{"id":1964,"date":"2006-08-30T00:00:35","date_gmt":"2006-08-29T22:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1964"},"modified":"2023-10-16T19:26:51","modified_gmt":"2023-10-16T17:26:51","slug":"la-via-exoterica-e-le-religioni-totemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1964","title":{"rendered":"La Via exoterica e le religioni totemiche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Note sul fenomeno del Banchetto Totemico<\/p>\n<p>Sottolineando il conflitto tra la tesi spirituale, interiore ed esoterica, e la sua antitesi esteriore, le religioni profane esteriori ed exoteriche, si \u00e8 individuato con esattezza, a parer mio, il nodo dell\u2019apparente conflitto che si pone tra il sacro ed il profano: due elementi che, come le due facce della stessa moneta, possono coesistere assieme solo se riconosciute per quello che realmente sono.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a> La Via exoterica e le religioni totemiche<\/h3>\n<p align=\"left\">di Athos A. Altomonte<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Considerare i conflitti di religione partendo dai loro contesti exoterici e popolari, credo sia un falso obiettivo.<\/p>\n<p>Sottolineando il conflitto tra la tesi spirituale, <em>interiore ed esoterica<\/em>, e la sua antitesi esteriore, le religioni profane <em>esteriori ed exoteriche<\/em>, si \u00e8 individuato con esattezza, a parer mio, il nodo dell&#8217;apparente conflitto che si pone tra il sacro ed il profano: due elementi che, come le due facce della stessa moneta, possono coesistere assieme solo se riconosciute per quello che realmente sono.<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 \u00e8 l&#8217;essenza interiore (la sostanza di &#8220;vita&#8221;) mentre il culto, ogni culto, \u00e8 l&#8217;espressione esteriore e visibile agli occhi fisici (la forma &#8220;morta&#8221;).<\/p>\n<p>La tesi spirituale \u00e8 quella d&#8217;un innalzamento &#8220;interiore&#8221; dell&#8217;energia della coscienza umana (la vera iniziazione), mentre il fine dei culti exoterici e popolari (senza nessuna distinzione) \u00e8 quello d&#8217;ingraziarsi il provvido aiuto della Divinit\u00e0. La spiritualit\u00e0 iniziatica ci \u00e8 stata trasmessa da Oriente con il culto del <em>sole interiore <\/em> (cultura = culto di Ur il sole interiore, che si pone nel chakra centrale della forma umana, &#8220;il plesso solare&#8221;). Sole interiore e spirituale che \u00e8 la sorgente della &#8220;prima&#8221; illuminazione interiore. Cio\u00e8, la prima iniziazione che &#8220;svela&#8221; o &#8220;scinde&#8221; il velo di Iside (l&#8217;illusione astrale lunare-emotiva \u2013 Maya per gli orientali) rendendo visibile una <em>prima realt\u00e0 <\/em> del &#8220;mondo&#8221;, quello d&#8217;una visione di coscienza limpida e non pi\u00f9 offuscato da passione (anche mistica) e desiderio (anche <em>l&#8217;aspirazione al bene <\/em>\u00e8 un desiderio anche se devozionale).<\/p>\n<p>I culti, invece, sono il retaggio di tab\u00f9 sorti con le culture totemiche, dove s&#8217;innalzavano offerte (oggi i fioretti) alla divinit\u00e0 per non incorrere nelle ire della Divinit\u00e0, come ad es., ad <strong>esorcizzare <\/strong>la mancanza di animali da cacciare, ad <strong>esorcizzare <\/strong>il timore di elementi atmosferici avversi, ad <strong>esorcizzare <\/strong>infortuni-malattie, sfortune personali e collettive. La trib\u00f9, il Clan \u2013 come avvenne di seguito con il loro sviluppo nel popolo \u2013 avevano tutti una divinit\u00e0 &#8220;propria&#8221;, che veniva rappresentata totemicamente nelle forme pi\u00f9 diverse. E molte di queste rappresentazioni hanno subito, <strong>anche se solo nella loro forma esteriore<\/strong>, l&#8217;evoluzione dell&#8217;immaginario collettivo legata alla formazione della coscienza di gruppo (di popolo), e questo fu l&#8217;inizio delle religioni esteriori, che si comp\u00ec nell&#8217;evoluzione dei culti exoterici primitivi.