista senso nell\u2019attesa della Parusia o del Messia.<\/p>\n<p>Il <strong>profano<\/strong>, infine, non possiede alcun senso, alcuna direzione: la sua vita \u00e8 svuotata di contenuti ontologici forti, imprigionata nell\u2019oblio dell\u2019origine perduta e strutturalmente ipnotizzata nell\u2019allucinazione collettiva del \u201cproduci-consuma-muori\u201d.<\/p>\n<p>Si dovrebbe, ancora, rilevare come la nostra civilt\u00e0 moderna, ormai non possa essere considerata nemmeno come materialistica o integralmente secolarizzata, perch\u00e9 il tempo presente e quello che verr\u00e0, presentano i prodromi di uno \u201cpseudo-spiritualismo\u201d di stampo stregonesco, neopagano ed eclettico-solitario.<\/p>\n<p>Ritornando alla mitoanalisi, possiamo introdurre un\u2019interessante distinzione antropologica proposta da Pierre Riffard. Secondo questo autore, si pu\u00f2 parlare di \u00abmitologismo\u00bb per designare la tendenza a riconoscere negli avvenimenti o nelle figure della contemporaneit\u00e0 i mitologemi.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>In altre parole, a ripensare gli eventi storici secondo le categorie del pensiero mitico [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>], intravedendo nei mitologemi finalit\u00e0 metafisiche. Per esempio, per E. Senart la via del Buddha \u00e8 riconducibile all\u2019archetipo dell\u2019Uomo Universale il \u00ab<em>Mah\u00e2 Purusha<\/em>\u00bb. Ed al contempo \u00e8 una personificazione del simbolismo solare proprio di Visn\u00f9 (non a caso sono proprio i brahmani a ritenere il Buddha una rinascita di Visn\u00f9, disceso per sconfiggere gli <em>Asura<\/em>).<\/p>\n<p>Anche per Coomaraswamy il Buddha \u00e8 una divinit\u00e0 solare che discende dal cielo per salvare gli uomini e gli dei dalla mortalit\u00e0 e dall\u2019illusione sottesa al Samsara.<\/p>\n<p>Occorre, tuttavia, richiamare un importante aspetto sotteso alla contemplazione dei miti, per prevenire certe conseguenze nefaste che possono colpire l\u2019equilibrio psichico individuale, portando al contempo a compimento l\u2019infiltrazione di residui psichici inferiori nel presente ciclo di manifestazione terrestre.<\/p>\n<p>Esistono delle differenze fondamentali nelle finalit\u00e0 sottese alla mitoanalisi; se \u00e8 senz\u2019altro vero quello che scrive Jung sull\u2019acquisizione di caratteri malefici per i mitologemi rimossi dall\u2019Inconscio Collettivo (la trasformazione di Hermes o Dioniso in Satana), dall\u2019altro lato non per questo si deve avallare quest\u2019inquietante (ma non casuale) <em>renaissance <\/em> del neopaganesimo su basi post-gardneriane.<\/p>\n<p>La riscoperta della Dea e la conseguente rivalutazione del lato femminile, lunare, materno e terribile del macrocosmo, non autorizzano a giocare indiscriminatamente con rituali improvvisati e simboli abborracciati, mettendo in gioco forze e influenze inferiori di cui non si comprende appieno la portata. Il mito, in quanto simbolismo narrato, deve essere interpretato come una categoria trascendente che riconduce il significato immediato al senso invisibile intuito dall\u2019intelletto noetico sovrarazionale.<\/p>\n<p>La logica dei miti e dei simboli non \u00e8 razionale: l\u2019intelligenza pu\u00f2 soltanto sforzarsi di cogliere con le categorie dello spirito ci\u00f2 che oltrepassa la mera dimensione individuale, ossia antropocentrica. Ma utilizzare gli archetipi per caricare magneticamente i residui psichici latenti, alla maniera delle pratiche eclettico-solitarie propalate dalla diffusione e dalla popolarit\u00e0 della cosiddetta \u201cneostregoneria\u201d, pu\u00f2 essere molto pericoloso.<\/p>\n<p>Nella Germania prenazista si era costituito un movimento politico-culturale, i <em>Wanderv\u00f6gel<\/em>; gli \u00abuccelli vagabondi\u00bb che vagavano nei boschi, abbracciando alberi ed invocando Wotan. Se da un lato poteva essere utile, ai fini dell\u2019esplorazione psicoanalitica, riattualizzare l\u2019archetipo del re degli Asi, dall\u2019altro l\u2019eccessiva focalizzazione \u2013 fomentata da tecniche meditative e magiche, dell\u2019attenzione collettiva su questo simbolo \u2013 doveva necessariamente condurre all\u2019ingresso di forze distruttive camuffate, \u201csotto la pelle di pecora\u201d, nel particolare clima culturale della Germania prenazista. Oggi sappiamo com\u2019\u00e8 andata a finire&#8230; <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. <strong>C. G. Jung<\/strong>, <em>L\u2019homme et ses symboles<\/em>, Parigi 1964 (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. <strong>R. Gu\u00e9non<\/strong>, <em>Il Re del mondo<\/em>, Adelphi, Milano 1994. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. <strong>Pierre Riffard<\/strong>, <em>Dictionnaire de l\u2019\u00e8sot\u00e8risme<\/em>, Editions Payot &amp; Rivage, Parigi 1993. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo visto come i miti forniscano diversi livelli d\u2019interpretazione e molteplici chiavi di lettura. Naturalmente a livello strutturale i diversi livelli esegetici devono necessariamente coesistere senza rivendicare pretese egemoniche o istanze esclusivistiche: anzi, la polisemia semantica dei mitologemi, \u00e8 provvidenziale in quanto permette d\u2019interagire con i molteplici stati dell\u2019essere della manifestazione individuale. Interpretazione esoterica ed exoterica dei miti di Antonio D\u2019Alonzo Abbiamo visto come i miti forniscano diversi livelli d\u2019interpretazione e molteplici chiavi di lettura. 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