{"id":1958,"date":"2006-09-04T00:00:35","date_gmt":"2006-09-03T22:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1958"},"modified":"2023-09-26T16:43:23","modified_gmt":"2023-09-26T14:43:23","slug":"conoscere-gli-stati-di-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1958","title":{"rendered":"Conoscere gli stati di crisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=57\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia del Fuoco\" data-lazy-src=\"images\/topics\/AlchimiaFuoco.jpg\" alt=\"Alchimia del Fuoco\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia del Fuoco\" src=\"images\/topics\/AlchimiaFuoco.jpg\" alt=\"Alchimia del Fuoco\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Durante la lunga traversata della vita, ci troviamo a dover affrontare diversi stati di crisi. Le pi\u00f9 dolorose sono quelle del \u201cmale di vivere\u201d e della \u201cfatica di esistere\u201d.<br \/>\nIl saggio affronta l\u2019evoluzione della crescita interiore attraverso il fenomeno chiamato \u00abstato di crisi\u00bb.<br \/>\nPartendo dalla prospettiva cosmogonica che si riflette nella dimensione uomo, vengono messi in luce i meccanismi coscienziali di accettazione o di rifiuto a cambiare se stessi. Suggerendo come decidere consapevolmente del proprio destino.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a> Conoscere gli stati di crisi<\/h3>\n<p align=\"left\">di Athos A. Altomonte<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Durante la lunga traversata della vita, ci troviamo a dover affrontare diversi stati di crisi. Le pi\u00f9 dolorose sono quelle del &#8220;<strong>male di vivere<\/strong>&#8221; e della &#8220;<strong>fatica di esistere<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Il saggio affronta l&#8217;evoluzione della crescita interiore attraverso il fenomeno chiamato \u00abstato di crisi\u00bb.<\/p>\n<p>Partendo dalla prospettiva cosmogonica che si riflette nella dimensione uomo, vengono messi in luce i meccanismi coscienziali di <strong><em>accettazione o di rifiuto a cambiare se stessi<\/em><\/strong>. Suggerendo come decidere consapevolmente del proprio destino.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 necessario distinguere per comprendere<\/strong>. Ed applicare questo postulato diventa un dovere imprescindibile quando si avanza nella progressione iniziatica.<\/p>\n<p>Gli esoteristi sanno distinguere e riconoscere tra immanente e trascendente, perch\u00e9, vengono educati a riconoscere ci\u00f2 che comunemente non viene recepito. Dei fini osservatori, dunque. E studiosi di principi non alla portata della ragione fisica.<\/p>\n<p>Gli esempi di questa capacit\u00e0 di &#8220;vedere&#8221; sono infiniti. Come infinite sono le idee con cui \u00e8 possibile entrare in contatto. Con l&#8217;ausilio della coscienza superiore che illumina la ragione fisica, fino a renderla una mente illuminata.<\/p>\n<p>Tra i temi trattati dall&#8217;esoterismo, quello che riguarda lo svolgersi degli \u00abstati di crisi\u00bb \u00e8 forse quello che pi\u00f9 dimostra la fondatezza del postulato \u00ab<em>come in alto \u00e8 in basso<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco, a seguire, un breve saggio.<\/p>\n<p>Antiche cosmogonie che sono a fondamento della tradizione ermetica, usarono il termine di &#8220;Gran Rituale&#8221; per indicare i ritmi dell&#8217;evoluzione nei suoi diversi <em>aspetti <\/em> (sottili) ed <em>apparenze <\/em> (materiali).<\/p>\n<p>Una sorta di <em>calendario evolutivo<\/em>, al cui apice troviamo il <strong>Gran Rituale cosmico <\/strong> che contiene e muove ogni Gran Rituale sottostante.<\/p>\n<p>Tra i pi\u00f9 vicini riconosciamo il <strong>Gran Rituale sistemico <\/strong> (simboleggiato dal luminare a Sette bracci chiamato <strong>Menorah <\/strong> e da quello a nove bracci detto <strong>Cannukk\u00e0<\/strong>) ed il <strong>Grande Rituale planetario<\/strong>. Che, per quanto riguarda il pianeta di cui siamo parte, contiene il <strong>Gran Libro di Natura <\/strong> (v. <a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2115\">articolo<\/a>).