<\/p>\n<p><em>&#8220;L&#8217;uomo sogna e quando i suoi sogni sono condivisi da altri uomini questi diventano miti e leggende delle credenze popolari&#8221;. <\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una realt\u00e0 che i miti da cui sono sorti la maggior parte dei culti religiosi sono d&#8217;origine onirica, cio\u00e8, che si sono ingenerati da <strong>sogni <\/strong> o visioni di una coscienza alterata. Quindi, in materia di credo esteriori la prudenza \u00e8 d&#8217;obbligo.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile differenziare le due vie, quella iniziatica e spirituale da quella exoterica totemica (idolatra perch\u00e9 s&#8217;avvale di idoli, immagini e rappresentazioni esteriori), attraverso due delle loro maggiori caratteristiche.<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 \u00e8 la causa di ogni percorso che porta &#8220;al di dentro&#8221; di s\u00e9, alla ricerca del proprio baricentro spirituale (baricentro egoico che fa perno sulla coscienza impersonale dell&#8217;Ego superiore), mentre i culti delle religioni exoteriche, ricercano le loro verit\u00e0 all&#8217;esterno. Attraverso fenomeni esteriori, magari che si possono vedere e toccare: ma cos\u00ec facendo, allontanano l&#8217;uomo dal centro della sua coscienza.<\/p>\n<p>Mentre di elementi sulla via iniziatica Esonet \u00e8 un paladino e messaggero d&#8217;idee, quindi, non aggiungo altro, <strong>sulla via exoterica<\/strong>, invece, \u00e8 bene approfondire alcuni elementi che possono aiutare a comprendere l&#8217;origine dei suoi culti e delle sue forme.<\/p>\n<p>Tra le opere freudiane, troviamo una tesi che riteniamo utile alle ricerche e che vorremmo sottoporre all&#8217;attenzione dello studioso. Questa tesi \u00e8 sottoscritta da Theodr Reik ne &#8220;Il Rituale&#8221; prefazione della sua opera sui &#8220;Problemi di psicologia religiosa&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;autore ad un certo punto del suo ragionamento afferma che: se trattiamo psicoanaliticamente il materiale preistorico ed etnologico sull&#8217;argomento, giungiamo ad un risultato tanto inatteso quanto preciso: Dio Padre un tempo camminava sulla terra in forma corporea ed esercitava la sua sovranit\u00e0 quale capo della primordiale orda umana, finch\u00e9 i suoi &#8220;figli&#8221; non si unirono per trucidarlo . Emerge il fatto che questo delitto liberatorio, e le reazioni che ne seguirono, ebbero il risultato di far nascere i primi legami sociali, le fondamentali limitazioni di ordine morale, e la pi\u00f9 antica forma di religione, il totemismo. Per\u00f2 anche le religioni successive hanno il medesimo contenuto e, da un lato, esse si preoccupano di cancellare le tracce di quel delitto o di espiarlo, proponendo altre soluzioni al conflitto tra il padre e i figli, mentre d&#8217;altro canto, non possono evitare di ricorrere ancora una volta, all&#8217;eliminazione della figura paterna. A questo proposito rileveremo che anche nei miti si ravvisa un&#8217;eco di questo avvenimento mostruoso, che getta la sua ombra sull&#8217;intero corso dell&#8217;evoluzione umana.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 stato detto da Reik \u00e8 da porsi in collegamento ai simboli dell&#8217;emotivit\u00e0 dell&#8217;uomo e della donna nei riguardi delle figure dei genitori: per assonanza con generare (da <em>genitus <\/em> part. pass. di <em>gignere <\/em> generare), attraverso l&#8217;attivit\u00e0 procreativa degli organi sessuali, i genitali, attivit\u00e0 che ricopre un posto di primo piano nelle graduatorie della &#8220;morale&#8221; exoterica.<\/p>\n<p>Certi complessi e allegorie si dipartono da loro per delle cause che potremmo semplificare nei seguenti termini. Il padre \u00e8 sempre visto, nella fase infantile della mente emotiva, come un ostacolo da rimuovere ed un&#8217;immagine da distruggere perch\u00e9 s&#8217;oppone od ostacola il figlio nel raggiungimento della figura materna. Il padre pu\u00f2 essere d&#8217;ostacolo a diverse immagini (oniriche) materne. La pi\u00f9 diffusa e la meno percepita \u00e8 quella della madre come simbolo di &#8220;cibo&#8221; di cui nutrirsi, per <em>l&#8217;imprinting <\/em>ricevuto nella fase inconscia dell&#8217;infanzia. Il nutrirsi di lei divorandola giorno dopo giorno, sviluppa con la madre un legame di dipendenza morbosa che resta comunemente insuperato e censurato per tutta la vita.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario considerare come in ogni comune filosofia, religione ed etica morale, vi sia la prevalenza d&#8217;una prospettiva profondamente fallica e maschile che ha escluso, censurandolo, la presenza dell&#8217;immaginario femminino del matriarcato e rimuovendo ogni elemento che formava le sue religioni sessuali. Questa prospettiva tutta al maschile non \u00e8 sottovalutabile, soprattutto perch\u00e9 nella fase pi\u00f9 adulta della mente (ma non per questo matura od evoluta), la figura paterna \u00e8 l&#8217;ostacolo che si pone tra il giovane uomo e la figura materna. La madre oltre che &#8220;cibo&#8221; (fase orale), \u00e8 ora vissuta anche come intenso simbolo che eccita precocemente la forma di sessualit\u00e0. Infatti, il &#8220;succhiare&#8221; ed il &#8220;leccare&#8221; rimarr\u00e0 un&#8217;attivit\u00e0 erotica primaria nella sessualit\u00e0 adulta in entrambe i sessi.<\/p>\n<p>Nel maschio, il desiderio della propria madre, d&#8217;ingerirla e di possederla, fa nascere il desiderio di &#8220;distruggere o uccidere&#8221; l&#8217;ostacolo. Sentimento che da un carattere succube sar\u00e0 represso e censurato in odio, diversamente, da un carattere dinamico questo sentimento si trasformer\u00e0 in un rapporto competitivo, anche violento.<\/p>\n<p>Il tab\u00f9 che vieta quell&#8217;approccio, tanto istintivo quanto profondamente desiderato, pone le basi di quel complesso edipico che, poi, sia nella fase onirica quanto in quella di veglia influenzer\u00e0 la sfera emotiva e sessuale dell&#8217;adulto.<\/p>\n<p>L&#8217;atteggiamento psicologico che sorge da questo primo conflitto emotivo, dove le raffigurazioni di un Dio antropomorfo, in cui l&#8217;uomo si riconosce, idealizzandovi la propria immagine e proiettandovi i propri attributi, sono tutte rappresentazioni della figura di Padre. Queste figure temute e venerate sono, per\u00f2, anche <em>uccise per poi nutrirsene <\/em> e rendersi simili a loro (v. sacrificio totemico).<\/p>\n<p>Questo concetto totemistico ed antropofagico, di nutrirsi realmente <em>con il simbolo o con l&#8217;oggetto del desiderio, della venerazione, della spinta amorosa, del timore e della paura <\/em>(il tab\u00f9 nelle sue diverse nature, da quello sessuale a quello religioso), scaturisce dal ricordo del legame materno, mentre l&#8217;uccisione \u00e8 la rimozione tra s\u00e9 stessi ed il desiderio dell&#8217;autorit\u00e0 paterna.<\/p>\n<p>Questa dualit\u00e0 Padre-Madre, dall&#8217;immaginario inconscio umano, \u00e8 proiettata in ogni credo religioso che, con le sue cerimonie, incrementa ancora nell&#8217;uomo quella fase infantile detta orale (infanzia psicologica non ha nulla a che vedere con l&#8217;infanzia fisiologica). In questa fase d&#8217;emotivit\u00e0 egocentrica, non sapendo applicare l&#8217;introflessione speculativa o spirituale, perseguendo (andando verso) un modello amato o desiderato, l&#8217;uomo cerca d&#8217;interiorizzarlo assumendolo <em>fisicamente <\/em>, fagocitandolo. Possedendolo al proprio interno, crede cos\u00ec di assumerne le qualit\u00e0 che destano l&#8217;ammirazione o l&#8217;adorazione del visionario.