<\/p>\n<p>Dunque, i Gran Rituali sono &#8220;contenitori simbolici&#8221; che illustrano l&#8217;aspetto operativo del moto evolutivo. In altre parole, sono i calendari che seguono la ciclicit\u00e0, il cadenzamento e la ritmicit\u00e0 degli eventi che manifestano il progresso cosmico.<\/p>\n<p>Detto per inciso, quello che accomuna l&#8217;aspetto occulto del &#8220;suono&#8221; all&#8217;evoluzione del creato, vuoi nell&#8217;aspetto sottile che in quello naturale, \u00e8 un sistema basato su cicli, cadenze e ritmi. Inoltre, la combinazione pi\u00f9 esoterica \u00e8 quella che accomuna il suono al &#8220;calendario&#8221; del proprio destino. Infatti, se nell&#8217;armonica sonora \u00e8 il mutamento dato dall&#8217;intervallo d&#8217;ottava (la nota silenziosa), in ambito karmico il mutamento \u00e8 dato dallo stato crisi (il silenzio della vita).<\/p>\n<p>Ma tralasciando l&#8217;aspetto pi\u00f9 sottile del nostro tema ci riavviciniamo all&#8217;habitat umano con i cicli, cadenze e ritmi che ne segnano l&#8217;esistenza ed il destino.<\/p>\n<p>\u00c8 scritto che: &#8220;<em>dai segni che danno possiamo trarre i nostri auspici\u2026<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Per l&#8217;iniziato questo significa la capacit\u00e0 d&#8217;intravedere in anticipo i segni del destino, o karma, che incombe. A cui non \u00e8 possibile sottrarsi. Ma sui quali possiamo &#8220;indirizzarci armonicamente&#8221;, cos\u00ec da armonizzare le cause passate con il destino che via via andiamo costruendo. Creando opportunit\u00e0 di dare o di ricevere. Perch\u00e9, come ogni fenomeno che appare consegue a cause precedenti, cos\u00ec ogni decisione presa e compiuta muove eventi e crea opportunit\u00e0, aprendo &#8220;finestre del dare&#8221; o &#8220;finestre del ricevere&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziato sa distinguere se ci\u00f2 che insorge \u00e8 un movimento di vita, a cui non \u00e8 bene opporsi, ma che bisogna lasciar scorrere verso il suo naturale traguardo. Evitando di resistergli, o peggio di forzarlo verso ci\u00f2 che, egoisticamente, potrebbe sembrare importante.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 quello che ricorda l&#8217;aforisma, &#8220;<em>come non ci si pone limitazioni nel prendere, non ci si deve nemmeno porre limitazioni nel dare<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Seguire i cicli del progresso interiore comporta disattendere molti propositi personali (estraneit\u00e0 del senso personale). Ci\u00f2 costa fatica, per questo le &#8220;finestre&#8221; si chiudono e si riaprono ritmicamente. Dandoci il modo di ricaricarci fisicamente e di ristrutturarci interiormente (v. il passo rituale: &#8220;&#8230; <strong><em>andare dal lavoro alla ri-creazione e dalla ri-creazione di nuovo al lavoro<\/em><\/strong>&#8220;).<\/p>\n<p>Ai <strong>non-introdotti ai misteri <\/strong> non \u00e8 facile avvertire i segni del destino. Se non nella loro ultima forma, che si presentano sotto forma di crisi. A cui non ci si pu\u00f2 sottrarre se non superandola. E questo \u00e8 possibile solo trasformando (trasmutazione) la <strong>tensione del Dolore <\/strong> in <strong>tensione di Potenza e Volont\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Un &#8220;atto&#8221; a cui solo pochi sono preparati. E che inizia con un lavoro paziente. Riconoscendo se stessi (Conosci Te Stesso) dalla confusione di &#8220;fili colorati&#8221; di desideri, passioni e tensioni emotive che appannano la vista interiore (v. visione cardiaca). Insomma, il cammino interiore ha inizio facendo chiarezza in s\u00e9 stessi, distinguendo il vero dall&#8217;effimero.<\/p>\n<p>Ecco l&#8217;utilit\u00e0 dell&#8217;Istruttore che guida il viandante sulla Montagna dell&#8217;iniziazione. Egli rende agevole il disconoscimento (dis-integrazione) della parte fisico-animale (essenza profana), riconoscendo quella pi\u00f9 nobile e sottile della coscienza iniziatica.