<\/p>\n<h4>Note sul fenomeno del Banchetto Totemico<\/h4>\n<p>Per approfondire queste brevi note, riporteremo alcuni stralci dal saggio <em>Totem e Tab\u00f9 <\/em> (1913) da: Opere 1886-1905 vol. II, di Sigmund Freud.<\/p>\n<p>W. Robertson Smith (&#8220;Lectures on the religion of the Semites&#8221;, London 1894), fisico, filologo, critico della Bibbia e archeologo, spirito universale, acuto, spregiudicato, nella sua opera sulla religione dei Semiti, ha espresso l&#8217;opinione che una strana cerimonia, il cosiddetto banchetto totemico, facesse fin dalle origini parte integrante del sistema totemico. Egli aveva a disposizione come fondamento della sua ipotesi, solo una descrizione del rito tramandata dal V sec. a. C. , ma seppe tuttavia renderla verosimile con l&#8217;analisi del sacrificio presso gli antichi Semiti. Poich\u00e9 il sacrificio presuppone una divinit\u00e0, si trattava di risalire da una fase relativamente evoluta del rituale religioso a quella pi\u00f9 primitiva, il totemismo.<\/p>\n<p>Tenter\u00f2 adesso di riportare, dall&#8217;eccellente lavoro di Robertson Smith, i passi pi\u00f9 interessanti relativi all&#8217;origine ed al significato del rito del sacrificio, trascurando i particolari, spesso pieni di fascino, e l&#8217;ulteriore sviluppo di questo rito.<\/p>\n<p>Alcune sopravvivenze linguistiche dimostrano con certezza che in origine la parte del sacrificio destinata al dio era considerata come suo reale nutrimento. Con la progressiva smaterializzazione della natura divina, questa concezione parve sconveniente; si tent\u00f2 di evitarla tributando alla divinit\u00e0 solo la parte liquida del banchetto. In seguito, l&#8217;uso del fuoco, che dissolveva in fumo la carne della vittima, ha reso possibile una manipolazione del cibo umano pi\u00f9 degna dell&#8217;essenza divina. Come bevanda, in origine veniva offerto il sangue degli animali sacrificati, in seguito sostituito dal vino. Il vino era considerato dagli antichi come il \u00absangue della vigna\u00bb.<\/p>\n<p>La forza etica del banchetto sacrificale pubblico si basava su antichissime concezioni del significato dell&#8217;atto del mangiare e del bere in comune. Mangiare e bere insieme era nello stesso tempo un simbolo e un rinvigorimento della comunanza sociale e degli obblighi reciproci; il banchetto nel sacrificio esprimeva direttamente il fatto della commensalit\u00e0 del dio e dei suoi adoratori e questa commensalit\u00e0 implicava tutti gli altri rapporti che si supponeva esistessero tra quello e questi.<\/p>\n<p>La regola che impone ad ogni convitato che partecipa al banchetto sacrificale di consumare la carne dell&#8217;animale sacrificato (il totem, n.d.a.), ha lo stesso significato della prescrizione per cui un membro della trib\u00f9 che si sia macchiato di una colpa dev&#8217;essere giustiziato dall&#8217;intera trib\u00f9. In altri termini, l&#8217;animale sacrificato era trattato come un membro della trib\u00f9: la comunit\u00e0 che offriva il sacrificio, il suo dio e l&#8217;animale erano dello stesso sangue, membri di un unico clan.<\/p>\n<p>Malgrado il timore (il tab\u00f9, n.d.a.) che proteggeva la vita dell&#8217;animale sacro come fosse un membro della trib\u00f9, di tanto in tanto s&#8217;imponeva la necessit\u00e0 di sacrificarlo solennemente in presenza di tutta la comunit\u00e0 e di distribuire la sua carne ed il suo sangue ai membri della trib\u00f9.<\/p>\n<p>La ragione che ispirava queste azioni ci rivela il significato pi\u00f9 profondo del sacrificio. Sappiamo che in epoche pi\u00f9 tarde, ogni pasto in comune, il condividere la stessa sostanza che poi penetra nei corpi, creava tra i commensali un legame sacro, ma in epoche pi\u00f9 antiche questo significato veniva attribuito all&#8217;assunzione comune della carne di una vittima sacra.<\/p>\n<p><em>Il sacro mistero della morte sacrificale si spiega col fatto che solo cos\u00ec si pu\u00f2 stabilire il legame che unisce i partecipanti tra di loro e Dio. <\/em><\/p>\n<p>Questo legame non \u00e8 altro che la vita stessa dell&#8217;animale sacrificato, questa vita che si trova nella sua carne, nel suo sangue, e nel banchetto sacrificale si comunica a tutti coloro che vi prendono parte. Questa concezione \u00e8 alla base di tutti i legami di sangue che gli uomini stabiliscono gli uni con gli altri, anche in epoche abbastanza recenti.<\/p>\n<p>Ma cosa significa il lutto in seguito alla morte dell&#8217;animale totem e che introduce questa festa gioiosa? Se si gioisce per l&#8217;uccisione del totem, un&#8217;azione normalmente proibita, perch\u00e9 allora lo si compiange? Sappiamo che i membri del clan si santificano mangiando il totem, e rafforzano l&#8217;identit\u00e0 tra di loro e con lui. Lo stato d&#8217;animo gioioso e ci\u00f2 che ne deriva potrebbe essere spiegato col fatto che gli uomini hanno assorbito la vita sacra di cui la sostanza del totem era l&#8217;incarnazione o, meglio, il veicolo.<\/p>\n<p>La psicoanalisi ci ha rivelato che, in realt\u00e0, l&#8217;animale totem costituisce la sostituzione del padre, e questo ci spiega la contraddizione che prima avevamo notato: da un lato, il divieto di uccidere; dall&#8217;altro, la festa, preceduta da un&#8217;esplosione di dolore, che fa seguito alla sua morte. L&#8217;atteggiamento affettivo ambivalente che, ancora oggi, caratterizza nei bambini il complesso del padre e talvolta si protrae fin nell&#8217;et\u00e0 adulta, nello stesso modo si estenderebbe all&#8217;animale totem che sostituisce il padre.<\/p>\n<p>Ricollegando la concezione del totem suggerita dalla psicanalisi con il banchetto totemico e con l&#8217;ipotesi darwiniana sullo stato primitivo della societ\u00e0 umana, si pu\u00f2 acquisire una pi\u00f9 profonda comprensione e cogliere l&#8217;intuizione di un&#8217;ipotesi che pu\u00f2 sembrare fantastica, ma presenta il vantaggio di realizzare un&#8217;inaspettata unit\u00e0 tra una serie di fenomeni isolati.<\/p>\n<p>L&#8217;origine del totemismo religioso \u00e8 la sottomissione ad un padre violento, geloso, che tiene per s\u00e9 tutte le femmine e scaccia i suoi figli man mano che crescono: ecco tutto ci\u00f2 che essa suppone. Questo stato primitivo della societ\u00e0 non \u00e8 stato mai oggetto di analisi. L&#8217;organizzazione pi\u00f9 primitiva di cui siamo a conoscenza, e che ancora attualmente esiste in certe trib\u00f9, consiste in una comunit\u00e0 di uomini che godono di uguali diritti e sono sottomessi alle limitazioni del sistema totemico, ivi compresa l&#8217;eredit\u00e0 in linea materna.<\/p>\n<p>Questa organizzazione potrebbe essere derivata da quella supposta dall&#8217;ipotesi darwiniana? Ed in che modo vi si sarebbe giunti?