<\/p>\n<h4>Cos&#8217;\u00e8 una crisi<\/h4>\n<p>La crisi \u00e8 il &#8220;risultato visibile&#8221; di un trasferimento di coscienza che, da un punto arretrato (il passato) tende a trasformarsi in punto avanzato (il futuro). Interessando un aspetto che possiamo definire di &#8220;logoramento&#8221;, che altera lo <em>status quo <\/em>antecedente (il passato). La crisi \u00e8 l&#8217;ultimo segnale di una catena di cambiamenti che giungono ad esteriorizzarsi nella coscienza fisica.<\/p>\n<p>Una crisi forzata, perch\u00e9, di norma, non si \u00e8 adusi ad accettare le trasformazioni che noi stessi provochiamo, e ci si pone in difesa dello <em>status quo<\/em>.<\/p>\n<p>Questa resistenza &#8220;al nuovo che avanza&#8221; \u00e8 la massima fonte di conflitti interni. E se c&#8217;\u00e8 una parte che resiste, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra che spinge e questo, prima o poi si converte in frattura o crisi interiore.<\/p>\n<h4>Come rispondere alla crisi<\/h4>\n<p>Spesso una crisi \u00e8 piuttosto uno specchio dove non ci si riconosce. E questo disconoscimento crea conflitto. Ci si pu\u00f2 non riconoscere per come eravamo o per come stiamo diventando, oppure, non ci si riconosce nel modello a cui si vuole o s&#8217;immagina di assomigliare.<\/p>\n<p>Il riconoscimento o il disconoscimento viene attribuito a come pensiamo di essere, o a come vorremmo o non vorremmo diventare. Calcolando un modello ideale (ragionevole) o solo idealizzato (sognato).<\/p>\n<p>Altri, poi, possono soffrire perch\u00e9 si sentono inadeguati a confronto di un modello ideale, irrealizzabile, perch\u00e9 troppo elevato, avanzato o sottile.<\/p>\n<p>Comunque, a parte i distinguo sull&#8217;essenza del modello che si vuole (<em>voglio <\/em> diventare questo) o si vorrebbe interpretare (<em>mi piacerebbe <\/em> diventare quello), l&#8217;aspetto determinante \u00e8 come ci si pone davanti al cambiamento che monta. D&#8217;innanzi alla trasformazione che procede dall&#8217;interno di noi stessi.<\/p>\n<p>Reagendo negativamente (rifiuto, paura), nella speranza che il mutamento non avvenga. Ma avviene sempre. O reagendo positivamente (accettazione, fiducia) collaborando al &#8220;parto&#8221;: alla nascita del nuovo se stesso. La prima presa di posizione \u00e8 causa di dolori irrisolvibili, di sensi di colpa e senso di disistima parossistica.<\/p>\n<p>Anche la seconda \u00e8 fonte di dolore. Ma del dolore della &#8220;nascita&#8221;, che si conclude nel sollievo del <em>nuovo riconoscersi <\/em> migliori.<\/p>\n<h4>Il canto alla Vita<\/h4>\n<p>La <strong>fatica di esistere <\/strong> \u00e8, dunque, l&#8217;impegno di crescere dentro. Che seppure fonte di dolore, \u00e8 pure causa di gioia e gratitudine ad una &#8220;vita&#8221; prodiga di nuove occasioni. Significa, allora, offrirsi alla vita, armonicamente, e suonare interiormente con essa.<\/p>\n<h4>Il canto della morte<\/h4>\n<p>Il <strong>dolore di vivere<\/strong>, invece, \u00e8 il negarsi alla crescita interiore. Fonte non solo di disarmonia con se stessi e con gli altri, che si percepiscono come avversari da abbattere, ma di discordanza con la vita stessa. Significa, allora, rifiutarsi alla vita senza possibilit\u00e0 di essere portati dalla sua onda e, quindi, cantare alla morte che incombe a distruggere i rivestimenti di ci\u00f2 che non \u00e8 stato trasformato.<\/p>\n<h4>Cosa decidere<\/h4>\n<p>Il bivio dell&#8217;esistenza \u00e8 quello di decidere <em>se offrirsi alla fatica di esistere <\/em> ignorando il dolore di vivere. Oppure scappare nel dolore di vivere <em>per sfuggire alla fatica di esistere<\/em>.<\/p>\n<p>Una illusione in cui molti si perdono \u00e8 quella di rifiutare di trasformarsi credendo di restare se stessi. Cos\u00ec, perdono la parte migliore di se stessi e della propria vita. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la lunga traversata della vita, ci troviamo a dover affrontare diversi stati di crisi. 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