<\/p>\n<p>Basandoci sulla festa del banchetto totemico possiamo rispondere cos\u00ec a questo interrogativo: un giorno, i fratelli scacciati si sono riuniti, hanno ucciso e mangiato il padre, ponendo fine all&#8217;orda paterna. Una volta riuniti, si sono fatti audaci e sono stati in grado di realizzare ci\u00f2 che ciascuno di loro, isolatamente, sarebbe stato incapace di fare. \u00c8 possibile che un nuovo processo della civilizzazione, l&#8217;invenzione di una nuova arma, abbia dato loro la coscienza della loro superiorit\u00e0. Che essi abbiano mangiato il cadavere del padre non ci stupisce, dato che si tratta di primitivi cannibali. Il violento progenitore costituiva certamente il modello invidiato e temuto di ciascuno dei membri di questa associazione fraterna. Essi realizzavano, con l&#8217;atto del pasto la loro identificazione con lui, ciascuno si appropriava di parte della sua forza.<\/p>\n<p>Il banchetto totemico, che \u00e8 forse la prima festa dell&#8217;umanit\u00e0, sarebbe la riproduzione e come la commemorazione di quest&#8217;azione memorabile e criminale che ha costituito il punto di partenza per tante cose: organizzazioni sociali, limitazioni morali, religioni.<\/p>\n<p>Per trovare attendibili queste conseguenze, a prescindere dalle loro premesse, \u00e8 sufficiente riconoscere che il gruppo dei fratelli ribelli fosse animato, nei confronti del padre, dai sentimenti contraddittori che, come sappiamo, costituiscono l&#8217;ambivalente contenuto del complesso del padre nei nostri bambini e nelle nevrosi. Essi odiavano il padre, che, con tanta violenza, si opponeva ai loro desideri e alle loro esigenze sessuali, e tuttavia l&#8217;amavano e l&#8217;ammiravano.<\/p>\n<p>Dopo averlo eliminato, dopo aver placato il loro odio e realizzato la loro identificazione con lui, essi dovettero dar sfogo agli impulsi affettuosi che erano stati sopraffatti. Lo fecero sotto forma di pentimento; provavano un senso di colpa che in questo caso coincide con il rimorso sentito collettivamente. Il morto divenne pi\u00f9 potente del vivo; tutte cose che anche oggi ritroviamo nelle vicende umane. Ci\u00f2 che prima il padre aveva impedito con la sua presenza, i figli ora se lo proibivano da soli, nella situazione psichica nota in psicoanalisi come \u00abubbidienza postuma\u00bb. Essi rinnegarono la loro azione, proibendo l&#8217;uccisione del totem, sostituto del padre, e rinunciarono a goderne i frutti rifiutando di aver rapporti sessuali con le donne che ora erano libere. Cos\u00ec il rimorso filiale ha generato i due tab\u00f9 fondamentali del totemismo, che coincidono perci\u00f2 con i due desideri rimossi del complesso di Edipo. Chi contravveniva a questi tab\u00f9 si rendeva colpevole dei due soli crimini che interessassero la societ\u00e0 primitiva (i tab\u00f9 di omicidio e incesto poteva destabilizzare la solidariet\u00e0 e la collaborazione tra i membri del medesimo gruppo).<\/p>\n<p>Non c&#8217;era pi\u00f9 un uomo superiore a tutti gli altri che potesse assumersi la parte che era stata del padre. Cosicch\u00e9 i fratelli, se volevano vivere insieme, avevano una sola possibilit\u00e0: dopo aver probabilmente superato gravi discordie, istituirono il divieto dell&#8217;incesto, per cui tutti loro rinunciarono alle donne tanto desiderate, che avevano appunto costituito il motivo dell&#8217;uccisione del padre. Cos\u00ec essi salvarono l&#8217;organizzazione che li aveva resi forti e che era probabilmente basata su sentimenti e pratiche omosessuali acquisiti al tempo del loro esilio. Fu forse questa situazione a far sorgere le istituzioni del matriarcato, descritto dal Bachofen, rimasto in vigore fino all&#8217;organizzazione della famiglia patriarcale.<\/p>\n<p>Il sistema totemico era una specie di contratto concluso col padre, per cui questi prometteva tutto ci\u00f2 che l&#8217;immaginazione infantile poteva desiderare da lui, protezione, cura e benevolenza, in cambio dell&#8217;impegno di rispettare la sua vita, cio\u00e8 di non ripetere su di lui l&#8217;atto che aveva ucciso il vero padre. Nel totemismo c&#8217;era anche un tentativo di giustificazione. \u00abSe il padre ci avesse trattati come noi trattiamo il totem, non saremmo mai stati tentati di ucciderlo\u00bb. Cos\u00ec il totemismo serviva a spianare le cose e a far dimenticare l&#8217;episodio da cui aveva tratto origine. Sono apparsi allora dei caratteri che si ritroveranno in ogni religione. La religione totemica \u00e8 sorta dal senso di colpa dei figli come un tentativo per acquietare questo sentimento e per ottenere la riconciliazione col padre ucciso con un&#8217;ubbidienza postuma. Tutte le religioni successive sono altrettanti tentativi per risolvere lo stesso problema, e differiscono tra di loro solo a seconda dello stato di civilizzazione in cui sono sorte e della strada seguita per trovare questa soluzione: ma tutte rappresentano delle reazioni contro il grande avvenimento da cui \u00e8 iniziata la civilizzazione e che da allora non ha cessato di tormentare l&#8217;umanit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Passer\u00e0 ancora molto tempo prima che questo divieto, scavalcando i limiti del clan, assuma la semplice e breve forma del comandamento \u00ab<strong>non <\/strong><strong>uccidere<\/strong>\u00bb. L&#8217;orda paterna \u00e8 stata sostituita dal clan fraterno, fondato sui vincoli di sangue.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 moderna si poggia su un senso di colpa comune, su un crimine di cui tutti sono stati complici, mentre la religione, invece, si basa sul pentimento. Allora, avremo due elementi che si sommano: la morale ed il bisogno di espiazione generati entrambi dal senso di colpa.<\/p>\n<p>Robertson Smith ci ha mostrato che nella primitiva forma del sacrificio torna il banchetto totemico. Il significato dell&#8217;atto \u00e8 lo stesso: <strong>la santificazione mediante la partecipazione al pasto comune<\/strong>; resta anche il senso di colpa, che pu\u00f2 essere placato dalla solidariet\u00e0 di tutti i partecipanti. L&#8217;elemento nuovo \u00e8 rappresentato dalla divinit\u00e0 del clan che, invisibile, assiste al sacrificio e prende parte al banchetto, proprio come un compagno di trib\u00f9, e con la quale ci si identifica partecipando tutti allo stesso atto. Come mai Dio si ritrova in questa situazione che in origine gli era estranea? Si potrebbe rispondere che l&#8217;idea di Dio, non si sa come, era sorta nel frattempo, si era impadronita di tutta la vita religiosa e che il banchetto totemico, come tutto ci\u00f2 che volle sussistere accanto a lui, abbia dovuto adattarsi al nuovo sistema. Ma dall&#8217;esame psicoanalitico dell&#8217;individuo scaturisce con particolare evidenza che ciascuno conforma il proprio dio ad immagine del padre, che l&#8217;atteggiamento di ciascuno nei confronti del dio dipende dal suo atteggiamento nei confronti del proprio padre carnale, varia e si trasforma come questo atteggiamento, e che in fondo Dio non \u00e8 altro che un padre di un ordine pi\u00f9 elevato. Anche in questo caso, come nel totemismo, la psicoanalisi ci consiglia di prestare fede al credente, quando egli parla del suo dio come di suo padre, cos\u00ec come gli abbiamo prestato fede quando parlava del totem come di un suo antenato.<\/p>\n<p>Nessuno pi\u00f9 poteva o doveva arrivare all&#8217;onnipotenza del padre, cui tutti aspiravano. Cos\u00ec, il risentimento nei confronti del padre, che aveva portato alla sua uccisione, col tempo svan\u00ec per cedere il posto all&#8217;amore e ad un ideale di assoluta sottomissione a questo stesso padre primitivo, che si era combattuto e di una illimitata potenza. A causa dei profondi cambiamenti sopravvenuti nello stato di civilizzazione, non pot\u00e9 pi\u00f9 mantenersi la primitiva uguaglianza democratica di tutti i membri del clan; apparve allora la tendenza a ravvisare l&#8217;antico ideale paterno, elevando al rango di d\u00e8i individui che, per certe loro qualit\u00e0, erano superiori agli altri. Che un uomo possa diventare un Dio o che Dio possa morire, sono cose che a noi appaiono assurde, ma che l&#8217;antichit\u00e0 classica considerava ancora come assolutamente possibili e naturali. L&#8217;elevazione del padre ucciso al rango di Dio, da cui la trib\u00f9 faceva discendere le sue origini, era tuttavia un mezzo di espiazione pi\u00f9 considerevole di quanto non lo fosse stato il patto concluso col totem. Non saprei dire dove possano essere collocate, in questa evoluzione, le divinit\u00e0 materne, che forse hanno ovunque preceduto gli D\u00e8i-padri. Ma certamente il cambiamento di atteggiamento nei confronti del padre non \u00e8 rimasto limitato al campo religioso, ma si \u00e8 ugualmente ripercosso nell&#8217;organizzazione sociale che aveva anch&#8217;essa, in precedenza sub\u00ecto gli effetti della sua eliminazione<\/p>\n<p>L&#8217;importanza che ovunque il sacrificio ha acquisito sta appunto nel fatto che, con lo stesso atto con cui il padre era stato umiliato, gli si offre ora soddisfazione per questa umiliazione, pur perpetuandone il ricordo. In seguito, l&#8217;animale perde il suo carattere sacro, e cessano i rapporti tra il sacrificio e la festa totemica.<\/p>\n<p>Il sacrificio diviene un semplice omaggio reso alla divinit\u00e0, un&#8217;autoprivazione in favore di Dio.<\/p>\n<p>Dio si trova ormai talmente al di sopra degli uomini, che ora si pu\u00f2 comunicare con lui solo per mezzo del sacerdote. A capo dell&#8217;organizzazione sociale si trovano allora dei re rivestiti di un carattere divino e che estendono allo stato il sistema patriarcale. Bisogna dire che il padre, ristabilito nei suoi diritti, si vendica ora crudelmente ed esercita un&#8217;autorit\u00e0 dispotica. I figli sottomessi approfittano delle nuove condizioni per liberarsi ancora maggiormente della responsabilit\u00e0 per il crimine commesso. Ormai non sono pi\u00f9 loro, in effetti, i responsabili del sacrificio. \u00c8 il Dio stesso che lo esige e lo ordina. Appartengono a questa fase alcuni miti in cui \u00e8 Dio che uccide l&#8217;animale che gli \u00e8 sacro e che in fondo viene ad essere egli stesso. \u00c8 l&#8217;estrema negazione del grande crimine che ha segnato le origini della societ\u00e0 ed il sorgere del senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo modo di concepire il sacrificio presenta ancora un altro significato, che si coglie facilmente: la soddisfazione che gli uomini provarono abbandonando il culto del totem per quello della divinit\u00e0, cio\u00e8, un surrogato inferiore del padre per uno superiore. La traduzione apertamente allegorica della scena, coincide a questo punto con la sua interpretazione psicoanalitica. Quella ci dice: Dio ha superato la parte animale del suo essere.<\/p>\n<p>Sarebbe tuttavia un errore credere che le tendenze ostili nei confronti del padre siano ormai completamente spente. Anzi, nelle prime fasi delle due nuove formazioni sostitutive del padre, cio\u00e8 degli d\u00e8i e dei re, ritroviamo pi\u00f9 che mai le manifestazioni di questa ambivalenza che resta caratteristica della religione. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Note sul fenomeno del Banchetto Totemico Sottolineando il conflitto tra la tesi spirituale, interiore ed esoterica, e la sua antitesi esteriore, le religioni profane esteriori ed exoteriche, si \u00e8 individuato con esattezza, a parer mio, il nodo dell\u2019apparente conflitto che si pone tra il sacro ed il profano: due elementi che, come le due facce della stessa moneta, possono coesistere assieme solo se riconosciute per quello che realmente sono. 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